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RASSEGNA STAMPA

Lazio, cresce la concorrenza per Bamba Dieng. In lista anche Piccoli. Noslin e Dia…

Su Ratkov la società continua a crederci fortemente.

Valutazioni di mercato in casa Lazio. Anche davanti, riporta il Corriere dello Sport, la situazione è in stallo: cresce la concorrenza per Bamba Dieng del Lorient, uno dei profili seguiti per rinforzare il reparto. Sul senegalese si registra infatti una forte accelerazione del Betis. Parallelamente, nella lista ci sarebbe pure Piccoli. La Fiorentina, alle prese con la necessità di alleggerire il monte ingaggi, potrebbe valutare una cessione in prestito dell’ex Cagliari. In ogni caso, anche qui prima bisogna vendere. I nomi maggiormente esposti restano quelli di Noslin e Dia. Su Ratkov, invece, la società continua a crederci fortemente e lo considera uno dei giocatori su cui costruire il futuro. Tante idee, ma ancora nessuna accelerazione decisiva

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, valutazioni in difesa: Rivero lascia il River, piace anche Coppola

L’argentino potrebbe corrispondere all’identikit ricercato da Fabiani.

Lautaro Rivero, difensore centrale del River Plate è finito ufficialmente tra i giocatori destinati a lasciare il club argentino nel corso di questa estate. La notizia arriva direttamente dall’Argentina. Secondo quanto riportato da Olé, il presidente del River, Stefano Di Carlo, avrebbe inserito il centrale nella lista dei 15 giocatori destinati a essere ceduti per avviare un profondo rinnovamento della rosa. Una decisione maturata dopo una stagione complicata per il centrale mancino classe 2003, passato in pochi mesi dall’essere considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio argentino a diventare uno dei giocatori più discussi dell’organico. Alcuni errori pesanti nelle gare decisive hanno inciso sulla valutazione tecnica del club, che ora è disposto ad ascoltare offerte comprese tra i 7 e i 10 milioni (a dispetto di una clausola rescissoria da 100). La Lazio
segue da tempo la situazione. Rivero potrebbe corrispondere all’identikit ricercato da Fabiani: giovane, con margini di crescita, ma già abituato a confrontarsi ad alti livelli. Mancino naturale, alto 1,85 metri, nazionale argentino lo scorso anno, rappresenterebbe una possibile soluzione per il futuro del reparto arretrato.

Come riporta il Corriere dello Sport però, non è però l’unico nome monitorato. Nelle ultime settimane è stato accostato con continuità anche Diego Coppola, centrale di proprietà del Brighton, nell’ultima stagione in prestito al Paris FC. Stessa età, stesso ruolo e una situazione simile: anche lui potrebbe partire soltanto a determinate condizioni economiche. Il problema è che la Lazio non è sola. Su Rivero si sono mossi diversi club europei.

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Lazio, settimana decisiva per Romagnoli: Al-Sadd fermo sull’offerta da 3 milioni

A gennaio l’Al-Sadd arrivò a mettere sul tavolo oltre 7 milioni più bonus.

Romagnoli continua ad aspettare sviluppi sul proprio futuro, sospeso tra la Lazio e l’Al-Sadd in una trattativa che da mesi procede tra accelerazioni, frenate e continui rinvii. L’unica certezza, al momento, resta la volontà del giocatore, in scadenza di contratto a giugno 2027.
Il centrale, ribadisce il Corriere dello Sport, ha già trovato da tempo un accordo con il club qatariota sulla base di un contratto triennale da 6 milioni a stagione. L’Al-Sadd è fermo sull’offerta da 3 milioni per il cartellino. Una cifra inferiore rispetto a quella presentata a gennaio, quando arrivò a mettere sul tavolo oltre 7 milioni più bonus.

Lotito, conclude il quotidiano, continua a riflettere soprattutto
sulle modalità di pagamento, aspetto che al momento rappresenta uno dei principali punti di discussione. La sensazione è che nei prossimi giorni possano avvenire nuovi contatti per provare a
sbloccare definitivamente la situazione. Sullo sfondo resta poi
una questione che aveva contribuito al clamoroso stop dello scorso inverno, quella delle mensilità arretrate. Anche e soprattutto questo aspetto dovrà essere chiarito.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito vuole trattenere Gila. Intanto fissa il prezzo per lo spagnolo

Il rischio è arrivare all’ultima settimana col dubbio che lo spgnolo resti o meno.

Lotito ha assicurato a Gattuso che farà l’impossibile per tenere Gila. Unica eccezione: il patto, riporta il Corriere dello Sdport, cadrebbe se arrivasse un’offerta da 30 milioni. Non un euro in meno. Una parola che vincola il presidente a Rino e che Rino prende per buona. Che ne pensa Super Mario? Ha un’offerta dal Napoli, prima ancora s’erano mosse le big del Nord, tutte e tre. All’estero danno Atletico Madrid e Chelsea in agguato. Difficile resistere al canto di certe sirene per un ragazzo arrivato al top del mercato, di 25 anni, che guadagna poco più di un milione all’anno. Restando
per un’altra stagione dovrebbe rinviare sogni di gloria e di benessere al 2027, quando sarà in scadenza e si libererà a zero. Gila è sotto contratto, se Lotito s’impunta può fare ben poco. Ma la patata bollente passerebbe nelle mani di Gattuso, è lui che si troverebbe a gestire un giocatore costretto a restare. I dubbi di Rino sono le motivazioni, spera che Gila le abbia per vivere un’altra stagione con la Lazio. L’attaccamento di Mario non è in dubbio. Il contesto però rischia di minare la tranquillità di ogni giocatore.

La promessa di Lotito a Gattuso sarà a prova di verità per tutto il mercato. Un mercato lungo. Il rischio, conclude il quotidiano, è arrivare all’ultima settimana col dubbio che Gila resti o meno. Chi può escludere un’offerta da 30 milioni nel rush finale? Prezzo smodato per un giocatore in scadenza tra un anno, che a gennaio potrà accordarsi con altri club a zero per giugno 2027. Ma non è una garanzia di permanenza. Lotito ha tenuto il punto ai tempi di Milinkovic, venduto per 40 milioni. Il caso Gila è la riprova della sua parola, salvo prova contraria.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Il muro contro muro di Lotito non lo capisco. Difficile che un calciatore scelga la Lazio” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Baldini è un allenatore preparato e, soprattutto, in grado di unire i ragazzi, i tifosi; è uno vero, genuino. Per me la sua permanenza sulla panchina azzurra può essere una scelta giusta.

La scelta del tifo organizzato? Il presidente deve capire che questa ‘guerra’ non fa bene a nessuno. Non riesco a comprendere questo muro contro muro di Lotito, è una cosa assurda.

Sapevamo già tutto, non credo che ci sia da stupirsi. Anche Gattuso è arrivato consapevole della situazione. Giocare col pubblico può aiutare, dare entusiasmo. Non comprendo perché non si lavori per trovare una soluzione, perché non c’è la volontà di fare un passo in avanti.

Questo clima quanto incide in un calciatore che deve arrivare? Se ho la possibilità di scelta, non scelgo questa situazione. Ecco, l’obiettivo dell’allenatore e della squadra deve essere quello di far cambiare idea, di portare gente”.

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TIFOSI

La rivolta dei laziali, la contestazione continua: “Non ci abboniamo. Sarà boicottaggio totale…”

Attraverso un lungo comunicato il tifo organizzato della Lazio ha comunicato la sua decisione riguardante la prossima stagione, scegliendo di non abbonarsi:

«Ci vediamo costretti dunque a continuare la linea intrapresa fino ad oggi a quindi per la prossima stagione i gruppi del tifo organizzato hanno deciso che: 

NON si abboneranno e non presenzieranno alle gare casalinghe sia di campionato che di Coppa Italia; Siamo coscienti del fatto che perderemo la prelazione dei nostri posti che abbiamo occupato per decenni, ma non siamo più disposti e disponibili ad accettare questa situazione, saremo presenti solo quando lo decideremo Noi.
Siate, per una volta, coerenti con i dinieghi che avete imposto in questo anno e non usate le scenografie della Curva Nord, autofinanziate dai tifosi, per la campagna abbonamenti!
Saremo presenti in tutte le trasferte, cercando di sostenere i ragazzi e fargli capire che questa situazione non dipende né da loro né dal nuovo allenatore, al quale rivolgiamo il nostro benvenuto, chiedendogli di avere un comportamento degno del simbolo che rappresenterà;
Saremo presenti ai derby, sia in casa che in trasferta. Pensavamo di avere di fronte una tifoseria che avesse un minimo di mentalità, invece, hanno preferito alzare striscioni e fare cori contro una curva vuota, dimostrandosi quelli che sono: “Romanista…romanista”
Disdiremo in blocco e non rinnoveremo gli abbonamenti a tutte le piattaforme che trasmettono a pagamento le partite della Lazio, per sensibilizzare ulteriormente l’ambiente sportivo italiano, sia economicamente che visivamente, sul gravissimo stato in cui verte la nostra amata Lazio.
Ci ritroveremo per vedere le partire casalinghe della nostra Lazio in bar, ristoranti e pub dei nostri fratelli laziali;
Boicotteremo tutte quelle attività che daranno il loro appoggio a questa presidenza, siano essi sponsor o partner vari. Un boicottaggio che non è iniziato da noi, ma da chi ha imposto ai tesserati della SS Lazio di non frequentare le attività gestite dai tifosi più in vista.
Finché il sig Lotito resterà alla guida della SS Lazio, non daremo il nostro voto a Forza Italia e ad i candidati da lui sostenuti, fossero anche tifosi della Lazio. Questa scelta è stata provocata dal senatore Lotito, il quale ha voluto mischiare in più occasioni il suo ruolo di presidente della Lazio con quello di Senatore della Repubblica, trascinando la politica all’interno di questa disputa con la tifoseria.


Queste sono le scelte dei gruppi del tifo organizzato biancoceleste. Nessuno è obbligato a seguire le nostre scelte e ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma invitiamo tutti i tifosi della Lazio di sentire il proprio cuore, senza dimenticarsi di ascoltare la propria coscienza e rispettare la propria dignità. Lo facciamo per il futuro della nostra Lazio, lo facciamo per i laziali. Stiamo compiendo l’ennesimo estremo atto d’amore, perché un giorno i nostri figli possano godersi una Lazio libera della tirannia di un uomo che ha anteposto il denaro alla passione, il proprio ego alle volontà di un popolo, l’aridità del suo cuore all’amore per un simbolo che ci ha reso e ci renderà sempre fieri! AVANTI LAZIO! AVANTI LAZIALI!»

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CALCIOMERCATO

La Lazio riparte dalle cessioni (e dal taglio dei costi): Romagnoli-Al Sadd stavolta si fa. E la cifra è più bassa…

Dopo la cessione sfiorata a gennaio, adesso Alessio Romagnoli è pronto a dire addio alla Lazio. Come riportato da SkySport infatti, il difensore centrale è in procinto di approdare all’Al-Sadd di Roberto Mancini, la stessa squadra che lo aveva praticamente ingaggiato nel mercato invernale. L’ormai ex numero tredici biancoceleste lascia la Lazio dopo quattro stagioni, 161 partite, 8 gol e 2 assist, per una cifra di circa 3 milioni di euro. La metà circa rispetto a quanto avrebbe incassato in inverno. Capolavoro e taglio dei costi che prosegue in pieno regime di austerity.

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Bisignani: “Lotito soffre momento di solitudine, ci sono banchieri pronti ad aiutare. Berlusconi gli direbbe…”

LUIGI BISIGNANI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Le righe sulla trattativa che c’era stata con JP Morgan per conto di un investitore straniero, un passaggio di una questione di 6-7 anni fa, voleva dimostrare la forza di un brand come la Lazio che da anni ha investitori che cercano di entrare e dare una mano a Lotito. Quella trattativa non andò in porto, ma certamente c’è stata, me l’hanno anche riconfermata i protagonisti, che da bravi banchieri logicamente né smentiscono, né confermano: fanno no comment, ma chiaramente c’è stata. La cifra esorbitante che chiedeva Lotito allora, e che chiede ancora adesso, allontana tutti quelli che possono avvicinarsi alla Lazio e questo è un grande peccato.

Il mio sentimento è quello di un tifoso da sempre. Mio nonno ha preso una multa perché con la razionalizzazione del cibo e con le tessere alimentari è andato a pagare una cena ai giocatori della Lazio durante la guerra. Io sono tifoso da sempre, sono stato anche raccattapalle della Lazio, è un amore che poi si passa da padre in figlio, i miei figli sono tutti laziali, tra i nipotini ce n’è persino uno in Kenya adesso che è nato da tre mesi e ha il body della Lazio. Perciò voglio dire è un amore che si tramanda. Anche se far diventare i nipotini laziali è molto molto complicato.

C’è un grande mondo laziale anche adesso di imprenditori, di banchieri che vorrebbero comunque dare una mano alla Lazio. Penso in Fucino a Mauro Masi, a Francesco Maiolini, al direttore generale del Tesoro Francesco Soro, c’è della gente che vorrebbe essere in qualche modo coinvolta per dare delle idee gratuitamente, per cercare di uscire da questa impasse perché la Lazio è grande,i suoi tifosi sono grandi e non gli piace vedere questo isolamento in cui siamo caduti perché la verità vera è che la Lazio e il suo presidente in questo momento purtroppo sono isolati, sono isolati in federcalcio, sono isolati nella. Lega, un po’ il presidente ha anche difficoltò in Forza Italia e questo dispiace perché comunque è un uomo che ci ha messo e ci mette una grande passione, ma c’è un momento in cui forse bisogna anche fare un minimo di passo indietro e ascoltare la gente perché il brand di una squadra sono soprattutto i tifosi. Berlusconi questo gli direbbe a Lotito: ‘Senti i tifosi, non puoi avere una squadra senza i tifosi e contro i tifosi’.

Il limite di Lotito sicuramente ci sarà e credo che sia sia quello di tifoso e di imprenditore e di quello di legare probabilmente la vendita o la partecipazione di un fondo alla Lazio a quando avrà lo stadio Flaminio, che per noi tifosi sicuramente vale uno scudetto. Però purtroppo non ci sono più i tempi perché i tempi dello stadio Flaminio non possono andare d’accordo con i tempi della gestione sportiva. Da questo punto di vista siamo fuori tempo perché uno stadio ha bisogno di molte risorse, che vengono soprattutto per una squadra di calcio da quelli che sono i risultati economici che sono rappresentati appunto dal brand, ai diritti commerciali, i diritti televisivi e se noi andiamo sempre più giù con i tifosi che protestano, le televisioni che non ci vogliono più e il brand commerciale che va giù certo poi è difficile trovare le risorse per lo stadio Flaminio. Quanto poi all’idea e alla suggestione del Nasdaq mi sembra una cosa un pochino dura da venire perché le regole americane per quanto riguarda il Nasdaq sono stringenti dal punto di vista patrimoniale per cui secondo me stiamo facendo dei voli che non vorrei che andassero a cozzare con la realtà e questo forse i tifosi cominciano a capirlo, da qui questa protesta perché non vediamo la luce.

Io non voglio logicamente polemizzare né con Lotito né con la Lazio ma io vi chiedo se ci sono dei fondi internazionali che sono addirittura interessati a squadre italiane di Serie C, di Serie B e anche di Serie A, ma secondo voi nessuno pensa a investire sulla Lazio che è una delle più antiche società di calcio e la più antica di Roma e che sta in una città in cui c’è un appeal fortissimo? In realtà probabilmente non si avvicinano perché sanno che Lotito per ragioni imprenditoriali sue non ne vuole sapere. Ma secondo voi chi compra una squadra di Serie C o i mezzi per comprare una squadra di Serie B non prova ad approcciare una squadra di Serie A come la Lazio?

Tutte le banche d’affari internazionali che si occupano di sport e di calcio hanno certamente la Lazio come obiettivo ma se la valutazione che Lotito fa della Lazio è totalmente fuori mercato uno non ci si avvicina neanche. Se lei ha un appartamento da 200mila euro e lo vuole vendere, facciamo un esempio a 800mila, sa perfettamente che non ci sarà nessuno che ci si avvicina. Il problema è trovare qualcuno che faccia capire al Lotito che le regole del mercato sono diverse, ma probabilmente lui ha un’altra prospettiva, quella probabilmente di vendere la squadra sportiva con lo stadio insieme. Ecco, ci si arriverà però bisogna vedere come ci si arriva. Ho fatto nomi: Maiolini, Francesco Soro, Ferruccio Ferranti. Sono persone che nel Lazio, a Roma e nel mondo bancario nazionale hanno della rilevanza. 

Lotito soffre un po’ un momento di grande solitudine perché certamente lui per tanti anni è stato un protagonista assoluto sia nella federazione, sia nella Lega: i massimi organi che condizionano il calcio italiano sono passati di mano e lui non ha più quel controllo e quel peso di una volta. Probabilmente si sente un po’ più smarrito, però lui ha la forza di un grande brand e poi anche i tifosi perché quello che io ho capito dopo questo articolo che ha dato una scossa al sistema è che il popolo naziale sa soffrire, sa reagire ma è veramente unito sulla squadra, per cui mi piacerebbe che Lotito da questa scossa che c’è stata e di cui io sono stato involontario protagonista possa trovare la forma non per fare un passo indietro ma comunque per cercare di capire quello che è lo spirito dei tifosi laziali, che è un grande spirito perché ha saputo sempre combattere. Noi siamo passati dalle tragedie terribili, dal calcio scommesso, dai nove punti in meno, dalla retrocessione, dalla famosa partita di Napoli in cui stavamo andando in Serie C, l’ultimo periodo dell’era Cragnotti, per cui sa soffrire e capisce quando deve stare vicino a una squadra, se c’è questo momento di rottura è forse perché non vede una prospettiva di riscatto che Lotito dovrebbe cercare di capire.

Il tifoso vive di speranze, la prossima speranza è certamente la campagna acquisti e capire come ci muoviamo, come si è arrivati alla scelta di questo allenatore, perché è andato via uno come Sarri che certamente era amato dalla tifoseria. Io credo che sia più un risvolto psicologico, io credo che Lotito alla fine starà a sentire qualcuno che gli dice cerchiamo di aprire un tavolo, cerchiamo di avere qualche consiglio. Nessuno vuole dire che deve vendere a tutti i costi, perché chiaramente lui è il padrone della squadra, ma un buon padrone deve anche capire e ha un esempio davanti a tutti, a parte Berlusconi che poi ha venduto e che era uno dei suoi punti di riferimento, la famiglia Percassi. È andata in minoranza nell’Atalanta, Percassi prima padre e poi figlio sono rimasti presidenti, è una squadra che ha vinto due anni fa un titolo europeo molto importante, che ha un Under 21 e delle giovanili fantastiche. Diciamo che il modello che Lotito dovrebbe seguire è quello della famiglia Percassi.

Cairo quando decide che deve fare un passo indietro al Torino? Quando i tifosi granata seguendo l’esempio della Lazio cominciano anche loro a disertare lo stadio e a contestare la dirigenza, perché un conto è contestare il presidente e l’hanno fatto tutti in tutte le squadre nei momenti migliori o nei  momenti peggiori della loro vita, ma non andare allo stadio è un atto di ostilità assoluta. I tifosi della Lazio trovano il coraggio, perché ci voleva coraggio, di non andare a vedere il derby che per noi è la massima partita dell’anno. È un rischio avere gli stadi vuoti televisivamente per il grande network del circuito televisivo internazionale del calcio. Già il nostro calcio è così in crisi, perché nel giro di 10 anni noi abbiamo perso quel grandissimo glamour che avevamo in giro per il mondo, perché oggi il calcio tedesco e il calcio inglese li trovi a Shanghai. C’è un amico presidente di una squadra di calcio che dice: ‘Noi dobbiamo vincere non tanto in Italia, quanto con il fioraio di Shanghai che quando va a comprare l’abbonamento del calcio sceglie la Serie A come era un tempo’. Se noi andiamo con gli stadi vuoti diventa anche un problema.

La mia lettera era la lettera appassionata di un tifoso. Questa smentita su JP Morgan? È una cosa di 7-8 anni fa e Mario Mistiroli diceva che una smentita è una notizia data due volte. Dal punto di vista della comunicazione noi dobbiamo trasmettere grandezza, non dobbiamo trasmettere continuamente miserie contro gli allenatori, contro il sistema, contro il campionato, contro gli orari. La Lazio è una società elegante, i tifosi laziali hanno questo tratto caratteristico che tutti riconoscono, perciò io vorrei tornare un po’ più di eleganza che è poi quello che i tifosi laziali, la grande parte dei tifosi laziali riconoscono la nostra squadra.

Il risultato di questa frattura così drammatica con la tifoseria è anche perché non ci si parla, bisogna trovare delle forme di collaborazione, non si può stare contro i tifosi, non si può polemizzare, bisogna ascoltarli. Io capisco che magari può essere difficile per un uomo col carattere come Lotito, però secondo me è veramente necessario perché lui sta facendo male a se stesso. È uno che poi alla Lazio ha dato tanto e non possiamo non riconoscergli in merito, però rischia di bruciare tutto in questo modo, io me l’auguro che qualcuno attorno a lui faccia da ponte. C’era un grande dirigente della Lazio che si chiamava Di Giambartolomei, una persona fantastica che stava accanto al presidente Umberto Lenzini che questo lavoro lo faceva. Sergio Cragnotti aveva delle persone accanto che appunto gli facevano da cuscinetto e ancora oggi è considerato un grandissimo presidente e ogni volta che viene allo stadio viene omaggiato da tutto lo stadio.

Più sei irruento, questo vale anche per i portavoce della politica, e più il consigliere deve essere moderato. Accanto a personalità così irruenti serve sempre qualcuno vicino che sappia mediare, io non conosco bene quali sono i collaboratori del presidente Lotito però certamente serve che qualcuno inizi il dialogo perché così veramente si va veramente a far bruciare tutto. 

Mi è capitato più volte di parlare con Lotito e lui è sempre un fiume in piena, poi comunque siamo sempre in una situazione di attacco verso qualcuno, verso qualcosa: non è uno dialogante. Anche dove magari non c’è, lui vede il fuoco: questo forse è un po’ un errore, bisognerebbe essere un pochino più sereni.

Io ho fatto solo un articolo da tifoso, da uno che stima Lotito, non cerco nessun tipo di visibilità di questo genere, le persone che io ho citato anche nell’articolo lui le conosce personalmente perfettamente, basterebbe un sms per proporre un incontro per la Lazio, per sentire qualche consiglio gratuito, e loro sarebbero tutti pronti a dare una mano. I nomi li ho fatti, non c’è bisogno di me, a me è bastato dare una scossa, ecco, perché io voglio che i miei nipoti escano dallo stadio contenti con la bandiera della Lazio e non piangendo come mi è capitato con Sebastiano per le ultime tre partite”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Gattuso vuole un terzino destro: piace ancora Martinez, ma Lazzari…

«In questo caso il profilo (nome uscito fuori a inizio anno e mai fuori dai radar) è Arnau Martinez del Girona retrocesso in Segunda Division all’ultima giornata». Così recita l’edizione odierna de “Il Messaggero” nell’articolo dal titolo “Le richieste di Gattuso”.

Il terzino ex SPAL potrebbe quindi partire dopo sette anni in biancoceleste. Il suo contratto scade nel 2027 e per la Lazio questa sarebbe l’ultima annata per monetizzare con la sua cessione prima di perderlo a zero. In caso di una sua partenza la Lazio avrebbe messo gli occhi su Arnau Martinez, terzino classe 2003 del Girona, appena retrocesso in Segunda Division in Spagna, dopo una stagione da due gol e tre assist in 35 presenze stagionali

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “La Lazio affonda, ma a Lotito scivola tutto addosso. Solo una risposta a Bisignani…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ho parlato di Provedel tanti mesi fa. Leggere Lotito è facile, se non ci sono i soldi si vendono i migliori giocatori, si abbassa il monte ingaggi e si comprano delle scommesse. Nella Lazio non esiste programmazione tecnica, esiste solo programmazione economica a risparmio. Sia su Mandas che Provedel, se arriva un’offerta per entrambi la società li cede tutti e due. La Lazio purtroppo è bloccata sul mercato, sia in entrata sia in uscita. Bisogna anche capire cosa è stato promesso a Gattuso, ricordo che il mister è uno che ha lasciato la Fiorentina prima dell’inizio del campionato per promesse non mantenute. Se Gattuso fallisce anche alla Lazio poi non se lo prende nessuno.

Puntualmente ieri è arrivato il comunicato della Lazio sull’argomento cessione. Bisignani ha toccato altri 99 argomenti, dicendo che ha dato il massimo ma non ce la fa più e che Lotito è contro tutti, e che vogliono tutti scappare da questa situazione. Come al solito non avendo la possibilità di replicare non rispondono su queste cose, rispondono solo sulla presunta offerta. Gli scivola tutto addosso, la Lazio continua ad affondare e i tifosi non credono più ad una virgola e si continua a scendere in classifica.

In Serie A ci sono 20 squadre, tredici hanno fondi stranieri, le altre sette sono ad esempio la Juventus che è come se lo fosse o il Torino che appena può vuole vendere. La Lazio, l’Udinese e il Frosinone sono le uniche tre società rimaste in questo tipo di situazione”.