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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Liverani: “Alla Lazio basta un episodio per diventare dirompente. Segnale importante, ma le altre non si fermano…” (AUDIO)

FABIO LIVERANI in collegamento a ‘NMM’

Una squadra forte come la Lazio fa in modo che un episodio come quello di Pobega si trasformi in qualcosa di dirompente. Dopo 35′ la gara è cambiata, dall’espulsione in poi il Bologna ha fatto solo fase difensiva. La squadra di Baroni ha giocato in modo intelligente fino al vantaggio, poi quando ha degli spazi da sfruttare diventa dirompente in questo momento.

La Lazio fa le cose giuste con l’intensità giusta, sta andando sulle ali dell’entusiasmo. A fine primo tempo, Baroni ha dato le indicazioni giuste, ha sfruttato l’ampiezza del campo grazie al lavoro dei terzini. Alla lunga, per la squadra di Italiano, è diventato impossibile.

Il segnale di ieri è forte. Anche se devo dire che anche le altre stanno facendo altrettanto. E’ un segnale quello della Lazio continuativo con le concorrenti, intanto sta alimentando l’entusiasmo proseguendo sulla strada giusta. Un giocatore come Pellegrini, oggi, si sente protagonista. Sa di essere l’alternativa di Tavares, ma ha anche la consapevolezza di potersi esprimere, di avere una dimensione precisa.

Le scelte di ieri non mi hanno sorpreso. Pedro dal 1′ e non Isaksen? Lo spagnolo è stato 15 giorni con il tecnico. Eccezion fatta per Castellanos che è stato in Nazionali, gli altri calciatori si sono allenati e per questo sono sti scelti per partire titolari”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “La Lazio è forte. Bene tutti, fenomeno Baroni. Gila? Simile a Chiellini, ma…” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste dopo la vittoria casalinga della Lazio sul Bologna:

Fino all’espulsione bella partita, tutte e due le squadre giocavano a calcio. Gara studiata bene a tavolino; la Lazio ha dimostrato di essere forte. Io avevo delle paure sul fatto di riaccendere subito l’interruttore, ma i biancocelesti andavano a mille.

Bene tutti. Castellanos anche quando non segna è importante per la squadra, è utile. La Lazio ha dimostrato che è cresciuta anche sul piano della mentalità; Baroni è un fenomeno in questo momento e con il suo staff sta trovando le strategie giuste.

Pellegrini sta facendo un ottimo campionato; è stato intelligente a fare quello che serviva per lui e la squadra. Lazzari mi è piaciuto, sta bene anche fisicamente; ha qualità diverse da Marusic, se devi fare la partita e rompere gli equilibri lui c’è.

La Lazio è la squadra più europea che abbiamo in Italia insieme all’Atalanta ed è quella che gioca meglio.

Cancellieri per me sarebbe stato un giocatore per Baroni. In questa squadra ci starebbe benissimo. Dove lo avrei visto? A destra.

Tchaouna ha qualità indubbie ma ancora gioca da ‘ragazzino’, non è consapevole del suo potenziale. Isaksen, anche in occasione del rigore, dimostra che non è un finalizzatore, deve essere più egoista. Dele-Bashiru ha dimostrato di non essere un play, come seconda punta ha dimostarto di essere molto utile. Ci sono grandi margini di miglioramento in questa squadra.

Gila? E’ forte. Complimenti a chi è andato a prenderlo. Bravo anche nella voglia di migliorarsi e di voler sempre essere protagonista. Ha tutto ciò che serve ad un difensore moderno. E’ un difensore alla Chiellini, ma con i piedi migliori e la mentalità spagnola“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Col Bologna esame importante. Centrocampo a 3? Ecco perché Baroni vuole Vecino in campo…” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste alla vigilia della gara casalinga della Lazio contro il Bologna:

Con l’eventuale 4-3-3 davanti cambia poco; questa scelta significa che nella fase di non possesso non si vuole dare spazio agli avversari, io la leggo così.

Dopo la sosta ci possono essere sorprese per quanto riguarda atteggiamento e applicazioni e Vecino garantisce leadership, oltre a possedere corsa e fisicità. Credo che Baroni voglia mettere una squadra più corta, più equilibrata, almeno all’inizio. Nella transizione bisogna essere meno palleggiatori, si deve verticalizzare.

Casale? Non mi piace, non mi aveva convinto neanche a Roma. Ndoye assenza pesante per loro; è veloce, bravo.

Castellanos? Caratterialmente mi piace molto, trasmette voglia di giocare, fame. E’ un attaccante che ha tutti i requisiti per far vedere come si deve svolgere il ruolo, sia tecnicamente che caratterialmente. Ogni tecnico vorrebbe avere un calciatore così davanti. Si mette a disposizione della squadra.

Serve riaccendere l’interruttore. Questo esame è molto importante. La sfida sarà decisiva per il percorso di crescita: si capisce se si deve lavorare ancora o se si è fatto uno step“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Col Bologna gara tosta ma basterà giocare da Lazio. Ecco l’unico timore che ho…” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste sul momento della Lazio:

Col Bologna è una gara che determinante, che mi farà dare il primo voto a questa squadra, soprattutto per la gestione post sosta. Fa parte della crescita passare questo ‘esame’. E’ una partita bella da disputare, contro una squadra che gioca e che ti può mettere in difficoltà; dal canto nostro noi possiamo mettere in difficoltà loro e fare bene, con la voglia di vincere.

Il Bologna è una squadra organizzata, propositiva, sa quello che vuole. Dietro hanno esperienza: De Silvestri è intelligente e fisico, bisogna fare attenzione. Il Bologna ha la sua identità, ma la Lazio è la Lazio. I biancocelesti devono pensare a fare la loro partita. La Lazio deve fare la Lazio e se fa questo non avrà problemi.

Io sono un po’ preoccupato: se la partita sarà equilibrata e servirà rompere gli equilibri, l’assenza di Tavares peserà molto. Non è mancanza di fiducia nei confronti di Pellegrini, chiunque altro avrebbe problemi. Anche questo è un esame che voglio vedere.

4-3-3? Il tecnico farà la disamina giusta disamina.

L’unico timore che ho riguarda quanto hanno speso Rovella e Guendouzi in queste due settimane. Poi se girano, gira tutto perché gli altri si adeguano al loro ritmo“.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Alla Lazio ho trasformato i fischi in applausi, io e Signori ci completavamo. Marusic o Lazzari? Ecco chi scelgo…

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste sul momento della Lazio:

L’eventuale assenza di Pedro sarebbe pesante, ma c’è tempo per lui per recuperare. Poi invece di fare due gol, essendo magari un po’ debilitato, ne farà solo uno (sorride, ndr).

Dia ok, mentre l’assenza di Tavares è pesante. A livello tattico mi aspetto una gara a grandi ritmi, giocata sulle transizioni, sul rubare palla e ripartire. Credo che la partita si deciderà sull’attenzione, soprattutto quando si perderà palla.

Marusic o Lazzari? Dico il montenegrino, per fisicità e per l’equilibrio che può dare alla squadra. Per questa sfida, molto delicata, sceglierei quindi lui. Questa partita ti indirizza, è fondamentale per il momento, considerando la sosta e l’infortunio di Tavares. Voglio vedere un atteggiamento famelico, con voglia di giocare e vincere. Entrambe giocheranno verticalizzando. Dovremo stare attenti alla loro trequarti che può metterci in difficoltà; sarà importante chiudergli la linea di passaggio.

Chi prenderei del Bologna? Ndoye, in una rosa che fa la Champions, ci sta; Freuler anche mi piace, così come Posch.

Io a Roma ho trasformato i fischi in applausi. Ad un certo punto ho pensato di smettere, si era creata una situazione brutta ma poi ne sono uscito fuori col carattere. Nella gara col Vincenza in casa avevo la febbre alta, giocai lo stesso; a tre minuti dalla fine del primo tempo il tecnico mi tolse, mentre perdevamo, e passai per il capro espiatorio. Arrivavano tanti fischi e il risultato sembrava colpa mia; dopo questa partita continuavano i fischi rivolti a me e per me era difficile giocare fino a quando è arrivato Zoff che mi ha messo nel finale di una partita vinta con la Fiorentina: feci fare gol e ottenemmo il successo, da quel momento ho trasformato i fischi in applausi. Questo è stato il traguardo più bello, in una piazza così importante.

Per me Zeman, che in questa occasione è stato poco psicologo, rimane il numero 1, per come insegna calcio, per mentalità. Non conosce la parola recupero, ma ha più pregi che difetti.

Io e Signori? La fortuna nostra, e di Zeman, è stata conoscerci bene, anche con Baiano. Eravamo forti lì davanti e ci completavamo. La mia qualità era dribblare e creare superiorità numerica, quella di Beppe è di segnare e Ciccio era un centravanti anche di manovra“.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio e Bologna si assomigliano. Marusic a sinistra? No, ecco perché…” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste sul momento della Lazio:

Pellegrini è un ottimo giocatore, sta facendo bene adesso, ma non è la stessa cosa di Tavares. Dobbiamo cambiare strategia. Marusic a sinistra eLazzari a destra? No, Marusic non lo vorrei più vedere a sinistra e poi sembrerebbe una bocciatura, immeritata, per Pellegrini.

Se facciamo accentrare Orsolini diventa un problema, invece farlo giocare spalle alla porta gli toglierebbe molto. Il Bologna ha dei principi di gioco ben chiari. Ci assomigliamo un po’ come squadre. Italiano a Bologna cerca il gol col collettivo, ha Castro ma non è un bomber.

Se l’allenatore vuole Folorunsho, sarebbe giusto prenderglielo. Il tecnico vorrebbe due ciliegine per completare la torta: la priorità è il centrocampista centrale“.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Tavares è un fattore determinante per questa squadra. Ecco chi prenderei per la Lazio…” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste sul momento della Lazio:

A me in mezzo al campo entusiasmano De Roon dell’Atalanta e Freuler del Bologna. Il Bologna mi spaventa, ho timore e rispetto di questa squadra; il tecnico è bravo e fa giocare le sue squadre in maniera propositiva.

Posch e Beukema? In questa Lazio devi prendere chi migliora la rosa e non sono questi i profili adatti. Se vogliamo fare uno step ulteriore serve il cambio di passo da parte del presidente; occorre cambiare strategie per non ottenere i soliti risultati.

Lucumì e Ndoye? Il primo mi spaventa un po’, ha la cavolata incorporata. L’altro invece mi piace, ha tutto per fare bene e fare la differenza in quel ruolo; noi lì siamo ok, ma un’aggiunta così sarebbe utile.

Pellegrini sta facendo bene ma Tavares è un fattore in questa Lazio, non possiamo dire il contrario. La sua eventuale assenza sarebbe pesante. Sono quelle situazioni che ti spostano l’obiettivo per cui lottare. Io sono molto preoccupato. Pellegrini ok, siamo affezionati, ma non è la stessa cosa. E’ chiaro comunque che Luca può fare bene.

Floriani Mussolini? Come passo è da Lazio, deve migliorare nella fase difensiva. Deve migliorare nelle letture, nel ragionare più da difensore. Cose che si acquisiscono con il gruppo.

A me piace Prati del Cagliari. Lui me lo andrei a prendere. E’ un classe 2003, compie 21 anni a fine dicembre. E’ un calciatore tecnico, intelligente, dotato di un buon tiro da fuori e ha margine di miglioramento.

L’unica incognita in questi giorni è su come la Lazio tornerà in campo. Servirà stare sul pezzo e dopo la sosta non è facile. Pedro, Vecino, Romagnoli e anche Zaccagni possono dare una grande mano su questo“.

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‘NMM’ – Liverani: “Crespo era speciale, Dia il migliore che ho allenato. Ecco in chi mi rivedo…” (AUDIO)

FABIO LIVERANI in collegamento a ‘NON MOLLARE MAI’!

La Nations League va presa con le pinze, non che non sia una competizione importante, ma le gare di agosto saranno sempre diverse da quelle che si giocano più avanti.

L’inizio dell’Italia forse ci ha fatto pensare che i problemi fossero risolti, ma comunque il percorso intrapreso è giusto. Ci può stare la sconfitta con la Francia, sono stati superiori. In questo momento siamo al di sotto delle big d’Europa, ma poi nelle gare può succedere di tutto.

Centravanti? Noi oggi abbiamo Retegui che è il capocannoniere e Kean che forse sta facendo il salto definitivo ma sono calciatori che stanno uscendo ora, non hanno conoscenze in campo europeo. Il centrocampo invece ad oggi per me è uno dei più forti d’Europa, anche considerando i ricambi; in mezzo al campo ci sono tutte le qualità, velocità, gol, dinamicità. Davanti siamo ancora alla scoperta dei nostri attaccanti, non abbiamo certezze.

È evidente che ogni società ha dei momenti storici, la Lazio per tanti anni è stata nell’Olimpo. Questo significa che la società è importante, quindi i giocatori devono sentirsi al top. Devono alzare l’asticella e crescere insieme alla squadra. Il tifoso è giusto che sogni e si affezioni, ma è altrettanto giusto che la società comprenda quando è il caso di cambiare qualcosa per ricostruire e dare entusiasmo.

Ora la Lazio ha chiuso un ciclo con Milinkovic, Immobile, Luis Alberto, Felipe e credo sia stato giusto per tutti. Allo stesso tempo si è scelto un tecnico e lo si sta seguendo, mettendogli anche a disposizione giocatori funzionali.

Guendouzi e Rovella stanno vivendo un buon momento; bene entrambi ieri.

In chi mi rivedo? Come caratteristiche non ce ne sono tanti come me. Se devo scegliere un calciatore dico Nico Paz, mancino anche se gioca più avanti. Mi piacerebbe allenarlo, ha qualità e intelligenza.

Il mancino ha un qualcosa in più? Si dice ma di certezze non ce ne sono, sostengono che il mancino sviluppa una parte più estrosa e fantasiosa di un destro.

Durante i miei anni si cercavano più gli esperti, non i giovani. Oggi la Primavera si vede in tv, prima no. Io in Primavera a Viaregeggio facevo 20-25 gol, ora i ragazzi che ne fanno 15 sono più seguiti. C’era meno visibilità, meno attenzione alle categorie minori e quindi era più difficile arrivare in A.

Il giocatore più talentuoso con cui ho giocato? Sono tanti, Nesta, Crespo, Stankovic, Mutu. Crespo aveva eleganza, era speciale, faceva gol in tutti i modi. Il più forte che ho allenato è Dia, anche se non l’ho avuto molto. Nelle mie squadre un giocatore così non l’ho mai avuto“.

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‘NMM’ – Stendardo: “La Lazio rappresentava tutto per noi. Rovella e Guendouzi fondamentali, sulla coppia Gila-Romagnoli…” (AUDIO)

GUGLIELMO STENDARDO in collegamento a ‘NON MOLLARE MAI’!

Non mi faccio condizionare dal risultato negativo di ieri, credo che il percorso della Nazionale sia positivo. Quando incontriamo squadre come la Francia ancora la differenza si vede; al di là dei calci da fermo, i francesi sono stati nettamente superiori, con il loro talento e la loro fisicità e per lunghi tratti della gara hanno messo in difficoltà la nostra Nazionale. Lo stesso Spalletti ha evidenziato che il ko toglie delle certezze dopo le ultime bellissime prestazioni. Quando incontri squadre del calibro della Francia escono i limiti dell’Italia.

Gli attaccanti fanno sempre la differenza, non solo nella finalizzazione ma anche nella partecipazione al gioco. Retegui, o anche Kean, stanno facendo bene ma giocare a livello internazionale non è come giocare in Italia. Forse quel centravanti che avevamo qualche hanno fa manca; anche Ciro quando era in forma ha fatto tanto in Nazionale.

Scamacca, come Retegui e Kean, ha margini di miglioramento ma non credo abbiano completato il loro percorso tecnico-tattico. Spero che nei prossimi anni possano crescere. Guardiamo Haaland che continua a fare triplette, questo manca alla nostra Nazionale, un terminale offensivo così.

Guardo anche le cose positive della Nazionale: la squadra gioca bene, cerca di essere offensiva, ha un tecnico bravo, con personalità; provano ad imporre il loro gioco e credo che siano stati fatti passi in avanti. Sulle palle inattive è la concentrazione che fa la differenza, indipendentemente dal tipo di marcatura.

Rovella e Guendouzi? Buona prova di entrambi. Il francese è stato attento, ha giocato in un centrocampo forte e fisico. Forse sul gol di Cambiaso poteva fare meglio, ma ha fatto un’ottima prova come Rovella, che quando è entrato ha dato intensità. Si vede che vivono un grande momento di forma, sia nella Lazio che in Nazionale. Credo che siano importanti anche per il futuro della Lazio, sono bravi sia a a difendere che a impostare, oltreché a fare gol. Vecino è diverso, ha sempre fatto la mezzala. Rovella invece ha sempre fatto il play e con Baroni lo vediamo in una veste diversa, in cui anche lui potrebbe attaccare la porta. Sono entrambi fondamentali per la Lazio.

Liverani era molto tecnico, verticalizzava molto. Rovella riesce a fare le due fasi, ha un piede diverso. Liverani aveva un mancino da trequartista, ma Rovella è molto forte.

Miglior difensore italiano? Buongiorno, soprattutto per il momento che sta vivendo. E’ molto giovane e con Conte sta crescendo tanto.

Romagnoli-Gila è un’ottima coppia di centrali. Gila è molto forte, Alessio è sempre stato determinante. Hanno caratteristiche diverse che si compensano. Gigot ha caratteristiche simili a Gila, è un bel giocatore. Credi che la Lazio abbia difensori forte e credo che tutto parte dalla parte difensiva.

Il centrocampo della Lazio è forte, ha dei giocatori sia fisici che tecnici. Ci sono anche Castrovilli e Dele-Bashiru che dobbiamo aspettare. La Lazio ha calciatori lì in mezzo che permettono di cambiare anche in corsa.

Lotito qualche giorno fa alla Luiss parlava della nostra Lazio, quella del 2006, che dal punto di vista qualitativo non era eccelsa ma aveva un senso si appartenenza forte unito a voglia di andare oltre i propri limiti. La Lazio per noi e per mister Delio Rossi era l’occasione della vita, rappresentava tutto. Poteva cambiarci la carriera. Negli ultimi tempi si era perso questo senso di appartenenza, quest’anno la squadra, a partire dal tecnico, ha grande motivazioni, ha ritrovato questo sentimento e mi auguro lo mantenga fino alla fine. E’ chiaro che i risultati fanno la differenza, però la squadra ora ha ritrovato quello spirito che è alla base per costruire il successo. La Lazio è un club importante, rappresenta Roma, è un punto di arrivo ma per tanti giocatori è veramente l’occasione che gli può cambiare la vita“.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Bene Rovella e Guendouzi, il francese meglio non averlo come avversario. E sul Bologna…” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste sul momento della Lazio e della Nazionale:

All’Italia è mancata attenzione sui calci piazzati. La prestazione c’è stata, ma non sono mai stati pericolosi. Prova bella ma poco efficace. Retegui, anche se poco servito, non è stato molto d’aiuto alla squadra. Anche l’assenza di Donnarumma potrebbe aver deconcentrato i calciatori.

Credo che Locatelli abbia fatto bene ma non troppo. Rovella cerca la giocata chiave, mentre Locatelli quella bella che non serve.

Guendouzi? Vedendolo nella squadra avversaria, è irritante (sorride ndr). Rovella ad un certo punto gli ha anche detto di piantarla. Ad ogni modo è cresciuto molto, basta vedere come sta in campo e come è diventato sempre più leader. Il linguaggio del corpo ora ragiona con il ‘noi’, ha cambiato atteggiamento.

Baroni proseguirà con le rotazione. Tchaouna e Isaksen devono migliorare. Tchaouna ha qualità, deve abbinare la continuità. Loro due hanno diverse caratteristiche. Il loro impiego dipenderà anche da chi avranno dietro: con Tchaouna è possibile vedere Marusic, dà più equilibrio; con Isaksen va bene anche Lazzari.

Dia? Bisogna vederlo in allenamento per capire se potrà giocare domenica. Col Bologna se vuole dare un messaggio offensivo, Baroni lo mette. Altrimenti va bene anche Pedro dietro alla punta.

Dopo la sosta solo il tecnico che li ha visti in allenamento può sapere chi è pronto per giocare. Tuttavia, chiunque sceglierà andrà bene. L’allenatore ha trovato, merito anche dei calciatori, la chiave giusta. I giocatori sono stati molto bravi a farsi coinvolgere, sono un gruppo unito. Sono affamati, hanno spirito di sacrificio. Faccio i complimenti a tutti, per il modo in cui hanno ottenuto i risultati. Ci saranno dei momenti difficili, ma secondo me la squadra rimarrà compatta e con la voglia di stupire.

Castellanos a partita iniziata, se Dia sta bene, può essere una soluzione, visto che il calciatore torna da un viaggio lungo. L’altra opzione può essere Noslin centravanti per non dare riferimenti al Bologna. Io personalmente non rinuncerei mai al Taty, ha sempre voglia di vincere.

La sfida col Bologna la preparerei come se fosse una finale, soprattutto perché dopo la sosta tornare in campo come prima della pausa non è scontato. L’obiettivo deve essere fare bene in questo mini ciclo di gare, Bologna e Parma, che possono portarti primo in classifica.

Il Bologna è una squadra riconoscibile, ha un calcio propositivo. Come mentalità è un po’ come la Lazio. Servirà un ritmo alto, far girare la palla veloce. Noi dovremo essere bravi, e lo siamo, a verticalizzare rapidamente anche con i difensori“.