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INFERMERIA SOCIAL

Lazio, Rovella spiega: “Costretto ad operarmi, terapia conservativa decisa con lo staff medico”. Torna nel 2026

“Purtroppo ora sono costretto ad operami. Sto leggendo tante inesattezze sul mio conto. La sola verità è che dopo Sassuolo e il derby, dove ho giocato in condizioni critiche e stringendo i denti, mi sono consultato a lungo con lo staff medico, la società e la mia famiglia e, insieme, abbiamo deciso di optare per la terapia conservativa che in molti altri casi ha dato esito positivo e soprattutto avrebbe accorciato i tempi di recupero. Sembrava aver funzionato, sono rientrato in campo per allenarmi duramente, purtroppo però il dolore é tornato e, a questo punto, diventa necessaria l’operazione. Ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma sto facendo gia il conto alla rovescia per tornare in campo a combattere per questi colori e questa tifoseria che amo. Ci vediamo molto presto. Sempre FORZA LAZIO”. Così Nicolò Rovella sul suo profilo IG ricostruisce, spiega e promette ai tifosi della Lazio la propria vicenda clinica che avrà bisogno di almeno un altro mese e mezzo tra intervento chirurgico e riabilitazione. Storia di scelte che non hanno fruttato e di un’astinenza dalle gare iniziata dopo il match con la Roma del 21 settembre. Sarri riavrà il suo mediano solo nel 2026. 

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, regista-mezzala-ala: i rinforzi pattuiti con Sarri. Il resto dipende da Mandas e Tavares

La Lazio si prepara a una sessione di mercato di gennaio particolarmente intensa. Dopo un confronto approfondito tra Maurizio Sarri e il presidente Claudio Lotito, è nato un patto operativo che guiderà tutte le mosse invernali: a gennaio arriveranno tre nuovi calciatori, e su ogni scelta tecnica sarà Sarri ad avere l’ultima parola, sia in entrata che in uscita. Strategia decisa nell’incontro di venerdì a Formello, come scritto dal Corriere dello Sport.

Il primo rinforzo sarà un regista: l’operazione di Nicolò Rovella ha imposto la necessità di un sostituto di qualità, capace di dare ritmo alla manovra e garantire equilibrio nelle fasi di costruzione. Accanto al regista, la Lazio punta a inserire una mezzala di inserimento, profilo dinamico e abile negli attacchi senza palla, indispensabile per aumentare profondità e capacità realizzativa del centrocampo. Terzo tassello: un vice Zaccagni, un esterno mancino naturale che possa offrire alternative credibili sulla sinistra e mantenere alto il livello di imprevedibilità offensiva.

Il mercato biancoceleste, tuttavia, potrebbe non limitarsi a queste tre operazioni. La società ha infatti messo sul mercato Tavares, Noslin, Mandas e Belahyane: quattro giocatori che, in caso di offerte soddisfacenti, potrebbero lasciare Formello già a gennaio. E ogni eventuale uscita aprirebbe immediatamente la porta a nuovi innesti, perché l’accordo tra Lotito e Sarri prevede un piano flessibile, pronto ad ampliarsi se necessario. L’obiettivo è chiaro: intervenire con precisione, evitare stravolgimenti ma aumentare qualità, equilibrio e competitività. Un mercato costruito su misura, con Sarri protagonista assoluto delle decisioni tecniche.

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INFERMERIA

Lazio, la benedizione non funziona: Rovella punto e capo, ora resta l’operazione

Una benedizione su Formello. Per cercare un ‘aiuto’ in più contro la serie di infortuni che sta colpendo da inizio stagione la squadra di Sarri. Ma i guai per la Lazio non sembrano finire. Soprattutto dopo che appare inevitabile per Nicolò Rovella il ricorso all’operazione per i problemi causati dalla pubalgia. Nella giornata di venerdì il centro sportivo del club è stato benedetto da un sacerdote chiamato appositamente da Lotito. Benedetti i campi di allenamento dei biancocelesti. Un’idea che il presidente della Lazio aveva cominciato a coltivare a settembre, dopo il derby perso con la Roma. Le recriminazioni legate a filo diretto con la traversa di Cataldi colpita sui titoli di coda della stracittadina. Ma il conto aperto della Lazio con la mala sorte nel frattempo sarebbe cresciuto sul piano degli infortuni: ben 10 quelli di carattere muscolare. E la lista si è allargata pure su altre situazioni come lo stop causa mononucleosi di Isaksen registrato nei primi giorni del ritiro precampionato che ha messo fuori casa il danese fino a settembre con conseguente ritardo di condizione atletica. 

Benedetti i campi di Formello per invocare un “aiuto” in più sui biancocelesti. Ma ieri è caduta un’altra tegola sulla Lazio. Nicolò Rovella dovrà molto probabilmente operarsi. La terapia conservativa non ha sortito gli effetti sperati. Un epilogo che appare scontato dopo gli ultimi riscontri sulle condizioni del centrocampista fermatosi dopo il derby del 21 settembre causa pubalgia. Inizialmente era stata valutata l’operazione, ma il mediano aveva scelto la terapia conservativa. Con lavoro a parte inframmezzato da tempi di riposo. C’erano stati dei segnali incoraggianti. Tanto da far ipotizzare il rientro di Rovella subito dopo questa sosta e sette partite di campionato saltate. Ora con l’intervento si allungherebbero i tempi sul rientro: almeno un altro mese e mezzo di stop considerando il percorso richiesto per la riabilitazione. Da parte del centrocampista sarebbe ormai maturata la decisione di farsi operare. E potrebbe sottoporsi all’intervento già in settimana. Verranno fatte le ultime valutazioni. Comunque nelle prossime ore il quadro sarà chiaro e definitivo. Gazzetta.it

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CALCIOMERCATO

Lazio, Insigne scalpita: “Lavoriamo da tempo, ci siamo quasi…”

Nel corso di un’intervista a Radio Kiss Kiss, Andrea D’Amico ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito al futuro di Lorenzo Insigne. Queste le parole dell’agente dell’ex Toronto: “Ci siamo quasi, però non vi do bombe. Lorenzo per le sue caratteristiche piace alla Lazio, il problema è il mercato bloccato. Vediamo cosa succede, è una cosa a cui lavoriamo da tempo, ma ci sono anche altre situazioni in ballo. Insigne merita di giocare ad alti livelli. Tutti sperano di prendere giocatori giovani per poi rivenderli e fare plusvalenze. Però anche un giocatore di 34 anni serve per valorizzare i calciatori che hai in rosa”. 

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, ieri incontro Lotito-Sarri: prime risposte su gennaio. Il punto

Il presidente Lotito è piombato a Formello per incontrare Maurizio Sarri nella serata di ieri. I due si sono confrontati, alla presenza anche del direttore sportivo Fabiani, sulle tematiche di mercato. La Lazio, come scritto dal Corriere dello Sport, conoscerà il suo futuro solo a metà dicembre. Sarri aspetta, teme quella data e soprattutto vuole risposte su ciò che si può fare e su quello che non si può fare.
Se il mercato verrà fatto a saldo zero (prima cedere, poi comprare) la Lazio dovrà mettere sul mercato determinati calciatori. Sarri ha già la lista pronta: sul foglio ci sono i nomi di Belahyane, Tavares, Dele Bashiru, Noslin, Mandas e Gigot. Tutti calciatori che non rientrano nei piani di Sarri. Il mister toscano, invece, non vorrebbe toccare calciatori come Gila e Guendouzi, anche se potrebbero arrivare per entrambi offerte importanti.I due calciatori più vicini alla Lazio in questo momento sono Lorenzo Insigne e Martin. L’ex capitano del Napoli è promesso sposo e aspetta un segnale della Lazio per correre a Formello. Il terzino del Genoa è a scadenza di contratto e può rappresentare la giusta occasione soprattutto se dovesse andare via Tavares.

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DICHIARAZIONI NAZIONALI

Lazio, Isaksen da sosta a sosta: “Ora sto molto bene, mentalmente e fisicamente. Dopo il gol con il Cagliari…”

Dopo la mononucleosi avuta in estate, Gustav Isaksen sta ritrovando la sua forma migliore: il gol contro il Cagliari e la super prestazione contro la Juventus hanno fatto felice Sarri ma allo stesso tempo contro Pisa e Inter il danese poteva dare sicuramente di più. Alla vigilia di Danimarca-Bielorussia, Isaksen ha parlato così del suo attuale momento di forma:

“Mi sento fisicamente e mentalmente meglio rispetto a quando ero stato convocato con la Nazionale un mese faSto molto bene e spero di poter aiutare la squadra con gol e assist. Il ct Riemer e i miei compagni di squadra mi danno moltissima fiducia. Questo è importante per me come giocatore, credo di più in me stesso e nelle mie capacità per affrontare al meglio ogni partita. Sono stato felice di sentire la reazione del mister dopo il mio gol contro il Cagliari, ma sono anche stato preso in giro dagli altri giocatori (ride, ndr.). La Bielorussia? Mi aspetto che vinceremo, altrimenti non meriteremo di andare ai Mondiali. Dobbiamo batterli con lo stesso atteggiamento e la stessa intensità che abbiamo avuto l’ultima volta che li abbiamo incontratiNon voglio sottovalutarli, noi siamo davvero in ottima forma. Vedo tanta fame e un bel clima nella squadra, crediamo di poter fare davvero bene”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, pista giovane ed in prestito per il centrocampo: il nome da Manchester

La Lazio ragiona sul suo prossimo calciomercato. Non sapendo se potrà acquistare qualche giocatore, visti i problemi legati alle finanze biancocelesti, proverà a lavorare a costo quasi zero.

Il nome, secondo quanto riportato da unitedinfocus.com, sarebbe quello di Kobbie Mainoo, 2005 del Manchester United. Il ragazzo potrebbe arrivare in prestito secco o con diritto di riscatto e vorrebbe andare via dai Red Devils, dove non sta trovando lo spazio richiesto. La squadra lo vorrebbe trattenere, ma non è scontato che lui, alla fine, resterà.

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DICHIARAZIONI

Mandas tra origini e futuro: “Che crescita grazie alla Lazio. Folle pensare che ora valgo dieci milioni…”

Il portiere della Lazio, Christos Mandas, ha rilasciato una lunga intervista a ‘Esquire Greece’:

“Naturalmente porto sempre a termine tutto e, quando vedo che non c’è altro da fare, mi calmo e dico che se deve succedere qualcosa, succederà. Da piccolo non avevo molta pazienza, ma col tempo ho imparato a sfruttare ogni possibilità. Il mio valore di 10 milioni? È un po’ folle da vedere ora, soprattutto se pensiamo che tre anni fa, quando ero all’OFI Creta, era dieci volte inferiore. È difficile da spiegare. Ma, come ti ho detto, non ci penso troppo. Un mio caro amico mi dice che uno dei motivi per cui gioco a calcio è che tutto mi entra da un orecchio e mi esce dall’altro. E vale anche in questo caso”. 

“La fiducia in me stesso l’ho costruita da quando ero più giovane, con alcune difficoltà nella prima squadra in cui giocavo. Ho vissuto alti e bassi e sono stato fortunato che sia successo allora. Questo mi ha aiutato anche alla Lazio: ero arrivato come terzo portiere e cercavo di dare il meglio, di diventare secondo e poi primo, e ci sono riuscito in pochi mesi. Voglio competere con me stesso”.

“Se proprio dovessi scegliere, però, sarebbe un grande complimento per me se mi paragonassero a Buffon. Mi piacerebbe poter diventare come lui, qui in Italia è un idolo per tutti, indipendentemente dalla squadra. Mi piacerebbe poter diventare qualcosa di simile in Grecia, soprattutto per i bambini. Di Buffon mi piace molto la sua leadership, in campo era un leader indiscusso. Anche dal punto di vista tecnico aveva un ottimo posizionamento e grandi riflessi. Quando sei nella posizione giusta, non c’è bisogno di fare cose spettacolari. Le cose fondamentali sono sempre le più difficili e lui faceva le cose fondamentali, ma le faceva molto bene”.

“Io non penso molto alla pressione che c’è in campo, credo tanto in me stesso e, anche se la palla entra e la gente dice che non c’era niente che potessi fare, io dirò che invece avrei potuto di fare di meglio. Non voglio sembrare presuntuoso, semplicemente non sento tanta pressione quando gioco. Mi sento come durante gli allenamenti, come se stessi facendo solo il mio lavoro. Al contrario, è dopo la partita che ho un terribile mal di testa e mi sento teso. 

“Voglio continuare a giocare fuori e sfruttare tutte le mie opzioni prima di tornare in Grecia. Mi piace molto la Serie A, le squadre greche che sono più avanti in classifica hanno buone strutture, ma il campionato greco non è ancora a un livello tale da poter seguire quelli stranieri. All’estero invece si ha la possibilità di migliorare al massimo. Mai dire mai. Mi piacerebbe, ovviamente, tornare a giocare nell’OFI Creta un giorno, per ovvie ragioni. Vedremo…”

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, gennaio tra vendite e svendite: in tre in cima alla lista delle uscite

Mandas in vendita. Noslin e Belahyane in svendita. In più Gigot, uno dei fuori lista. Saranno i primi ad uscire, se arriveranno offerte”. Così si legge nell’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”, nell’articolo dal titolo “Lazio tre tagli”.

Tre giocatori della Lazio verso la cessione. Dopo il mercato bloccato di questa estate, la società biancoceleste si prepara per il mercato di gennaio. Per avere la possibilità di operare in inverno sarà fondamentale cedere. Sulla lista dei possibili partenti Mandas, Noslin e Belahyane. Il portiere greco, cercato in estate da alcuni club inglesi, lascerà la Capitale a costo di saldo. I 15 milioni di euro di questa estate sono diventati la metà. Si cercheranno acquirenti anche per Noslin e Belahyane, arrivati la scorsa stagione ma già bocciati da mister Sarri. In uscita anche Gigot, che però difficilmente attirerà attenzioni dopo un lungo stop per infortunio.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, il circolo vizioso del ridimensionamento: Tavares-Guendouzi-Gila-Mandas, in flessione il valore dei cartellini

problemi economici con cui la Lazio dall’estate 2024 ha dovuto imparare a convivere hanno determinato un effetto domino che, inevitabilmente, avvicina il rischio di un ridimensionamento del club, come sottolineato dal Corriere della Sera.

E se durante la conferenza stampa di presentazione di Baroni, a luglio dell’anno passato, il presidente Lotito smentiva categoricamente ogni eventuale ridimensionamento, le dichiarazioni di Sarri rilasciate più di diciotto mesi dopo parlano di una squadra con un tasso tecnico limitato e di un gap con le big che è aumentato. Circostanze che hanno determinato la prima esclusione dalle coppe europee dopo 8 anni e il rischio concreto di un fatturato ancor più ridotto, a meno di ricche sponsorizzazioni, un aumento di capitale o grandi cessioni.

Anche il blocco del mercato ha evidenti collegamenti causali con la situazione attuale. L’impossibilità di acquistare nuovi giocatori, infatti, ha impedito alla società biancoceleste di vendere coloro che più si erano messi in mostra nella scorsa stagione e valorizzarne così il cartellino, dato che non avrebbe potuto procurarsi i sostituti. Oggi, il valore di molti dei partenti è sensibilmente diminuito. Nuno Tavares, ad esempio, non vale più di 20 milioni, 10 in meno rispetto ai 30 di quest’estate. Per Mandas, invece, era stata rifiutata un’offerta di 22 milioni dal Wolverhampton; oggi non sarebbe venduto per più di 10 milioni. Lo stesso discorso vale anche per Dele-Bashiru, che oggi porterebbe alle casse biasceresti 8 milioni, 7 in meno rispetto che in estate, e per Guendouzi, il cui prezzo si è dimezzato rispetto al valore di 60 milioni che gli era attribuito tempo fa. In totale, quindi, all’esito dell’effetto domino i biancocelesti rischiano di aver perso 60 milioni, una cifra consistente in un periodo in cui plusvalenze e introiti sarebbero fondamentali.