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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, la convivenza con Sarri passa da gennaio: il tecnico chiede Insigne e mezzala, il club ha bisogno di cessioni

Alla Lazio si tenta di mostrare una normalità di facciata, ma dietro i sorrisi di rito si consuma una tensione silente tra Sarri, Lotito e Fabiani. Nessuno scontro diretto, nessun chiarimento ufficiale e – scrive il Corriere dello Sport – il malessere è evidente. Il tecnico ha più volte espresso risentimento per quanto accaduto in estate, mentre dalla dirigenza trapela una stizza trattenuta. Si tratta di un clima già visto nelle stagioni precedenti, fatto di divisioni tecniche e di mercato puntualmente ricomposte, ma sempre pronte a riemergere.

Molto passerà dalle risposte del campo e dal mercato di gennaio. Sarri pretende maggiore voce nelle scelte, soprattutto in entrata: un’ala e una mezzala, con il nome di Insigne già sul tavolo come parametro zero. Lotito e Fabiani restano scettici, anche per motivi anagrafici, e pensano a uscite pesanti come Mandas o Isaksen. Le prossime settimane, con la definizione del budget disponibile una volta chiuso il bilancio al 30 settembre, diranno se si potrà intervenire con libertà o solo a saldo zero. Il futuro del progetto tecnico passa da qui. Un segnale forte, come una vittoria contro la Juventus, aiuterebbe a stemperare le tensioni, ma il vero giudizio è rinviato alla sessione invernale. Solo allora si capirà se convivere sarà ancora possibile o se il vaso rischia davvero di rompersi.

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INFERMERIA

Lazio, una rosa in frantumi: solo sette giocatori sempre disponibili

Impossibile definire un fulmine a ciel sereno l’ennesimo infortunio stagionale della Lazio. Nuno Tavares era riuscito a smarcare la strage di infortuni che ha colpito la rosa biancoceleste in questi mesi, ma ieri è andato ko anche il portoghese ed è solo l’ultimo infortunio di un inizio di stagione incredibile. I numeri sono impietosi e spiegano perfettamente quanto sia impossibile il lavoro per Maurizio Sarri e per il suo staff tecnico. Prendendo in esame quella che sarà la lista dei convocati per domenica contro la Juventus, tra infortuni e squalifiche solo sette giocatori di movimento sono stati sempre a disposizione del tecnico toscano. In queste prime otto giornate sono stati ben 25 i giocatori di movimento convocati, compresi anche i Primavera Farcomeni e Pinelli. Un numero impietoso che si riassume con una percentuale, il 72% dei giocatori di movimento della Lazio ha saltato almeno una partita.

Dalle squalifiche di Romagnoli, Guendouzi e Belahyane ai tantissimi infortuni di questi primi due mesi, Sarri ha sempre dovuto fare la conta e spesso tra i disponibili c’erano giocatori che non possono essere definiti come titolatissimi. I sette giocatori sempre a disposizione sono Hysaj, Provstgaard, Mario Gila, Cataldi, Noslin, Pedro e Dia, con solo il centrale ex Real Madrid che rientrava tra i titolari a inizio stagione. Hysaj è stato a rischio taglio a fine mercato, Noslin era pronto a lasciare Formello ed è rimasto solo per il blocco del mercato, mentre gli altri sono diventati risorse ben al di sopra delle attese come dimostrano i tanti minuti giocati da Cataldi. Due mesi vissuti a fare di necessità virtù e sarà così anche contro la Juventus, con Maurizio Sarri. Tuttomercatoweb

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri-Lotito tra rivendicazioni e risentimenti. Ed il confronto non c’è

Non tira aria buona in quel di Formello negli ultimi giorni. Le dichiarazioni di Sarri hanno riportato a galla vecchie ruggini, rivendicazioni, risentimenti per il mercato bloccato. Il presidente Lotito non ha preso bene le dichiarazioni del tecnico toscano, con il quale non ha ancora avuto un confronto chiarificatore.

Come sottolinea il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, tra Maurizio Sarri e il presidente Lotito i rapporti si sono raffreddati. Non che prima non ci fossero distanze, differenza di vedute, sensibilità diverse, ma ora la situazione è diversa. La Lazio è in difficoltà, il mercato se lo è trovato bloccato e non ne era a conoscenza al momento della firma, gli infortuni sono tanti e la società è un po’ assente.

L’atmosfera è di quelle non piacevoli, da separati in casa. Risentimenti e rivendicazioni ci sono, gli spigoli da smussare sono molti ma il tecnico toscano attende il mercato di gennaio per capire in che modo si muoverà la società (se si muoverà). Per ora, invece, nessun confronto. Si resta fermi sulle rispettive trincee ideologiche, in attesa di sviluppi.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Juve, incrocio con similitudine tra Sarri e Tudor: quelle divergenze di vedute che tornano

Come riporta il Corriere dello Sport, Igor Tudor e Maurizio Sarri, avversari nella prossima Lazio-Juventus prevista per domenica sera, non sono mai stati così vicini per filosofia di pensiero e modo di esprimersi. 

Prima, all’esito della sfida contro il Como, le parole di invidia verso il collega Fabregas, che ha avuto carta bianca sul mercato; poi, al termine della partita contro il Real Madrid, l’attacco al calendario e agli algoritmi. Tutte parole di Tudor che sarebbero potute uscire dalla bocca di Maurizio Sarri, maestro dell’adattamento. Arte già dimostrata dal tecnico toscano nel 2021, quando, alla guida di una Juventus mal costruita, riuscì a far convivere due centravanti – CR7 e Higuain – all’interno del 4-3-3, portando a casa lo scudetto. Allo stesso modo, oggi è costretto a trovare spazio a Noslin, che certamente non è Ronaldo, ma forse meriterebbe di vedere di più il campo.

Sarri e Tudor per la prima volta contro

Domenica sera sarà la prima volta in cui Tudor incontrerà il suo predecessore sulla panchina della Lazio. Il passaggio di consegne aveva avuto luogo nel marzo 2024. Da allora, una breve esperienza di appena due mesi, culminata con la qualificazione in Europa League, ma connotata da continue frizioni e rapporti complicati con lo spogliatoio. A giugno 2024 l’addio dopo confronti con la dirigenza che avevano confermato la divergenza di vedute. Una squadra forte secondo Lotito, ma che necessitava di un importante intervento, sul mercato secondo Tudor, la causa dell’addio. Tutte parole che risuonano come un ritornello oggi nella testa dei due allenatori, sia in casa Lazio che in casa Juve.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, incognita caviglia per Dia: Noslin e Pedro sempre in pre-allarme

Per quanto riguarda il resto della squadra in ottica Juventus, le carte non sono ancora tutte scoperte. Dia è da valutare, il problema alla caviglia lo tormenta da tempo e bisogna capire se ieri ha saltato la seduta in via precauzionale oppure per ragioni fisiche. Isaksen torna dal primo minuto, così come anche Basic confermato nel 4-3-3.

Come riporta il Corriere dello Sport, le incertezze in casa Lazio non sono mica finite. Boulaye Dia è dolorante per il fastidio alla caviglia che si trascina ormai da molto tempo. Ci convive, ha giocato con infiltrazioni e antidolorifici, ma bisogna capire finno a quando riuscirà a trascinarsi in queste condizioni. Se non dovesse esserci, le alternative al senegalese sarebbero Noslin e Pedro falso nueve. 

Per quanto riguarda il resto della squadra, Guendouzi, Cataldi e Basic saranno i tre di centrocampo. Il croato ormai è presenza fissa, con Gustav Isaksen che torna dal primo minuto complice l’infortunio di Cancellieri. Le alternative in mediana sono rappresentate da Vecino e Belahyane.

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INFERMERIA

Lazio, fuori un altro: stop muscolare per Tavares. Rischio stiramento e fascia sinistra in emergenza

Pessime notizie in arrivo in casa Lazio: si tratta di un altro infortunio muscolare (se confermato dagli esami sarebbe il decimo dall’inizio della stagione), questa volta in difesa. Nella doppia seduta di oggi infatti è finito ko Nuno Tavares. Stando alle ultime indiscrezioni, il difensore biancoceleste è da valutare, ma si teme lo stiramento.

Le prime sensazioni non sono positive e se fosse confermato lo stop muscolare il portoghese tornerebbe solo dopo la prossima sosta per le nazionali. Contro la Juventus non ci sarà nemmeno Pellegrini, ancora alle prese con il trauma contusivo-distorsivo al ginocchio destro accusato contro il Genoa. In campo contro i bianconeri sulla fascia sinistra ecco allora che dovrebbe esserci uno tra Marusic e Hysaj, con Lazzari sulla destra. Ai box sicuramente ancora Castellanos, Cancellieri, Rovella, Dele-Bashiru e Gigot (fuori lista).

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Rocchi: “I miei derby, le coppe vinte ed un legame subito sbocciato. Lazio, ora serve qualcosa in più. Taty e Dia…” (AUDIO)

TOMMASO ROCCHI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“I miei derby erano particolari, più sentiti. C’era forse maggiore sentimento, tutto ciò che la gente ti trasmetteva. Per me è stato sempre così, compreso nelle settimane precedenti. Tutto quello che che ti trasmetteva la gente dovevi portarlo in campo.

Questo legame mi è entrato dentro da subito. L’affetto della gente, l’opportunità di fare un salto di carriera così importante mi ha permesso di entrare subito in contatto con la realtà della città e della tifoseria. Il fatto di aver anche avuto un laziale come Di Canio in squadra mi ha subito permesso di entrare nella parte. Il mio primo derby con la rete di Paolo è stata un’impronta davvero importante. Con chi ho legato di più? Penso a Ledesma, Pandev, Del Nero, lo stesso Mauri. Quando ti rivedi dopo tanto tempo sembra che il tempo non sia passato.

Coppa Italia 2009 o Supercoppa Italiana a Pechino? Sono due trofei importanti, la seconda, per come è arrivata e per l’avversario, oltre che per il mio gol, può valere una gioia più grande. Ma il mio primo trofeo, la Coppa Italia, appunto, è indelebile. Certo non mi fa piacere ricordare il calcio di rigore sbagliato contro la Samp (ride, ndr).

Il ruolo di attaccante, oggi, è un po’ cambiato perchè è cambiato il modo di giocare. Prima c’era maggior palleggio, gli attaccanti erano più coinvolti. Adesso la giocata è più diretta, ma quello dipende anche dall”idee del tecnico. Taty Castellanos è uno che gioca più di squadra, gioca bene tecnicamente, esce dal gioco per poi attaccare la porta. Dia attacca più gli spazi e la profondità. Io era più questa tipologia di attaccante. Bisogna essere bravi a capire le caratteristiche dei giocatori per poi creare un modello di gioco coerente.

Domenica contro la Juventus vedrò la gara e farò il tifo. Ora la cosa importante è dare qualcosa in più. Non abbattersi nel momento delle difficoltà, mantenere sempre piena fiducia. Se nel momento negativo si si fa qualcosa di più senza arrendersi, poi, le cose si possono indirizzare nel meglio. Convinzione, fiducia ed autostima, questi elementi oggi alla Lazio non deve mancare”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Lazio, contro la Juventus con la cattiveria di chi vuole vincere” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘NMM’

“Stiamo parlando di una squadra che non ha potuto fare mercato, è un fattore che non possiamo dimenticare. Sembra che la Lazio sia diventata una sorta di barzelletta, noto che tutte le cose peggiori stiano avvenendo alla Lazio. Qualcosa vorrà dire? La storia della Lazio ha attraversato momenti brutti, poi ne è sempre uscita bene. Ora, la sensazione è che sia molto dura, non la vedo bene. Dobbiamo accettare quello che sta accadendo, c’è poco da fare. Lazio-Juventus? Mi aspetto una prestazione importante, contro l’Atalanta la squadra di Sarri ha dato il massimo uscendone con un pareggio. Vorrei vedere una squadra cattiva che abbia il desiderio di vincere la partita”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Recanatesi: “Lazio, Lotito-Sarri ci risiamo. Perennemente separati in casa…” (AUDIO)

FRANCO RECANATESI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Più che un dubbio è una preoccupazione. Chi comanda nella Lazio è Lotito, ovvio. Ma lo stesso Lotito ha rassicurato Sarri sul fatto che potrà ispirare quello che andrà in scena nel corso del mercato di gennaio. Ma non credo che possa accadere e questo getta ulteriore dubbi sul rapporto tra tecnico e presidente. Sembra sempre siano marito e moglie separati in casa. Si sono scelti, lasciati, riscelti ma sempre con distanze evidenti. Neanche il più bravo degli ‘strizza cervelli’ riuscirà a farci capire perchè Lotito lo abbia richiamato e perchè Sarri abbia accettato. Ho poche risposte su questi temi. La prima volta sembrava fosse una risposta alla Roma ed all’ingaggio di Mourinho; ora sembra sia stata una necessità per rendere l’estate meno complicata. Come se Sarri fosse stato scelto solo per il suo nome“.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, stallo per gennaio: perché il club non può dare garanzie a Sarri

(…) La società non sa ancora se potrà operare a saldo zero o liberamente. Nella prima ipotesi serviranno uscite per ogni entrata, alle stesse cifre. Nella seconda mercato aperto, è l’opzione che costringerebbe Lotito a spendere di più col rischio di appesantire le casse. Non può permetterselo visto che al 30 settembre 2026 la soglia ricavi-spese sarà entro il 70%. Lotito punta a fare trading con i giocatori in rosa, può sacrificarne un paio, non può smantellare. Sarri ascolterebbe offerte per Castellanos e Tavares. La società pensa di vendere Mandas, sempre più chiuso, pronto a partire per giocare, e forse Isaksen. Lo stallo, ad oggi, è su chi sceglierebbe gli eventuali sostituti. Si torna alla necessità dell’incontro: vanno riesaminati rapporti, idee, obiettivi. Sarri ha chiarito di lavorare per un solo obiettivo quest’anno, ossia creare un gruppo di 6-7 giocatori per il futuro. E a giugno valuterà «se c’è un progetto tecnico», parole sue. Lotito e Fabiani non si vedono dodicesimi, ma lo sono. Lo riporta il Corriere dello Sport

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