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RASSEGNA STAMPA

Lazio, altra resa dei conti: Sarri sempre più lontano, dopo il derby incontro verità

Dopo la sconfitta in finale, Maurizio Sarri appare sempre più lontano. Per il tecnico si tratta della quinta finale persa su sei disputate in carriera, un bilancio pesante in un ambiente già teso. Dall’Olimpico, Sarri ha lanciato segnali chiari. Squalificato e lontano dal campo durante la premiazione, ha espresso dubbi sul proprio futuro:

«Il mio futuro è in discussione da entrambe le parti. Questa squadra è migliorata mentalmente, ma manca qualità tecnica per competere con le prime sei».

Le parole confermano la distanza crescente con la società. I rapporti con Claudio Lotito sono peggiorati tra dichiarazioni pubbliche, divergenze di mercato e strategie discordanti. Dopo il derby, è atteso un faccia a faccia decisivo tra presidente e allenatore per discutere il progetto tecnico, le richieste di Sarri e la possibile separazione anticipata.

Nonostante le attenuanti legate agli infortuni, la società si aspettava di più dal ritorno di Sarri. Anche le tensioni nello staff medico e una gestione tecnica non convincente hanno contribuito al clima di insoddisfazione. Il progetto sembra giunto a un bivio.

Se Sarri dovesse andare via, Lotito potrebbe puntare su un tecnico giovane e propenso a valorizzare i talenti. Tra i nomi caldi: Raffaele Palladino, Fabio Pisacane e Fabio Grosso. Resta tra le opzioni anche Gennaro Gattuso, apprezzato per carattere e determinazione.

Possibili cambiamenti anche nell’area dirigenziale: il direttore sportivo Angelo Fabiani non è certo della conferma. Il nome di Sean Sogliano circola insistentemente per avviare un nuovo ciclo focalizzato sui giovani.

Si rincorrono le indiscrezioni sul prossimo club di Sarri: Napoli, Milan e Atalanta monitorano la situazione. Nonostante tutto, le priorità del tecnico restano la Lazio e il contratto che lo lega al club per altre due stagioni. Ma senza garanzie tecniche e di progetto, la sua permanenza sembra ogni giorno più difficile. Il Messaggero

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SERIE A

Vince la Lega, accordo con la Prefettura: derby alle 12,00 di domenica 17

Prefettura e Lega Serie A hanno raggiunto l’accordo sulla data del derby della Capitale. Il calcio d’inizio è fissato per domenica 17 maggio alle ore 12:00, orario che risponde anche a criteri di ordine pubblico, riducendo i rischi legati agli assembramenti nelle fasce serali.Resta invariato il programma degli Internazionali BNL d’Italia al Foro Italico: il torneo di tennis proseguirà regolarmente, senza alcuna modifica al calendario. Le autorità garantiranno una gestione coordinata della sicurezza nelle aree interessate.Di conseguenza, anche le partite di Napoli, Milan, Juventus e Como si svolgeranno allo stesso orario.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio senza coraggio, per l’Inter quasi un allenamento” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Sono deluso, le partite si possono perdere ma con un atteggiamento diverso. Senza paura, non concedendosi così. La Lazio ha regalato il primo tempo all’Inter, senza aggredire il loro possesso di palla. Anche io avrei dato campo alla squadra di Chivu, ma quando serve devo saltargli addosso. E’ sembrato un allenamento, è mancato coraggio. Forse lo 0-3 del campionato ha fatto male in termini di autostima. Non è solo una questione di caratura tecnica, è stato un problema di testa. Non puoi pensare di tenere in eterno lo 0-0 e tra l’altro il ritmo dell’avversario era anche lento. A questo non ci sto, anche se non credo ci sia una connessione con il piano gara pensato da Sarri. Anzi, penso anche che l’assenza del tecnico in panchina possa aver influito in tal senso”.

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CALCIOMERCATO

Lazio senza Europa, salta l’obbligo di riscatto di Daniel Maldini

La sconfitta in finale di Coppa Italia della Lazio lascia fuori i biancocelesti dall’Europa per il secondo anno di fila. Situazione che porta delle conseguenze anche in tema di mercato e di impegni presi per la prossima estate.

Nel caso di Daniel Maldini, infatti, nell’accordo stipulato con l’Atalanta c’era il riscatto automatico dal prestito in caso di qualificazione in una competizione europea. Resta tuttavia ancora in piedi il diritto di riscatto a 14 milioni di euro. Non è da escludere, tuttavia, che i due club trovino un accordoanche al termine della stagione. 24 anni, Maldini con la Lazio ha raccolto 12 presenze, segnando 2 reti.

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SERIE A

Roma-Lazio, probabili formazioni

Roma-Lazio, match valido per la 37ª giornata di Serie A 2025/26, si giocherà allo stadio Olimpico di Roma, lunedì 18 maggio ore 20.45. La Roma ha vinto tre delle ultime quattro partite (1N) contro la Lazio, considerando tutte le competizioni: tanti successi quanti ne aveva ottenuti nelle precedenti 13 sfide (4N, 6P). Inoltre, in questo parziale, i giallorossi hanno subito soltanto un gol (nell’1-1 del 13 aprile 2025) tenendo la porta inviolata nelle altre tre occasioni.

Probabili formazioni

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Celik, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulè, Dybala; Malen. All. Gasperini

Squalificati: Nessuno

Indisponibili: Ferguson, El Shaarawy

LAZIO (4-3-3): Furlanetto; Marusic, Gila, Provstgaard, Tavares; Basic, Rovella, Taylor; Isaksen, Dia, Noslin. All. Sarri

Squalificati: Romagnoli

Indisponibili: Provedel, Zaccagni

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APPROFONDIMENTI

Lazio, non solo la coppa: in una notte persa (ancora) l’Europa e soldi per ripartire. E Sarri ora…

Quello che poteva essere un viaggio in paradiso si è trasformato in una discesa all’inferno. La Lazio cade contro l’Inter nella finale di Coppa Italia e vede sgretolarsi in una sola notte tutto ciò che avrebbe potuto rappresentare una ripartenza. 

Poteva essere il punto da cui ripartire: un trofeo, il ritorno in Europa League, nuovi introiti economici e la possibilità di dare continuità al progetto tecnico di Sarri dopo una stagione complicata. Invece, resta soltanto la delusione. Niente coppa, qualificazione in Europa League sfumata e secondo anno consecutivo senza competizioni europee, mai accaduto durante la gestione del presidente Lotito. Un fallimento pesante soprattutto a livello economico. 

La vittoria avrebbe garantito ossigeno alle casse biancocelesti, invece la società deve accontentarsi dei 4,6 milioni destinati alla finalista sconfitta, più i 2,5 milioni del botteghino e quelli legati alla prossima Supercoppa Italiana, ancora contro l’Inter. Troppo poco rispetto a ciò che si sarebbe potuto ottenere con gli introiti derivanti da una qualificazione europea e dalla vittoria della coppa Italia, per una cifra fino a 50 milioni di euro. 

Oltre a questo, la Lazio potrebbe addirittura chiudere il campionato fuori dalle prime otto, iniziando la prossima stagione ad agosto con i turni preliminari della coppa nazionale. Una situazione che alimenta sempre di più la sensazione di un ridimensionamento all’orizzonte. 

L’ unica parentesi dolce della serata è stata Pedro. A fine partita, nonostante la delusione per la sconfitta, il campione spagnolo si è presentato sotto la Curva Nord per salutare i tifosi. Visibilmente emozionato, avrebbe voluto lasciare un ricordo diverso al popolo biancoceleste. E adesso il futuro appare nebuloso, soprattutto per la posizione di Sarri. 

Una vittoria avrebbe potuto rappresentare il collante per ricucire i rapporti tra il tecnico e la società, la sconfitta rischia di segnare la rottura definitiva. Le voci che lo accostano ad Atalanta e Napoli circolano e, sebbene Sarri abbia promesso di parlare prima con la Lazio, ad oggi è difficile immaginare una prosecuzione del rapporto. Sarri chiede calciatori funzionali alla sua idea di calcio. 

Se non arrivano garanzie tecniche ed economiche, l’addio sembra sempre più probabile. E questo spaventa i tifosi biancocelesti, che sui social continuano a chiedere al Comandante di restare: «Ti prego mister rimani, sei il nostro salvatore», scrive qualcuno. «Ripartiamo insieme», rilancia un altro. Perché una Lazio senza Sarri, in un momento in cui il ridimensionamento si fa largo, rischia di far aumentare ancora di più la distanza tra ambiente e società. Forse irrimediabilmente. Repubblica.it

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APPROFONDIMENTI

Fallimento Lazio, dopo 34 anni senza Europa per due anni di fila: Lotito tocca il suo punto più basso

La Lazio perde l’ultimo treno per l’Europa e per il secondo anno consecutivo giocherà solo campionato e Coppa Italia: un fallimento che non si registrava da tantissimi anni.

Fa male la sconfitta in finale di Coppa Italia, non solo per la mancata conquista del trofeo, ma soprattutto perché la Lazio sarà costretta a guardare gli altri giocare in Europa per il secondo anno consecutivo. Non era mai accaduto nei ventidue anni della gestione Lotito.

Bisogna tornare indietro alle stagioni 1990/1991 e 1991/1992 per vedere una Lazio fuori dalle competizioni europee. Nei successivi 34 anni, i biancocelesti erano sempre riusciti almeno ad alternare un’annata in Europa e una no. Poi arrivò Sergio Cragnotti e tutto cambiò, i capitolini toccarono vette mai più raggiunte con Lotito, vincendo anche due competizioni continentali.

C’è da fare una precisazione però. Nel 2005/2006, la Lazio partecipò all’Intertoto, anticamera della Coppa Uefa, fermandosi alle semifinali contro il Marsiglia. Nella stagione successiva non giocò in nessuna competizione europea.

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RASSEGNA STAMPA

Derby in attesa del Tar: Roma-Lazio nel caos e per pochi. Anche la Sud minaccia di non entrare…

Dopo l’attacco, frontale e a muso duro, è cominciata la trattativa. Sicuramente tardiva, di certo pensata per essere riparatoria. “Giochiamo alle 12? Posticipiamo di mezz’ora la finale del tennis?“, le domanda che ieri mattina dalla Lega Serie A hanno posto alla stessa Prefettura capitolina che, due giorni fa, era stata accusata di essersi posta “in aperta e non comprensibile contraddizione con la sua stessa affermazione di non disputare la stracittadina di notte” e di “disinteressarsi dei problemi generati ai tifosi, ai club, ai calciatori, alle televisioni nazionali e internazionali“, parlando di “precedente pericoloso per l’organizzazione di eventi nel Paese“.  

Il ricorso al Tar

Via Rosellini da giorni minacciava un ricorso al Tar del Lazio contro la decisione di far slittare il derby di Roma dalla domenica all’ora di pranzo (12.30) alla serata di lunedì (20.45) a causa della pressione sul Foro Italico e dei rischi connessi all’ordine pubblico vista la concomitanza dell’atto conclusivo degli Internazionali. Ricorso presentato in serata dopo l’ennesimo “no” del prefetto di Roma, Lamberto Giannini. Nessun passo in avanti, neppure dopo l’entrata a gamba tesa sulla vicenda del presidente del Senato, La Russa. “La proposta della Lega non è percorribile“, hanno fatto sapere fonti vicine al Viminale. E così i gruppi organizzati della Curva Sud romanista hanno fatto sapere che non entreranno allo stadio: “A tutto c’è un limite, non faremo i burattini. Se si dovesse giocare di lunedì rimarremo fuori“, hanno scritto in un comunicato. Considerato che anche i laziali non entreranno a causa della protesta contro Lotito, si rischia una stracittadina per pochi intimi. Roma

Se fosse stato accettato di anticipare il derby di mezz’ora e di posticipare di un’altra mezz’ora l’inizio della finale maschile del tennis (dalle 17 alle 17.30), come suggerito dalla Serie A, Giannini avrebbe smentito la sua stessa decisione di martedì. Così ha tenuto il punto e il ricorso della Lega è stato inoltrato mentre all’Olimpico si stava giocando Lazio-Inter. L’abbuffata Champions di lunedì sera non piace alla Serie A, che in virtù dell’obbligo di contemporaneità legato alla corsa Champions dovrà portare allo stesso orario (lunedì alle 20.45) anche Pisa-Napoli, Como-Parma, Genoa-Milan e Juve-Fiorentina. “Dando una disponibilità noi di mezz’ora, e mi auguro che la stessa la possa dare anche la Federtennis e Sport e Salute, diamo un’ora in più per far defluire le persone. Questo è un lasso di tempo più che adeguato“, aveva detto, al termine dell’assemblea di Lega, il presidente Simonelli. Ma né la federazione né tantomeno la società in house del Mef avrebbero potuto cambiare un orario fissato dalla Atp, anche alla luce degli slot televisivi già assegnati in tutto il mondo. Ecco perché la palla, in qualsiasi caso, è rimasta nelle mani della prefettura. Che l’ha sgonfiata. “Se non dovesse arrivare una risposta positiva, dovremmo comunque presentare il ricorso al Tar“, aveva ribadito Simonelli. Detto, fatto. Tramite una procedura d’urgenza, la sentenza dovrebbe arrivare entro 48 ore, quindi tra oggi e venerdì. Appare comunque complicato immaginare un ribaltamento della prospettiva in aula: le prerogative dell’ordine pubblico sono prioritarie

Le tv avrebbero preferito lo slot domenicale a quello del lunedì per le trasmettere le sfide più attese del 37° turno; il giorno feriale, tra l’altro, rischia di condizionare pure le presenze negli stadi. In ambienti istituzionali c’è chi fa notare come per il prefetto sarebbe stato più comodo fissare la partita di lunedì pomeriggio e che, andando in notturna e accettando qualche rischio (l’ultima volta senza la luce del giorno il derby è finito con feriti e tafferugli), si è voluto creare il minor danno possibile al calcio. Va da sé che il tema dell’ordine pubblico di due eventi concomitanti resta una “peculiarità” italiana e che dal 6 giugno, data dei calendari di A, nessuno si è preoccupato di prevenire il problema per tempo. Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Lazio, il rimpianto di Taylor: “Nel primo tempo abbiamo fatto giocare troppo l’Inter”

L’Inter vince la sua decima Coppa Italia: il 2-0 contro la Lazio vale la stella d’argento per i nerazzurri. Grande delusione sul fronte biancoceleste: la squadra di Maurizio Sarri vedeva nella
vittoria del trofeo l’ultima possibilità di dare un senso ad una stagione travagliata. Vincere la Coppa Italia, come noto, avrebbe dato infatti alla Lazio la possibilità di qualificarsi in Europa, oltre che di aggiungere un trofeo in bacheca.

Al termine della sfida il centrocampista biancoceleste Kenneth Taylor ha parlato del match ai microfoni di Radio TV Serie A: “Penso che nel primo tempo abbiamo lasciato giocare l’Inter un po’ troppo” – le parole del giocatore arrivato a gennaio nella Capitale. “Dico questo perché l’Inter ha molta qualità. Nel secondo tempo eravamo più carichi e abbiamo pressato più alto, abbiamo avuto alcune possibilità in più, ma loro sono stati migliori. L’Inter ha fatto un grande lavoro e possiamo
solo congratularci con loro ora per la vittoria della Coppa Italia”.

Poi ha analizzato: “Noi abbiamo giocato un secondo tempo migliore del primo. Nel primo tempo non abbiamo giocato molto bene e ovviamente l’Inter ha una squadra molto buona e molto forte, questo lo sapevamo già. Abbiamo provato a cercare una soluzione e riguardo al secondo
tempo abbiamo giocato meglio, ma ovviamente alla fine del match sei molto deluso”.

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COPPA ITALIA

Lazio-Inter, formazioni ufficiali: Sarri sceglie Patric, Thuram c’è

Le formazioni ufficiali di Lazio-Inter, finale di Coppa Italia 2025-2026, in programma alle 21,00 allo stadio Olimpico di Roma:

LAZIO (4-3-3): 40 Motta; 77 Marusic, 34 Gila, 13 Romagnoli, 17 Tavares; 26 Basic, 4 Patric, 24 Taylor; 18 Isaksen, 14 Noslin, 10 Zaccagni. A disposizione: 55 Furlanetto, 99 Giacomone, 3 Pellegrini, 6 Rovella, 7 Dele-Bashiru, 9 Pedro, 19 Dia, 20 Ratkov, 21 Belahyane, 22 Cancellieri, 23 Hysaj, 25 Provstgaard, 27 Maldini, 29 Lazzari, 32 Cataldi. Allenatore: Marco Ianni.

INTER (3-5-2): 13 J. Martinez; 31 Bisseck, 25 Akanji, 95 Bastoni; 2 Dumfries, 23 Barella, 7 Zielinski, 8 Sucic, 32 Dimarco; 9 Thuram, 10 Lautaro. A disposizione: 1 Sommer, 12 Di Gennaro, 6 De Vrij, 11 Luis Henrique, 14 Bonny, 15 Acerbi, 16 Frattesi, 17 Diouf, 20 Calhanoglu, 22 Mkhitaryan, 30 Carlos Augusto, 36 Darmian, 43 Cocchi, 48 Mosconi, 94 Esposito. Allenatore: Cristian Chivu.

Arbitro: Guida Assistenti: Alassio – Baccini IV ufficiale: Zufferli VAR: Mazzoleni AVAR: Di Paolo AA RIS.: Preti