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PROGETTO STADIO

Stadio: la Roma accelera, della Lazio “se ne riparlerà dopo le feste”

La notizia — e non potrebbe essere altrimenti, viste le immediate reazioni su web e social — è giunta anche a Formello. La Roma, già in vantaggio nella sfida sugli stadi, ha messo a segno un’ulteriore accelerazione. Il distacco sulla Lazio ora appare significativo. Da una parte, infatti, da ieri sera esiste un progetto definitivo. Dall’altra, invece, una trattativa avviata, certo, ma ancora tutta da completare. Claudio Lotito, che in più occasioni ha dichiarato pubblicamente di voler rilevare il vecchio e deteriorato stadio Flaminio, per trasformarlo nella futura casa biancoceleste, al momento resta fermo all’ultimo incontro diretto avuto con il sindaco Roberto Gualtieri. Le mosse del presidente, com riportato da La Repubblica,  prevedono una ripartenza del dialogo dopo le festività. Sul tavolo, come già evidenziato, c’è l’impianto progettato e realizzato dai Nervi per le Olimpiadi del 1960.

E non solo, perché oltre a un primo studio di fattibilità, al centro del confronto è finito anche il destino dell’area che interessa direttamente al presidente e senatore forzista Claudio Lotito. L’idea del patron della Lazio è ambiziosa e ha già ottenuto un primo assenso, messo nero su bianco in un parere informale dell’avvocatura capitolina: il club, qualora riuscisse a incassare tutti i pareri favorevoli necessari, potrebbe anche optare per l’acquisto dell’impianto — o per un affitto della durata di 99 anni — per poi avviare una complessa ristrutturazione. Lotito si è informato sia sull’acquisto sia sull’affitto del colosso realizzato per le Olimpiadi del 1960, ma resta il nodo dei vincoli. Il progetto dello stadio Flaminio prevede circa 50mila posti (fino a 50.570) per un investimento complessivo di circa 438 milioni di euro, finanziati soprattutto tramite mutui e autofinanziamento, con l’obiettivo di rendere operativo il nuovo impianto biancoceleste tra il 2029 e il 2030. Numeri e scadenze importanti. Ma i tifosi chiedono chiarezza. Dal Comune, dove ieri l’attenzione era concentrata sull’arrivo del progetto dello stadio dei giallorossi, filtra ottimismo, seppur prudente. «Se ne parlerà dopo le feste», si sente nei corridoi del Campidoglio. Tutti sanno che Lotito potrebbe tornare all’attacco in qualsiasi momento, magari chiedendo supporto al sindaco Gualtieri per convincere tutti gli enti coinvolti, comprese le Soprintendenze, a valutare la solidità dell’eventuale progetto biancoceleste.

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Lazio, ricorso respinto: Basic out con l’Udinese

Brutte notizie per la Lazio. Questo il comunicato appena diffuso dalla Giustizia Sportiva della FIGC:

“La Corte Sportiva d’Appello Nazionale ha respinto il reclamo della Lazio, confermando la sanzione della squalifica per due giornate inflitta a Toma Basic. Il centrocampista biancazzurro era stato espulso in occasione della gara con il Parma dello scorso 13 dicembre valevole per la 15ª giornata del campionato di Serie A”.Dunque il giocatore, dopo aver saltato il match dell’Olimpico contro la Cremonese terminato 0-0 nello scorso weekend, sarà costretto a non scendere in campo anche nel match di sabato al Bluenergy Stadium con l’Udinese.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Luis Alberto: “Conosciamo tutti Lotito, per fortuna non è più il mio presidente”

L’inizio traumatico della sua avventura alla Lazio, i contrasti con Lotito, le vittorie e l’addio. Luis Alberto, che poche settimane fa ha seguito da tifoso la squadra biancoceleste a Milano, racconta la sua esperienza nella capitale. “Ho litigato tante volte con Lotito. Lo conosciamo tutti, sappiamo com’è fortunatamente non è più il mio presidente“, ha detto a Fanpage.

Il centrocampista spagnolo è tornato sul suo arrivo a Roma e le difficoltà iniziali: “Ero stato presentato come esterno destro. Era tutto nuovo ed è stato tutto molto veloce. I primi quattro o cinque mesi sono stati devastanti per me, perché non capivo niente. È vero che non giocavo, ma poi è cambiato tutto, soprattutto la cosa più importante: la mia mentalità e il mio lavoro. Lì ho fatto vedere a Simone (Inzaghi ndr) che dovevo giocare”. Nel 2020 il sogno scudetto della Lazio si fermò con la pandemia. “Quell’anno, per mentalità e per come giocavamo, era difficile non arrivare fino alla fine per vincere lo Scudetto. Era una squadra che giocava a occhi chiusi. All’Olimpico spesso vincevamo già nel primo tempo”Una squadra che, alla sospensione del campionato, era in lotta per il titolo: “Per sei-sette mesi non c’era sofferenza in campo. Anche quando andavamo sotto, vincevamo al 90’, 92’, 93’. Si percepiva che in pochi secondi potevamo fare uno o due gol. In campo eravamo felici, ci divertivamo. Senza il Covid, secondo me, fino alla fine ce la saremmo giocata per lo Scudetto”.

Secondo Luis Alberto, nella Lazio “c’è gente che non capisce di calcio e lo dirò sempre. Eravamo un gruppo sano, con un allenatore amico e un direttore sportivo che sapeva quando mettere pressione e quando no. Poi è arrivato Sarri, che è un maestro. Quando è andato via sapevo che la Lazio non sarebbe andata da nessuna parte”. Secondo lo spagnolo, tra le cause del suo addio, c’è il rapporto con Lotito: “E’ uno dei motivi. Ho litigato tante volte con lui. Lo conosciamo tutti, sappiamo com’è. Fortunatamente non è più il mio presidente. Non c’è nessun rapporto d’amicizia e non ci sentiamo più”. Luis Alberto sarebbe pronto a tornare alla Lazio? “Sì, ma mi deve chiamare Sarri”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, ora scatto rinnovi: Marusic e Basic le urgenze, per Gila è tardi

Il club non è più con le mani legate, ma è libero di agire su più fronti, a partire dai rinnovi. Lo sblocco infatti permetterà di riprendere i colloqui con i vari calciatori in scadenza. Finora Lotito poteva solamente offrire gli stessi ingaggi spalmati su più anni, ma in questo modo si potrà andare incontro alle richieste. Basic ad esempio chiede uno stipendio che si avvicini ai 2 milioni. Il patron ne ha offerti 1,6 (ingaggio attuale), ma potrebbe alzare il tiro cercando di convincere l’ex Bordeaux, che da gennaio potrà già accordarsi con altri club vista la scadenza al 30 giugno. La stessa di Hysaj, Pedro e Vecino, che la società invece è pronta a salutare a differenza di Marusic, con cui si cercherà di riallacciare i rapporti deteriorati dopo la promessa di un adeguamento non mantenuta. Un po’ come Romagnoli, in scadenza nel 2027, che il premio lo attende addirittura da due anni, mentre per Gilaormai non sembrano esserci più speranze, con Chelsea, Bournemouth, Milan e Inter alla finestra. Guai però a farsi prendere dall’euforia. Giusto dare la priorità ai rinnovi, ma per gli acquisti servirà giudizio. Il bottino a disposizione dopo la mancata qualificazione in Europa è residuo e il rischio di mancarla di nuovo (oltre all’assenza persistente di altre entrate come lo sponsor) non fa altro che aumentare lo spettro di nuovi blocchi futuri sul mercato, senza dimenticare che la soglia del costo del lavoro allargato alla prossima semestrale del 30 marzo scenderà al 70%. Il Messaggero

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FORMELLO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Isaksen corre verso Udine: può andare in panchina

Sarri prova a sorridere, ieri Isaksen è tornato a lavorare parzialmente con la squadra: salvo sorprese, oggi pomeriggio si aggregherà totalmente al resto del gruppo, come riportato da Il Corriere dello Sport. Il danese si era fermato nella gara contro il Bologna, che proprio lui aveva sbloccato nel primo tempo, per un problema all’adduttore sinistro. Gli esami avevano evidenziato una lesione di basso grado. Dovrebbe farcela, però, ad andare almeno in panchina contro i bianconeri per l’ultima partita del 2025 della Lazio.Per il resto, soprattutto a centrocampo, è emergenza assoluta: mancheranno Guendouzi e Basic (in attesa della decisione sul ricorso del croato), Dele-Bashiru, Rovella e Dia. Tornerà Zaccagni, che contro la Cremonese era squalificato dopo il rosso rimediato a Parma. 

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CALCIOMERCATO

Lazio e Como ok, Napoli e Pisa a ‘saldo zero’: i verdetti della commissione sui conti

Lazio dentro, Napoli e Pisa fuori. Era fiducioso Claudio Lotito e stavolta aveva ragione. La Commissione indipendente che vigila sui conti delle squadre di Serie A si è riunita oggi per fare le ultime valutazioni sullo stato finanziario del club (tutti quelli professionistici in realtà, basket compreso). E secondo le prime indiscrezioni è emerso che il club biancoceleste ha rispettato i parametri richiesti e potrà quindi operare liberamente sul mercato, senza alcuna limitazione. Così come il Como, che ha sistemato una situazione difficile con un aumento di capitale. 

Sono soltanto due i club che non hanno l’indicatore Costo del lavoro allargato fratto ricavi inferiore allo 0,8: Napoli e Pisa. Nessuno spettro di mercato bloccato comunque, non previsto per la finestra di gennaio. I due club “fermati” dalla Commissione potranno operare soltanto a saldo zero, dunque per ogni giocatore acquistato deve esserci un’uscita equivalente. Una situazione non facile soprattutto per il Napoli, in particolare in vista del mercato di giugno dove – in quel caso sì – è possibile essere sanzionati con il blocco di mercato se non si rispetterà l’indicatore che nel frattempo diventerà ancora più restrittivo, ovvero 0,7.

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CALCIOMERCATO SOCIETA'

Lazio, via libera della commissione al mercato senza limitazioni ed ai rinnovi al rialzo. Ora Sarri aspetta rinforzi

Ottimismo confermato e soprattutto parametro del ‘costo del lavoro allargato‘ risanato: dopo l’esame dei conti della nuova Commissione di controllo, la Lazio ha ricevuto il via libera dalla comunicazione dalla FIGC per aver rispettato la soglia dello 0.8 del rapporto tra i costi ed i ricavi. Avrà, dunque, la possibilità di operare liberamente nel corso della sessione invernale del calciomercato, evitando il provvedimento del blocco parziale. Quel ‘saldo zero’ che l’avrebbe messa nella condizione di rischiare – con l’eventuale recidiva dopo la trimestrale di marzo (la soglia si abbasserà ulteriormente al 0,7%) – di mettere a rischio totalmente la sessione estiva. Blocco totale scongiurato per giugno e trattative senza limitazioni (a parte quelle auto-imposte dalle proprie casse), rinnovi contrattuali (al rialzo) compresi, sbloccate a gennaio. Quando il club non sarà costretta a “forzare” uscite e plusvalenze per risanare o non peggiorare la situazione dei conti per il prossimo futuro. Non dovesse rispettare il prossimo esame della commissione Atelli (per il mercato estivo), infatti, al massimo incorrerebbe nel provvedimento del saldo zero.

Aspetto formale sistemato, ora è tempo di sostanza e di accontentare Sarri: oltre ad Insigne (svincolato), il tecnico attende l’arrivo di una mezzala in grado di alzare il livello tecnico e di pericolosità offensiva della squadra. “Non basta non indebolirsi, questa squadra va rinforzata con giocatori che alzino il livello”, disse due settimane fa, rispondendo a distanza a Lotito. Terzino e punta, invece, dipenderanno dalle offerte che il mercato porterà per Tavares e Castellanos.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Zaccagni: “Bravi a restare uniti. Merito anche della mentalità di Sarri”

“Stagione 2025/26? Annata particolare. E’ partita con più di qualche difficoltà, ma siamo stati bravi a rimanere uniti. E bravo è stato anche il mister che ha trasmesso la sua mentalità: adesso si sta vedendo il lavoro di mesi e siamo contenti per questo“. Così il capitano della Lazio, Mattia Zaccagni, intervistato ai microfoni di Sky Sport. “Mister Sarri? E’ un motivatore, ti spinge a dare tutto. Quando si vince e si fa il lavoro che chiede lui è al settimo cielo e ci piace vederlo così. A noi piace dare il massimo e adesso ci sta riuscendo. E’ una delle più grandi soddisfazioni”

Nonostante le molteplici difficoltà della prima parte di stagione, nello spogliatoio biancoceleste si è creata un’unione speciale: “Lo vediamo negli allenamenti, lo percepiamo”, sottolinea il numero dieci della Lazio. “Nasce da dentro, non è facile fronteggiare le difficoltà come a Parma e nonostante questo siamo riusciti a portare a casa i 3 punti”, ricorda Zaccagni per il quale diventare papà ha avuto senza dubbio un impatto importante non solo nella sfera privata ma anche in campo. “La paternità ti fa fare quello step mentale che cercavo. Dea è la mia principessa, la femmina è del papà, si dice, e infatti è proprio così”.

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ARBITRI NEWS

Designazioni, Udinese-Lazio a Colombo: i precedenti

La designazione arbitrale della 17ª giornata di Serie A Enilive ha assegnato la direzione della gara Udinese-Lazio al signor Andrea Colombo della sezione di Como.

Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Baccini e Fontemurato: Ayroldi sarà il IV ufficiale mentre Gariglio e Chiffi sono stati indicati nei ruoli di VAR e AVAR.

Sarà il dodicesimo incrocio tra Colombo e i biancocelesti, i più arbitrati in carriera, sette successi, tre pari e una sconfitta. Tre precedenti invece con l’Udinese, con un pareggio e due k.o.

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AVVERSARIO

Udinese, club furioso dopo Firenze: Natale in ritiro

Situazione calda all’Udinese, uscita sconfitta per 5-1 contro la Fiorentina allo Stadio Artemio Franchi nella penultima gara del 2025. Il duro ko della formazione di Kosta Runjaic (il settimo stagionale) non è andato giù alla società che ha deciso di adottare il provvedimento del ritiro, che inizierà a partire dal giorno di Natale. Il prossimo impegno dei bianconeri sarà casalingo, contro la Lazio di Maurizio Sarri, sabato 27 dicembre alle ore 18:00.

Come riporta Il Messaggero Veneto, la società è furiosa dopo la figuraccia di Firenze, lamenta un atteggiamento ingiustificabile e non ha ben visto neanche le dichiarazioni stentate dell’allenatore che ha scelto di rispondere quasi a monosillabi alle domande dei cronisti. Prima del suo intervento, era arrivato quello del direttore tecnico Nani a chiedere scusa e un maggiore impegno dei giocatori, reduci, tra l’altro, dall’entusiasmante vittoria sul Napoli. “Anche in 10 si può vincere, se si è una squadra forte che parla di obiettivi importanti. Non ci sono scuse, noi non ci nascondiamo e siamo qui perché la società è presente”, aveva dichiarato il dt.

Come conseguenza della decisione presa dai Pozzo quindi l’Udinese trascorrerà la sera del 25 in ritiro e non a cena in famiglia come di consueto. Una mossa forte della società che ha diviso gli stessi tifosi friulani tra chi la ritiene una mossa giusta dopo la figuraccia di Firenze e chi invece un provvedimento troppo duro per una squadra che è comunque dodicesima, a +9 sulla salvezza.