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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Guendouzi ha mentalità vincente. Per il Sassuolo tanti dubbi in difesa. Occhio a Mandas se Provedel…” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Guendouzi ha mentalità vincente. Per il Sassuolo tanti dubbi in difesa. Occhio a Mandas se Provedel…”

“Guendouzi ha mentalità vincente. Per il Sassuolo tanti dubbi in difesa. Occhio a Mandas se Provedel…”. Alberto Abbate a Radiosei: “Guendouzi è uno che vuole vincere a tutti i costi. Ha mentalità vincente, è uno che ama competere. Ha detto più volte di voler vincere con la Lazio. Sapevo di interessamenti da parte del West Ham in estate, ma lui ha scelto la Lazio. La telefonata di Sarri è arrivata a fine luglio, poi sappiamo come sono andate le cose. Sarri gli ha detto che lo avrebbe fatto crescere tanto. Guendouzi vuole fare il prossimo Europeo con la Francia, è un suo obiettivo”.

“Contro il Sassuolo credo ci siano molti dubbi in difesa. Casale-Patric il principale, con Romagnoli che sarà sicuramente fra gli 11. Marusic torna solo oggi, attenzione alla possibilità di vedere Lazzari. Hysaj dovrebbe invece, giocare a sinistra. Oggi tornerà anche Immobile, che è destinato alla panchina. Castellanos si è allenato benissimo anche settimana scorsa, sarà titolare. A centrocampo lo stesso trio dell’ultima: Guendouzi, Rovella, Luis Alberto. Zaccagni dovrebbe scendere in campo dal 1′, occhio alla porta. Provedel non ha smaltito completamente l’infortunio, potrebbe spuntarla Mandas (che piace moltissimo a Formello) nel caso in cui Provedel non ce la facesse. Vecino non lo considero per la formazione titolare”.

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APPROFONDIMENTI

Sassuolo-Lazio, numeri e precedenti: confronto Berardi-Zaccagni

5 vittorie Sassuolo, 12 vittorie Lazio e 3 pareggi. Ecco il bilancio dei 20 precedenti complessivi in Serie A. Al Mapei Stadium, il bilancio è di 3 vittorie del Sassuolo, 2 pareggi e 5 vittorie della Lazio. Lazio, che è uscita vincente negli ultimi tre confronti. Domenico Berardi è il giocatore che ha messo a segno più reti contro la Lazio: 9. Dal lato opposto,  Mattia Zaccagni ha nel Sassuolo la sua vittima preferita: 4 gol realizzati contro i neroverdi. Sarri ha vinto 3 dei suoi 4 incontri contro Dionisi, perdendo solo il primo. Contro il Sassuolo, il tecnico biancoceleste ha un bilancio di 6 vittorie, 6 pareggi e 5 sconfitte.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Più Zac che Immobile per il Sassuolo. Felipe? Ottimismo, ma niente accordo” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Più Zac che Immobile per il Sassuolo, conferme a centrocampo. Felipe? Parti ottimiste”

“Più Zac che Immobile per il Sassuolo, conferme a centrocampo. Felipe? Parti ottimiste”. Alberto Abbate a Radiosei: “Non è scontato che Immobile e Zaccagni partano dalla panchina. L’allenamento di oggi è importante, se dovessero rientrare entrambi, avrebbero buone chance. Immobile fra i due è quello che mi aspetto in panchina, è pronto Castellanos ovviamente. Provato Isaksen in caso di forfait di Zaccagni, ma c’è anche la carta Pedro, di cui però Sarri apprezza molto gli ingressi a gara in corso. Recuperato Provedel, ha fatto una graduale riabilitazione. Anche Luis Alberto ok. Isasken ha lavorato molto in questi giorni, e lo ha fatto soprattutto sul piede destro, per migliorare l’imprevedibilità. Oggi rientreranno tutti tranne Vecino. Dentro Marusic e Hysaj. Centrocampo: per me scelta scontata. Rovella, Guendouzi e Luis Alberto. A meno che non sia riuscito in questi giorni, Sarri, a lavorare ancora su Kamada e Luis insieme”.

“Felipe Anderson? In questo momento tutte le parti in causa restano ottimiste. La richiesta è superiore ai tre milioni di euro, essendo anche l’ultimo contratto importante della sua carriera”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Liverani: “L’assist a Di Canio nel mio cuore. Per Sarri sarei il play basso ideale” (AUDIO)

Un solo assist ha fatto la storia. Quello di Fabio Liverani a Paolo Di Canio, nel derby del ritorno a Roma dell’attaccante. Fabio Liverani ai microfoni di Radiosei

Fabio, quel lancio millimetrico che ti ha cambiato la carriera a Roma

“E’ incredibile come uno giochi per 300 o 400 partite e poi un solo gol o un solo assist diventano il tuo ricordo più importante. E questo è accaduto per l’assist a Di Canio in quel famoso derby del 6 gennaio del 2005. In quella partita ho fatto anche l’assist per il terzo gol a Rocchi che tecnicamente era più difficile e che chiude la partita, ma quello più indelebile nella memoria dei tifosi è il primo. Tra l’altro a Natale quell’anno avevamo 17 punti, in piena lotta salvezza. Ci presentammo con Giannichedda-Talamonti coppia centrale ed Emanuele Filippini terzino. A bocce ferme qualche preoccupazione ci poteva stare, ma uscì fuori una partita di abnegazione e coraggio eccezionale”.

Di più su quel derby

“Mi ricordo che mancavano 10 minuti alla fine e i Filippini fecero una partita di tale furia agonistica che dissi a Dabo: ‘Gli menerei anche io. Basta! Sono terribili!’. Loro erano così, era il loro modo di interpretare il calcio.Della vecchia guardia della Lazio eravamo rimasti in cinque o sei e sapevamo che avremmo dovuto ricostruire la Lazio dalle macerie. Fu una stagione difficilissima e ricordo il mio gol decisivo contro l’Atalanta in zona Cesarini. Se avessimo pareggiato sarebbe stato terribile. Ci dovemmo accontentare di un pareggio in un derby di paura nel quale tutte e due le squadre rischiavano la B. Senza considerare il pareggio 1-1 con la Fiorentina con la parata di mani di Zauri”.

Dario Cadeddu

18/10/2023

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano a Immobile: “Al mondo Lazio non puoi rimproverare nulla. Ora equilibrio e trasparenza” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’ “Al mondo Lazio non puoi rimproverare nulla. Ora equilibrio e trasparenza”

“Al mondo Lazio non puoi rimproverare nulla. Ora equilibrio e trasparenza”. Bruno Giordano a Radiosei: “Attendiamo sviluppi sulla questione Immobile. Spero ci sia chiarezza per lui e per tutto il mondo Lazio, che si ritorni alla normalità. Queste sono cose che possono rientrare, anche se in un momento particolare possono essere destabilizzanti. Dipende da Ciro. Se la deve vedere da solo, ma anche essere onesto nei confronti della società riguardo il da farsi. Se l’intenzione è quella di allontanarsi, che dia il tempo ai vertici di muoversi. L’abbraccio del pubblico ce l’ha sempre avuto, bisogna essere onesti. Qualche fischio è anche normale, il tifoso è umorale e spesso si trasforma allo stadio. La Lazio lo ha sempre coccolato, credo la sua intervista sia sbagliata anche a livello di tempi: durante la sosta, in un momento dove ogni piccola cosa viene ingigantita. Credo abbia detto bene Fabiani: c’è da proseguire questa storia e andare avanti. Anche perché non si può imputare niente al mondo Lazio su Ciro Immobile. Non è onesto pensare di andar via per alcune critiche, soprattutto nei confronti dell’ambiente biancoceleste”.

“Ciclo finito per Immobile? Bisognerebbe stare nella testa sua per capire se è sempre lo stesso o se sta cambiando qualcosa. Bisogna viverle certe cose. Da fuori non mi pare cambiato proprio nulla nei suoi confronti, Lotito nel parla come un figlio. Non c’erano i sentori per un’intervista così. Rimanere per Nazionale e Champions? Mezzo autogol, magari potresti dire di esser rimasto per la Lazio e il suo ambiente. Bisogna avere grande equilibrio, anche se non sempre ci si riesce”.

Da Giordano a Immobile: “Consiglio a Ciro di viverla in maniera molto più serena, tutti hanno il massimo rispetto per lui. E poi essere lucido ed equilibrato, oltre che onesto con sé stesso e con l’ambiente che gli vuole bene”.

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NEWS

Laziostory – Lazio-Inter: la vendetta sul figliol prodigo

16 ottobre 2021. Ottava giornata di campionato, all’Olimpico c’è Lazio-Inter. Biancocelesti reduci dallo schianto di Bologna che ha – di fatto – spento l’euforia del derby vinto. 11 punti in classifica raccolti e una pausa per le nazionali di mezzo. Dall’altra parte i nerazzurri si presentano a Roma da imbattuti, con 17 punti in classifica. C’è una partita nella partita però, ed è quella che giocano dalle panchine i due tecnici. Il ritorno all’olimpico di Simone Inzaghi è i tema principale del match, il suo addio in estate non è stato ancora digerito, la sua scelta ha diviso profondamente la tifoseria dopo 5 anni di idillio quasi perfetto. “Torno a casa, dai miei tifosi” dice nella conferenza pre partita e in effetti, l’accoglienza è speciale. Cori, striscioni e un passaggio sotto la curva nord. Simone torna per un breve lasso di tempo fra la sua gente, ma poi, torna avversario sul campo. Sarri dal canto suo è alle prese con il solito andamento altalenante della squadra e con qualche malumore all’interno del gruppo. C’è un equilibrio da costruire, meccanismi da automatizzare sul campo.

Il il big match dell’ottava giornata, il tecnico biancoceleste schiera Reina; Marusic, Luiz Felipe, Patric, Hysaj; Milinkovic, Leiva, Basic; F. Anderson, Immobile e Pedro. Restano in panchina Luis Alberto, Lazzari e un acciaccato Zaccagni. Inzaghi deve fare a meno di Sanchez e lascia Lautaro in panchina. Davanti ad Handanovic Bastoni, de Virj, Skriniar; Darmian, Barella, Brozovic, Gagliardini e Di Marco a centrocampo con Perisic dietro ad Dzeko. Pronti via, i nerazzurri dimostrano di avere un’identità più solida e definita della Lazio: i continui cambi di campo mettono tremendamente in difficoltà il pacchetto arretrato di Sarri che capitola al 12′: Barella sfugge ad Hysaj che lo atterra in area di rigore. Dal dischetto va Perisic: 1-0 Inter. Gara subito in salita, ma i biancocelesti danno sempre la sensazione di poter essere pericolosi. Spesso confusionaria e maldestra, la squadra di Sarri riesce ad impensierire Handanovic soprattutto con Basic, su una buona discesa a destra di un ispirato Felipe Anderson. Le squadra vanno al riposo con il vantaggio nerazzurro, ma la ripresa, stravolgerà completamente il copione della partita. E’ Immobile a pareggiarla, probabilmente nel momento meno convincente della Lazio. Da calcio d’angolo arriva il Mani di Bastoni: Irrati non ha dubbi e indica il dischetto. Esattamente come Perisic nel primo tempo, Ciro non sbaglia e pareggia i conti:


Ora è l’Inter a riprendere in mano la partita, assumendosi dei chiari rischi in contropiede. Ed è così che si arriva a dieci dalla fine, al momento chiave del match. La Lazio riparte con Felipe Anderson nonostante Dimarco resti a terra. Non trattandosi di un colpo alla testa, Irrati non interviene e lascia correre. L’olimpico spinge per mandare in campo aperto il brasiliano: cross per Immobile, ciro controlla e tira. Handanovic respinge corto e proprio Felipe Anderson si ritrova la palla giusta per portare in vantaggio la Lazio.


E’ – come detto – il punto di non ritorno. L’Inter perde la testa, in campo si vedono scene pietose, atteggiamenti intimidatori nei confronti del brasiliano con lo stesso Dimarco – finito a terra in precedenza – che miracolosamente scatta in piedi ed è il primo a protestare col direttore di gara. L’inerzia del match – adesso – è tutta a favore dei biancocelesti. La tensione è palpabile e la squadra di Sarri ha praterie da sfruttare in contropiede. C’è spazio anche per l’altro ex di giornata: Joaquin Correa. L’argentino si prende i fischi dell’Olimpico, ma non incide sul match. Incide invece Milinkovic, che trova la deviazione aerea sulla punizione di Luis Alberto – subentrato nel secondo tempo – per il gol che chiude la partita, oltre il novantesimo.


Quello di Lazio-Inter sarà un post partita bollente, in cui Inzaghi – ad onor del vero – si dimostra molto onesto intellettualmente, evitando di calcare la mano sull’episodio del 2-1 laziale. C’è un regolamento, che questo venga dunque rispettato. Per la Lazio tre punti d’oro e la prima vittoria contro una vera big del campionato. Le parole dei protagonisti al termine dell’incontro.

Dario Cadeddu

16/10/2023

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Immobile ha mostrato la sua fragilità. Arabia? Nessuna strategia per portarsi avanti col lavoro” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Immobile ha mostrato la sua fragilità. Arabia? Nessuna strategia per portarsi avanti col lavoro”

“Immobile ha mostrato la sua fragilità. Arabia? Nessuna strategia per portarsi avanti col lavoro”. Alberto Abbate a Radiosei: “Non mi aspettavo questa reazione da parte di molti, di tradimento al contrario. Io ho visto una persona molto provata e nessuna strategia per portarsi avanti col lavoro. Era sincero, le parole erano dettate dalla frustrazione del momento. Ci tengo a dire che in tutto quello che avete letto non c’è mai stato neanche un cambio di virgola. Nessuna parola cambiata. Non avevo type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idea di quello che avrebbe detto. E’ stata un’intervista senza filtri. Immobile ha detto delle cose forti, poteva ritrattarle ma non lo ha fatto. Ha riletto e confermato l’intervista. Aveva gli occhi lucidi e un forte sentimento di tristezza. Non capisco come un tifoso non riesca ad immedesimarsi nelle altre persone: quelle frasi sono di un uomo che sta male emotivamente”.

“Lui ribadisce due volte nell’intervista di esserci commosso per l’affetto che i tifosi gli hanno dimostrato allo stadio. E’ la prima volta dal 2016 che manifesta questi sentimenti, credo vada sottolineato”.

“Provedel dovrebbe farcela per il Sassuolo, Zaccagni in dubbio perché deve curare ancora la caviglia. Se Immobile sta bene di testa e fisicamente, me lo aspetto già sabato con i neroverdi”.

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NEWS

‘LS’ – Calisti: “Vecino è la chiave, ma che sorpresa Castellanos” (AUDIO)

Ernesto Calisti, ex calciatore della Lazio, ai microfoni di Radiosei

Settimana di sosta, tiriamo le somme dopo 10 partite

“Champions affrontata molto bene, da 8 in pagella. In campionato non è partita bene la Lazio, ma in Europa si è riscattata. Quell’inizio di stagione ha compromesso tutta la prima parte di stagione, ma la reazione è stata importante. I ragazzi hanno riacquistato morale e forma, la vittoria contro il Celtic è stata decisiva per rialzare la testa. Sono convinto che si debba ripartire da queste ultime gare, con la certezza di avere qualche rincalzo in più all’altezza. Castellanos mi sta piacendo: sa giocare spalle alla porta e sa fraseggiare con i compagni. Ha caratteristiche diverse rispetto a Immobile, complementari”.

Sempre su Castellanos

“Ha presenza, è sempre nel vivo del gioco. Riesce a cucire il gioco attraverso un’ottima tecnica di base. Ciro è forte nell’attacco alla profondità, meno quando si tratta di far salire la squadra. L’argentino è bravo di testa, ha tempismo e intelligenza nell’inserirsi. Validissima alternatica. Volevo fare i complimenti a Vecino: se sta bene, è un giocatore fondamentale che può fare più ruoli. Ultimamente ho visto bene Isaksen in campo aperto. E’ chiaro, se il contesto funziona, tanti riescono a dare il loro contributo. Anche i rincalzi, adesso, riescono a dare il loro apporto. Abbiamo perso dei titolari, perché Milinkovic è un’assenza pesante per questa squadra”.

Vecino è la chiave, mentre la difesa…

“L’uruguaiano porta punti e tanta esperienza. Sa fare tutto e lo fa bene. Inserimento, contenimento e intelligenza tattica. E’ veramente il valore aggiunto. La cosa che non mi sta piacendo è la difesa. Troppi errori individuali, di posizionamento. Molto spesso i nostri difensori guardano la palla e si perdono l’uomo. Di solito si insegna alle scuole calcio di guardare sempre il riferimento, perché se te lo perdi – l’attaccante – poi è troppo tardi. Bisogna migliorare moltissimo. Troppi gol in fotocopia”.

Dario Cadeddu

14/10/2023

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NAZIONALI

Niente Inghilterra per Zaccagni, il giocatore torna a Roma: il comunicato

Con un comunicato, è ufficiale il forfait dell’esterno biancoceleste: “Il calciatore Mattia Zaccagni, a seguito dei test fisici effettuati ieri e oggi al CTF di Coverciano, non risulta essere in grado di poter essere disponibile per la gara di martedì a Londra con l’Inghilterra e sta facendo quindi rientro al proprio club di appartenenza”

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “C’è grande confusione, Spalletti deve lavorare sulla testa del gruppo e compattarlo” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’

“Il lavoro di Spalletti oggi è sulla testa dei giocatori. Devi ricompattare un gruppo. Ora c’è molta confusione, si rischia di farne ancora di più buttando nomi a casaccio. Il fatto che la polizia sia a Coverciano rende difficile parlare di calcio. C’è da giocare però, c’è da fare risultato con Malta per poi andare in Inghilterra. Zaccagni? Se la caviglia si asciuga un pochino, potrebbe farcela per martedì a Wembley. Bonaventura? E’ stato bravo, da grande professionista a mantenere il livello. E la sua Fiorentina è una squadra nettamente migliorata rispetto alla scorsa stagione, hanno una rosa veramente importante e di qualità”.

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