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RASSEGNA STAMPA

Lazio, incidente domestico per Noslin: Baroni lo vuole centravanti con la Dea

Le notizie sono due: Noslin centravanti, Baroni vuole riprovarci. Un banalissimo infortunio domestico, però, ha rallentato il piano di rilancio dell’olandese, entrato bene con il Toro. Era vivace, dentro al gioco, ha tirato due volte, dando segnali di (ritrovata) vitalità. Il tecnico della Lazio ci sta pensando, ma andranno verificate le sue condizioni e soprattutto Noslin dovrà tornare ad allenarsi oggi, dimostrando di aver recuperato in pieno e di essere disponibile per Bergamo. Negli ultimi due giorni non ha lavorato con il gruppo a causa di un trauma al piede, si sarebbe ferito colpendo lo spigolo di un gradino a casa. Niente di preoccupante a Formello, per questo motivo è stato gestito e lo staff medico ritiene che due giorni di riposo e di lavoro differenziato siano sufficienti. La prova del campo oggi dovrà suffragare certo tipo di ottimismo, altrimenti toccherà di nuovo a Boulaye DiaIl ballottaggio, come minimo, va tenuto aperto ma è un fatto assodato che la Lazio non abbia ancora trovato un numero 9 alternativo a Castellanos. Il senegalese parte da lontano, si è abituato ad agire da trequartista, va incontro alla palla e ai centrocampisti, si combina bene in coppia con il Taty, meno se deve sostenere il ruolo di prima punta e non ha la condizione di qualche mese fa. A Formello ritengono non sia un finalizzatore, ecco perché ogni volta in cui è mancato l’argentino sono stati provati diversi interpreti nel ruolo. Corriere dello Sport

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FORMELLO

FORMELLO – Castellanos in gruppo, salgono le quotazioni di Dele-Bashiru. Noslin ancora fermo…

FORMELLO – Terzultima seduta prima della partenza per Bergamo. Marco Baroni ritrova Castellanos, dopo il secondo stop contro il Viktoria Plzen all’Olimpico. L’attaccante argentino ha completato il recupero clinico, già ieri aveva cominciato a riassaporare la sensazione del campo lavorando sì a parte, ma con il pallone. Oggi, nella seduta scattata alle ore 11, il Taty ha lavorato interamente in gruppo. Clinicamente recuperato, ma non basta. Quello di Castellanos sarà – verosimilmente – un percorso a tappe. La prima, l’Atalanta, dovrebbe saltarla. Al massimo, spuntare una convocazione per stare vicino ai compagni, ma senza correre rischi. La tabella di marcia potrebbe prevedere un ingresso giovedì contro il Bodo Glimt per averlo poi titolare al derby.

Discorso centravanti aperto, dunque, a diverse soluzioni in vista dell’Atalanta: oggi, come ieri, Noslin è rimasto a riposo. L’olandese è alle prese con un fastidio muscolare ed allo stato attuale salgono le possibilità di ri-vedere Dia a guida dell’attacco. Per il ruolo di trequartista, avanza ulteriormente la candidatura di Dele-Bashiru. Anche oggi il nigeriano è stato testato in alternativa a Pedro. Anche in questo caso, ragionamenti e scelti vanno tarata anche sull’impegno di coppa. Lo spagnolo con il Bodo e Dele contro gli orobici resta l’ipotesi più gettonata ad oggi. Nei due di centrocampo invece, le rotazioni appaiono più scontate. Guendouzi non ci sarà a Bergamo per squalifica; stessa sorte per Rovella, ma in Norvegia. Vecino diventa la chiave, a meno di improbabili esperimenti con Belahyane.

In difesa, da segnalare che solo in un’occasione da Bologna-Lazio, Baroni ha provato in tandem Gila e Romagnoli. Lo spagnolo ha spesso lavorato con Provstgaard, mentre l’italiano si è mosso con Gigot (coppia titolare, non a caso, contro il Torino). Occhio anche qui alle rotazioni, soprattutto in base alle caratteristiche degli avversari. Capitolo terzini: con il rientro di Tavares, Marusic resta la soluzione più quotata a destra.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Crollo Lazio? Baroni nel ritorno meglio di Palladino e Gasp e solo tre punti in meno di Conte…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio nelle prossime due settimane si gioca molto, siamo arrivati al dunque. Calcolando un calendario così fitto, le scelte di Baroni saranno naturali e dipenderanno dalle disponibilità e dalla gestione fisica di alcuni giocatori. Ci saranno delle alternanza fisiologiche, un mini-turnover forzato anche da alcune squalifiche e dal rientro di giocatori come Castellanos e Tavares che non potranno giocarle tutte. Poi ci sono ruoli come quelli di Isaksen e Zaccagni che non prevedono alternative affidabili. La società deve capire che in questo momento al tecnico non si può chiedere di puntare forte su giocatori come Tchaouna e Noslin. Forse si fa finta di non capirlo perché poi si possono attribuire responsabilità al tecnico come sempre è accaduto anche nel passato.

Si parla tanto di una Lazio crollata e finita, ma sono considerazioni che vanno rapportate al potenziale tecnico, il mercato ed il valore delle competitor. La classifica del girone di ritorno dice che le squadra che hanno fatto peggio sono Fiorentina ed Atalanta. Squadre allenate da due tecnici esaltati. Poi ci sono Milan e Lazio, oltre che il grande Napoli. Conte ha fatto 20 punti, tre più della Lazio. Il tifoso può anche essere arrabbiato, ma la squadra di Baroni non ha fatto così tanto peggio di molte delle migliori. Certo, forse è andata troppo forte nell’andata ed in casa sta facendo male, ma bisogna interpretare i numeri anche in virtù della differenza di mercato a gennaio tra la Lazio e le altre”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, rischio scelta. L’orientamento della squadra è quello di dare priorità all’Europa, ma…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Solo l’ennesimo richiamo ad un unione d’intenti può aiutare la Lazio a ritrovare i presupposti migliori. Anche i rientri di Castellanos e Tavares possono aiutare. Il tempo non è molto, ma c’è ancora margine per tornare a divertirsi.

Inutile ragionare sulla possibilità di fare una scelta tra campionato e coppa. Qui il rischio è quello di non qualificarsi alla prossima Europa. Se molli o fai una scelta precisa, privilegiando l’Europa League, rischi di restare fuori da tutto. Poi prendiamo atto che, per esempio, un giocatore come Marusic ha dichiarato dopo il pareggio con il Torino che la priorità è la competizione europea. Ce lo dicono loro, questo evidentemente è l’orientamento del gruppo. Dare la priorità a qualcosa non significa mollare l’altra. C’è anche il derby di mezzo, tra l’altro.

Ieri ho parlato di Vecino come rientro sicuro a Bergamo dopo aver scontato la squalifica. Giustamente, poi, dobbiamo ragionare anche sull’esigenza di averlo al meglio a Bodo dove non ci sarà Guendouzi. Ecco, questi ragionamenti saranno fatti credo.

Formazione anti-Atalanta? Complicata, direi Provedel Lazzari o Hysaj Gila Romagnoli Tavares in difesa; a metà campo Rovella con Vecino, anche se io sceglierei di aggiungere Belahyane ai primi due; per l’attacco gestirei bene Pedro che sembra l’ideale poi per la gara sul sintetico di Bodo. Lo spagnolo a Bergamo potrebbe fare nuovamente il trequartista. Penso che anche Zaccagni continuerà ad essere gestito in corso d’opera. Isaksen idem in allenamento, è molto affaticato ed un tendine d’achille infiammato. Non è detto giochi dall’inizio con l’Atalanta”.

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Lazio, i tifosi si schierano accanto alla squadra

I primi fischi sono stati una novità, ma la Nord cantava anche Lucio Battisti e nel passato recente della Lazio ci sono state contestazioni peggiori. Certo la lenta frenata prodotta dai pareggi in serie all’Olimpico e soprattutto la rimonta della Roma hanno prodotto una delusione comprensibile, ma la tifoseria della Lazio non ha mai tradito nei momenti decisivi e di sicuro non succederà nelle prossime settimane: quasi un migliaio di tifosi hanno già acquistato il biglietto per Bergamo e poi arriverà il derby con la Roma. Anche questo gruppo merita di essere accompagnato. Non è mai mancato l’impegno dei giocatori, in un periodo di stress altissimo e dopo 42 partite stagionali, tra campionato e coppe, un calo di forma è fisiologico, inevitabile. L’invito alla compattezza, formulato da Baroni lunedì sera nell’ampio giro di interviste, è stato recepito dai tifosi biancocelesti. La società non aprirà i cancelli di Formello per motivi meramente scaramantici (non portò bene prima del derby d’andata) e perché il gruppo ha bisogno di raccogliere energie mentali e fisiche senza smarrire il focus della partita, ma c’è consapevolezza e l’idea di una reazione da consumare domenica a Bergamo e negli impegni successivi. Il popolo della Lazio, ancora una volta, si schiererà accanto ai suoi giocatori. Può diventare ancora una stagione memorabile, nessuno lo dimentichi. Corriere dello Sport

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La Lazio non è una resa: da Formello segnali di compattezza

La Lazio si ricompatta. Ha rallentato, non si è arresa, pronta a reagire e rilanciarsi, anche se il pareggio di Gineitis ha provocato delusione, qualche fischio dell’Olimpico e ha cristallizzato il settimo posto in classifica, con l’avvenuto aggancio della Roma. Sarebbero bastati 2 punti in più con il Toro e altri 2 con l’Udinese per restare in quota quarto posto. Un mese fa questa stessa Lazio vinceva a San Siro con il Milan. È ancora tutto aperto, nessuno in estate ci avrebbe scommesso. La ripresa a Formello si è consumata in un clima sereno e motivato. Davanti ci sono le curve decisive: domenica a Bergamo con l’Atalanta (non vince in casa da dicembre), poi la trasferta di Bodø in Norvegia, il derby con la Roma e il ritorno dei quarti di Europa League. Lo sa benissimo la società, Baroni non ha responsabilità, per fronteggiare due competizioni al top servirebbero due squadre come possiede l’Inter. Guardate Atalanta e Fiorentina, non hanno avuto un cammino differente rispetto alla Lazio negli ultimi due mesi. Questo non significa non provarci e non continuare a correre, se possibile recuperando giocatori, perché la grande forza autunnale era stato il turnover e troppe sono state le assenze tra febbraio e marzo. Vecino, Hysaj e Pellegrini recuperati alla causa. Mancherà Patric, occhio ai centrali, ma stanno tornando Tavares e Castellanos. Belahyane e Noslin ieri hanno saltato l’allenamento solo per cautela. Anche Zaccagni si avvia verso il top e il popolo laziale non farà mancare il proprio appoggio. Può essere ancora un finale di stagione divertente per la Lazio. 

La rimonta della Roma e la frenata nel girone di ritorno hanno creato un effetto negativo intorno alla Lazio, ma la scorsa estate nessuno avrebbe immaginato di correre a lungo per il quarto posto e di sognare la finale di Bilbao in Europa League. Ecco perché Baroni ha invitato il gruppo ad abbandonare qualsiasi pensiero negativo. Quel gol di Gineitis non ci voleva, la Lazio stava ripartendo dopo la sosta, ma la flessione di risultati non è figlia di alcun condizionamento e nella partita contro il Torino si sono visti dei progressi. È stato un pareggio diverso rispetto ai precedenti con Udinese e Plzen prima dell’ultima sosta di campionato. Dopo nove mesi di stagione, nessuno a Formello ha intenzione di mollare. La Lazio, nelle prossime quattro partite, si gioca tutto o molto, perché il campionato finirà soltanto a maggio e ci sono ancora 24 punti a disposizione. Atalanta e Roma sono uno snodo decisivo quanto la doppia sfida con il Bodo che potrebbe portare la Lazio alle semifinali di Europa League, mai affrontate nella ventennale gestione di Lotito. Solo questo motivo dovrebbe indurre tutti, fuori e dentro Formello, a sorridere guardando con spirito diverso le prossime settimane. È un godimento assoluto per il gruppo essere arrivati sino a qui, deve essere uno stimolo e un divertimento finire la stagione nel modo in cui era cominciata. Corriere dello Sport

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Lazio, Baroni sotto esame. In casa solo Ballardini ha fatto peggio nell’era Lotito

Serve un cambio di passo per non gettare all’aria quanto di buono fatto fino ad ora: la Lazio fatica a tornare quella di inizio stagione ma adesso i giochi entrano nel vivo sia in campionato che in Europa League.

I numeri collezionati dai biancocelesti preoccupano un po’. Come riporta Il Messaggero, la Lazio ha registrato appena una vittoria interna (col Monza il 9 febbraio) nelle ultime nove partite, otto miseri punti in campionato. Aveva fatto peggio solo Ballardini (6) tra settembre e dicembre 2009, in tutta l’era Lotito. Non solo. Negli ultimi 36 anni, si legge, oltre Ballardini (poi esonerato), due volte Zoff nel 1991/92 e nel 1990/91, e Materazzi 1988/1989, avevano collezionato un solo successo nello stesso filotto, ma senza nessun ko. Nelle rispettive stagioni i biancocelesti poi arrivarono dodicesimi (Ballardini-Reja), decimi e undicesimi con Zoff, ancora undicesimi con Materazzi, non un bel presagio.

Dati alla mano la situazione si conferma delicata. Intanto il tecnico Marco Baroni finisce sotto esame, scrive il quotidiano: è vero che ad agosto le aspettative erano altre, ossia di finire tra il sesto ed il settimo posto, ma nessuno immaginava il fallimento di Juventus e Milan.

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La Lazio al buio in attacco: dalla difesa quattro degli ultimi cinque gol

Smarriti, non ancora perduti, Baroni e i suoi uomini. Possono rialzarsi recuperando il tempo perso, i punti persi, lo smalto perso, i gol persi. Sono tanti dall’inizio del nuovo anno, lo sono da quando la Lazio è scaduta di forma e Castellanos s’è fermato. Non è mai stato un bucaniere, ma quest’anno 9 gol li ha segnati e prima dello stop di febbraio aveva colpito contro Cagliari Monza

Il gol, pulito o sporco, serve come il pane alla Lazio. Gli ultimi cinque sono arrivati in maggioranza dai difensori, uno solo da un attaccante: tre Romagnoli, uno Marusic, uno Isaksen. Romagnoli ha colpito contro il Viktoria Plzen in trasferta (più il gol di Isaksen), Alessio si è ripetuto con l’Udinese all’Olimpico e di nuovo nel ritorno con i cechi. Marusic ha segnato al Torino. Ancora prima c’erano riusciti Zaccagni Pedro a San Siro contro il Milan. L’ultimo gol di un attaccante centrale è di Dia con il Napoli. Senza Castellanos la media punti è crollata a 0,9 a partita, con lui era di 2. Il raffronto si può fare teoricamente perché le gare giocate con Taty e senza sono numericamente differenti, ma la media è indicativa. Sono ventidue le presenze dell’argentino, sono 8 le assenze in campionato. Con Castellanos si sono contate 14 vittorie e sono stati segnati 45 gol. Senza Castellanos s’è contata un’unica vittoria, i gol fatti sono stati 6. Ma è tutta la Lazio in calo da gennaio. Da agosto a dicembre, in 18 partite, aveva tirato 224 volte, di questi tiri 94 erano finiti nello specchio, totale di 33 gol. Da gennaio al Torino le partite di A giocate sono state 12, i tiri totali 176, di cui 63 nello specchio, totale di 18 gol.

Lazio, le differenze

Dati che si scontrano con la nuova realtà del campionato. Tra le prime otto in classifica, dall’Inter alla Fiorentina, solo la Juve e i viola (16 gol per entrambe) hanno segnato meno reti della Lazio nel 2025 (18). Il Napoli ha colpito 20 volte come l’Atalanta, la Roma 21, l’Inter 22, il Bologna 25. I sorpassi più eclatanti subiti sono stati piazzati dai giallorossi e dai rossoblù, hanno guadagnato 15 e 11 punti. Il rendimento casalingo ha contribuito al rimpicciolimento, l’unica vittoria delle ultime 8 partite interne resta quella contro il Monza. La forza e il limite di una squadra, da sempre, è il centravanti. L’equazione bomber vero uguale gol è sempre valida. Gli ultimi signori del gol della LazioKlose e Ciro, non sono paragonabili ai centravanti di oggi, di ruolo o inventati nel ruolo. Da Noslin a Tchaouna, con tutto il rispetto possibile. L’olandese ha segnato due gol in A, uno ogni 390’. Tchaouna uno. Almeno Dia ne ha garantiti 7, l’incredibile Pedro 6. E’ vero che non ha più senso ricordare i nomi sontuosi del passato, ma neppure pensare che si possa continuare senza un centravanti nel segno della tradizione e dei gol che servono per dare al nuovo ciclo un futuro. E’ sempre così, si vuole chi non c’è quando all’improvviso tutto manca. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “A chi critica Baroni va strappato il tesserino. E su Lotito…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Diamo fiducia, non andiamo dietro alle polemiche che destabilizzano tutto. La Lazio è ancora in ballo sia in campionato che in Europa League. Dobbiamo essere realisti e fiduciosi.

Lotito anche quest’anno non ha aiutato la squadra, una punta serviva; poi ci possono essere stati anche errori di Fabiani e di Baroni, ma perché non ci godiamo il momento?

Chi è che ad agosto credeva di avere una rosa importante e valida e pensava di competere su due fronti ad aprile? Io ho sempre pensato che la Lazio potesse fare bene, ma non immaginavo così, poi c’è stato un calo ma anche l’Atalanta, per esempio, lo ha avuto e i bergamaschi, insieme ai biancocelesti, erano quelli che esprimevano il miglior calcio.

Criticare Baroni per una partita ok, è questo il bello del calcio. E’ però da strappare il tesserino a chi mette in discussione Baroni, visto quello che ha fatto.

La partita col Torino non mi ha deluso, mi ha confermato che questa non è una squadra di fenomeni ma è riuscita a creare qualcosa di importante in questi mesi.

Signor Lotito, lei è un buon presidente fino ad un certo punto ma poi manca lo step avanti: perché non lo fa mai? Mancanza di volontà o di capacità?

Ha vinto, ma lo critico quando non riesce ad alzare il livello; non capisco le motivazioni. Lotito ha fatto cose grandiose con il ds, con certi calciatori, ma perché non migliorare a gennaio la rosa? Questo interrogativo ci rimane”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – D. Rossi: “L’attenzione per 90′ dipende dal livello dei calciatori. L’errore di fondo è…” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘NMM’

“La Lazio poteva vincere, l’ho vista meglio di altre volte, ma chiaramente non è quella di inizio stagione. Ha avuto le sue occasioni, ma non ha dominato l’avversario. E’ un peccato perché è stato importante sbloccare il risultato ma poi, anche se forse lo meritavi, non sei riuscito a portare a casa il successo.

Serve l’attenzione fino a 105′ ma questo dipende dal livello dei calciatori. Forse la Lazio non era quella di prima ma non è neanche quella di ora, sarà una via di mezzo.

Ora salta all’occhio il lavoro della Roma, che è stato inverso. Il derby potrebbe riportarti sopra.

L’errore di fondo è cercare il colpevole perché non risolve il problema, a 8 giornate dalla fine e con due competizioni da giocare. Si deve solo lavorare per migliorare la situazione.

Rovella e Guendouzi hanno giocato ad un livello sopra il normale, era prevedibile immaginare che non potessero continuare così. La Lazio per buona parte dell’anno ha offerto il miglior calcio.

Guendouzi squalificato a Bergamo? Ora c’è da pensare chi è a disposizione.

Lotta alla zona Champions? Non credo che il quarto posto sia andato, serve tenere alta la tensione. Il derby può affossarti o risollevarti, per me finché c’è vita c’è speranza. Io in un clima di scoramento, tenterei di compattare l’ambiente. Solo allenatore e giocatori possono risollevare il momento.

Rigore per la Lazio? Per me non c’è rigore.

Castellanos è un giocatore che fa giocare bene gli altri. Non è un bomber. Non ha le caratteristiche di un finalizzatore.

Tavares, se fosse rimasto quello delle prime 10-12 partite non ci saremmo spiegato il perché del ‘regalo’ dell’Arsenal. Ce ne fossere comunque di giocatori come lui: io preferisco questi, che alternano cose buone ad altri, anziché chi fa sempre prove da 6.

Vedo una squadra seria ma che fa fatica e soprattutto non vedo, eccezion fatta per Pedro e un po’ Guendouzi, leader.

Dia prima faceva la differenza, ora è molto in difficoltà. Io avrei fatto giocare titolare Noslin, che fa fatica, ma è più tecnico di Tchaouna e quindi lo aspetterei.

Forse bisognava trovare un giocare un calciatore con le caratteristiche di Leiva, so che non è facile, ma serve dare in entrambe le fasi ciò che dava lui.

In questo momento le cose vanno male quindi è facile parlare di ciò che manca, c’era da premunirsi prima.

Non parlerei dei singoli ma del collettivo che prima girava bene. Prima la Lazio ribaltava il campo e magari rubava palla anche negli ultimi 30 metri, ora fa più fatica, c’è meno ritmo”.