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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Amburgo, Abbate: “Provedel, Pedro punta e turnover totale, ecco l’undici provato da Baroni per l’Europa” (AUDIO)

Provedel in porta, Marusic, Patric, Romagnoli, Pellegrini in difesa, Rovella e Vecino a metà campo, con Tchaouna, Dele-Bashiru e Noslin alle spalle di Pedro. Questa è la probabile formazione anti-Dinamo Kiev dalle indicazioni che provengono dalla rifinitura di questa a Formello. Io mantengo ancora dei dubbi per quanto riguarda Pedro prima punta, certamente se fosse così sarebbe un turnover totale, ben otto/undicesimi diversi rispetto alla squadra di Firenze. Scelte, evidentemente, condizionate anche dalla trasferta di domenica contro il Torino”. Così il nostro inviato da Amburgo Alberto Abbate in collegamento nella trasmissione ‘NMM’.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Calisti: “Castrovilli e Noslin fuori ruolo. Il problema degli arbitri è…” (AUDIO)

ERNESTO CALISTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

A Firenze ho visto cose belle e cose brutte. Dispiace per la Lazio di non aver raccolto quanto meritato. La Fiorentina è stata inguardabile, la squadra di Baroni ha dominato, doveva concretizzare di più. Poi ci sono stati gli episodi arbitrali. Quello su Tavares, per dinamica, non è mai rigore. Il difetto degli arbitri è che non hanno mai giocato a calcio, alcune dinamiche di gioco neanche le valutano. Non mi è piaciuto Castrovilli da medano. Non ha le caratteristiche per muoversi in quella zona di campo, secondo me così lo si mette sono in difficoltà. Noslin non è una punta, lui deve giocare esternamente. Ha bisogno di campo e profondità. C’è ancora molto da lavorare. Sono d’accordo con chi ritiene che si deve ancora ricercare e trovare un equilibrio più importante. La squadra deve riuscire ad accorciare meglio, le distanze tra i reparti devono essere minime”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Marcenaro-dirigenti Lazio, il retroscena sul confronto a fine gara…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Restano le cicatrici per quanto accaduto a Firenze. Si deve voltare pagina, ma l’amarezza resta, con le ingiustizie non si può avere un buon rapporto. Il campo è stato completamente smentito ed azzerato da situazioni che con il campo ed il calcio non c’entrano nulla. Cosa che, tra l’altro, ha fatto capire anche Marcenaro nel confronto civile che ha avuto con i dirigenti della Lazio e Baroni a fine gara. C’è stata una richiesta di chiarimento, si è deciso di andare a vedere al microscopio il fotogramma del pestone di Tavares a Dodo. L’arbitro ha spiegato che, a prescindere dalla dinamica, se gli propongono dal Var una situazione ormai così codificata da regolamento non può non fischiare. Davvero la Lazio sta diventando un bersaglio facile, è stata penalizzata in ogni situazione interpretabile. In questo caso è evidente che il principale responsabile sia Abisso, l’assistente al Var che ha richiamato il diretto di gara”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il gusto di giocare all’attacco: Baroni non cambia

La moltiplicazione dei tiri (71), dei cross su azione (101), dei corner (43), dei gol segnati (9), dei rischi e dei brividi non può portare alla contrazione dei gol subiti (8 in 5 partite) nella Lazio indiavolata plasmata da Marco Baroni. Dopo Firenze ha perso fiducia nel Var, non ha perso il gusto di giocare all’attacco, la sua è un’offensiva tecnica ed emotiva pensata per dare una scossa a squadra e ambiente, per cambiare l’andazzo dell’anno scorso, per risolvere i limiti al tiro, per provare a rovesciare pronostici e percezioni, per ridare consenso alla Lazio e per farle riacquistare una dimensione diversa da quella che ha assunto dopo l’addio dei big. E’ un gioco di possibilità che intriga, ma che comporta scossoni. Baroni lo sa, ha una visione e per adesso non cambierà.

Si è presentato con coraggio smisurato, continua ad essere dell’idea che bisogna credere sempre nel lavoro e difendere le proprie convinzioni, specialmente nei momenti in cui possono sorgere dubbi. «Si va avanti su questa strada. Non sono preoccupato, finché la squadra si adopera per fare due fasi secondo me è la strada giusta», la frase totemica di domenica al Franchi. La formula garba quando si vince, quando si perde i contraccolpi si fanno sentire. A Formello si augurano che a lungo andare la stessa paghi anche a livello difensivo. Non troppo avanti e non sempre è lo slogan che accontenterebbe chi pensa che gli azzardi siano superiori agli effetti in partita e in classifica. I casi arbitrali, è l’input della società, non devono agli effetti in partita e in classifica. I casi arbitrali, è l’input della società, non devono diventare alibi per la squadra. Gestione delle partite ed errori individuali sono sotto la lente del club. Baroni in questi due mesi è stato calamita di rischi, dovrà essere calamita di tensioni (se nasceranno) dimostrandosi impermeabile a tutto. E’ la grande sfida che lo attende. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Sconfitta sfortunata ed immeritata. Arbitro? Il problema è il metro di giudizio. La società dove è?” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (Raisport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Quella di Firenze è stata una sconfitta sfortunata ed immeritata, la Lazio avrebbe meritato assolutamente di più. C’è stato un ottimo primo tempo, un po’ meno la ripresa, ma doveva e poteva andare meglio per quanto visto. Poi ci sono stati degli episodi arbitrali che hanno indirizzato la gara e da questo punto di vista mi chiedo dove sia la società.

Abbiamo visto che ieri il designatori Rocchi ha spiegato cosa sia accaduto a livello di episodi arbitrali. Naturalmente, Rocchi da buon arbitro, nel dubbio sa come fischiare. Lui ha detto che tutto ciò che ha fatto Marcenaro è stato giusto, ma mi chiedo come si possa giustificare il tocco di mano, anche se involontario, di Dodo che impedisce a Zaccagni di calciare a rete. Mi ricordo calci di rigore fischiati anche con il pallone che sfiora il polpastrello della mano. Il discorso non riguarda solo i casi da rigore, ma il metro di giudizio utilizzato. Il regolamento o c’è sempre o non c’è mai. Penso anche all’ammonizione che manca a Martinez Quarta per un fallo da dietro su Zaccagni”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, rabbia Baroni: il confronto acceso con Marcenaro

L’allenatore Marco Baroni ha avuto un duro scontro con l’arbitro Marcenaro, che si è concluso con aspre critiche da parte del tecnico. Al termine della partita, Baroni ha manifestato tutto il suo disappunto per le decisioni arbitrali, soprattutto riguardo ai due rigori concessi alla squadra avversaria, ritenuti contrari allo spirito del gioco. Baroni non ha nascosto il suo malcontento, sia sul campo al triplice fischio, sia davanti ai microfoni.

Le decisioni arbitrali sotto accusa

Come riportato dall’edizione odierna de Il Messaggero, Baroni ha sottolineato come le decisioni di Marcenaro abbiano influenzato il risultato della partita, nonostante la sua squadra abbia dominato in termini di possesso palla e occasioni create. Il tecnico ha ribadito l’importanza di un confronto più diretto e trasparente tra allenatori e arbitri, evidenziando come i rigori assegnati siano stati decisivi in maniera negativa: «Abbiamo fatto più tiri, più possesso, siamo entrati più volte in area, e poi la partita viene decisa da due rigori che vanno contro lo spirito del calcio».

L’episodio che ha scatenato la rabbia di Baroni riguarda un contatto tra Guendouzi e Gudmundsson: secondo l’allenatore, Guendouzi ha cercato il contatto mentre Gudmundsson aveva già passato il pallone, azione che secondo lui non avrebbe dovuto essere punita. «Non vedo questi episodi all’estero – ha detto Baroni – eppure in Italia cerchiamo di creare spettacolo». Il VAR, secondo Baroni, ha modificato il gioco in modo non sempre positivo: «Peggio mi sento, perché io chiedo alla mia squadra di essere aggressiva, di andare forte, e non di rallentare».

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‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio con due uomini in meno. E le scelte di Baroni…” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Il commento dell’ex calciatore biancoceleste su Fiorentina-Lazio:

Siamo dei polli. Abbiamo dimostrato di essere superiori alla Fiorentina, dopo un primo tempo giocato bene e senza concedere.

Castrovilli è bravo ma ora non può giocare a questi livelli, è lento. Con lui e Noslin abbiamo giocato con due uomini in meno. Abbiamo creato i presupposti per segnare ma senza riuscirci. Baroni l’ha preparata bene ma lo critico in maniera forte perché a fine primo tempo doveva cambiare.

Guendouzi e Tavares non possono commettere quelle ingenuità in area. Questo ha influito, come in non cambi. Meritavi di stravincere poi il secondo tempo per due episodi hai buttato all’aria tutto. Ora serve dimenticare e ripartire.

Quella di Noslin è stata una scelta sbagliata fin dall’inizio, serve pazienza. Davanti non ha fisicità, esperienza. L’errore c’è stato dall’inizio, poi magari il tecnico non l’ha cambiato per ‘giustificare’ la sua scelta di partenza. Baroni bene nel preparare la gara, male nella scelta dei cambi. La Lazio ha giocato con due uomini in meno e ha comunque fatto una buona prestazione.

Castrovilli probabilmente l’allenatore lo ha visto bene in settimana e pensava potesse dare qualcosa in più contro la sua ex squadra. Per me il giocatore ragiona con tre secondi di ritardo, è lento di gamba e di testa al momento.

Dele-Bashiru? Non conosco le eventuali problematiche che lo tengono fuori. Tornando ai cambi, a mio avviso all’intervallo andavano tolti Noslin e Castrovilli.

Gila? Io l’avevo visto bene anche con il Verona. Ieri buona prestazione di tutti per un tempo; dopo il primo rigore ci sono state delle difficoltà. Ora non si devono abbattere ma pensare che hanno fatto bene contro la Fiorentina e ripartire“.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Baroni in conferenza: “Produciamo tanto, la strada è segnata. Castro bene. Arbitro? Va cambiata l’interpretazione”

Marco Baroni, allenatore della Lazio, parla in conferenza stampa dopo la partita sul campo della Fiorentina, persa 2-1 in rimonta.

La sconfitta nasce solo dai due rigori o c’è altro?
“Difficile spiegare, se non con queste valutazioni. Non voglio essere polemico, ho già detto quello che dovevo e non voglio ripetermi. Io guardo alla prestazione ed è stata importante, di qualità. La squadra ha sempre ricercato lo sviluppo del gioco e della manovra, peccato perché potevamo anche chiuderla. Usciamo fuori con una sconfitta ed è molto doloroso, ma preferisco prestazioni così che vincere con gare mediocri”.

Ha recriminazioni sui rigori?
“Abbiamo arbitri bravi ma diventa difficile anche per noi allenatori proporre un lavoro difensivo quando ci sono situazioni come pestoni non cattivi. Nel primo rigore Guendouzi addirittura leva il piede. Il calcio è di tutti, perché la gente si affezioni serve spettacolo: io cerco un calcio aggressivo e dinamico, spero non ci siano situazioni in controtendenza”.

Ancora doppio centravanti.
“Noslin ha impegnato tanto la loro difesa sulla profondità: è giovane e per necessità lo sto un po’ spostando, per me ha fatto una buona prestazione. E Dia aveva due-tre situazioni in cui poteva segnare, ma non può far gol ogni partita. Magari le situazioni gireranno”.

Le è piaciuto Castrovilli?
“Sì. Per me è uno dei migliori centrocampisti in Italia, un tuttocampista che può fare tutto perché ne ha le qualità. A centrocampo può giocare ovunque, anche sotto la punta”.

Perché è uscito Dia?
“Pronti-via ha avuto una leggera distorsione alla caviglia. Nelle ultime partite ha speso tutto, a fine primo tempo mi ha detto di stare abbastanza bene ma ho visto che qualche difficoltà ce l’aveva. E Pedro è entrato bene, si è smarcato bene al tiro e per noi è una risorsa importante”.

Avete qualche problema offensivo?
“No, abbiamo già segnato tanto. Eravamo primi per corner e tiri in porta, ma anche per minor numero di ingressi degli avversari nella nostra area. Questa è la strada che porterà molti giocatori a fare gol e si va avanti. Spero di tramutare la produzione in realizzazione, finora la percentuale al tiro era altissimo. E questo non poteva continuare. Io cerco di tirare molto in porta e nello stesso tempo di concedere pochi tiri all’avversario, l’equilibrio sta dentro questi numeri. Finché c’è spirito di sacrificio e la squadra si adopera nelle due fasi non sono preoccupato”.

Non è limitante per lei dover rimodulare la manovra in assenza di Castellanos?
“No, Pedro può ricoprire quel ruolo e possiamo utilizzare anche un centrocampista. Quando ho fatto i cambi io pensavo di poter portare a casa la partita. Non mi piace dare input alla squadra di abbassarsi per tenere il risultato, si deve continuare a giocare per trovare l’identità che stiamo costruendo. Ci sono molte cose positive, tantissime. La strada è segnata, io cerco di mettere i giocatori nelle migliori condizioni possibili. Siamo arrivati a cambiare per un motivo, perché la squadra tirava poco in porta. Ora lo fa”.

Con l’arbitro a fine partita di che avete parlato?
“Il confronto tra noi e loro deve essere sereno, diretto e leale. Ho dato un mio pensiero. Secondo me a volte va corretta l’interpretazione, altrimenti dobbiamo correggere noi, usando altre modalità di lavoro sul campo e negli allenamenti”.

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STATISTICHE

La Lazio crea tanto, capitalizza poco: il dato record sui tiri

“Dobbiamo essere più concreti, riuscendo a finalizzare quello che costruiamo”. L’amaro commento di Baroni dopo la frustrante sconfitta di Firenze. I numeri vanno a confortare l’analisi: nei primi 45′ contro i viola i biancocelesti hanno trovato il tiro in 11 circostanze, centrando in 5 casi lo specchio. Si tratta del miglior dato della stagione in corso. Mai le aquile erano riuscite a collezionare questi numeri neppure lo scorso anno in Serie A.

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DICHIARAZIONI

Baroni: “Penalizzati dagli episodi arbitrali. Abbiamo creato tanto e con personalità, è difficile accettare il risultato”

Marco Baroni al termine di Fiorentina-Lazio ai microfoni di DAZN: “Partita decisa solo dagli episodi. Quando una squadra fa più possesso e tiri, è difficile parlare. Ho fatto più di 1000 partite, non ricordo cose così. Tavares stava coprendo un cross. Io guardo tante partite, non vedo mai episodi così, dobbiamo modificare noi il modo di difendere evidentemente. Sul primo anche il giocatore viola ha già spostato la palla. Vogliamo proporre dello spettacolo, lasciamo che ci sia allora. E’ il mio pensiero. Guendo lo leva il piede. Abbiamo giocato con personalità e creato tanto, siamo stati penalizzati dagli episodi”.

“Ci è mancata determinazione sotto porta, ma la squadra gioca e crea. Dobbiamo chiudere le azioni, sono amareggiato però perché gli episodi ci penalizzano oltre il nostro demerito”.