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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Sarri vorrebbe Ricci a gennaio per usare Rovella anche da mezzala”

ALBERTO ABBATE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Io non sono d’accordo sui fischi dopo una vittoria. Probabilmente Sarri e il suo staff ci sono rimasti male, ma rimane una cosa lecita e legittima e che se i tifosi ritengono di fare, fanno bene. Rimango dell’idea che quando si vince è sempre una bella cosa.

Dalla conferenza di Martusciello e dalla vicenda Vecino, da Pellegrini che vorrebbe giocare di più, è emerso che evidentemente dentro la Lazio c’è un po’ di insofferenza. Ma ci sta.

La Lazio nonostante la vittoria non può continuare a giocare in questo modo perché fai poca strada. Bisogna darsi una svegliata.

Per quanto riguarda il mercato di gennaio, bisognerà vedere se ci sarà rottura totale con Vecino oppure no. Io onestamente non credo e a breve tornerà a disposizione. Sarri vorrebbe Ricci per poter usare eventualmente Rovella come mezzala e c’è la vicenda Pedro da chiarire per capire se dovrà essere sostituito o si aspetterà giugno per salutarlo”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “La Lazio non ha leggerezza. Stessi problemi dello scorso anno, ma ora nessuno in campo li risolve” (AUDIO)

L’importanza del match contro il Genoa, BRUNO GIORDANO in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“L’importanza del match di questa sera è legato al momento che stiamo vivendo: bisogna fare una partita vera e soprattutto i giocatori che saranno chiamati in causa dovranno darsi da fare. Spero che all’interno della partita ci possa essere un po’ di leggerezza per dare il meglio e uscire da questo momento di involuzione.

Vecino quando è entrato contro il Cagliari non sembrava davvero contento. Forse si aspettava che al posto di Rovella fosse chiamato lui in sostituzione. Ma sono cose che capitano e non le ingigantirei. Bisogna avere sempre rispetto dell’allenatore e se non lo hai, è giusto che la Società prenda provvedimenti. Altrimenti ogni giorno si alza un calciatore e si sente autorizzato a fare lo stesso.

Forse il secondo posto dello scorso anno ha nascosto qualche magagna e ha fatto un po’ sedere i protagonisti. Invece magari di prendere coscienza dei problemi per cercare di risolverli, si è dimenticato di farlo.

Anche lo scorso anno le partite di grande livello non sono state tante, la Lazio non ha mai dato l’impressione di essere notevolmente superiore alle dirette avversarie. Avevi però giocatori in condizione, cosa che quest’anno non hai.

Il problema è che la difesa sembra essersi registrata rispetto a inizio stagione, ma forse per farlo si sta sacrificando la fase offensiva”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Vecino ha mancato di rispetto a Sarri, ma punizione decisa dalla Società” (AUDIO)

I giocatori devono tornare a divertirsi, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“I giocatori della Lazio devono tornare a divertirsi. Non danno proprio questa impressione, non solo per il gioco espresso sino qui, ma proprio per il linguaggio del corpo. Vincere una partita è diventata la scalata dell’Everest, c’è tensione e insicurezza. Anche se si segna e si va in vantaggio, non si riesce ad avere la leggerezza per gettarsi alle spalle i problemi e iniziare a giocare davvero.

Con Vecino domenica mattina c’è stato uno scontro: si è rivolto in maniera irriguardosa e plateale nei confronti di Sarri. Tra altro per Sarri Vecino è un giocatore molto importante e lo ha dimostrato più volte. Forse Vecino si aspettava di giocare qualche partita in più da titolare, soprattutto contro il Cagliari. Per lui è arrivata la punizione decisa dalla Società. Il Mister ci sarebbe passato sopra, ma il la Lazio ha voluto dare un segnale forte al gruppo. Del resto già dopo la sconfitta di Salerno era stato chiarito che i bonus erano finiti.

Rispetto alla crisi di gioco attuale, lo stesso Sarri dice di non avere i palleggiatori che aveva il suo Napoli e quindi la Lazio dipende dalla vena di calciatori come Anderson e Zaccagni che ti permettono di creare superiorità numerica e che quest’anno non segnano quasi mai e raramente saltano l’uomo. Non hai sovrapposizioni dei terzini, il possesso palla è piuttosto compassato e quindi non avendo il piano B della fisicità di Milinkovic, ti ritrovi a produrre davvero poco a livello offensivo. Rimane solo il pressing alto per mettere in difficoltà gli avversari”.

Alessio Buzzanca

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ARBITRI

Coppa Italia, Lazio-Genoa: la designazione arbitrale

Juan Luca Sacchi l’arbitro di Lazio-Genoa

Sarà Juan Luca Sacchi, della sezione di Macerata, a dirigere la partita tra la Lazio e il Genoa, in programma il 5 dicembre allo Stadio Olimpico di Roma alle 21.00 e valida per gli ottavi di finale di Coppa Italia. Il direttore di gara sarà coadiuvato al Var da Di Martino e Muto. Di seguito la squadra arbitrale al completo.

Lazio-Genoa – Sabato 4 dicembre – h. 21.00 – Coppa Italia (Ottavi di finale)

Arbitro: Sacchi

Assistenti: Raspollini – Laudato

IV Uomo: Fourneau

V.A.R.: Di Martino

A.V.A.R.: Muto

I PRECEDENTI TRA SACCHI E LA LAZIO – Sono due i precedenti tra l’arbitro Sacchi e la Lazioentrambi vinti dalla squadra biancoceleste. Il primo incrocio risale alla vittoria per 2-0 contro il Crotone nella stagione 2020/2021, il secondo è invece più recente e datato 2 ottobre 2022, quando gli uomini di Sarri (ma guidati da Martusciello) si imposero con un netto 4-0 ai danni dello Spezia. Sarà la prima volta che il direttore di gara arbitrerà una gara dei capitolini in Coppa Italia. 

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STATISTICHE

Coppa Italia, Lazio-Genoa: i precedenti

La Lazio chiede al Genoa il pass per i quarti

Domani alle 21 allo stadio Olimpico (ingresso gratuito per gli abbonati in campionato della Lazio), la Lazio dovrà chiedere al Genoa il pass per l’approdo ai quarti di finale di Coppa Italia. In campionato le due squadre si sono già incrociate con la vittoria dei rossoblù a Roma per 0-1 con gol di Retegui. Nella Coppa nazionale in sette sfide complessive tra le due compagini, la Lazio si è imposta 4 volte a fronte di 2 pareggi e 1 sconfitta. In 3 occasioni le due squadre si sono affrontate a Genova e in 4 a Roma e il bilancio dei gol segnati recita 14 a 11 in favore dei romani. L’ultimo confronto risale al gennaio 2017 sempre agli ottavi di finale e sempre nella Capitale. L’allora squadra di Simone Inzaghi passò il turno con un rocambolesco 4-2 in cui per i biancocelesti andarono a segno con Djordjevic, Hoedt, Milinkovic e Immobile. La prima volta invece risale al 1937. Si giocava a Genova e i rossoblù vinsero con un secco 5-0. Erano altri tempi, in cui la compagine genovese viveva il suo periodo di massimo splendore. La storia attuale racconta di livelli e ambizioni completamente diverse, anche in Coppa Italia.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Nonostante tutto la Lazio è a -4 dalla Champions. Ma troppi giocatori fuori fase…” (AUDIO)

Fischi a fine partita, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Sui fischi a fine partita si discute molto, ma credo che fosse rabbia mista a sollievo per quanto visto. C’è da dire che siamo a 4 punti dalla zona Champions nonostante la Lazio non abbia espresso un gran calcio e dunque siamo lì e siamo agli ottavi di Champions.

Poi è giusto discutere di ciò che abbiamo visto in campo sabato. Penso però che potremo toglierci soddisfazioni in questa stagione.

A me la Lazio fino al 25′ è piaciuta molto. Oltre al gol ci sono state occasioni limpide tra cui quella di Pedro che si mangia un gol fatto. Poi l’espulsione ha rimescolato le carte, Ranieri ha arroccato la squadra e non è più successo nulla. Nel secondo tempo Castellanos prima subisce un fallo netto da rigore e poi si mangia un gol, ma Ranieri fiuta il possibile pareggio e mette Pavoletti a fine partita e per poco non succede il patatrac.

Secondo me è molto più giusto andare a cercare quello che non funziona dopo una vittoria che dopo una sconfitta. I difetti ci sono e vanno segnalati ora, non dopo aver perso.

Ad esempio Luis Alberto e Felipe Anderson sono molte partite che si sono persi e non contribuiscono al buon funzionamento offensivo, co9sì come Zaccagni che ora è infortunato.

Quest’ultimo sta migliorando e potrebbe spuntare una convocazione per Verona. Spero che oggi pomeriggio possa uscire sul campo ad allenarsi. Casale dovrebbe essere recuperato per il Verona, mentre Romagnoli che è alle prese col soleo, deve ancora aspettare un pochino prima di poter riprendere. Luis Alberto non dovrebbe avere nulla di grave, ma va monitorato. Oggi ci saranno gli esami strumentali, ma trapela molto ottimismo. Vedremo se già sabato potrà far parte della spedizione al Bentegodi. Domani penso che in ogni caso verrà tenuto a riposo precauzionale.”

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Klose: “Lazio, per la Champions ascolta Sarri e rinforzati” E sul 26 maggio…

Klose: “Lazio, per la Champions ascolta Sarri e rinforzati”…

Non il momento più alto della carriera, ma uno di quelli più intensi. Miro Klose ha vinto il Mondiale con la Germania, titoli con Bayern Monaco e Werder Brema. Eppure il 26 maggio del 2013, quando con la Lazio riuscì a imporsi in finale contro la Roma, è un giorno che non dimentica. “Per i tifosi è stata una partita unica – ha spiegato al Corriere della Sera -. Sfidare i concittadini, rivali storici, in finale, è particolare. Contava solo trionfare, come dicono i laziali contava solo alzare la coppa in faccia ai rivali”. Per questo domani, a sette anni dal suo addio alla Lazio, tornerà a Roma in vista della sfida con la Cremonese (si gioca alle 18, diretta tv su Dazn): “Sono tornato solo per la sfida di Champions con il Bayern, perché ero assistente del tecnico bavarese Flick. Da quando ho lasciato la Lazio sono tornato un paio di volte a Roma, ma mai all’Olimpico per vedere la squadra. Sono contento di immergermi nella lazialità, di rivivere l’atmosfera e celebrare la vittoria con i miei ex compagni”.


Cosa ricorda di quella finale?
“In realtà solo i festeggiamenti successivi alla partita. La festa con i tifosi, il giro sul pullman scoperto. Ho vissuto emozioni fortissime. Quando ho vinto il mondiale in Germania ci hanno riservato un’accoglienza particolare, ma il modo di vivere il calcio in Italia, come lo vivono i laziali, è unico. Si percepiva felicità totale”.


Il gol di Lulic come lo ha vissuto?
“Ricordo il punto esatto nel quale ero. Rivolsi lo sguardo al guardalinee per capire se fosse fuorigioco, ma era tutto regolare”.


Molti tifosi della Roma sminuiscono la vittoria, affermano sia provinciale celebrarla 10 anni dopo…
“Credo sia comprensibilmente il loro modo di gestire la sconfitta. In realtà si tratta di un successo gigantesco, è normalissimo ricordarlo”.


C’è un momento in cui ha capito che la Lazio avrebbe vinto?
“In partite così ci sono dei segnali. Anche quando giocai la finale dei mondiali nel 2014, dopo qualche occasione sprecata dagli argentini, pensai che difficilmente avrebbero segnato. Ma il calcio è imprevedibile, non si può mai azzardare”.


Domani si celebrerà anche l’ingresso in Champions League. Come deve strutturarsi la Lazio per affrontarla?
“Credo che Sarri sappia di quali giocatori ha bisogno e in quali ruoli. Credo che la società lo debba ascoltare per rinforzarsi, perché sicuramente per giocare la più importante competizione internazionale per club, si deve essere ben strutturati”.


Quale il suo futuro dopo l’esperienza da allenatore in Austria, all’Altach?
“Voglio affrontare una nuova sfida il prima possibile. Il club e la squadra devono però avere la mia stessa filosofia di gioco. E non bisogna sottovalutare lo staff…”.


Che intende?
“Ormai questo lavoro è molto complesso, un allenatore deve avere i collaboratori giusti. Non si possono affrontare certe sfide da soli, bisogna avere l’umiltà di saperlo. Proprio in questi giorni mi sto confrontando con alcune persone per mettere su uno staff studiato e adatto”.


Allenerebbe in Italia?
“Sto guardando diverse partite di Serie A e B. Mi reputo pronto a misurarmi con questi campionati, con la Bundesliga o con la seconda divisione tedesca. Sfrutto il tempo a disposizione per essere aggiornato. L’importante è trovare un club che abbia un’identità chiara”.

Fonte: Corriere della Sera

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COPPA ITALIA

Una Lazio spenta e piatta saluta la Coppa: Bremer manda la Juve in semifinale

Una Lazio piuttosto anonima non va oltre i quarti di Coppa Italia. Vince la Juventus, che affronterà l’Inter nella doppia semifinale. Ai bianconeri basta il colpo di testa di Bremer allo scadere del primo tempo, su una indecisione evidente di Maximiano, per portare a casa la qualificazione. E’ una Lazio spenta, con poche idee e confuse. Immobile lascia il campo dopo 45′, dando l’idea di non essere ancora in condizione per affrontare una gara di questo livello. I biancocelesti aspettano la Juve nel primo tempo, portandosi il pericolo in area, e nel secondo non riescono ad andare oltre un possesso sterile. Risultato: Perin non si sporca neanche i guantoni e le situazioni pericolose si contano sulle dita di una mano. I cambi non danno nessuna scossa: da Milinkovic a Pedro, si uniformano tutti alla piattezza generale della serata laziale. A conti fatti, i ragazzi di Sarri lasciano l’impressione di essere poco brillanti e decisamente poco incisivi. Nessun duello individuale vinto, poco movimento senza palla e poca qualità nel possesso. Per Sarri stesso la Juventus si conferma bestia nera e la Coppa Italia un autentico tabù. Lunedì la trasferta di Verona, fra due settimane i playoff di Conference.

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COPPA ITALIA

Juventus-Lazio, i convocati di Sarri: prima per Pellegrini, c’è anche l’infortunato Radu

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro la Juventus (ore 21:00) all’Allianz Stadium di Torino.

Portieri: Adamonis, Maximiano, Provedel;

Difensori: Casale, Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Patric, Pellegrini, Radu, Romagnoli;

Centrocampisti: Basic, Bertini, Cataldi, Luis Alberto, Marcos Antonio, Milinkovic, Vecino;

Attaccanti: Cancellieri, Felipe Anderson, Immobile, Pedro, Romero, Zaccagni.

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COPPA ITALIA

Juventus-Lazio, probabili formazioni: poco turnover per Sarri. Allegri punta su Vlahovic

Juventus-Lazio, probabili formazioni

Juventus (3-5-2) – Szczesny; Danilo, Bremer, Alex Sandro; Cuadrado, Fagioli, Locatelli, Rabiot, Kostic; Di Maria, Vlahovic. A disp.: Perin, Pinsoglio, De Sciglio, Gatti, Rugani, Chiesa, Miretti, Fagioli, Paredes, Soulé, Iling-Junior, Kean. All.: Allegri.

Lazio (4-3-3): Maximiano; Lazzari, Casale, Patric, Marusic; Milinkovic, Cataldi, Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile, Zaccagni. A disp.: Provedel, Hysaj, Gila, Pellegrini, Bertini, Marcos Antonio, Vecino, Basic, Cancellieri, Pedro, Romero, Romagnoli. All. Sarri.