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RASSEGNA STAMPA

Lazio “superficiale”, Sarri furioso: non solo Tavares nel mirino

La sconfitta con la Roma ha lasciato strascichi pesanti: Maurizio Sarri non ha nascosto la propria delusione, parlando di “vergogna” e di un popolo tradito, indirizzando le sue parole verso due calciatori in particolare. Destinatari del messaggio sarebbero proprio Nuno Tavares, colpevole sul gol della Roma, e Guendouzi, espulso a partita terminata.

Il primo sotto accusa è Nuno Tavares. Il terzino portoghese, colpevole dell’errore che ha spianato la strada al gol di Lorenzo Pellegrini, è stato sostituito all’intervallo con Luca Pellegrini, apparso decisamente più concentrato e determinato. Secondo Il Messaggero, Sarri sarebbe infuriato con l’ex Arsenal, ritenuto incapace di recepire le indicazioni e di comprendere il peso specifico della stracittadina.

Ma Tavares non è l’unico nel mirino. Anche Matteo Guendouzi ha deluso il tecnico: l’espulsione evitabile rimediata nel finale complica non poco i piani biancocelesti in vista del match con il Genoa. Un’ingenuità pesante che alimenta la sensazione di un nervosismo troppo frequente attorno all’ambiente di Formello.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Sarri preparazione derby perfetta, giusto parlare di superficialità. Tavares? Deve star fuori” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“C’è poco da dire. Bene l’allenatore, perché ha preparato bene la sfida; la squadra è stata squadra, ha creato, aveva in mano la partita. Già prima del gol aveva creato cinque potenziali occasioni. Con alcuni interpreti la squadra è più fluida, mi riferisco a Pedro.

Poi non concepisco come un calciatore di Serie A possa anche solo pensare a fare una scelta del genere, soprattutto in una partita così complicata (Tavares, ndr). Questa squadra deve smettere di pensare con superficialità, ha ragione Sarri.

Ora si capisce perché si fa una gara bene ed una male. Io non amo dare la colpa a uno, le responsabilità è sempre di tutti, ma questa leggerezza rovina il lavoro di tutta la settimana.

Mai la Lazio aveva creato così nelle altre uscite, ce l’avevi in mano la partita. Io Tavares lo escluderei, rimettendolo quando torna con la mentalità giusta: l’allenatore deve dare un segnale. Infine l’espulsione di Guendouzi non esiste, mette in difficoltà i compagni. Comunque dopo le critiche devo anche dire che Tavares ha delle qualità che hanno in pochi ma ora capisco perché non è arrivato a grandi livelli”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri in conferenza: “Anarchia e superficialità i nostri limiti. Mi fa male, spero anche alla squadra” (AUDIO)

Le parole di Maurizio Sarri in conferenza stampa, al termine del derby.

Solo sull’azione di Tavares si è perso il derby?

“Penso di sì. Fino a quel momento non avevamo concesso nemmeno dei tiri in porta. Eravamo stai pericolosi in due-tre occasioni, con Rovella, Guendouzi, Romagnoli. Poi abbiamo sbandato per dieci minuti dopo il gol e ripreso in mano la partita. Abbiamo sbagliato a quattro-cinque palle gol nitide. Ci rimane un grande rammarico, per la seconda partita consecutiva abbiamo concesso pochissimo e perso per banalità e superficialità, è il nostro limite in questo momento, oggi sembravamo anche più pericolosi del solito. Sul gol non siamo riusciti a uscire sulla sinistra e abbiamo insistito. Non contenti poi ci mettiamo anche due espulsioni. Il limite di questa squadra è evidente, ci dobbiamo togliere di dosso anarchia, superfiiclità e banalità. Così diventa difficile”.

Che ripercussione può avere il derby perso?

“La ripercussione è materiale, non mentale. Domenica contro il Genoa abbiamo un solo centrocampista a disposizione. Perdere un derby a me fa male, poi ti giri guardi la tribuna, la Curva e pensi che hai deluso un popolo. Spero faccia male anche ai giocatori”.

Gli obiettivi sono da rivedere?

“Può darsi che riusciamo a risolvere i nostri problemi, come anche no. Ho fatto giocare attaccanti di movimento per far inserire i centrocampisti, e così è successo. O si impara a giocare più così, sul piano della qualità pura qualcosa ci potrebbe mancare. Siamo comunque riusciti a tenere la partita equilibrata nonostante tutti gli episodi contrari”. 

Questa sembra non è essere la tua squadra, come se l’avessi presa in corsa…

“Queste sono tutte storie vere in parte. Io vado al Chelsea il 20 luglio, il campionato partiva il 9 agosto e ho fatto 13 risultati utili consecutivi, che è il record di un neo allenatore in Premier League. In certe situazioni non è stato così. Ci sono degli aspetti che questa squadra sta prendendo, come l’utilizzo dei centrocampisti. Il nostro vertice basso ha numeri da Jorginho, nella mia Lazio precedente non avevo questi dati. Ci stiamo anche appoggiando alle caratteristiche dei giocatori. Ancora non attacchiamo lo spazio con la giusta continuità, quando l’abbiamo fatto oggi siamo stati pericolosi. Qualcosa sta venendo fuori, la squadra per 70 minuti contro il Sassuolo non ha creato occasioni pericolose, contro la Roma sì. In quattro partite abbiamo subito quattro gol: uno da angolo, uno su punizione e uno oggi così. Ma stiamo concedendo poco. Vedo degli aspetti su cui insistere”.

Rovella? 

“Non era al 100%, l’azione in cui ha attaccato si era sviluppata in una maniera che poteva fare ben poco. Aveva dato la disponibilità a finire il primo tempo, spendere il secondo slot sarebbe stata dura da gestire fino alla fine. Il suo sembrava un fastidio a un piccolo tendine largo due millimetri, senza interesse a zone muscolari. Vediamo quello che viene fuori”.

Com’era il clima dentro lo spogliatoio?

“I giocatori sono sicuramente dispiaciuti a livello di gruppo, non vorrei che lo fossero solo per loro stessi, ma anche per i tifosi”. 

Chi può giocare a centrocampo a Genova? Chi è adattabile?

“A due secondo me nessuno. Vediamo in settimana, qualcosa bisogna fare”. 

Reinserire in lista Basic è una possibilità? 

“Può darsi sicuramente, mi sembra che abbiamo due slot. È un’eventualità da prendere in considerazione”.

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Lazio, Zaccagni: “Perso per errore stupido, ora cerchiamo di ricompattarci. Classifica? Inizia a pesare”

L’analisi di Mattia Zaccagni al termine del derby, ai microfoni di DAZN: “Abbiamo preso un gol per un errore stupido, avevamo la partita in mano e ci siamo abbassati troppo dopo il gol. Abbiamo avuto occasioni per pareggiare, è mancato il gol purtroppo e ci dispiace. Avevamo la partita in mano, tre punti dopo quattro partite inizia a pesare. Ora cerchiamo di ricompattarci e ripartire. Ripartire dall’atteggiamento che abbiamo avuto essendo rimasti in dieci è l’unico appiglio che abbiamo per andare avanti, doppiamo ripartire da questo già contro il Genoa”

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Lazio, Sarri: “Brutto perdere per un erroraccio. C’è incazzatura, ma non meritavamo questo”. Su Dia e Rovella…

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, commenta così ai microfoni di DAZN il derby perso di misura con la Roma: “Le occasioni per pareggiare ci sono state, abbiamo perso per un erroraccio. Vediamo se è un errore tecnico o di superficialità, abbiamo perso in un brutto modo dopo una buona partita. Dispiace per la nostra gente che ci ha sostenuto e per la squadra che ha fatto una partita che non si meritava di perdere”.

Errore tecnico o di superficialità?
“Tutte e due, rivedendolo così al volo”.

La scelta di Dia invece di Castellanos?
“Il tentativo era di non dargli punti di riferimento e inserirsi con i centrocampisti, nel primo tempo l’abbiamo fatto due volte. Dia aveva fatto benissimo durante la settimane e mi sembrava giusto dargli un’opportunità, stare fuori ha fatto bene a Taty perché in quella mezz’ora è entrato bello deciso. La squadra ha avuto un po’ di sbandamento dopo il gol subito perché anche Rovella era in difficoltà e gli abbiamo chiesto di fare 6-7 minuti soffrendo per non sprecare subito il secondo slot di cambi”.

Si riparte dalla reazione del secondo tempo?
“Secondo me lo meritavamo anche nel primo, fino al loro gol non avevamo concesso niente di particolare e due occasioni con Guendouzi e Rovella. Sul gol abbiamo sbandato e potevamo prendere anche il secondo, ma fino a lì non avevamo segnali di poter perdere la partita”.

Cosa si aspetta dopo una sconfitta come questa?
“La solita incazzatura e tristezza post derby perso, l’altro però ha avuto una storia diversa perché nel primo tempo perdevamo già 3-0”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Pellegrini: “Creato tanto, ma poca lucidità. Niente alibi, guardiamoci in faccia”

Le parole di Luca Pellegrini al termine del derby, ai microfoni di Lazio Style: “Abbiamo fatto un derby dove abbaimo creato tanto, si decide con episodi, siamo stati sfortunati con l’incrocio di Danilo e altre situazioni, fa male perché rimane il risultato, difficile trovare anche le parole giuste per descrivere partite del genere. Per me bisogna ripartire da noi, dalla coesione, atteggiamenti, lottare, essere più cattivi agonisticamente, volere qualcosa di più. Non condivido gli alibi, dobbiamo guardare quello che possiamo fare e noi possiamo fare di più, lo abbiamo dimostrato, se non riesce la colpa è nostra è inutile guardare fuori. La difficoltà è mentale, non lo stile di gioco, credo che abbiamo creato tanto, se fossimo stati lucidi avremmo potuto far molto male”.

“Abbiamo creato di più, le cose negative ci sono state e più di una. Quello che dobbiamo fare è guardarci in faccia e alcune cose devono cambiare e noi siamo i primi. Credo fortemente in questa squadra, abbiamo reintegrato Danilo, è rientrato Cancellieri, deve cambiare qualcosa dal punto di vista mentale, abbiamo dimostrato tanto, aldilà della sfortuna ci manca l’approccio mentale, siamo gli stessi di Verona. Lo scorso anno abbiamo fatto un percorso importante, ci è mancato qualcosa, ma è una base da cui ripartite ma quest’anno siamo ripartiti da una base bassa dal punto di vista mentale perché siamo gli stessi dello scorso anno”.

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SERIE A

Più Lazio che Roma, ma non basta. Tavares condanna i biancocelesti, Dia spreca, palo Cataldi: Sarri beffato

Finisce 0-1 il derby Lazio-Roma, gara valida per la quarta giornata di Serie A. In gol Pellegrini, a lungo criticato dai suoi e schierato a sorpresa da Gasperini per la prima volta in stagione.

PRIMO TEMPO

Acciaccati o meno, Sarri opta per l’11 migliore schierando Rovella dal 1′; titolare anche Pedro con Dia che prende il posto di Castellanos. Dunque, il tecnico toscano si affida a Provedel, con Marusic, Gila, Romagnoli e Tavares dietro; in mezzo al campo Guendouzi, Rovella appunto e Dele-Bashiru; davanti Pedrito con Dia e Zaccagni. Più Lazio che Roma nel primo tempo, ma non basta: Pellegrini, a lungo criticato dai suoi e schierato a sorpresa da Gasperini per la prima volta in stagione, sigla il vantaggio al 38′, complice un’indecisione clamorosa di Nuno Tavares. Fino a quel momento solo occasioni per i padroni di casa. Altra nota stonata per i biancocelesti, il cambio forzato per Sarri: al 14′ Dele-Bashiru si ferma, spazio a Belahyane. Spavento alla mezz’ora quando si è fermato Rovella, ma il centrocampista ha ripreso a giocare. La prima frazione di gioco termina con il vantaggio giallorosso.

SECONDO TEMPO

Subito due cambi per Sarri all’intervallo: fuori Tavares e Rovella, in campo Pellegrini e Cataldi. Comincia meglio la Roma ma l’occasione migliore capita sui piedi di Dia che spara alto (54′). Al 62′ Castellanos prende il posto di Dia. Al 75′ ci prova proprio il Taty con un tiro che inganna i tifosi ma che termina di poco fuori. Al 79′ cambio per la Lazio: Pedro out, dentro Noslin. Nel finale la Lazio resta in 10: rosso a Belahyane per fallo su Konè (86′). In pieno recupero Zaccagni mette in mezzo una palla invitante per Castellanos: para Svilar, ma l’arbitro ferma il gioco per un fallo in partenza del capitano laziale. Allo scadere Cataldi dalla distanza trova l’incrocio dei pali. A fine partita rosso anche a Guendouzi. Secondo derby perso per Sarri su 7 e testa alla prossima che sarà in casa del Genoa lunedì 29: la Lazio in queste prima 4 giornate ha rimediato solo un vittoria (in casa contro il Verona), poi tutte sconfitte.

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SERIE A

Lazio-Roma, le probabili formazioni

Lazio – Roma è senza dubbio la gara più attesa della quarta giornata di campionato. I derby hanno sempre il loro fascino, in particolare quello della Capitale. Storia, rivalità, passione un mix di emozioni incredibili che i 60mila presenti all’Olimpico non vedono l’ora di vivere.

Lazio – Roma, il momento delle due squadre

Un avvio in salita per la Lazio che ha alternato, finora, risultati positivi a altri negativi. Due sconfitte in trasferta con Como e Sassuolo, nel mezzo la vittoria col Verona in casa. I biancocelesti sono a caccia di punti, vogliono risalire la classifica che al momento li vede dodicesimi a -4 dal quarto posto. In dubbio Rovella, Vecino non si sente ancora al meglio e ancora out Patric e Lazzari.

La Roma ha avuto un inizio sprint con due successi consecutivi contro Bologna e Pisa, poi il ko contro il Torino che ha rallentato la corsa. I giallorossi scenderanno in campo con l’obiettivo di riscattarsi e conquistare punti che gli consentono di riprendere il cammino verso i primi posti. Dubbi per Gasperini che valuterà le condizioni di Wesley e HermosoNon ci sarà invece, Dybala.

azio – Roma, le probabili formazioni

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Nuno Tavares; Guendouzi, Cataldi, Dele-Bashiru; Pedro, Castellanos, Zaccagni. All. Sarri.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Wesley, Cristante, Koné, Angelino; Soulé, El Aynaoui; Ferguson All. Gasperini.

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DICHIARAZIONI

Derby, Sarri: “Le difficoltà non contano, voglio una squadra che lotti per non deludere un popolo. No palleggio, ma coraggio. Dubbio Rovella, Dele ok”

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri, alla vigilia di Lazio-Roma, ha presentato la stracittadina in conferenza stampa:

“Le emozioni devono rimanere le stesse: è una partita particolare, estremamente sentita. Penso che queste siano tra le partite più sentite in Europa, uno dei derby più intensi e seguiti al mondo. Quindi, per forza di cose, le emozioni, così, come il livello di adrenalina, sono molto alte. Gli acciaccati non lo so. Castellanos sembra essere più avanti, sembra recuperabile. Rovella lo valutiamo oggi. Per il resto, gli altri infortunati sono sempre fuori, forse. Per quanto riguarda Patric, ieri ha fatto una parte dell’allenamento con la squadra, quindi potrebbe essere in panchina, ma in un ruolo più simbolico che effettivo”.

Dele-Bashiru – “Il controllo è assolutamente negativo. Oggi si dovrebbe allenare e dovrebbe essere dentro. Non so se sarà titolare, vediamo. Non mi sono mai lamentato degli assenti, se non gioca uno gioca un altro”.

Sacchi dice che fisicamente la Roma è più avanti – “Le squadre di Gasperini sono sempre fisiche e aggressive e ti creano difficoltà, quindi è una valutazione abbastanza corretta; è chiaro che bisognerebbe essere su altissimi livelli tecnici per mandare a vuoto questo livello d’aggressività”.

Roma favorita? “Non mi importa niente, il derby è una partita fra due popoli che dal punto di vista sportivo si odiano e quindi io voglio solo che la mia squadra favorita o non favorita vada dentro e lotti per il proprio popolo. Poi chi è favorito non mi interessa, l’obiettivo è quello che noi dobbiamo lottare per il nostro popolo. 95-100 minuti, altrimenti sarà lunga la partita, a 35 gradi penso, perché dentro allo stadio ci saranno 35 gradi. Non mi importa di niente”.

Cosa chiedere alla sua squadra – “Domenica gli avversari si aspettavano un blocco difensivo abbastanza basso e noi abbiamo giocato contro questo blocco, andando poco a cercare di giocarci dentro. È chiaro che così fai fatica a diventare estremamente pericoloso. La partita ha dato la sensazione di essere sempre sotto controllo, perché i periodi difensivi non c’erano. Però poi si ha la sensazione che la squadra faccia il compitino invece di cercare di vincere ogni duello. Bisogna avere più coraggio nelle scelte, andare a giocare dentro e rendersi conto delle nostre caratteristiche. Noi siamo una squadra che deve attaccare gli spazi e non stare a palleggiare in una zona di campo troppo ampia. Quindi ho chiesto questo e stiamo lavorando su questo”.

Differenze nel preparare il derby – “La differenza è emozionale e motivazionale, e questo si riflette chiaramente in un livello di attenzione superiore da parte di tutti i giocatori. Queste partite hanno una componente motivazionale e emotiva che, secondo me, è superiore a quella di tante altre”.

Primo derby per Gasperini – “L’inconsapevolezza, appena entri in campo, prima del fischio d’inizio, diventa consapevolezza, e quella è un’altra storia. E quindi, io non lo so, mi sembrano sei i derby giocati, ne ho perso uno e mi ricordo solo quello. Mi ricordo questo disagio emotivo nei giorni successivi, questa tristezza infinita che mi entra addosso e che ti fa capire cosa significa il derby. Quasi una vergogna tornare al centro sportivo, io mi ricordo questo. E questa è la mia sensazione, il mio stato d’animo, ieri ne parlavo con i giocatori. È una partita in cui, se non fai tutto quello che devi fare, sotto tutti i punti di vista, rischi di deludere un po’. E se succede, te lo senti addosso in maniera pesante. Per cui, questo deve essere stampato nei nostri cervelli e nei nostri cuori. E da questo punto di vista non dobbiamo sbagliare niente. Qual è l’importanza di un derby se non per vincere? Io penso che il derby si giochi per vincere. Se può fare contento qualcuno, allora bisogna vincere”.

Pedro – “La partita la giocherà, non so se in parte o se dall’inizio, ancora non abbiamo deciso. C’è da valutare cosa ci rimane a disposizione per poter eventualmente cambiare la partita, ci sono tante cose da considerare. Però sicuramente su Pedro ci facciamo un grande affidamento. Un giocatore così nelle partite è importante, ha sempre fatto prestazioni significative, quindi ci facciamo affidamento, poi vediamo quando”.

Sarrri e Gasperini valori aggiunti ? – “Se dipendesse solo da noi, gli ultimi 20 campionati li avremmo vinti io e Gasperini, ma non è così. Io e Gasperini giochiamo contro da più di 20 anni e in tutto questo arco di tempo è cresciuto. Rispetto profondamente la valutazione che ho di lui come uomo e come persona. Giocare contro invece che dividerci, alla fine ci ha accomunato. Quindi è un grande allenatore, una persona che rispetto profondamente e che sicuramente in questa stagione alla Roma darà tanto. Ma domani è il derby, domani siamo parecchio contro”.

Il derby può accendere la Lazio – “Finora non si è accesa in parte, abbiamo fatto una bruttissima partita a Como, bene con il Verona, a Sassuolo se mi chiedi come siamo stati in campo la squadra è stata corta e ordinata. Dal punto di vista tattico è stata buona. Poi ci è mancato qualcosa a livello di pressione e di qualità offensiva. Negli ultimi 20 metri abbiamo avuto 12 palle inattive a favore e loro 2, e abbiamo perso da una palla ferma”.

Stesse emozioni della prima esperienza alla Lazio? – “Di più, forse di più, perché il tempo ti fa affezionare e amare sempre di più l’ambiente, la squadra, e quindi questo è inevitabile. Di più, perché diciamo che quest’anno sulle spalle me la sento maggiormente io, e quindi l’intensità dell’emotività è la stessa. Forse di più”.

Idee chiare? – “Io ho le idee chiarissime, la squadra è molto ordinata. L’obiettivo primario della società è dare una maggiore solidità alla squadra, stiamo lavorando per questo. Dobbiamo tirare fuori la qualità, poi non so se per ora non è venuta fuori per motivi tattici o perché non c’è. Vediamo, tra qualche mese avremo un’idea definitiva.

Modric e Pedro – “Sono due ruoli diversi. La prestanza fisica conta di più per Pedro. Cerchiamo di preservarlo, facendolo giocare senza metterlo a rischio nei 90 minuti a inizio stagione visto che non sappiamo la reazione. Ha avuto una tendinite bilaterale in tutto questo periodo, gli abbiamo fatto fare una settimana di riposo durante la sosta”.

Sulla prova di domani – “Voglio vedere da parte della squadra il lavoro sul campo che, in questo momento, non riusciamo a trasportare pienamente in partita. È tanto, e ti devo dire la verità, è fatto anche abbastanza bene. Ne parlavo con la squadra in questi giorni, siamo l’unica squadra che io ho allenato che mi lascia la sensazione di avere più ritmo e più intensità in allenamento che in partita. Quindi vuol dire che ancora qualcosa ci sta frenando in partita. Non lo so, dobbiamo essere più forti domani, caratterialmente”.

Gara alle 12:30 – “È chiaro, la probabilità che i ritmi siano alti è alta. Io penso che l’orario alla fine sia pesante per noi, è pesante per loro, ma l’orario di domani non è una sconfitta della Lazio o della Roma, è una sconfitta del calcio, secondo me anche delle istituzioni. Se chi vuole mantenere l’ordine pubblico prende queste decisioni, è una missione difficile mantenere l’ordine pubblico. Quindi è una sconfitta per il calcio, però abbiamo a quest’ora grandi difficoltà, e si torna all’unico discorso che sto facendo fin dall’inizio: non ce ne deve importare niente. Se c’è una partita per cui vale la pena lottare per il calcio, è questa”.

Zaccagni – “Sta crescendo piano piano, è chiaro che anche lui ha fatto l’estate con l’intervento, quindi le difficoltà iniziali erano inevitabili, però sta crescendo. A livello di maturità, come uomo, mi sembra cresciuto e, piano piano, potrebbe diventare un capitano importante”.

I tifosi della Lazio – “Nella stragrande maggioranza, i tifosi della Lazio sono persone molto pazienti. Poi ci può essere una frangia più piccola, ma nella stragrande maggioranza è così. Li accomuna un amore smisurato per questa maglia, un amore che io, in tanti anni di carriera, ho visto solo qui e a Napoli. E questo è il motivo per cui ti dico che da fuori è difficile capire, ma quando ci sei dentro, lo impari. E questo è il vero motivo: vedi proprio un attaccamento, un amore viscerale verso questa maglia. E questo, secondo me, è importantissimo, sarebbe fondamentale riuscire a trasmettere ai giocatori questo senso di appartenenza. Il calcio attuale non è qualcosa di estremamente semplice, però sarebbe molto importante e gradito”.

Rovella, Isaksen e Vecino – “Rovella lo valuteremo e lo butteremo dentro, tra mezz’ora si valuterà se ce la può fare o no. Ieri ha fatto solo una piccola parte dell’allenamento con la squadra, aveva ancora un po’ di dolore, oggi lo valutiamo. Vecino è ancora in mano all’area medica, sta facendo degli allenamenti differenziati e io spero che la prossima settimana ritorni perlomeno a disposizione per cominciare ad allenarsi con noi. Isaksen è un ragazzo che si sta allenando da poco, e questa è una parte del problema. Non è che si sta allenando da poco, non aveva una caviglia più gonfia ma era malato. Questa è la parte più grande del problema, quindi ci sarà un percorso per farlo tornare in grande condizione ma non è un percorso istantaneo”.

Che gara dobbiamo aspettarci – “Forse un gioco più lento potrebbe dipendere dalle temperature, poi queste partite dipende dall’evoluzione del match. Bisogna prepararsi a tutti gli eventi perché determineranno poi la via che la partita può prendere”.

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Derby, Gasperini: “Lazio ottima squadra con un ottimo allenatore. Wesley ed Hermoso…”

Il tecnico giallorosso Gian Piero Gasperini in conferenza stampa ha presentato la stracittadina in programma domani alle 12.30:

Wesley ed Hermoso – “Non sappiamo ancora oggi se saranno disponibili, Wesley ha avuto una gastroenterite, sembrava sulla via di guarigione ma ha avuto una ricaduta. Non ci sono indicazioni positive nemmeno per Hermoso, vediamo oggi”

Emozioni – “Il derby di Roma è famoso in tutto il mondo, soprattutto per lo spettacolo del pubblico, per le coreografiche, per il pubblico, è una partita diversa al di là della classifica e del campionato. È una rivalità cittadina in campo che rende tutto più bello e attento e con molta più tensione”.

Vincere o pareggiare – “I derby che restano sono quelli che vinci, quelli che pareggi non li ricordi e quelli che perdi li dimentichi subito. Giocare alle 4ª giornata? È vero che è presto però è una parte iniziale della stagione dove forse le squadre sono rivolte più a pensare di costruirsi anziché migliorarsi. Il calendario ha detto questo, questa partita alza subito l’attenzione sul campionato. La Lazio è un’ottima squadra con un ottimo allenatore che ha fatto bene in tutte le piazze, non ha fatto mercato ed è rimasta la squadra dell’anno scorso che, tolti gli ultimi due mesi, aveva raggiunto risultati molto buoni, ho rispetto del valore di questa squadra e di alcuni giocatori. È una partita di livello”.

La Roma è la sfida più entusiasmante della sua carriera? – “In questo momento penso al presente, è una sfida, una bella sfida dove cerco di portare quella che è l’esperienza della mia carriera. Sono motivato a intraprendere questa strada a Roma, sono molto convinto della bontà della scelta di venire qui ma devo guardare al presente e ottenere il massimo di quello che abbiamo in questo momento. Probabilmente, dovrò uscire dalla mia zona di comfort che era quella di essere abituato a fare un certo tipo di calcio con un certo tipo di rose, ma magari è un’ulteriore sfida. Dovrò recuperare altre situazioni, pur mantenendo i miei principi di avere una squadra che ottenga risultati attraverso il gioco e lo scontro sportivo che richiede una partita di calcio”.

Sarri – “Ci conosciamo da anni, l’ho incontrato forse in C nel 2003-2004 la prima volta. Ha fatto una carriera facendo gavetta con squadre inferiori e ora le sue squadre giocano a calcio. Anche io sono partito dalle giovanili, la nostra carriera è stata costruita nel tempo attraverso i risultati”.

Cosa occorre in queste sfide – “Devi essere micidiale negli episodi, devi avere grande attenzione e concentrazione, pathos, cuore. Sono cose che abbiamo noi e gli avversari, devi essere bravo nel portare gli episodi dalla tua parte ed essere molto preciso quando hai situazioni a favore, ma questo contraddistingue tutte le partite dove c’è grande equilibrio. Sono le situazioni fondamentali che cambiano il risultato da una parte e dell’altra, al di là delle situazioni tattiche”.

Dovbyk – “Domenica scorsa non è entrato perché c’era un’altra situazione, posso dire che non abbiamo fatto peggio del Torino, abbiamo perso il match non giocando una buona gara subendo un tiro in porta. Non l’abbiamo preparata benissimo, ci sono stati i nazionali, abbiamo fatto una partita sottotono. Due partite vinte e una persa, stop. Devo guardare lo sviluppo della squadra, Dovbyk, Pellegrini e Baldanzi dovevano andare via durante il mercato e sono rimasti e ora devo recuperarli. Dovbyk deve fare molto bene, Pellegrini deve fare benissimo, Baldanzi deve fare bene. Adesso il mercato è chiuso, ci sono 22-23 giocatori e bisogna tirare fuori il meglio nelle prossime partite. Mi dispiace che ci siano partite dopo giochi sottotono, domani voglio vedere una squadra che sul piano del gioco, della corsa, faccia qualcosa di superiore rispetto all’ultima partita”.

Tsimikas e Pellegrini – “Tsimikas ha iniziato a inserirsi, ha iniziato a lavorare settimana scorsa con i compagni. Ora abbiamo un calendario fitto di impegni e giocherà, tempo di conoscersi e magari potrebbe giocare anche domani non lo so. Non dovete aver dubbi, prima o poi gioca, poi saranno le prestazioni a decidere. La condizione di Pellegrini? Allora, per me è un giocatore forte, potenzialmente molto forte. Vale un po’ il discorso di Dybala, poi ci sono le prestazioni. È fuori da mesi, questa partita va un po’ oltre, si sta allenando da tanto, ha fatto delle partitelle, poi quando è il momento di giocare non lo so, forse anche domani ma non lo so, quanto dura non lo so. Mi aspetto che diventi un giocatore di alto livello perché ha le potenzialità, se lo è stato a tratti anni indietro non lo so, ma è un giocatore da Nazionale, anzi Gattuso lo aspetta pure però c’è bisogno di altre prestazioni. Ha 29 anni, perché non deve correre e fare tutto? Può farlo, un po’ più avanzato è più forte. Domenica scorsa ha giocato El Aynaoui lì, ci può giocare Pellegrini, Pisilli e Cristante lì dove ha fatto diverso gol all’Atalanta. Pellegrini lo recupero da solo e va bene per la società, però se ormai è inviso alla piazza non lo posso fare, così come se è inviso alla società. Se lo devo recuperare è perché ci serve, altrimenti diventa un problema e vado su un altro giocatore. In questo momento devo recuperare tutti, quelli meno e quelli più considerati. Dove ho bisogno, giocano”.

Troppi infortuni – “Chiunque gioca deve esprimere il meglio, sono partite di grande attesa da parte della tifoseria. Dispiace che ci siano infortuni perché toglie qualcosa alla partita, però poi si gioca 11 contro 11 e chi va in campo farà bene”.

Sui possibili cambiamenti – “Dall’inizio della carriera mi hanno detto tante cose se giochi in Serie C o in Serie A o in Champions League devi cambiare i principi. Devo tener conto di alcune cose, Pellegrini non è un attaccante, Baldanzi è un trequartista, come attaccanti abbiamo Dybala e Bailey che sono fuori. Non sono convinto che abbiamo fatto così male, ora per una partita stiamo cancellando i due mesi precedenti fino a sabato scorso erano diversi i commenti. I miei principi non sono modificabili, ma devo tener conto delle caratteristiche dei giocatori, altrimenti dovrei snaturarmi e non voglio farlo e forse è andata bene così”.

Non era mai partito così male con 2 gol in 3 partite ai tempi dell’Atalanta – “Non parlerei di sfortuna. La fase offensiva, come quella difensiva, va fatta da tutti. Se hai una buona fase offensiva, metti in condizione gli attaccanti di fare più gol, così come è importante la fase difensiva. Se ti manca qualche gol, devi trovare delle soluzioni e dei miglioramenti in tutta la squadra, devi disimpegnare meglio e offrire agli attaccanti situazioni migliori, altrimenti sarebbe troppo facile. Evidentemente, sotto quell’aspetto, per quello che abbiamo visto, abbiamo fatto cose buone ma dobbiamo fare ancora meglio. Altrimenti è troppo facile dare la colpa a uno o quell’altro”.

El Aynaoui con Koné oppure alternativa – “Ha giocato avanzato con il Torino ed è un ruolo più facile, può fare tutti i ruoli del centrocampo, può giocare assolutamente in tutti i ruoli”.

Orario del derby – “Il problema di giocare alle 12:30 è dovuto alle temperature e riguarda tutte e due le squadre, vale per entrambi. Come ho detto domenica scorsa, giocare con queste temperature è una grande difficoltà per i giocatori”.

Soulé dietro le punte “È stato provato lì in allenamento, ma ci vuole tempo. Sta facendo bene, l’anno scorso giocava spesso come quinto, quest’anno gioca più offensivo ed è anche abbastanza prolifico. Non ci vedo grandi problemi, poi dietro le due punte devo verificare. El Shaarawy è entrato con il Torino, a parte quelli che abbiamo detto prima (Wesley ed Hermoso, ndr), stanno tutti bene”.