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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Fabiani: “Kamada-Gala no, Neuhaus storia vecchia”

Angelo Fabiani ha così fatto il punto della situazione sul calciomercato Lazio. Le parole riportate da Il Messaggero: “Nessuno dal Galatasaray ci ha chiamato e puntiamo su Kamada. Neuhaus del Monchengladbach ci è stato offerto in estate insieme a tanti altri nomi ed è finita lì. Mai esistita una trattativa a gennaio”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, summit di mercato in Arabia: ceduto Basic, valutazioni in corso per Neuhaus

La partenza di Basic, volendo, può sempre aprire ad un arrivo nelle ultime settimane di mercatoLotito ha risparmiato lo stipendio del croato fino a giugno, potrebbe sfruttare la carta per aggiungere una nuova mezzala. Da fine anno si lavora su Florian Neuhaus, centrocampista tedesco del Borussia Mönchengladbach. E’ il nome individuato per l’eventuale innesto. Domenica è entrato a un minuto dalla fine della partita con lo Stoccarda, conta di partire nel mercato invernale. Il rapporto con il tecnico Seoane è sfiorito da tempo, non vuole perdere altri mesi facendo lo spettatore. Lotito e Fabiani hanno lavorato su Neuhaus per tentare l’acquisto in prestito con diritto di riscatto. La valutazione è intorno ai 12 milioni, si è provato a prenderlo a 8-9 milioni. Il giocatore è stato valutato anche dal Napoli, c’è stato un sondaggio del Siviglia.

La Supercoppa è l’occasione per parlare di mercatoLotito è in ritiro a Riyad, prima del rientro a Roma potrebbe essere affrontato l’argomento. Il tecnico aveva condizionato i nuovi arrivi innanzitutto alla partenza o meno di Kamada per la Coppa d’Asia, non è avvenuta. E al recupero di Luis Alberto dallo stiramento, avvenuto in tempi adeguati. Si è sempre tenuto aperto uno spiraglio legato all’uscita di Basic, avvenuta. Sta a Lotito, Fabiani e Sarri decidere se intervenire o no. Neuhaus è lì che aspetta un segnale, verrebbe di corsa. E’ una mezzala, sa fare il regista, garantirebbe un’alternativa in più. Se qualcosa si muoverà accadrà nel finale, come nelle migliori tradizioni. E’ anche possibile che non succeda nulla, altra consuetudine. In uscita, invece, resta Kamenovic, partito per l’Arabia con i compagni. Lo riporta il Corriere dello Sport

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ESCLUSIVE

QDL – Fabiani: “Mandas predestinato. Vogliamo rinnovare con Felipe Anderson e Zaccagni” (AUDIO)

Intervenuto in esclusiva a Quelli della Libertà, sui 98.100 di Radiosei il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani ha parlato a poche ore dal derby vinto 1-0 contro la Roma:

“Il derby è sempre importantissimo, per motivazioni diverse. Questo era particolare anche perché a ridosso del compleanno della Lazio. Siamo pienamente soddisfatti della vittoria, ma se ne sta parlando troppo. Non i tifosi, ma proprio noi a Formello. Dobbiamo invece pensare al Lecce. Abbiamo visto a inizio stagione che non si può sottovalutare nessuno. Veniamo da tre vittorie ma vogliamo tornare in Europa, quindi quanto fatto non basta ancora. Il commento di Massimo Mauro sul rigore che ci hanno dato al derby? Ha detto una stupidaggine. I commentatori dovrebbero essere terzi. Mandas? Per noi è un predestinato. Sarri ha fatto bene a mandarlo in campo in una partita così importante e particolare. Ritengo sia presto per parlare del rinnovo di Sarri, Kamada è mortificato perché non riesce a dare per quello che potrebbe dare. Noi vorremmo tenerlo, ma non prevedo il futuro. Per quel che riguarda Anderson noi quello che dobbiamo fare lo abbiamo fatto. Sta a lui decidere cosa fare. Noi siamo pronti a rinnovare. Vale lo stesso per Zaccagni”.

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DICHIARAZIONI

Lazio-Roma, Fabiani pre-match: “Nessuno ha ‘mal di pancia’ per il rinnovo. Derby? Vogliamo arrivare fino in fondo in Coppa Italia”

Angelo Fabiani, DS della Lazio, ai microfoni di Mediaset: “L’idea è di fare un’ottima gara e un buon risultato. E’ un derby e come tale fare un pronostico è difficile. Ci teniamo sia noi che loro alla coppa, tutti vogliamo arrivare fino in fondo. Se riuscissimo a vincere, saremmo tutti felici come popolo laziale”.

“L’emergenza ce l’hanno un po’ tutte le squadre che hanno partite infrasettimanali. E’ il caso della Roma ma anche della Lazio, con Provedel out per un attacco influenzale. E’ un derby e chi scende in campo deve onorarlo fino in fondo”.

Cosa è cambiato nell’ultimo mese?
“Le strigliate si danno ai cavalli. Ci sono momenti in cui le cose non girano, per impegni ravvicinati. Va da se che quando incontro squadre che non hanno questo stress psicologico, ti possono fare qualche scherzo. Nell’ultimo periodo abbiamo avuto più continuità in campionato e dobbiamo continuare così. In Champions vogliamo divertirci: è importante fare queste partite, come quella di stasera”.

Rinnovi di Zaccagni e Felipe Anderson?
“I rinnovi e gli adeguamenti non sono dati dalla carta costituzionale. Ci sono le due parti che si devono accordare, qualche elemento già c’è e non è un problema. Più avanti valuteremo le varie posizioni, con grande serenità. Non c’è nessuno che ha mal di pancia e vuole andare via, ma se ci sono sirene dall’Arabia a cui è difficile dire no è un altro discorso. Qualcuno comunque ha detto no, si trova bene alla Lazio”.

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Lazio, a lavoro per le cessioni: incontro per Basic

Se n’è andato un terzo del mercato di gennaio e in casa Lazio si riflette soprattutto sulle uscite. Il nodo da sciogliere è il futuro di Toma Basic, rimasto nella Capitale per sua scelta, nonostante sapesse di essere fuori dal progetto al punto di non essere in lista Uefa. Non è mai rientrato nei piani di Sarri ed è giunto il momento per lui di trovare un’altra sistemazione se vuole giocare. Il Friburgo lo vuole in prestito, ma c’è anche la concorrenza di Verona e Salernitana. Ieri, riporta il Corriere dello Sport, Formello c’è stato un incontro tra l’agente del croato e il direttore sportivo Fabiani. La società punta a venderlo o, in alternativa, a cederlo in prestito ma con obbligo di riscatto. La volontà del centrocampista è di trasferirsi con la formula del prestito secco.

Alessio Buzzanca

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Lazio, Fabiani su Guendouzi: “Se lui corre, la Lazio corre. Dopo due giorni sembrava già romano vero”

 Matteo Guendouzi ormai ha convinto tutti. Un fine 2023 da sogno con la conquista di una maglia da titolare con la Lazio, il primo gol in biancoceleste e il primo in Serie A. Le sue prestazioni arrivano fino in Francia, dove tanti tifosi sperano in una sua convocazione per i prossimi impegni della squadra allenata da Deschamps. E all’Equipe, il ds biancococeleste, Angelo Fabiani, ha parlato proprio della crescita del giocatore: “Al secondo giorno sembrava già un romano vero. È bravissimo a coprire il campo, ma è anche bravo a muovere la palla, oltre a essere un giocatore box-to-box. È un giocatore completo, fresco mentalmente, che gioca con una certa spensieratezza. Non ci vorrà molto prima che torni in nazionale. Se Guendouzi corre, la Lazio corre, se lui non corre, la Lazio non corre. E lui corre molto”.

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Lazio, “Empoli va giocata come una finale”: il martellamento di Sarri e Fabiani per rialzare la testa

Empoli-Lazio è una finale”. Come riporta il Corriere dello Sport, questa è la frase che Sarri e il ds Fabiani hanno ripetuto alla squadra negli ultimi giorni, martellando senza soluzioni di continuità il gruppo. I due temono infatti la solita sindrome con le piccole, i soliti cali di tensione che hanno frenato il rendimento della Lazio che negli ultimi due anni, con Sarri, ha sempre vinto al Castellani. Oggi comunque le scuse stanno a zero, la Lazio è obbligata a vincere: non c’è due senza tre. Non importa poi come, lo ha ribadito anche Lotito alla squadra durante la cena di Natale: vuole vedere un segnale, altrimenti in i biancocelesti sprofonderanno e non ci sarà più senso al campionato.

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Lazio, asse Sarri-società per il rilancio. Lotito: “Ha un contratto fino al 2025…”

Nulla è mai come sembra alla Lazio, può cambiare tutto da un momento all’altro. Persino l’undicesimo posto potrebbe diventare il quarto con un improvviso e agognato rilancio. Tutto è ancora aperto (Empoli e Frosinone permettendo), quindi nessuno ha il coraggio di prendere una posizione chiara e netta adesso. Giusto, ma così ormai vale tutto e il contrario di tutto. Lotito scongiurerà sempre l’esonero di Sarri con 10 milioni lordi ancora a bilancio, si è riavvicinato e sa che Mau non farà nessun passo indietro. Da Formello lasciano addirittura strategicamente trapelare un rinnovo del tecnico a febbraio-marzo (beato chi ci arriverà, il presidente cade dalle nuvole: «Ha un contratto sino al 2025. Di cosa stiamo parlando?») per legittimarlo e provare a dare un segnale forte al gruppo, senz’altro più responsabile dei crolli di questo campionato. Dal canto suo, dopo il secondo posto, Sarri mal celava la delusione per il mancato salto con l’ultimo mercato («I rinforzi li avevo chiesti anche a giugno»), ma adesso è sempre più legato al ds Fabiani e accetterebbe addirittura un progetto giovane e ridimensionato per il futuro. Il Messaggero

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Fabiani: “Stop agli egoismi, va cambiata la mentalità. Ho punito alcuni giocatori. Il rinnovo va meritato ed Immobile sarà ancora…”

Il direttore sportivo Fabiani ha parlato ai microfoni di Lazio Style:

“Purtroppo di questi momenti in carriera ne ho vissuti tanti. C’è sempre un rimedio, ‘finché c’è vita c’è speranza’. Bisogna cambiare mentalità, essere consapevoli che la Lazio deve essere al centro di tutto e non lasciare spazio ad egoismi personali. Vale dal settore giovanile alla prima squadra.

Sono entrato a far parte della prima squadra un po’ per caso, in realtà dovevo occuparmi solo di Women e Primavera, poi ho preso in carico anche la prima squadra. Da persona umile quale sono, ho riconosciuto i meriti della Lazio dello scorso anno, nonostante per molti quel risultato è stato frutto del caso. Dopo Salerno, che per me era anche una gara particolare, sono intervenuto e dissi ai calciatori: ‘Facciamo finta che io di tecnica non capisco nulla, ricordatevi che però i gruppi li so gestire e ho ottenuto i miei successi in ogni categoria con gruppi solidi e che non si da mai per vinto’. Un po’ quello che sta succedendo alla Primavera. Dopo la partita con l’Atletico mi sono inca**ato e ho punito alcuni giocatori. Quando ho detto questo anche alla prima squadra, composta da professionisti seri, ho rimarcato il metodo: il gruppo viene prima del singolo.

Con Sarri c’è grande sinergia. Alla base, tra Lotito e Sarri stesso, ho trovato un rapporto importante di rispetto reciproco. La rabbia dopo una sconfitta è normale. Conosco Maurizio dalla Nocerina, so che tipo di allenatore sia sotto il piano della preparazione. Migliora tantissimo i suoi calciatori. Ho avuto la fortuna di vedere da vicino tecnici come Capello, Ancelotti – che ho anche battuto col Messina – e altri mostri, come Marcello Lippi. Ho sempre preso spunto, rubando con gli occhi. Sarri non è inferiore a questi tecnici. Con lo zoccolo duro sono state fatte belle cose, quando è uscito il sorteggio dei gironi dicevano che il nostro fosse facile. Di facile non c’è niente, quando ci siamo qualificati abbiamo mostrato il nostro valore. Anche in coppa Italia.

È mancato l’ardore nell’affrontare le squadre meno importanti e lì abbiamo perso quei 7/8 punti che oggi ci farebbero stare in una posizione di classifica diversa. Oggi il focus è sul campionato. Se rimettiamo lo spirito visto con Atalanta, Torino, ma anche con l’Inter, in classifica risaliamo sicuramente. Basta vedere i volti dopo le sconfitte, i ragazzi ci tengono, anche se qualche voce fuori dal coro l’ho fatta rientrare.

L’analisi si fa a fine anno, come le pagelle a scuola. Questi sono professionisti, non possono sentirsi appagati. Se dovessimo registrare questi atteggiamenti, verrebbe fuori il metodo, oggi non ci sono queste avvisaglie. Preferisco la critica costruttiva ai bravi ragazzi, li preferisco come avversari quelli. Esistono due tipi di calcio: quello giocato e quello mediatico. In quello mediatico ci sguazzo, ma mi occupo di quello giocato. Un calciatore a scadenza da il fritto per riconquistarsi la pagnotta, offre prestazioni all’altezza. Ma sono discorsi del calcio mediatico. Un rinnovo non è scontato, va meritato e va soprattutto discusso tra le parti. Se non dovesse accadere questo, il professionista deve comunque rispettare il precedente accordo. Non è il caso della Lazio, non ho sentito nessuno lamentarsi del suo contratto. Ho letto di Immobile, con lui ho un rapporto da direttore a capitano, oltre per una persona che stimo. Mi ha sempre fatto pensare che vuole chiudere qui la carriera. Anche dopo il calcio giocato e Immobile può dare ancora tanto alla società. La Lazio deve i suoi risultati quasi soprattutto a lui. Sentire i rumors fa parte del calcio mediatico, che a volte dovrebbe prestare attenzione a non mettere malumore, perché poi alla fine siamo uomini. Non siamo impermeabili del tutto, bisogna essere sensibili su alcuni temi. Immobile ama la Lazio e la sua maglia, leggere certe cose mi ferisce.

A volte si fanno girare voci false che sconvolgono anche gli stessi giocatori. Se la Lazio è una meta ambita dai calciatori, non vedo perché poi i calciatori debbano invertire la rotta. Nessuno ha manifestato la voglia di andare via, poi con la rabbia si dicono cose che non si pensano. Immobile sarà ancora il capitano della Lazio. Come vice Immobile abbiamo investito su Castellanos, un ragazzo che sta facendo vedere buone cose. Credo che farà molto bene, così come Isaksen, Guendouzi e Rovella. Una volta collaboravo con una squadra che comprava dalla Lazio, oggi è il contrario. Non si poteva smantellare una squadra che ha fatto qualcosa di straordinario. Abbiamo fatto un’operazione di rinnovamento prendendo ragazzi giovani ma con esperienza come quelli sopra citati. Abbiamo ampliato la rosa investendo a medio – lungo termine. Tutto ha un inizio e una fine, arriverà il giorno in cui alcuni giocatori smetteranno e dobbiamo essere pronti.”

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Che fine ha fatto Luis? E a gennaio si compra solo in caso di cessioni…

Che fine ha fatto Luis Alberto? L’infiammazione all’inguine lo sta tormentando, il suo genio è muto. La crisi del gol coincide con la crisi dei big, in questo momento. E i nuovi, sotto questo aspetto, non possono dare chissà quale mano. Rovella e Guendouzi non sono mai stati dei goleador, Isaksen (può tornare con l’Empoli) si è stirato proprio quando stava mettendo il turbo. Kamada, 16 reti la scorsa stagione all’Eintracht, rimane un oggetto misterioso. In corsa serve dunque un rimedio. Sarri ha chiesto Ferguson del Bologna, ma a gennaio sembra un sogno proibito. Oltretutto dovrebbe uscire subito il giapponese (non solo per la Coppa d’Asia) insieme a Basic oppure Vecino. Tutti sono convinti che mercoledì sera il ds Fabiani abbia aperto il mercato d’inverno. In realtà, il ritornello del giorno dopo è lo stesso a Formello: «Solo se andrà via qualcuno, compreremo un sostituto»

Il discorso vale anche in attacco dove il tecnico vorrebbe Colpani o Rafa Silva e ha già chiuso allo sbarco di Insigne al posto di Pedro. Un’occasione sull’esterno potrebbe essere ancora Bryan Gil del Totthenam in prestito, anche se a luglio Sarri non stravedeva per lo spagnolo. I tifosi vorrebbero almeno un nuovo acquisto a gennaio con i 58 milioni incassati con il passaggio agli ottavi (lunedì si conoscerà l’avversario) di Champions. Ma in quella competizione non si potrà andare chissà quando avanti, la Lazio ha già fatto il suo. E con quei soldi la società punta a coprire le rate della campagna estiva e i 30 milioni di passivo del bilancio. La vera rivoluzione è rinviata a giugno per svecchiare la rosa e chiudere un ciclo. A meno che non arrivino improvvise nuove offerte dall’Arabia per Immobile o qualcun altro in anticipo.Il Messaggero