Partita contro il Bologna fatta bene per 40 minuti e poi… BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“Partita contro il Bologna fatta bene per 40 minuti e poi un errore di concetto ha restituito entusiasmo al Bologna che è andato a riposo con un risultato inaspettato. Nel secondo tempo un calo evidente della Lazio ha permesso ai felsinei di trovare la via del gol. Onestamente avere 9 punti reali di svantaggio da Atalanta e Bologna mi sembra per questa Lazio un divario impossibile da colmare.
Non puoi impostare una costruzione dal basso quando hai tutti gli uomini marcati. Non mi piace questo modo di impostare, ma in questo momento va di moda. Poi passerà il tempo e si affermerà qualche altri principio. Tra l’altro in questo modo le squadre diventano prevedibili perché tutti giocano allo stesso modo. Vorrei vedere le statistiche di quanti gol nel mondo vengono realizzati grazie alla costruzione dal basso e quanti invece vengono subiti. E’ un modo di giocare che non porta nulla.
Non capisco perché ci si preoccupi dell’estetica e non più dei risultati. Arrivano troppi gol subiti da questi giochetti e si cercano troppo. Anche contro il Bayern la Lazio stava per subire gol per un giochetto nell’area piccola tra Provedel e Guendouzi”.
“La Lazio deve crederci fino alla fine, non deve smettere di farlo anche in considerazione che oltre alla Champions c’è in palio un’altra Europa importante, l’Europa League. Certo se oggi mi dovessero chiedere se la Lazio ha possibilità di arrivare quarta o quinta direi di no, ma non tanto per il distacco da Atalanta e Bologna, quanto per l’instabilità di una squadra che è capace di fare un grande primo tempo con il Bologna per poi perdersi totalmente nella ripresa. E’ questo che non mi fa sperare, commettere un errore di concetto così grave come quello di ieri sull’uscita palla in un momento in cui stai facendo bene fa pensare. Il calcio va in quella direzione, si prendono dei rischi enormi quando basterebbe molto meno per uscire dalle difficoltà. Questo non lo capirò mai.
Nella ripresa il calo fisico ed atletico è stato evidente ed è stato evidenziato dal fatto che non c’erano molti cambi possibili. Credo che da quel punto di vista Sarri abbia fatto un piccolo errore di strategia. Mi sarei aspettato un primo tempo più accorto, di gestione delle energie e dell’avversario, per poi giocarmi tutto nell’ultima mezzora della gara”.
“Lazio-Bologna non significa tutto, ora bisogna dare continuità” Bruno Giordano in diretta a ‘NMM’
“Con il Bologna non ci si gioca tutto, c’è sempre tempo per recuperare, ma significa tanto. Di energie ne abbiamo speso tanto, ma queste partite ti danno carica e autostima: anche loro hanno giocato mercoledì e hanno fatto una gara importante con la Fiorentina, dobbiamo cercare di portare a casa 3 punti che possono essere molto importanti. Poi se fra Bologna, Torino e Fiorentina fai 7 punti è perfetto, perchè prendi punti alle altre.
Il Bologna è una squadra che sta cavalcando l’onda, sono portati molto ad offendere e hanno qualche alternativa con buoni giocatori, tipo Odgaard. Stanno vivendo un bel momento, il loro punto debole può essere in porta: hanno dei portieri che non sono di livello come gli altri, ma restano una squadra molto forte e carica di entusiasmo. Sartori lo dicono i numeri, conosce l’ambiente, sa fare le squadre e far valere i giocatori: sono tutti ragazzi presi a 8-9 milioni che ora ne valgono 25.
La Lazio ha una rosa importante, il Bologna è una squadra che cambia pochi titolari. Motta è uno che fa la formazione in base a ciò che vede durante la settimana. Ora c’è il campionato, le stagioni non si fanno solo in una partita, bisogna dare continuità e devi cercare di entrare nelle prime quattro.
Luis Alberto secondo me ha caratteristiche da play, poi mi adeguo a come sta andando la partita. Non ci sono giocatori che si possono adattare, manca Romagnoli che alle brutte lo metti davanti alla difesa e poteva essere una buona occasione. Loro corrono tanto, la metteranno sul ritmo che è la loro arma principale. E’ una partita dove li devi aggredire, hanno dei portieri che sbagliano molto con i piedi, con il Bologna lo puoi fare andando molto sull’anticipo e rischiare in qualche situazione. Poi all’interno della partita ci sono dei momenti, devi capire quando spingere e quando fermarti.”
Lazio-Bayern 1-0, l’opinione di Bruno Giordano a Radiosei: “E’ stata una serata indimenticabile, pubblico da 10, ha trascinato la squadra. I ragazzi se li sono meritati questi tifosi, hanno messo molta umiltà e rispetto. L’unico rammarico è quello di non aver cercato con insistenza il secondo gol che avrebbe emsso la Lazio necce condizioni di fare qualcosa di incredibile, Negli annali rimarrà comunque una vittoria col Bayern. Tutto molto bello, dagli spalti al campo, è stata una serata tutta da vivere. Nel primo tempo eravamo un pelo intimoriti, nel secondo tempo meglio. Loro aggredivano alti, con tutti gli uomini nella nostra metà campo. Ci sono stati momenti di grande rispetto, poi abbiamo tirato fuori la prestazione meritando il risultato. Se Felipe avesse tirato subito forse parleremmo oggi di altro, ma ha giocato una grande partita”.
“Guendouzi straordinario, grande duello quello con Kimmich in mezzo al campo. Non mi meraviglio per il suo rendimento, stiamo parlando di un grande giocatore. Col francese andiamo sempre sul sicuro. Fortissimo in entrambi le fasi ieri. Rapporto squadra-Sarri? Quando ci sono le sconfitte i malumori escono sempre. Non ho capito le scelte di Tuchel dopo l’espulsione, ma la Lazio ha meritato. Nel primo tempo la Lazio è stata molto compatta e ordinata tatticamente e siamo stati bravi sugli esterni a fare i raddoppi. Nel secondo tempo è venuta fuori la gara che pensavo da giorni”.
“Forse nel finale c’era un po’ di stanchezza e il pensiero che comunque, vincere 1-0 è tanta roba. Potevamo rischiare qualcosa di più per andare a Monaco con un pizzico in più di serenità. Al ritorno sarà un’inferno, sarà tosta. Per me resta 50/50 anche in vista della gara dell’Allianz Arena. Io credo che il Bayern abbia sbagliato la preparazione invernale, ho visto tutte le partite e ci sono giocatori come Kane sulle gambe. Ho visto una Lazio più reattiva e brillante sotto il punto di vista fisico”.
“Cagliari Lazio abbiamo visto ciò che speravamo, una squadra che non deve lasciare la partita aperta con le medio-piccole. Non ho visto tanto tatticismo, ma quando sei superiore devi sempre andare con l’idea di fare gol anche rischiando di prendere contropiede. Quello che la Lazio ha creato con il Cagliari non lo creava da tanto, abbiamo fatto diventare semplice la partita mettendola sui binari giusti, fa morale in vista di mercoledì quando vai ad affrontare una squadra straordinaria ma che ora sta in difficoltà. Da quando ha ripreso il campionato il Bayern non ha fatto nemmeno 20 minuti da Bayern, la squadra ha una condizione fisica precaria tolti Sanè e Musiala. Credo che mercoledì la Lazio possa fare un risultato importante, può pareggiarla se non addirittura vincerla se gioca da Lazio.
Le possibilità della Lazio
Dipende da come decidi di affrontarli, è una squadra che soffre gli spazi stretti, soprattutto sulla destra, e fatica a trovare velocità: si farà sentire la mancanza di Coman. Al momento, sempre con grande rispetto, è una squadra a portata di mano. Bisogna avere rispetto e tenere i raddoppi, anche se ferita sono una squadra di campioni: ma loro ti offrono tanti spazi e sono in forte difficoltà. Ci sono tutti i presupposti per trovare una partita che può essere indimenticabile. Percentuali sulla partita, prima davo 85% Bayern, ora per me in questa partita è 50-50, ma non è più una qualificazione scontata come nel giorno del sorteggio. La storia ci racconta che quando non hai niente da perdere, perdi. Di scontato non c’è niente, il calcio dice questo.
Andare in campo e sapere a fine partita di non aver fatto quello che è nelle tue possibilità è la sconfitta peggiore. Se tu dai il massimo ma gli avversari sono più bravi…Quello che chiedo è la sofferenza, essere consapevoli che attraverso la sofferenza e lottando negli ultimi 40 metri puoi avere le armi per metterli in difficoltà. La consapevolezza che lottando e raddoppiando tre o quattro occasioni ti capitano, come il corto muso della Juventus. Sarebbe una data importante per la storia della Lazio, poi sullo slancio anche il campionato deve andare di conseguenza. Se fai una prestazione importante con il Bayer, poi ti aspettano 12 partite con la stessa mentalità.
Il punto sul Cagliari e Immobile
Intanto, per Ciro c’è soltanto una parole: ‘Campione’, rimani nella storia del calcio italiano. Avevamo centrato l’obiettivo parlando di liberà di testa, ho visto tante cose che nell’ultimo periodo non avevo visto e questo ha portato ad una libertà e leggerezza mentale. La vittoria è una vittoria bella, quando sei costretto a vincere non è mai semplice, ma è stato fatto con personalità. Sono tre punti che fanno classifica, restare aggrappati alla quarta posizione, bisogna avere la mentalità di poter riandare in Champions.
Bruno Giordano a ‘NMM’ “Sarri, è il momento delle scelte forti senza guardare in faccia a nessuno”
Giordano: “Sarri, è il momento delle scelte forti senza guardare in faccia a nessuno”. Il Bomber a Radiosei: “Ai miei tempi non si facevano sessioni video. C’era l’allenatore in seconda che andava a vedere la squadra avversaria e poi il venerdì prima dell’allenamento, c’era il punto sull’avversario. Lavoravamo il sabato sulla tattica e sui calci piazzati, lo studio era questo. Durante la settimana tanta corsa e la doppia era martedì e mercoledì, poi il giovedì partitella in famiglia. Questa era la settimana tipo, ecco. E’ un primo segnale di distensione il fatto che Sarri sia venuto incontro alla squadra, anche levando una sessione di allenamento. Ora aspettiamo il campo ovviamente. Queste sono cose che succedono, è capitato spesso anche a me nelle vesti di allenatore”.
“Fra le possibili sorprese di formazione, una potrebbe essere Kamada. Questo anche per mettere il sale sulla coda ad alcuni interpreti. Ora servono scelte forti, anche perché lo stesso Sarri – prosegue Giordano – sa che siamo in un momento complicato. L’obiettivo è quello di responsabilizzare gli interpreti, a questo servono le scelte forti e decise”.
“Immobile certo non ha beneficiato della partenza di Milinkovic. Il serbo apriva spesso gli spazi per Ciro, spesso e volentieri. Va detto che alla Lazio sta mancando soprattutto la velocità della manovra, che dovrebbe portare il pallone più pulito in avanti per Immobile. Difficile oggi per la Lazio prendere avversari in contropiede, cosa che accadeva spesso la scorsa stagione. Oggi siamo più prevedibili. Insomma, ci sono tante situazioni che portano a questo momento particolare, non c’è solo un fattore a determinare questo tipo di situazioni”.
Bruno Giordano a ‘NMM’ “I calciatori determinano. Necessario un compromesso, come con la Juventus di Sarri nel 2020”
Giordano: “I calciatori determinano. Necessario un compromesso, come con la Juventus di Sarri nel 2020”. Il Bomber a Radiosei: “Chi determina è sempre il calciatore. l’allenatore è importante, ma non determinante. Il tecnico può incidere anche durante la partita e correre ai ripari. Stiamo facendo gli stessi discorsi del post Salernitana-Lazio. Il tecnico deve saper convivere con questi momenti, penso ad Allegri o Pioli quando c’era sempre l’ombra di Conte. Il tecnico deve essere più attento a livello comunicativo, questo sì. Sarri è vaccinato. Ai giocatori chiedo serietà nel lavoro e soprattutto, parlare se qualcosa non va. Stare in silenzio non ha senso, bisogna prendere il problema subito e alla radice. Le frizioni vanno risolte, fare un passo in avanti per venirsi incontro a vicenda e trovare un compromesso. Pensare meno al singolo e più al collettivo, ecco”.
“Se fossi nei panni di Sarri, sarei andato dal presidente a chiedere l’allontanamento di chi mi ‘rema contro’. Sarri deve parlare con i giocatori e trovare una soluzione, si devono venire incontro con dei compromessi. Si possono lamentare tutti o nessuno. Nessuno riesce ad accontentare 25 persone contemporaneamente. Ci sono alcune dinamiche particolari e momenti delicati in una stagione. Alcuni senatori potrebbero uscirsene con una dichiarazione, anche di facciata, ma poi confrontarsi col tecnico. Lavorare insieme per cambiare qualcosa all’interno del gioco, credo che Sarri, da persona intelligente, non si tirerebbe indietro. Penso al compromesso trovato proprio dalla Juventus di Sarri, quando era chiaro che non si sarebbe proseguito insieme. Finirono la stagione da professionisti e poi si separarono”.
Lazio, vediamo tutto nero… BRUNO GIORDANO in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“Dopo la partita dell’altro giorno vediamo tutto nero e questo è giusto vista la prestazione. Ma secondo me andava fatta un’analisi sulla qualità del gioco anche dopo le 4 partite vinte, ma senza mai far vedere molto dal punto di vista del gioco.
Quest’anno non ho mai visto due o tre partite di seguito a livello dello scorso anno, ma l’esempio lo abbiamo anche col Napoli che dopo lo scudetto dello scorso anno è crollato.
Serve equilibrio: se la partita di Glasgow che la Lazio stava perdendo fosse finita senza i due gol abbastanza casuali con cui la Lazio ha vinto, forse avremmo fatto gli stessi discorsi che stiamo facendo oggi. Non eravamo fenomeni allora e non siamo brocchi adesso.
A volte anche dal punto di vista tattico basta poco per rivitalizzare la squadra, un po’ come è successo con De Rossi. Non dico stravolgere il tutto, ma dei piccoli accorgimenti, un po’ più di libertà forse potrebbero essere utili. E’ pure vero che i calciatori di maggior classe dovrebbero essere più pronti dal punto di vista fisico e mentale.
Forse anche andare tutti i giorni a Formello e sapere che non c’è nulla di nuovo negli allenamenti potrebbe non aiutare.
Non mi sembra questo il momento di ascoltare se i giocatori vogliono far fuori l’allenatore. Non hanno la forza di poter chiedere una cosa del genere viste le prestazioni. Se un giocatore si presentasse in società chiedendo la testa dell’allenatore, fossi nella società prenderei provvedimenti contro il giocatore e non contro il mister. Se non prendono un pallone la colpa è del tecnico? Iniziassero a darsi da fare piuttosto di pensare a chi alleni la Lazio. Parimenti l’allenatore è pagato per prendere decisioni e risolvere problemi, quindi è Sarri che deve trovare motivi e soluzioni al momento di crisi”.
“Dopo Riyad si pensava potesse essere una partita particolare, quella di ieri è molto simile. La Lazio di Sarri per ora mi sembra uno sparring partner, fa allenare le altre, forse ha perso l’abitudine a menare lei sugli altri. Con tutto il rispetto che posso avere per Luis, ieri sembrava un maestro d’orchestra che gesticolava e basta. In questo momento sono tutti non pervenuti, avevamo detto che l’Atalanta è una squadra importante. Questa stagione noi non siamo mai stati ‘squadra’, davvero poca roba su trenta partite. Ieri vedevo Ederson dell’Atalanta che tamponava a uomo su Luis, avevano molto rispetto dell’avversario: poi dopo il gol abbiamo mollato a livello di gamba e siamo rimasti paralizzati. Un po’ di calcio in 124 anni di storia lo abbiamo visto, ora c’è un momento negativo, ma da qui a credere che non capiamo di calcio è insultante verso i laziali.
Divisione delle colpe?
Adesso spostare il mirino sulla società e la mancanza di calciatori però è un palliativo: la squadra a giocare fa veramente fatica. Ora non c’è da pensare ad un addio immediato di Sarri dalla Lazio, l’allenatore è importante ma non determinante: anche i calciatori devono fare qualcosa. I duelli non ci sono mai stati, forse l’unico è stato un po’ Guendouzi ma mai accompagnato dagli altri. Se ci sono problemi all’interno del gruppo legati a contratti in scadenza o fine carriera non lo so, posso dire che queste partite non mi convincono, sia per l’allenatore che per i calciatori. In corso alla partita provo ad adattarmi, se una cosa non va bene cambio i piani: ma sono proprio le prestazioni individuali dei calciatori che non ci sono. Le vittorie con Lecce e Udinese sono valse 6 punti, ma anche lì sono state prestazioni non da Lazio. Non possiamo vedere una squadra con tanti giocatori di talento che non riesce a costruire un’azione.”
“Se Kent è stato preso è perchè la dirigenza reputa possa servire. L’ultima da titolare risale a fine ottobre, quindi non so fisicamente come sta ma se hanno deciso così sarà per il bene della Lazio. Ciò che possiamo fare noi tifosi è guardare senza dare un giudizio affrettato, sperando possa dare una mano d’aiuto. Ci aspettiamo sempre nomi importanti che possano arricchire la rosa. La Roma ha fatto due acquisti di buona qualità, tecnicamente è migliorata molto anche cedendo qualcosa; la Fiorentina ha messo dentro un attaccante come Belotti. Nel Napoli è più una questione di cementare il gruppo che acquistare, ha le caratteristiche per centrare il quarto posto: se torna quello dell’anno scorso il discorso quarto posto è chiuso, ma continuando a balbettare permette a tutte le altre di sperare.
Felipe Anderson sa che se firma con un’altra squadra deve fare prestazioni importanti alla Lazio, per presentarsi bene. Credo che lui abbia ponderato il tutto, visto pro e contro della situazione. Sta all’allenatore capire se il giocatore è type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idoneo per proseguire a giocare o se farlo accomodare in panchina, se lo manda in campo è perchè lo vede sereno. Va valutato attraverso il lavoro in settimana, ovviamente il caso di Felipe Anderson nella Lazio è il più delicato.”