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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – L’esperto francese su Tudor: “Non amato dalla piazza, ma il migliore post Deschamps. Immobile? Convivenza rischia di non essere semplice. Vi spiego perché…”. Poi su Guendo… (AUDIO)

Chiarezza sul Tudor di Marsiglia… Esperto calcio francese: COSIMO BARTOLONI (Cronache di spogliatoio) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Mi fa piacere che si voglia fare chiarezza sul Tudor di Marsiglia perché si leggono molte informazioni fuorvianti.

Si legge che abbia spaccato lo spogliatoio, che abbia litigato con Guendouzi, che fosse odiato dalla piazza… tutto sbagliato.

L’Olympique poche volte nella sua storia è andato bene ed è stato così costante come con Tudor. Sicuramente non era amatissimo dalla piazza, ma Marsiglia è un posto complicatissimo dove fare calcio, perché c’è poca pazienza ed è dal 2012 che non si vince nulla.

Già nelle amichevoli estive andate piuttosto male il pubblico si è spazientito e addirittura nell’amichevole Marsiglia-Milan finita due a zero per i rossoneri, Tudor alla lettura delle formazioni è stato fischiato.

Poi è iniziato il campionato e l’OM ha fatto 7 vittorie e 2 pareggi nelle prime 9 partite e alla fine è arrivato terzo. L’unica macchia è stata l’eliminazione dalla Coppa di Francia dopo l’eliminazione del Psg, coppa nella quale l’OM aveva la strada spianata.

Per quanto riguarda la Lazio, considerando i carichi di lavoro di Tudor, l’età e il momento, per me potrebbe essere difficile per Immobile convivere con un allenatore come Tudor. Ma non dipende per forza dall’età: un giocatore come Alexis Sánchez con Tudor è andato fortissimo. Dipende dall’attitudine del giocatore. Tudor è un allenatore che se gli stai dietro, ti tiene sempre in considerazione.

Ad esempio tra Bielsa e Tudor, io dico Tudor. Penso che da Deschamps in poi il miglior allenatore mai visto all’OM sia proprio lui. Purtroppo lui è andato via stufo dell’ambiente e del fatto che la piazza non l’abbia mai digerito.

Argomento Guendouzi: lui fu escluso dal gruppo dei convocati non per motivi fisici, ma perché Tudor non l’aveva visto concentrato nei giorni precedenti. E lui è molto attento a queste cose. Ma questa cosa è accaduta anche con altri giocatori, non solo con Guendouzi, anzi lui era un punto fermo del suo OM”.

Alessio Buzzanca

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NAZIONALI

Francia, convocato Guendouzi

E diventano cinque. Dopo la convocazione di Zaccagni, Isaksen, Marusic e Hysaj, anche Guendouzi va in nazionale. Lo ha deciso il ct transalpino Deschamps, che dopo l’infortunio di Griezmann ha deciso di convocare il centrocampista della Lazio nella nazionale della Francia. Resta aggiornato su tutte le informazioni relative alla Lazio seguendo il sito Radiosei.it.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, Tudor ritrova Guendouzi e Casale: esordio di fuoco con Juve e Roma

Dopo aver concluso la carriera da calciatore, Tudor ha cominciato a fare esperienza da tecnico all’Hajduk Spalato. Nel corso degli anni, Tudor ha allenato il Paok, il Karabukspor, il Galatasary e l’Udinese, dove fa registrare due salvezze e un esonero. Torna alla Juve dove viene nominato vice di Pirlo, per poi ottenere un lusinghiero nono posto al Verona. Nella scorsa stagione ha allenato il Marsiglia, dove ha chiuso al terzo posto

Alla Lazio si ritroveranno Tudor e Guendouzi, dopo l’esperienza vissuta nella scorsa stagione al Marsiglia. Al di là di qualche screzio che c’è stato tra i due, il centrocampista è stato tra i calciatori più importanti del club francese, come testimoniato dai numeri: 43 presenze tra tutte le competizioni. Non solo l’ex OM, però, Tudor a Roma ritroverà anche Niccolò Casale con il quale ha condiviso la bella esperienza di Verona (da centrale di parte della difesa a tre).

Domani la Lazio sarà di scena a Frosinone, dove in panchina figurerà Martusciello. L’esordio di Tudor dovrebbe avvenire il prossimo 30 marzo, proprio contro la Juventus in cui ha sia giocato che allenato. La Lazio affronterà i bianconeri anche tre giorni dopo in Coppa Italia, poi ci sarà il derby con la Roma. Insomma, sarà un esordio di fuoco per Tudor

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Lazio, una buona notizia nella bufera: ricorso Guendouzi accolto, torna con il Frosinone

Come riportato da Sky Sport, il calciatore biancoceleste Mattéo Guendouzi che era stato appiedato dalla folle espulsione decisa da Di Bello durante Lazio-Milan e dalla conseguente squalifica di due giornate, sarà regolarmente disponibile per la trasferta di Frosinone di sabato prossimo. Il ricorso presentato dalla Lazio è stato infatti accolto e la squalifica è stata ridotta a una sola giornata già scontata in Lazio-Udinese.

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

Guendouzi: “Se scendo in campo è per vincere, non per il compitino. Con Sarri mi muovo in automatico. Qualificazione Champions? Sarà difficile”

Alla vigilia della gara di ieri sera contro il Bayern Monaco, Mattéo Guendouzi è stato protagonista di una lunga intervista con The Athletic, rivista anglofona specializzata nel mondo del pallone. Tanti i temi trattati con il centrocampista 24enne, fra tutti la sua mentalità in campo e l’impeto che riesce a mettere nelle gare con i biancocelesti. L’ex OM, che in Inghilterra ha vestito la maglia dei Gunners dell’Arsenal sotto la direzione di Emery, resta un profilo attenzionato oltremanica dove conta diversi estimatori. Queste le sue parole:

“Sono sempre stato ‘vulcanico’, fin da quando avevo sette-otto anni. Quando perdo una partita, urlo sempre. E’ la mia mentalità: quando scendo in campo voglio vincere. Sono fortunato in questo: gioco e ho giocato in grandi club, e qui per vincere ti serve questa mentalità. Fa parte della mia mentalità, voglio sempre vincere e non pareggiare o perdere. E’ per questo che a volte in partita ho delle reazioni sopra le righe. Sono sempre concentrato sulla partita e penso solo alla vittoria e ad aiutare la squadra. Con l’età imparerò anche a diventare calmo, ma voglio mantenere questa mentalità: voler vincere sempre. E’ la cosa più importante per me. “

Il rapporto con Maurizio Sarri

Fra le righe dell’intervista, il numero 8 dei capitolini ha avuto anche modo di trattare il suo rapporto con Maurizio Sarri, con il quale Guendouzi sembra aver trovato chimica e intesa risultando essere – a conti fatti – il tassello imprescindibile dello schema tattico dell’allenatore toscano.

“Con Sarri ho trascorso solo sei mesi, ma sembrano passati anni per quello che ho imparato con lui in allenamento. Tatticamente so cosa fare in campo, mi viene automatico. E’ un allenatore straordinario, è molto bello lavorare con lui. Contro di lui ho perso una finale di Europa League quando io ero all’Arsenal e lui allenava il Chelsea. In Italia è importante la tattica, e lui è stato fondamentale per imparare questo lato del calcio. Ogni campionato è diverso, in Italia è più difficile segnare rispetto alla Premier o alla Ligue 1 perchè le squadre sono molto più organizzate, ecco perchè qualificarsi alla prossima Champions sarà difficile

La Lazio spera, sia che il suo ‘motorino’ possa continuare a macinare palloni e chilometri sulla mediana, sia che una qualificazione – se non all’a Champios, all’Europa League, possa essere ancora alla portata. Nulla è impossibile, e in un ambiente che ora più che mai ha bisogno di una scossa di energia, il dinamismo e l’indole vulcanica di Guendouzi possono essere – ancora di più – un mattoncino chiave per riaccendere e far ripartire quel ciclo che ieri Sarri in conferenza stampa dava per chiuso.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ricorso per Guendouzi: poche chance che venga ridotta la squalifica

Il danno, dopo la beffa di Lazio-Milan. Come prevedibile, quattro giorni dopo arriva la stangata. Si salva solo Marusic nelle decisioni del giudice sportivo, Gerardo Mastrandrea. Una sola giornata al montenegrino, più un’ ammenda di cinquemila euro  «per avere, al 49′ del secondo tempo, rivolto un’espressione gravemente irrispettosa nei confronti del direttore di gara”. In pratica, nel referto di Di Bello c’è solo un «vaffa» e nessuna «espressione irriguardosa o un’ingiuria», che avrebbe da regolamento comportato una seconda giornata. Invece, il fischietto di Brindisi conferma la «condotta violenta», che costa due turni di stop a Guendouzi «per avere, al 51′ del secondo tempo, in reazione ad un fallo subito, colpito un calciatore avversario con due manate al petto e alla schiena». La Lazio farà ricorso per provare ad accorciare lo stop del francese, sapendo di non avere però quasi nessuna chance di vittoria. Da regolamento sono tre le giornate, è già stato fatto uno sconto l’attenuante è l’evento «in azione di gioco» – sulla squalifica. Se verrà accolto il reclamo, Guendouzi tornerà col Frosinone, altrimenti direttamente contro la Juventus, il 30 marzo, dopo la sosta.

GLI ALTRI

Una sola giornata e quindi un turno di stop per Pellegrini a causa della «doppia ammonizione per comportamento scorretto nei confronti di un avversario (Pulisic, nello specifico, ndi)». Salterà l’Udinese anche Maurizio Sarri, diffidato e squalificato per i veementi reclami contro Di Bello. Confermate le ammonizioni per Immobile e Romagnoli «per proteste nei confronti degli ufficiali di gara» nel parapiglia al triplice fischio. A questi si aggiunge Hysaj «per comportamento scorretto nei confronti di un avversario». Quest’epilogo era scritto nel referto. Altre parole sarebbero state un’ammissione di colpa da parte di Di Bello sul suo operato. Eppure il designatore Rocchi aveva giurato di averlo sentito pentito. Nel frattempo, mentre l’arbitro Ayroldi è stato fermato per un turno dopo la direzione negativa in Inter-Genoa, il presidente Figc Gravina ha fissato per giovedì a Roma un incontro con gli arbitri di serie A e il designatore Rocchi. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il motore ha un nome e cognome: Mattéo Guendouzi.

Non sarà certo il sostituto di Milinkovic-Savic in quanto a gol e sostegno offensivo che può dare all’azione, ma con Guendouzi Sarri ha trovato un nuovo “motorino” a centrocampo. Nella Lazio, squadra che dati alla mano è fra quelle che corrono di più, il francese è un elemento dinamico diventato ormai insostituibile: parlano da sè gli oltre 12km corsi contro il Torino e la distanza analoga corsa nella sfortunata trasferta di Firenze.

L’edizione odierna del CdS fa il punto sugli ultimi numeri della mezzala ex OM. Con 21 partite di fila (e probabilmente contro il Milan taglierà quota 22) e 2418 minuti giocati da inizio stagione, Guendouzi si sta ritagliando sempre più un ruolo da protagonista nelle gerarchie del tecnico, tanto che Sarri lo ritiene ormai veramente un insostituibile. Contro il Milan, nella stessa posizione in campo, Guendouzi si troverà davanti Loftus-Cheek. L’inglese è sempre stato un pallino di Sarri fin dai tempi del Chelsea ma, in sua assenza, ha dovuto accontentarsi (si fa per dire) del francese. Sarà un confronto anche su questo fronte, fra l’anima – attuale – della Lazio e quella che Sarri avrebbe desiderato a inizio campionato.

La stagione del francese

I numeri della sua stagione poi sono da fuoriclasse, nel 2024 è il giocatore che nella Lazio ha recuperato più palloni, 40. Mentre in Serie A è quello che da gennaio ha giocato più gare da titolare mettendosi in tasca ben 8 gettoni di presenza. Da sottolineare, poi, l’intesa che il ragazzo sta sviluppando con Luis Alberto: contro il Toro è stato lo spagnolo a mandarlo in porta, favore ricambiato a Firenze dove Luis ha colpito su palla offerta dal francese.

Una lieta novella, sponda Guendouzi, arriva anche dal mercato. Per l’obbligo di riscatto è praticamente tutto fatto. Al netto di una rotta senza precedenti e che ora appare decisamente lontana, fra poche giornate dovrebbe scattare l’obbligo matematico del riscatto. Questo è infatti condizionato al raggiungimento almeno della 12esima posizione. Ai francesi del Marsiglia pronto un pagamento da 15 milioni, che potrebbe lievitare fino a 18 in caso del raggiungimento di determinate condizioni individuali e di squadra.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il Mago è riapparso: con Guendouzi e Cataldi il centrocampo è tornato decisivo

Il paradosso di un Mago: sparire e riapparire come d’incanto con Guendouzi e Cataldi. Bentornato torero, Luis Alberto: per un tempo gioca da fermo, forse è il peggiore in campo, poi stende due tappeti rossi, ribalta il suo giudizio e le sorti della Lazio. Quanto è mancato: era stato decisivo solo con un misero servizio (nel successo contro il Lecce, guarda caso) in questo 2024, la penultima volta era finito nel tabellino con un gol addirittura il 21 ottobre nella trasferta col Sassuolo. Solo i suoi lampi possono riaccendere la luce Champions. Croce e delizia, questo spagnolo, di cui ormai Sarri prende solo il buono. Sempre in campo (28 volte titolare su 30 presenze), sia pure sotto tono, perché alla fine è dura rinunciare al suo talento. Persino Lotito (vedi il rinnovo), i compagni (nonostante i soliti mugugni estivi sul prolungamento e poi l’auto-ammutinamento), i tifosi, ogni volta che rivedono i suoi giochi di prestigio, dimenticano i palloni persi, il piccolo trotto, e gli perdonano tutto. Dopo otto anni, chiunque ha accettato i pregi e i difetti di questo numero 10 estroso, ciondolante ma così fatato. Dal suo esordio (2016/17), nessuno ha fatto meglio del Mago, primo nella classifica degli assist a quota 59 – davanti a Berardi fermo a 56 – nel campionato italiano. A Firenze potrebbe toccare la cifra tonda con il sesto in questa edizione, anche se la Spagna continua a ignorarlo. Forse è sempre colpa di quel caratterino pepato, bisbetico, indisciplinato. Ovviamente giovedì sera, quando è uscito con la Lazio in 10, non lo ha nascosto: «Perché proprio io?». 

La sregolatezza si accompagna a questo genio, a cui però la Lazio e Sarri devono fare un monumento per essere tornati a -5 dal quarto posto. Due assist da Champions, due gol di Guendouzi Cataldi all’angolino. Tutto il centrocampo nella ripresa sale in paradiso dopo un primo da incubo. In realtà Mattéo si conferma sempre un’ancora di salvataggio, al di là del centro (il secondo) decisivo. È ovunque, è linfa il suo dinamismo. Non sarà Milinkovic, né Frattesi o Zielinski che Sarri avrebbe voluto in quel ruolo, ma magari è meglio di quel Wieffer del Feyenoord a cui è stato preferito ad agosto: ora si può considerare senz’altro l’acquisto più azzeccato della campagna estiva della Lazio. Ringhia in campo, è un leader nello spogliatoio, trascina tutto il gruppo nonostante sia appena arrivato. È il terzo giocatore più utilizzato dell’organico, lunedì centrerà la ventesima presenza da titolare in campionato (considerando anche le Coppe, la 26esima nelle ultime 29) di seguito. Ossigeno puro. Meno male che le fatiche non sembrano intaccarne il fiato né il rendimento.

Adesso va però fatto un applauso anche a chi è meno sponsorizzato, non solo Guendouzi ma anche Cataldi. Cataldi si è ripreso la regia e anche un gol strepitoso, 886 giorni e 76 gare dopo. Non segnava dal 19 settembre 2021, era stato scavalcato da Rovella Vecino nel suo ruolo. Nel momento del bisogno, è tornato il cuore biancoceleste di Danilo, in delirio sotto il settore Ospiti dell’Olimpico. Non solo, si diceva che il playmaker romano non fosse in grado di reggere oltre il 60’: ha giocato 270’ nelle ultime tre gare di fila contro Bayern, Bologna e Torino, senza dimenticare Cagliari in cui è uscito al 78’. Cataldi non ha detto mezza parola quando per mesi è finito nel dimenticatoio, è sempre rimasto fedele a Sarri e si è ripreso il suo posto. Al Franchi rischiano di non esserci ancora Rovella e Vecino ma, al di là dell’infermeria, guai a toccarglielo. 

Il Messaggero

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Guendouzi: “Ora l’obiettivo è passare il turno, condivido il premio con la squadra” (AUDIO)

Man of the match, con merito, della gara dell’Olimpico, ai microfono di Amazon Prime Video ha parlato anche Guendouzi: “Ho fatto una partita di grande qualità e piena di energia. L’obiettivo è stato centrato, ora dobbiamo centrare quello finale, cioè la qualificazione al prossimo turno. Condivido il premio con tutta la squadra, abbiamo giocato molto bene. A Monaco sarà molto difficile, dobbiamo giocare come sappiamo, ma prima c’è il Bologna”

Poi il centrocampista è intervenuto anche ai microfoni di LSC, aggiungendo: “E’ una vittoria che ci da morale, può dare una spinta importante alla stagione se giochiamo come oggi”.

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Lazio, imprescindibile Guendouzi: “Lavoro con un grande allenatore e sono titolare in un club importante”

Imprescindibile Mattéo Guendouzi. Ed anche instancabile visto che contro il Cagliari ha giocato la quindicesima gara di fila da titolare. Sarri non lo risparmia mai, lui tiene botta e festeggia, ai microfoni di Canal+, la sua centralità nelle dinamiche biancocelesti: “Tornare un giorno all’OM? Oggi mi trovo molto bene alla Lazio. È un grande club italiano, siamo agli ottavi di finale di Champions League. Lavoro con un grandissimo allenatore, sono titolare, mi sta andando tutto bene e sono soddisfatto dove sono. Ma tutti sanno l’attaccamento che ho per l’OM, ​​per i tifosi, per la città. Mi sono innamorato a prima vista di questo club, quindi ovviamente è una cosa che potrebbe succedere in futuro. Vedremo, non sono preoccupato”.