Il calcio è in lutto e piange Salvatore Schillaci, per tutti Totò, simbolo del nostro campionato e dei Mondiali di Italia ’90 in cui l’attaccante palermitano, con i suoi gol, fu grande protagonista. L’ex Juventus, nato il primo dicembre 1964, è morto all’età di 59 anni. Da tempo combatteva contro un brutto male. In carriera ha giocato con le maglie di Messina (1982-1989), Juve (1989-1992), Inter (1992-1994) e Jubilo Iwata (1994-1997), club giapponese.
Le condizioni di Schillaci si erano aggravate domenica (8 settembre), rendendo necessario il ricovero in ospedale a Palermo. La famiglia, con un comunicato ufficiale pubblicato tramite il profilo Instagram di Totò, aveva informato: “Viste le innumerevoli chiamate da parte di molte testate giornalistiche e viste le brutte le notizie che circolano, informiamo che il nostro amato Totò è in condizioni stabili ed è controllato da una equipe di medici continuamente notte e giorno. Forza Totò”. Purtroppo poi è arrivata la terribile notizia del decesso.
Sgoccioli di minuti in azzurro, ora il pieno di Lazio. Zaccagni rientrato alla base, stringe la fascia al braccio e si riprende la copertina. Sosta vissuta lontana da Formello, due impegni con la Nazionale e soltanto l’ingresso nel finale contro Israele. L’intera partita vissuta in panchina con la Francia. Penalizzato dall’assetto tattico scelto da Spalletti, adesso può tornare a esaltarsi grazie al ruolo di primo piano che gli ha affidato Baroni. La posizione ideale in ogni senso. Zaccagni trascinatore, al centro della Lazio ed esterno inamovibile. Responsabilizzato dagli addii pesanti e dalle eredità consegnate. Il 10 che era di Luis Alberto, numero da mago-rifinitore, obbligatoriamente stoccatore, poi i rigori e la spinta come capitano post-Immobile.
La squadra è stata ringiovanita, si ricercano vecchi e nuovi riferimenti di spessore. Zac deve dimostrare di essere all’altezza, non ha paura di caricarsi sulle spalle pressioni e passioni, da riaccendere dopo un’estate vissuta tra critiche e titubanze di mercato. Il posticipo di lunedì lo giocherà da ex, è cresciuto ed esploso con la maglia del Verona. Serve una prova da big, i doveri stagionali comprendono compiti doppi, coinvolgono l’aspetto tecnico e quello carismatico. Possono aumentare le soddisfazioni rispetto alle prime 3 giornate. Un gol all’esordio con il Venezia, trasformando dal dischetto il penalty guadagnato dal Taty. Il timbro del sorpasso dopo lo spavento immediato per il tiro di Andersen. Non ha brillato a Udine, trasferta deludente e indolente per l’intera formazione, cambi in corsa compresi. Corriere dello Sport
GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“Sono rimasto molto colpito ieri quando ho saputo dei prezzi di Lazio-Verona. I settori popolari a 40 euro per una gara non di cartello di lunedì sera sono troppi. Credo che sia un’altra puntata nel rapporto tra Lotito ed i propri tifosi. Credevo che i numeri degli abbonamenti sottoscritti avessero sancito un passo importante, speravo che questo potesse contribuire a venirsi incontro. Questo non me l’aspettavo, non sono come si possa andare avanti in questo modo. A volte mi sembra ci sia un gusto perverso per complicarsi la vita e mi riferisco anche altre situazioni che riguarda l’aspetto tecnico. Come si fa a non mettere una Curva Maestrelli a 15-20 euro”.
Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. L’ex giocatore biancoceleste ha parlato dell’Italia e della Lazio che tornerà in campo lunedì (all’Olimpico contro il Verona).
“La prestazione dell’Italia è stata matura, come ha detto Spalletti. Ci sono ragazzi che si applicano, volenterosi e con qualità anche umane; il tecnico credo che li abbia scelti anche per questo.
Ieri gara difficile perché arrivava dopo quella con la Francia, ma l’atteggiamento è stato giusto. A livello tattico e di interpretazione mi è piaciuta la squadra.
Guendouzi, in campo ieri 80’, ora deve farci vedere di che pasta è fatto. Quello della Lazio è un gioco propositivo, con verticalizzazione e 1 contro 1 sugli esterni. Guendouzi può fare tutto lí in mezzo, ma deve farlo meglio. Io sfrutterei sempre l’inserimento di uno dei due centrocampisti, perché è l’imprevedibilità di questa squadra.
Zaccagni in Nazionale? Visto il modulo, potrebbe giocare come seconda punta, compatibilmente con quello che vuole l’allenatore. Stesso discorso vale per Chiesa.
La Lazio è una squadra che ha fame e può fare bene. Castellanos mette il fiato sul collo a tutti gli avversari, Zaccagni deve tornare quello ‘di pancia’ che è stato fino allo scorso anno: nell’1 contro 1 è uno dei migliori in Italia.
Provedel mi sembra quello che ha accusato più il cambio d’allenatore, di modulo. La squadra ha bisogno che il portiere trasmetta sicurezza ad una difesa che a volte barcolla. Come comportarsi con gli estremi difensori? È bene parlarci per capire se ci sono problematiche personali e qualora non ci dovessero essere, serve focalizzarci su ciò che non va in campo“.
“L’Italia contro la Francia ha giocato bene, ma io personalmente sono molto scettico sulla guida della nazionale francese, Didier Deschamps. Spalletti ha dato scacco matto ai transalpini con giocatori normali a dispetto della grande qualità della Francia. Deschamps sta perdendo appuntamenti su appuntamenti avendo a disposizione una delle migliori nazionali al mondo.
Zaccagni in versione Nazionale? La morale delle sue esclusioni è tattica, l’Italia gioca con il 3-5-2, assetto che non prevede un giocatore esterno offensivo come lui. E’ difficilmente collocabile in questo assetto di gioco. Lui non si discute, è all’altezza ma non gioca per questo motivo. Nel finale di una partita, quando magari devi recuperare e vai solo all’attacco ci può stare di più”.
La Lega di Serie A ha ufficializzato i trentaduesimi di Coppa Italia. Il Napoli, che ha concluso l’ultimo campionato al decimo posto, sfiderà il Modena sabato 10 agosto alle ore 21.15 allo stadio Maradona con diretta tv su Italia 1. Il Torino, invece, il giorno dopo, domenica 11 agosto, affronterà il Cosenza in casa.
La vincente tra Napoli e Modena sfiderà la vincente tra Parma e Palermo. Andando avanti, nel tabellone ci sarà la Lazio che aspetta la vincente dei sedicesimi, in programma il 25 settembre, per gli ottavi di finale, fissati a dicembre. Lazio e Roma sono inserite entrambe a destra del tabellone. Andando eventualmente avanti, potrebbero incrociarsi in semifinale. Sulla strada della Roma c’è il Milan, per la Lazio c’è l’Inter. Dall’altra parte del tabellone ci sono Juventus, Fiorentina, Bologna e Atalanta.
Angelo Adamo Gregucci a Radiosei: “L’inizio abbordabile non è sempre sinonimo di un percorso semplice. Quando incontri una neopromossa hai tutto da perdere.
Il sistema Italia è un sistema in difficoltà. Gli azzurri nel 2021 avevano già fatica contro la Spagna. Calafiori sicuramente nota positiva.
Noi siamo stati sempre quelli bravi a difendere e veloci a ripartire. In Italia non viene fatta una seduta di allenamento mirata a puntare l’uomo.
Il sistema non riesce a formare i nostri ragazzi, il salto in prima squadra sembra un muro invalicabile.
Non si è mai riformato nulla nel calcio italiano. Le riforme poi non metterebbero d’accordo nessuno.
Spalletti è da sempre un “allenatore”. Ha avuto poco tempo. Se pensate al suo Napoli che ha mostrato un calcio meraviglioso non aveva molti interpreti italiani.
Qualche errore nelle scelte c’è stato. Zaccagni avrebbe dovuto giocare di più. L’Italia è un ibrido vorrebbe fare delle cose ma sono cose che non ci appartengono.
Anche le cose che storicamente sapevamo fare non siamo riusciti a farle con qualità. I nostri giovani sono forti, lo dimostrano i risultati.
Il sistema però non ha il coraggio di investirci. Ad un ragazzo di 18 anni consiglierei di andare all’estero oggi.
Gasperini ha dimostrato di essere al passo con i tempi.
Mercato Lazio? Aspetterei prima di giudicare. Questo è un mercato strutturale. Bisogna ricostruire l’identità, è cambiata la spina dorsale.
Mercato non solo qualitativo ma anche di ringiovanimento.
Noslin è un profilo buono, richiesta esplicta di Baroni che di calcio ne sa e ne vede i margini di crescita.
Tchaouna pur avendo trovato una situazione negativa a Salerno ha qualità. Sono due giocatori che hanno delle qualità, sono due buoni acquisiti.
Greenwood non si discute. Il problema è che la Lazio dovrà trattare con un club che non ha bisogno di cedere. Sicuramente è un calciatore che salta l’uomo con facilità.”
Giancarlo Oddi a Radiosei: “Pomeriggio emozionante quello di ieri in ricordo di Vincenzo D’Amico. Per me era un fratello minore.
Chi non l’ha conosciuto ha perso molto, era impossibile litigare con lui.
Alla Nazionale manca un numero 10 di qualità, ci manca una vera e propria stella. Spalletti aveva individuato Jorginho come il giocatore più forte, questo ci da la dimensione del livello della squadra.
La figura fatta contro la Svizzera è stata assurda. Giocatori entrati in campo senza cattiveria, senza personalità.
Ovviamente si dovrà ripartire dai settori giovanili, facendo attenzione soprattutto alle strutture.
Lo scorso anni ad esempio, nella primavera della Lazioc’erano almeno due giocatori che potevano salire in prima squadra.
A mio avviso la squadra dovrebbe essere obbligatoria. La seconda squadra della Juventus sta portando risultati concreti. Questo però comporterebbe un costo per i club.
Stupito per la velocità con cui la Lazio si è mossa sul mercato. Sono altresì preoccupato perché ci si è mossi solo in fase offensiva, servono un paio di terzini e dei centrocampisti.
Non avrei puntato solo sui giovani ma anche su giocatori più strutturati come Bonaventura e Bernardeschi. Giocatori di qualità.”
STEFANO MATTEI (RAI) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“La Lazio ha perso i giocatori di qualità che due anni fa avevano portato la Lazio al secondo posto.
In compenso sono arrivati tre giocatori tutti da scoprire, se non vogliamo dire scommesse, che rischiano di sbilanciare il livello complessivo della squadra. Diciamo che dopo venti anni abbiamo capito che i giocatori importanti si trattano e quelli meno forti si acquistano.
Noslin ha segnato cinque gol contro Juventus, Milan, Inter, Atalanta e Fiorentina. Questo significa che è un attaccante che ama aggredire gli spazi ed attaccare la profondità, ma che non ha la struttura per sfondare quando ci sono avversari che ti aspettano. Tchaouna mi sembra un giocatore interessante, ma è molto anarchico. Invece di prendere Dele-Bashiru avrei preso Colpani, in quel caso andresti sulla qualità certificata. Come quella che può assicurare anche per un solo anno Giacomo Bonaventura che si è svincolato dalla Fiorentina. Poi è chiaro che a determinare tutto sarà l’obiettivo che il club vorrà porsi. Se la Lazio si accontenta del piazzamento Europa League, perché non crea problemi dal punto di vista dell’equilibrio economico, ci può stare anche questa squadra. La Champions fa piacere, ma come sappiamo altera alcuni equilibri con le richieste di rinnovo dei calciatori”.