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CALCIOMERCATO

Lazio, Belahyane torna a Verona? Intesa per il prestito secco

Reda Belahyane fa ritorno a Verona. Secondo quando riportato dall’esperto di mercato Gianluca Di Marzio, Lazio ed Hellas Verona hanno trovato l’accordo per il trasferimento del centrocampista marocchino in terra veneta. La formula è quella del prestito secco, con il mediano classe 2004 che si appresta a far ritorno per i prossimi sei mesi nella sua ex squadra. Proprio dall’Hellas Verona, lo scorso gennaio, la Lazio ha prelevato il centrocampista. Con la maglia biancoceleste Belahyane ha totalizzato 9 presenze con un assist a referto.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Vecino agli sgoccioli: via libera al Celta Vigo. E senza una nuova mezzala Bela può restare…

Anche Matias Vecino può lasciare la Lazio. Sul centrocampista uruguaiano classe 1991, in scadenza di contratto con il club biancoceleste a giugno (con opzione per un’altra stagione), è piombato negli ultimi minuti il Celta Vigo. La trattativa procede, non è ancora completata, la Lazio orientata a liberarlo a determinate condizioni. Lo riporta Alfredo Pedullà.

Contestualmente dialogo aperto anche con l’Hellas per il ritorno in prestito secco di Belahyane. La Lazio valuta l’opportunità di perdere altre due pedine a metà campo (resterebbero Taylor, Basic, Dele ed il giovane Przyborek nel ruolo di mezzala) senza avere la garanzia di un nuovo innesto ad un giorno dalla chiusura del mercato.

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TIFOSI

Lazio, la protesta dei tifosi continua: attesa la decisione per l’Atalanta

La protesta dei tifosi della Lazio prosegue. Venerdì allo Stadio Olimpicodi Roma si è visto l’effetto della manifestazione di dissenso verso la gestione societaria da parte della tifoseria biancoceleste, che ha deciso di non presenziare alla gara (poi vinta) contro il Genoa, ma piuttosto seguirla da remoto a Ponte Milvio, luogo di ritrovo nei pre partita casalinghi della tifoseria laziale.

Ora per la Lazio due trasferte. Domenica prossima in campionato i biancocelesti faranno visita alla Juventus all’Allianz Stadium di Torino(domenica 8 febbraio ore 20:45), dopodiché il rientro a Roma con vista su un nuovo viaggio, che condurrà i biancocelesti verso Bologna, dove alle 21:00 dell’11 febbraio ci sarà la sfida al Dall’Ara per i quarti di finale di coppa Italia.

La prossima gara casalinga allo Stadio Olimpico di Roma sarà il 14 febbraio prossimo alle 18:00 contro l’Atalanta in Serie A, ma se lo stadio tornerà ad essere pieno o continuerà ad essere vuoto è ancora un mistero.

Come riporta il Corriere dello Sport, il direttivo del tifo organizzato non ha ancora deciso. Dopo qualche indiscrezioni via radio che si sarebbe fatta dentro lo stadio la contestazione, è arrivato un comunicato ufficiale del tifo che spiega come una decisione non ci sia ancora e servirà un confronto tra i capi dei gruppi nei prossimi giorni per decidere le prossime mosse.

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CALCIOMERCATO

Romagnoli resta, ma come? Tutti sconfitti e la Lazio smentisce se stessa

Tempo scaduto, mercato in Qatar chiuso e corsa contro il tempo finita tra Lazio ed Al Sadd. Malgrado interessi comuni, accordi e firme. Giù il sipario, in modo goffo, in pieno stile Lazio con tutte le conseguenze emotive del caso. Male per Alessio Romagnoli che ha cercato fino alla fine di essere liberato dopo aver accettato da tempo l’offerta contrattuale di 18 milioni di euro per tre anni. Male, questo è il rischio, per tutti se la frattura non sarà ricomposta nei prossimi giorni e se Sarri (brutto il tentativo di sperare potesse prendersi la responsabilità del via libera) non dovesse riavere il suo leader difensivo al massimo delle proprie motivazioni. Male per le casse del club (c’è stato anche un tentativo finale di strappare una cifra più alta dei circa 8 milioni di euro offerti ed inizialmente accettati). Società che ora ha solo l’opportunità di rendere possibile ricucire lo strappo (logica e coerenza consigliano, soprattutto dopo averlo ufficialmente definito incedibile) con l’opportunità di riflettere sull’ipotesi di un rinnovo (con annesse promesse e bonus pendenti) che il ragazzo da oltre due anni aspetta. Altrimenti sarebbe stato solo un tormentone mal gestito e rimandato ai prossimi mesi, finalizzato esclusivamente a non aggravare l’immagine di una società in balia di eventi e mosse mal calibrate prive di logica programmatica che di certo non placano il dissenso dell’assoluta maggioranza. DB Radiosei

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Salerno: “Strappo senza soluzione tra Lazio e tifosi. Senza Sarri chissà che sarebbe accaduto…”

La firma, tra l’altro, del TG2, Luca Salerno, è intervenuto oggi pomeriggio ai microfoni di Radiosei per commentare la stagione della Lazio, evidenziando i meriti di Sarri.

“La Lazio ha giocato una partita col cuore, con Cataldi di ghiaccio come già accaduta. Non vedo l’ora termini la stagione, credo senza onore. Ringrazio Sarri perché credo che con un tecnico diverso poteva terminare in altro modo”.

“Ieri non ero allo stadio, aderendo alla protesta. Questo è un altro anno buttato, come tanti altri. I tre punti di ieri ci aiutano a non temere situazioni peggiori, anche se in serie A ci sono squadre notevolmente peggiori della Lazio”.

“Credo che a giugno ricomincerà un altro di questi fantomatici cicli, sperando che non accada come negli ultimi anni con i cicli durati solo 12 mesi. La società mi pare che con Sarri agisca di ripicca, ti chiedo bianco e mi dai nero. Da laziali siamo condannati per una passione che dà soddisfazioni e preoccupazioni”.

“Non vedo alcuna possibilità di ricucire tra società e resto del mondo Lazio, incluso l’allenatore. Io nel 2022 non impazzivo per Sarri, in realtà conoscendo il nostro mondo si è ammorbidito. Lui è tornato e fai lo stesso gioco, mi sembra una scelta nel ripetere gli stessi errori che mi sembra demennziale. Vedo una situazione troppo incrinata, vedere lo stadio vuoto segala una mestizia infinita”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, lezione di vuoto: “O si fa la Lazio o si muore”

L’editoriale del Corriere dello Sport a firma Ivan Zazzaroni: “La fine non è nota, ma chi ha scritto l’inizio di questo capitolo ha intenzione di arrivare all’ultima pagina del libro. C’è già il titolo: O si fa la Lazio o si muore. Rinascere è più difficile di morire e disertare lo stadio significa fare tabula rasa, sentimentalmente, di vent’anni di promesse mantenute solo parzialmente o addirittura tradite. E lasciami gridare, io senza amore non so stare, si urlava con voce arrochita dal rancore e dall’emozione in una vecchia canzone.

Stavolta all’Olimpico hanno gridato in 4.000, il rumore di niente somigliava a un frastuono. I laziali sono stanchi del loro presidente, così stanchi da chiamarlo gestore non riconoscendogli neppure i meriti pregressi.

Forse perché non si è mai trattato di una vera storia d’amore o forse perché è così che finiscono tutti gli amori. I laziali non ne possono più di Claudio Lotito e tutto fa pensare che, come in un film di Verdone, la cosa sia reciproca. Chi comanda non è disposto a distinzioni poetiche, suggeriva Lucio Dalla, Claudio Lotito è tra loro. Ma nell’assenza che diventa presenza, nel dire «grazie, preferisco di no», c’è un messaggio più potente di qualsiasi ode. Un messaggio che, grazie a Dio, antepone la preoccupazione alla violenza, la ripulsa alla rabbia. Per protestare i tifosi della Lazio non infrangono vetrine, ma lasciano che nello specchio si rimiri colui che considerano l’artefice di ogni nequizia.

Lui, da solo. E tutto il mondo fuori. Qualcosa significherà. Lotito non è stupido. Tutt’altro. Per chi vuol vedere e per chi vuol sapere è solo questione di tempo.

Lo ripeto una volta di più: “imporre” al proprietario di un club di vendere, se non vuole farlo, non rientra nei compiti di un giornalista serio o di altri soggetti esterni – unica eccezione le banche (non è questo il caso). Invitarlo a riflettere sul presente e sul futuro del club è invece cosa buona e giusta.

Pur essendo dotato di tanta fantasia – e basandomi soprattutto su fatti e contrasti degli ultimi anni – non riesco a individuare un modo col quale Lotito possa riuscire a ricomporre la frattura con i tifosi recuperando un minimo di consenso.

Nel corso di una delle tante “telefonate rubate”, ha detto che la Lazio vale un miliardo e mezzo o giù di lì. Ma quanto vale la Lazio senza i laziali? Senza la passione, Lotito è proprietario di niente.

PS. Il corteo procede a piccoli passi nel deserto bianco. Regna la perfetta armonia. E la cadenza dei passi è ritmata dalla melodia del vento. Non ci si supera. (La marcia dei pinguini)”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Teodori: “Col Genoa hanno vinto i tifosi che hanno protestato. Sulla comunicazione Lazio…” – (AUDIO)

La firma di RDS, Gianluca Teodori, è intervenuto oggi pomeriggio ai microfoni di Radiosei per commentare il momento Lazio dopo il successo col Genoa, anche alla luce delle proteste dei tifosi contro la presidenza Lotito.

“Credo che non ci sia dubbio sulla vittoria di chi ieri ha scelto di rinunciare all’amore di una vita, anche per una sola sera, sappiamo quanto sia doloroso. Lo stadio vuoto lo vedono tutti, ha vinto il tifoso della Lazio che ha deciso la protesta”.

“Questa protesta ha avuto una visibilità maggiore rispetto al quarto d’ora di protesta che era già stato esercitato. Resta il fatto, ovviamente, che ognuno è libero di fare la propria scelta”.

“Ovviamente, concordando con Vincenzo Cerracchio, il dissenso se è civile non è mai reato. Quello di ieri era una sorta di referendum, c’è stata una maggioranza schiacciante”.

“Mi fa sorridere il fatto che chi gestisce la comunicazione della Lazio arriva sempre tardi, si tratti di mezzi tecnologici o di anticipare il sentimento polare. Quello che si fa è sempre tardivo: il filmato del pinguino dimostra che non hanno capito il sentore della piazza, si è lontani dalla realtà”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Mirra: “Complimenti a Sarri e alla squadra che hanno saputo reagire a questa settimana difficile. Maldini? Ha qualità, ora…- (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in studio durante ‘QUELLI CHE…’

“Partita che mi preoccupava, vista la situazione surreale. Senza pubblico non è calcio, secondo me, nonostante i motivi validi per non entrare. Era una sfida a rischio per la settimana vissuta, complimenti a Sarri e alla squadra che hanno saputo reagire alle incertezze, al mercato a tutto ciò che è accaduto in questi giorni. Poi è stato bravissimo Cataldi a rimanere concentrato, un plauso anche a lui.

Sarri mi sta sorprendendo perché conoscendolo sappiamo che solitamente non mette dentro subito i nuovi arrivati.

Maldini ha qualità, c’è da capire se prima o poi esploderà e se Sarri riuscirà a fargli comprendere cosa ‘vuole fare da grande’. Ha delle lacune nella difesa della palla, va ancora costruito, c’è da vedere se ha forza, fantasia e determinazione per crescere. Ora non lo vedo come prima punta, ma bisogna vediamo se riuscirà a fare uno step. Per me lo ha fatto giocare lì per la qualità.

La frattura Sarri-società si potrà risanare solo se da qui a 2-3 mesi il tecnico riuscirà a capire che chi è arrivato può essergli utile per costruire il futuro.

Ieri Tavares mi è piaciuto. Lui quando parte lo conosciamo, è in fase difensiva che deve migliorare. Ieri è entrato molto bene in campo.

Romagnoli? Gestione non giusta. Io capisco le dinamiche del mercato, so che c’è sempre qualche intoppo ma c’è da capire chi lo ha creato. Comunque vada, ne è uscita una situazione strana. E non può esserci il mercato aperto per un mese durante le partite, la situazione è condizionante; chi è ai vertici dovrebbe cambiare qualcosa”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, terminate le visite mediche di Przyborek: ora a Formello per la firma

Adrian Przyborek è stato a Villa Mafalda: visite terminate.

Il calciatore polacco questa mattina ha svolto le consuete visite mediche. Adrian Przyborek ieri in tarda mattinata è arrivato nella Capitale e sera ha visto la gara della Lazio contro il Genoa direttamente all’Olimpico.

Oggi si è sottoposto ai test di rito. Il classe 2007 è uscito da poco dalla clinica e ora andrà a Formello per la firma sul contratto, poi si unirà alla squadra per iniziare a lavorare agli ordini di mister Sarri, già in vista del prossimo impegno di campionato, in programma domenica sera in casa della Juventus.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Noslin in partenza. Resta il Nizza per Belahyane, Tavares rischia…

Capitolo uscite, la Lazio lavora su più fronti: la situazione.

Ieri probabilmente è stata anche l’ultima apparizione all’Olimpico di Noslin: come riporta Il Messaggero il Monaco conta di chiudere per l’attaccante olandese per 20 milioni di euro. Fabiani dovrebbe mollare la presa sull’obbligo di riscatto sperando che TJ faccia bene nella seconda parte di stagione.

Dopo il Torino anche il Verona si è tirato fuori per Belahyane: i veneti hanno preso Lovric. Solamente il Nizza, si legge, potrebbe rientrare il marocchino, ma rimane una situazione complicata.

Ingarbugliato, conclude il quotidiano, anche il futuro di Nuno Tavares: ancora non ha aperto al Benfica e spera nell’Al-Ittihad che gli aveva offerto un contratto più importante senza arrivare, però, all’accordo con la Lazio. Il rischio di vederli ancora a Formello nelle prossime settimane è sempre più alto.