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PROGETTO STADIO

Lazio, il progetto Flaminio al bivio: il nodo Soprintendenza sull’attuale struttura

Il coefficiente di giallo è alto sul fronte Lazio-Flaminio. Ed è legato a quello che manca — ma che allo stato «non può proprio mancare», spiega Federsupporter — nel plico del progetto presentato dal patron Claudio Lotito. Perché tra le migliaia di pagine del dossier che «vale» investimenti sull’area da quasi mezzo miliardo, oltre ai focus su mobilità e parcheggi, non c’è ancora l’elemento imprescindibile: il nesso col Piano di Conservazione legato al programma «Keeping it modern» della Getty Foundation, strumento che garantisce il prezioso sì della Soprintendenza e blinda la polivalenza, unica in Italia, del Flaminio.

Il Piano preserva l’attuale struttura, sotterranei, campi e piscina, inclusi i «vecchi merletti» del capolavoro del Brutalismo architettonico firmato Nervi. Ed è stato adottato dal Campidoglio con delibera di giunta del 2018. Ergo, il progetto si è spinto fino al bivio: o lo spirito polifunzionale dello stadio resta tale quale, ma chissà se è compatibile con le aspettative di Lotito; o tocca annullare la delibera per ripartire alla conquista del prezioso sì dei Beni Culturali. Corriere della Sera

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ripresa con conto alla rovescia: semifinale lontana per Zac, domani esami verità

La Lazio riparte dagli allenamenti a Formello con l’obiettivo di ritrovare gradualmente tutti gli indisponibili, ma le attenzioni principali restano puntate su Mattia Zaccagni. Il capitano biancoceleste, fermo dopo il problema fisico rimediato nella sfida contro il Milan del 15 marzo, è atteso da nuovi controlli medici che dovranno chiarire con maggiore precisione l’evoluzione del recupero. 

Il quadro non lascia spazio a troppo ottimismo. Gli esami effettuati dopo l’infortunio avevano evidenziato una lesione muscolare di media entità alla coscia destra, con tempi di stop valutati attorno ai quaranta giorni. Un’assenza pesante per Maurizio Sarri, che continua a fare i conti con una delle pedine più importanti del suo sistema offensivo. 

Tra gli appuntamenti segnati in rosso nel calendario laziale c’è la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta, in programma il 22 aprile. Proprio questa data rappresenta il vero spartiacque nella corsa contro il tempo di Zaccagni, ma al momento il suo recupero per quella sfida viene considerato molto complicato. 

La Lazio non vuole correre rischi inutili e lo stesso giocatore sta proseguendo il lavoro con prudenza, alternando le terapie anche al lavoro in piscina. L’obiettivo resta quello di tornare a disposizione nel momento più utile possibile, ma forzare i tempi potrebbe compromettere il finale di stagione e aggravare una situazione che richiede invece cautela. Questa, oggi, è la linea più probabile a Formello. 

Mentre Cataldi, Basic e Gila coltivano speranze di rientro già per la sfida contro il Parma, il discorso legato a Zaccagni appare più complesso. Il tecnico biancoceleste aspetta gli esiti dei controlli per capire se esista davvero uno spiraglio oppure se sarà necessario programmare il ritorno del capitano più avanti. 

In questa fase, la priorità della Lazio è avere certezze. Zaccagni resta un punto di riferimento tecnico e carismatico, ma il suo rientro non può prescindere da condizioni fisiche pienamente ristabilite. Il conto alla rovescia continua, anche se la Coppa, almeno per ora, sembra allontanarsi. Il Corriere dello Sport.

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Lazio, pilastro Marusic: nessuno come lui per minutaggio, è uno dei pupilli di Sarri

Tra i calciatori biancocelesti in scadenza, il montenegrino è l’unico che ha firmato il nuovo contratto.

Con i novanta minuti di Bologna ha superato Ivan Provedel: 2.660 contro 2.610, riporta Il Messaggero. E siccome il portiere ha chiuso – purtroppo – in anticipo la sua stagione, Adam Marusic è praticamente irraggiungibile. Nona annata alla Lazio per l’esterno montenegrino, un pilastro. Punto fermo dentro la truppa di Maurizio Sarri (347 presenze totali, 16 gol e 18 assist) che non riesce mai a privarsi di lui. E Adam ha sempre risposto presente: solito temperamento, solita grinta e concentrazione massima per onorare la maglia biancoceleste. Le 31 presenze stagionali tra campionato e Coppa Italia (solo contro il Torino per un problema muscolare e contro la Fiorentina perché squalificato non ha giocato) non sono un caso. Sono la fotografia di quanto il Comandante si fidi di uno dei suoi pupilli, uno di quelli che lo hanno accompagnato nella prima esperienza a Formello e che lo stanno scortando in questa seconda scampagnata biancoceleste.

In mezzo ai 12 calciatori biancocelesti che sono in scadenza oppure che potrebbero salutare a zero nel 2027, conclude il quotidiano, l’unico che ha messo nero su bianco sul nuovo contratto è stato Adam: accordo trovato fino al 30 giugno del 2028 con opzione per una ulteriore stagione. Una firma a vita praticamente perché alla chiusura di questo lungo ciclo avrà 37 anni e difficilmente avrà la voglia di continuare. Il tempo per pensare al post ci sarà, non c’è nessuna fretta, ma una personalità del genere potrebbe sicuramente tornare utile in società, quando sarà il momento. Intanto domani sera tornerà in campo con la sua nazionale: nella prima uscita è andato in tribuna solamente per via del turnover che è normale nelle amichevoli. Contro la Slovenia toccherà la presenza numero 69 (5 le reti) con la casacca del Montenegro. Anche in questo caso un pilastro.

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Lazio, Pedro ultimi due mesi per lasciare ancora il segno

Un campione che in estate saluterà la Capitale e che vuole chiudere in bellezza in biancoceleste.

Pedro punta a concludere in bellezza la sua avventura in Italia, il suo contratto scadrà il 30 giugno. Mancano due mesi al termine del campionato, prepara nuovi colpi per lasciare il segno nella fase finale della stagione. Sarri, evidenzia il Corriere dello Sport, dovrà decidere come gestirlo soprattutto nel periodo con Zaccagni fuori dai giochi. Pedro spera di recuperare una condizione top per dimostrare di poter ancora incidere con la sua classe. In questo campionato ha segnato 3 gol contro Fiorentina, Genoa e Juventus, li ha realizzati tutti nel giro di un mese, da inizio gennaio a inizio febbraio. Due calci di rigore perfetti (contro i viola con freddezza in pieno recupero) più il timbro di sinistro siglato nella trasferta di Torino, sbloccata nel primo tempo proprio grazie alla sua conclusione. Pedro non molla, cerca di convincere Sarri a concedergli altre opportunità, ha la testa e l’esperienza per aiutare la Lazio nei momenti delicati, al netto di un ruolo molto più dispendioso rispetto alla casella occupata con Baroni nella scorsa stagione. Da trequartista del 4-2- 3-1, in appoggio del centravanti, era costretto a meno corse e rincorse.

A Bologna, conclude il quotidiano, ha raggiunto la simbolica cifra delle 200 partite con la Lazio, gliene mancano 6 per pareggiare la quota delle gare disputate con il Chelsea (206), attualmente secondo club per numero di presenze in carriera. Il Barcellona è l’unica squadra staccata con 321 match complessivi. A quasi 39 anni è convinto di poter continuare a stupire, le sue giocate rimangono un regalo da scartare da qui a fine maggio.

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Lazio, Gigot spera nella prima chiamata: il futuro è comunque lontano da Roma

Il francese è nella lista del campionato, dunque convocabile e utilizzabile.

Fermo dall’estate per un problema ad una caviglia, operato a settembre: è stata lunga la riabilitazione di Gigot e, riporta il Corriere dello Sport, questa pausa potrebbe rilanciarlo. Il francese è nella lista del campionato, dunque convocabile e utilizzabile. Finora non è mai stato chiamato da Sarri, non è escluso che la convocazione arrivi nelle prossime partite. Sarebbe un centrale in più.

Gigot è in scadenza nel giugno 2027, partirà in estate. Almeno ci spera. La società, si legge, spera che trovi un po’ di spazio per poterlo piazzare nella prossima finestra. Gigot era arrivato in prestito oneroso da 500 mila euro, più riscatto obbligatorio per altri 500 mila euro e premi per un totale di 3,2 milioni. In tutto 4,2 milioni. Una parte di questi soldi si proverà a recuperarla.

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Lazio, Isaksen e Tavares: il rilancio di Sarri ed i riflessi sul mercato

Nuno e Gustav sono tornati centrali nella Lazio, almeno nel blocco di riferimento.

Sarri ha cambiato rotta da gennaio: ha riconsegnato il posto a Tavares e ha interrotto l’alternanza tra Isaksen e Cancellieri. Nuno e Gustav sono tornati centrali nella Lazio, almeno nel blocco di riferimento che adesso prova a difendere l’ottavo posto in classifica conquistato a Bologna e a centrare un trionfo inaspettato in Coppa Italia. Il loro posto da titolare non è più in discussione. Sarri, sottolinea il Corriere dello Sport, è tornato a concedere fiducia con continuità a entrambi modificando o azzerando del tutto le gerarchie della fascia sinistra difensiva e di quella destra nel tridente d’attacco. Li aveva messi un po’ ai margini, li ha rilanciati nelle ultime giornate e ora, visto soprattutto il rendimento in netta crescita, difficilmente ci rinuncerà. Isaksen e Tavares soltanto a gennaio erano in bilico, potevano salutare Formello e invece nel giro di un mese sono tornati al centro del progetto tecnico biancoceleste.

Il doppio rilancio, si legge, potrebbe portare anche a nuove riflessioni di mercato. Di questo passo aumenteranno gli interessi sul loro conto, la Lazio è chiamata a valutare ogni offerta scegliendo chi confermare e chi vendere per aumentare il budget a disposizione in estate o in vista di eventuali cessioni per acquisti (saldo zero). Tavares e Isaksen, a prescindere, adesso rappresentano due pedine preziose in campo e in estate per eventuali trattative che potrebbero aprirsi. Molto dipenderà dalle proposte che verranno recapitate a Formello.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Italia superiore alla Bosnia, ma serve scendere bene in campo. Zac? Penalizzato dal modulo di Gattuso” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“L’Italia è superiore alla Bosnia, poi dipende sempre da come giochi e da come scendi in campo. Credo che la vittoria di giovedì abbia dato un po’ più di consapevolezza, ha tolto un po’ di negatività. Domani lo stadio sarà dalla loro; non ci dovrà essere frenesia, ma grande attenzione.

Formazione? Inizlmente servirà anche leadership, spirito di gruppo; poi c’è da tenere conto che a gara in corso serviranno calciatori pronti e Esposito sai che è pronto in questi casi, Retegui non lo so che impatto può avere subentrando.

Infortunio a parte, Zaccagni non penso sarebbe stato titolare, questo modulo lo penalizza.

Chi scegliere dell’Under 21 per la Lazio? Ndour. Anche Koleosho, che preferisce partire da sinistra, ma può giocare pure a destra

Il livello della Serie A è calato da 15 anni a questa parte. Sono arrivati tanti stranieri che non fanno la differenza e non aiutano ad avere qualità”.

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PROGETTO STADIO

Lazio, ass. Onorato: “Flaminio? Nei prossimi giorni inizierà la Conferenza dei Servizi”

A margine dell’evento ‘Operazione Nostalgia’, tenutosi ieri sera al Palazzo dello Sport, assessore allo sport, al turismo e alle politiche giovanili del comune di Roma, Alessandro Onorato, è intervenuto ai microfoni di Sportitalia dove è tornato a parlare anche dello stadio Flaminio e del progetto presentato dalla Lazio:

Stadio Flaminio? Il progetto è molto serio, nei prossimi giorni inizierà la Conferenza dei Servizi. Saranno le istituzioni coinvolte a dire se si può fare o no. Però mi sento di dire che il Comune di Roma, con grande serietà, affronterà puntualmente tutti gli aspetti tecnici. Ci sono tante istituzioni coinvolte: la Regione, il Governo. Dopodiché a Roma gli stadi bisogna farli, sia in casa Lazio che in casa Roma”.

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ESCLUSIVE

Il messaggio di Fuser: “La Lazio deve credere ai propri tifosi” (VD)

A margine di “Operazione Nostalgia”, ai microfoni di Radiosei è intervenuto l’ex capitano della Lazio, Diego Fuser”.

“La Coppa Italia vinta nel 1998 con la Lazio da capitano? Sono momenti che rimarranno per sempre. Bei ricordi, a Roma ci torno sempre molto volentieri. La Lazio è stata una tappa fondamentale nella mia carriera, sono rimasto sei anni. Abbiamo vinto la Coppa Italia, trofeo che mancava da 40 anni. Una parte che rimarrà sempre nel mio cuore. I tifosi contano. E’ un momento particolare, ma la Lazio deve credere nei suoi tifosi, assolutamente”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Italia, Mirra: “Ora tutti tifosi, poi a riflettori spenti? Serve qualcuno che prenda in mano la situazione” (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in studio durante ‘QUELLI CHE…’

“Dovevamo passare e siamo passati, con molta amarezza pensando che l’Italia, campione del mondo più volte, debba giocarsi le qualificazioni per il rotto della cuffia. Al Mondiale dobbiamo andarci assolutamente, lo diciamo sempre, ma nel frattempo non si fa niente per migliorare. Ora sono tutti tifosi, poi a riflettori spenti nessuno cambia le cose. Mi auguro che prima o poi qualcuno prenda in mano la situazione, per rivedere l’Italia come è sempre stata.

Due Mondiali bruciati e nessuno ha preso una decisione per migliorare? Tutto è rimasto invariato, rimarrai nell’anonimato. Se andremo ai Mondiali, martedì saranno tutti sul carro dei vincitori ma la situazione non migliorerà.

Non si lavora più sui fondamentali. E la tattica viene messa davanti alla fantasia. Io sono un fautore del settore giovanile, ora i giovani crescono senza le basi. Il 90% dei gol subiti arriva da errori di tattica individuale. Bisognerebbe ripartire da zero”.