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SETTORE GIOVANILE

Da Bianchessi a Bianchi: scelto il nuovo responsabile del settore giovanile della Lazio

Come riportato dal Messaggero in un articolo a firma Alberto Abbate, nell’ultimo weekend Lotito e Fabiani si sono incontrati e hanno deciso di affidare ad Alberto Bianchi l’incarico. Bianchi, uomo di fiducia dell’attuale responsabile della Primavera, si è incrociato con Fabiani alla Salernitana.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Ciro, il calvario infinito e la scelta di “non turbare lo spogliatoio”: ora Sarri è ancora nei guai

Andata e ritorno all’inferno. Immobile crolla di nuovo in un calvario infinito. Per riaverlo al derby servirà un autentico miracolo. Ci risiamo: terza lesione consecutiva di primo grado al solito flessore sinistro, dopo quella più grave di ottobre al destro. Fuori nel doppio ottavo di Conference League contro l’Az Alkmaar, sabato a Bologna e – folle marcia di recupero, a parte – anche con la Roma il prossimo 19 marzo. In teoria, se ne riparlerà al rientro dopo la sosta per il campionato. Nemmeno l’Italia del Mancio potrà contare su Ciro, che domenica ha vissuto una notte di dolori e sconforto. Ieri mattina, dopo gli esami, anche il triste e scontato responso. Nemmeno Sarri si dà pace, è furioso perché la Lazio è l’unica squadra d’Europa ad aver affrontato questa stagione con un solo attaccante di ruolo. Anzi, alle luce dei continui forfait, praticamente senza Ciro. E poi la società non vuol sentir parlare di “miracolo” Champions, dopo aver deciso di non correre ai ripari nemmeno a gennaio, dopo gli avvertimenti della prima parte dell’anno. Sarri sognava Rafa Silva, gli sarebbe bastato Federico Bonazzoli, Tare aveva bloccato Roland Sallai (promesso sposo futuro) senza dire nulla a Maurizio. In ogni caso, Lotito ha bloccato tutto, rinviando il grande investimento a giugno «per non turbare la serenità di Immobile e dello spogliatoio». 

LA CAVIGLIA

È vero, in passato Ciro ha sempre reso come un fenomeno perché dietro non aveva nessuno col fiato sul collo. Ma dall’estate si vedeva che questa strategia non stava funzionando. E lo stesso Immobile, che non ama la concorrenza nel suo ruolo, aveva suggerito l’amico Caputo, bocciato per ragioni di età da Tare e Lotito. Si è deciso di puntare così sul giovane Cancellieri (a 8,5 milioni, pegno per Ilic mai arrivato), un esterno adattato e non affatto pronto. Adesso chi ne paga il conto? Oltretutto Sarri aveva deciso di provare a gestire Immobile in un altro modo, ma è difficile riuscirci se lo stesso bomber avverte un dolorino nel riscaldamento del Maradona e lo tiene nascosto. Queste continue ricadute poi sono pure legate a un antico problema, forse sottovalutato: «Dall’infortunio dello scorso anno alla caviglia non è mai stato benissimo. Anche venerdì lui ha giocato con un antidolorifico – svela Sarri – e questo gli crea degli squilibri posturali, che dopo sei o sette partite paga a caro prezzo». Addirittura Immobile aveva rischiato di operarsi a giugno a quella caviglia, che si gonfiava di continuo. Chissà se scongiurare l’intervento non sia stato peggio. 

IL DATO

Di sicuro a 33 anni Immobile non può permettersi d’essere più generoso come un tempo. Il suo fisico è stato sin troppo spremuto, i flessori cedono, per la Lazio è un danno. Ciro ha già saltato 12 gare (senza considerare quelle giocate per pochi minuti o con una condizione al 50%)sinora fra Coppe e Campionato, salirà almeno a 15 il computo. In assoluto Sarri dal suo arrivo ci ha già dovuto rinunciare 17 volte, troppo. Meno male che almeno i numeri sono parzialmente in attivo: 8 successi, 3 pareggi e 6 ko. E i gol d’Immobile quest’anno (11 in ogni competizione) incidono sul totale della Lazio (52) solo al 21% rispetto alla media del 34% del passato. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Lotito gongola, complimenti a Sarri: “Vedrai che arriveremo lontano”

Come scrive Il Messaggero il presidente della Lazio Lotito è al settimo cielo dopo il successo di Napoli: “Grande vittoria, andiamo avanti con questo spirito – i complimenti del patron subito dopo il match al tecnico – e vedrai che arriveremo molto lontano». Sarri sta confermando d’essere il top manager perfetto per la rivoluzione della sua Lazio, ma andrebbe sempre sostenuto contro chi gli rema contro anche dall’interno.

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RASSEGNA STAMPA

Tare, Fabiani, Giuntoli: Lotito studia il futuro della Lazio

Lotito studia il futuro tra Tare, Fabiani e Giuntoli”, titola Il Messaggero, che parte dalle dimissioni di ieri di Mauro Bianchessi da responsabile del settore giovanile della Lazio. Sperava nel salto, non è avvenuto e tornerà vicino casa a Bergamo, magari a Monza o alla Cremonese. “È tutto in divenire il quadro dirigenziale a Formello”, si legge sul quotidiano, secondo cui Lotito deve ancora scegliere chi sarà il prossimo ds della prima squadra: Tare è in scadenza e ha un triennale in bozza, Fabiani nei prossimi giorni parlerà con il presidente e potrebbe tornare di moda Fabiani, suggerito la scorsa estate da Sarri.

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RASSEGNA STAMPA

Flaminio: nuovo progetto di Cassa depositi e prestiti e Fondazione Nervi per riqualificarlo

Come riportato dalle pagine odierne del Messaggero, Cassa depositi e prestiti e l’Istituto del credito sportivo, assieme alla Fondazione Nervi starebbero per presentare al sindaco Gualtieri un progetto di riqualificazione del Flaminio che prevede venticinquemila posti a sedere e una tettoia costruita in maniera tale da non poggiare sulla struttura originaria come richiesto dalla Sovrintendenza, oltre a una cittadella dello sport e dell’intrattenimento che si estenderà fino al galoppatoio di Villa Glori. Il tutto per ospitare partite di calcio, rugby e soprattutto grandi concerti.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Romero, caso rinnovo ed occasione Europa

Dopo il gol al Monza, l’exploit a fine 2022 con tanto di titolarità contro la Juve allo Stadium, il baby argentino ha collezionato appena 40’, fra Coppa Italia e Campionato, in 10 partite del nuovo anno.Dopo pochi spezzoni e tante panchine, Luka Romero è rientrato ma non ha convinto affatto Sarri a Salerno. 

E nemmeno Lotito, che non ha più intenzione di pagare i 5 milioni di commissione promessi al suo procuratore, nonostante il rinnovo sino al 2026 sia già firmato. Martedì sera il presidente ha avuto un confronto con Tare, gli ha ordinato di adoperarsi per avere uno sconto sostanzioso su quel maxi-bonus oppure libererà l’argentino. Ecco perché Ramadaniieri a pranzo era a Formello, ma al momento non c’è nessuna fumata bianca sul contratto. Oggi pomeriggio, chiosa Il Messaggero, scopriremo se questo caso del calciomercato Lazio inciderà anche sulle scelte di campo.

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POLITICA SPORTIVA

Diritti TV, soppresso l’emendamento Lotito: “Perché? Ci dovranno dare delle motivazioni…”

La ‘Gazzetta dello Sport’ oggi in edicola approfondire il tema dei diritti tv col Senato che oggi stralcerà il comma 5-bis dell’articolo 16 del Milleproroghe, norma già approvata dalle Commissioni Bilancio e Affari Costituzionali del Senato, che avrebbe consentito di prorogare i contratti attuali con DAZN e Sky fino al 2026. “Ci dovranno dare le motivazioni. È una proroga? Comporta spesa?”, le parole di Lotito sottolineando il fatto che la norma non sarebbe andata in alcun modo a danneggiare i soldi pubblici.

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Calcio 2000
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RASSEGNA STAMPA

Rinnovo Romero, ecco cosa blocca tutto…

La Lazio punta la zona Champions. Con il mercato fermo le forze sono concentrate sulla scalata in classifica, anche se il rendimento per niente costante sta rendendo teso il clima nell’ambiente. Il capitolo acquisti è rimandato a giugno, ma oltre al campo nel quartier generale della Lazio resta aperta la voce rinnovi. Questo è il caso di Luka Romero. Il suo contratto rischia di diventare un mistero. Sembrava tutto pronto per la sigla e poi la frenata. Dalle segrete stanze di Formello arrivano sensazioni controverse. Da un lato si prodiga la serenità riguardo all’operazione, dall’altro si percepisce un po’ di ansia. La richiesta sarebbe stata alta, intorno ai 5 milioni. Lotito e Ramadani, il manager dell’argentino, avevano chiuso l’affare nel giugno 2021 rinviando al primo rinnovo del giocatore (da maggiorenne) il pagamento del compenso. Romero si era mosso dal Maiorca a parametro zero, aveva 16 anni. La Lazio ha dovuto solo riconoscere il pagamento del premio di formazione, quantificato in 150.000 euro (già effettuato), nulla rispetto al valore che il giocatore può acquisire in futuro. Romero nel 2021 aveva potuto firmare per tre anni essendo minorenne. Ha compiuto 18 anni nel novembre scorso e la Lazio già da un mese era pronta a blindarlo. Da allora sono trascorsi tre mesi e della firma nessuna traccia. Il tempo stringe, anche perché il ragazzo tecnicamente potrebbe siglare con qualsiasi altro club. Il rinnovo va fatto in fretta e il talentino va blindato. Lotito lo sa. Sta al presidente ora trovare il modo di sgretolare gli ostacoli di mezzo.

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RASSEGNA STAMPA

Conference piano B: in palio 21 milioni

Come scrive Il Messaggero la Conference League è una rassegna in cui la Lazio potrebbe fare davvero la voce grossa sino in fondo. E quindi contemporaneamente è un piano b prezioso, nel caso in cui la situazione dovesse precipitare in campionato. Oltretutto Lotito ci tiene parecchio, perché se il percorso dovesse chiudersi con la Coppa in bacheca, la Uefa verserebbe più di 21 milioni, senza contare gli incassi del botteghino.

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INFERMERIA

Lazio, Lotito alla squadra: “Restiamo sereni, ma non si può più sbagliare”

Nessuna sfuriata, nessun pugno duro, ma un intervento fermo e deciso: «Ora non ci sono più appelli, non si può più sbagliare perché siamo ancora a due punti dal terzo posto. Sia chiaro a tutti, siamo un’ottima squadra e la Champions non è un miracolo». Così decide di parlare Lotito al gruppo a Formello, alle 12, quasi ad allenamento iniziato, il giorno dopo la sconfitta contro l’Atalanta all’Olimpico. Ci sono solo Sarri e i giocatori, nessun altro per il discorso del numero uno nello spogliatoio. La notte ha portato consiglio. La sera prima il presidente era rimasto in silenzio, si era confrontato solo con Maurizio nella pancia dello stadio. Il patron è sì arrabbiato per i troppi punti dilapidati strada facendo, ma ora contiene la sua rabbia perché sarebbe soltanto controproducente per la Lazio. E, in fondo, discorso potenzialità Champions a parte (come da comunicato post-Sassuolo), sposa la linea del tecnico sull’accaduto di sabato: «Manca un po’ di concentrazione e serenità in questo momento in cui gira tutto di traverso. È stata una partita strana con l’Atalanta, che ha trovato un eurogol all’incrocio. E sarebbe andata diversamente se Immobile avesse poi segnato». Anche Lotito sa che adesso i risultati girano intorno a Ciro. In più Sarri va sostenuto per non gettare tutto al vento.

VITTORIA D’OBBLIGO – Niente frecciate sugli stipendi pagati in anticipo, niente ramanzine ad personam o di gruppo. Il dito è puntato piuttosto sul pericolo. Un altro passo falso sarebbe letale, bisogna risollevare il morale subito. Perché quando la Lazio cade nello sconforto rischia persino di fare peggio. Il richiamo di Sarri e Lotito è un sollecito all’orgoglio, uno sprone per le prossime due gare a dissolvere tutte le nubi in Conference e in campionato. Anche se la Coppa conta, per carità, ma il ritorno al successo a Salerno è ancora più importante, anzi è d’obbligo. Già all’andata sono stati buttati proprio contro i granata due punti dei 17 persi nel secondo tempo da una situazione di vantaggio. Questo non è più ammissibile nel resto del cammino. Il presidente pretende che Sarri trovi un rimedio, ma ora giura di tornare più presente al suo fianco. Forse perché comincia a temere anche le ombre per giugno.

SIRENE E RUMORS – Non è stata presa una decisione sul futuro. Sarri o Tare, rimane il nodo. Da tempo Lotito continua a fare da paciere, prova a farli andare d’accordo, a tenerli entrambi a Formello. Per il ds c’è un triennale in bozza nel cassetto, in teoria Maurizio sino al 2025 è già blindato. Eppure il tecnico non è affatto convinto di restare se il progetto proseguirà in questo modo, ritiene incompatibile la loro coesistenza alla Lazio. Vuole vederci chiaro su cosa farà a marzo-aprile Lotito, anche perché ora altrove lo stanno già corteggiando. Gli ultimi rumors arrivano da Milano, sponda rossonera, dopo le sirene dalla Premier di TottenhamWest Ham ed Everton. Nella capitale Sarri sta benissimo, si diverte e vuole dare priorità alla Lazio, ma bisogna eliminare una volta per tutte gli ostacoli lungo il percorso, altrimenti farà un passo indietro. E d’ora in poi pretende più chiarezza su tutto. Non ha gradito nemmeno di essere stato messo con le spalle al muro da Lotito: «La società, nella figura del presidente, non ha fissato obiettivi precisi, mi ha sempre chiesto di dare tutto quello che potevamo». Forse è alle origini il malinteso. Il Messaggero