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POLITICA SPORTIVA

Passa la proposta di Lotito, prorogati fino al 2026 i diritti televisivi della Serie A a Sky e DAZN

Milano Finanza e La Repubblica dedicano spazio alla questione dei diritti tv della Serie A che sta tenendo banco in queste ore nelle aule della politica italiana. Sky e DAZN potranno mantenere i diritti televisivi del calcio italiano fino al 2025/2026, lo stabilisce un emendamento al decreto Milleproroghe approvato ieri in Commissione Bilancio del Senato, su proposta del senatore Claudio Lotito, presidente della Lazio. Via libera dunque alla proroga di due anni, ci sarà poi tempo fino al prossimo 31 luglio per richiedere i rimborsi del cashback.

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SOCIETA'

‘Insieme vinciamo il dolore’, Lazio da Papa Francesco

Nella giornata di oggi, presso la Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano  il Santo Padre Francesco ha concesso un’ Udienza privata all’Area Medica della Pastorale Sanitaria della Diocesi di Roma alla quale ha preso parte, oltre ai direttori di tredici grandi ospedali romani e a un gruppo di malati e volontari, anche una delegazione della S.S. Lazio, composta dal direttore generale del Settore Giovanile e di Lazio Women, dott. Enrico Lotito, dalla dott.ssa Cristina Mezzaroma e dai calciatori Ciro Immobile, Felipe Anderson, Mattia Zaccagni, Pedro Rodriguez e Alessio Romagnoli, in un’ iniziativa inserita tra gli eventi dedicati alla Giornata Mondiale del Malato che si celebrerà sabato 11 febbraio.

L’ appuntamento odierno è stato anche l’occasione per dare il via al progetto “Insieme vinciamo il dolore”, attraverso cui la S.S. Lazio, ancora una volta in linea con lo status di Ente Morale della Società biancoceleste, scende in campo a favore di tanti soggetti deboli affetti da malattie reumatologhe e fibromialgia, patologie caratterizzate dal comune denominatore del dolore cronico, dell’esclusione sociale, della difficoltà della diagnosi e dell’impossibilità di ottenere una guarigione completa, che in Italia colpiscono oltre cinque milioni di persone.

La soddisfazione del Presidente Lotito: “Credo sia fondamentale dare sostegno a tanti soggetti fragili definiti ‘malati invisibili’ dalla società, offrendo loro un aiuto concreto che possa alleviare il dolore non solo fisico, ma anche e soprattutto psicologico”.

Fonte: sslazio.it

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, retroscena Sarri: in estate parlò a Lotito di Giuntoli…

Non è una novità che serva un vice Immobile. Lo stesso attaccante lo aveva richiesto in estate, ma la società non lo ha ancora accontentato perché starebbe lavorando a un grande colpo da mettere a segno nel calciomercato estivo. Ad occuparsi dell’operazione ci sarebbe Tare, ma Sarri dovrà dare il suo benestare e soprattutto dovrà decidere se rimanere alla guida della Lazio qualora il ds rinnovasse per altri tre anni. Come scrive Il Messaggero, infatti, tra i due non c’è proprio feeling e proprio l’allenatore un anno fa aveva indicato come sostituto dell’albanese Cristiano Giuntoli, attuale dirigente del Napoli. Giuntoli, infatti, sarebbe in grado di capire il suo gioco e di accontentarlo con i profili adatti a ciò che cerca.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Gli scenari per la Juventus restano pesanti. La gestione Lotito…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Al di là di questa gaffe del Pm di Torino sull’anti-juventinità, l’aria intorno al club bianconero resta pesante. Ci sono delle intercettazioni dei vertici che è stata definita un’autoconfessione delle alterazioni dei bilanci. Secondo la Corte d’Appello della FIGC tutto questo è andato a violare l’art. 4 della lealtà sportiva, alterando l’equità delle competizioni. Ora vediamo come andrà il ricorso, ma la parte più grave è considerata quella delle manovre sugli stipendi. I 15 punti, pensando a questo, viene considerato solo un antipasto. Poi c’è un’altra corrente secondo la quale la Juventus ha buoni argomenti che permetterebbero alla difesa di cancellare almeno la prima penalità. la cosa che da fastidio al popolo juventino è il fatto che, per il momento, ad aver pagato è solo la propria squadra, ignorando il discorso del vero e proprio sistema che avrebbe messo in piedi la Juventus. Certo che questa è una pagina drammatica a livello di immagine per il calcio italiano. La speranza è che tutto questo possa essere uno strumento per darsi una regolata, per creare delle norme finalizzate ad un maggior controllo. Il comportamento della Lazio, non avendo le risorse degli altri, su questo fronte non è attaccabile. Se c’è u elogio da fare alla gestione Lotito è proprio quella sui conti”.

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DICHIARAZIONI

Lazio-Flaminio, Onorato: “Aspettiamo sempre Lotito…”

La questione Flaminio orbita sempre intorno alla Lazio. L’assessore allo Sport di Roma Capitale Alessandro Onorato, nel corso dell’annuncio dell’approvazione della delibera di pubblico interesse da parte della Giunta Gualtieri sul progetto del nuovo stadio della As Roma, è tornato a parlare sulla possibile riqualificazione dell’impianto per mano della società biancoceleste: “Lo stadio della Lazio? La domanda andrebbe fatta al presidente Lotito. C’era stata una disponibilità sullo stadio Flaminio, poi abbiamo saputo a mezzo stampa che c’erano delle difficoltà. Noi confermiamo la nostra disponibilità a Lotito, che potrà presentare anche il progetto da un’altra parte”. Da capire le possibile future mosse del patron laziale. Qualche giorno fa aveva ammesso: “Il progetto lo presento se so che potrà essere approvato, altrimenti neanche lo presento”. Al momento rimane tutto fermo.

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RASSEGNA STAMPA

Milinkovic e il futuro: c’è l’appuntamento per l’ultimo tentativo della Lazio

L ’ultima volta all’Allianz Stadium, domenica 13 novembre, non si era ancora abbattuta la tempesta giudiziario-sportiva sulla Juve, stava per diventare padre e la valigia era pronta per decollare verso il Qatar. Il Mondiale di Milinkovic è stato una delusione o quasi, il mercato invernale si è chiuso, dalla Premier non sono state recapitate proposte irresistibili a Villa San Sebastiano e resta l’interrogativo principale: dare l’addio alla Lazio dopo otto anni o prolungare il contratto? Prima o poi bisognerà trovare una risposta. Lotito e Tare hanno convocato Kezman, il suo agente. L’ex attaccante di Chelsea, Psg e Psv Eindhoven ieri non era a Torino per i quarti di Coppa Italia, ma in Serbia. Nei prossimi giorni tornerà a Roma. L’incontro è stato fissato. Lo attendono i dirigenti della Lazio e l’appuntamento rischia di diventare decisivo per decifrare il futuro. Nell’incertezza, è ovvio, non si potrà andare avanti a lungo. 

Costo in picchiata

Il contratto scade nel 2024 e la prossima estate diventa un bivio, soprattutto in ottica aziendale. Il tempo lavora a favore di Sergej, che può permettersi (in teoria) il lusso di andare via anche tra dodici o diciotto mesi, valutando l’opportunità più affascinante per la propria carriera. La Lazio, in assenza di rinnovo, deve compiere una scelta o commercializzare il cartellino, recuperando soldi per finanziare il progetto futuro, ancora legato a Sarri: Lotito, a un anno dalla scadenza, non potrà mai chiedere 100 milioni e forse neppure 60-70. Dall’Inghilterra, dove pure alimentano il mercato internazionale, non sono arrivate negli ultimi mesi offerte di quello spessore. Kezman ha avuto contatti con Arsenal e Newcastle, ma nessuno si è mai spinto alle cifre pretese dalla Lazio per un centrocampista di quasi 28 anni e con una limitatissima visibilità in Europa. La Juve, che pure rappresentava una destinazione gradita, appartiene ai miraggi del passato e ora ha ben altre urgenze a cui pensare, nonostante l’operazione Pellegrini (prestito con diritto di riscatto fissato a 15 milioni) abbia scongelato i rapporti con Lotito.

Ultimo assalto

Il vertice romano servirà per mettere sul tavolo, da una parte e dall’altra, le reali intenzioni. Kezman ha sempre spiegato di voler portare via il giocatore con il consenso della Lazio e attraverso un accordo, non andando via a parametro zero. Sogna un top club nella stagione della maturità di un giocatore che ha frequentato una sola volta la Champions, quando gli stadi erano chiusi per la pandemia. Lotito confida sulla mozione dei sentimenti per trattenere il suo pupillo: Milinkovic alla Lazio è trattato come un re, dalle altre parti diventerebbe uno dei tanti? Sarri, guadagnando l’ingresso nei primi quattro posti, gli darebbe una mano. Sergej, legatissimo alla piazza e con la Champions da giocare, avrebbe il coraggio di chiedere la cessione senza la garanzia di un Real Madrid o un Chelsea o un Bayern Monaco alle costole? Chissà. Lotito prepara l’ultimo assalto. Lui sì, deve riuscire in un miracolo. Corriere dello Sport

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Lotito: “Sarri maestro di calcio, puntiamo sul ‘Made in Italy’. Flaminio? Non presento un progetto se…” (AUDIO)

Il Presidente della Lazio Claudio Lotito a Radiosei

“Sto dalla mattina alle 8 fino alle 23 al Senato, ormai non ceno più (ride, ndr). Quando arrivi a casa sei stremato, stanco morto. Per adesso dormo tre ore a notte, abbiamo commissione in vari orari della giornata. Ho avuto una delega dagli elettori e voglio assolvere il mio compito dando il mio contributo. Ai posteri l’ardua sentenza”.

LA SOCIETA’

“E’ difficile acquisire risultato, indipendentemente dalle possibilità economiche. E’ vero che queste contribuiscono ad accrescere il livello della rosa, ma il calcio è un gioco di squadra. Bisogna creare quella alchimia, una specie di corrente elettrica per poter cementare un rapporto e far scendere in campo i giocatori con forti motivazioni. Abbiamo perso punto con squadre più deboli, bisogna creare e trovare le giuste motivazioni, che fanno la differenza. Un ambiente ‘tutti per uno e uno per tutti’. E tutti devono lavorare all’unisono. Tanti italiani in rosa? Noi stiamo cercando di allestire una squadra all’insegna del made in Italy. Rivendichiamo il ruolo dell’Italia a livello internazionale, peccato per il Mondiale saltato. L’organizzazione è fondamentale, a volte le mele marce alterano gli equilibri. Stiamo inserendo calciatori di valore morale e caratteriale, per evitare discrasie”.

SARRI

“Dovevamo ripartire con un nuovo ciclo. E’ un maestro di calcio, ho fatto uno sforzo particolare e preso 15 giocatori in un anno solare. Poche squadre hanno avuto la capacità di cambiare tanto. La rosa è di qualità, competitiva e può raggiungere certi obiettivi”.

FISCO

“Ho fatto una norma di buon senso. Non volevo aiutare nessuno. Tutte le categorie avevano avuto dei ristori, penso al Cinema ad esempio. Lo sport nessuno. Qualcuno voleva tornare indietro rispetto agli impegno assunti. Tutto lo sport italiano ne avrebbe risentito, sarebbe stato un cataclisma. Alcuni rappresentanti dello sport remano contro e questo mi addolora, oltre ad essere inconcepibile. Io dico la verità e parlo con i fatti, non con i proclami. Gli obiettivi non si annunciano, si raggiungono. Infantino quando è venuto a Formello è rimasto impressionato, abbiamo infrastrutture di primo livello. Oltre a questo, adesso la Lazio è un punto d’arrivo e non di partenza“.

STADIO

“Io non sono abituato a vendere cose che non posso realizzare, non per mia volontà. Oggi il Flaminio è uno stadio che – in base alle norme di sicurezza – ha 16.000 spettatori. Per noi è inadeguato, ci serve minimo da 45.000 spettatori. Questo è il primo problema, poi c’è la copertura. Terza cosa i parcheggi e della viabilità in generale, che forse è fra tutti è risolvibile. Ho studiato tutta la cosa, ovviamente. Il problema sono le autorizzazioni e qui cozziamo con posizioni non in linea con le nostre aspettative. Io presento un progetto se so che può essere approvato, ma se so in partenza che sarebbe bocciato, che lo presento a fare? Le idee si muovono con le gambe degli uomini, che spesso sono fallaci. Piano B? Farlo da un’altra parte. Il Comune non è disponibile, siamo prigionieri di una situazione. Potevamo avere uno stadio avvenieristico da parecchi anni, però Veltroni rifiutò parlando di speculazione. L’ho ringraziato però, perché avrei snaturato la proprietà sulla Tiberina che adesso ha un valore affettivo e non un interesse materiale. Per Tor di Valle invece alcuni ostacoli furono superati. La Lazio è in buone mani, non quelle mie, ma mio figlio ha grande entusiasmo. Arriverà anche lui ad avere una totale autonomia sulle scelte, ci mette impegno e dedizione. Ho detto a tutti che la tramanderò a mio figlio”.

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Il Flaminio non si può toccare. Troppi vincoli per la Lazio

Dalle pagine dell’edizione odierna del Messaggero si apprende che la Lazio tramite accesso gli atti è giunta a conclusione che pur essendo l’unica a interessarsi allo stadio di Viale Tiziano, la strada del Flaminio è impercorribile perché non è possibile modificare “l’impianto originario”. Di seguito un estratto dell’articolo: “Di quell’impianto progettato da Pier Luigi Nervi non si può toccare nulla. La Lazio questo parere lo ha ottenuto a fine estate con un accesso agli atti. E non a caso, da quel momento, la strada si è fatta più impervia: la società vorrebbe uno stadio da almeno 42 mila posti. Oggi ce ne sono a mala pena 24mila. E non poter modificare «l’impianto originario» significa semplicemente che 24mila posti sono e 24mila devono rimanere”.

Alessio Buzzanca

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Lotito ancora in campo per aiutare Sarri

Lotito aveva detto di non voler fare mercato a gennaio anche per non turbare gli equilibri di spogliatoio, invece ieri pomeriggio ci ha ripensato. E ha portato a casa Luca Pellegrini – cresciuto nel vivaio della Roma, ma laziale dalla nascita – che si è ridotto sensibilmente l’ingaggio per vestire la maglia biancoceleste. Secondo Il Messaggero, il prestito con diritto di riscatto fissato a 15 milioni di euro è stato possibile grazie a uno sforzo di Lotito: una fideiussione bancaria. La speranza del Patron rimane quella di cedere Fares all’Antalyaspor: in Turchia il mercato chiude infatti l’8 febbraio.

Alessio Buzzanca

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

La fideiussione di Lotito ed il gesto di Pellegrini: Sarri ha il suo terzino tifoso, non l’attaccante. La colonia tricolore cresce…

Un botto quasi sul gong: «Sono felicissimo di essere tornato a casa. È un’emozione difficile da spiegare, arrivo nella squadra del mio cuore. Non ho mai provato nulla di simile nella mia vita», bisbiglia Luca Pellegrini stritolato da amici e tifosi allo sbarco alle 22.35 a Fiumicino. Appena tre ore prima (19.20) è stato depositato in Lega il suo contratto. Finisce bene stavolta la solita liturgia biancoceleste del 31 gennaio. La Lazio si riduce, come sempre, all’ultimo giorno per un colpo, nonostante il terzino sinistro fosse stato sedotto e bloccato ormai da un mese e mezzo. In teoria tutta colpa di Fares che, con il suo lauto ingaggio (1,3 milioni), paralizzava l’indice di liquidità e non liberava l’ingresso di un nuovo innesto. L’ex Spal era stato offerto a Salernitana, Bologna, Torino e Sion, ma ogni trattativa era stata boicottata dai due infortuni al crociato e da quasi due anni ai box. Ora l’ultima speranza rimane l’Alanyaspor, con il mercato turco aperto sino all’8 febbraio. Nemmeno ieri è stato sciolto questo nodo. Lotito sembrava intenzionato a non prendere nessuno senza l’uscita certa dell’algerino, aveva ricevuto a inizio mese il no di Sarri alla cessione di Hysaj e di chiunque altro avesse poi lasciato un nuovo buco in organico. Per questo sabato il presidente aveva chiuso in anticipo ogni gioco a incastro, ma ieri pomeriggio si è comunque deciso a fare un ultimo sforzo. Ovvero una fidiussione bancaria per azzerare l’indice e regalare a Sarri quel terzino sinistro promesso a fine agosto, quando aveva detto no prima ad Emerson Palmieri e poi a Reguilon: «Se ne riparlerà a gennaio». Maurizio chiedeva il costoso Parisi per tutto l’autunno, poi ha accettato Luca Pellegrini dopo Capodanno. Sarri lo ha già allenato un’estate alla Juve, inizialmente non era convintissimo perché lo vedeva più adatto al 3-5-2, ma alla fine ha dato l’ok a patto di poterci contare oltre i sei mesi del prestito, dopo averci lavorato tanto, per godere dei frutti il prossimo anno. E infatti Pellegrini arriva a titolo temporaneo dalla Vecchia Signora con diritto di riscatto fissato a 15 milioni, da ridiscutere eventualmente a giugno. 

Stamattina le visite mediche alle 8 per valutare anche un recente infortunio al polpaccio. Un paio Luca di settimane fa era già rientrato nella capitale, ma stava ormai perdendo la speranza di raggiungere Sarri a Formello. Ieri pomeriggio c’è stata una chiamata commovente con Maurizio. Pellegrini si è decurtato metà stipendio (la Juve parteciperà addirittura a coprire parte dei 750mila euro rimanenti, guadagnava 3 milioni nei primi sei mesi all’Eintracht Francoforte) pur di vestire la maglia della Lazio di cui è tifosa tutta la famiglia e lui stesso sin da bambino, nonostante sia uscito dal vivaio giallorosso. Con Cataldi e Romagnoli si amplia insomma la colonia “ultrà”, ma anche quella degli italiani a Formello. I laziali ieri hanno invaso i suoi profili social per dargli il benvenuto, anzi il bentornato. 

Qualcuno però oggi storce ancora il naso perché avrebbe voluto un colpo in attacco. Lo stesso Sarri aveva invocato più rotazioni per puntare alla Champions, ma l’affondo per il vice-Immobile è di nuovo rimandato a giugno: «Non possiamo turbare l’equilibrio dello spogliatoio», aveva sottolineato Lotito. Discorso riferito soprattutto a Ciro, che però quest’estate aveva scelto Caputo come suo alter ego. La società lo ha bocciato perché ha deciso di puntare ancora sui giovani in futuro, ma non su Bonazzoli a gennaio, che pure Sarri avrebbe gradito più di Cancellieri come jolly offensivo. Ai baby però a questo punto si aggiunge il talento 20enne paraguaiano, Diego Gonzalez, prelevato in prestito gratuito con diritto di riscatto dal Celaya, club con cui ha collezionato 14 presenze e 4 gol. Affare condotto dal duo Lotito-Fabiani per la Primavera, ma il profilo è alto e non è affatto escluso il salto. Scende invece in Serie B e firma a sorpresa per il Cosenza, l’ormai 35enne Mauro Zarate, esploso in Italia proprio con la Lazio. Ancora il colpo più dispendioso dell’era Lotito. Il Messaggero