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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Dalla Palma (CdS): “Tracce di grande Lazio, ma anche errori clamorosi. Ora Lotito esca dalla stanza buia…”

ALBERTO DALLA PALMA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE...’!

“Credo che il tema sia quello delle ultime partite. Si è vista una splendida Lazio per un’ora, poi ì arrivata una sconfitta che genera mille rimpianti. Questo è il paradosso, siamo qui a raccontare una grande Lazio che non raccoglie i risultati. Si vedono tracce di grande Lazio, ma anche di errori clamorosi come quelli di ieri sera. Non solo quelli sotto porta di Luis Alberto ed Immobile, ma anche quelli in fase difensiva. La sconfitta è anche il risultato di errori tecnici, di singoli come quelli di Patric e di Hysaj dai quali sono nati i gol del Napoli. Ora la Lazio deve guardare avanti, il futuro e chiudere alla società cosa voglia fare con Sarri e che rosa c’è intenzione di consegnare. La Champions era un sogno che poteva nascere ieri, ora resta questo piccolo obiettivo dell’Europa League. E’ davvero il caso di pensare alla prossima stagione, che Lotito esca da questa stanza buia e chiusa rinnovando il contratto di questo allenatore. Luis Alberto? Non è che non è pervenuto, è che ultimamente sta sbagliando molti gol”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (La Repubblica): “Porto e Napoli, due mazzate tremende. Ma lo spogliatoio è certo della strada tracciata”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE...’!

“In queste quattro gare, la Lazio ha giocato un buon calcio, ci ha fatto divertire dal punto di vista estetico ma è rimasta senza punti. Il bel gioco deve produrre risultati, dal punto di vista dell’efficacia e delle concretezza si deve crescere. Con una squadra come il Napoli non puoi permetterti di non capitalizzare quando puoi, perché poi ti punisce con delle prodezze balistiche come quelle di Fabian Ruiz. Ha ragione Sarri, lì non puoi andare in tre sulla linea laterale. E’ stata una grande ingenuità, quella palla non deve mai uscire da lì. Per il resto su Osimhen sono stati bravissimi Patric e Luiz Felipe, l’hanno tenuto davvero bene. Lo spogliatoio moralmente è a pezzi. La delusione di ieri si va a sommare a quella con il Porto. Sono state due mazzate tremende. Il gioco di Sarri è divertente per chi lo fa, ma a livello mentale è abbastanza dispendioso. La certezza è che si è capito che la strada è tracciata, non ci sono più dubbi sulla bontà del progetto tecnico”

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RASSEGNA STAMPA

Sarri c’è, Lotito lanci un segnale

La Lazio? Possiamo definirla la grande incompiuta di questo campionato, soprattutto dopo un’ora di grande calcio contro il Napoli: conquista il campo, metro dopo metro, lo chiude nella propria area a sbaglia almeno tre gol, prima con Luis Alberto, poi con Immobile e ancora con Felipe Anderson. Palleggia che è una meraviglia, ritrova all’improvviso tutte le qualità di cui è in possesso da anni e aggiunge la capacità di aggredire che le ha regalato Sarri: ma non riesce a entrare nella partita fino in fondo, non riesce a dominarla e a conquistarla, proprio come era accaduto qualche giorno fa contro il Porto, sempre al termine di una gara dove aveva messo in ginocchio l’avversaria prima di cedere inevitabilmente il passo. Le manca sempre qualcosa, o davanti o dietro, sono dettagli ma sempre decisivi. E così emergono i difetti dei singoli, quando la mente si annebbia e le gambe non tengono: così Patric, che resta sempre Patric anche se ha difeso alla grande contro Osimhen per un’ora, regala al Napoli il pallone dell’1-0 di Insigne, autore di uno dei suoi tiri capolavoro; così Hysaj, che resta sempre Hysaj, riconsegna agli azzurri l’ultimo pallone della contesa senza la capacità tecnica di gestirlo per aspettare il fischio finale e festeggiare almeno il punto che avrebbe consentito alla Lazio di restare a galla e di sognare qualche cosa di bello. La squadra, invece, ha perso all’ultimo secondo, costretta in casa sua ad assistere al sogno scudetto del Napoli, così come era caduta a Milano nei quarti di Coppa e giovedì nei playoff di Europa League, perché il pareggio rappresentava il timbro sull’eliminazione.

È il momento dell’amarezza, perché la Lazio sente di non aver meritato questa sconfitta, soprattutto dopo il fantastico gol di Pedro, il settimo in campionato della sua carriera biancoceleste. Ci sono molteplici rimpianti, quelli legati ai gol sbagliati in avvio e quelli legati al carattere con cui ha recuperato il pareggio mentre stava per crollare sotto i colpi di Insigne, di Fabian Ruiz, di Osimhen. Ma è anche il momento, questo, in cui il presidente Lotito deve decidere che cosa fare del club e, soprattutto, di Sarri, a cui aveva annunciato il rinnovo di altri due anni nel corso della cena di Natale, il 14 dicembre scorso. Lo voleva fortificare, quella sera, davanti a giocatori ribelli e ancora poco convinti del progetto, ma poi si è fermato, come sempre, combattuto talmente tanto su quale strada scegliere da tornare indietro, nascosto nei suoi silenzi. Mau voleva un difensore centrale a gennaio e anche un vice Immobile e non è stato accontentato, anzi, se fosse mai stato possibile, il presidente è riuscito con i suoi collaboratori a impoverire la rosa biancoceleste. Un segnale di rottura, quello? Una doppia incomprensione dopo un mercato estivo più che mai positivo?

Lotito risponda, almeno a Sarri, su cosa accadrà tra qualche settimana: avanti con lui, oppure no? È questo il momento, lo ripetiamo, di costruire il futuro biancoceleste: mancano solo undici partite alla fine di una stagione tormentata e per adesso deludente, eppure la Lazio, dopo mesi di studio e di applicazione, sembra finalmente aver intuito, a differenza della società, che cosa desidera Mau. Che ha bisogno di una rosa competitiva e di alternative all’altezza, in grado di compensare la stanchezza fisica e mentale dei giocatori che sono indispensabili ma non d’acciaio: sono necessarie idee e servono nuovi investimenti, oltre che la consegna del famoso contratto sventolato a dicembre e mai consegnato al tecnico toscano. In definitiva: o a Sarri ci credi e lo segui o Sarri lo devi mollare. Lotito, per una volta, scelga un percorso, possibilmente chiaro e competitivo, perché forse il motivo per cui molti giocatori se ne stanno andando a parametro zero – alcuni importanti come Strakosha Luiz Felipe – è proprio questo: non tutti hanno voglia di vivere alla giornata, senza programmi e senza ambizioni. Alberto Dalla Palma – Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lotito-Sarri, incontro prima del Porto: come cambierebbe il mercato con la Champions…

Sulle pagine de Il Messaggero si può leggere di un patto Champions tra Sarri e la Lazio. Dopo l’uscita dei biancocelesti dall’Europa League, l’obiettivo della Lazio è il quarto posto e adesso tutte le energie possono essere dispendiate nel campionato. Secondo quanto scrive il quotidiano la sera prima della gara col Porto Lotito e Sarri si erano confrontati a cena in ritiro a Formello: nessun rinnovo riproposto sul tavolo ma fra il presidente e il tecnico c’è un nuovo patto. Se Maurizio dovesse centrare la Champions, Lotito ha promesso sei o sette rinforzi. C’è anche un elenco di nomi stilato: Sergio Rico, Romagnoli, Casale, Emerson Palmieri, Vecino e Vitinha (più un sogno).

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NEWS PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Dalla Palma (CdS): “Squadra cresciuta, Olimpico ritrovato, Sarri soddisfatto. Siamo al momento cruciale”

ALBERTO DALLA PALMA (CdS) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Ora servono 12 finali, di cui 8 da giocare all’Olimpico, con la fiducia di una squadra in crescita che ora avrà la possibilità di allenarsi di più come vuole il suo allenatore. La stagione non è finita, anzi, è al momento cruciale, con prospettive che possono dare un’impronta anche alla prossima stagione. Sarà importante continuare ad avere l’atmosfera ed il tifo di ieri sera, anche quello può diventare un fattore. Futuro Sarri? Penso che in questo momento si stia divertendo abbastanza, se verrà messo in condizioni di crescere ancora penso non ci siano problemi sulla sua presenza in panchina anche il prossimo anno. Dopodiché il famoso rinnovo di contratto che era stato sbandierato a Dicembre da Lotito non so che fine abbia fatto”

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‘NMM’ – Dalla Palma: “La squadra sta con Sarri, ma il non-mercato pesa. Acerbi? Resta un patrimonio della Lazio” (AUDIO)

Alberto Dalla Palma (CdS) a ‘NMM’


Gli impegni europei hanno pesato molto sull’ultimo turno di campionato e non solo in Serie A. Inter, PSG, Manchester City: in tante hanno perso punti importanti. La Lazio giovedì avrà una grande opportunità, nell’ultimo mese abbiamo constatato la crescita della rosa. Da ora a maggio – se dovesse passare con i portoghesi – potrebbero aprirsi scenari belli e inaspettati. Nel momento più delicato della stagione, la squadra si è dimostrata dalla parte di Sarri. Nelle ultime due gare – molto complicate – abbiamo visto una squadra con la ‘S’ maiuscola. L’assenza di Immobile pesa tantissimo, mi auguro che la Lazio possa recuperarlo per giovedì”.


LA LAZIO PAGA IL NON-MERCATO


Il tour de force era annunciato, lo si sapeva dalla stesura dei calendari. Non dare a Sarri nessun altro giocatore, è stato un grave errore. Basti guardare come la Lazio è ridotta all’osso in difesa, un peccato che il tecnico non abbia avuto gli strumenti adatti per affrontare il momento più difficile della stagione. Quando serve il passo in più, l’investimento per riscuotere non viene mai fatto”.

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RASSEGNA STAMPA

Le magagne del mercato nel momento decisivo della stagione

La sfida è ancora aperta, eccome se è aperta, anche se la Lazio è ridotta all’osso da infortuni e squalifiche

Dal catino di Oporto è uscita sconfitta dopo lo splendido gol di Zaccagni, capovolta dalle prodezze di Toni Martinez e dall’inadeguatezza della coppia centrale di Sarri, costretto ormai dal 6 gennaio a rinunciare ad Acerbi. Ma l’assenza più pesante, per il tecnico biancoceleste, è stata ovviamente quella di Immobile, che nella rosa non ha un’alternativa di ruolo, caso più unico che raro in una squadra di questi livelli. È stato un ko amaro, molto amaro, non violento come quello di Milano in Coppa Italia, dove non c’era stata assolutamente partita.

Stavolta Mau se l’è giocata alla grande finché ha potuto e finché la sua linea arretrata ha retto l’urto portoghese: una volta che è crollato Luiz Felipe, è crollata anche la Lazio, sorpresa per due volte a linea schierata. Purtroppo, nel momento decisivo della stagione, sono emerse tutte le magagne provocate dal mercato di gennaio della società biancoceleste, che si è mossa talmente male da riuscire a peggiorare la rosa che Sarri aveva chiesto di rinforzare con un vice Immobile e un difensore centrale. Acerbi si era fatto male il giorno della Befana e tutti conoscevano già i tempi della sua convalescenza, talmente lunga che nemmeno domenica a Udine il centrale azzurro potrà rientrare, proprio come il capocannoniere del campionato. Il tecnico dovrà affrontare ancora una clamorosa situazione di emergenza, provocata anche dalle squalifiche di Luis Alberto e Leiva, oltre che dal serio infortunio a Lazzari. E si sapeva da mesi anche che Muriqi sarebbe stato ceduto per incompatibilità ambientale, eppure la Lazio si è fatta trovare completamente impreparata, tanto che l’ultimo giorno di mercato ha cercato cinque o sei attaccanti prima di virare su un altro esterno, Cabral, a cui Sarri ha concesso ieri sera i primi minuti in maglia biancoceleste.

È probabile che Mau rimpianga addirittura l’attaccante kosovaro, diventato un idolo a Maiorca nel giro di tre settimane. Giocare senza un centravanti è possibile? Per Lotito e Tare forse sì, per l’allenatore toscano sicuramente no, soprattutto se l’alternativa a Immobile è Felipe Anderson, esterno abituato solo alle volate a cento all’ora sulla linea laterale e poco abituato a combattere in mezzo ai centrali avversari. Competere a questi livelli, in campionato, Coppa Italia ed Europa League, senza un’alternativa a Immobile non è possibile ed è probabile che Sarri, di fronte all’eventuale volontà del club di allungare il contratto, rifletta bene su come è abituata a lavorare la società sul mercato.

Ricordiamo che a Mau non è stato dato neanche il difensore di riserva che aveva chiesto dopo l’infortunio di Acerbi. Anzi, Lotito, in accordo con il ds Tare, ha tesserato il giovane Kamenovic che era già stato bocciato dopo il ritiro estivo. Il risultato, a metà febbraio, è ormai sotto gli occhi di tutti: senza i titolari la Lazio perde completamente la sua competitività, così tracolla a Milano in Coppa Italia e si fa ribaltare a Oporto dopo lo splendido gol di Zaccagni. Un verdetto ribaltabile tra una settimana, sia chiaro, ma sarà necessario almeno il recupero di Immobile, considerando che l’ex veronese dovrà scontare un turno di squalifica. Situazioni viste e riviste già all’epoca di Simone Inzaghi, che a lungo aveva potuto contare solo su tredici o quattordici giocatori, proprio come sta accadendo adesso a Sarri, a cui la rosa è stata addirittura accorciata da un mercato scellerato.  Alberto Dalla Palma – Corriere dello Sport

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CALCIOMERCATO

Lazio-Romagnoli, Lotito lavora in prima persona alla trattativa

LAZIO-ROMAGNOLI, SI ENTRA NEL VIVO

Claudio Lotito, presidente della Lazio, continua a lavorare per portare Alessio Romagnoli in biancoceleste a parametro zero. Il patron laziale ci ha preso gusto e sta lavorando in prima persona alla possibile operazione.

SCADENZA CONTRATTO GIUGNO 2022

Il difensore del Milan è in scadenza di contratto e dunque, senza prolungamento, potrebbe firmare con qualsiasi altra squadra gratuitamente in vista del prossimo campionato. A riportarlo è Il Messaggero.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Dalla Palma: “Nessuna offerta della Lazio per Strakosha. Le scelte di Sarri possono essere la chiave” (AUDIO)

Alberto Dalla Palma a ‘NMM’: “Lo scenario è chiaro: la battaglia per l’Europa League coinvolge Atalanta, Fiorentina, Roma e Lazio. In tal senso la vittoria di ieri della Viola e la partita che ha da recuperare, la rendono estremamente pericolosa. Due posti per quattro squadre. Sarri da sempre la sensazione di voler giocare una partita a settimana, di poter lavorare serenamente senza impegni infrasettimanali. La formazione messa in campo a Milano – secondo me – è l’esempio lampante di come abbia scelto di puntare di più sul campionato. L’atteggiamento è stato sbagliato dalla squadra certo, ma il baricentro era di 10 metri più avanti rispetto a Firenze. Se dobbiamo rovinarci la prossima stagione per la Conference, meglio non andarci. Europa League o niente, a mio avviso. La Lazio è cambiata, il lavoro di Sarri si vede. Basti pensare alla gara d’andata contro il Bologna e il ritorno. Con il Porto i biancocelesti se la giocano, a maggior ragione dopo il mercato invernale dove hanno perso un giocatore come Luis Diaz che faceva la differenza. Strakosha? Il suo manager sostiene di non aver preso impegni con nessun altro club, la disponibilità di Sarri a farlo giocare titolare può cambiare le carte in tavola. Offerte dalla Lazio non ne ha ancora ricevute, è assurdo lasciar partire un giocatore così a zero. Fra lui e Luiz Felipe forse sono 30 milioni complessivi“.

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CALCIOMERCATO

Romagnoli: il rinnovo col Milan si complica, la Lazio alla finestra

Sportitalia in mattinata ha dato aggiornamenti importanti sul fronte Alessio Romagnoli. Il centrale del Milan è in scadenza di contratto, ma le trattative per il rinnovo sembrano non decollare. Romagnoli ha un contratto estremamente oneroso, i rossoneri non hanno intenzione di prolungarlo alle stesse cifre. Le trattative sono cominciate negli ultimi mesi del 2021, ma non è arrivata la fumata bianca. L’esperto di mercato Alfredo Pedullà scrive di un interesse concreto da parte della Lazio che già si era manifestato al termine della scorsa estate. Il 27enne fa gola a molti club, la Lazio – dal canto suo – può vantare l’affetto da parte del calciatore (dichiaratamente laziale). La trattativa ovviamente non è semplice: Lotito potrebbe mettere sul piatto il proprio massimo salariale (circa 3 milioni) ma ovviamente non potrebbe pareggiare offerte più vantaggiose. Al Milan – tuttavia – Romagnoli potrebbe esser chiuso da Botman, centrale che i rossoneri stanno cercando di prendere già adesso. Romagnoli è più di un’idea, certamente, ma la strada non è affatto in discesa.