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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Sarri, patti chiari sul mercato. Staff definito, domani la separazione con Baroni

A volte ritornano, o forse non sono mai davvero finite. È il caso di Maurizio Sarri e della Lazio, un amore interrotto bruscamente nel 2024 e ora pronto a rinascere. Ieri l’incontro decisivo: il ds Fabiani è volato a Figline Valdarno per chiudere l’accordo con l’allenatore ex tra le altre di Napoli e Chelsea, che firmerà un contratto biennale con opzione per il terzo anno. Ingaggio da 2,5 milioni più bonus: 1 milione in caso di qualificazione in Champions e 500 mila euro legati all’Europa League.

Sarri – si legge oggi sul Corriere dello Sport – ha ottenuto garanzie tecniche: parteciperà attivamente alle scelte di mercato, nodo che nella prima esperienza aveva generato tensioni. Fondamentale la promessa di non vendere i big, punto su cui Fabiani ha insistito. Lo stesso Sarri ha voluto evitare il ripetersi dei vecchi malintesi: si riparte con chiarezza e determinazione. Il nuovo staff sarà composto in gran parte da volti noti: Ianni come vice, Pasqui collaboratore tecnico, Losi e Ranzato preparatori atletici, Nenci per i portieri. Resta Viotti, mentre non ci sarà Martusciello. Si valuta l’inserimento di un nuovo match analyst: in pole Enrico Allavena.

Intanto si attende la separazione formale da Marco Baroni, che ha deciso di lasciare. Domani la risoluzione consensuale. Il tecnico è seguito da Torino e Fiorentina. Il Sarri-bis inizierà presto, con l’obiettivo di restituire ai tifosi una Lazio bella e vincente. Un ritorno voluto da entrambe le parti, con la voglia di scrivere un finale diverso.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci: “Lazio, mantenere i ‘big’ non basta, servono acquisti ‘da Fiumicino’ indipendentemente dall’arrivo di Sarri” (AUDIO)

Angelo Gregucci in collegamento a ‘NMM’

Le parole di Fabiani riguardo al piano della Lazio non bastano. A questa squadra serve migliorare l’organico. La Lazio ha necessariamente bisogno dell’acquisto di un giocatore dal grande appeal, indipendentemente da chi allenerà questa squadra. Quel giocatore che fa riempire gli arrivi di Fiumicino, tanto per intenderci”.

“La squadra c’è, forse Sarri sarà in grado di migliorarla, però il sogno di ambire non è mai stato sollecitato. Ambire, non sognare. I competitor per i posti europei sono agguerriti, potresti avere nuovi ‘clienti’. Occhio al Como, che farà un mercato importante al netto della mancata permanenza di Nico Paz. La Lazio non ha giovani devastanti nel settore giovanile, non può scommettere su di loro neanche con Sarri, neanche con la settimana piena di lavoro senza coppe”.

Non credo che avere una partita a settimana aiuti a migliorare i giovani. I giovani che devono fare esperienza, non la possono fare dalla panchina. Devono giocare e l’assenza dalle competizioni europee, anche una Conference League, renderà più complicato il percorso di crescita per loro. Sarri? Visto il tempo che si prende per riflettere, due conti se li sta facendo, com’è giusto che sia, aggiungo. E’ fondamentale, partendo dal presupposto che è il miglior nome spendibile, che ci sia condivisione. Penso che Sarri possa far bene, ama questo ambiente ed è una persona molto dispiaciuta per come è finita l’ultima volta”.

“In questo spogliatoio Maurizio Sarri non troverebbe più le mancanze di sintonia con cui si dovette confrontare prima del suo addio. C’è una cosa che volevo ricordare della stagione passata, ovvero come Luis Alberto abbia cercato di venire incontro al tecnico. Al netto di un rapporto non facile, io ricordo lo spagnolo cercare di mandare segnali ai compagni con i rientri difensivi, spendendosi per cercare di lanciare un messaggio anche al tecnico, con cui ebbe rapporti particolari”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Non riesco a capire che tipo di garanzie la Lazio ha offerto a Sarri” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Io francamente non capisco bene su quali basi si concretizzerebbe il progetto della Lazio con Sarri. Fabiani, ieri, ha detto che si prosegue con la linea dei giovani, parla di big che saranno confermati, anche se aggiunge che uno andrà via e che alcuni elementi che non servono andranno via. Non riesco ad inquadrare la strategia e che tipo di garanze sono state offerte a Sarri. I giovani possono essere bravi o scarsi, il futuro di alcuni giocatori importanti è in bilico e no? Aspetto di capire, ma non riesco ad avere certezze sul futuro della Lazio”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Lazio, D. Rossi: “Voto Motta e vi racconto Gattuso. Ma sono le società a far lavorare bene gli allenatori. Serve chiarezza” (AUDIO)

Delio Rossi in collegamento a ‘NMM’

Gattuso l’ho conosciuto a 19 anni, è stato alle mie dipendenze alla Salernitana. E’ uno dei pochi giocatori che ho allenato che ha delle motivazioni intrinseche: vuole vincere e migliorarsi indipendentemente da dove gioca o allena. E’ umile, nonostante abbia vinto tutto. Dal punto di vista caratteriale e umano, è una persona speciale e gli voglio bene. Dal punto di vista tecnico, fermo restando che lo conosco più da calciatore, mi sembra un allenatore con dei principi che modula in base al materiale di cui dispone. Allenare il Napoli non è come allenare l’Hajduk. Lui mi sembra uno poco estremista, ma neanche un ‘minestraro’. E’ uno che vuole crescere e migliorarsi come professionista. Poi c’è una cosa da non sottovalutare: sapere come approcciarsi a grandi giocatori e lui ha vissuto spogliatoi di altissimo livello”.

“Gli è mancata forse un pizzico di gavetta in più, è partito subito forte. Gattuso alla Lazio? Andrebbe inserito nel modo giusto e soprattutto coperto dalla società. Al netto dell’affetto che ho per Gattuso, chi vedrei bene alla Lazio oggi è Thiago Motta. Anche lui ha un passato importante da giocatore e da allenatore, ha fatto bene a Genova e La Spezia, senza parlare della grande annata con il Bologna. Alla Juve il passo è stato troppo grande e secondo me si dovrebbe puntare sul suo spirito di rivalsa. Secondo me è una pista praticabile e lui ha tanta voglia di riscatto. E’ un tecnico che ha delle idee, credo possa starci alla Lazio e ripeto, avrebbe motivazioni altissime dopo questa mezza stagione alla Juventus che certamente non è andata bene”.

Farioli sarebbe un’altra opzione, certo giovane e con meno esperienza, ma sicuramente intrigante. Marco Rossi, CT dell’Ungheria, è un altro bravo allenatore a mio avviso. Sarri? Io lo vedrei bene alla Fiorentina, ma è una mia sensazione. Se tornasse alla Lazio è per un buon rapporto con Lotito, la piazza importante e quel pizzico di voglia di rivalsa. Se parliamo di prospettive migliori allora sicuramente l’Atalanta oggi può garantire qualcosa di più. L’importante è che la società abbia le idee chiare e che queste vengano spiegate con altrettanta trasparenza all’esterno. Quindi niente Ferrari o simili, ma cercare di competere sul lungo periodo, crescere anche attraverso delle scommesse”.

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RASSEGNA STAMPA

Mercato, Lazio verso la cessione di almeno due big: la situazione

La stagione si è conclusa senza centrare una competizione europea e, dal punto di vista economico, questo inciderà sul mercato estivo.

Sono giorni di valutazioni a Formello. Baroni sta per salutare la Lazio, la società sta provando a riportare a Roma Sarri e nel frattempo diversi altri tecnici vengono accostati al club biancoceleste.

Quello che è certo al momento è che la Lazio dovrà contare su finanze ridotte quest’anno, visto che non avrà gli introiti delle coppe. Sulle base di questo, sottolinea La Gazzetta dello Sport, in casa biancoceleste si profilano le cessioni di almeno due big. I primi indiziati a lasciare la Capitale sembrerebbero essere Matteo Guendouzi eMario Gila.

Il centrocampista francese e il difensore spagnolo risultano tra i nomi più appetibili sul mercato. Guendouzi è nel mirino di club inglesi, Newcastle in pole. La Lazio lo quota sui 40milioni di euro. L’ex Marsiglia ha un contratto fino al 2028. Su Gila il Real Madrid ha mantenuto il 50%sulla rivendita. Il centrale potrebbe rientrare in Liga, ma sulle sue tracce ci sarebbero attenzioni dall’Inghilterra (Wolverhampton e soprattutto Chelsea). Con offerte oltre i 30milioni di euro.

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Lazio, Sarri unico top alla portata: mossa ideale per la piazza e per un mercato con pochi soldi


(…) Lunedì il ds ha fatto preparare ai suoi collaboratori un resoconto di numeri e statistiche per dimostrare come Baroni avrebbe potuto fare meglio con l’organico in mano: lo ha presentato nell’incontro con Lotito per convincerlo a richiamare Sarri, nonostante gli ultimi attriti (soprattutto sul mercato estivo) prima dell’addio. Dopo due settimi posti consecutivi (senza Europa, l’ultimo è un fallimento), la Lazio non può permettersi altre scommesse con allenatori emergenti come Vieira, Klose, Almeyda, Farioli o Gilardino. Non convince del tutto l’ex Conceicao, dopo il flop a Milano. Fabiani ha preso informazioni su Thiago Motta e teme il suo carattere rigido. Sarri è l’unico tecnico top alla portata della Lazio: richiamarlo è la mossa perfetta per placare la rabbia di un popolo ripiombato nella contestazione e nello sconforto. È bastato infatti paventare il suo ritorno per riaccendere sigarette sui social e tanto entusiasmo. Fumo denso per i tifosi, ma anche per le tasche vuote della Lazio. Un romantico dietrofront di Sarri sarebbe propedeutico alla permanenza di tanti big scontenti e al 4-3-3 collaudato: nei piani del club, non comporterebbe chissà quale esborso su un mercato che sarà problematico, senza i minimi introiti della Conference a bilancio. Mau si era detto disponibile a ripartire dai giovani in un nuovo ciclo. Conosce il resto della squadra e, senza Coppe, sarebbe l’allenatore ideale per il rilancio il prossimo anno e per placare il malcontento di una piazza che teme un ulteriore ridimensionamento (…). Il Messaggero

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Lazio, giovani da valorizzare e pochi innesti: le mosse estive del club

Da capire prima chi sarà in panchina per poi muoversi sul mercato: la Lazio sta comunque facendo le prime valutazioni.

C’è una squadra da valorizzare e una stagione da preparare al meglio per dimenticare questa, terminata senza centrare una posizione utile per le cmpetizioni europee.

Non ci sarà però alcune rivoluzione a Formello. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, il club punterà su tre o quattro innesti per ripartire. Nello specifico a Formello si cerca un calciatore per reparto: uno o due difensori, almeno un centrocampista e un bomber in più.

Molto dipenderà ovviamente anche dalle partenze: qualora Tavares dovesse lasciare Roma, il primo sostituto del portoghese sarebbe Junior Firpo.

Ioannidis del Panathinaikos, si legge, è sempre seguito dalla Lazio: il prezzo va dai 18 ai 20 milioni. Durosinmi del Viktoria Plzen costa 9, è stato trattato a marzo.

Per quanto riguarda i giovani da valorizzare, Noslin e Dele-Bashiru potrebbero crescere con Sarri. Tchaouna invece dovrebbe essere vicino alla cessione.

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RASSEGNA STAMPA

Mercato, sirene inglesi per Gila: offerta concreta per lo spagnolo ma la Lazio chiede di più

In casa Lazio diverse sono le situazioni da chiarire, in primis quella legata al tecnico che poi porterà con sè anche inevitabili valutazioni su quali calciatori resteranno, partiranno o arriveranno.

Tra i big che potrebbero lasciare Formello c’è Mario Gila: la crescita esponenziale del centrale spagnolo ha fatto sì che diversi club lo abbiano messo nel mirino.

Stando a quanto riporta Il Messaggero, il Chelsea avrebbe recapitato una proposta concreta per lui. Si tratta di un’offerta di 35 milioni. La Lazio, però, ne chiede 50, visto che il 50% della futura rivendita dovrà andare al Real Madrid. 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Lazio-Lecce offensivo per i tifosi. Mercato? Ampiamente insufficiente” (AUDIO)

Angelo Mellone in collegamento a ‘NMM’

“Il piazzamento finale è quello che abbiamo pronosticato ad inzio stagione. La Lazio, rispetto allo scorso anno, ha fatto punti in più, solo che nella passata stagione si è arrivati in Europa. La questione ora è tutta incentrata sui risultati raggiunti.

È vero che la Lazio ha subito torti arbitrali, sono almeno tre gli episodi condizionanti e sarebbero bastati 4-5 punti in più per avere un collegamento diverso oggi e fare altri commenti.

Scegliendo una partita simbolo degli errori degli arbitri, direi Inter-Roma. Togliamo quindi gli episodi contro la Lazio, bastava quella gara per far scendere in campo diversamente i biancocelesti contro il Lecce.

Il campionato dice che la Lazio è arrivata settima e, fortunatamente, fuori dalla Conference, che secondo me è una competizione che fa solo perdere tempo. Abbiamo visto una Lazio che in Coppa Italia è uscita in un incontro in cui si poteva uscire visto l’avversario, una Lazio che poi si è suicidata in Europa League e anche una Lazio che ha collezionato l’ultimo successo in casa col Monza, quindi cosa rimane? L’idea di una squadra e di un allenatore che nella prima parte del campionato hanno fatto bene, al di sopra delle proprie possibilità, poi ad un certo punto sono tornati nella loro dimensione e si sono quindi, inevitabilmente, ridimensionati.

Io penso alle campagne acquisti: Provstgaard, Belahyane e Ibrahimovic non sono pervenuti o quasi. Tchaouna lo accompagno all’aeroporto, Noslin boh, Dele-Bashiru non ha convinto. Dia 5 e mezzo, Tavares 9 nella prima parte di stagione, quella prima degli infortuni. Castrovilli non pervenuto. Alla fine la Lazio è andata avanti, finché ha potuto, con i calciatori degli anni precedenti. Salvo Dia e Provstgaard in prospettiva futura.

Vero tutto, veri i torti, Inter-Roma, ma è oggettivo e certificato che la Lazio ha incamerato, in due sessioni, un mercato ampiamente insufficiente. In una stagione in cui la Juve ha giocato sottotono, il Milan si è suicidato e il Bologna non ha più giocato in campionato, si poteva fare meglio. Il primo tempo di Lazio-Lecce è offensivo verso la tifoseria”.

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CALCIOMERCATO

Lazio e il centravanti che verrà: all’Olimpico la sfida Krstovic-Castellanos

Domani sera all’Olimpico Lazio e Lecce si giocheranno le residue speranze di dare un significato “storico” alla propria stagione. I padroni di casa sperano in un doppio passo  rispettivamente della  Roma nella Torino granata e della Juventus a Venezia.

I salentini dal canto loro devono espugnare il catino capitolino per essere certi della permanenza in serie A, diversamente sarebbe serie B. Come accade in queste sfide, gli attaccanti potrebbero fare la differenza. In casa Lazio Castellanons in 28 gare di serie A ha segnato 10 gol, fornendo 5 assist. Zaccagni&Co con 61 reti vantano il terzo attacco del campionato, dietro Inter (79) e Atalanta (76).

Buio pesto invece per i pugliesi. La squadra di Giampaolo ha bucato la porta avversaria solo 26 volte, ultima nella suddetta classifica. Di questi 26 sigilli, ben 11 portano la firma di  Nikola Krstovic, autore anche di quattro assist in 36 recite nel massimo campionato.

L’assist di domenica scorsa a Ramadani, valso l’1-0 interno col Torino dopo un digiuno lungo 13 giornate, ha dato ai salentini l’ultima ancorà di salvezza. Proprio il centravanti montenegrino, contratto in scadenza nel 2027 con opzione per un altro anno, sarebbe finito nel mirino della Lazio.

L’ariete montenegrino già a gennaio poteva cambiare aria, ma dopo la cessione di Dorgu, il ds Corvino ha detto no ai 15 milioni offerti dal Betis Siviglia. L’uomo mercato di Sticchi Damiani nell’estate 2023 scovò Krstovic nel Dunajska Stredap, versando al club slovacco circa 4 milioni di euro. La punta di Golubovci aspira al grande salto, proprio contro una delle sue principali contendenti domani vorrà mettersi in mostra, in primis per fare l’ultimo regalo al Lecce.

La Lazio, come noto, tra la priorità del prossimo mercato ha proprio quella di rafforzare la propria linea offensiva. Krstovic alla Lazio potrebbe arrivare sia con la conferma del Taty, ma soprattutto in caso di partenza dell’argentino. Castellanos ha molto mercato in Spagna e Premier, si attendono sviluppi. Per Krstovic, in ogni caso, la base d’asta resta di 15 milioni, non un euro in meno.