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ARBITRI

Designazioni, Lazio-Milan a Di Bello: i precedenti

La designazione arbitrale della 27ª giornata di Serie A TIM ha assegnato la direzione della gara Lazio-Milan a Marco Di Bello della sezione di Brindisi.

Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Meli e Alassio

Sacchi sarà il IV ufficiale mentre Di Paolo e Aureliano sono stati indicati nei ruoli di VAR e AVAR.

Sarà il 22° incrocio per Di Bello con la Lazio: 12 vittorie, 2 pareggi e 7 sconfitte il bilancio con il fischietto pugliese che in questa stagione ha arbitrato i biancocelesti nelle vittorie esterne con Sassuolo e Cagliari.

Sono 18, infine, i precedenti con il Milan: 11 vittorie, 2 pareggi e 5 sconfitte.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – De Grandis: “Altro che colpa di Sarri: la Lazio è scarsa! Non puoi dare colpa all’allenatore se non gli hai fatto il mercato che chiedeva” (AUDIO)

Stefano De Grandis (Skysport) in collegamento a Radiosei

Un momento complicato

“Già a Torino la Lazio aveva avuto difficoltà, ma pensavo che la vittoria potesse essere utile a riprendersi un po’. Invece la situazione evidentemente è peggiore di quanto si pensi. La Lazio ha problemi nei terzini, nelle ali e ha difficoltà nel palleggio. Il Milan mi piace: ha valori assoluti, una grande batteria d’attacco. Non mi piace la difesa, ma la Lazio attuale non sembra in grado di poterla mettere in difficoltà”.

Sarri primo colpevole?

“Non sono tanto dispiaciuto per l’andamento della stagione attuale, ma perché leggo attacchi a Sarri come se fosse responsabile, mentre per me la squadra è scarsa. Infatti erano stati chiesti altri giocatori. Non c’è un centravanti che faccia gol, le ali faticano, Zaccagni si è fatto male, Luis Alberto gioca una partita sì e tre no… mettere tutto questo in capo a Sarri mi sembra un’ingiustizia”.

Le discussioni tattiche e delle scelte del mister

“Ci si lamenta di Sarri perché fa giocare dei terzini come se in panchina ce ne fossero di più bravi. Ma non ce ne sono di più bravi. La Lazio ha speso nel totale dei cartellini 40 milioni di euro a fronte di 36 milioni di incassi, poi ci sono i proventi da Champions. Non dico che ti devi rovinare, ma andava fatto molto di più. Andavano presi giocatori che voleva Sarri. Non dico tutti, ma almeno qualcuno. Sarri non sapeva nemmeno chi fosse Castellanos e non è il tipo di attaccante giusto per il gioco del mister. Allora prima gli fai la squadra che chiede e solo poi, se le cose vanno male, lo puoi cacciare. Non puoi rivendicare il mercato e contemporaneamente dare la colpa a Sarri”.

Dario Cadeddu

29/02/2024

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone, due fattori per ripartire: “Sarri ha ritrovato sintonia con la squadra e possibilità di ruotare giocatori” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“A Firenze la Lazio ha sicuramente pagato il fatto che fosse la quinta gara di fila in cui hanno giocato sempre gli stessi, in particolar modo a centrocampo e in attacco. Ora ci sono i recuperi molto importanti di Vecino e Zaccagni. Non sono al massimo, ma ci sono, sono rientri che contano,c he permettono delle rotazioni. Diciamo che almeno adesso Sarri ritrova la possibilità di scegliere. Restano fuori il solito Rovella e Patric, mentre gli altri, facendo gli scongiuri, dovrebbero essere disponibili. Marusic è affaticato, avrebbe bisogno di tirare il fiato, ma comunque dovrebbe andare in panchina. Diciamo che contro il Milan ci sono meno attenuanti da questo punto di vista. Vecino, per esempio, potrebbe permettere a Cataldi di riposare inizialmente, mentre Zaccagni potrebbe permettere ad Isaksen di gestire i propri fastidi. C’è stato un giorno e mezzo di riposo prima di una partita che trasmette tante motivazioni. Domani ci sarà una squadra tanto competitiva al netto di una stanchezza innegabile.

La cena che ha organizzato Sarri in un ristorante a Formello è stata importante per ritrovare sintonia, compattezza e quella serenità di cui c’era un gran bisogno. Inutile parlare di patti, ma è emersa dal gruppo la convinzione di poter invertire la tendenza, dando vita ad un finale di stagione positivo. Questo è comunque un segnale che va sottolineato. La Lazio non può essere quella di Firenze, ma il problema è che il Milan visto con l’Atalanta è tornato quello migliore di Pioli. C’è un Leao in grande condizione, è tornato immarcabile. C’è preoccupazione anche per il valore dell’avversario”.

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RASSEGNA STAMPA

Sarri porta a cena (che non sia l’ultima) la Lazio, patto per un finale diverso: “Crediamo nella risalita”

Sarri porta tutti a cena

La sua parola è solenne come un giuramento di fedeltà. Sarri porta tutti a cena, sperando non sia l’ultima e, soprattutto, stavolta non ci sia nessun bacio di Giuda. Celebriamo l’eucaristia. Mau lo aveva promesso nella settimana dei confronti e della riconciliazione con il gruppo subito dopo la debacle di Bergamo contro l’Atalanta. Da allora Mau è venuto più incontro alle esigenze dei giocatori (niente doppie sedute) e ieri sera li ha trascinati insieme al suo staff al ristorante l’Invito vicino a Formello per una serata di spensieratezza e allegria. Sfruttando il giorno di riposo, nonostante il ko con la Fiorentina. Non cambia il programma né la strategia: bisogna mantenere l’unità interna per superare la tempesta esterna. Martedì mattina c’è stato un breve confronto, il gruppo è stremato, ma ha dato segnali di vita: «Mancano 12 giornate, mister, crediamo ancora alla risalita con un grande finale in Serie A». È tosta con il Bologna a +8 al quarto posto in classifica, ma Sarri deve cavalcare questa fede e continuare a comportarsi come un pater familias, non più come il Messia. Stringersi intorno alla squadra rimane l’unica via. Dal vecchio “patto dei Parioli” nel 2022 nacque una nuova Lazio. Al di là delle eventuali imprese contro Bayern in Champions e Juve in Coppa Italia, è l’ultima speranza da qui a giugno per riprendersi il campionato. Il Messaggero

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APPROFONDIMENTI

Lazio, speranze quarto posto al lumicino: ora è (quasi) impossibile. Ecco il dato sulla media punti

A Firenze i biancocelesti hanno perso il loro settimo scontro diretto di questa stagione su 12 giocati: appena 11 i punti raccolti negli scontri contro i rivali alle posizioni europee su 36 disponibili, meno di uno su tre. Sono proprio queste partite, contro le squadre che contano, dove Sarri deve fare punti. E a patirne è proprio la situazione di classifica, con la corsa al quarto posto che si fa via via sempre più complessa e – a tratti – anche impossibile.

Dati alla mano, nelle ultime sei stagioni (a partire dal 2017/18) la media punti necessaria a raggiungere il quarto posto, e dunque la certezza della Champions, è stata di 73 punti. Ad oggi, in attesa della sfida al Milan, la Lazio ne ha 40 e al ritmo attuale le proiezioni danno i biancocelesti a fine campionato con soli 58 punti,. Insomma, circa una quindicina in meno di quelli che in realtà servirebbero per avere la Lazio in Champions.

Se si mette mano alla calcolatrice si nota che, per riuscir a centrare la media punti da Champions la Lazio dovrebbe ingranare la quinta e iniziare a correre ad una media di 2,75 punti a partita, significa praticamente vincerle tutte. Un ritmo ad oggi difficilmente sostenibile per quanto visto in campo: basti pensare che l’Inter – ingiocabile per chiunque e schiacciasassi del campionato – ad oggi ha avuto una media di 2,64 punti a partita e la Juventus dei 102 di Antonio Conte finì il campionato con una media di 2,68. I biancocelesti, insomma, da qui alla fine dovrebbero praticamente quasi raddoppiare il proprio andamento, che ora si attesta ad un modestissimo 1,53 punti a partita.

Una speranza chiamata Dea

Da qui a fine stagione la Lazio affronterà altri quattro scontri diretti contro Milan (27esima), Juventus (30esima), Roma (31esima) e Inter (37esima). Risultati più o meno positivi in queste sfide cardine possono sicuramente rendere più o meno complesso raggiungere quel traguardo che ad oggi sembra impossibile. O quasi. C’è infatti un precedente, in Italia, di una squadra che questa scalata è riuscita a farla. Nella stagione 2018/19 alla 26esima giornata l’Atalanta di Gasperini si trovata ottava a quota 41 punti, appena uno in più della Lazio di Sarri ad oggi. I bergamaschi da quel momento cambiarono nettamente marcia, inanellando una scia di 28 punti in sole 12 partite (2,3 di media) e riuscirono a strappare il terzo posto qualificandosi per la Champions. Impossibile, allora, è nulla e sperare resta lecito. Certo, il Milan rischia di essere davvero un capolinea ma il destino è ancora tutto nelle mani dei biancocelesti.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, speranza Zaccagni: con il Milan verso una maglia da titolare

La brutta sconfitta rimediata lunedì sera contro la Fiorentina ha portato in dote in casa Lazio anche una buona notizia, ovvero quella relativa al ritorno in campo di Mattia Zaccagni. Sarri lo ha rilanciato dal primo minuto del secondo tempo e pur tra mille difficoltà la fase offensiva della Lazio ha avuto nuovi importanti impulsi dall’esterno. Contro il Milan il tecnico lo proporrà dal primo minuto: l’obiettivo dell’ex Verona, come riportato dal Corriere dello Sport, è quello di ritagliarsi tre mesi da assoluto protagonista.

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SERIE A

Lazio-Milan: Pioli conta i suoi diffidati, Sarri senza squalificati

E’ già antivigilia di Lazio-Milan, 26esima giornata di Serie A e punto cruciale nel percorso stagionale dei biancocelesti. La squadra di Sarri ha un disperato bisogno di fare punto negli scontri diretti. Ma contro un Milan simile a quello visto contro Atalanta e Rennes sarà difficile: i rossoneri sono forse nella loro forma migliore di questa stagione.

Forse, però, uno spettro per Pioli potrebbero essere i diffidati: il ‘Diavolo’ all’Olimpico arriva con ben 4 giocatori sulla lista dei diffidati in attesa di Lazio Milan. Con lo scatenato Empoli di Davide Nicola (12 punti in 6 gare) alla prossima giornata, il Milan difficilmente potrà permettersi di perdere tasselli fondamentali al suo gioco. Occhi puntati, quindi, sulla gara di elementi di primissimo piano nell’undici di Pioli come Leao, Loftus-Cheek, Musah e Florenzi.

Discorso diverso invece per Maurizio Sarri: il tecnico biancoceleste inizia a trovare maggiore spazio di manovra e rotazione in rosa. Non solo il rientro in gruppo e fra i convocabili di Mattia Zaccagni, ma anche l’assenza totale di giocatori squalificati. La Lazio si prepara infatti ad ospitare il Milan con il solo Pellegrini sulla lista dei diffidati per . Continua invece a tenere banco lo stop per infortunio di Patric e Rovella.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Il monte-ingaggi come parametro per definire la dimensione. Quello della Lazio è il sesto…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Ho sempre considerato come parametro per valutare le ambizioni del club ad inizio stagione è il monte-ingaggi. Quello della Lazio è il sesto. Se poi fai uno scatto in avanti con il raggiungimento della Champions puoi alzare il livello delle aspettative e degli investimenti, ma sempre parzialmente. La Lazio è lì, quando arrivi secondo o quarto hai fatto il massimo, viceversa quando arrivi quinto e sesto hai fatto il tuo. Se poi arrivi settimo/ottavo hai fatto male, possiamo dire che hai fallito a meno che non si vinca un trofeo. Fino a quando il presidente della Lazio è questo, il monte-ingaggi è questo, è inutile immaginare o pensare di poter spingere per qualcosa di diverso da questo scenario. La Lazio ha fatto la nozze con i fichi secchi per 15 anni, le risorse della Lazio sono queste. I tifosi non devono accontentarsi, noi dobbiamo stimolare questa gestione di fare di più, ma la dimensione resta sempre quella che è rispecchiata dal monte-ingaggi generale. Lotito continua ad applicare il suo metodo all’interno di questo quadro generale”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “La società massima responsabile di questa situazione. Rosa Lazio sopravvalutata” (AUDIO)

Su ieri c’è poco da dire, ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Su ieri c’è poco da dire. Immaginavo sarebbe accaduto tutto ciò che è successo, anche peggio. La Lazio ha fatto la partita della vita in Champions dando tutto e ora lo sta pagando. Poi si è aggiunto il virus intestinale a fare ulteriori danni.

Ho sentito dire che non bisogna dare alibi ai giocatori, ma in realtà gli unici giocatori che corrono sono proprio i nuovi acquisti e quindi le dichiarazioni di Sarri non creano alcun alibi.

Le principali responsabilità di questa situazione sono da imputare alla società. Altro che Sarri. Che ha comunque responsabilità, ma minori rispetto al resto.

Non capisco perché da parte di alcuni vengano tolte responsabilità ai giocatori. Da una parte si dice che Sarri dà alibi ai giocatori e poi dall’altra si danno colpe solo a Sarri. Ma forse, stiamo sopravvalutando questa rosa?

Senza dare alibi, l’unica cosa certa è che questa volta davvero la situazione fisica è davvero tragica: in molti hanno febbre e sono scesi in campo in situazione tragica. Persino il direttore sportivo è tornato con 38 e mezzo da Firenze.

Tornando ai giocatori, a volte si glorificano calciatori per una giocata, ma che spariscono dal campo. Un esempio è Luis Alberto che sicuramente è stato decisivo per gol e assist, ma per il resto della partita passeggia per il campo.

La società quest’anno ha fatto un errore voluto: la rosa a livello numerico è competitiva, ma non abbastanza per fare il salto di qualità. Soprattutto se hai la Champions. Perché non servivano giocatori che in prospettiva saranno forti, ma giocatori di impatto. La Lazio ha ampliato la rosa con prospetti, ma il problema sono i ‘senatori’ che non hanno fatto lo scatto e che giocano solo quando arriva la Champions”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Stanchezza ed emergenza, una Lazio ibrida. Parole pesanti di Sarri sul mercato, a fine stagione il cambio in accordo con il club”

La stanchezza e l’emergenza… GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Purtroppo si è materializzato ciò che temevo: la stanchezza e l’emergenza l’hanno fatta da padroni. Oltre all’aggressività e al pressing della Fiorentina, c’era una situazione complessiva della Lazio davvero non buona. Stava male mezza squadra. A Provedel hanno persino somministrato un antinfluenzale durante la partita. Marusic non doveva essere in campo e infatti salterà il Milan.

Un po’ me la prendo anche con l’allenatore perché nel secondo tempo avrebbe dovuto capitalizzare meglio l’insperato vantaggio evitando di mettere in campo il meno allenato di tutti, cioè Zaccagni.

A fine partita Sarri non ha risparmiato nessuno, né la squadra, né la società. Credo che la situazione con l’allenatore troverà a fine stagione come sbocco il cambio, mettendosi d’accordo con lui. Le sue parole di ieri sul mercato estivo sono state abbastanza pesanti. Poi è oggettivo che non abbia avuto alcun giocatore che ha chiesto e questa è una grande scusante, ma la Lazio si è comunque presentata ai nastri di partenza con una rosa più forte.

Ieri ad esempio Italiano ha messo in campo una Fiorentina diversa dal solito cercando di creare più problemi possibili alla Lazio nelle zone più deboli dei biancocelesti. Italiano ha dimostrato che si può cambiare in funzione dell’avversario e preparare la partita di conseguenza.

E’ una Lazio ibrida: non c’è più il bunker inviolabile e contemporaneamente non c’è più il pressing forsennato. Così però ti scolli, ti allunghi e l’avversario trova spazi pericolosissimi”.

Alessio Buzzanca