Come riferito dal Corriere dello Sport, in casa Lazio c’è grande amarezza per la sconfitta di ieri contro la Fiorentina. In vista della sfida di venerdì all’Olimpico contro il Milan, antipasto del ritorno degli ottavi di finale in Champions League contro il Bayern Monaco, Sarri spera nel recupero di Patric. In difesa rientrerà Gila, che ha scontato la squalifica, ma a preoccupare sono le condizioni di Patric, ancora alle prese con una distorsione alla caviglia che lo obbliga a camminare male con conseguente dolore al pube. Prossime ore decisive.
Turno di coppe europee che – al momento – sorride alle italiane, soprattutto alla Lazio. In attesa degli impegni di Atalanta, Inter e Napoli, i club italiani si portano a casa un ottimo bottino di punti. In questa particolare classifica le squadre di Serie A fanno un grande balzo in avanti: la vittoria sul Bayern fa infatti volare la Lazio in classifica, che passa dal 35esimo al 30esimo posto nel Ranking UEFA guadagnando 2 punti e supera diverse squadre, anche di blasone, come Sporting Lisbona, PSV e Tottenham. Bene anche il Milan, che con la vittoria ai danni del Rennes guadagna due punti e sale al 34esimo posto, superando Sporting, Copenhagen e Basilea. Il pari non cambia nulla alla Roma, che resta al decimo posto in graduatoria con 91 punti.
L’importanza del ranking per club si riflette principalmente su un parametro: il coefficiente UEFA. Questo dato, preso su base decennale, è fondamentale nell’attuale sistema di organizzazione dei tornei internazionali, per due motivi principali. Il primo punto è quello dei guadagni ottenuti dalle competizioni europee: in base alla propria posizione nel ranking, la UEFA assegna un bonus aggiuntivo di 1,1 milioni dalla 32esima a salire. Il secondo fattore è il posizionamento nei gironi delle coppe: un ranking maggiore significa una fascia di sorteggio più alta e, di conseguenza, la possibilità di pescare un girone potenzialmente più semplice.
Il Ranking UEFA per Club aggiornato, la posizione della Lazio
Manchester City 143pt
Bayern Monaco 136pt
Real Madrid 125 pt
Paris SG 110pt
Liverpool 107pt
Inter 99pt
Lipsia 96pt
Chelsea 96pt
Manchester United 92pt
Roma 91pt (+1pt)
16. Juventus 80pt 17. Napoli 79pt 22. Atalanta 68pt 30. Lazio 54pt (+2pt) 34. Milan 53pt (+2pt) 59. Fiorentina 31pt
Dal Napoli al Bayern Monaco, un mese (e poco più) di ferro. Per la squadra di Sarri, sottolinea il Corriere dello Sport, sta per iniziare un vero e proprio tour de force in cui ci si giocherà gran parte della stagione. Dopo aver recuperato terreno in campionato nell’ultimo periodo, adesso i biancocelesti devono riuscire a non vanificare quanto di buono ottenuto, continuando su quella lunghezza d’onda e rilanciandosi in pianta stabile sul treno per l’Europa che conta. Sono 7 partite di campionato (di cui 6 contro avversarie attualmente nelle prime 10 posizioni di classifica) nel giro di 37 giorni, a cui vanno aggiunte pure le 2 con il Bayern Monaco degli ottavi di finale di Champions League, la prima all’Olimpico e la seconda all’Allianz Arena. Una media di un incontro ogni 4,1 giorni, un calendario intenso e senza sosta che dirà tanto, se non tutto, su ciò per cui lotterà la Lazio fino al termine della stagione.
Il mese di ferro inizia con il match all’Olimpico contro il Napoli del 28 gennaio, seguiranno le trasferte a Bergamo con l’Atalanta di Gasperini e in Sardegna con il Cagliari di Ranieri (rispettivamente il 4 e il 10 febbraio), per arrivare poi alla sfida nella Capitale contro i giganti del Bayern Monaco, nel primo dei due atti degli ottavi di finale di Champions League. Concluso questo mini-ciclo di fuoco, ne inizia subito dopo un altro, ancora più intenso e complicato. A inaugurarlo, il 18 febbraio, è l’incontro allo stadio Olimpico con il Bologna di Thiago Motta, sorpresa di questo campionato. Uno scontro diretto a tutti gli effetti, cui seguirà quattro giorni più tardi quello a Torino contro i granata guidati da Juric, storicamente avversario molto ostico da affrontare. Il 26 febbraio, a seguire, altra trasferta e altro confronto con una diretta concorrente: stavolta a Firenze, con la Fiorentina di Italiano attualmente al quarto posto in classifica. E il mese di marzo sarà inaugurato il 1° con un altro big match, da disputare a Roma con il Milan di Pioli terzo.
L’indicazione è chiara: il caso Tonali-scommesse va chiuso in tempi record. Il giocatore del Newcastle come noto ha ammesso alla Procura federale, così come a quella della Repubblica di Torino, di aver puntato sul calcio e sul Milan, violando l’art. 24 del Codice di giustizia sportiva Figc. Reo confesso, dunque, ma in attesa di giudizio. Una posizione che nel frenetico mondo del pallone, quello fatto di una partita ogni tre giorni, rischia di creare pesanti imbarazzi. Possibile che Sandro Tonali, pur avendo ufficialmente violato il Codice, continui serenamente a giocare con la maglia del Newcastle? La risposta è sì, almeno fino a quando non si raggiungerà il patteggiamento, strada scelta dall’ex milanista subito dopo essere stato raggiunto a Coverciano dall’avviso di garanzia della Procura piemontese con l’accusa di aver scommesso su siti illegali.
Per questo motivo, viste pure le pressioni della Uefa sulla Figc, si sta spingendo a tavoletta sull’acceleratore per chiudere il caso il prima possibile. Lunedì 23 sarà già un giorno chiave: dopo l’interrogatorio di Tonali di domenica scorsa, i legali (stavolta senza il giocatore) incontreranno nuovamente il procuratore federale Giuseppe Chinè con l’obiettivo comune di raggiungere un accordo. Va detto che per quanto ci si voglia sbrigare, il tema è serio e raramente si trova un’intesa che convinca accusa e accusato al primo tentativo. Ma questo è un caso particolare. Si vorrebbe infatti formalizzare il patteggiamento prima della sfida di Champions League di mercoledì sera tra Newcastle e Borussia Dortmund, per mettere nero su bianco le responsabilità del giocatore e i tempi e le modalità della squalifica. Un primo documento ufficiale quindi, anche se per diventare effettivo lo stop di Tonali avrà bisogno dell’approvazione della Procura generale dello Sport presso il Coni (per Fagioli sono serviti due giorni) e di una comunicazione formale di Chinè alla Uefa con la richiesta di applicare la sanzione in Inghilterra. Che tutto venga formalizzato prima di mercoledì è difficile ma non impossibile. Detto questo, se il Newcastle facesse comunque giocare Tonali poche ore dopo un patteggiamento ottenuto per una chiara violazione (con aggravante) di certo non ne uscirebbe con il premio fair play.
LA SQUALIFICA
Alla luce anche di quella che è stata la sanzione di Fagioli (7 mesi più 5) che però non ha mai scommesso sulla propria squadra, Tonali rischia di restare lontano dal campo per almeno 12 mesi, a cui si aggiungeranno un numero variabile di mesi di prescrizioni alternative (probabilmente cinque come lo juventino), ovvero un percorso terapeutico e diversi incontri come testimonial nella lotta alla ludopatia. Intorno a quell’«almeno» 12 mesi ruoterà il confronto tra Chinè e gli avvocati del giocatore. Resta chiaro che nel caso in cui dalla Procura di Torino dovessero emergere nei prossimi mesi fatti nuovi ritenuti rilevanti per determinare delle violazioni sportive, il procuratore aprirà un nuovo fascicolo, con nuove accuse che, se dimostrate, porteranno a nuove pene.
La difesa nel discutere i termini del patteggiamento sottolineerà come Tonali abbia subito voluto fare chiarezza sulla sua posizione per quanto scomoda, visto che l’aver scommesso su Milan e Brescia configura un’aggravante nella determinazione della pena. E poi la sua collaborazione, che è ben diversa dall’ammissione di colpa perché deve essere tale da informare la Procura di circostanze (fatti o nomi che siano) di cui chi indaga non era ancora a conoscenza. Nel suo interrogatorio davanti a Chinè, Tonali avrebbe anche chiarito a lungo la sua posizione rispetto alle dichiarazioni di Fagioli («Fu lui a suggerirmi Icebet e nell’ambiente si vociferava che anche lui avesse ingenti debiti in giro»). Il talento del Newcastle ha sottolineato di essere solo uno scommettitore e di non aver mai voluto o dovuto coinvolgere compagni o amici. Del resto non sembra abbia fatto alcun nome. Gazzetta.it
Formazione contro il Milan non convincente, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“Mi era piaciuta molto la formazione contro il Torino, invece contro il Milan avevo sensazioni negative. Luis Alberto se c’era una partita in cui poteva e doveva risposare era proprio quella contro il Milan. Sapendo tra l’altro i ritmi che tiene il Milan e che ha tenuto anche il secondo tempo, e sapendo che ha giocato tutte le partite per 90 minuti, lui era l’indiziato numero uno per finire in panchina.
Non sono d’accordo su nulla di ciò che ha detto Sarri. Tranne che per il calendario che è chiaramente una esagerazione. Non penso che la Lazio non si sia rafforzata, anzi penso che sia una squadra forte, che ha giocatori di livello e che i nuovi acquisti siano forti. Penso poi che in un momento negativo e delicato della stagione, l’allenatore debba supportare i suoi giocatori e non dargli pubblicamente addosso parlando di “x e y” e di “ciofeche”. Sono in disaccordo col Mister sia nella forma che nella sostanza. Ci sono cose evidentemente da sistemare sia tra Immobile e una parte della tifoseria, che tra Sarri e Lotito.
La panchina di Ciro è stata concordata tra allenatore, staff medico e giocatore. Contro il Torino aveva preso una contusione fortissima all’osso sacro e sabato mattina Ciro ancora non stava benissimo e quindi è partito dalla panchina. Per precauzione. Non capisco bene la dichiarazione sull’affaticamento ai flessori perché il motivo non era quello, comunque le sue condizioni hanno convinto per la prudenza.
Poi molti tifosi laziali hanno commentato sui social l’esclusione di Ciro con termini e modi inqualificabili che hanno indotto la famiglia Immobile a reagire. Non c’entra nulla l’aspetto tecnico. Di tutto ciò Ciro è piuttosto rammaricato e avverte un’aria che al di là degli haters da social, è piuttosto pesante contro di lui”.
ANDREA PRANDI (La7) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Non si può sempre accampare una scusa per ogni sconfitta. Una volta è il calendario, una volta è il campo, un’altra è l’orario, ora il mercato. Tutti sbagliamo, non siamo infallibili, non è possibile che un grande allenatore come Sarri non si prenda mai delle responsabilità. Le parole del tecnico sulla campagna acquisti le trovo molto gravi, così come avevo trovato gravi le dichiarazioni su Guendouzi e Isaksen dopo la gara con il Monza. Possibile che nessun nuovo giocatore riesca mai ad entrare nell’impianto di questa squadra e non ci sia mai un piano alternativo da parte dell’allenatore? Ci sono tanti modi per uscire dal momento di difficoltà, io non credo che quello di Sarri sia il migliore.
Non si possono accettare queste dichiarazioni, nel modo e nel posto in cui sono state fatte. Il tecnico ha firmato un rinnovo molto importante e sul fatto che nessun giocatore di quelli indicati sia arrivato si scontra con la permanenza nelle rispettive squadre degli stessi. Il mercato è partito in ritardo, è vero, poi quando Lotito si è mobilitato sono arrivati giocatori di valore. Guendouzi e Kamada sono due nazionali, Isaksen è un talento emerso nella scorsa stagione europea. Poi sono arrivati altri giocatori che vanno ancora valutati. Non si può rimestare su queste cose e non si può farlo nella pancia di San Siro dopo aver perso 2-0″
Le parole di Maurizio Sarri in sala stampa dopo la sconfitta con il Milan:
“Penso che noi non siamo una grande squadra. Non possiamo considerarci così, non l’eravamo nemmeno l’anno scorso. Quando giochiamo contro queste squadre perdiamo per la cilindrata, Leao ha dato due sgasate e l’ha decisa. Ma oggi abbiamo giocato con più personalità rispetto all’anno scorso. Noi nel primo tempo abbiamo fatto meglio, ci sono state minimo una decina di situazioni in cui siamo entrati negli spazi in superiorità. Il risultato è lo stesso, ma la prova è diversa rispetto a quella qui dell’anno scorso. La Lazio è vittima di un cocktail micidiale, le prime due partite le abbiamo perse contro squadre alla portata, ma in tutti gli anni che ho fatto la Serie A tre trasferte così di fila contro Napoli, Juve e Milan non le ho mai viste fare a nessuno. Tutto ciò ci ha messo in queste condizioni. La classifica non è da guardare ora, dobbiamo tirarci fuori, ma ciò prevede mesi di partite. Non qualche partita”.
Quanto è difficile ripetersi?
“Era facilmente prevedibile che sarebbe stato di una difficoltà estrema. Abbiamo sbagliato contro squadre alla portata. La strada sembra quella giusta, però non sarà facile tirarsi fuori dalla situazione brutta di classifica. I giocatori devono pensare che sarà così. In tre partite non si può risalire, va fatto piano piano”.
Ha cambiato sempre il centrocampo: mai lo stesso terzetto nelle ultime 5 partite. Perché?
“Una scelta dettata da un calendario folle, io sono ferocemente incazzato con Uefa, Lega Serie A, Fifa e tutto il resto di questa banda. Nell’ultima giornata di campionato abbiamo avuto tra le 40 e le 50 lesioni muscolari. Non ho sentito un comunicato da parte dell’associazione allenatori a difesa degli iscritti, stanno mandando i ragazzi al macello senza che nessuno intervenga. Il calcio ormai è purtroppo questo. Prendi i soldi e scappa. E ora i soldi li prendono sempre in meno. Negli anni 80-90 chi giocava in C per 10 anni ed era a posto per tutta la vita, ora probabilmente appena smetti devi fare domanda alle poste o a qualche altro istituto. Tutto questo circolo di soldi viene immesso per 30-50 giocatori, ma il sistema è tritato. Questo un po’ di difficoltà ce le crea e ce l’ha create. Ma la strada sembra che piano piano sia quella giusta. Poi speriamo di fare anche i risultati”.
La Lazio dove può arrivare in Europa?
“Non so a cosa si può puntare in Europa. Non siamo di sicuro tra le più forti in Champions, ora possiamo puntare solo a passare il girone e non sarà neanche semplice. Arrivammo primi nel girone col Napoli, dovevamo affrontare una seconda e ci toccò il Real Madrid. La Champions è difficilmente prevedibile, poi più o meno arrivano sempre le stesse in fondo. Nell’eliminazione diretta non si possono fare troppi programmi”.
Hai avallato il mercato o è il mercato della società?
“Difficile rispondere alla domanda. Io parto da certi nomi, poi si arriva a questo o quello e posso esprimere la mia preferenza. Io parto da A, poi si arriva a X o Y e scelgo tra quelli. Ma io sono partito da A. Quelli che ho indicato io non sono arrivati, quindi vado avanti con quelli a disposizione. Nel 95% dei casi ogni allenatore comunque darà la stessa risposta”.
Castellanos o Immobile, la Lazio fatica con gli attaccanti?
“Oggi abbiamo fatto 14 tiri, più o meno come il Milan. Poi è vero che abbiamo tirato piano dal limite con il Milan. Il numero di tiri vuol dire che la squadra ha prodotto, poi ci sarà la partita dove con 7 tiri dal limite riesci a fare 5 gol”.
Da cosa dipende la mancanza di incisività?
“Difficile dirlo, forse è la concomitanza di tanti fattori. Però poi alla fine dei conti stiamo facendo gli stessi risultati dell’anno scorso, non è che ci sia troppa differenza. Dal punto di vista mentale difficile pensare alla mancanza di cattiveria. Non lo so, sinceramente. C’è un dato: nel rapporto percentuale tra le occasioni create e i gol fatti l’anno scorso eravamo primi, quest’anno siamo 18esimi. La differenzaè grossa. Stesse occasioni create, meno gol”.
Nel post partita di Milan – Lazio, nella pancia dello Stadio San Siro che ha visto la vittoria dei rossoneri per 2-0, Adam Marusic ha analizzato la sconfitta in mixed zone ai microfoni dei giornalisti presenti:
“Purtroppo è andata così, noi siamo entrati dal primo minuto con tanta voglia e motivazione di vincere ma purtroppo non ci siamo riusciti. Penso che abbiamo fatto un buon primo tempo, abbiamo avuto qualche occasione di fare gol. Alla fine sono i piccoli dettagli che fanno la differenza e loro sono riusciti a fare questi due gol, prendendosi la vittoria. Dobbiamo fare meglio. Dobbiamo imparare dai nostri errori, continuare a lavorare ogni giorno e i risultati arriveranno.
Penso che abbiamo provato nel primo tempo ad avere occasioni, nel secondo tempo meno. Avevamo il pallone in nostro possesso ma non siamo riusciti a fargli del male. Dobbiamo migliorare in questo e penso che tra tre giorni abbiamo un’altra partita e dobbiamo guardare avanti. Noi dobbiamo giocare il nostro calcio a Glosgow e portare il risultato a casa. Immobile? Lo vedo bene, è il nostro capitano, sta sempre con noi. Oggi il mister ha scelto di farlo stare in panchina, ma è molto importante per noi”.
Luis Aberto a fine gara è intervenuto ai microfoni di Dazn:
“Meritavamo di più, sul primo gol abbiamo sofferto perché non abbiamo iniziato benissimo. Dobbiamo essere più cattivi in area, stavamo facendo bene”.
RINNOVO
“Mi sento al centro del progetto, devo continuare ad aiutare i compagni. Voglio che la Lazio stia dove merita”.
LEADER
“Da otto anni sono qui, oggi sono il Capitano. Devo aiutare i compagni e fare il meglio possibile, se restiamo con questo atteggiamento i risultati arrivano”.
ROVELLA
“Mi piace, è forte. Ha personalità”.
CHAMPIONS
“Sappiamo che giocare subito ti dà l’opportunità di tornare ad avere subito fiducia, dobbiamo solo essere più cattivi e capire cosa stiamo sbagliando. La Champions è bellissimo giocarla, entrare in campo e sentire la musica è emozionante”.
Poco meno di mezz’ora al fischio d’inizio del match tra Milan e Lazio, gara importantissima in casa biancoceleste per dare continuità alla vittoria di Torino. In merito il tecnico Maurizio Sarri ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Dazn: “Guendouzi? Normale avvicendamento tra lui e Vecino. Immobile è uscito malconcio dalla gara con il Torino, ha un affatticamento ai flessori. Il ragazzo era preoccupatissimo quindi nella riunione giocatore-allenatore-medico si è deciso che sarà impiegato solo in caso di estrema necessità. Oggi giochiamo su un campo difficile contro una squadra forte, sarebbe importante anche soffrire rimanendo in partita.