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LUTTO

Lutto nel mondo del calcio: si è spento a 76 anni il presidente della Fiorentina Commisso

“Con grande dolore e tristezza la famiglia Commisso con la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa e le sorelle Italia e Raffaelina, comunicano la scomparsa del Presidente Rocco B. Commisso“, questo il comunicato apparso sil sito della Fiorentina.

“Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato Presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa. 

Per la sua famiglia è stato un esempio, una guida, un uomo leale e fedele che accanto a sua moglie Catherine ha raggiunto il traguardo di 50 anni di matrimonio e con i suoi figli è stato un padre severo e amabile, come era il suo carattere, dolce e deciso. 

Il suo amore per la Fiorentina è stata la cosa più bella che si è regalato, passando giornate indimenticabili con i ragazzi e le ragazze delle squadre giovanili, con una carezza e un sorriso sempre per tutti. Inarrestabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi alle sue aziende Mediacom e Fiorentina e al futuro di queste. 

Il calcio era il suo amore e la Fiorentina lo è diventata sette anni fa quando Rocco ha preso il comando del club Viola e ha iniziato ad amare i suoi tifosi, i colori e la città di Firenze. 

‘Chiamatemi Rocco’ aveva semplicemente detto a tutti, con la sua straordinaria empatia. Ed è sempre stato vicino a Firenze e ai fiorentini, nella quotidianità e anche nel periodo più difficile dell’emergenza Covid quando la campagna ‘Forza e Cuore’ ha destinato ingenti donazioni agli ospedali cittadini. 

Il Rocco B. Commisso Viola Park, la casa della Fiorentina, vivrà per sempre portando il suo nome. Un segno indelebile dell’affetto e della voglia di guardare al futuro dei giovani. Proprio i ‘suoi’ ragazzi che sono cresciuti nel vivaio, conquistando trofei giovanili e proseguendo il proprio percorso nelle prime squadre maschili e femminili della Fiorentina. Sotto la sua guida la Fiorentina ha raggiunto due finali di Conference League e una finale di Coppa Italia.

La famiglia Commisso desidera ringraziare tutti coloro che gli sono stati vicino in questi momenti così delicati ed è certa che il ricordo e la memoria di Rocco rimarrà per sempre nei cuori delle tante persone che gli hanno voluto bene e che hanno passato momenti difficili e momenti bellissimi insieme a lui. 

Un pensiero grande in un momento così triste va a tutte le persone della Fiorentina, staff, giocatori, dipendenti, a tutti le persone che conoscevano Rocco, a tutto il popolo viola e soprattutto a tutti quei ragazzi e quelle ragazze che continueranno a portare in Italia e nel mondo i colori viola e il ricordo del nostro Rocco. 

Ci manchi e ci mancherai sempre”, questa la nota completa pubblicata sul sito ufficiale viola. 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Accanimento terapeutico del presidente della Lazio contro i tifosi. Gestione al capolinea” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Oggi due notizie riguardano le squadre romane: da una parte l’intervista di Gasperini che parla con ottimismo dello scudetto, aprendo all’entusiasmo dei propri tifosi; dall’altra, in casa Lazio, invece si parla del mancato ingresso della Curva contro il Lecce. Notizie diametralmente opposte. Qui c’è un accanimento terapeutico del presidente contro i tifosi: la sua gestione è arrivata al capolinea.

Bisogna parlare chiaramente alla gente: la Lazio deve vendere i pezzi migliori per fare cassa, che tra l’altro hanno voglia di andare via per giocare le coppe. In più, non c’è la volontà di venire qui, perché il brand Lazio non attira più. Sei come Udinese e Torino senza coppe”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Mattei, domanda al presidente della Lazio: “L’obiettivo è far tifare nella Capitale solo la Roma?” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ormai c’è una bella competizione in casa Lazio tra le notizie brutte che riguardano il campo e quelle brutte che succedono fuori.

Di fronte a questo scenario apocalittico, blocco, infortuni, calciatrice della Women, le chat, ci viene detto che va tutto bene. Io credo che loro sappiano benissimo quale sia la situazione e dicono queste cose sapendo che non sono vere.

Presidente Lotito, se il 98% dei tifosi della Lazio è contro di lei e il 100% dei tifosi è della Roma è con lei e la spinge a non mollare, non è che sta portando avanti una strategia per far diventare la Roma l’unica squadra della Capitale? Al momento una cosa è certa: la Lazio ora è la seconda e si sta lavorando per far diventare la Roma l’unica della Città”.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Presidente, siamo alla frutta. Caos totale, è un punto di non ritorno” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Caso Vernis? C’è una confusione totale. Ormai siamo ad un punto di non ritorno, difficile accada qualcosa che permetterà di fare le cose fatte bene. Chi di dovere deve pensare a fare un passo indietro. Presidente, siamo arrivati alla frutta.

Non posso parlare dell’ambito imprenditoriale, ma tutto il resto mi dice che le cose non vanno. Ormai l’ambiente è depresso, molto. Non c’è via d’uscita. Per amore e rispetto di tutto l’ambiente laziale c’è bisogno di un cambio di rotta.

De Laurentiis ha passione, mette i soldi, ha visione, è tifoso. Ragiona col cervello e con la pancia. Un imprenditore deve essere bravo e preparato, ok, ma serve anche empatia.

A me deprime vedere la tristezza, non c’è voglia di sognare. E credo che questo lo avvertano anche i calciatori. Detto tutto questo, c’è un campionato che va avanti: squadra, staff e calciatori devono andare oltre; è complicato allontanarsi da ciò che accade, ma l’allenatore deve essere bravo a tirare fuori ancora più energie dai suoi”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Paradiso: “Questa è la Lazio, non la Lotitese. Io non tifo il giocattolo del presidente Lotito. È un sequestro” (AUDIO)

TOMMASO PARADISO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Io sono arrivato al limite, ma non mollo. Dormo poco e oltre a scrivere le canzoni, la notte scrivo anche altri pensieri. La questione Lazio è arrivata al punto di non ritorno, o comunque ad un punto di svolta, e proprio ieri notte ho scritto queste dighe, di getto:

‘Queste parole le avrei potute pronunciare solo qui, dai miei amici Guido e Stefano e proprio qui, nella radio che ascolto tutti i giorni e nella quale ho iniziato a parlare della nostra amata Lazio.

‘Lotito resisti, non mollare, tieni duro, non te ne andare’, queste non sono frasi dette dai tifosi laziali ma dai cugini romanisti, mentre sempre più spesso capita di ascoltare disperati i tifosi laziali che si augurano perfino di non vincere un derby con la speranza ingenua, romantica e, ripeto, disperata, che cambi qualcosa. Come quando nella vita siamo consci di dover attraversare il dolore per sconfiggere un male più grande, a questo paradosso siamo arrivati: il tifoso romanista che auspica un futuro longeva al presidente della Lazio e quello laziale che è disposto a vedere la sua squadra del cuore sprofondare pur di immaginare una sorte diversa.

‘Non vendo sogni’ e non finisco il famoso lo slogan. Il calcio è il sogno per eccelelnza, è dei bambini, è una favola e perché noi non dovremmo sognare? Non perde occasione per sbeffeggiare il tifoso laziale. La Lazio sta sparendo, è chiusa. Siamo partiti 21 anni fa con il fax non arrivato in tempo, siamo qui ora alle prese con la ‘svista’.

Sta raccontando storie che non coincidono con la realtà. Poi aggiungo un parere personale: questo è accanimento. Presidente, le si deve rendere conto che non sta gestendo una cosa di famiglia ma la Società Sportiva Lazio che è un mondo che coinvolge migliaia di persone.

Questa non è più la Lazio, è un affare di famiglia. Io tifo la Lazio non il giocattolo del presidente Lotito, questo è un sequestro. Questa non è la Lazio in cui sono nato.

Oggi si parla di tutto tranne che di campo e di calcio. Si parla di bilancio, questo è un incubo, non il calcio. Mi auguro che qualcuno che le è molto vicino le faccia aprire gli occhi: questo non è la Lotitese, è la Lazio”.

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ESCLUSIVE

SPECIALE 14 MAGGIO – Cragnotti: “Empatia e partnership finanziarie le strade per crescere. La Lazio di oggi? Soddisfatto per le risorse…” (AUDIO)

2 Coppe Italia (1998, 2000), 2 Supercoppe Italiane (1998, 2000), 1 Coppa delle Coppe (1998-1999), 1 Supercoppa UEFA (1999) e ovviamente, la vittoria del Campionato italiano 1999/2000. Questa la bacheca aggiornata da Sergio Cragnotti, Presidente della Lazio dal 1992 al 2003, oggi ai microfoni di Radiosei, in ‘NMM’

“La prima cosa che penso è che sono passati troppi anni! (ride, ndr). Un ricordo bellissimo impresso nella mente, me lo porterò dietro per sempre. Noi speravamo nello spareggio finale, anche quando ascoltavamo la radiocronaca all’Olimpico. Già ce lo portarono via la stagione precedente, lo Scudetto. Alla fine pensai di aver realizzato il mio sogno. Cercavamo di dare alla Lazio una credibilità, una notorietà nazionale ed internazionale. Il coronamento di un progetto che forse ha portato pochi frutti, ma quelli raccolti erano eccellenti. Pensai poi a mio fratello Giovanni, era lui il precursore. Era lui che seguiva tecnicamente, anche con Zoff, la costruzione della rosa”.

“Capii che il mondo dello spettacolo calcistico doveva essere incuso nella globalizzazione. Per me concetti basilari nel mondo della finanza dal quale venivo, partecipai attivamente a quello che già all’epoca era il progetto del campionato europeo per squadra. Oggi il calcio è fatto di società finanziarie. Io lavoravo molto all’estero, viaggiavo in Cina e Australia e già vedevo la Premier League proiettata in quei mercati, con enorme partecipazione. Era un concetto che doveva aggredire anche l‘Italia, ma siamo sempre stati troppo conservatori, restii a questo tipo di investimento”.

L’abbraccio con Lotito? E’ riconoscenza ad un uomo che ha portato avanti un programma, poi ognuno è fatto a modo suo. Ha mantenuto e sviluppato quel gioiello che è Formello. Quando lo presi, pensai ad una casa comune per la Lazio. Con lo stadio invece, non ci riuscii. Flaminio? Me lo auguro, sarebbe il progetto più vicino alla mentalità del laziale, nel cuore di Roma. Sviluppo per la Lazio di oggi? Lotito ha espresso ieri che per lui è fondamentale patrimonializzare la società. Altri sistemi oggi sono di carattere finanziario, in cui delle partnership vengono fatte e create per dare supporto finanziario per la crescita sportiva e per un progetto vincente. Il tifoso vuole risultati, gli Scudetti, primeggiare. Quindi, credo che le partnership siano fondamentali per crescere. Come sistema calcio, credo arriveremo ad un grande campionato europeo con campionati regionali. Un po’ come in Brasile, più o meno”.

“Il rapporto con i tifosi? Io credo che sia fondamentale. Parlavamo di mezzi necessari alla crescita, ma tutto questo si fa per avere vicina la propria gente. Una partita senza il calore della gente non è una partita. Stadio e televisione sono due modi tanto diversi per seguire una squadra. Tutto questo si fa non per proprio egoismo, ma per dare gioia ed emozione a chi ama la maglia. Io soddisfatto della Lazio di oggi? Francamente sì, per quelli che sono i mezzi a disposizione, Lotito sta facendo navigare la squadra in Europa. Si può fare di più, ma bisognerebbe adottare un sistema diverso (vedi partnership finanziarie).

Se rifarei qualcosa diversamente? Credo che con la Lazio ne ho sbagliate poche. Forse sarei dovuto rimanere a lavorare all’estero (ride, ndr) anche comprando la Lazio. La cessione di Signori? Con quella cessione sarebbe arrivato Ronaldo. Eravamo in contatto con la famiglia, con il fratello. Avrei fatto il grande acquisto, la mia idea era di cedere, di fare la plusvalenza per portare grandi giocatori. La plusvalenza tra l’alro, all’epoca quasi non si conosceva”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il presidente Cragnotti torna a Formello. Biblioteca del centro sportivo dedicata ai gemelli

Il patron della Lazio Claudio Lotito invita a Formello il presidente del secondo scudetto biancoceleste Sergio Cragnotti.

Come riporta Il Messaggero, il presidente tanto amato è pronto a tornare nel centro sportivo martedì alle 12, quando ci sarà la presentazione del libro “Diluvio e delirio, lo scudetto più incredibile di sempre” di Manuele Baiocchini e Valerio Spina. Presenti per la prima volta insieme nel Lazio Training Center sia Cragnotti che Lotito, affiancati da Marco Baroni e Matita Zaccagni. Verrà anche intitolata la nuova biblioteca del centro sportivo ai gemelli Flavio e Francesco Rosci scomparsi nei mesi scorsi.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Rocca (Pres. Regione): “Lazio nostro orgoglio, spero nell’Europa. Flaminio? Ho parlato con il Sindaco, è un dovere…” (AUDIO)

FRANCESCO ROCCA (Pres. Regione Lazio) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ieri in Campidoglio c’era tutto il popolo biancoceleste per celebrare i 125 anni della Polisportiva più grande d’Europa. C’erano tutte le sezioni riunite, sono un orgoglio della nostra regione, è stato un momento emozionante e bello. Ho avuto modo di incontrare anche i genitori di Flavio e Francesco, una famiglia che il popolo laziale ha adottato. La loro presenza mi ha toccato, questi due ragazzi sono diventati testimonial di lazialità ed ambasciatori della sofferenza delle famiglie che vivono lo stesso fardello di alcune tremende patologie. Paolo e Francesca hanno abbracciato una sfida tremenda con passione senza fine. La giornata di ieri, la loro presenza, la nostra vicinanza erano dei doveri per noi.

Laziali si nasce a scuola, respirando l’aria che tira. Essere laziale mi ha arricchito nella vita, l’emozione di Lazio-Vicenza ancora non riesco a togliermela addosso. Ero in Curva Maestrelli quel giorno, ricordo ancora gli abbracci e la gioia. E’ una storia di passione che ci accompagna.

Il momento della squadra è un momento di stanchezza. Quello di Bologna era un risultato già scritto. Non mi spiego il motivo per il quale gli acquisti fatti a gennaio ancora non abbiamo avuto modo di giocare. Tra campionato ed Europa League scelgo la seconda senza dubbio.

Flaminio? Io sostengo il progetto dello stadio della Lazio e quello della Roma. Ho parlato con il sindaco affinché si trovino delle soluzioni sui parcheggi. Non possiamo rassegnarci ad abbandonare questo stadio, è nostro dovere trovare delle soluzioni. Potrebbe diventare la nostra bellissima casa”.

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‘NMM’ – A. Longo: “I laziali accendevano il sorriso di papà. Aveva sempre la parola giusta per…” (AUDIO)

Andrea Longo, figlio del Presidente della Lazio Ugo Longo, scomparso il 14 marzo del 2009, in collegamento a ‘NMM’

“Sono passati 16 anni, ma tornare a parlare di papà è sempre molto emozionante. Non si cresce mai, si rimane sempre figli. L’affetto dei laziali, per papà, era difficile descriverlo. Lo percepiva e lo sentiva addosso, aveva il sorriso quando veniva fermato dai tifosi. Anche in momenti cupi, quando riceveva un ringraziamento da parte di un tifoso gli si illuminava il sorriso. Era anche lui un tifoso e la gente laziale gli ha dato gioie grandissime. Ugo, nei momenti difficili, riusciva sempre a focalizzarsi. Lui razionalizzava e dava consigli, soluzioni. Riusciva sempre a trovare la parola giusta per il momento. Diceva spesso: “tante cose al mondo si ottengono con un sorriso. Con un sorriso sincero”.

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‘QUELLI CHE…’ – Rocca (Pres. Regione Lazio): “Lazio, sogno l’Europa League” (AUDIO)

FRANCESCO ROCCA

(Pres. Regione Lazio) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“L’Europa League è qualcosa che ci manca, io ero a Birmingham quando abbiamo vinto la Coppa delle Coppe. Mi auguro possa ricapitare, sarebbe un sogno. Tra campionato ed Europa sceglierei la seconda in questo momento. Per la Lazio sarebbe il massimo”

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