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RASSEGNA STAMPA

Lazio in Argentina, ma non solo per Valentini

Quello in programma a gennaio si annuncia come un mercato vivace per la Lazio, sia in entrata che in uscita. In difesa Gila vuole giocare con più continuità, portando quindi la dirigenza biancoceleste a valutare sia eventuali offerte che come sostituirlo. Come riporta Il Messaggero, un nome che piace è quello di Nico Valentini del Boca Juniors il cui contratto è in scadenza a dicembre 2024. Un mese fa lo scouting Picchioni lo ha visionato dal vivo, ma la sua missione in Argentina era soprattutto per un altro obiettivo (al momento ancora non svelato).

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RASSEGNA STAMPA

Felipe Anderson firma: “Sono pronto”. E Fabiani conferma

Felipe Anderson chiuderà nei prossimi giorni il rinnovo di contratto. Durante la sosta, rivela Il Messaggero, il brasiliano in scadenza a giugno ha chiamato Lotito. “Sono pronto per firmare”, gli ha detto al patron, che gli aveva offerto 3,5 milioni fino al 2028. La conferma arriva dal ds Fabiani: “La prossima settimana ci sarà l’incontro, ma ora dobbiamo pensare solo a Salerno”. Da ex dirigente granata, sa quanto sarà difficile domani all’Arechi. Ci vuole una gran prova di squadra e dovrà accendersi anche Felipe Anderson, sempre determinante nelle vittorie della Lazio. Neo papà di Helena, avrà anche lo stimolo in più del prossimo contratto che firmerà.

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DICHIARAZIONI

Patric: “Potevo andare gratis al Valencia, felice di esser stato convinto da Sarri a restare”

Patric si racconta a El Desmarque

Patric si è raccontato al canale Twitch di El Desmarque e tra i vari argomenti, si è soffermato in particolare sul momento del rinnovo e sulle voci di mercato circolate nell’estate del 2022. Ecco cosa ha dichiarato il giocatore della Lazio.

PATRIC– Potevo andarmene gratis, pensavo che mi avrebbe fatto bene giocare in Spagna in un campionato in cui non avevo giocato e dove mi sarebbe piaciuto giocare”, ha spiegato il biancoceleste, “ma alla fine non ho fatto il passo perché qui mi sono sempre sentito a mio agio e rispettato e ho deciso di restare. A oggi sono ancora felice ».

VALENCIA– «Perché non si è concluso l’affare col Valencia? Onestamente è stato Sarri a convincermi a continuare, venivo da una stagione che era stata brutta per me dal punto di vista emotivo, senza tifosi per via della COVID, in Champions League e anche se l’anno prima ero in un grande momento. Ci hanno chiuso in casa, ho fatto un trasloco in un piccolo appartamento da solo, chiuso in casa nel mio momento migliore. Avevo ansia, depressione, è stato il mio anno peggiore e dovevo giocare senza dire niente. Ho passato un momento molto brutto. Per questo non volevo rinnovare, ma è arrivato Sarri, ha tirato fuori la versione migliore di me ». El Desmarque

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INFERMERIA

Romagnoli in bilico: oggi provino decisivo

La giornata di Romagnoli.

La Lazio è in ansia per il difensore centrale, che negli ultimi due giorni non si è mai allenato con la squadra per un affaticamento muscolare. Sarri spera di recuperare il 28enne per l’anticipo di domani, altrimenti a Salerno sarà emergenza nel reparto arretrato perché mancherà anche Casale, altro infortunato (lesione all’adduttore). Oggi il provino decisivo in mattinata, prima della partenza nel pomeriggio per Salerno. A Formello l’allarme non è suonato, non c’è pessimismo su Romagnoli, cbhe negli ultimi giorni è stato gestito visto che non ha saltato una partita da inizio stagione: ma se dovesse alzare bandiera bianca, l’unica scelta è Gila (mai in campo) insieme a Patric.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone, incontro con Sarri: “Un po’ deluso per non aver inciso sul mercato, ma non si pone limiti di permanenza” (AUDIO)

Intervista a Sarri, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Dell’intervista a Sarri mi ha colpito tra le altre cose il suo racconto sul derby. Lui prova a isolarsi, ma quando entra a Formello mi ha raccontato che tutti lo tirano per la giacca: cuochi, magazzinieri, giardinieri, inservienti… alla fine sente la pressione terribilmente pur non avendo un trascorso specifico.

Il Mister non si vuole dare limiti temporali dal punto di vista contrattuale: la scadenza è 2025, ma non si pone limiti per allungarlo. Nella struttura snellissima della Lazio, il ruolo dell’allenatore non è marginale e legato solo alla squadra, ma è parte integrante del processo decisorio.

Mi è sembrato di percepire un Sarri concentratissimo sul campo, ma che porta dietro un po’ di delusione per non essere riuscito a incidere sul mercato di questa estate. Probabilmente lui sperava che con l’addio di Tare le sue type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee potessero essere più seguite, che potesse pesare di più sul mercato. In realtà è stato un mercato molto a guida Lotito.

Anche sul Flaminio Sarri non è sfuggito alla domanda e ha parlato quasi da dirigente facendo riferimento alle necessità di Lotito per approfondire la fattibilità del progetto.

Un’altra risposta interessante è quella sulla contraddizione tra la proposta di calcio moderno fatta da Sarri e i legami con la tradizione come ad esempio la FA Cup”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Sarri: “Vorrei chiudere qui. Il derby ti rovina e il calcio va salvato. Lotito crede al Flaminio. Mercato? Si poteva alzare l’asticella…”

“Salviamo il calcio, non c’è futuro se si pensa solo highlights. Si gioca troppo, ne parlo da cinque anni, eppure mi accusano di cercare alibi e basta (….). Ora in Spagna sta venendo giù tutto dopo l’infortunio di Gavi con la Nazionale (…). In privato tutti i colleghi mi dicono che faccio bene a denunciare, ma nessuno mi viene dietro”. Maurizio Sarri è una furia contro chi gestisce e organizza il calcio mondiale. Dai calendari ai diritti tv, il tecnico nella lunga intervista a Repubblica ne ha per tutti: “Al massimo un giocatore dovrebbe giocare 50 partite all’anno. Si potrebbe almeno cominciare dalle piccole cose, tipo rinunciare alle tournée estive e riportare la Coppa Italia ad agosto anche per le grandi, facendole giocare sui campi delle squadre di Serie C, che così farebbero incassi per campare tutto l’anno. Il calcio moderno garantisce 50-70 stipendi d’elite, tra cui il mio, non ricchezza al movimento: 20 anni fa un giocatore di C era benestante, ora fatica ad arrivare a fine mese. Si cerca di aumentare fatturato diminuendo qualità del prodotto: ma quale azienda ragiona così?”.

Sul futuro alla Lazio: 
“Mi piacerebbe finire la carriera qui. Non metto limiti temporali, ma non dipende solo da me. Qui ti fanno sentire fondamentale. L’Arabia? Lì si può fumare? Sì, allora è un punto a favore. Se penso al futuro, mi piacerebbe essere l’allenatore della Lazio al Flaminio. È un progetto a cui la Lazio crede, anche se ovviamente vuole delle garanzie: non si può fermare tutto se scavando si trova un’anfora. Contrasti sul mercato? Ho indicato dei nomi, poteva essere l’occasione per alzare l’asticella, ma poi ci sono le questioni economiche…”

Il derby di Roma:
”Mi trita. Da fuori sembra un’esagerazione, poi quando lo vivi è micidiale: tutto quello che respiri diventa derby. Ti rovina la vita, ma è bellissimo”.

Immobile:
“Deve attaccare la profondità e non giocare contro le sue qualità migliori. L’altro giorno mi ha chiesto: “Mister, cosa posso fare per tornare come prima?”. Gli ho risposto: fai quello che hai sempre fatto, non venire incontro alla palla, continua a scavare le difese”.

“Il Napoli di Sarri sarà ricordato per 30 anni – continua – Alla Juve tutto era dovuto e dovevamo vincere solo la Champions, ma era un messaggio inquinato. Ho vinto lo scudetto con un gruppo a fine ciclo e una società che aveva voglia ma non la convinzione di cambiare stile. Ho sbagliato a voler venire via dalla Premier. Tornare in Italia è stato un errore. Il mio erede? Può essere De Zerbi. Tra i miei ex giocatori punto su Maccarone”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, stallo Zaccagni: Giuntoli prova l’inserimento

Il quotidiano Tuttosport oggi in edicola si è soffermato anche sul mercato della Juventus, che sta puntando Mattia Zaccagni. L’esterno è in scadenza con la Lazio nel 2025 e sul rinnovo c’è ancora una fase di stallo. Una situazione che proprio i bianconeri potrebbero sfruttare, provando ad ingaggiare l’ex Verona. Il direttore sportivo Cristiano Giuntoli già ai tempi del Napoli provò ad affondare il colpo, ma alla fine Zaccagni non vestì la maglia azzurra. La fase di stallo fra Lazio e Zaccagni è stata confermata dallo stesso agente del calciatore che tuttavia vuole concentrarsi solo sul campo arginando le questioni di mercato. E già nelle scorse settimane il Presidente biancoceleste Claudio Lotito non sembrava disposto ad intavolare una trattativa per un rinnovo, in linea con la strategia di non affrontare troppo presto l’argomento. La Juventus dunque seguirà gli sviluppi della vicenda, provando ad inserirsi per aggiudicarsi l’esterno.

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DICHIARAZIONI

Immobile a 360°, dagli inizi ai 200 gol passando per la fascia da capitano: “Voglio raggiungere altri traguardi con la Lazio”

Immobile a 360°. Ciro Immobile ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del canale ufficiale della Lazio. L’occasione, è quella dei 200 gol con la maglia della Lazio: “Sono un traguardo molto importante. I miei gol sono stati tutti belli e importanti. L’ultimo ancor di più perché era il duecentesimo. Mi ha fatto piacere festeggiarlo insieme al mister e a tutto lo staff. Sono davvero orgoglioso di questo traguardo. Esteticamente il gol più bello è stato quello di Cagliari. Di brutti ce ne sono stati tanti, forse tra i più brutti qualche palla che mi è rimbalzata addosso”.

“Come la Lazio, io non mi arrendo mai e voglio raggiungere gli obiettivi anche nei momenti difficili. La Lazio ha avuto tanti top player nella sua storia. Mi sarebbe piaciuto giocare con Signori o con Salas. Dico Signori perché gli piaceva fare gol ma anche passare la palla al compagno”.

“L’Immobile del migliore è quello del 2017-18 insieme a quello della Scarpa d’Oro. Riuscivo a sfruttare al meglio le occasioni nell’area avversaria. Ero una macchina infallibile. Mi è piaciuta anche la prima stagione con Sarri, quella dei 27 gol in campionato. Sono riuscito a dare il massimo sia con Sarri che con Inzaghi”.

“Sarri, Zeman e Inzaghi sono molto diversi. Quello più indecifrabile è Zeman. Quando tutto sembrava andare bene, per lui era tutto sbagliato. Era anche divertente come cosa. Ognuno di loro mi ha insegnato tante cose, ho cercato di prendere il meglio. Chi fuma di più tra Zeman e Sarri? È una bella lotta. Il difensore peggiore? Chiellini oltre alle qualità da difensore è uno che non molla mai. Molte volte noi attaccanti aspettiamo momenti di defaillance del difensore, con Chiellini questo era veramente complicato”.

“Il mio ruolo di capitano? Con Romagnoli ho fatto un bel lavoro. Abbiamo parlato molto per convincerlo a venire alla Lazio. Anche con la società spesso ci siamo confrontati sugli aspetti comportamentali. Loro potevano scegliere 4-5 prospetti da comprare. La differenza la faceva se noi gruppo squadro esprimevamo un giudizio favorevole o contrario. Io ho molti amici nel calcio, ho sempre cercato di avere buoni rapporti con tutti. La prima amicizia è stata con Maniero, un bravissimo ragazzo di Napoli. Poi con Lorenzo Insigne, Pellegrini della Roma, Mattia Zaccagni”.

“Nani era fortissimo, mi ha subito colpito. Luis Alberto è stato eccezionale nel lavoro che ha fatto per riprendere se stesso e la Lazio. All’inizio ha fatto tanta fatica ad ambientarsi. Poi, con il lavoro e il sacrificio è venuto fuori il calciatore che conosciamo ora. In allenamento subito si capiva che fosse gran calciatore”.

“Il sacrificio più grande dei miei genitori è stato lasciarmi andare da piccolo. Per la mentalità di mia madre era inconcepibile. Per lei era una cosa inaccettabile. I primi tempi sono stati duri, ma avevo così tanta voglia di emergere che poi tutto è stato semplice”.

“Il numero 17 nasce a Pescara, mi ha sempre attirato. Gli sono particolarmente legato perché in quell’annata è partito tutto. Poi ho conosciuto mia moglie, che tra l’altro è nata il 17. Jessica è molto ansiosa, vive malissimo la partita. È la prima tifosa, ma da quello che mi racconta chi vive la partita con lei non riesce nemmeno a vedere quando tiro un rigore. Un dramma totale. È bello poter far vedere ai miei figli quello che ho fatto. Questa è storia. Loro non so cosa vorranno fare da grandi. Cerco sempre di essere fonte d’ispirazione per loro. Io e mia moglie stiamo dando loro a essere delle brave persone. A loro fa piacere che noi li seguiamo. Sono contento che abbiano delle passioni da coltivare. Mio figlio sta anche facendo calcio, ma non l’ho spinto io. E vuole farlo, lo fa. I trofei non si possono tenere ad altezza bambino. I miei figli rompono tutto. L’albero Natale non arriva mai a Natale. Rompono sempre tutte le palline. A volte neanche su vanno bene, Mattia gioca con la palla in casa…”

“Hobby? I primi anni che si giocava meno andavo spesso a pescare. Mi rilassa molto. C’è poca gente, è questo per me significa relax. È un hobby che coltivo anche qui a Roma, insieme a membri dello staff e magazzinieri. Le carriere dei piloti di Formula 1 è molto dura. Avere un posto in F1 è complicatissimo. Ci sono piloti che mi attirano molto, come Leclerc e Hamilton. Leclerc per il talento che ha. Hamilton oltre al talento anche la grinta, la voglia di emergere”.

“L’attaccante perfetto? Piede destro Batistuta, sinistro Adriano, colpo di testa Trezeguet, opportunismo Inzaghi. Tecnica? Ronaldo il fenomeno, R9”.

“Ho sempre detto che non è tanto nelle caratteristiche, quello che conta in questo sport è la continuità. È la continuità che ti permette di migliorarti e raggiungere altri record. Tutti possono fare 20 gol in un campionato. Ma farne in cinque campionati è complicato. A livello di caratteristiche fisiche ce ne sono tanti bravi. Quello che serve è la continuità. Tra 20 anni, se una volta chiuso col calcio avrò raggiunto i miei obiettivi, sarò felice. Se dovessi parlare col Ciro bambino gli direi di continuare a fare quello che sta facendo. Alla Lazio augurerei di continuare a crescere, in questi anni ho visto dei miglioramenti pazzeschi. È una squadra che può raggiungere obiettivi importanti nel breve periodo e affermarsi come una squadra di livello mondiale”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “A Salerno gara trappola, ma ora va evitato l’anonimato vincendo le prossime tre” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (RAI) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Va evitato l’anonimato”

“Quando c’è una sosta bene o male le sorprese sono all’ordine del giorno. La Salernitana farà la gara della vita, non ha ancora mai vinto, ha bisogno di punti alzando il ritmo e facendosi aiutare dall’Arechi. E’ una gara trappola per la Lazio, tecnicamente è superiore ma le gare vanno vinte sul campo e non sulla carta. Probabile il forfait di Zaccagni dall’inizio, credo sia giusto far partire Isaksen dall’inizio. Quando Pedro parte titolare, i suoi 36 anni si notano. Il danese deve migliorare nella fase difensiva, ma è uno di quelli che punta l’avversario. Mi sembra che in questo momento possa garantire un miglior rendimento rispetto allo spagnolo. Se la Lazio vuole risalire la corrente deve sfruttare questa striscia di calendario che sulla carta è abbordabile, altrimenti imboccherebbe definitivamente la strada dell’anonimato.Questo va evitato. Nelle prossime tre gare la Lazio dovrà affrontare le ultime tre della classifica, il Napoli per esempio affronterà Atalanta, Inter e Juventus. E’ il momento di approfittarne, servono nove punti se vuole aspirare al quarto posto. Altrimenti è tutto inutile.

Quando sento parlare di costruzione di stadi di proprietà, mi viene una grande tristezza. Qui in Italia siamo vincolati dai soliti paletti che in altri Paesi sono stati superati. Nel nuovo Wembley ci sono i parcheggi intorno all’impianto? No. Siamo stati in tanti stadi. Il Santiago Bernabeu, appena ristrutturato, è in mezzo alla città, c’è la fermata della metropolitana nei pressi con una lunga strada urbana che ospita lo stadio stesso. L’Olimpico è stato concepito come stadio per l’Atletica leggera, sono passati oltre 60 anni. Va evitato tutto questo”.

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INFERMERIA

Lazio, apprensione Casale: rischio ricaduta scongiurato? Patric-Romagnoli hanno bisogno di aiuto…

In casa Lazio c’è grande apprensione per le condizioni di Nicolò Casale. Il centrale era rientrato in gruppo ma ieri si è fermato di nuovo: fortunatamente dovrebbe trattarsi solo di un affaticamento e non di una ricaduta. A riportare le prime indicazioni dopo lo stop è ‘Il Messaggero’ che analizza la situazione in ottica Salerno e non solo. Troppe 9 gare nell’arco di un mese per puntare esclusivamente sulla coppia Patric-Romagnoli. Gila non è mai stato utilizzato e lo spagnolo dopo le recenti gare ravvicinate giocate ha lamentato anche problemi muscolari. Superati, ma ha bisogno di essere gestito.