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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Fiore: “Lazio, non intravedo un progetto. Lo stadio vuoto indica un limite superato. Sarri ancora di salvataggio” (AUDIO)

STEFANO FIORE in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“E’ un grande dispiacere questo momento della Lazio e lo dico al di là del fatto che quello che accade mi tocca da vicino visto i miei trascorsi a Roma. E’ una situazione da cui nessuno ne esce bene, si è arrivati al gesto estremo di andare anche contro i propri ideali di amore ed appartenenza. E’ anche una brutta cosa in generale per il calcio. E’ uno sport che appartiene ai tifosi e quando si vede uno stadio così vuoto dispiace. Se si è arrivati a questo punto, evidentemente, significa che i limiti sono stati superati, non solo raggiunti.

Nei miei anni alla Lazio abbiamo vissuto anche il passaggio non semplice da Cragnotti e Lotito. Ci sono state delle difficoltà ed un ridimensionamento, ma era comunque una squadra che ha mantenuto un livello medio-alto. Non riconduco quei miei anni a questi. Questa è una situazione diversa. Lotito ha fatto un ottimo lavoro dal punto di vista dei conti. Almeno fino a quando c’è stato Simone Inzaghi, la squadra si è mantenuta ad un livello alto. Soprattutto dava la sensazione che ci fosse un progetto di un certo tipo. Oggi, ciò che più rammarica, è che il progetto non si intravede. Almeno io non riesco a farlo, poi magari alla fine avrà ragione lui (Lotito, ndr).

Sarri? Secondo me fino ad ora è stato bravissimo. E’ riuscito ad essere l’anello di congiuzione, l’ancora a cui tutti si stanno aggrappando. Sempre parlando chiaro e non cercando mai alibi. Con il suo lavoro ed i suoi comportamenti è riuscito a compattare, per quanto possibile, l’ambiente. Il mercato di gennaio avrebbe potuto rompere il giocattolo, almeno ora la squadra riesce a navigare a vista. La cosa complicata è che bisogna arrivare alla fine nella maniera giusta. Non credo che tecnico e giocatori molleranno la presa, ma lavorare in serenità è un’altra cosa.

Taylor? Si è visto poco, ma i tratti e le caratteristiche si intravedo. Credo sia un buon profilo, si vede che sa stare in campo e riesce già a muoversi nei meccanismi del mister. Un giocatore bravo in entrambe le fasi”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Oddi: “Lazio viva ma ora è il momento di fare un passo per riportare i tifosi allo stadio” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“La Lazio è una squadra viva, anche se la partita con l’Atalanta mi ha deluso. Forse stanno un po’ patendo l’assenza dei tifosi. E’ molto brutto vedere lo stadio Olimpico vuoto, mi auguro che i tifosi possano tornare. Mi auguro che anche il presidente faccia dei passi per questo. La gente mette i soldi, fa i debiti per andare allo stadio, sta rinunciando, è arrivato il momento di risolvere la questione. Deve esserci un punto di incontro, mi auguro che vengano fatti dei passi indietro da parte di Lotito. Non è una cosa brutta cercare di migliorare il rapporto. Non parlo di colpe, ma degli errori sono stati fatti. Non è possibile che la società sia sempre dalla parte della ragione. Non credo che la Lazio abbia perso per l’assenza della gente, ma i calciatori sicuramente ne risentono. Tutti possono sbagliare, nessuno è perfetto, basta ammetterlo”.

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RASSEGNA STAMPA

La Lazio gioca ma non segna, il limite è sempre lo stesso: nodo centravanti

La Lazio di Maurizio Sarri non è una squadra passiva. Il collettivo crea, arriva spesso al tiro, ma poi si ferma sempre nella stessa zona: quella della conclusione. È qui che si sta inceppando la macchina biancoceleste. Al di là delle difficoltà ambientali e delle emergenze affrontate lungo il percorso, che sono state numerose, il vero nodo resta lo stesso da inizio stagione: la fatica cronica nel trasformare le occasioni in gol

Il Corriere dello Sport riporta un’analisi interessante sull’anoressia da gol dei biancocelesti. I gol segnati in campionato, dalla squadra,sono 26. Soltanto 5 di questi, però, arrivano dai centravanti. Due li ha segnati Valentin Castellanos, oggi al West Ham, uno Boulaye Dia e due Tijjani Noslin. Nessun altro attaccante di ruolo è riuscito a incidere. 

L’ultimo gol di una punta risale al 13 dicembre, alla trasferta di Parma. Lo segnò Noslin. Da lì in poi, in attacco, si sono alternati Dia; lo stesso olandese; Daniel Maldini riadattato e il giovane Ratkov, arrivato a gennaio. Al variare degli interpreti, però, il risultato non è cambiato: poche conclusioni e zero reti. Il dato più preoccupante è proprio quello della percentuale realizzativa: la Lazio è 12ª in Serie A, con il 9,25%, frutto di 26 gol su 281 tiri complessivi; 97 dei quali nello specchio. La squadra tira tanto, ma concretizza poco. I centravanti faticano proprio a rendersi pericolosi. In diverse partite hanno chiuso con una o addirittura nessuna conclusione.

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AVVERSARIO

Atalanta, si ferma anche Raspadori: salta l’andata di Coppa con la Lazio

Nell’Atalanta che ha ripreso a macinare vittorie e punti torna ad essere d’attualità il problema infortuni. Dopo De Ketelaere, appena operato al menisco interno destro lesionato al corno posteriore, si ferma anche Raspadori. L’attaccante uscito per un problema a una coscia all’86’ della partita contro la Lazio ha subito uno stiramento di primo grado al flessore sinistro. Salterà la doppia sfida Champions con il Borussia Dortmund più Napoli e Sassuolo in campionato e anche il match contro la Lazio, semifinale d’andata della Coppa Italia. Da verificare la sua disponibilità per il playoff dell’Italia in vista della possibile qualificazione azzurra ai Mondiali.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Risultato bugiardo, mancato culo. I tifosi? Capisco, ma mancano. E su Maldini e Tavares…”

Il tecnico della Lazio Maurizio Sarri ha commentato a Dazn la sfida dell’Olimpico contro l’Atalanta:

“È mancato un pizzico di culo. Nel secondo tempo hanno tirato in porta una volta e nel secondo due, l’Atalanta è in un momento così. Noi abbiamo fatto anche una buona partita, abbiamo avuto occasioni. La nostra squadra, fino a un mese fa, 18 tiri in porta contro l’Atalanta non li avrebbe mai fatti. Un altro aspetto di cui sono contento è che i ragazzi hanno tirato fino al 95’ senza mai mollare. Una buona gara, un risultato che io considero bugiardo. Queste partite non devono darci retropensieri negativi.

Maldini? Ha grande qualità. Quando è coinvolto dal punto di vista materiale e mentale può far grandi cose. Quando fa l’attaccante centrale gli manca ancora l’attacco dell’area, però ha grande qualità.

Stadio? Sicuramente se c’erano i soliti 45mila la gara poteva prendere un’altra piega, però hanno deciso così e avranno le loro buone ragioni. So solo che a noi mancano.

Squadra più disordinata? Era prevedibile. Abbiamo giocato con Noslin, poi gli ultimi 30 minuti cambiando modulo. Era una squadra meno equilibrata del solito.

Tavares?Nell’ultimo periodo si è allenato molto bene, diversamente rispetto a prima. Deve limitare certe cose. Quelle sgroppate palle al piede per vie centrali possono essere pericolose per gli avversari ma anche per noi. Perdendo palla a 70 metri dalla sua posizione fa fatica a riprenderla. È ancora da razionalizzare, ma mi sembra che fisicamente e mentalmente stia meglio rispetto a un paio di mesi fa”.

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SERIE A

Lazio-Atalanta, probabili formazioni

Lazio-Atalanta, match valido per la 25ª giornata di Serie A 2025/26, si giocherà allo stadio Olimpico di Roma, sabato 14 febbraio alle ore 18:00. La Lazio è rimasta imbattuta in otto delle ultime 10 sfide di Serie A contro l’Atalanta (4V, 4N), anche se ha vinto solo una delle quattro più recenti gare contro i bergamaschi: 1-0 il 6 aprile 2025 al Gewiss Stadium, con una rete di Gustav Eriksen.

Probabili formazioni

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Provstgaard, Pellegrini; Dele-Bashiru, Cataldi, Taylor; Isaksen, D. Maldini, Noslin. All. Sarri

Squalificati: Romagnoli

Indisponibili: Basic, Lazzari, Gigot, Zaccagni, Pedro

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djmsiti, Ahanor; Zappacosta, De Roon, Ederson, Bernasconi; Samardzic, Raspadori; Krstovic. All. Palladino

Squalificati: nessuno

Indisponibili: De Ketelaere

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Cucchi: “Lazio, senza Sarri sarebbe stata lotta per non retrocedere. Lotito dovrebbe chiedere scusa ai tifosi…” (AUDIO)

RICCARDO CUCCHI in collegamento a ‘NMM’

“Io mi sto innamorando di questa squadra, vedo quello che in campo fa e percpisco tutto quello che c’è fuori. Vedere Sarri così capace di motivarli, vedere anche questi risultati inaspettati, in particolare quello straordinario di Coppa Italia, non può che appassionarmi. Grandi valori tecnici non ci sono, sono convinto che se non ci fosse stato Sarri, in una situazione così complicata, certamente avremmo avuto una squadra in lotta per non retrocedere. Invece, c’è una squadra che riesce a trasmettere segnali importantissimi anche a chi non va allo stadio. C’è il tentativo incredibile dei giocatori di spiegare che tutto quello che accade è per i tifosi. C’è una trasmissione di lazialità di cui abbiamo bisogno. Ci sta trasmettendo tutto quello che vorremmo, ma che non arriva dalla società.

Io sono tra quelli che ha firmato la petizione e che ha saltato la partita contro il Genoa. Mi sono convinto che ciò che è stato deciso dalla stragrande maggioranza dei tifosi fosse giusto. Ho disertato lo stadio soffrendo tremendamente. Credo che il più grande errore del presidente Lotito sia stato quello di pensare di poter fare il presidente contro i tifosi. Imperdonabile.

Credo che sia molto difficile chiedere ad un tifoso di dimettersi dal proprio ruolo. In tutta onestà, io non ci riuscirò e dico già adesso che dal prossimo anno tornerò ad abbonarmi alla Lazio. Capisco perfettamente la rabbia dei tifosi e il desiderio di cambiare proprietà, ma la volontà rispettabile si scontra poi con la realtà. I margini di recupero siano molto pochi ed, al di là del piano quinquennale che lascia il tempo che trova, quello che dovrebbe fare il presidente Lotito è chiedere scusa ai tifosi e ricominciare da campo. Ammesso che sia sufficiente, ma non esiste un calcio senza i tifosi. Sono loro che consentono il businnes del calcio”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Cassano: “Sarri è pesante, ora la Lazio è questa. Se ci fossi stato il 26 maggio…” (AUDIO)

ANTONIO CASSANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Noi amiamo il calcio, Lele poi ha creato tutto questo, anche con le idee mie e di Nicola (Ventola, ndr). Chi risolve i problemi è Lele (ride, ndr), noi diciamo ciò che pensiamo senza essere banali.

Sarri è pesante, si lamenta sempre. Se non gli sta bene la situazione, va a casa. In questo momento la Lazio è questa, con tutte le difficoltà e il mercato. Tutti vogliono sognare, ma ora la situazione è questa. Se non ti sta bene, alzi bandiera bianca.

Io Fascetti lo ringrazierò sempre per quello che ha fatto per me, a 15 anni mi ha portato in prima squadra. Era di poche parole ma schietto. Una volta sono entrato con la macchina al San Nicola perché ero in ritardo, si arrabbiò e mi fece la multa. Mi voleva talmente tanto bene che spesso mi tutelava.

Chinaglia ha fatto la vostra storia ma io non l’ho mai visto giocare, ovviamente è una leggenda; Signori è fenomenale ma Bruno Giordano era un campione sottovalutato; oggi sarebbe stato titolare in Nazionale con la gamba sinistra e basta.

A Roma ho perso un solo derby, quello del 6 gennaio, e me lo ricordo benissimo. Quando ero a Roma, alla Lazio c’erano Sinisa, Couto, Stankovic. Nella Capitale gli insulti per questa partita duravano sei mesi (ride, ndr).

Il derby più importante è quello del 26 maggio? Avete vinto perché non c’ero io (ride, ndr)”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Adani: “Sarri ha convinto in una condizione precaria, la Lazio non molla mai. Ecco chi sono gli imprescindibili…” (AUDIO)

LELE ADANI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Siamo io, Cassano e Ventola, andiamo in onda sempre e lo scorso anno abbiamo deciso che poteva essere una bella iniziativa girare per andare incontro alla gente; il nostro spettacolo prevede interazioni continue e lunedì saremo a Roma. Abbiamo tutti e tre lo stesso spirito, ci legano la lealtà e l’amicizia, ci completiamo con la libertà e il rispetto per la gente; questo non significa vivere di consensi, ma vogliamo aprire finestre che gli altri non vedono, anche scomode.

Se penso alla Lazio di Sarri penso a tante anime in un unico modo, ad un tecnico che è riuscito a convincere in condizioni difficili e precarie. I calciatori mettono in campo tutto, prima di essere calciatori, sono uomini. Vedo cose che vanno oltre calcio, con resilienza. Per mettere i piedi in testa alla Lazio bisogna essere davvero competitivi perché non molla.

Io ho avuto la fortuna di stare quattro mesi alla Lazio e mi sono allenato con Signori che era un fenomeno; Boksic era allora il prototipo dell’attaccante di oggi. Signori aveva un piede, un mancino, una capacità di trovare la porta, unici. Io ho grande rispetto per la storia, Chinaglia lo vedo come una divinità. Se devo citare qualcuno partendo da Maradona, dico Giordano; secondo me è stato anche sottovalutato per le qualità che aveva.

Gli imprescindibili di Sarri? Intanto la coppia centrale, Gila è futuribile ma è quasi più importante Romagnoli nelle scelte e nell’equilibrio. Poi Zaccagni. E ora è importante il ritorno di Rovella, ma tra gli imprescindibili metto pure Cataldi”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “Traguardo fondamentale per tenere viva la stagione. Sarri ha dato un’anima…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sarri ha creato una squadra, le ha dato un’anima. I calciatori si aiutano tra loro, poi restano le potenzialità limitate. Questa squadra deve giocare con il collettivo e continuare a concedere poco. La Lazio ha raggiunto un traguardo importantissimo, direi fondamentale per non chiudere anzitempo la stagione.

Semifinale? L’Atalanta è più forte, ma il divario tecnico non è così ampio, la Lazio se la potrà giocare. La Lazio aveva il 50% di possibilità di passare con il Bologna, ora ha il 49% di possibilità contro l’Atalanta in semifinale.

Io non ho mai bocciato Taylor, ma si doveva aggiungere a Guendouzi non prendere per sostituirlo”.