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FORMELLO

FORMELLO – Sarri senza i nazionali: Ciro torna a correre, si rivede anche Fares. Zac e Lazzari out

Ultimi giorni di lavoro nel Centro Sportivo. Sabato lo ‘sciogliete le righe’ e poi 11 giorni di stop. Oggi Sarri ha lavorato senza i Nazionali Vecino, Milinkovic, Hysaj, Cancellieri, Provedel, Gila, Marusic e Adamonis. Di questi solo i primi due sono in Qatar. Lazzari e Zaccagni ancora out, mentre Immobile è tornato a lavorare (differenziato ed esercitazioni con il pallone). La buona notizia è il primo allenamento con la prima squadra di Fares. L’algerino è stato aggregato al gruppo dopo settimane di sgambate con la Primavera. E’ fuori dal progetto e cerca una sistemazione già a gennaio.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Accordo di massima per Lazzari e Cataldi, Milinkovic? Lotito proverà…” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’!

Fares è tornato ad allenarsi in gruppo, se dovesse rimettersi in sesto, potrebbe diventare una pedina da spendere sul mercato per portare un po’ di soldi freschi. Lazzari? C’è un accordo di massima, ma bisogna ancora ‘sedersi al tavolo’ delle trattative. Cataldi nelle prossime settimane farà lo stesso, anche lui – dopo il sostanziale passo in avanti – può prolungare il suo contratto con la Lazio. Milinkovic? Per quanto Lotito possa fare il grande sforzo, non arriverà mai ad offrire cifre da top club. Ritiro dal 12 al 23 dicembre, al momento Formello sembra l’ipotesi più gettonata”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Romagnoli top, Luis flop. Fossi la Lazio lo cederei per…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’

“Il Top di queste prime giornate è stato Romagnoli. Ha sbagliato 1, massimo due partite. Ha dato tranquillità al reparto, è stato il migliore di questa parte di campionato. Il flop è Luis Alberto. Avevo aspettative molto alte, poi per un motivo o per l’altro non riescono a trovarsi con Sarri. A singhiozzo abbiamo visto ottime giocate, ma tante prestazioni sottotono. Come gestirla? Certe cose si ripropongono col tempo, magari un mese lo gioca bene, ma poi torni in panchina e ritornano i problemi. Fossi la Lazio lo accontenterei, porterei a casa qualche soldino da reinvestire e sistemerei una situazione complicata. A volte è meglio un giocatore ‘normale’, ma dentro al progetto, che un giocatore fuori dal comune che non si sente parte del gruppo. Spesso, anche inconsciamente, questo atteggiamento può causare danni”.

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FORMELLO

Ripresa a Formello, modello Bundes per la lunga sosta

Come riporta il Corriere dello Sport, Sarri, insieme al suo staff, si ispirano alla sosta invernale della Bundesliga per impostare parte del programma atletico dei prossimi due mesi. Oggi la squadra si ritroverà a Formello, dove sarà impegnata fino a sabato: poi ci sarà il rompete le righe ed il gruppo si ritroverà il 30 novembre per test di valutazione, prima di iniziare la seconda mini-preparazione, che comprenderà  due-tre amichevoli. Per quanto riguarda il ritiro, non vi sono ancora certezze sul luogo in cui verrà svolto: l’allenatore ha chiesto alla società di effettuarlo in un Paese con temperature più miti; la tournée in Argentina è stata bocciata, l’ipotesi turca dopo l’attentato ad Istanbul non convince, pertanto non è esclusa la possibilità di lavorare a Formello.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Luis Alberto-Sarri, non è una questione tattica, ma di atteggiamenti…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Un contatto diretto tra Lazio e Siviglia per Luis Alberto non c’è mai stato. Erano gli agenti dello spagnolo a fare la spola, è stata recapitata una proposta con l’inserimento di Oliver Torres. Ma era più un interesse dell’agenzia del calciatore che voleva piazzare nella Capitale i il suo altro suo assistito. Uno spiraglio c’è stato, l’idea era quella del conguaglio in denaro con l’inserimento di Torres, ma la Lazio non ha mostrato interesse. Poi il club andaluso ha preso Isco. Successivamente c’era stata una situazione legata al Milan. I rossoneri erano interessati, ma non ci furono poi le condizioni per chiudere l’affare. Il Milan ha diversi calciatori che non sono funzionali al proprio progetto, tra questi non Messias che è tenuto in grande considerazione da Pioli”.

Problema datato

“Non parliamo di un giocatore normale, è un top-player, non era una questione facile da sbrigare. Sarri non è vero che non lo vede tatticamente, la questione riguarda gli atteggiamenti, il suo modo di fare. Se Luis Alberto avesse accettato l’utilizzo part-time avrebbe rappresentato solamente una risorsa. Da Bergamo, dove lui non è neanche entrato, lo spagnolo si stacca. Ha lamentato un problema all’anca che l’ha limitato negli allenamenti, ma non ha voluto svolgere accertamenti per chiarire la situazione. Lì è esploso nuovamente il problema”.

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CALCIOMERCATO

Speedy Lazzari, patto con la Lazio fino al 2027

 Firma in arrivo. Tocca a Lazzari, la prossima settimana (salvo rinvii) si legherà alla Lazio per un totale di cinque anni. La trattativa era iniziata dopo il mercato estivo, gli accordi sono stati definiti. Lazzari è in scadenza nel 2024, firmerà fino al 2027. Verranno aggiunti tre anni secchi al vecchio contratto, l’adeguamento economico scatterà subito. L’ingaggio della freccia di Sarri salirà da 1,3 milioni a 1,6 milioni. E’ il primo dei giocatori della lista “2024” a risposare la Lazio. Lazzari compirà 28 anni il 29 novembre, alla scadenza del nuovo accordo di anni ne avrà 33. Sarri lo ha trasformato in terzino, ne aveva intravisto le caratteristiche per arretrarlo e reimpostarlo nel modulo a 4. Lazzari s’era presentato in ritiro con una luce negli occhi: «Quest’anno sono molto carico. Ho imparato a giocare in un ruolo che mi piace molto, posso attaccare e difendere. Mi trovo meglio quando parto da dietro. Voglio migliorare e continuare ad aiutare la squadra». Corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

Klose: “La Lazio di Sarri mi piace. Potrei tornare in Italia per allenare”

Fatti, non parole. Miro Klose è fatto così. Non è uno che cerca i riflettori, non è abituato a pronunciare frasi di circostanza, solo per essere ammiccante e trarne qualche beneficio. Miro è onesto, sincero, trasparente. Non parla spesso della Lazio, ma la porta con sé. “I miei figli sono ancora laziali, anche se ora, a quasi 18 anni, giocano con la U19 del Monaco 1860 – racconta -. Essere a Roma è emozionante per me”. Miro è tornato per la Partita della Pace voluta dal papa, ed ha portato con sé tutta la famiglia. “I miei figli volevano conoscere Ronaldinho. Sono contento di aver partecipato all’evento. Noi calciatori abbiamo il dovere di mandare messaggi di pace”. Meglio ancora se l’evento è a Roma. “L’ho trovata bene, è una città incredibile. Piena di storia, cultura, romanticismo”, e che lo lega alla Lazio. “Sono affezionato a questa maglia. A volte, scorrendo la galleria, rivedo le foto del mio periodo qui. Il legame che sento coi compagni con cui ho vinto la Coppa Italia del 2013 contro la Roma resta, così come le emozioni che riaffiorano e l’affetto per la gente”. Anche se non parla spesso di Lazio. Non ne ha bisogno, non deve dimostrare, né ostentare. La lazialità ce l’ha dentro. “Ho vissuto momenti che non scorderò mai”.

Oggi è all’Altach, nella Serie A austriaca: che allenatore è?

“Credo sia fondamentale avere una filosofia di gioco, anche nel rispetto del pubblico. Bisogna ragionare sulla percezione che la gente ha del calcio che si propone. Il gioco deve essere intrigante, offensivo. Mi piace avere il possesso palla. La squadra deve essere attiva”.Un calcio diverso da quello che proponeva la sua prima Lazio, quella di Reja, col quale aveva però un ottimo rapporto…”Per me era qualcosa di nuovo e da calciatore il mio obiettivo era mettere in campo le idee dell’allenatore. All’epoca sapevo di essere in grado di fare più di quel che mi chiedeva. Andai da lui e gli esposi le mie idee. Ma Reja non era solo tattica. Parlava in faccia. Diceva apertamente e anche brutalmente se riteneva che qualcuno avesse fatto male. Umanamente dava tanto”.

Lei è diretto coi calciatori?

“Importante esserlo. Devono sapere cosa fanno bene e cosa sbagliano. E credo che l’onestà paghi sempre”.

Le nuove generazioni sono abituate a questa franchezza?

“Credo sia una questione di educazione. Ho diviso la squadra in due gruppi, il primo a ogni allenamento si occupa dei palloni, il secondo del materiale che ci serve. Se manca qualcosa, se qualcosa non è come dovrebbe, allora pagano una multa. Il calcio non è solo giocare”.

Che intende?

“Per rendere al massimo non ci si può limitare ai 90 minuti della partita. Si è calciatori sempre, 24 ore al giorno. Si devi riposare e mangiare bene. La carriera è breve, bisogna dare il massimo. Se si beve alcol e si va in discoteca, facendo il calciatore nei ritagli di tempo, non va bene”.

L’allenatore si deve adattare alla squadra che ha o viceversa?

“All’Altach l’anno scorso giocavano un calcio diverso rispetto a quello che vogliamo proporre noi. Ci è voluto un po’, ho dovuto adeguare il sistema di gioco, provare i calciatori in ruoli diversi, ma ora sono soddisfatto. Per me è il posto giusto per imparare. Prendere ragazzi giovani e accompagnarli nel percorso da calciatore: il ruolo di allenatore lo interpreto così. Devo aiutarli a raggiungere i loro obiettivi”.

Come si migliorano i singoli giocatori?

“Bisogna capire chi si ha di fronte. Ogni persona, e quindi ogni giocatore, può migliorare su aspetti diversi, e avrà bisogno di più o meno tempo per farcela. Ma l’allenatore non deve mai rinunciare a lavorare su quel calciatore. Anche se l’apprendimento è lento”.

Qual è il suo obiettivo?

“Allenare in Bundesliga. Ma non so quanto ci vorrà. Due anni prima di smettere di giocare ho capito che volevo restare in campo. Ho voglia di aiutare i più giovani. Mi identifico nel ruolo di allenatore”.E gli altri campionati d’Europa?”Mi piacerebbe pure la Serie A. Qui sono stato 5 anni, mi trovo bene. Lavorare da voi credo sia un obiettivo realistico per me”.

Le piace la Lazio di oggi?

“Quando ho tempo la guardo. Sarri mi piace molto, lo considero un ottimo allenatore. Dà imput interessanti alla squadra che li mette in campo. Però non lo conosco personalmente, quindi il giudizio è parziale”.

A differenza di quello su Pioli e Inzaghi…

“Ho fatto una settimana di praticantato da Pioli. Alla Lazio con lui c’era grande intensità già negli allenamenti. E in campo si vedeva come si vede ora al Milan. Inzaghi si è migliorato molto nella tattica, nell’intensità, nella capacità di leggere le gare. Rispetto all’inizio ha fatto passi da gigante. Questo mi stimola perché dimostra che si può migliorare”.

Qualche tifoso laziale si è sentito tradito da Inzaghi per come se ne è andato…

“Arrivati a un certo punto è comprensibile cercare nuove esperienze. Non ha preso una decisione contro la Lazio o i laziali. Ha pensato alla carriera. Penso però si debba essere sempre trasparenti. Quando si percepisce che si ha voglia di cambiare è giusto comunicarlo, alla società, ai calciatori e ai tifosi. Se si è chiari nessuno si può arrabbiare”.

Corriere della Sera

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Il Napoli sta offuscando tutte le altre, per ora campionato Lazio super positivo” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il Sarri di Napoli poteva permettersi di giocare con una linea difensiva alta, aveva Koulibaly che compensava con la sua velocità. La scelta di Vecino al posto di Luis Alberto è fatta proprio in virtù della ricerca di un equilibrio migliore. Ora la Lazio fa una fase difensiva superiore, una copertura del campo migliore per poi fare male all’avversario in verticale”

Primo bilancio

“La sorpresa potrebbe essere considerata l’Atalanta. Io non la ritengo una squadra che per qualità può stare nelle prime cinque posizioni. La Lazio sta facendo il suo bel campionato, è quarta, se continuasse così si giocherebbe la Champions. Per ora stagione super positiva. Il Napoli è una magia, vince e gioca in modo meraviglioso. Sembra la Lazio nel pre-Covid, c’è un’alchimia di tutte le componenti incredibile. Per il resto le big, Milan compreso, sono in linea con quello che potevano fare. Il Napoli sta offuscando tutto quello che fanno le altre”.

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RASSEGNA STAMPA

Luis Alberto al bivio: ora valuta la partenza a gennaio

Il Mago, nella valigia, non ha giochi di prestigio. Ha il suo futuro. Luis Alberto e la Lazio sono ad un bivio. Il rapporto con Sarri è di nuovo ai minimi termini e lo spagnolo sta riflettendo realmente sulla possibilità di partire a gennaio. Non è più solo Sarri a chiederne la partenza, è il giocatore a valutarla direttamente. Durante la sosta sarà riletta e approfondita la posizione.

Nuovi dissidi

I manager della You Firts dovrebbero tornare a Roma dopo la visita di ottobre per incontrare il diesse Tare. Luis Alberto, dopo un inizio tribolato con Sarri, in estate s’era messo in testa di restare, di dare il meglio dall’inizio della stagione. Sono nati nuovi dissidi. Le panchine delle ultime partite e il cambio nel derby, con Luis Alberto a bordocampo acciaccato ma pronto a rientrare, hanno creato nuove tensioni. Il giocatore non s’è neppure scaldato contro il Monza, era con le scarpe da ginnastica in panchina. A Torino è entrato nel secondo tempo. Sarri rimprovera a Luis certi comportamenti. Luis si lamenta per la gestione dell’allenatore. Andare avanti così non interessa a nessuno, nemmeno allo spagnolo. In passato ha sempre vincolato la sua partenza al ritorno in Spagna, al Siviglia. Stavolta sarebbe disposto a valutare anche altre destinazioni pur di partire. Tra i due litiganti non riesce ad inserirsi la società e si trova a dover gestire il caso. Piazzare Luis Alberto sul mercato non è facile, soprattutto a gennaio. In pochi spendono cifre alte, per cederlo servono almeno 20-25 milioni. Il Mago può essere una carta per intavolare scambi o per allestire operazioni in prestito, incrociate. Ma dipende dalle contropartite. L’indice di liquidità blocca di nuovo le entrate. Per acquistare (a meno di cessioni remunerative) occorre che il giocatore in uscita abbia gli stessi parametri del giocatore in entrata. Luis Alberto guadagna 2,8 milioni, con i bonus si avvicina a 4 milioni. È un ingaggio alto, difficilmente copribile.

Le soluzioni

Sarri ha parlaro di Luis Alberto più volte negli ultimi giorni. Giovedì sera ha detto «ha qualità enormi e carenze». A Torino ha aggiunto «io non ho remore nei confronti di nessuno, sento lo staff, vedo gli allenamenti poi mi chiudo in una stanza da solo e decido chi gioca». In campionato ha deciso di lanciare Luis Alberto solo 5 volte dall’inizio. Già in estate, prima e dopo l’arrivo di Vecino, lo spagnolo era convinto che avrebbe giocato poco. Così è stato. Non è un mistero, Sarri aveva scelto Ilic del Verona per rimpiazzarlo. Dal mercato non sono mai arrivate offerte. In Spagna ad ottobre hanno rilanciato indiscrezioni legate al Siviglia, ipotizzando uno scambio con Rafa Mir, centravanti spagnolo, 25 anni, è gestito da Jorge Mendes. Luis Alberto può essere utilizzato come pedina di scambio, anche se certe operazioni non sono mai state considerate da Lotito e Tare. Si trovano però a gestire una circostanza particolare. Sarri non riesce a gestirlo, spinge per sbloccare il mercato con la partenza di Luis. Chiede un terzino, il preferito è sempre Parisi dell’Empoli, ma è valutato 15 milioni. È spuntato il nome di Rafa Silva, jolly offensivo del Benfica, valutato 20 milioni. Sono cifre da fantacalcio con il mercato da sbloccare. Al di là dei papabili rinforzi, tenere Luis Alberto in rosa da separato in casa non è possibile. Sarri avrà certamente calcolato che perderlo a gennaio significherebbe rinunciare ad un uomo di qualità. Da rimpiazzare come e con chi? Corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Messaggi chiari di Sarri al club, ecco i nomi che ha fatto per il mercato… Problema indice liquidità, chiave Luis Alberto” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’!

Ieri Sarri ha lanciato messaggi chiari al club. Non è possibile che la Lazio quando mancano 3 giocatori non riesce più ad essere se stessa. Con Lotito e Tare, Sarri di mercato ha già parlato. Dei nomi li ha già fatti, quello di Parisi e Valeri per il terzino sinistro, quello di Ilic per il centrocampo ed il vice-Immobile. Lui non vorrebbe un attaccante di peso, non a caso ha fatto il nome di Rafa Silva del Benfica. Non vuole una prima punta vera, ma uno alla Raspadori, alla Mertens. In questo momento non sono fattibili interventi, c’è il solito problema dell’indice di liquidità da sbloccare. Bisogna capire che in uscita ci possano essere delle possibilità di piazzare Luis Alberto. Ha chiesto la sua cessione, ma in questo momento sono poche le possibilità di cederlo”