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RASSEGNA STAMPA

Lazio, intervento chirurgico per Sarri: sarà in panchina con il Napoli

Oltre alle apprensioni legate al campo e alle sviste arbitrali, la Lazio ha una pensiero in più in questo fine 2025: quella legata alla salute di Maurizio Sarri. Il Comandante si sottoporrà infatti nella giornata di oggi, 29 dicembre, a un intervento chirurgico.

L’intervento chirurgico cui Sarri si sottoporrà era già programmato, secondo quanto riporta Il Messaggero. Non si tratta di nulla di particolarmente grave o provante, tanto che si stima che il tecnico sarà regolarmente in panchina per la sfida contro il Napoli del prossimo 4 gennaio. La sua assenza dai campi da gioco si protrarrà soltanto per due o tre giorni. In questo periodo di tempo, le sessioni di allenamento saranno guidate dal suo vice, Ianni.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Insigne a Roma. Si sente già biancoceleste: “A presto”. C’è il nodo slot

Insigne è la soluzione low cost da vice Zaccagni per cui si spenderebbe Sarri, si sa dall’estate. Lorenzo è a Roma da un paio di giorni, impegnato in incontri di mercato insieme al manager D’Amico. Non è la priorità tecnica per il Comandante, più di tutto aspetta il centrocampista, ma non direbbe certo no al tesseramento lampo. Insigne aspetta di firmare con la Lazio da mesi, può farlo da svincolato, ma andrebbe tagliato un posto tra gli over 22 per consentirgli di giocare. A gennaio rientrerà, che sia in biancoceleste o altrove. Sta a Lotito decidere se accontentare Sarri o se puntare su un profilo come Daniel Maldini, 24 anni, sotto contratto con l’Atalanta. E’ tra i nomi valutati dalla società. Corriere dello Sport  

L’ex Napoli è a Roma da tre giorni, in attesa di una firma che sembra ormai imminente. Lorenzo si sente già biancoceleste, rifiutando da mesi ogni pretendente pur di riabbracciare Sarri, il maestro che lo ha reso un idolo a Napoli. Nella giornata di ieri, ha lasciato un indizio che sa di prova concreta sul suo futuro: stando a quanto riportato dall’edizione odierna de Il Messaggerol’esterno ieri si è concesso qualche foto in un ristorante con dei bambini di fede laziale, salutati poi con un “A presto” che sa di conferma sul suo futuro. Un futuro a tinte biancocelesti, o almeno così sembrerebbe.

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SERIE A

Udinese-Lazio, probabili formazioni

La Lazio arriva alla trasferta di Udine con alle spalle una striscia di quattro risultati utili consecutivi tra campionato e Coppa Italia. La classifica torna a far ben sperare, ma serve lo scossone definitivo per tornare a lottare per i piazzamenti europei. Sarri per la partita contro l’Udinese recupera Zaccagni dalla squalifica, ma perde Guendouzi per lo stesso motivo, come BasicBelahyane verso una maglia da titolare a centrocampo.

Udinese-Lazio, le probabili formazioni 

Udinese (3-5-2): Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Zanoli, Piotrowski, Ekkelenkamp, Kamara; Zaniolo, Davis. All.: Runjaic 

Lazio (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Vecino, Cataldi, Belahyane; Cancellieri, Castellanos, Zaccagni. All.: Sarri 

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, ora la verità sul mercato: le aspettative di Sarri, c’è un patto da rispettare

Lo sblocco del mercato apre ufficialmente alla ricerca della mezzala, del vice Zaccagnidel terzino (se partirà Tavares) e delle verità. Sarri e la Lazio non sono quasi mai sullo stesso piano. Mau punterebbe su big in uscita dalle grandi. Il diesse Fabiani su giovani pronti all’uso. La forbice tra sogni e realtà è enorme. Devono trovarsi sulla strada del compromesso, per ora solo teorizzabile. Loftus-Cheek e Raspadori, i prediletti di Mau da mezzala e centravanti, sono irraggiungibili anche a mercato sbloccato per via dei costi, rischiano di appesantire i conti in vista della prossima soglia da rispettare: non più lo 0,8 bensì lo 0,7. 

[…] Sarri si aspetta molto dal mercato di gennaio, dopo un’estate di stenti. Innanzitutto vuole capire se sarà rispettato il patto su cui si è fondata la ripartenza dopo lo scontro di giugno, avvenuto quando ha saputo del blocco di mercato: al Comandante dovevano spettare veti sulle cessioni e approvazione degli acquisti proposti dal club. Al tempo stesso bisogna capire quanto Lotito può ed è disposto a spendere, nel conto della finestra invernale vanno messi anche i rinnovi di Basic e Marusic, per i quali ci sono già stati incontri preliminari. Chiedono rispettivamente ingaggi da tre e due anni da oltre 2 milioni. Aspetta la svolta anche Romagnoli. Corriere dello Sport

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, un centrocampista di qualità ed un bomber per fare il salto. Necessario assecondare Sarri” (AUDIO)

“Se fossi Sarri chiederei un centrocampista che dia qualità alla squadra e che possa arrivare in doppia cifra ed un grande attaccante. La Lazio ha una grande organizzazione difensiva, se si riesce ad aggiungere questi due tasselli le cose sarebbe diverse. La batteria degli esterni offensivi mi sta bene, ma davanti serve uno più forte del Taty ed un centrocampista alla Milinkovic-Savic. E’ lì che si farebbe un salto di qualità.

Samardžić e Maldini servirebbero molto. Con Insigne starei apposto sugli esterni, poi serve uno che sappia rifinire. Bresciani è una bella mezzala, uno che si sa inserire che servirebbe, ma la priorità è aggiungere un elemento in grado di creare. Non parlo di campionissimi, ma di giocatori che potrebbero essere alla nostra portata. Se poi, anche questi non sono raggiungibili, andrei su giovani con caratteristiche specifiche. La cosa importante è andare dietro alle esigenze di Sarri, altrimimenti è inutile”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Luis Alberto: “Conosciamo tutti Lotito, per fortuna non è più il mio presidente”

L’inizio traumatico della sua avventura alla Lazio, i contrasti con Lotito, le vittorie e l’addio. Luis Alberto, che poche settimane fa ha seguito da tifoso la squadra biancoceleste a Milano, racconta la sua esperienza nella capitale. “Ho litigato tante volte con Lotito. Lo conosciamo tutti, sappiamo com’è fortunatamente non è più il mio presidente“, ha detto a Fanpage.

Il centrocampista spagnolo è tornato sul suo arrivo a Roma e le difficoltà iniziali: “Ero stato presentato come esterno destro. Era tutto nuovo ed è stato tutto molto veloce. I primi quattro o cinque mesi sono stati devastanti per me, perché non capivo niente. È vero che non giocavo, ma poi è cambiato tutto, soprattutto la cosa più importante: la mia mentalità e il mio lavoro. Lì ho fatto vedere a Simone (Inzaghi ndr) che dovevo giocare”. Nel 2020 il sogno scudetto della Lazio si fermò con la pandemia. “Quell’anno, per mentalità e per come giocavamo, era difficile non arrivare fino alla fine per vincere lo Scudetto. Era una squadra che giocava a occhi chiusi. All’Olimpico spesso vincevamo già nel primo tempo”Una squadra che, alla sospensione del campionato, era in lotta per il titolo: “Per sei-sette mesi non c’era sofferenza in campo. Anche quando andavamo sotto, vincevamo al 90’, 92’, 93’. Si percepiva che in pochi secondi potevamo fare uno o due gol. In campo eravamo felici, ci divertivamo. Senza il Covid, secondo me, fino alla fine ce la saremmo giocata per lo Scudetto”.

Secondo Luis Alberto, nella Lazio “c’è gente che non capisce di calcio e lo dirò sempre. Eravamo un gruppo sano, con un allenatore amico e un direttore sportivo che sapeva quando mettere pressione e quando no. Poi è arrivato Sarri, che è un maestro. Quando è andato via sapevo che la Lazio non sarebbe andata da nessuna parte”. Secondo lo spagnolo, tra le cause del suo addio, c’è il rapporto con Lotito: “E’ uno dei motivi. Ho litigato tante volte con lui. Lo conosciamo tutti, sappiamo com’è. Fortunatamente non è più il mio presidente. Non c’è nessun rapporto d’amicizia e non ci sentiamo più”. Luis Alberto sarebbe pronto a tornare alla Lazio? “Sì, ma mi deve chiamare Sarri”.

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RASSEGNA STAMPA

Sarri torna alla carica dopo lo sblocco: i profili nel mirino. Tavares-Arabia? La Lazio chiede 15 milioni

Mercato sbloccato, ora c’è da intervenire: le mosse in vista del mercato di gennaio.


Gennaio si avvicina e la Lazio necessita di rinforzi. Come sottolinea Il Messaggero, resterà opportuno fare plusvalenze, ma dopo la notizia del mercato sbloccato Sarri tornerà alla carica con la dirigenza insistendo sui suoi nomi: Loftus-Cheek (piace anche al Besiktas), Samardzic e Ilic a centrocampo, Martín in difesa, Raspadori (molto vicino alla Roma) e Insigne in attacco. Fabiani dal canto suo ribadirà la sua di lista, con Brescianini e Maldini dell’Atalanta, dei quali ha parlato nell’incontro con Riso della scorsa settimana, Netz del Mönchengladbach e altre occasioni come Gaaei dell’Ajax, ma più per giugno.

In attesa di programmare i tentativi in entrata però, conclude il quotidiano, presto potrebbero esserci novità in uscita. L’Al-Ittihad vuole Nuno Tavares, ma la Lazio al momento non si muove da una richiesta di almeno 15 milioni di euro visto il 35% da dover versare nelle casse dell’Arsenal. Il Panathinaikos ne metterebbe 10 sul piatto per Mandas, ma quest’ultimo preferirebbe raggiungere Baroni al Torino, mentre il club propende per uno scambio con Leali del Genoa. Seconde linee che potrebbero tornare utili.

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Lazio, Sarri aspetta due-tre colpi. Insigne ok, ma non è la priorità. Piacciono Valentin Carboni e Venturino

La Lazio inizia a pensare al mercato di gennaio: le ultime.

Sarri aspetta due o tre colpi. Il sogno laziale, riporta il Corriere dello Sport, è Daniel Maldini. Palladino lo ha allenato a Monza e lo ha utilizzato come titolare domenica a Marassi, ma il figlio di Paolo potrebbe lasciare l’Atalanta. È chiuso, ha bisogno di giocare e di convincere il ct Gattuso a riconsiderarlo in azzurro. Appartiene alla scuderia di Beppe Riso, stesso agente di Rovella e Cataldi, transitato da Formello nei giorni scorsi per un incontro esplorativo con Fabiani. Anche questo è un dettaglio significativo: dall’inizio di dicembre, subito dopo aver trasmesso i dati alla nuova Authority, il ds della Lazio si era rimesso in moto avviando contatti e consultazioni con l’idea di accedere liberamente al mercato a partire da gennaio e senza attendere il via libera attraverso cessioni. Prepara due o tre acquisti per Sarri.


Maldini, si legge, è un nome monitorato dal club biancoceleste, ma non solo, perché ha 24 anni e si tratta di un talento non ancora esploso. Si è informato il Cagliari. Giulini conta di prenderlo in prestito e di fare l’accoppiata con Brescianini, altro giocatore assai considerato dalla Lazio. Fabiani, eventualmente, dovrà battere la concorrenza del suo amico Angelozzi, ds del Cagliari, che lo aveva fatto sbocciare a Frosinone. Nei giorni scorsi era stato riferito l’interesse per Samardzic, gioiello serbo, seguito dalla Lazio nell’estate in cui aveva lasciato Udine. Costa tanto, è difficile possa essere ceduto dall’Atalanta. Tornando a Maldini, amico fraterno di Rovella, Lotito consegnerebbe un jolly d’attacco a Sarri che potrebbe utilizzarlo su tutte e due le fasce o da trequartista nel caso in cui transitasse ogni tanto verso il 4-2-3-1.

Per ora, conclude il quotidiano, la Lazio si sta guardando intorno, non ha avviato trattative. Si guarda ai giovani, l’invito federale sugli U.23 va raccolto. Anche ieri registrata freddezza per Insigne. Da tempo si parla di un accordo con Lotito. È un figlioccio di Sarri, ma le priorità dallo stesso allenatore dichiarate sono in altri ruoli. Da vice Zaccagni giocherebbe poco, Noslin come centravanti dà più garanzie. Forse, solo alla finne e se la Lazio centrerà prima altre operazioni, Lotito lo prenderà, ma non sono pronosticati colpi a breve scadenza. Si cercano occasioni, Insigne può esserlo se non pretende il posto da titolare. Si va sui giovani. È argentino ma piace Valentin Carboni, di proprietà Inter e ora atteso di rientro per fine prestito dal Genoa dove gioca un under 21 azzurro di grande talento e velocità. Si chiama Lorenzo Venturino, classe 2006. Ha già esordito in Serie A, sarebbe un gioiello su cui investire. Il Genoa ha chiesto Mandas in prestito, la Lazio vuole monetizzare a titolo definitivo e Leali non convince. Il Panathinaikos per il portiere greco ha offerto 7 milioni: pochi. Ci possono essere diversi altri giovani da guardare. Miretti è un top, ma Spalletti ora ne ha bisogno, è il primo cambio della Juve a centrocampo.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Zaccagni: “Bravi a restare uniti. Merito anche della mentalità di Sarri”

“Stagione 2025/26? Annata particolare. E’ partita con più di qualche difficoltà, ma siamo stati bravi a rimanere uniti. E bravo è stato anche il mister che ha trasmesso la sua mentalità: adesso si sta vedendo il lavoro di mesi e siamo contenti per questo“. Così il capitano della Lazio, Mattia Zaccagni, intervistato ai microfoni di Sky Sport. “Mister Sarri? E’ un motivatore, ti spinge a dare tutto. Quando si vince e si fa il lavoro che chiede lui è al settimo cielo e ci piace vederlo così. A noi piace dare il massimo e adesso ci sta riuscendo. E’ una delle più grandi soddisfazioni”

Nonostante le molteplici difficoltà della prima parte di stagione, nello spogliatoio biancoceleste si è creata un’unione speciale: “Lo vediamo negli allenamenti, lo percepiamo”, sottolinea il numero dieci della Lazio. “Nasce da dentro, non è facile fronteggiare le difficoltà come a Parma e nonostante questo siamo riusciti a portare a casa i 3 punti”, ricorda Zaccagni per il quale diventare papà ha avuto senza dubbio un impatto importante non solo nella sfera privata ma anche in campo. “La paternità ti fa fare quello step mentale che cercavo. Dea è la mia principessa, la femmina è del papà, si dice, e infatti è proprio così”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Patania: “Lazio, sta pesando l’impegno di Lotito in Senato. Squadra buona, manca una mezzala di classe. Su Tavares e Sarri…” (AUDIO)

FABRIZIO PATANIA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ho seguito la storia delle Noif e dell’ammissione al mercato. Ieri Lotito era impegnato a Palazzo Madama, mi vien da dire che una delle cose che più sta pesando è l’impegno del presidente in Senato. E’ venuta meno, da parte sua, un po’ di attenzione in più sulle questioni Lazio. Chi fa il nostro mestiere non può chiedere ad un presidente di vendere la società, per quanto siano comprensibili i timori e lo stato d’animo dei tifosi.

Sul campo la squadra, dopo l’impresa di Parma, contro la Cremonese si è espressa sotto tono. Magari sarebbe servito un pizzico di creatività in più da parte di Sarri. Mi ha stupito molto l’intero match in panchina di Tavares. Lui davanti può spostare molto, mi piacerebbe vederlo come mezzala o esterno alto quando manca Zaccagni. Pedro non ha più tempi ed abitudine per giocare sulla fascia. Fuoriclasse leggendario, ma insistere su un giocatore che non sta più dando risposte può essere un errore. Sarri è un fenomeno ed io sono un sarriano, ma di queste cose si può discutere. Tavares a me non piace, in fase difensiva consegna agli avversari una valanga di palloni, ma in situazione di emergenza proverei a recuperarlo. Dubito che possa forzare il suo impiego ad Udine da interno sinistro.

La Lazio a pieno organico è una buona squadra. E’ successo di tutto in questo inizio di stagione, credo manchi una mezzala di classe. Un Luis Alberto, un Mauri, un Milinkovic, il Samardzic di cui si parla adesso. Un po’ di creatività alle spalle dell’attacco. Se elimini le prime cinque, secondo me potresti anche giocartela con Bologna, Como ed Atalanta. La Lazio ha sbagliato la partenza, dalla quinta in poi ha fatto bene, sarebbe al quarto posto per punti totalizzati”.