Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, dopo la finale incontro per il futuro Sarri-Lotito-Fabiani: tutti i temi sul tavolo

Il comandante chiede garanzie per il futuro.

Almeno tre destini che si uniscono. Forse quattro, perché anche quello di Sarri dev’essere riscritto, con o senza medaglia al collo. Forse, riporta Il Messaggero, già dopo la finale di Coppa Italia, Mau si risiederà a un tavolo con Fabiani e Lotito per capire quali sono i programmi e chiede garanzie per il futuro. Il Comandante ha due anni di contratto, darà priorità alla Lazio, ma vuole sapere subito che tipo di mercato potrà fare la società (libero o, più probabile, a saldo zero) e il budget che sarà investito (non importa quanto, ma va stabilito nel dettaglio).

Se così non fosse, conclude il quotidiano, Sarri sarebbe pronto a guardarsi intorno e a valutare le proposte che arriveranno. Le sue ultime gesta biancocelesti lo hanno rilanciato. È già annunciato il valzer delle panchine (dentro anche la scelta del nuovo ct dell’Italia) e può succedere di tutto. Non ci sono solo Napoli, Fiorentina e Bologna in agguato, occhio anche ad Atalanta e Milan sullo sfondo.

Categorie
ESCLUSIVE

‘SVB’ – Cremonese-Lazio, Rambaudi: “La priorità è la gestione. Sarri non correrà rischi” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Livello basso, non da Serie A; negli ultimi anni il livello è calato. Chivu? Ha fatto il suo ma ci ha messo anche tanto del suo; dopo una parentesi lunga con Inzaghi si era creata apatia, lui ha ridato entusiasmo. E poi ovviamente è venuta fuori l’identità che questa squadra aveva, ma lui ha gestito i giocatori in maniera molto attenta, è entrato molto nella pancia dei suoi. Si è adattato ai calciatori che aveva; è anche un allenatore che ha idee.

Chiaro che stasera Sarri non correrà rischi. Punterà sulla gestione per portare tutti i giocatori al meglio contro l’Inter. Non rischiare è l’imperativo. Il campionato deve essere un allenamento, ma serio altrimenti sarà difficile fare una finale seria.

Giampaolo è un ottimo allenatore, molto bravo nel preparare la settimana ma il calcio è cambiato. Ora devi cercare di interpretare un calcio meno ‘statico’, con più opzioni durante la gara. Credo molto in questo e negli allenatori che hanno una chiara identità. I dettagli poi fanno la differenza”.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Lazio, Agostinelli: “Rovella titolare nella finale non proponibile. Si partirà con il 70% di possibilità per l’Inter” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Non credo sia proponibile, dopo la stagione che ha vissuto, che Rovella possa giocare da titolare nella finale contro l’Inter. Penso che Sarri non ci stia pensando proprio. Alla fine la scelta sarà circostritta al ballottaggio Cataldi-Patric. Se il primo sta bene, la finale me la giocherei con lui. Parto dal presupposto che contro l’Inter devi anche giocarti la partita, puntare a segnare. Poi, chiaro, dipende anche dalle condizioni fisiche. In questo momento, se dovessi ipotizzare delle probabilità di vincita, direi che la squadra di Chivu ha il 70% di possibilità di far propria la coppa. Poi è una gara secca, tutto può accadere. La certezza è che partiranno con la stessa attenzione e fame della Lazio”.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Cardone: “La Lazio non si può permettere di perdere Sarri, ma non sono ottimista sulla sua permanenza” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Conference League non attecchisce a livello di fascino. La Coppa Italia ha più fascino, per ora. Questo non significa dover snobbare la prima. Ad ogni modo non è una competizione che per quest’anno può riguardare i biancocelesti.

La società Lazio non si può permettere di perdere Sarri; è una garanzia, soprattutto in un momento così difficile con la tifoseria. Lui è l’unica certezze, o quasi, che hai, insieme allo spogliatoio. Detto questo, non sono molto ottimista: credo sia molto difficile trattenerlo. Per un breve periodo la sua comunicazione è stata meno critica nei confronti della società, ultimamente è tornata quella di una volta. Con Sarri puoi sperare in una squadra più forte, senza di lui vai verso un ulteriore ridimensionamento”.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio in salute, ma l’Udinese ha confermato il difetto della stagione. Su Noslin-Maldini per la finale…” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Anche la gara con l’Udinese rappresenta una sintesi di una Lazio in salute. Per la squadra di Sarri è stata una gara buona, utile per testare giocatori, positiva anche per il ritorno al gol di Maldini, oltre che per apprezzare un Pedro del quale continuerei a non fare a meno.

Quando la Lazio gioca con squadre che si chiudono va in difficoltà. Emerge il difetto di qualità dei singoli in avanti, per questo Sarri ha capito che non potendo comandare il gioco la strada migliore è quella del giocare di rimessa. L’Inter, invece, è completa. Ti fa male sia quando ti chiudi che quando ti scopri.

Lungo ballottaggio Maldini-Noslin per la finale di Coppa Italia? E’ da ragionare, dipende al tipo di avversario, dagli spazi che ti danno. Ultimamente Noslin ha dimostrato di saper gestire la palla anche con il difensore alle spalle, ma una finale va studiata anche per le mosse che puoi fare in corso d’opera. Ad oggi, preferirei Noslin dall’inizio”.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Cardone: “Lazio-tifosi, allarme clamoroso da Sarri. Il suo futuro dipende dalle garazie tecniche e dalla corte delle altre…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“L’allarme lanciato da Sarri dopo Lazio-Udinese è stato clamoroso, ripeteva della situazione deprimente, allarmante, con i giocatori che risentono dell’assenza del pubblico e Lotito che non fa un passo verso i tifosi. Appello accorato e sincero del mister.

Non credo comunque che questa situazione inciderà sul futuro di Sarri, credo che il tecnico voglia altre garanzie. Dipende molto anche dalle panchine di altre squadre; la possibilità di tenere Sarri dipenderà pure da Napoli, Atalanta, Fiorentina e Bologna. Se arrivasse un’offerta concreta, Sarri andrebbe via. Il grido di allarme ora di Sarri è per la sua squadra, per il gruppo: è il comandante che protegge le truppa.

Chiaro che questa situazione inciderà anche sul mercato. La protesta nasce dal fatto che la gente vuole una proprietà in grado di garantire soldi per fare il salto di qualità”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, non solo scelta ma soprattutto necessità: ancora rotazioni per Sarri da qui alla fine

Il tecnico ha allargato il ventaglio delle opzioni.

Venti calciatori utilizzati nelle ultime due partite, praticamente l’intera rosa. Le rotazioni, con la finale di Coppa Italia in vista, non sono più una scelta ma una necessità. Come evidenzia il Corriere dello Sport, quattro giocatori totalmente risparmiati contro l’Udinese (Marusic, Gila, Cataldi e Zaccagni), utilizzati pochi giorni prima – dall’inizio o in corsa – nella semifinale di ritorno con l’Atalanta. Quattro cambi nella formazione di partenza tra una gara e l’altra (dentro Lazzari, Provstgaard, Pellegrini e Dia), più Maldini – nemmeno entrato a Bergamo – per arrivare alle 20 pedine diverse impiegate dal Comandante a partire da mercoledì scorso. Diventano 21 comprendendo anche la trasferta di Napoli, in cui era stato sganciato nella ripresa Hysaj.

Nel momento più delicato della stagione, insomma, il tecnico ha allargato il ventaglio delle opzioni non considerando solamente Gigot, Belahyane, Przyborek e Ratkov tra i calciatori di movimento (tra quelli a disposizione). A breve, si legge, ritoccherà pure a Rovella, tornato tra i convocati dopo l’operazione alla clavicola destra (frattura scomposta rimediata a Cagliari). Fino a qualche settimana fa sembrava già finita la sua stagione. Le valutazioni per il posto in regia sono soltanto una parte dei ragionamenti profondi da portare avanti fino alla finale. Ci sono 180 minuti di Serie A prima della sfida con l’Inter del 13 maggio, preceduta proprio dall’antipasto di campionato con i nerazzurri.

La Cremonese e poi il primo round contro Chivu, decisamente meno importante rispetto all’ultimo atto della Coppa Italia. Due settimane per presentarsi al top, senza perdere pezzi per strada. Sarri non molla il campionato, eppure la testa non può che essere già al match di Coppa: può regalare alla Lazio un trofeo e contemporaneamente la qualificazione alle prossime coppe europee. Il massimo in un’annata complicatissima fin dal principio. Sarri, conclude il quotidiano, ha incassato tre gol dall’Udinese, per una volta il suo clean-sheet è stato quello di far rifiatare il reparto arretrato spremuto dagli acciacchi: tre titolari su quattro fuori, soltanto Romagnoli rimasto a comandare la linea.

Categorie
DICHIARAZIONI

Motta: “Felice che Buffon e Zoff mi seguano. Dopo Bergamo Sarri non mi ha detto niente, Lotito invece…”

L’intervista del portiere della Lazio a TuttoSport:

 «Vivo tutto serenamente. Sapevo bene che fosse una partita importante quella di Bergamo, un vero e proprio spartiacque per la nostra stagione, ma dentro di me ero estremamente tranquillo. Alla vigilia ho dormito benissimo. Anzi , anche nel pomeriggio ero riuscito a rilassarmi per qualche ora. Il mio problema è tentare di dormire dopo una partita. L’adrenalina è sempre troppo forte».

Cosa ti rimane di quella notte? «Penso agli errori che ho fatto. A quello che ci poteva costare la finale, il gol che poi è stato annullato, ma sarebbe stato decisivo per l’eliminazione».

Ma come? Pari 4 rigori e pensi agli errori? «E’ più forte di me, io sono così, lavoro sempre per migliorarmi».

Gigi Buffon ti ha inviato un messaggio dove dice che la parata più difficile l’hai fatta su Scamacca, prima che si arrivasse ai rigori: concordi? «Ho una stima immensa per Buffon, lo vedevo giocare da bambino, quando mi allenavo a Vinovo, e cercavo di carpirgli qualche segreto. Sono felice che fenomeni come Gigi o leggende viventi come Dino Zoff mi seguano e analizzino le mie parate. È una responsabilità enorme, ma anche motivo di orgoglio».

Sarri cosa ti ha detto? «Nulla. Ho fatto solo il mio lavoro in fondo».

Beh, a me ha detto che non devo esaltarti troppo, perché devi stare con i piedi per terra. «Ha fatto bene. Concordo. Ma credo di non correre questo rischio».

E il Presidente invece? «Mi ha abbracciato e mi ha detto una frase molto importante: sono felice, non per le tue prodezze, ma per la persona che sei».

A chi hai pensato nel momento che hai realizzato che avevi portato la Lazio in finale? «A mio padre Giacomo e a mia madre Sabrina. Mio padre fa il meccanico e con mamma hanno fatto tanti sacrifici per sostenere il mio sogno. Poterli ripagare è la più grande soddisfazione».

Quando da piccolo giocavi con i tuoi compagni di scuola perché finivi in porta? Perché eri scarso con i piedi? «No. Ho scelto io di fare il portiere. A casa mia non avevamo un giardino e si giocava spesso sulla ghiaia. Anche se mi facevo spesso male, tuffandomi, non mi importava nulla: volevo fare il portiere e basta, fin da subito».

Chi è stato il primo a credere in te? «Il preparatore dei portieri dell’Alessandria Under 17. Me lo disse convinto».

Mai vissuti attimi di difficoltà? «Si. Non tutto è così facile. Ma sentire mio padre e mia madre sempre vicini mi ha aiutato molto. Poi se si è equilibrati, i momenti difficili si superano».

Un giornalista chiese ad uno dei più grandi intellettuali della storia del Novecento, Jorge Luis Borges, se da bambino avrebbe voluto diventare “celebre” o “essere amato”. Lui rispose, senza esitare: «Essere amato, perché la celebrità appartiene alla sfera delle illusioni della vita». Tu cosa risponderesti alla stessa domanda? «Che aveva ragione Borges. Il successo nasconde molte insidie ed io non pensavo che avrei mai vissuto un momento come questo, ma penso di sapere come gestirlo».

Federico Fellini, invece, disse che quando andò per la prima volta al circo fu come l’Annunciazione: «I clown mi hanno chiamato ad una vocazione a cui non potevo dire di no». Anche tu hai avuto il tuo clown che ti ha chiamato alla vocazione di portiere? «Si: Petr Čech, il portiere del Chelsea. Lo trovavo iconico per via del caschetto di protezione che portava in testa. Mi affascinava il suo modo di essere. Certamente, in Italia, lo è stato Gigi Buffon».

Credi in Dio? «No. Credo solo nel mio lavoro. La mia fede è tutta lì».

Passiamo dal sacro al profano: che rapporto hai con le ragazze? (sorride) «Al momento non sono fidanzato perché adesso vivo per il lavoro e se mai dovesse essere non sarebbe certamente un’influencer, ma una ragazza delle nostre parti».

Ma almeno ti sei mai innamorato? «Si, alle elementari. Si chiamava Martina, ma non l’ho più vista».

Torniamo al calcio: primi tre portieri italiani di oggi? «Donnarumma, Carnesecchi, Vicario».

Di sempre? «Buffon, Zoff, Zenga».

Attaccanti italiani di oggi? «Kean, Immobile, Scamacca». 

Il più forte giocatore che hai visto in Italia? «Yildiz: fa tremare, è un talento puro». 

Messi o Ronaldo? «Messi perché fa prevalere il talento sul lavoro: non è costruito come Ronaldo».

Se ti dico Maradona? «Diego è inarrivabile».

Buffon ti ha detto che devi continuare a sognare. Oggi qual è il tuo sogno? «Continuare a lavorare con la stessa intensità che sto mettendo in campo».

Categorie
DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri sulla protesta: “Lotito sulle sue posizioni, alla lunga non è sostenibile. Non so chi avrà la forza…”

Al termine della gara tra Lazio e Udinese, terminata in parità, è intervenuto ai microfoni di Dazn Maurizio Sarri. Queste le sue parole: “Abbiamo approcciato male la partita, senza energie mentali e nervose, siamo usciti stanchi da questa settimana. Siamo stati bravi a rientrarci dentro e poi abbiamo fatto un secondo tempo superiore a livello energetico. Dispiace perché tutta la sarabanda finale è nata dal fatto che abbiamo sbagliato il 3-1 a cinque minuti dalla fine per chiudere la partita. Ma i ragazzi hanno reagito e mostrato motivazione, caratterialmente ci siamo e al momento va bene così”.

L’assenza dei tifosi? Va chiesto al presidente. Sta sulle sui posizioni, è chiaro che non si faccia convincere da nessuno. Non so nemmeno come possa essere messa a posto al momento, ma con grande sincerità posso dire che giocare così inizia a essere deprimente. Quando iniziano a passare due, tre mesi inizia a essere deprimente. Non è sostenibile nel lungo periodo, non so chi avrà la forza di poterla mettere a posto. Sono preoccupato, non ci si diverte a giocare con 5000 persone in uno stadio di 70000 posti, anche se chi viene riesce comunque a sostenerci. Ho sentito i ragazzi dopo il riscaldamento, anche loro erano un po’ depressi da questa situazione. È una situazione che ci costa punti, anche se non so quanti”.

Categorie
DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Ce la siamo incasinata, ma abbiamo dimostrato carattere. Motta non ancora fatto, Napoli? È fantacalcio”

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri a Sky dopo il pari casalingo con l’Udinese:

“Diciamo che questa partita non era l’ideale dopo quella di mercoledì, probabilmente ci voleva una gara più serena. Abbiamo avuto un approccio da squadra stanca mentalmente, piano piano ci siamo ripresi e abbiamo fatto un gran secondo tempo. Gli eventi l’hanno resa spettacolare. Ce la siamo incasinata ma abbiamo dimostrato reazione e carattere, gli aspetti positivi ci sono.

Più scelte a disposizione? Qualcosa si comincia a vedere anche se la situazione di tanti giocatori è di post infortunio, senza 90′ nelle gambe. Anche stasera abbiamo finito i cambi ad un quarto d’ora dalla fine prendendo dei rischi. Mi dispiace per Rovella perché pensavo di metterlo negli ultimi minuti, ma Pellegrini già ammonito ha fatto un fallo e abbiamo deciso di non rischiare l’espulsione.

La cessione di Mandas? Non ero contento, avevamo due portieri di ottimo livello e quando si prende un rischio succede qualcosa. Abbiamo avuto la fortuna di incappare in questo ragazzo di livello, che sta facendo bene. Spero rimanga con i piedi per terra, non è ancora un portiere fatto; deve migliorare su delle situazioni in maniera netta ma ha delle qualità importanti.

Io al Napoli? È fantacalcio. Perché quando parlate di me viene fuori sempre che sono vecchio? In Serie A ce ne sono un paio più grandi di me (ride, ndr)”.