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CALCIOMERCATO

Mercato Lazio, Insigne aspetta Sarri? Un club piomba sull’ex Napoli

Il suo nome è stato accostato alla Lazio, è svincolato da luglio e potrebbe tornare in A: le ultime su Lorenzo Insigne.

Ha risolto il contratto che lo legava al Toronto, ed è libero di firmare con una nuova squadra: Lorenzo Insigne è svincolato da inizio luglio e cerca una nuova avventura anche per provare a conquistare un posto in Nazionale.

Il fantasista classe ’91 non ha fretta di scegliere una nuova destinazione e, visto il legame che lo lega a Sarri, è stato anche accostato alla Lazio. C’è da capire come evolverà la faccenda legata al blocco del mercato in casa biancoceleste ma intanto il giocatore è finito nel mirino di altre squadre.

Stando a quanto riporta Gianluca Di Marzio, l’ex capitano del Napoli ora è un’ipotesi per il mercato del Parma, club che potrebbe ridargli l’occasione di mettersi in vetrina e convincere Gattuso.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, connessione tifosi-squadra ed uno splendido Taty. Ala destra e mezzala indietro. Isaksen? Nessuna certezza…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ieri c’è stata la reazione che ci aspettavamo dalla Lazio. Mi è piaciuta molto la connessione tifosi-squadra, c’è stata un’atmosfera speciale, non scontata dopo Como. Abbiamo visto quell’energia di cui c’era bisogno e che era stata richiesta da Sarri, anche grazie ad uno splendido Castellanos.

La prestazione di ieri dell’argentino è stata all’altezza del debutto all’Olimpico contro l’Atalanta. Gol e assist, una partita piena di tante cose. Protezione della palla, regia offensiva, sponde ed efficacia. In quel suo primo anno, poi, pagò la presenza di Immobile e non confermò nel corso della stagione quelle prestazioni iniziali. Queste sono le doti di Castellanos e non c’entra molto la qualità dei difensori del Verona. E’ normale che ci aspettiamo subito una conferma con il Sassuolo.

Questa squadra deve crescere in due ruoli in particolare, l’ala destra e la mezzala sinistra. Se ci fossero in quei ruoli, elementi a livello degli altri, sarebbe diverso. Cancellieri e Dele-Bashiru devono alzare il livello, se riusciranno ad alzarlo.

Isaksen? Sarri dopo la conferenza stampa non ha dato certezze sul suo ritorno dopo la sosta. Devono avere tutti i riscontri possibili immaginabili per rimetterlo nello spogliatoio. Dovrebbe tornare ad allenarsi in gruppo tra giovedì e venerdì. Fosse così sarebbe convocato, ma ho visto Sarri molto riflessivo sul tema. Non sarei sorpreso non venisse convoncato con il Sassuolo. E’ ancora una situazione sotto monitoraggio, la mononucleosi va trattata con grande cura”.

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SERIE A

Lazio, Belahyane avanza: bocciato da regista ma ha stupito Sarri da mezzala

Il marocchino si è messo in mostra ieri: Sarri non lo vede da regista ma può lavorare sul calciatore.

Ha fatto il suo ingresso al minuto 78 di Lazio-Hellas Verona e 5′ dopo ha fornito l’assist a Dia per il definitovo 4-0: Reda Belahyane ha trovato spazio con Sarri e ora conta di conquistare la fiducia del tecnico.

Poco impiegato lo scorso anno, il centrocampista ha rallentato il lavoro estivo a causa di un acciacco fisico ma ora è a completa disposizione e ieri Sarri ha deciso di farlo entrare al posto di Dele-Bashiru. Il marocchino si è fatto trovare pronto e a proposito di ciò che può dare il calciatore, il tecnico toscano in conferenza stampa è stato chiaro: “Mi aspettavo un giocatore più lento invece ha discrete accelerazioni soprattutto sui 20 metri. Al momento è troppo confusionario per fare il centrocampista centrale. Mi ha sorpreso perché a livello di inserimento non è male“. 

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il mercato in uscita è fermo: Sarri “conferma” Noslin. Gigot può partire a gennaio

Mercato bloccato ma possibili uscite per i biancocelesti: il punto.

Gigot non sembra rientrare nei piani di Sarri ed oltre a lui diversi calciatori sono sul mercato. Per alcuni non è stato possibile trovare una nuova sistemazione in estate; l’unico che ha salutato Formello è stato Tchaouna.

Stando a quanto riporta Il Messaggero, il francese era tra gli indiziati principali a partire per 3-4 milioni di euro. Si sono fatte avanti Paok, Rizespor, Cremonese, Cagliari, Siviglia e diversi club tra Dubai e Qatar, ma i rifiuti dipendono dai problemi fisici (pesanti all’anca, oltre la schiena) che lo hanno frenato. L’ex OM sta alternando le cure al lavoro differenziato e l’ultima novità da Formello è che rimarrà per poi essere ceduto a gennaio salvo colpi di scena da Grecia, Turchia, Qatar ed Emirati Arabi.

I 15 milioni richiesti per Noslin (proposto a Feyenoord, Parma e in Championship) sono tanti, si legge, e anche la sua uscita si fa complicata, sempre che lo spento mercato estivo non regali una gioia sul finale.

A tal proposito però Sarri in conferenza ha confermato una sorta di fiducia nei confronti dell’olandese: “Faccio un po’ di fatica anche io ad inquadrarlo. Dagli allenamenti mi sembra un esterno, a volte mi sembra una seconda punta. Ha gamba, ha un buon atteggiamento e quindi credo che possa aiutarci anche da esterno. Noi abbiamo una spada di Damocle sulla testa perché se Dia partirà come presumo per la Coppa d’Africa avere Noslin in rosa sarebbe determinante. Ha l’istinto del gol, lo vedo anche in allenamento. Questa sera volevo metterlo nella parte finale della gara ma poi Marusic mi ha chiesto il cambio“.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Pellegrini: “Ambizione? Chiedete al club, ll nostro obiettivo è crescere ogni giorno di più” (AUDIO)


Luca Pellegrini
, terzino della Lazio, ha parlato in mixed zone al termine della bella vittoria della Lazio contro l‘Hellas Verona.

Dopo la partita contro il Verona, Luca Pellegrini ha parlato in zona mista. Queste le sue parole: “È venuto tutto in modo naturale, avevamo voglia di far tornare i nostri tifosi a gioire dopo una gara. Era da tanto che non succedeva e sicuramente questa vittoria è anche una risposta alla brutta prova di Como, dove l’atteggiamento non è stato dei migliori. Siamo soddisfatti di come abbiamo giocato oggi. La condizione fisica incide, soprattutto quando sei più brillante mentalmente. Stiamo ritrovando familiarità con il gioco del mister. Tutti noi dobbiamo lavorare di più, e la sosta arriva nel momento giusto. Oggi è stata una buona prova, Le ambizioni le devono definire la società e l’allenatore. Per quanto riguarda noi, come gruppo, l’obiettivo è crescere ogni giorno”.

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SERIE A

Lista Serie A, Gigot escluso: il punto sugli esuberi

Sarri domani consegnerà la lista definitiva per la Serie A: i possibili tagli del tecnico.

Il tecnico toscano si prepara ad escludere dalla lista di Serie A della Lazio due calciatori che ha avuto modo, più o meno, di conoscere in questi mesi. Il primo che quasi certamente non verrà inserito è Gigot e il secondo taglio è destinato ad essere Basic.

A tal proposito lo stesso Sarri ha dato indicazioni in conferenza stampa: “Tagli? Uno è un lungodegente e dovrebbe essere Gigot, non abbiamo certezze sul suo recupero. E l’altro decideremo domani (oggi, ndr) ma sarà variabile avendo due slot da qui a dicembre. Faremo una scelta ma non è detto che sia definitiva, dipende molto da come si evolveranno le cose”.

A proposito di Noslin ha poi aggiunto: “Noi abbiamo una spada di Damocle sulla testa perché se Dia partirà come presumo per la Coppa d’Africa avere Noslin in rosa sarebbe determinante”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “L’Olimpico mi era mancato, vittoria per i tifosi. Taty? Deve imparare a fare quelli brutti”

Maurizio Sarri ai microfoni di Lazio Style al termine di Lazio-Verona

“Tornare a vincere in casa era l’aspetto che mi premeva di più, era un qualcosa che gravava sui ragazzi e su tutta la nostra gente. È pesante per tutti non avere una soddisfazione in casa per così tanto tempo. È stata una molla per la squadra”.

“Il Taty? Secondo me ha più gol in canna dell’anno scorso, deve imparare a fare quelli brutti. Se fa dei passi in avanti su quello può crescere nei numeri. Stasera ha fatto anche un paio d’assist di livello esteticamente elevato, queste cose le ha nel DNA. Guendouzi? Non ha mai segnato tanto in carriera, qualcosa in più dei 2/3 che fa solitamente li può fare”.

“Provedel l’ho ritrovato un po’ sottotono all’inizio, poi è cresciuto. Spero sia destinato a tornare velocemente a tornare quello di qualche anno fa. Tutto questo mi era mancato moltissimo, me la sono goduta poco. Nella testa volevo solo riportare la vittoria a questa gente”.

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SERIE A

Lazio-Hellas, formazioni ufficiali: Marusic supera Lazzari, torna Rovella. Confermato il tridente


Lazio-Verona, le scelte di Sarri e Zanetti

Lazio, 4-3-3: Provedel; Marusic, Gila, Provstgaard, Tavares; Guendouzi, Rovella, Dele-Bashiru; Cancellieri, Castellanos, Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Lazzari, Hysaj, Pellegrini, Cataldi, Belahyane, Basic, Noslin, Pedro, Dia. All.: Sarri.

Verona, 3-5-2: Montipò; Nunez, Nelsson, Ebosse; Fallou, Serdar, Bernede, Harroui, Bradaric; Giovane, Sarr. All.: Zanetti.

Arbitro: Valerio Crezzini (Sez. AIA di Siena)
Assistenti: Alessandro Costanzo (Sez. AIA di Orvieto), Dario Garzelli (Sez. AIA di Livorno)
IV uomo: Andrea Colombo (Sez. AIA di Como)
VAR: Ivano Pezzuto (Sez. AIA di Lecce)
AVAR: Fabio Maresca (Sez. AIA di Napoli)

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SERIE A

Lazio-Hellas, i convocati di Sarri: Vecino ancora out

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi in casa della Lazio contro l`Hellas Verona (ore 20:45).
Portieri: Furlanetto, Mandas, Provedel;
Difensori: Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Nuno Tavares, Pellegrini, Provstgaard;
Centrocampisti: Basic, Belahyane, Cataldi, Dele-Bashiru, Guendouzi, Rovella;
Attaccanti: Cancellieri, Castellanos, Dia, Noslin, Pedro, Zaccagni.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Il riscatto passa da atteggiamento diverso. Se questa squadra non è adatta a me…”. Poi sull’Europa…

Vigilia di Lazio-Verona, Maurizio Sarri in conferenza stampa:

La settimana e la voglia di riscatto

“Ha lavorato in modo normale, ci siamo allenati lunedì e riposati di martedì. Mercoledì abbiamo fatto doppio allenamento, poi abbiamo preparato la gara nello specifico. La preparazione è stata normale, abbiamo lavorato di forza e per reparti. La voglia di riscatto deve essere forte, non vinciamo in casa da 6 mesi, deve essere enorme la voglia di dare una gioia ai nostri tifosi”.

L’Olimpico e le scelte

“Se si parte dal penalizzare qualcuno per la partita di Como, allora non ce la facciamo a cambiarli tutti. La prestazione è stata brutta a livello individuale e collettivo, va colpevolizzato l’atteggiamento nel collettivo. Non c’è uno più colpevole di altri, non sarà una discriminante. Mi fa piacere tornare all’Olimpico, quello che dobbiamo sentire forte è il voler dare una gioia ai tifosi. Quello va oltre alla mia voglia di tornare all’Olimpico”.

Le caratteristiche della squadra

“La mia esperienza alla Lazio non è mai stata di grande palleggio, quando parlo di come giocare non parlo del modulo ma di come si sviluppa il gioco. Io a Como già nel primo tempo ho capito che potessimo far male agli avversari solo attaccando la profondità. A Como abbiamo dei numeri che sotto tutti i punti di vista sono di Serie C. La media del 66% dei passaggi riusciti per esempio. Questo, come paradosso, mi dà pure fiducia. Non possono essere i numeri nostri. Abbiamo perso per atteggiamento, volevamo pressare ma con l’atteggiamento di chi invece vuole aspettare. Detto che il Como forse ora può esserci superiore, sicuramente lo è dal punto di vista tecnico. Noi siamo rimasti a metà strada, il palleggio degli avversari così è stato esaltato”.

C’è un blocco psicologico della squadra?

“Non è un blocco psicologico, è un passaggio da un modo di gioccare all’altro. Ora la squadra gioca pensando, quindi si possono perdere dei tempi di gioco. Io penso di proporre un calcio semplice, che non vuol dire facile. Spero che sia una fase di transizione, l’aspetto misterioso è come si vada a lottare in amichevole e poi si sia così passivi in campionato”.

Dele-Bashiru?

“Siamo alla prefazione. Ha delle qualità enormi. Può esprimere accelerazioni da 35-36 km/h, in pochi possono riuscirci. Deve raffinarsi tecnicamente, ma ha qualità forti sotto certi punti di vista”.

L’allenatore che deve adattarsi alla squadra può essere un alibi?

“Cosa si intende per caratteristiche di queste squadra? L’anno scorso veniva criticata perché giocava col 4-2-3-1, ora perché gioca con il 4-3-3. Mi conosce tutta Europa da 15 anni, se questa squadra non è adatta a me hanno sbagliato a chiamarmi. Difficile che io diventi un altro dopo tutto questo tempo”.

Ha capito sulla carta quante squadre più forti della Lazio ci sono in questo campionato?

“Non l’ho capito assolutamente, non so cosa possiamo fare noi. Sulla carta la Lazio viene da un settimo posto. Dietro aveva il Milan, faccio fatica a immaginarlo ancora dietro. Anche il Bologna ha fatto bene in un torneo, meno in un altro. E poi c’è anche il Como che si gioca l’Europa, comincia a farsi dura quindi. Stiamo parlando di calcio sulla carta, di una squadra che nessuno di noi sa ancora come possa esprimersi”.

Cosa può portarsi dietro la Lazio di Baroni?

“Quelle tattiche sono masturbazioni mentali. La Lazio l’anno scorso ha fatto bene fino a quando ha spinto dal punto di vista mentale, non è stato un discorso tattico. Vediamo se riusciamo a innescare nuova energia, i segnali positivi purtroppo sono spariti alla prima di campionato”.

Zaccagni tira poco perché circola male la palla o è questione di caratteristiche?

“Le partite si possono vincere anche per continuità, i calciatori di qualità che possono fare la differenza quando le avversarie si chiudono sono pochi. Bisogna vedere se a livello di quantità si riesce a chiudere un’avversaria in una zona di campo critica. Alcune partite possono essere pericolose, vediamo come si può risolvere questo aspetto. L’anno scorso sono state da record 13 superiorità numeriche. Anche i 14 gol di Pedro spero siano ripetibili, però diventa difficile con gli anni che passano. Saranno le esperienze che si accumulano a farci venire in mente delle idee”.

Pedro può giocare dall’inizio?

“Zaccagni sa come la penso, per me può raggiungere la doppia cifra tutti gli anni, se non ci riesce vuol dire che sbaglia qualcosa. Attacca poco gli spazi e poco l’area, in questo può migliorare. Glielo devo ripetere. Pedro c’è sempre la possibilità che possa partire dall’inizio, tenendo sempre presente che dalla panchina è un’arma. Vediamo. A volte un’arma in panchina fa sempre estremamente comodo. Quando subentra può inventare qualsiasi cosa, non so se altre squadre hanno calciatori così”.

Infermeria?

“Vecino, Isaksen e Patric sono ancora sotto l’area medica, sembra che le evoluzioni siano positive. Il più vicino al rientro è Vecino ora, ma sono ancora 3 giocatori che si allenano a parte”.

Tavares?

“Dicesi terzino un difensore esterno, a livello di definizione. Si sta adattando a questo. Lui ha dei lavori in campo che mentalmente reputa importanti e li fa con grandi accelerazioni, altri un po’ meno. Se lo facesse in entrambe le fasi, diventerebbe di grandissimo livello. Penso possa riuscirci”.

Quali sono le basi per costruire un futuro solido?

“Quello di tornare in Europa immediatamente è un obiettivo che state dicendo voi, la società non me l’ha detto. Mi ha parlato di 3 anni partendo da una stagione di maggiore difficoltà, se noi ora riusciamo a creare 7-8 giocatori di un certo livello, poi allora ne serviranno soltanto 3 sul mercato. Altrimenti diventa un mercato difficile… A gennaio? Lo dovete chiedere alla società, io non sapevo nemmeno del blocco precedente. Bisogna costruire una base per tornare competitivi”.

Un bilancio dei primi 50 giorni di Lazio?

“Una settimana fa ti avrei detto che pensavo di essere più indietro. Dopo la prima, più avanti. Ho visto un buon precampionato contro squadre di livello, ho visto una squadra con voglia di lottare, soffrire e ottenere risultati. Domenica ho visto un’altra cosa. Non deve più mancarci l’energia. Ora la situazione è questa. La squadra ha lavorato bene durante il ritiro, tutto sommato mi sono piaciute le amichevoli. Poi sono uscito da Como come uno che fa fatica a capire ciò che ha visto”.