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Lazio, Dia non si arrende: messaggio a Sarri

L’attaccante della Lazio ha timbrato nell’elenco dei marcatori domenica sera contro il Verona. L’ex Salernitana ha risposto presente entrando a gara in corsa. Come sottolineato dal Corriere dello Sport, questa mattina in edicola, Dia sta cercando di ritagliarsi il suo spazio da titolare: con Baroni il senegalese era imprescindibile mentre con Sarri parte dalla panchina. Dia non si arrende e il gol messo a segno domenica sera all’Olimpico è un segnale importante nei confronti del tecnico toscano che attualmente lo vede come risorsa a partita in corso e non dal primo minuto nell’undici titolare.

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Lazio, Sarri capocantiere: sette scommesse per costruire un futuro migliore

La Lazio è un cantiere aperto, e Maurizio Sarri ne è il capocantiere. Dalla sua nuova ripartenza a Formello, l’allenatore ha messo in atto un lavoro quotidiano di adattamento e sperimentazione. Senza nuovi innesti di mercato e con una rosa che non rispecchia pienamente le sue idee, Sarri ha davanti una sfida doppia: rendere competitiva la squadra nel breve periodo e gettare le basi per un progetto di lungo termine.

L’obiettivo di Sarri? Far crescere internamente almeno 7-8 giocatori di livello, così da ridurre al minimo la necessità di acquisti futuri, spiega il Corriere dello Sport nell’edizione odierna. Se ciò non accadrà, sarà difficile proseguire sulla strada tracciata. Nel frattempo, Sarri ha iniziato a modellare diversi giovani e profili ancora in cerca di una collocazione stabile. Da Tavares, che sta cercando di trasformare in terzino completo, a Provstgaard, Belahyane, Dele-Bashiru, Cancellieri, Noslin e Isaksen: un gruppo eterogeneo che va dai 21 ai 26 anni. Con la difesa ancora da sistemare, Sarri ha promosso Provstgaard, giovane danese che ha saputo sfruttare l’occasione della squalifica di Romagnoli. Entro giugno serviranno almeno due nuovi centrali, soprattutto considerando la situazione contrattuale di Gila. E a centrocampo, l’urgenza è evidente. Dele-Bashiru è ancora in fase di costruzione e Belahyane, invece, sta sorprendendo per le sue accelerazioni, anche se ancora troppo disordinato per fare il regista.

Davanti, in casa Lazio, conclude il quotidiano, il lavoro continua su tre fronti. Cancellieri è cresciuto sotto il profilo della maturità, ma resta da rifinire. Isaksen rientrerà presto e Sarri spera di rivedere il giocatore brillante ammirato con Baroni. Noslin, infine, resta un’incognita tattica: può fare l’ala, forse la seconda punta, ma ha mostrato istinto e capacità di adattamento. La sua presenza sarà preziosa durante l’assenza di Dia per la Coppa d’Africa.

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‘NMM’ – Mellone: “Lazio, la risposta dei tifosi merita lealtà, educazione e rispetto. Sarri non fa miracoli…” (AUDIO)

ANGELO MELLONE in collegamento a ‘NMM’

“Quello di Como da parte della Lazio è stato un messaggio allarmante, imbarazzante, ai limiti del disastroso. Contro il Verona, invece, abbiamo visto una squadra tonica, con un Castellanos che magari giocasse più spesso così. E’ stato un avvio senza mezzi termini, con una prima conferma che la squadra di Sarri contro le piccole vince.

La risposta del popolo laziale a questa estate brutta, surreale ed incomprensibile, o comprensibile che è peggio, è da sottolineare. Penso che, come spesso accade, il primo grazie vada dato alla gente che viene allo stadio. E’ una dimostrazione di potenza emotiva con pochi eguali. La società spostiva Lazio, di questa cosa, deve tenere conto. Che non significa approfittarne, ma avere un valore aggiunto in termini di rispetto, di educazione, lealtà e responsabilità nei confronti della tua gente.

Questa squadra è da sesto-ottavo posto, poi qualsiasi cosa venisse sopra il sesto posto sarà un miracolo. Non mi aspetto molto, Sarri è un grande allenatore ma non moltiplica i pani ed i pesci”.

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Lazio, più realismo e meno sarrismo: ecco come il tecnico si è adattato a valori e caratteristiche della squadra

Un gioco senza tanti preliminari, senza l’ipnosi dei passaggi orizzontali, della bellezza a tutti i costi, cedendo alla sola legge della vittoria, senza per questo doversi piegare alla bruttezza della prestazione. E’ la Lazio che a Como aveva creato gli unici pericoli, è la Lazio che ha schiantato il Verona. Palla alta, lanci lunghi, qualche sventagliata, cross, sponde, contropiede. Un gioco più pratico ed efficace, adatto al momento storico e alle caratteristiche dei giocatori. Questa Lazio di Sarri è un qualcosa che dev’essere e che non è già. Che non ha palleggiatori fini, trequartisti d’oro. E’ una Lazio che deve costruire un buon numero di giocatori e fin quando non li avrà costruiti dovrà essere una squadra di realismo più che di sarrismo.

(…) Mau già alla vigilia aveva parlato di sviluppo di gioco e non di modulo: «La mia esperienza alla Lazio non è mai stata di grande palleggio, quando parlo di come giocare non parlo del modulo ma di come si sviluppa il gioco. Io a Como già nel primo tempo avevo capito che potevamo far male agli avversari solo attaccando la profondità».

Mau nella conferenza di sabato l’ha detto: «Se la squadra non ha le caratteristiche adatte a me vuol dire che ha sbagliato chi mi ha chiamato». E’ rimasto e il cerino adesso è in mano a lui. Non crede che manchi qualità, è da affinare. Ha fissato degli obiettivi, vuole che si acquisisca «lucidità nelle scelte». Col Verona i passaggi totali sono stati 702, quelli riusciti 643. I passaggi nella metà campo avversaria sono stati 405, la precisione dell’88,4%. I palloni giocati in avanti (riusciti) 303. I passaggi lunghi, per centrare uno dei punti del cambiamento, sono stati 81 tra il Como e il Verona: 33 nella prima partita, 48 nella seconda. Sarri sfrutterà la pausa per lavorare a 360 gradi. L’attacco della profondità, finché i sincronismi non miglioreranno, sarà un’arma. In difesa ha spiegato che i meccanismi funzionano in allenamento, quando la linea lavora senza avversari, solo orientando i movimenti sul pallone. In partita riesce meno, la linea a 4 lavora un po’ sul pallone e un po’ sull’avversario. Prima il Sassuolo fuori, poi il derby. I lampi di domenica dovranno essere confermati a Reggio Emilia, prova generale della partitissima. Corriere dello Sport

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Lazio, Sarri con gli uomini contati in difesa. E Gigot si opera

Nonostante i zero gol subito nella sfida contro il Verona, la Lazio in difesa ha le risorse contate. Con Patric che resta un rebus e il suo rientro un’incognita e Gigot che si opera, il reparto arretrato biancoceleste è formato soltanto da Gila, Provstgaard e Romagnoli.

Come riporta Il Messaggero nella sua edizione odierna, la difesa della Lazio ha le risorse contate. Nonostante la buona prova contro il Verona e i zero gol subiti, i numeri nel reparto arretrato sono scarsi. Con Patric che è un rebus e il suo rientro un’incognita e Gigot che si deve operare, gli effettivi in difesa sono tre: Gila, Provstagaard e Romagnoli (di rientro dalle due giornate di squalifica). 

Sarri avrebbe anche tenuto Gigot, ma la voglia di giocare del francese e l’infortunio che lo ha colpito in fase di preparazione, hanno fatto saltare questo piano. L’ex OM avrebbe dovuto foraggiare il mercato in uscita, con diverse squadre interessate a lui, ma poi l’operazione e lo stop hanno fatto saltare tutto. Marusic sarà il quarto centrale adattato della Lazio.

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Lazio, Sarri punta su Zac: il capitano cerca la doppia cifra

Il tecnico confida in lui e l’ex Verona con il toscano aveva già registrato numeri importanti.

In gol domenica alla prima in casa, il capitano biancoceleste vuole prendersi la Lazio sulle spalle anche perché buona parte della qualità di questa rosa passa dai suoi piedi. Come evidenzia il Corriere della Sera, il club, ormai un anno fa, lo ha reso il più pagato della rosa, lusingandolo pure con la fascia da capitano e la maglia numero 10. La scorsa stagione sono mancati i suoi gol (a secco da marzo in poi), così come i suoi assist (l’ultimo addirittura a febbraio).

Sarri gli ha lasciato la fascia, ma in conferenza, prima della partita col Verona, lo ha “pungolato”: «Mattia sa cosa penso di lui, per qualità fisica e tecnica deve raggiungere la doppia cifra tutti gli anni: se non ci riesce vuol dire che sbaglia qualcosa. Attacca poco l’area e deve migliorare in questo».

Detto, fatto. Solo con Sarri in panchina il numero 10 biancoceleste è arrivato a 10 gol in un unico campionato. Non ci è riuscito nemmeno quando giocava ancora nelle categorie inferiori. Un anno fa, con Baroni, è arrivato a 8 (seconda miglior stagione della sua carriera), con due rigori. Con il Comandante ben 9 gol erano arrivati su azione, uno dagli undici metri.

L’ ex Verona deve tornare in doppia cifra, anche per continuare a candidarsi per la nazionale di Gattuso che, per il momento, gli ha dimostrato fiducia convocandolo.

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‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, anticipo rate sponsor unico mezzo rimasto per un mercato libero. Ma sempre con limiti di risorse…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Mercato finito, per la Lazio non è mai iniziato. Da adesso ci sono due persone parallele da seguire, il campo e la società che deve fare in modo di liberarsi da questo blocco in modo che da gennaio possa operare non solo a saldo zero, ma senza vincoli. A livello di campo, prestazione e vittoria con il Verona ha sistemato un po’ le cose, sapendo che c’è necessità di confermare tutto con il Sassuolo.

E’ arrivata anche questa notizia di Gigot che, probabilmente, dovrà operarsi per un problema tra caviglia e anca. Si contava di cederlo per incassare qualcosa e risparmiare sull’ingaggio. La società, ora, sta lavorando sul famoso sponsor che potrebbe avere il suo peso rispetto al parametro costi/ricavi per liberare, appunto, il mercato di gennaio da vincoli. Sembra che Lotito si sia convinto a non chiedere cifre fuori mercato. Già mettere dentro 5 milioni di euro circa aiuta. Per sbloccare la situazione in ottica mercato invernale servirebbero una ventina di milioni entro il 30 settembre. Solo con lo sponsor non servirebbe, a meno di riuscire a farsi anticipare anche le rate successive.

Nell’eventualità riuscisse a sbloccare il mercato, dovrebbe comunque non sbilanciarsi troppo per evitare di ritrovarsi nella stessa situazione. Chiaro che, le scadenze di contratti di diversi giocatori nell’estate del 2026 aiuteranno i conti. La necessità di farsi aiutare per aumentare i ricavi ed una crescita commerciale generale resta, altrimenti si resterà sempre sul filo delle risorse investibili.

Se Insigne in questi giorni dovesse accettare il corteggiamento del Parma sarebbe un segnale. Il potere contrattuale della società nei confronti di Sarri, rispetto a tutto quello che è successo in estate è debole. Che fai, nel caso in cui insistesse, gli diresti di no anche per Insigne svincolato? Pensate che il club sia felice del fatto che Mandas abbia iniziato la stagione in panchina?”.

LEGGI ANCHE: Lazio, gennaio a saldo zero: Insigne attende, Simic piace

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Lazio, Castellanos e Dia digiuno interrotto: ecco come Sarri prova ad esaltarli

Entrambi al gol nella vittoria casalinga contro il Verona: il tecnico ha saputo valorizzarli.

Taty e Dia di nuovo a segno. Come ricorda Il Messaggero, sembra quasi un deja-vu perché accadde il 31 agosto di un anno fa nel 2-2 contro il Milan all’Olimpico. Stessa data, avversario e risultato differenti, allenatore diverso.

Per l’argentino è il secondo debutto da sogno con Sarri all’Olimpico: il Taty aveva sfornato gol e assist con l’Atalanta, il suo esordio da titolare al primo anno di Lazio.

Ora, si legge, anche il Comandante si sta snaturando pur di andare a segno: vuole aiutare Castellanos e Dia, per questo ha iniziato a costruirgli il gioco intorno. Il Sarrismo ora va molto più in verticale che in palleggio, guarda la profondità e bada al sodo. Il primo lancio di Rovella è un segnale, ma non è l’unico.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci: “Lazio, risposta agonistica giusta. Il lavoro di Castellanos va sfruttato di più da Dele e Zac…” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collemento a ‘NMM’

“Dovevamo vincere ed abbiamo approfittato di un avversario che doveva capire subito l’intenzione della Lazio a livello agonistico. Una prova quella della Lazio che ha acuito anche i fastidi per quella di Como. La prima risposta, dunque, è agonistica, la seconda di situazioni di gioco che ho già visto e riconosco.

Castellanos? Ha qualità nel pulire i palloni quando esce dai difensori, gli piace proprio legare il gioco. Il problema è che quando la fa, nello sviluppo, abbiamo l’area vuota. Servono più giocatori, come ha fatto ieri Guendouzi, che vadano a riempire quello spazio che apre lui. Lui non sarà un super bomber, ma il suo contributo è certo. Quando esce lui dobbiamo andare a riempire l’area con più effettivi. Un giocatori che sa leggere il lavoro di Castellanos, tipo Dia nella scorsa stagione, serve. Dele-Bashiru deve farlo maggiormente. Se lo metti a correre negli spazi è più utile e produttivo rispetto a quando deve cucire il gioco.

Quando Zaccagni va a combinare ha tecnica e pericolosità. Ha ragione Sarri deve andare sempre in doppia cifra, non gli manca nulla per farlo. Una chiave è quella di tenere più alto e largo Tavares in modo che Zaccagni possa più spesso andare dentro, aumentando la quota gol”.

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SERIE A

Lazio, lista Serie A: i tagli sono Gigot e Basic

La S.S. Lazio ha diramato la lista ufficiale dei giocatori che prenderanno parte al campionato di Serie A 2025/26. L’elenco, inviato alla Lega, riserva due esclusioni: Samuel Gigot e Toma Basic, che non rientrano nei piani tecnici di Maurizio Sarri per la stagione. Nessuna sorpresa, erano i maggiori indiziati a restare fuori.

La scelta di lasciare fuori Gigot e Basic conferma l’intenzione dell’allenatore biancoceleste di puntare su un gruppo più snello e competitivo, con giocatori funzionali al suo progetto tattico. Nella lista figurano Pellegrini, Patric, Vecino, Rovella, Dele-Bashiru, Guendouzi, Pedro, Zaccagni, Castellanos, Romagnoli, Noslin, Nuno Tavares, Isaksen, Dia, Cancellieri, Hysaj, Lazzari, Cataldi, Gila, Mandas, Furlanetto, Marusic e Provedel. La Lazio precisa inoltre che, oltre ai nomi presenti in lista, sarà possibile utilizzare senza alcuna limitazione gli Under 22, come Provstgaard e Belahyane, che restano dunque a disposizione di Sarri.