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RASSEGNA STAMPA

Lazio seconda pelle, Sarri ad un passo dal record personale

Maurizio Sarri sta per battere il record personale su una panchina di una squadra: il tecnico toscano, tra poche giornate, toccherà quota 149 panchine in biancoceleste. Come riportato dal Corriere dello Sport, questa mattina in edicola, si tratta del record personale del tecnico.

Le presenze con il Napoli sono state 148, 132 con l’Empoli (di cui 88 in Serie B), 63 con il Chelsea, 52 con la Juventus. La Lazio sta diventando la seconda pelle del tecnico toscano. In un anno difficile, Sarri spera di condurre la squadra alla qualificazione europea anche se non sarà facile visto il blocco del mercato subito nella sessione di mercato appena conclusa.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Dele-Bashiru: “Sarri top, miglioriamo con lui. Punto a fare dieci gol…”

Il centrocampista della Lazio Fisayo Dele-Bashiru ha rilasciato un’intervista a sure975fm.com, dal ritiro della Nigeria. Ecco cosa ha detto su Maurizio Sarri e sul suo club.

“Sarri è certamente uno dei migliori allenatori in circolazione, lavora ad alti livelli da tanti anni ormai. Conosce perfettamente il gioco, con lui si può migliorare davvero tanto se si lavora duramente. Sono molto contento che sia il mio allenatore alla Lazio quest’anno. Sono molto curioso di vedere dove arriveremo. Il mio obiettivo in questa stagione è giocare più partite possibili e fare tanta esperienza con un grande mister. E magari anche arrivare a dieci gol e cinque assist”.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Mirra: “Lazio, questione di mentalità non di interpreti. Serve entusiasmo e libertà di giocata” (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

Quella della Lazio non è una questione di interpreti, ma di mentalità. Con il Verona c’è stato tutto quello che è mancato a Como ed ora mi auguro che possa ritrovare quell’entusiasmo che nella prima parte della scorsa stagione ha fatto innamorare.

Sarri e Baroni hanno due modi di giocare diversi, ma il calcio è in continua evoluzione. Quello che vedevo nella squadra di Baroni era un grande aspetto emotivo. Mancava il piano B. Anche ora la cosa importante è che la squadra non resti ingabbiata nei suoi concetti, ma ci sia la libertà di fare la giocata e di conseguenza prendere entusiasmo.

La Lazio ha tutte le carte in regola per tornare in Europa. A differenza delle altre squadre che si sono rinforzate c’è stato il vantaggio di essere stati insieme dall’inizio”.

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ESCLUSIVE PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Gregucci: “Lazio, a gennaio serve abilità e competenza. Provstgaard? Ora torna Romagnoli, scelta delicata…” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

Provedel titolare gerarchia irreversibile? C’è un tecnico che ha idee specifiche per i portieri. Io creerei sempre gerarchia ma anche concorrenza con un portiere alle spalle del titolare performante. E’ un ruolo delicato, se dovesse arrivare una proposta importante per Mandas ci puoi pensare, altrimenti andrei avanti così. Le prime due prestazioni di Provedel sono buone. Va bene lui, poi a gennaio si valuterà. Intanto, la Lazio deve pensare aggiustare i parametri per la prossima trimestrale. Per il resto dovrà essere abile e compentente per prendere a gennaio giocatori che ancora costano poco ma valgono ed hanno margine. Bisogna iniziare a muoversi con molto anticipo. Bisogna investire per costruire qualche prodotto in casa. Il centrocampista che tu prenderai non sarà di grandissimo livello oppure devi dargli tempo.

Provstgaard? In Italia i 2003 li consideriamo già giovani, io direi al ragazzo di farsi trovare pronto perchè è la sua opportunità. Ora torna Romagnoli, già lì secondo me c’è da andare da fare una scelta che sarà importante. Rientra Romagnoli o ancora fiducia nel danese? E’ una scelta delicata e complicata?”.

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ESCLUSIVE PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, ora bisogna trovare l’equilibrio. Sarri intelligente a scegliere il gioco giusto per questa squadra” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Prima di tutto la cosa più importante per la Lazio e per il calcio in generale è equilibrio. Riguarda i giudizi ed un buon rapporto tra solidità e pericolosità. Questo è lo scopo, poi non è importante se lo raggiungi facendo contropiede o possesso palla. Quando è così le gare le vinci. La Lazio è stata brutta e poco pericolosa con il Como, molto bella e pericolosissima con il Verona. Sono trascorso due gare, è un momento di transizione, vedremo che stabilità verrà trovata.

Un tecnico bravo, crescendo negli anni, trova sempre il modo di fare un’analisi che lo porta a scegliere il modo di giocare migliore per la squadra che ha a disposizione. Sarri ha dimostrato in passato questo tipo di intelligenza. Il margine di crescita a livello offensivo riguarda la predisposizione della squadra ad attaccare la profondità. E’ importante che la Lazio lo faccia e si prepari per questo, è anche dalle parole di Cancellieri che emerge questo spartito. Legare il gioco e attaccare la profondità. Giusto che sia così”.

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NAZIONALI

Italia, Rovella: “Carica Gattuso. Modric, Rodri e Pedri i riferimenti nel mio ruolo”

Il centrocampista della Nazionale Nicolò Rovella ha rilasciato una intervista ai microfoni di ‘Vivo Azzurro’ nel terzo giorno di ritiro a Coverciano. L’Italia sta preparando le sfide contro Estonia (5 settembre) e Israele (8 settembre) valide per la qualificazione alla prossima Coppa del Mondo: “Il mister l’ho visto molto carico e questo ci dà energia, dobbiamo fare bene assolutamente in queste due gare. Lui trasmette il senso di appartenenza. Durante gli allenamenti ci dà l’energia giusta e l’energia è la cosa principale per arrivare carichi”.

Essere a inizio stagione può aiutare dal punto di vista fisico
Sicuramente. Ora si inizia a prendere la forma giusta e a entrare in regime partita. La Nazionale poi ti dà anche lo stimolo in più per entrare in regime partita, è importante”.

Che consiglio dai ai più giovani?
“Io ho fatto tre partite, non posso dare troppi consigli (ride, ndr). Però sì, sicuramente cerchiamo di aiutarli a inserirli”.

Quali sono i compagni di Nazionale con cui hai legato di più?
“Con Calafiori e Maldini ci conosciamo fin dalle Under, sicuramente con loro”.

Qual è l’obiettivo di questa Italia?
“Vogliamo andare al Mondiale. Il primo passo è il Mondiale e poi si vedrà”.

C’è chi dice che fisicamente somigli a Modric e Ambrosini
“Modric è sempre stato il mio idolo, anche quando ero più piccolo. Fa piacere, Modric è sicuramente un esempio”.

Chi è il tuo idolo tra chi gioca nel tuo ruolo?
“Direi Rodri. Anche Pedri è molto bravo”.

Che ricordi hai dell’ultimo raduno?
“L’ultimo raduno non è stato il massimo, non è un ricordo piacevole. In Norvegia è andata male, poi con la Moldova abbiamo vinto e il clima s’è un po’ rilassato. Ma la gara in Norvegia è stata pesante, abbiamo sbagliato l’approccio e quello ha influito sulla prestazione e sul risultato”.

Siete più forti di Estonia e Israele?
“Ovviamente sì, ma tutte le nazionali sono difficili da affrontare, anche chi sulla carta può sembrare più debole. Bisogna pareggiare l’intensità e la voglia, che forse in alcune situazioni è un po’ mancata. Solo pareggiando questi due livelli possono emergere le qualità dei giocatori”

Cosa ammiri di Locatelli?
“Mi è sempre piaciuta la sua tranquillità con la palla tra i piedi e la qualità con cui gioca sia col destro che col sinistro”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mazza: “Mancata sintonia con i tifosi? Un fallimento della società. Lotito non amava Peruzzi neanche prima…” (AUDIO)

MAURO MAZZA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Lazio indecifrabile. Quella vista a Como era troppo brutta per essere vera, col Verona la gara si è messa subito bene. A Como più che la sconfitta ha fatto male Sarri, le sue parole, era come se prendesse le distanze. Ora quale atteggiamento prevarrà nel mister e nei giocatori dopo il Verona? Per una squadra che balbetta vincere il derby diventerebbe un trampolino, altrimenti ci sarebbero cose non belle.

A noi quest’estate hanno tolto il giocattolo del calciomercato e questo ferisce; è quello che piace al tifoso, che fa sognare. Ma allo stesso tempo c’è da dire che se una cosa funziona bene da noi sono i tifosi, sono una certezza e lo abbiamo visto anche dopo Como.

Sono 21 anni che c’è questa gestione societaria, è possibile che non si sia potuta o voluta creare una sintonia con il popolo laziale? Questo è un problema. Dopo quest’estate e dopo Como, i tifosi hanno dimostrato che sono l’unica certezza e la base da cui ripartire. Se non si è creata la sintonia con loro è un fallimento. Si finisce per dividere un ambiente che dovrebbe essere unito e compatto.

Il presidente non amava Peruzzi neanche prima di ingaggiarlo perché troppo dell’ambiente, troppo romano, troppo laziale. E le persone così non sono gradite. Angelo è una persona sincera, di mediazione, non cerca i riflettori ma evidentemente il suo peso specifico era notevole”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Sarri realista sugli obiettivi. Senza Europa il fallimento sarebbe della società…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Mi ha colpito molto quella frase di Sarri in cui ha fatto riferimento alla necessità di creare uno zoccolo duro di 7-8 giocatori per evitare di dover poi intervenire molto sul mercato. Lui sta lavorando per creare una base di competitività solida attraverso il miglioramento di alcuni elementi. Questo è lo scopo, l’obiettivo che si è prefissato mediante il lavoro in campo. Questo secondo me è uno dei passaggi più importanti, anche perchè guarda al futuro. Lui parla della squadra titolare, poi sono discorsi che puoi fare a settembre. Ci sono tante variabili, per esempio quello riguardante il rinnovo di Mario Gila. Se non dovesse arrivare è evidente che saresti chiamato a cederlo per non perderlo a zero nel 2027.

Logico quello che ha detto Sarri anche sul fronte degli obiettivi. In questo contesto e con queste difficoltà, è giusto che il club non chieda espressamente a Sarri di tornare in Europa. Serve anche realismo. Alla gente non interessa nulla dei programmi triennali, vuole cercare di ottenere il massimo adesso dalla squadra. Altro discorso, però, è quello che con buon senso viene prospettato all’allenatore in virtù di dati oggettivi.

Oggi Sarri rende pubblico il fatto che quello che prima per la Lazio era un obiettivo scontato ora è complicato? Lui ha detto che questo primo anno è quello con maggiori difficoltà. E’ evidente che, dopo aver scoperto del blocco totale del mercato, gli è stato progettato questo percorso. Poi, onestamente, non mi è piaciuto quando ha minimizzato quanto accaduto lo scorso anno. Il settimo posto della scorsa stagione ha bisogno di un’analisi profonda che chiama in causa anche alcune situazioni arbitrali. Lui vuole, come è normale, valorizzare il suo lavoro rispetto alle cose buone dell’anno scorso. Liquidare tutto parlando solo di energie che sono venute meno non mi sembra generoso.

Detto questo, se la Lazio non non dovesse tornare in Europa neanche quest’anno io non parlerei di fallimento di Sarri, ma della società. Lui avrà fatto comunque il possibile con un club non lo ha messo in condizione di non tornare in Europa”.

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Non solo Sarri, Provstgaard convince anche il ct della Danimarca: il centrale pronto al salto in Nazionale

Una piacevole scoperta per Sarri, uno dei pochi che il tecnico non conosceva ma a cui ha dato subito fiducia.

Chiamato a sostituire Romagnoli in avvio di stagione a causa della squalifica dell’ex Milan, Provstgaard ha risposto presente alla chiamata del tecnico Sarri che ha deciso di schierarlo titolare in entrambe le gare al fianco di Gila. Un ragazzo applicato che con serietà si è fatto spazio, fino a convincere Sarri che crescendo potrebbe arrivare a “giocare in Premier”.

Tuttavia Oliver non è solo apprezzato solo a Roma, ma anche nella sua terra. Provstgaard cresce nella Lazio e il cittì della Danimarca è pronto a chiamarlo. Ha 22 anni e, come ricorda il Corriere dello Sport, non rientra più nell’Under 21: «Quando sono diventato allenatore della nazionale poco meno di un anno fa non avevamo quasi nessun difensore centrale. Ora abbiamo un piccolo ma valido gruppo, perché ci sono anche Kristensen dell’Udinese, Provstgaard della Lazio e Nelsson del Verona. Questo mi rende molto felice», le parole del ct Riemer.

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Lazio, Rovella “con un tocco in meno”: la mano di Sarri per l’ultimo step

Assente a Como dal 1′ per la nascita della figlia, Nicolò si è ripreso il posto già all’Olimpico contro il Verona.

Ottima prova in casa domenica: un Rovella diverso, più concreto anche nell’aiuto in fase offensiva. E quel famoso tocco in più di cui parlava Sarri gli è stato perdonato.

Domenica notte, riporta Il Messaggero, Sarri è rimasto impressionato dopo aver visionato le statistiche insieme al suo staff tecnico. Poco prima all’Olimpico, invece, non si era sbilanciato: «Rovella ci dà energia, ha fame, ha voglia. Però io di Nicolò sarò completamente contento quando lo vedrò fare quello che ha fatto stasera contro ogni avversario e con un tocco in meno».

Un tempo, neanche troppo lontano, ricorda il quotidiano, il luogo comune era che Rovella giocasse meglio nei due uomini a centrocampo, adesso qualcosa sta cambiando. Nicolò sta crescendo di giorno in giorno. Mai con Baroni il regista aveva verticalizzato così tanto in un singolo incontro. Ventinove tocchi offensivi riusciti su 35, quattro lanci lunghi di cui uno decisivo per la sponda di Castellanos e la prima rete di Guendouzi all’angolino. Una connessione simile fra lui e il Taty si era vista solo con il Nizza all’Olimpico (compreso l’assist per il 3-1). Il play sfrutta la profondità, il contropiede, le nuove armi del Sarrismo.

Dopo due turni di Serie A, si legge, Rovella è primo per “passaggi chiave” (9 davanti a Dimarco 8, Modric e Yildiz 7, De Bruyne e Paz 6), pur avendo giocato solo una quarto d’ora all’esordio in riva al lago. È leader anche davanti a Yildiz negli “expected assist gol” (la chance che un passaggio che precede un tiro si trasformi in assist per un centro e secondo solo a De Bruyne negli “expected assist” (dato che misura la probabilità che un passaggio si trasformi in assist per un gol).