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SERIE A

Serie A 18 squadre, Gravina: “Leadership fondamentale della Lega A, ma servono riforme”

Giornata di assemblea oggi per la Serie A, presenti tutte e 20 le società insieme al presidente della FIGC Gabriele Gravina. Al centro del confronto, la tanto discussa riforma dei campionato professionistici (Serie A, B e C) annunciata qualche tempo addietro. L’obiettivo dichiarato della Federcalcio è quello di aumentare i ricavi e l’appetibilità del campionato italiano anche all’estero. La proposta di riforma formulata da Gravina mira a ridurre sensibilmente il numero dei partecipanti ai campionati professionistici in Italia, con il passaggio di Serie A e B da 20 a 18 squadre, e la serie C da 60 a 18, con l’eliminazione del sistema a gironi interregionali.

Ieri, all’assemblea di Lega della Serie B, il campionato cadetto si era espresso contrario anche alla possibilità di rinunciare al diritto di veto sulle decisioni della federazioni. Oggi, la stessa questione è stata posta anche alla Lega A. Al termine dei lavori, Gravina si è detto soddisfatto dei risultati raggiunti: “È stata una tappa di avvicinamento, un confronto interessante. La Serie A è attenta e vogliosa di creare un percorso di evoluzione nel calcio italiano. Riconosciamo alla Lega A una leadership fondamentale, il loro parere per noi è fondamentale. Avremo nuovi confronti per provare ad arrivare presto a un documento strategico condiviso. Serve un messaggio deciso e innovativo verso le riforme, bisogna evitare l’assemblea straordinaria”. Atteso, nei prossimi giorni o addirittura nelle prossime ore, un comunicato ufficiale su quanto emerso durante l’assemblea di questo pomeriggio.

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NEWS

Lazio-Napoli, occhio alle diffide: ecco chi rischia la squalifica

La 22esima giornata di Serie A vedrà la Lazio impegnata contro il Napoli all’Olimpico, fischio d’inizio domenica 28 gennaio alle ore 18. Tanta l’attesa per uno degli incontri clou del girone di ritorno. Fra ciò che conviene tenere maggiormente d’occhio c’è sicuramente la situazione legata ai vari indisponibili nelle due squadre. Se Sarri dovrà fare a meno di Immobile e Zaccagni dopo il giallo rimediato in Supercoppa, anche Mazzarri dovrà prestare particolare attenzione alla sua lista dei diffidati.

Per i campani certe le assenze già annunciate di Cajuste e Kvaratskhelia (fuori per squalifica) e quelle di Osimhen e Anguissa (Coppa d’Africa). A queste si aggiunge il rischio squalifica anche Di Lorenzo, Juan Jesus, Mario Rui e Mazzocchi. Per loro un giallo nella finale di Supercoppa di questa sera contro l’Inter (ore 20) significherebbe saltare la sfida dell’Olimpico.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Giuseppe Vasapollo (esperto bilanci): “Abolizione decreto crescita: grave colpo per Roma e Inter. Tutti avranno meno soldi anche per vivai” (AUDIO)

Giuseppe Vasapollo in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Con la cancellazione del decreto crescita, non ci sarà più possibilità di ‘impatriare’ giocatori dall’estero con questa agevolazione fiscale. Dovevano essere stranieri o italiani che non erano stati in Italia negli ultimi due anni e dovevano mettere residenza in Italia.

Le società di calcio dal 1 gennaio 2024 si ritroveranno a pagare questo surplus di tasse e che quindi sono soldi che non avranno più a disposizione da investire sul mercato e sui vivai.

Alla Lazio fa meno male la caduta di questa norma, soprattutto perché la Lazio non ha problemi di bilancio. Per squadre come Juve, Inter e Roma il colpo sarà molto forte perché oltre a usufruire maggiormente del decreto crescita, hanno bilanci disastrosi e in grave perdita e quindi allontanano ancora di più la possibilità di ripianare”.

Alessio Buzzanca

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ARBITRI

Ecco l’arbitro di Lazio-Inter e il precedente è terribile…

Per il match Lazio – Inter in programma domenica alle h. 20.45 è stato designato a dirigerlo Fabio Maresca di Napoli.

Questo l’elenco completo:
Arbitro: Maresca
Assistenti: Passeri – Garzelli
IV uomo: Rapuano
VAR: Di Paolo
AVAR: Gariglio

Maresca ha nella Lazio la squadra nettamente più arbitrata in A (23 direzioni), a seguire la Roma con 17.

Delle 23 partite, il bilancio è di 12 vittorie, 4 pareggi e 7 sconfitte di cui 22 in Serie A e 1 in Coppa Italia. Ultimo dei quali disastroso lo scorso 16 settembre: la sconfitta per 3 a 1 a Torino contro la Juve con il primo gol dei bianconeri palesemente irregolare per fallo non ravvisato su Immobile e la rimessa laterale non concessa.

Nelle ultime quattro partite arbitrate da Maresca, per la Lazio sono arrivate due sconfitte (entrambe contro la Juve ed entrambe con polemiche) e due pareggi con Lecce e Bologna.

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Sono laziale da quando avevo 5 anni. Derby del 26 maggio indimenticbile. In futuro toccherà a mio figlio”

Alciato intervista Lotito per la Serie A

Ai microfoni di Radio Serie A, il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha rilasciato una lunga intervista al giornalista Alessandro Alciato.

Queste le sue parole: “Ho solo tre cellulari, sono legati alle varie attività: calcio, aziende e vita privata. I rompiscatole invece chiamano a tutte le ore del giorno e della notte. Ormai sono abituato, anche se ricevo minacce di morte e altre cose sgradevoli. Sono 20 anni… A una persona normale incutono timore, io sono abituato. Più fanno così e più io divento una persona che vuole far valere il rispetto delle norme e dell’istituzione. Io sono un combattente, quando sono entrato in questo mondo ho visto situazioni assurde vissute come se fossero normali. Il tifoso può criticare, ma a mio parere mai infamare. Questo denota una pochezza della qualità delle persone. Noi dobbiamo recuperare la vera cultura sportiva”.

Continua Lotito: “La scorta? Ci si abitua. Ti comporta delle limitazioni alla privacy, ma fa parte del mio ruolo. Mi sono abituato. Mi adatto sempre alle varie situazioni. Come usare un linguaggio diverso rispetto a chi hai davanti. Bisognerebbe fare prevenzione ed educare i giovani alla legalità, come sto facendo io con la squadra. Lo sport ai tempi dei greci era un bene supremo. Si fermavano le guerre durante le Olimpiadi. Questi valori si sono persi nel nostro mondo. Quando uno conosce la propria qualità della persona e sa misurare i propri limiti sa anche avere un comportamento razionale. Ultimamente sono venute meno le norme etiche. È un problema che parte dalla famiglia e passa dalla scuola. Ai miei tempi, le famiglie si rivolgevano con rispetto al maestro, autorizzato anche a bacchettare il proprio figlio. Oggi è tutto al contrario. Tutto questo ha determinato un bagaglio per i miei coetanei. I giovani di oggi non hanno la capacità di relazionarsi a causa dei cellulari, non sanno più emozionarsi. I telefoni sono freddi. I ragazzi di oggi non sanno più dialogare, sono poco empatici. È tutto un fatto squisitamente asettico che ha determinato la scomparsa del fattore emozionale. Il tifoso di una volta era legato al colore di una maglia, sposava una posizione a vita. Oggi è tutto un apparire e basta”.

Poi Prosegue: “Io non ho internet né WhatsApp. Ho un telefono vecchio, io non sono tecnologico. Il telefono è solo un mezzo di comunicazione, non può sostituire al rapporto umano. La cultura è una serie di nozioni che uno acquisisce che fanno si che tu sia in una maniera e non in un altro. Io potente? Sono conoscente di persone che mi consentono di avere considerazione in certi ambienti. Io provo grande affetto per queste persone. Penso di essere apprezzato per questo. Ho la capacità di convincere le persone ad approdare a un fatto obiettivo e razionale. Il comportamento di una persona deve essere coerente con il proprio atteggiamento. Le type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee che porta avanti devono rispettare l’interesse della collettività”.

“Innanzitutto, io sono sempre stato tifoso della Lazio, da quando avevo cinque anni. In quel periodo la Lazio non navigava in acque tranquille. Questo è stato un elemento trainante quando mi fu proposta questa sfida dal presidente Berlusconi, per il quale ho sempre provato affetto e stima. È stato un genio, dove è intervenuto ha portato risultati. In quel periodo, lui era Premier e noi eravamo molto amici. Lui mi chiamò e mi disse che ero l’unico che poteva risolvere i problemi della Lazio. Nel 2004, il club aveva una fotografia contabile spaventosa. Aveva 550 milioni di debiti. Per tutti era considerata una sfida impossibile. Per me era una sfida al limite, che mi intrigava. Alla fine l’ho accettata”. Lui si è interessato alla Lazio per un problema di ordine pubblico, ci furono diverse situazioni pesanti. La tifoseria biancoceleste si faceva sentire con metodi non conformi al vivere civile. Questo mi ha permesso di entrare in un mondo particolare. C’erano persone che perdevano milioni, io da imprenditore ero abituato a circondarmi di persone in grado di produrre reddito. Per me sarebbe stato più facile prenderla dal fallimento, io mi sono caricato di tutti i debiti invece. Anche quello con l’Agenzia delle Entrate. Feci applicare una legge dello Stato, che non fu ad hoc fatta per me, ma esisteva dal 2002 e non era mai stata applicata. Se un’azienda fallisce è meglio prendere quello che si può prendere che non prendere nulla. Chi ha fatto fallire la società ha fatto gravare sullo Stato tutto quello che non ha pagato. A me hanno dato una dilazione. La possibilità di pagare il debito in 23 anni. Io ho sempre pagato 6 milioni l’anno circa. Adesso mancano solamente quattro anni. E devo dire che io pago sempre in anticipo. Scade ad aprile e io pago spesso a ottobre-novembre. È giusto perché sono soldi della collettività. Nessuno mi ha regalato nulla, c’era una legge dello Stato che ho fatto applicare. Quei milioni il Fisco li avrebbe persi e invece li ha guadagnati con gli interessi. Quei debiti non li ha accumulati il sottoscritto, nel 2027 conto di chiudere definitivamente questa pratica. Credo di aver fatto un favore alla società”.

In questi anni il mondo del calcio è cambiato. Io ho cercato di coniugare una sana gestione economica a quella sportiva. La Lazio ha un patrimonio di diversi milioni, una rosa di diversi milioni. La Lazio, dal punto di vista dei trofei, ha vinto più di tutti. La società dal punto di vista civilistico da riferimento alla mia persona, ma essendo quotata c’è un azionariato diffuso. Io questo ruolo lo esprimo tenendo conto di una cosa. Io coltivo sentimenti e passioni di un’intera comunità: ho l’obbligo di mantenere e preservare questa passione. Quando sono entrato io, ho imposto l’obbligo dei pagamenti di stipendi con un bonifico bancario per tutte le squadre. Incluse imposte e tasse. Senza questi requisiti non ti iscrivi al campionato

Affari è un termine improprio, io dalla Lazio non ho tratto alcun vantaggio. Quando sono subentrato alla guida della società, pagavo il leasing di un fabbricato che oggi è nostro. Per riscattarlo serviva un milione e mezzo. Lo potevo riscattare io, risparmiando diversi milioni. Io dissi no, perché era un bene della Lazio e spettava alla Lazio. Per la Lazio ci ho rimesso molto. 50 miliardi di lire è quello che ho messo nella società quando sono entrato. 550 milioni di debiti per prendermi la Lazio. Io ci metto tanto sentimento. Faccio calcio puntando sull’aspetto umano e valoriale. Io non utilizzo il metodo della cicala, perché ho visto tante società scomparire a causa di questo metodo di gestione. Io gli investimenti li ho fatti a livello infrastrutturale. Io ho patrimonializzato la società perché voglio tramandarla a mio figlio, che è un laziale appassionato. Oggi Enrico è entrato nel sistema, si occupa del settore giovanile. E’ un ragazzo appassionato con tanta voglia. Si è laureato in Giurisprudenza, fra poco diventerà avvocato, anche se non eserciterà. Non dobbiamo legare lo sport all’interesse materiale.

In questi 19 anni ho speso tanto. Alcuni comportamenti di persone, che hanno valutato in modo superficiale i principi di iscrizione, mi riferisco all’indice di liquidità, mi hanno costretto a mettere diversi milioni ogni anno che ho preso dal mio conto personale. Sono soldi che non mi hanno prodotto nulla e che non posso neanche recuperare. L’indice di liquidità testa nell’arco dell’anno quali sono ricavi e uscite. Quell’indice, se è frutto di investimenti, rileva la salute di una società. Io su Formello ho investito tanto. Quando è venuto Infantino è rimasto stupito dal centro. Dal punto di vista sanitario è qualcosa di strepitoso. Abbiamo una serie di situazioni funzionali al quotidiano. Ora abbiamo ultimato l’arredo della parte femminile. Mio figlio oggi segue sia la Primavera che la parte femminile. Da quando abbiamo ristrutturato tutto, le cose sembra che inizino ad andare meglio. Se avessero rispettato tutti i parametri, la Lazio Femminile ora sarebbe in Serie A. Purtroppo nel campionato c’erano diverse squadre che non rispettavano i criteri d’iscrizione. Vedasi la questione Pomigliano. A causa di questo è stata falsata la Serie A e la Serie B. Nello sport servono innanzitutto le risorse, altrimenti non puoi fare nulla.

“La fede? Ho un rapporto importante, ho una visione escatologica della vita. io penso che al di sopra di noi c’è sempre stato un qualcuno che ha tracciato un perocrso per ognuno di noi, dedico una parte anche se limitata del mio tempo alla preghiera. non ho mai saltato una messa in 66 anni, anche in posti dove non ci sono chiese cattoliche. a riyadh ho organizzato una messa nell’ambasciata con un prete francese, era pericoloso, c’era la carcerazione a quei tempi. ma l’ho fatto. cerco di professare i valori dle vangelo nella vita quotidiana. vivo con i piedi per terra ma cerco di coniugare questi valori”.

“Immobile dovrebbe parlare del suo futuro, la società confida molto su Ciro. Ho un rapporto famigliare con lui, non c’è nessuna intenzione di mandarlo via. Rimango sorpreso che possa andare in Arabia, ho un contratto con lui, si dovrebbe conciliare anche la volontà del club. Ciro è una persona di famiglia, ho un grande affetto nei suoi confronti, poi nel calcio capitano i momenti non positivi. sono convinto che tornerà ad essere fondamentale”.

“Luis Alberto è una persona particolarissima dal punto di vista caratteriale. Ha una posizione collaborativa ora come ora. Quando è andato via Milinkovic, lui aveva un’offerta dall’Arabia, ho ritenuto che potesse incarnare lo spirito dello spogliatoio. Mandando via Milinkovic è salito di un gradino. Poi ultimamente ci mette determinazione, passione, spirito di sacrificio”.

“Felipe Anderson è un ragazzo d’oro a cui sono legato, abbiamo un’affinità, lui è molto religioso. È una persona con la quale abbiamo un bel rapporto, non c’è rottura, c’è disponibilità al rinnovo. ora dobbiamo trovare un punto d’incontro”.

“Cataldi è cresciuto nel settore giovanile, poiché aveva un fisico poco sviluppato, allora l’abbiamo mandato a giocare in una squadra satellite nostra, ha fatto bene e l’abbiamo ripreso. poi ha fatto il percorso che meritava di fare. romagnoli anche è laziale, è voluto venire alla Lazio perché ci teneva. è un ragazzo di Nettuno che ha quei valori sani della provincia, ha fatto una scelta di cuore con noi, di appartenenza e di lazialità. con noi si è creato un bell’equilibrio, ha un bel profilo e un ruolo. io ho il concetto dell’ecclesia, assemblea. la Lazio è un gruppo, una grande famiglia dove tutti svolgono il proprio ruolo senza sminuire gli altri. il calcio è uno sport di gruppo, se stecca uno poi diventa un problema per tutti. sta a loro dimostrare il loro valore e il ruolo che vogliono ricoprire all’interno della famiglia. l’importante è creare un’armonia tra tutti e creare una linea comune. le scelte dei giocatori ultimi li ho fatti sulla base della qualità anche e soprattutto morale”.

“Io il tumulto durante le partite ce l’ho interiore. Per noi il derby è un campionato nel campionato, è una partita importante, spero che la squadra ritrovi quell’unità d’intenti e lo spirito di compattezza per dare grandi soddisfazioni ai nostri tifosi che meritano un comportamento del genere”.

“La Lazio deve migliorare in tante cose a partire dal suo presidente. Ci dobbiamo adoperare tutti per migliorare, bisogna avere coscienza dei propri mezzi ed essere in grado di poterli esprimere. essendo cosciente dei mezzi che ha a disposizione. la squadra deve unirsi e combattere per l’obiettivo prefissato. La squadra deve sapere che ha un obiettivo, che è quello di raggiungere i risultati. Contribuiscono tutti nella società, ma loro vanno in campo e devono trovare l’alchimia per poter esprimere al 100% le loro potenzialità. Le partite le vince il gruppo, non il singolo. Le vittorie sono di tutti”.

“Sarri è un grande insegnante di calcio, maestro. È una persona caratterialmente particolare, che con me va d’accordo. Abbiamo dei confronti, non abbiamo mai litigato. Io sono un presidente che fa il presidente, che dopo 20 anni è in grado di capire quali sono le esigenze della squadra. Io ho preso la Salernitana che stava in eccellenza, pagando 350 mila euro a fondo perduto e l’ho fatta ripescare in serie d. L’ho portata fino in serie b e mi sono fermato. Poi l’ho lasciata andare e l’ho portata in serie a, la piazza era insofferente. La Salernitana è stata svenduta, a me mancano ancora dei soldi. una società che valeva 70/80 milioni è stata venduta a 10″.

“Con Sarri ci confrontiamo, anche in modo accesso, lui è integralista, ma credo che abbia stima della mia persona. Lui nel mercato di quest’anno chiedeva Ricci e Berardi. Io ho tentato di raggiungere questi obiettivi, ho ricevuto richieste fuori di qualsiasi logica, sia economica che in relazione all’età. Abbiamo preso Rovella che non credo sia inferiore a Ricci. Non penso che i giocatori che abbiamo preso siano inferiori a Zielinski che è ancora sul mercato e non ha compratori. E’ un lavoro che richiede maggiore impegno da parte sua. Il paradosso è che la squadra ha vinto con le squadre importanti e perso con le piccole. La mentalità la devi dimostrare, quello che conta, oltre le qualità, è la tenuta mentale, il campione è quello che riesce ad esprimere sempre le proprie potenzialità”.

“Questo gli rimprovero, se non ci metti la determinazione e la combattività è inutile. Gli altri non si spostano. Il derby a cui sono più legato è quello del 26 maggio, è stato un evento particolarissimo, in città si vive e si soffre. L’altra fazione enfatizza di più le situazioni, i laziali sembrano meno coinvolti, soffrono in silenzio. Invece l’altra sponda è più caciarona e se non raggiunge l’obiettivo sparisce. Due grandi risultati l’anno scorso, la tifoseria si è legata alla squadra. Il derby rimane sempre la partita nella partita. L’anno scorso siamo stati ampiamente soddisfatti per quello che abbiamo ottenuto”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio Primavera di nuovo in A: vola su nel cielo aperto…

La Lazio Primavera pareggia la gara interna col Cosenza, ma si laurea prima in classifica matematicamente, accedendo direttamente alla Primavera 2. In occasione dell’ultima fatica biancoceleste, vi riportiamo l’editoriale di Alessandro Zappulla su Lalaziosiamonoi.it. “Come può uno scoglio arginare il mare..”, cantava Lucio Battisti in una sua vecchia canzone. Come può una difficoltà, seppur grossa, sbarrare la strada alla dimensione di questa Lazio. È dalle note di, “Io vorrei, non vorrei…” che deve aver preso spunto e coraggio questa stagione importante della Primavera. Una scalata partita l’estate scorsa quando Claudio Lotito ha voluto impartire una sterzata decisiva alla solita storia, collocando al vertice della piramide delle giovani aquile, suo figlio Enrico. Con lui un vecchio lupo di mare del calcio: Angelo Fabiani,  che oltre a far crescere il rampollo di famiglia sotto la sua ala protettiva si è preso l’onere e l’onore di ricollocare la Lazio nel posto che le compete: la Serie A. La Lazio e la sua storia, ricca di passione, aneddoti, sciagure e momenti di gloria. La Lazio e il suo settore giovanile che sino a un lustro fa poteva vantare su un passato eroico e di formazione, senza mai l’onta del baratro. Quella cantera biancoceleste, che nella sua lunga epopea ha tirato fuori, campioni come Giordano, Manfredonia, Nesta, Di Canio. Quella scuola che ha annoverato maestri come Vatta e Patarca. Quella Primavera di audace ispirazione, indegnamente divenuta maledetta negli inferi della B. Oggi si è ripresa la scena tornando in A. Oggi i ragazzi di Sanderra sono tornati a volare verso orizzonti sconfinati. Primo posto blindato dopo una stagione con una partenza diesel. Un comparto unico e solido, caratterizzato dalla presenza costante della dirigenza affiatata. La sinergia tra Enrico Lotito e Angelo Fabiani ha tenuto la barca dritta fra le turbolenze di inizio campionato. Giocatori messi alla porta, ricostruzione dal basso, puntando su innesti di qualità. Il tutto blindato dall’obbligo di tener fede ai sani principi del rispetto e della disciplina, che in un club ambizioso come la Lazio non possono mai venir meno. Oggi le ali di questa Primavera sono spiegate verso “Distese azzurre e verdi terre…” Con  l’imprudenza acerba di chi ha voglia di spiccare il volo “… Su nel cielo aperto e poi giù il deserto. E poi ancora in alto con un grande salto…”. Torna in A, vai Lazio Primavera, non fermarti più!

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ARBITRI

Bologna-Lazio, designazione arbitrale e precedenti

Sarà Fabio Maresca (sez. di Napoli) ad arbitrare Bologna-Lazio di sabato 11 marzo.

Assistenti: Bercigli – Cecconi

IV ufficiale: Feliciani

V.A.R.: Mazzoleni

A.V.A.R.: Paganessi

Per Maresca sarà la ventunesima partita in cui incrocia la Lazio. 12 le vittorie, 2 i pareggi e 6 sconfitte. I biancocelesti sono la squadra più arbitrata dal fischietto campano. In questa stagione ha arbitrato Fiorentina-Lazio 0-4 e Juventus-Lazio 1-0 (Coppa Italia).

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SERIE A

Lazio-Atalanta, vendita dei tagliandi

La S.S. Lazio comunica che, dalle ore 16:00 di venerdi 3 febbraio saranno messi in vendita i tagliandi per la gara di campionato LAZIO – ATALANTA in programma sabato 11 febbraio alle ore 20:45.

Sarà possibile acquistare i tagliandi presso:

 –  ON-LINE tramite il circuito Vivaticket  (solo on-line si potrà scalare il voucher abbonati 19-20 per chi non lo avesse già utilizzato, scontando il costo del tagliando tramite il voucher ricevuto da Vivaticket):

 –  Punti vendita Vivaticket (qui non sarà possibile utilizzare i voucher abbonati 19-20)

– Le due tariffe agevolate, Invalidi al 100% e Disabili in carrozzella entrambi con accompagnatori, si potranno acquistare solo presso i negozi Lazio Style 1900; clicca qui per conoscere gli orari dei negozi Lazio Style nel periodo delle Feste:

TUTTI COLORO CHE SONO IN POSSESSO DELLA FIDELITY CARD MILLENOVECENTO O EAGLE

E NON SONO ABBONATI, POTRANNO RICHIEDERE AL MOMENTO DELL’ACQUISTO ANCHE

ON LINE CHE, IL TITOLO D’INGRESSO VENGA CARICATO ELETTRONICAMENTE SULLA STESSA.


Questi saranno i punti di accesso allo Stadio Olimpico per i possessori dei tagliandi:

 – Via dei Gladiatori per i tagliandi Media – Sponsor Hospitality – Tribuna D’Onore – Autorità e Tribuna Monte Mario

 – Piazza Lauro De Bosis per i tagliandi di Tribuna Tevere, Distinti Sud Est ed eventuale Curva Maestrelli

 – Via Nigra-Stadio dei Marmi per i tagliandi di Tribuna Disabili in Carrozzella

 – Piazza Piero Dodi per i tagliandi di Curva Nord – Distinti Nord Est e Nord Ovest – Tribuna Tevere

Si ricorda che chi acquista fisicamente un biglietto presso un punto vendita è tenuto a mostrare il suo documento di identità, pena l’impossibilità di emettere  il titolo di accesso ( D.L. 8/2/2010 nr. 8). 

Non verranno considerate come documenti idonei alla vendita, tutte le patenti di ultima generazione che non riportano le indicazioni del luogo di residenza.

Nella vendita libera il numero massimo di tagliandi acquistabili da una singola persona è di quattro come da disposizioni dell’Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive. In questo caso è possibile presentare per le altre eventuali tre persone, anche solo la copia del documento d’identità.

SETTORI  E  PREZZI:

                 SETTORE  INTERO  INVALIDI CIVILI 100% e Accompagno (*)   RIDOTTO UNDER 16 (**)Omaggio UNDER 14 (***)
TRIBUNA D’ONORE CENTRALE200 € ==== NO
TRIBUNA MONTE MARIO70 €45 €45 € OMAGGIO
TRIBUNA TEVERE TOP 60 € 35 € 35 € OMAGGIO
TRIBUNA TEVERE GOLD  ingr. 34 BS e 30 BS70 €45 €45 € OMAGGIO
TRIB. TEVERE40 € 25 €25 € OMAGGIO
TRIB. TEVERE PARTERRE CENTRALE38 €23 €23 € OMAGGIO
TRIBUNA TEVERE NON DEAMBULANTE IN CARROZZELLA (**)5 €==== NO
TRIBUNA TEVERE NON DEAMBULANTE IN CARR. ACC.GNO (**)25 € == == NO
CURVA MAESTRELLI25 €14 €14 € OMAGGIO
DISTINTI SUD EST25 €14 €14 € OMAGGIO
SETTORE OSPITI – DISTINTI SUD OVEST25 €==== NO

Ricordiamo che i settori della Curva Nord, Distinti Nord Est e Ovest e la Tevere Parterre Laterale sono esauriti con gli abbonamenti.

Al costo dei tagliandi on line, verrà applicata una commissione di servizio pari al 3,30 %.

 (*) I tagliandi ridotti Invalidi Civili al 100% e la Tribuna Tevere non deambulanti entrambi con accompagnatore, posso essere acquistati solo presso i Lazio Style 1900. 

(**) Possono acquistare un tagliando Ridotto Under 16 i ragazzi nati dal 1/1/2007.

(***) Tutti i ragazzi nati dal 01/01/2009 accompagnati da un genitore (o parente entro il 4° grado) in possesso di

biglietto a pagamento, potranno accedere gratuitamente allo stadio ritirando in concomitanza alla prevendita

dell’evento,l’apposito tagliando nominativo contestualmente al biglietto a pagamento dell’accompagnatore.

L’operazione potrà essere effettuata esclusivamente presso uno dei Lazio Style 1900 e, solo il giorno della gara,

presso la biglietteria di Via Nigra. Clicca a questo link https://www.sslazio.it/it/biglietteria/info-e-normative-omaggi-

under-14 per leggere le indicazioni degli omaggio under 14.

I bambini di 4 anni nati dal 1/1/2019 accedono allo stadio gratuitamente e senza biglietto presentando un documento di identità o la tessera sanitaria.

All’ingresso il controllo dell’identità sarà effettuato su ogni singolo spettatore ed è pertanto obbligatorio esibire un documento di identità, compresi i minorenni. 


CAMBIO NOMINATIVO:

Sarà possibile fare il cambio nominativo dei tagliandi e degli abbonamenti (quest’ultimi solo per la tariffa Intero), cliccando qui

Solo ed esclusivamente il giorno della gara, dalle ore 16:45  sarà aperta la biglietteria presso Via Nigra – Stadio dei Marmi. Il punto vendita sarà abilitato anche per la stampa dei tagliandi Omaggio Under 14.

Presso lo stesso punto vendita, verranno rilasciati da questa gara anche i tagliandi Coni e Figc ma solo ed esclusivamente il giorno della gara e solo dalle ore 16:45 alle 18:45.

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RASSEGNA STAMPA

Galeone: “Contro la Lazio partita vera della Juve…”

La sconfitta contro la Juventus ha chiuso la prima parte di campionato della Lazio. La squadra di Allegri è stata brava a sfruttare le occasioni avute e conquistate anche grazie a errori individuali dei biancocelesti. A tessere le lodi del tecnico bianconero e della sua squadra è stato l’ex allenatore Giovanni Galeone, intervenuto ai microfoni della Gazzetta dello Sport:

La Juventus attuale non ha la tecnica di un tempo e non può gestire, deve sempre cercare di concludere l’azione. Come ha fatto contro la Lazio. I bianconeri devono essere diretti e concreti come Rabiot, che per Allegri è giustamente intoccabile. Max ha trovato la quadra. E non è soltanto una questione di sistema di gioco e difesa a tre, che comunque mi sembra l’assetto migliore per questa Juventus. Contro la Lazio ho visto la prima partita vera, giocata da squadra per novanta minutiChiesa? Domenica l’ho visto bene!

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STATISTICHE

Lazio, Anderson non fa rimpiangere Immobile…

La giocata di alta scuola, con dribbling secco su Koopmeiners e gol da antologia resterà impressa come copertina della sua partita al Gewiss Stadium. Ma la gara disputata da Felipe Anderson contro l’Atalanta si è impreziosita di molto altro. Corsa, abnegazione e senso tattico. I dati che alimentano le statistiche del giorno dopo ne risaltano ancor di più la prestazione. Il Pipe infatti ha realizzato il secondo scatto record (10,99 Km/h), e corso per 12.289 chilometri (terzo dopo Vecino Milinkovic), giocato 71 palloni (Milinkovic 110), 5 dribbling. Non solo, il brasiliano ha recuperato 5 pallonivinto 4 contrasti, concluso 38 passaggi positivi, e completato 4 sponde e 9 verticalizzazioni. Uno score personale di dati strabilianti, che concorre in maniera determinante nel raggiungimento del risultato finale. Concretezza su cui basarsi per edificare il presente e il futuro. Certezze che alimentano il sogno e l’utopia sarrista. Maurizio gongola e con lui l’intero popolo laziale. Un Felipe Anderson così è una vera garanzia di successo.