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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi sui calci piazzati: “marcando a uomo escono pregi e difetti dei singoli” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘NMM’!

“La Lazio ha fatto una bella partita. Mi è piaciuta per applicazione, ha giocato come vuole Tudor. Ci sono stati errori individuali che in una squadra ci possono essere, bisogna guardare la partita nel suo complesso e successivamente analizzare i singoli. Finché c’era Sarri, che marcava a zona, la Lazio era terza per gol presi da calcio piazzato, evidentemente dipende dalla qualità dei singoli giocatori più che dal modo di difendere. Dentro all’area di rigore si deve marcare a uomo, cosi si può valutare la qualità di un difensore. L’allenatore in questo senso comunque può avere un ruolo, può migliorare i giocatori”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ora Tudor vuole il piano futuro: incognite, necessità e la questione rinnovo

Tutto in una notte, l’ultima. Tudor si aggrappa all’Europa League, gli basterà un punto domenica contro il Sassuolo (ore 20,45) per conquistarla. La Champions era un miraggio legato a troppe combinazioni, sarebbe stato lo stesso anche con una vittoria a San Siro. «Sono ottimista per il futuro», ha sentenziato Igor a Milano. «Magari si continuasse così», ha aggiunto. Intende al ritmo di 2,12 punti di media, è il suo score. Diciassette punti in 8 partite, hanno permesso alla Lazio (sfruttando anche i 3 punti presi da Martusciello a Frosinone) di rientrare in corsa. Era una squadra in crisi d’identità e d’ispirazione, viveva giorni tumultuosi. Alcune ombre sono rimaste, altri casi si sono aperti.

Complicità totale con lo spogliatoio non c’è neppure con Igor, che rivendica però il fatturato da “big”: la sua Lazio ha gli stessi punti dell’Inter (17) 17), ma ora l’Atalanta è davanti, ne vanta 19. Il rendimento altalenante per un anno è stato paragonabile al tracciato di un elettrocardiogramma impazzito. Tudor ha rivoluzionato tutto, ha fatto giocare tutti ad eccezione di Sepe (retrocesso a terzo portiere). A volte ritornano o li fanno tornare, ha rilanciato anche Rovella e Pellegrini, due investimenti che erano diventati a rischio. A Milano ha invertito i ruoli di artisti e gregari, un segnale di futuro. Fuori Luis, Felipe, Guendouzi e Ciro. Tutti e quattro al centro di scenari di mercato. L’unico che si è sfilato, stando a quanto trapelato nei giorni scorsi e alle dichiarazioni di ieri, è Immobile. «Resto», la sua conferma.

Tudor e il rebus del rinnovo

Il diesse Fabiani in settimana aveva ribadito la scelta di continuare con Tudor. Ora in ballo c’è di nuovo il contratto con deadline giugno 2025. Partire con un allenatore in scadenza non è mai d’aiuto, sarebbe stato lo stesso anche con Sarri (il contratto, senza dimissioni, si sarebbe esaurito sempre a giugno 2025). La scelta spetta a Lotito e Fabiani. Forse conviene aspettare, forse no. Il diesse si rivedrà con Tudor dopo la partita con il Sassuolo, riparleranno per definire obiettivi, strategie, il piano futuro. Il tecnico ha ben capito che l’elenco dei promossi e dei bocciati non può essere insindacabile. Servirà un punto d’incontro. Il reinserimento di Rovella e Pellegrini, non ancora di Isaksen, può essere letto in questo senso. Di contro, s’aspetta che dal mercato arrivino giocatori funzionali, di gamba, non solo di fisicità, di potenza e con doti di accelerazione. Questo è l’identikit che ha tracciato nella conferenza pre-Inter. Corriere dello Sport

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APPROFONDIMENTI

Tudor abbiamo un problema, i colpi di testa: Lazio avvisata per il mercato…

Un problema da risolvere al più presto. La Lazio di Igor Tudor è stata vicina all’en-plein in queste otto giornate. Cinque vittorie, due pareggi e una sconfitta, con i tre risultati “negativi” che sono accomunati da un fattore, le palle alte e i gol subiti di testa. Il derby con la Roma è stato deciso da un colpo di testa di Gianluca Mancini, mentre nei due pareggi con Monza e Inter a decidere sono state le capocciate di Djuric e Dumfries. Due gol subiti di testa nei minuti finali che sono costati quattro punti alla Lazio, quattro punti che adesso porterebbero i biancocelesti a un passo dalla Champions. 

Sulle otto gare giocate in Serie A con Tudor in panchina, la Lazio ha subito solamente cinque gol e sono tutti nati da colpi di testa. Quattro di questi cinque sono diretti ,oltre a quelli di Mancini, Djuric e Dumfries anche la rete di Tchaouna nel 4-1 alla Salernitana. Il quinto lo ha segnato Djuric (il primo dei due a Monza), ma è un tap-in su una respinta di Mandas dopo un colpo di testa ravvicinato di Pessina. Il punto debole della Lazio di Tudor è chiaro, ora spetterà al tecnico croato risolvere il problema difensivo per aggredire un posto in Champions il prossimo anno. Tuttomercatoweb.com

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DICHIARAZIONI

Orsi: “Tudor profilo giusto ma con giocatori più fisici. Se Immobile capisce…”

L’ex portiere e allenatore della Lazio, Fernando Orsi, intervenuto ai microfoni di tag24.it, ha detto la sua rispetto alla partita di domenica contro l’Inter. Ha espresso il suo sconforto per gli ennesimi punti persi, passando poi al commento dei vari singoli: Provedel, Mandas, Immobile e Tudor.

“Titolare la prossima stagione? Spero di si, me lo auguro per la Lazio, perché vorrebbe dire non avere alcun problema sul portiere. Provedel ha dimostrato, nonostante il mese e mezzo di assenza, di essere abbastanza integro e sempre sul pezzo”. Così ha parlato Orsi rispetto al portiere della Lazio. Su Mandas invece, ha espresso la necessità di farlo maturare. “L’idea è quella di far maturare Mandas per poi consentirgli di diventare titolare”.

L’ex portiere è fiducioso rispetto alla figura dell’attuale allenatore della Lazio. “Credo che sia il profilo giusto, nel momento giusto. Questa non è la sua squadra, ma quella che ha trovato e probabilmente non tutti sono adatti al suo modo di pensare calcio”. Parlando del mercato Fernando Orsi ha evidenziato la necessità di acquistare giocatori con differenti caratteristiche “Credo che Tudor voglia dei giocatori più fisici. Di sicuro però non credo ci sarà una rivoluzione totale. Io credo che la Lazio abbia bisogno di un altro attaccante di peso con caratteristiche differenti rispetto a quelle di Castellanos”. L’ex allenatore della Lazio ha concluso parlando di Ciro Immobile. “Penso che Ciro, se responsabilizzato e se capisce che anziché 38 partite, ne può fare 15 ad alti livelli, può diventare un giocatore importante”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Zaccagni: “Con Tudor una scossa iniziale, rimessa in piedi la stagione. Ora spero nell’Europeo”

L’attaccante della Lazio Mattia Zaccagni ha parlato da Coverciano a margine del convegno ‘Il calciomercato ai tempi dell’intelligenza artificiale’: “Negli ultimi 5-6 anni la tecnologia nel calcio ha fatto passi in avanti, basti pensare che ora se vuoi comprare un calciatore anche dal Sudamerica lo puoi fare in 5 minuti. L’intelligenza artificiale bisogna saperla usare nel modo giusto. Per i tifosi c’è molto più contatto con i social, quindi puoi stare più vicino alla squadra attraverso un social”.

Cosa si prova ad entrare a Coverciano?
“E’ sempre un’emozione… Spero di esserci anche fra qualche giorno”.

L’arrivo di Tudor alla Lazio?
“Sono cambiate un po’ di cose, logico che quando c’è un cambio allenatore c’è sempre quella scossa iniziale. Siamo arrivati in Europa League e siamo felici di aver rimesso in piedi una stagione non felicissima”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Kamada: c’è il nodo ingaggio da sciogliere…

Kamada si sta convincendo. Il nuovo ciclo con Tudor alla guida della Lazio lo vedrebbe tra i protagonisti e per questo il centrocampista ora avrebbe cambiato idea sul proprio futuro optando per una permanenza in biancoceleste. Il gol di ieri a San Siro contro l’Inter ha suggellato la sua rinascita, iniziata due mesi fa con l’arrivo del nuovo tecnico, che lo ha rispolverato nel suo ruolo naturale di trequartista. Sia Tudor, sia il club hanno adesso tutta l’intenzione di ripartire proprio da Kamada, come uno dei perni fondamentali della prossima stagione. Ma le condizioni di contratto andranno riviste.

Occorrerà però rivedere le condizioni contrattuali. Come scrive oggi Repubblica, il giapponese non vorrebbe far scattare l’opzione di rinnovo prevista nel contratto. Salvo sorprese quindi il 31 maggio formalmente Kamada si svincolerà dalla Lazio. Ci sono diverse pretendenti in giro per l’Europa, ma lui ha dato priorità ai biancocelesti, a patto che gli venga riconosciuto uno stipendio a cifre più alte rispetto a quelle attuali (3 milioni a stagione). L’accordo si può trovare a 3,5 milioni più bonus (per arrivare fino circa a 4 milioni totali, ndr), ma il club deve fare bene i propri conti. Con l’abolizione del cosiddetto Decreto Crescita, gli sgavi fiscali sono infatti venuti meno e quindi i costi lordi per gli stipendi dei calciatori provenienti dall’estero di fatto sono quasi raddoppiati. Una grana in più che condizionerà le scelte di mercato biancocelesti durante questa estate in arrivo.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Kamada ancora indeciso sul futuro, Gosens non è in orbita Lazio” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’!

“Marusic e non solo, hanno fatto un regalo all’Inter. Quello di ieri è stato l’incoronazione della stagione della Lazio. La Lazio era totalmente in controllo della gara sul vantaggio; ci sono stati degli errori, ma è stata una partita che, come a Monza, potevi portare a casa: la Lazio ha perso venti punti durante la stagione da situazioni di vantaggio.

Oggi non voglio parlare di arbitri, ci sono stati episodi peggiori in altre partite. Prima che cambi qualcosa per la Lazio dovrà cambiare qualcosa in Federazione. Nella partita di ieri non c’è stato un arbitraggio scandaloso anzi, credo ci sia stato un buon arbitraggio a differenza di altre partite.

Kamada è ancora indeciso rispetto al suo futuro alla Lazio. Ha fatto una prestazione fantastica, la posizione di ieri da trequartista può essere una chiave tattica per il prossimo anno, che può aiutare a risolvere la necessità di ricostruire la trequarti campo. Nella partita di ieri ha fatto quello che fa solitamente Luis Alberto, il regista avanzato: manovrava e dettava i tempi della manovra. Gosens non è un nome che la Lazio sta prendendo in considerazione per il mercato estivo, mentre la trattativa per Tchaouna è una trattativa concreta”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, la mediana del futuro: priorità Kamada, nodi Guendo e Vecino. E rispunta Casadei…

Kamada, Guendouzi, Vecino, Rovella e Cataldi. Cinque uomini per due maglie, sulla carta almeno livello numerico la zona mediana della Lazio è completa anche per il futuro. Poi, però, ci sono delle variabili che riguardano il mercato, oltre che le idee di Tudor, che potrebbero cambiare le carte in tavola. Il croato ripartirebbe senza dubbi dal giapponese, con il club sta aspettando la decisione definiva sul rinnovo del contratto; su Guendouzi non ci sono certezze, eventuali offerte monstre potrebbero portare ad una cessione dolorosa, ma funzionale per finanziare le tante operazioni in cantiere. Rovella inizia a farsi largo, ma per il momento non basta per convincere definitivamente il tecnico. Vecino? Piace, rende, corre e segna, ma il suo contratto è in scadenza nel 2025.

Le priorità del prossimo mercato, in termini di ruoli, riguardano altri settori: c’è una trequarti di campo da ricostruire, esterni di gamba e qualità da intercettare e puntelli per una retroguardia che numericamente ha sofferto il passaggio ai tre centrali. Il principio non esclude, però, sondaggi ed idee per farsi trovare pronti in caso di necessità a metà campo. L’ultima traccia viene dal passato, da un nome già sondato in epoca Sarri. E’ quello di Cesare Casadei: talento classe 2003, profilo giovane, di struttura fisica, sostanza, qualità ed inserimenti. Ha firmato un contratto fino al 2028 con il Chelsea che oltre due anni fa ha ricoperto d’oro le casse dell’Inter.

Dopo il ritorno dal prestito dal Leicester a gennaio, ha trovato veramente poco spazio con la maglia dei Blues. È sceso per dieci volte in campo in Premier League, mai da titolare, e senza mettere mai a segno né un gol, né un assist. In totale ha disputato solo il 5 per cento di minuti complessivi, troppo pochi per un ragazzo che ha bisogno di giocare con più continuità. In passato aveva pensato a lui la Juventus, stavolta – scrive calciomercato.it – la Lazio potrebbe scavalcare tutti, magari proponendo un prestito con obbligo di riscatto e con una clausola di riacquisto in favore del Chelsea.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, da Djuric a Dumfries: occasioni bruciate, ma anche una crescita a portata di Tudor

[…] Il gol di Dumfries ha bilanciato nel finale una partita che la Lazio ha provato a tenere in pugno grazie alle parate di Provedel e a un tiro di Lautaro finito sul palo. La perfezione esiste solo alla playstation, ma è innegabile che in due mesi il gruppo di Tudor abbia compiuto progressi: diciassette punti in otto giornate, basterà un pareggio contro il Sassuolo per centrare la qualificazione in Europa League davanti a Eriksson, ospite d’onore all’Olimpico. Certo, i rimpianti non mancano: Castellanos ha sprecato il contropiede del 2-0 e le sostituzioni di Kamada e Gila si sono rivelate un errore.

Anche a Monza la Lazio si era fatta rimontare negli ultimi minuti. Dal colpo di testa di Djuric a quello di Dumfries. Due vittorie bruciate che non devono condizionare i giudizi sulla crescita globale di una squadra che l’11 marzo, dopo la sconfitta con l’Udinese, era scivolata al nono posto e aveva un distacco di quattro punti dal Napoli e di tre dalla Fiorentina. Mentalità, pressing, energia. Tudor è riuscito a introdurre un’altra filosofia tattica e ha maturato spesso decisioni coraggiose, come quella di affrontare l’Inter senza Immobile, Luis Alberto, Guendouzi e Felipe Anderson.

Kamada è il manifesto di questa rivoluzione: da comparsa a leader, da riserva a centrocampista totale. Dinamismo, intensità, costruzione, tackle, tempi di inserimento. Il gol del giapponese all’Inter racchiude tanti significati. Daichi è stato restituito al suo ruolo naturale, dopo l’idea sbocciata in estate di consegnargli l’eredità di Milinkovic. Ha ricominciato a fare la differenza come nel periodo all’’Eintracht, si è preso le chiavi del 3-4-2-1, ha dimostrato di riuscire a incidere da mediano-regista e da mezzapunta. Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Inter-Lazio, Tudor in conferenza: “Nessun rimpianto. Gila ha chiesto il cambio, Rovella può e deve migliorare” (AUDIO)

Il tecnico della Lazio Igor Tudor in conferenza stampa dopo la gara contro l’Inter:

Occasione persa per la Lazio?
“Non c’è niente di perso, oggi c’è tanto di guadagnato”.

Forse siete mancati nelle ripartenze?
“Oggi si è perso poco, se si può dire. Faccio i complimenti ai ragazzi, poi un po’ di rammarico ci sta. Eravamo 1-0 e mancava poco alla fine, c’è un po’ di rammarico, perché venire qui e giocare contro una squadra che gioca un calcio tra i 2-3 migliori in Europa è tanta roba”.

Kamada in formato internazionale, molto bene anche Rovella. Ci punta?
“Di solito non commento le prestazioni individuali, ha giocato molto bene. Venire qui e giocare bene devi avere la lucidità di essere bravo. Lui ha cose interessanti, deve e può crescere: è una cosa che mi piace molto. Noi stiamo lavorando forte, anche in palestra, dal primo giorno. Poi vedremo: i giocatori decidono sempre dove arrivano”.

Il derby a Roma è molto importante, la corsa Champions è più accesa per la rivalità cittadina. Da quando è venuto a Roma, ha capito cos’è il derby?
“La rivalità è bella, mi piace. Però posso rispondere come ho risposto ieri in conferenza stampa: ci sono 38 giornate, tre punti, un punto. Le classifiche si fanno così, poi i derby sono belli a livello mentale, di peso specifico, ma non di punti perché sono uguali. Io accetto questa cosa, ma non dovevo capire niente. Lo sapevo anche da fuori, ho poco da aggiungere. Non ha senso farmi questa domanda, non è vero quello che dice perché siamo all’ottava gara in campionato e quella è solo una. Ce ne sono altre sette… Senza le une non c’è l’altra cosa”.

Ieri ha parlato di distanze, per esempio facendo riferimento all’allenatore precedente. In campo si è vista una squadra ben ordinata e con le distanze giuste.
“Lei ha visto bene, l’abbiamo preparata in questo modo, un po’ più attento in questa compattezza qua. Se vai con l’Inter e ti aprono col loro portiere non vedi palla, ti arrivano in porta in cinque secondi. Sono i più forti al mondo in questo, volevamo essere compatti e l’abbiamo preparata così. Penso che l’hanno interpretata bene, questo mi è piaciuto: c’è un po’ di rammarico ma ci sta il pareggio”.

Pareggio frustrante, vista la natura dei gol: in futuro si cercheranno difensori con più stazza a livello aereo? Ha qualche rimpianto per i cambi finali?
“Non ho rimpianti, non sono frustrato. Sono felicissimo e orgoglioso, di giocatori alti vedremo col direttore, ci metteremo a discutere come è giusto che sia. C’è una partita da giocare, c’è da vedere cosa fanno gli altri. Faremo questa analisi con calma e poi le darò risposta”.

Si aspettava di più da Luis Alberto e Felipe Anderson? Gila fuori perché?
“Gila non ce la faceva, ha chiesto lui il cambio ed era il quinto. Luis e Felipe sono entrati perché volevamo avere un po’ più di controllo, loro spingevano forte e non siamo riusciti a tenere troppo la palla. È normale che l’Inter spinga, sono a casa loro, è naturale. L’idea era quella, però non siamo riusciti. Ma va bene lo stesso”.

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