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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Stasera la Juve sarà un’altra squadra con 5 titolari in più. Bello che Tudor voglia coinvolgere tutti” (AUDIO)

La cosa che mi piace di più è che Tudor… GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La cosa che mi piace di più è che Tudor abbia la voglia di coinvolgere tutti nel suo progetto, cosa che prima Inzaghi e poi Sarri non hanno mai fatto o fatto poco. Mi è piaciuta la coppia Cataldi-Kamada davanti alla difesa e credo che stasera si andrà verso la formazione che più ha in mente Tudor.

Dal punto di vista tattico era un 4-4-2 in fase difensiva, ma con molte licenze di attaccare per tutti, poi Tudor ci riprende sempre quando parliamo di tattica e moduli, perché per lui il calcio è altro che non solo numeri.

Stasera la Juventus sarà un’altra squadra perché in campo ci saranno 5 giocatori che sabato non c’erano e che sono tutti titolari. In più giocheranno con la difesa a tre che è a loro più congeniale.

Dopo la partita persa contro l’Inter nello spogliatoio bianconero si è spenta la fiamma e hanno bisogno di un nuovo obiettivo per rivitalizzarsi. Indubbiamente in campionato stanno rischiando di perdere la Champions, ecco perché mi aspetto una reazione da parte loro.

Questa sera ci saranno 1.400 tifosi della Lazio allo Stadium.

Gila mi è piaciuto molto e su Kean ha fatto un recupero alla Nesta rischiando tanto, ma con grande autostima e convinzione. Stasera dovrà tenere Vlahovic e vedremo come si comporterà. Mi è piaciuto molto anche Romagnoli che si è adattato subito alla difesa a tre, così come Casale”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, con la Juve più di una rivincita. Lotito punta su Tudor: “Carattere di ferro”

Sabato l’antipasto in campionato, stasera arriva il piatto ricco. Alle 21 (diretta canale 5) si fa davvero sul serio. Ora la Coppa Italia può salvare la stagione di Juventus e Lazio. I bianconeri sembrano in caduta libera in Serie A, con appena 7 punti nelle ultime 9 giornate (una sola vittoria, non accadeva dal 1998/99) e il Bologna col fiato sul col- lo a -2 dal terzo posto. Allegri è di nuovo sotto processo, contestato dai tifosi e monitorato dal club, con la Champions improvvisamente a rischio. Figuriamoci se dovesse fallire pure nella prima semifinale (il 23 aprile, il ritorno), con l’unico trofeo rimasto in palio a Torino. Figuriamovi se, ad appena tre giorni di distanza dalla batosta dell’Olimpico, dovesse ricevere un’altra lezione.

Debutto da standing ovation per il croato sulla panchina biancoceleste, con l’1-0 acciuffato da Marusic all’ultimo respiro. Dopo l’addio traumatico di Sarri, c’è ancora vita nella Lazio, per lo meno la palese voglia di riprendersi l’Europa con il ritorno a 46 punti al settimo posto oppure attraverso questo torneo, accedendo alla finale del prossimo 15 maggio. Sulla seconda strada, c’è di nuovo la Juventus di mezzo. […] Stavolta il bis contro la Vecchia Signora sarebbe un bel viatico per il derby di sabato, per fermare la ricorsa giallo- rossa alla Champions.Guai a rimanere ancorati al passato. Sarà tutta un’altra storia stasera allo Stadium, anche rispetto a sabato. La Juventus è imbattuta da 22 partite casalinghe in Coppa Italia (19 vittorie e 3 pareggi), risale al 5 marzo 2015 (1-2 contro la Fiorenti- na) l’ultimo ko. La Lazio invece è reduce da quattro sconfitte in trasferta nella competizione e non ne ha mai subite cinque di fila lontano dall’Olimpico. La fortuna non può mettersi proprio ora contro un audace come Tudor, applaudito per il coraggio e la capacità di imporre le sue scelte e il suo credo in così poco tempo: «L’ho scelto per il suo carattere di ferro e la sua voglia di fare esprimere al massimo quest’organico, che ritiene forte e competitivo», assicura fiero Lotito. C’è pure un premio da cinquantamila euro per il trionfo in Coppa Italia nel contratto sino al 2025 di Igor.

Più che il risultato, sabato ha impressionato la trasformazione di ruoli, di marcature a uomo, di principi tattici, di pressing avanzato e di spirito. Oltre le previsioni, la scossa di Tudor: nella decisione del turnover in vista di quest’incontro, nel rilancio di tutta la panchina, persino di Kamada a centrocampo. L’ibrido 3-4-2-1 (difesa a “tre e mezzo”, ovvero 4-4-2 in fase di non possesso) ha abbagliato l’Olimpico. Forse anche per questo 1500 tifosi stasera saranno a Torino. La Lazio ha colpito per disciplina tattica, applicazione nelle due fasi, intensità elevata, con più uomini del solito in attacco e nello spazio. Va superata ancora la difficoltà sotto porta, con maggior lucidità e cinismo. Certo, non si sarebbe dovuti arrivare comunque al gol al 93’, con un miglior arbitraggio: due rigori negati (uno su Pedro, uno netto su Zaccagni), un angolo non visto su Luis Alberto, appena 3’ di recupero, nonostante i 10 cambi di Allegri e Tudor. Designato Massa per stase- ra, con un bilancio di 11 vittorie, 6 pareggi e 9 sconfitte per la Lazio. Al Var Di Paolo, come in Lazio-Milan in cui non ha richiamato Di Bello (poi fermato) sul contatto Maignan-Castellanos, la spinta all’argentino, il fallo su Immobile in occasione del gol di Okafor, fra le proteste furiose di Lotito. Bocconi amari di continuo. Il Messaggero
 

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COPPA ITALIA

Juventus-Lazio, probabili formazioni

Juventus-Lazio, le probabili formazioni:

JUVENTUS (3-5-2), probabile formazione: Perin; Gatti, Bremer, Danilo; Cambiaso, McKennie, Locatelli, Rabiot, Kostic; Chiesa, Vlahovic. All. Allegri

LAZIO (3-4-2-1), probabile formazione: Mandas; Patric, Romagnoli, Gila; Marusic, Guendouzi, Vecino, Zaccagni; Felipe Anderson, Luis Alberto; Immobile. All. Tudor

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FORMELLO

Lazio, lo “stile” offensivo di Tudor non cambia, ma a Torino via alle rotazioni: tornano Guendo, Luis e Ciro. Sperano anche Isaksen e Vecino

Vuole risposte in campo Tudor e vuole averle da tutti. Per questo domani a Torino si vedrà una Lazio diversa, non nello “stile di gioco” tanto caro al tecnico croato ma negli uomini. Non si può parlare di sistema di gioco o modulo, visto che la Lazio con la Juve ha difeso con un 4-4-2 aggressivo e fatto di uno contro uno quasi a tutto campo, attaccando invece con un 3-4-2-1 iper-offensivo. A Torino è prevista una staffetta “invertita” al centro dell’attacco, con Immobile dall’inizio e Castellanos pronto a entrare a gara in corso. Probabile anche la titolarità per Luis Alberto, che con Isaksen potrebbe completare la trequarti prendendo il posto rispettivamente di Anderson (o Zaccagni) e Pedro. Sulle fasce, viste le indisponibilità di Pellegrini e Lazzari, possibile tour de force per Felipe Anderson o Zaccagni e Marusic. Al centro del campo invece Guendouzi e Vecino sono pronti a prendere il posto di Kamada e Cataldi. Nel terzetto difensivo Patric si candida a una maglia da titolare al posto di Casale, con Romagnoli al centro e Gila confermatissimo dopo l’ottima prova di sabato. In porta toccherà ancora a Mandas, positivo anche contro la Juve, vista la permanenza ai box di Provedel.

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DICHIARAZIONI

Tudor in conferenza: “Non azzero gerarchie, solo priorità alla squadra. Felipe e Gila straordinari. Modulo? Attacchiamo tutti”

La prima conferenza stampa post partita di Igor Tudor sulla panchina biancoceleste ha il sapore dei tre punti. Tantissimi i temi trattati, dalle emozioni vissute all’assetto tattico messo in campo dal tecnico per affrontare (e abbattere all’ultimo respiro) il muro bianconero innalzato da Allegri.

“Non è importante la classifica, quando una bella prestazione dei ragazzi. Abbiamo lavorato tanto in poco tempo, lo spirito e la voglia di ripartire erano la chiave. Poi è normale che ci sono cose che mi sono molto piaciute, sono contento. Pian piano poi aggiungi le cose da migliorare, c’è stato tanto spirito di gruppo. Il gol all’ultimo è stato veramente bello.”

Sensazioni della prima gara?
“Le sensazioni sono belle, è la prima gara dopo tanto tempo. La squadra è nuova, conosci i giocatori ma allo stesso tempo non li conosci. Il calcio è una bella cosa, positiva. C’è questa condivisione allenatore-giocatore, la curiosità era tanta e alla fine devo fare i complimenti ai ragazzi, è stata una bella ripartenza che ci dà fiducia”

Cosa cambia per la Coppa Italia?
“Ho fatto tanti complimenti a Gila, che è un ragazzo straordinario. Martedì cambia tutto e niente, va preparata nel miglior modo possibile. Bisogna recuperare bene perchè c’è poca sosta, vediamo in due gare cosa succederà”

Stile tattico della Lazio?
“Siete fissati con i numeri, ma è più importante lo stile di gioco e l’energia. Poi con i numeri si gioca, un giocatore si alza e si va a quattro, poi si abbassa e così via. Quando attacchiamo voglio che attacchiamo tutti, poi chi va e chi no si vede col tempo. Oggi mandavamo meno gente avanti per evitare contropiedi, dove la Juve è forte. Poi di numeri ci sarà modo di parlare”

Quanto si è visto del lavoro fatto?
“Alla fine è sempre una decisione dei giocatori, io provo a lavorare su certe cose. Alcune si sono viste, altre sono da migliorare. Ho questo modo di interpretare il calcio, c’è una struttura fissa ma c’è anche tanta libertà di gioco. Tocca ai giocatori trovarsi nelle loro posizioni, negli ultimi 30 metri decidono loro”.

Disordine in campo?
“A me è piaciuta molto la corsa, i tanti recuperi palla. Forse il gol è arrivato un po’ tardi. Chiaro che nel tempo si migliora e si cresce, è come mettere un mattone. Ora col tempo aggiungiamo e confermiamo le cose già fatta. Alcuni hanno fatto solo due allenamenti, è una cosa particolare. Però alla fine sono contento”.

Gerarchie azzerate?
“Penso che alla fine si può azzerare anche in modo positivo, per me è una cosa positiva. Io non azzero niente, rispetto tanto il passato. Sono sempre pronto a dare una mano, due, tre a tutti. Poi c’è la squadra, e scelgo in base a cosa ha bisogno la squadra e in base al modo di giocare. Qualcuno è penalizzato, qualcuno può crescere, ma questo è il calcio, è una cosa logica. Subentro dopo un allenatore che ha fatto un calcio diverso, per il mio calcio ci sono tanti che possono interpretarlo”.

Si è vista più voglia?
“I giocatori decidono se ci sono, se io vedo che uno non c’è è normale che non gioca. C’è da dare una mano a tutti, sono tutti giocatori della Lazio, non c’è sì o no, li amo tutti e voglio aiutarli a crescere. Poi la squadra è più grande di tutti i singoli, su questo non si discute”.

Come ha trovato Felipe Anderson?
“Lui è da 10, oggi ha ricoperto tre posizioni. E’ un giocatore completo, comportamento da professionista vero. Lo metti a destra, sinistra, ha qualità nei piedi e corsa. Tanta roba.”

Prestazione di Kamada?
“Ha fatto una grande partita, ho visto tutti bene in allenamento. Era come un corso intensivo, tutti i giorni. Kamada è un ragazzo intelligente, ha un buon livello in tutto, è completo. Può anche giocare davanti, ma è sempre più difficile: può starci ma in un modo tutto suo. Lo vedremo durante l’anno”.

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DICHIARAZIONI

Tudor: “Che emozione vincere così, va migliorato qualcosa ma siamo sulla strada giusta “

Tudor la vince allo scadere, grazie all’incornata di Marusic sull’incredibile dormita difensiva di Sekulov. Il tecnico inizia col botto la propria avventura con i colori biancocelesti. Queste le sue parole rilasciate nel post partita alle varie emittenti: “Abbiamo lavorato poco, i ragazzi sono stati bravi ad applicare le novità. Il gol sul finale è stato il massimo. Se vinci 1-0 all’ultimo secondo sono emozioni belle.

Abbiamo dei buoni esterni, possono fare tanti ruoli, ma in generale sono contento dei giocatori che ho. Romagnoli e Gila hanno fatto una grande gara, sono stati molto applicati e concentrati. Segnare al 93esimo significa che i ragazzi volevano vincere, è un bel segnale. Abbiamo fatto 6-7 allenamenti, c’è da lavorare di continuo, poi la vittoria aiuta a lavorare e dare fiducia ma si cresce sempre. Questo è un calcio un po’ diverso da quello precedente, ci sono tante cose nuove. Poi ci vuole sempre tempo, qualcosa riesce subito e qualcosa va migliorata, ma siamo sulla strada giusta”.

Interessanti anche le dichiarazioni che il tecnico croato ha rilasciato a DAZN: “Marusic ha fatto un gol da ala vera. Dovevo arrivare io per fare capire che è un’ala e non un terzino. Al gol non ho capito nulla, è stato veramente stupendo. Ho detto ai ragazzi che da ora non ci sono scuse. Ho parlato con Immobile, e gli ho detto che era giusto che partisse titolare Castellanos dopo aver fatto due gol, poi Ciro è entrato molto bene. L’ho visto motivato, sono contento”.

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ESCLUSIVE

PAGELLE – Tudor, buona la prima. Decisivi Marusic e Guendouzi. Gila è un muro

Le pagelle di Lazio-Juventus, la prima di Tudor sulla panchina biancoceleste. La squadra biancoceleste merita la vittoria, che arriva grazie a un colpo di testa di Marusic a pochi secondi dal triplice fischio finale.

MANDAS 6,5 – Non viene impegnato per quasi tutto il primo tempo, ma nel finale della prima frazione di gioco compie un ottimo intervento deviando un destro pericoloso di Chiesa. Bravo anche a inizio ripresa su un tentativo ravvicinato di Cambiaso. Non sempre preciso nei rilanci

GILA 7 – A lui il compito forse più difficile dei tre difensori, dovendo coprire la fascia sinistra, dove Tudor a centrocampo schiera Zaccagni. Non commette sbavature, confermandosi affidabile anche dopo il cambio della guida tecnica. Fondamentale un suo recupero su Kean intorno al quarto d’ora della ripresa.

ROMAGNOLI 6,5 – Lo spirito giusto: grinta e furore agonistico, caratteristiche indispensabili non solo per i dettami del nuovo allenatore biancoceleste, ma anche per affrontare un finale di stagione dove la Lazio deve rialzare la testa con orgoglio.

CASALE 6,5 – Come gli altri componenti del reparto difensivo non sbaglia praticamente nulla, complice, per la verità, anche un atteggiamento poco propositivo degli avversari. Bene anche sotto il profilo del temperamento.

MARUSIC 7 –Quando ha palla la Juventus scala bene nella linea difensori, soffiando anche un pallone pericolosissimo dai piedi di Kean. Nelle situazioni offensive, invece, pecca a volte di imprecisione quando si tratta di servire i compagni, ma si propone con coraggio. Come nell’occasione del gol che regala i tre punti alla Lazio

KAMADA 5,5 – Meglio rispetto a tante altre prestazioni offerte in questa stagione, ma ancora poco da quello che ci si aspetta da un giocatore del suo spessore. L’impiego dal primo minuto sembra avergli dato una piccola iniezione di fiducia, ma in alcune fasi della manovra biancoceleste non riesce a essere incisivo al punto giusto.

Dall’80’ GUENDOUZI 7 – Decisivo. Escluso a sorpresa dall’undici titolare, entra nel finale in tempo per confermare ancora una volta la sua importanza pennellando il cross che Marusic trasforma in gol.

CATALDI 6 – Disputa una gara ordinata. Il suo ruolo sembra essere molto simile a quello che ricopriva nello scacchiere di Sarri.

Dall’80’ VECINO 5,5 – Spreca una buona occasione dal limite dell’area avversaria con un tiro fuori misura.

ZACCAGNI 6,5 – È lui l’esterno a cui spetta il compito di agire su tutta la fascia sinistra. Interpreta bene entrambe le fasi, giocando una gara molto dispendiosa.

Dall’84’ LUIS ALBERTO 6 – Gli bastano pochi minuti per sfiorare il gol con un destro da fuori area deviato provvidenzialmente da Rugani.

PEDRO 6 – Si muove bene tra le linee cercando di dare pochi riferimenti alla retroguardia bianconera nel primo tempo, creando i presupposti per una buona chance sfruttando un disimpegno errato delle retrovie avversarie. Cala a inizio ripresa.

Dal 57’ ISAKSEN 5,5 – Entra in una fase della partita in cui rispetto al primo tempo la Lazio sembra aver perso la brillantezza e la Juventus appare meno rinunciataria. Poco incisivo.

FELIPE ANDERSON 6 – Impiegato sulla tre quarti, gioca una partita generosa, caratterizzata anche da un tentativo di destro che impegna Szczesny.

CASTELLANOS 5,5 – Nonostante il buon possesso palla della Lazio nel primo tempo, non gli arrivano molti palloni. Pesa negativamente sulla sua prestazione una buonissima occasione sciupata al 20’.

Dal 57’ IMMOBILE 6 – Pochissimi palloni giocabili dalle sue parti. Fa un assist molto intelligente a Marusic mettendolo in condizione di calciare da buona posizione.

TUDOR 6,5 – Alzi la mano chi non si è meravigliato nel leggere le formazioni ufficiali. Ma la prestazione della squadra e il risultato finale gli danno ragione. Nonostante i pochi giorni a disposizione per allenare tutto il gruppo, alcuni meccanismi del suo calcio sembrano in parte essere stati assimilati dai calciatori. Anche a livello di carattere sembra essere entrato nella testa dei suoi uomini.

Andrea Pranovi

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SERIE A

Lazio-Juventus 1-0 (93′ Marusic): Tudor inizia col botto

Lazio-Juventus è l’anticipo della trentesima giornata di Serie A. Esordio per Igor Tudor sulla panchina biancoceleste, proprio contro la sua ex squadra. Due settimane scarse per preparare il match dell’Olimpico per il tecnico croato, che cambia subito la sua Lazio. Si parte dal 3-4-2-1: Immobile e Guendouzi fuori per scelta tecnica, mentre Luis Alberto – non al meglio – cede il passo a Pedro. Allegri con Kean prima punta (Milik e Vlahovic out) e Chiesa a supporto. De Sciglio a destra, con Cambiaso a sinistra. Forfait della vigilia: Kostic.

PRIMO TEMPO

Prime fasi abbastanza confuse. E’ Zaccagni a giocare ‘a tutta fascia’, con Felipe e Pedro alle spalle del Taty. La Lazio marca a uomo, poca costruzione dal basso e lanci oltre la mediana. Primo brivido al 9′ con Bremer che sfiora il vantaggio di testa. Al 17′ Taty prova a spaventare la Juve: destro di poco al lato. Al 20′ Castellanos replica: grande occasione, ma non riesce a incrociare la porta con il destro in area. Al 25′ primo tentativo in porta della Lazio con Felipe che impegna Szczęsny. La partita la fa la squadra di Tudor. Aggressiva e attenta, poche corse in campo aperto concesse ai bianconeri. Manca sempre l’ultimo passo, quel gol che finora non riesce a trovare nonostante 6 occasioni pulite create. 40′ Mandas, grande parata su Chiesa. Primo intervento del greco.

SECONDO TEMPO

La ripresa si apre con due cambi per Allgeri: dentro Mckennie e Iling per Miretti e De Sciglio. Inizia meglio la Juventus, Tudor corre ai ripari al 56′ quando entrano Immobile e Isaksen per Castellanos e Pedro. Ritmi meno forsennati, la Juventus (che inserisce anche Weah e Yildiz) ora ha più soluzioni offensive. Casale e Marusic firmano le fiammate della Lazio fino al 73′, senza successo. 80′ Tudor cambia gli interni: fuori Kamada e Cataldi dentro Guendouzi e Vecino. 83′ tocca a Luis Alberto, che rileva Zaccagni (alle prese coi crampi). Felipe Anderson slitta a sinistra. 87′ Luis Alberto sfiora il vantaggio con un destro dal limite deviato. 3′ di recupero al 90′. 93′ Lazio in vantaggio! Marusic incorna allo scadere su cross di Guendouzi e decide la partita.

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DICHIARAZIONI

Lazio-Juventus, Tudor pre match: “Pensiamo ad un cambiamento totale. Immobile? Giusto che giochi Castellanos perché…”

Lazio-Juventus, le parole di Tudor nel pre partita ai microfoni di DAZN: “Oggi voglio vedere tante cose sapendo che ci saranno piccoli e grandi difetti, ma è normale. Abbiamo lavorato poco con due ragazzi che oggi hanno giocato poco, Isaksen e Marusic. Non è solo un cambiamento di sistema o stile, si pensa ad un cambiamento totale. Dopo tre anni ci sono tanti dettagli che sono cambiati, ci vorrà tempo, ma sono fiducioso. Speriamo di vedere più cose possibili di quelle che abbiamo fatto in settimana. Formazione? La mia idea era quella di non far giocare i nazionali, era giusto che giocassero quelli che si sono allenati. Lazzari ha avuto un piccolo problemino in allenamento, anche Luis Alberto, quindi giocheranno Zaccagni e Marusic. Oggi c’è una gara, tra tre giorni ce ne sarà un’altra, quindi ci sarà spazio e bisogno di tutti. La rosa ha qualità, non solo nell’undici. Chi gioca dipende dagli stessi giocatori. Perché non gioca Immobile? Castellanos col Frosinone ha fatto due gol, è giusto che giochi lui”.

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SERIE A

Lazio-Juventus, i convocati di Tudor: Lazzari out, Luis Alberto in

Lazio: i convocati di Tudor contro la Juventus

“Patric, Vecino, Kamada, Felipe Anderson, Guendouzi, Pedro, Luis Alberto, Romagnoli, Casale, Immobile, Isaksen, Castellanos, Zaccagni, Hysaj, Cataldi, Sepe, Gila, Mandas, Renzetti, Marusic”.