Maurizio Sarri sta attraversando il periodo più delicato della sua avventura alla guida della Lazio: tra infortuni, assenze e una rosa ridotta, l’allenatore è stato obbligato a modificare assetto tattico, passando prima al 4-4-2 e poi al 4-2-3-1. Le partite si sono trasformate in un banco di prova continuo, con il dilemma sul modulo che rimane un nodo da sciogliere.
Alla seconda pausa del campionato, i biancocelesti devono fare i conti con ben otto indisponibili. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il club spera però di recuperare alcuni elementi: contro l’Atalanta dovrebbero tornare a disposizione Guendouzi, Marusic e Pellegrini, mentre restano dubbi sulle condizioni di Vecino. Più lunga invece la sosta forzata di Zaccagni, fermo per 20/30 giorni, e di Rovella, che – come anticipato – ha scelto di evitare l’intervento chirurgico.
Ora Sarri è chiamato a una nuova scelta: tornare al suo 4-3-3 oppure continuare con il sistema che hanno garantito risultati migliori, come la vittoria di Genova e il pareggio con il Torino. Il rientro di Guendouzi può restituire equilibrio al centrocampo, ma le soluzioni restano limitate. L’assenza di Zaccagni obbligherà l’allenatore a puntare ancora su Pedro, con Isaksen e Noslin come alternative, con lo spagnolo chd non può reggere tutti i novanta minuti di ogni gara.
Sarri ha accantonato l’estetica per la sostanza: meno possesso palla, più verticalità e ripartenze rapide. È consapevole che, in questa fase, l’obiettivo è limitare i danni e mantenere la rotta. E il calendario non gli offre tregua: nelle prossime cinque partite contro Atalanta, Juventus e Inter si capirà molto del futuro della Lazio e del suo tecnico.