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Addio a Maurizio Zamparini, l’ex presidente del Palermo aveva 80 anni

Maurizio Zamparini, ex presidente di Venezia e Palermo, è morto la scorsa notte all’età di 80 anni. A fine dicembre era stato operato di peritonite, ma per una complicazione era finito in terapia intensiva. Ha avuto una ricaduta negli ultimi giorni e questa, è risultata fatale. Tutta la redazione di Radiosei esprime le sue sentite condoglianze alla famiglia per la dolorosa perdita.

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Quirinale: oggi due votazioni

Dopo l’insuccesso della candidatura di Elisabetta Casellati, il centrodestra si astiene nella sesta votazione (la seconda della giornata) per eleggere il presidente della Repubblica e M5s, Pd, Leu e Iv votano scheda bianca. Si va dunque verso un altro scrutinio a vuoto. Nella quinta votazione, la presidente del Senato ha ottenuto 382 voti, 123 meno del quorum. Una sessantina i franchi tiratori nel centrodestra, mentre il centrosinistra si è astenuto. Voti sono andati a Mattarella 46, Di Matteo 38, Berlusconi 8, Tajani e Cartabia 7, Casini 6, Draghi 3, Belloni 2.

La leader di FdI, Giorgia Meloni tuona: “Fratelli d’Italia, anche alla quinta votazione, si conferma come partito granitico e leale. Anche la Lega tiene. Non così per altri. C’è chi in questa elezione, dall’inizio ha apertamente lavorato per impedire la storica elezione di un presidente di centrodestra. Le decine di milioni di italiani che credono in noi non meritano di essere trattati così. Occorre prenderne atto, e ne parlerò con Matteo Salvini, per sapere cosa ne pensa”.

Intanto sembrano aprirsi spiragli  tra le due parti. Il segretario della Lega Salvini si è incontrato con il premier Mario Draghi. I due sono stati visti uscire a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro dallo stesso palazzo nei pressi di via Veneto. Poi il leader della Lega ha incontrato Enrico Letta e Giuseppe Conte alla Camera.

Abbiamo aperto una trattativa“, con il centrosinistra, “vediamo”, ha detto la capogruppo al Senato di Forza Italia, Anna Maria Bernini, parlando con i giornalisti alla Camera. Ed è in corso una iniziativa trasversale ai gruppi di Pd, M5s e Leu per far salire i consensi a Sergio Mattarella, così da fare superare il numero di 166 raggiunto ieri.

Alessio Buzzanca

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Intanto per Miranchuk stop muscolare: out due settimane

ROMA – La Lazio lavora sul mercato. In attesa di piazzare Vedat Muriqi ha messo gli occhi su Aleksey Miranchuk dell’Atalanta, esterno e seconda punta che a Bergamo gioca poco. In attesa dell’evolversi della trattativa, va registrato il problema muscolare del calciatore di Gasperini. Stop di almeno due settimane per una lesione di secondo grado al bicipite femorale della coscia sinistra. Se la Lazio dovesse prenderlo davvero, vorrà dire che non sarà subito a disposizione di Maurizio Sarri per il prossimo tour de force che aspetta i biancocelesti tra campionato, Coppa Italia e Europa League. Il russo ha iniziato i protocolli di recupero, conta di tornare in campo nei primi dieci giorni di febbraio. A Formello intanto valutano il da farsi. Al momento il primo step è quello di vendere Muriqi. Il secondo sarà invece incentrato sul nuovo attaccante da affiancare a Immobile. Miranchuk è in lista, ma non sarebbe il  solo. Corrieredellosport.it

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Quirinale: terza fumata nera e venti di guerra tra schieramenti

La prevedibile terza fumata nera per l’elezione del Presidente della Repubblica si è consumata senza sussulti. Terza e ultima con la maggioranza dei due terzi come quorum. Da giovedì si inizierà a fare sul serio con la maggioranza elettiva che scende a 505 voti contro i 672 della prima elezione e i 673 delle due successive.

Lo scenario è assai complesso, con un turbine di veti incrociati tra il centrodestra e il centrosinistra che sembrano essere piuttosto lontani in questo momento.

Tuona Forza Italia: “Continuiamo a ritenere imprescindibile una votazione compatta del centrodestra su un candidato della coalizione, come concordemente valutato nell’ultimo vertice. A Salvini il mandato di individuare il candidato più attrattivo tra quelli presentati ieri”.

Dichiarazioni che sembrano scaricare su Salvini l’onere della scelta per poi lasciare una parte del centrodestra all’opposizione anche sul nome del candidato al Quirinale. Siamo già in campagna elettorale.

Scenari possibili: Salvini e la sua coalizione vanno allo strappo e provano a far eleggere la Casellati partendo dai 450 voti sicuri dello schieramento e cercando i rimanenti 55 tra i possibili franchi tiratori nelle fila del M5S (233 voti per loro) e delle Autonomie. Se riuscisse il colpo di mano si andrebbe con certezza alla caduta del governo Draghi e di conseguenza a nuove elezioni.

Nel caso in cui il centrodestra rinunciasse allo strappo, si andrebbe verso una candidatura a loro più vicina, ma gradita al centrosinistra. Il problema è che il vertice tra i due schieramenti annunciato ieri da Letta, ancora non si è tenuto e dunque per ora non c’è possibilità di condivisione.

E’ di questi minuti la notizia de Il Foglio di un incontro tra Salvini e l’ottantaseienne Sabino Cassese, figura che potrebbe mettere d’accordo i due schieramenti che ne uscirebbero senza le ossa rotte e con Salvini nel ruolo del grande stratega. Notizia però smentita dalla Lega.

Giovedì dalle 11 riprende il voto, questa volta a maggioranza assoluta.

Alessio Buzzanca

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Lotito, tre voti come Presidente della Repubblica

C’è anche Claudio Lotito tra i votati del primo scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica. Al termine dello spoglio delle schede, il numero uno della Lazio ha ricevuto tre preferenze, alla pari di politici di lungo corso come Francesco Rutelli (ex sindaco di Roma) e Pier Luigi Bersani. Il più votato di questa prima tornata è stato Paolo Maddalena con 36 preferenze, seguito dal presidente uscente Sergio Mattarella con 16. Il quorum per essere eletto Presidente della Repubblica era fissato nei due-terzi degli aventi diritto al voto, ovvero 672 preferenze.

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Italia: Luiz Felipe, Zaccagni ed Immobile convocati da Mancini

Ecco i convocati di Mancini per lo stage della Nazionale che si terrà a Coverciano dal 26 al 28 gennaio in vista degli spareggi di marzo per il Mondiale in Qatar.

Portieri: Marco Carnesecchi (Cremonese), Alessio Cragno (Cagliari), Alex Meret (Napoli), Salvatore Sirigu (Genoa);
Difensori: Alessandro Bastoni (Inter), Cristiano Biraghi (Fiorentina), Davide Calabria (Milan), Giorgio Chiellini (Juventus), Mattia De Sciglio (Juventus), Giovanni Di Lorenzo (Napoli), Alessandro Florenzi (Milan), Luiz Felipe (Lazio), Gianluca Mancini (Roma), Luca Pellegrini (Juventus), Giorgio Scalvini (Atalanta), Rafael Toloi (Atalanta);
Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Nicolò Fagioli (Cremonese), Davide Frattesi (Sassuolo), Manuel Locatelli (Juventus), Matteo Pessina (Atalanta), Samuele Ricci (Empoli), Stefano Sensi (Inter), Sandro Tonali (Milan);
Attaccanti: Mario Balotelli (Adana Demirspor), Domenico Berardi (Sassuolo), Federico Bernardeschi (Juventus), Ciro Immobile (Lazio), Lorenzo Insigne (Napoli), Joao Pedro (Cagliari), Giacomo Raspadori (Sassuolo), Gianluca Scamacca (Sassuolo), Mattia Zaccagni (Lazio), Nicolò Zaniolo (Roma).

Alessio Buzzanca

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Iniziato il primo voto per il nuovo Presidente della Repubblica

A Montecitorio è in corso la prima votazione del Parlamento in seduta comune integrata per eleggere il presidente della Repubblica.

Al banco della presidenza ci sono i presidenti di Camera e Senato Roberto Fico e Elisabetta Alberti Casellati.

Il quorum richiesto per le prime tre votazioni (dunque fino a mercoledì 26 incluso) è di due terzi dei componenti del Collegio e quindi di 672 voti perché a causa della scomparsa del deputato Fasano, gli elettori sono diventati 1008.

Ogni grande elettore si disinfetta le mani prima di ricevere la scheda, vota e quindi la depone nell’Insalatiera, l’urna in vimini e oro rivestita di raso verde che le contiene.

La chiama dei Senatori è finita e si è passati a quella dei Deputati.

Intanto impazza il toto-Quirinale con un turbine di incontri tra leader politici che nell’ombra cercano un accordo che per il momento appare improbabile.

Il presidente del Consiglio Draghi si sarebbe incontrato con Salvini (La Lega per ora voterà scheda bianca) e a seguire col segretario del Pd Letta.

Alessio Buzzanca

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Prima di Blessin quasi ok: Genoa-Udinese 0-0

Termina senza gol la sfida tra Genoa e Udinese, stesso risultato dell’andata.

I rossoblu sono andati vicini al gol in diverse occasioni ma non sono riusciti a concretizzare.

I friulani hanno giocato sulla difensiva, portando a casa un buon punto. Espulso Andrea Cambiaso nel finale. In classifica, il Genoa sale a 13 punti, a -5 dal Venezia che però ha due gare in meno; l’Udinese va a quota 24.

Alessio Buzzanca

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Salernitana, altro giro di tamponi: cambia tutto

Tramite il sito ufficiale la Salernitana fa sapere che dopo l’odierno giro di tamponi, un nuovo giocatore è risultato positivo al Covid.

I granata fanno inoltre sapere che ben due giocatori precedentemente positivi, si sono negativizzati.

Il calcolo fa scendere il numero di infetti a otto. Numero che allo stato attuale permette la disputa del match di domenica alle 15 al Maradona di Napoli.

Alessio Buzzanca

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Venezia e Salernitana: allarme Covid, le gare con Inter e Napoli ad alto rischio

L’ultimo giro di tamponi non è stato molto felice per Salernitana e Venezia che si trovano a dover gestire un’emergenza vera e propria.

I Lagunari infatti lamentano ben 14 positivi (di cui otto calciatori) nel gruppo squadra ai quali si è aggiunto da poco il positivo numero 15. I Veneti non hanno comunicato se si tratti di giocatore. In caso affermativo i contagiati salirebbero a nove, numero che – secondo il nuovo protocollo – farebbe scattare lo stop automatico alla partita contro l’Inter.

I Granata tramite il sito ufficiale fanno sapere che è stato raggiunto il numero di 9 calciatori positivi. In questo caso Napoli-Salernitana sarebbe automaticamente rinviata come da protocollo.

Alessio Buzzanca