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APPROFONDIMENTI EUROPA LEAGUE

Lazio, un’Europa League che vale di più: premi e bonus in palio

E’ un’Europa League che vale di più almeno economicamente: 565 milioni di euro i soldi che verserà la Uefa, 100 in più. La quota per ciascun club che partecipa alla prima fase è 4,3 milioni, per ogni successo si guadagnano 450 mila euro (150 per i pareggi). Chi si qualifica dal 1° all’8° posto (va dritto agli ottavi) guadagna altri 600 mila euro, dal 9° al 24° posto si prendono 300 mila euro. La qualificazione agli ottavi porta altri 1,75 milioni. Vincendo otto partite si incassano una decina di milioni. I conti della fase a eliminazione diretta: 2,5 milioni per chi accede ai quarti, altri 4,2 per chi va in semifinale, 7 per chi va in finale, altri 6 per chi vince. In più i diritti tv. La vittoria potrebbe valere un jackpot di 50 milioni. La Champions dell’anno scorso ha consentito a Lotito di chiudere un fatturato record di 195,5 milioni. Non è mai stata un centro di gravità permanente e il prezzo si paga. Corriere dello Sport

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Lazio verso Firenze, l’ex Castrovilli si scalda: se Taty non recupera…

Un possibile cambio può arrivare per colpa dell’infortunio di Castellanos. Le condizioni dell’argentino verranno valutate oggi, ma se il Taty dovesse dare forfait difficilmente si potrà pensare alla formula con i quattro attaccanti, visto che Noslin è l’unico attaccante oltre a Dia a disposizione. L’ex Verona rimarrebbe in panchina come alternativa del senegalese, per questo si può pensare all’inserimento di un centrocampista in più tra Castrovilli (da ex con la Fiorentina), Dele-Bashiru o Vecino. Un passaggio al centrocampo a tre potrebbe bloccare di più Rovella davanti alla difesa per dare maggiore copertura alla coppia centrale. Un’altra ipotesi può essere legata alle scelte sui terzini, con il Verona e con il Milan Baroni ha optato per la soluzione con maggior spinta e ha schierato Lazzari con Tavares. Una titolarità di Marusic, più bloccato per caratteristiche, potrebbe portare maggiore equilibrio e più copertura per i due centrali.

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Molla Tavares: la “cilindrata” che serviva per una Lazio tutto coraggio ed istinto

“Ritmo rock a sinistra. Percussioni supersoniche e prodigiosi scatti. Dopo 45 minuti sembrava rimasto a corto di fiato, s’è rianimato e ha ripreso a scattare a molla trovando la forza per sfiorare il gol e lanciare il contropiede”, così il Corriere dello Sport fotografa la prestazione di Nuno Tavares contro l’Hellas.

Sarri avrebbe parlato di “cilindrata fisica e tecnica“, Baroni gongola perché nel lusitano ha trovato quella spinta perpetua che permette a Zaccagni di liberarsi da marcature complicate ed alla Lazio di acquisire una variante tecnico e tattica che toglie riferimenti agli avversari e garantisce soluzioni offensive alternative alle solite. Tavares rappresenta tutto quello che l’ex allenatore del Verona chiede alla propria squadra: mobilità, fisicità, coraggio ed istinto. Per buona pace dei difensori centrali e dei mediani che sono chiamati a muoversi su porzioni di campo più vaste. Nuno, uno spericolato ma dolce andare.

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Lazio, in Argentina tutti pazzi per Castellanos: ma c’è ansia per le sue condizioni

Valentin Castellanos, conosciuto come “Taty”, ha conquistato recentemente la chiamata del ct argentino Lionel Scaloni grazie a ottime prestazioni e gol messi a referto in questo avvio di campionato con la maglia della Lazio. L’esordio con l’Albiceleste è arrivato al minuto 89 nella partita vinta 3-0 contro il Cile. Solo pochi minuti in cui non ha inciso, ma l’attenzione attirata dal ragazzo in queste quattro giornate di Serie A non è indifferente. I media argentini sono colpiti dalle prestazioni del Taty a tal punto da preoccuparsi per l’infortunio che lo ha costretto ad abbandonare il campo nella partita di ieri contro l’Hellas Verona dopo aver segnato il gol vittoria. “Che sia uscito per infortunio è una brutta notizia” – scrive la testata argentina El Grafico, che teme di perderlo per i prossimi impegni della nazionale.

Ecco quanto riportato dalla testata argentina El Grafico sul bomber della Lazio Taty Castellanos: “La brutta notizia per l’attaccante, che aveva appena esordito nella nazionale argentina , è che è uscito per infortunio. Castellanos ha segnato per la seconda partita consecutiva con la maglia della Lazio e ora dovrà attendere gli accertamenti medici per stabilire l’entità del suo infortunio. Boulaye Dia aveva aperto il conto per la squadra locale e Casper Tengstedt ha firmato il pareggio temporaneo che è stato poi risolto da Taty”.

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Lazio al Flaminio: i dettagli del progetto della Roma Nuoto e i tempi da rispettare

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito,  come annunciato e ribadito anche ultimamente, entro ottobre dovrebbe presentare agli uffici competenti del Campidoglio il progetto preliminare per la riqualificazione dello stadio Flaminio. Carte che poi saranno prima esaminate per poi essere valutate in sede di Conferenza Servizi Preliminare presso l’amministrazione capitolina.

Intanto Roma Capitale ha già in mano un altro progetto, quello della Roma Nuoto. Come ricorda Repubblica,  il suddetto proponente già nel 2020 si era visto respingere in sede di Conferenza Servizi Preliminare il progetto originale. No che era arrivato per un veto della Soprintendenza.

Roma Nuoto non si è arresa, ha presentato e vinto il ricorso al Tar, producendo in campidoglio il progetto bis. Le carte presentate nel 2024,s piega il quotidiano romano, prevedono la realizzazione di una piscina olimpionica, piste per il pattinaggio sul ghiaccio e campi da padel. Una parte di questi impianti sarebbero  realizzate sotto il terreno di gioco. Il campo sarebbe elevato di alcuni metri e ospiterebbe  le squadre di calcio femminile capitoline, oltre alla nazionale azzurra delle ragazze.  

I tempi per presentare il progetto

Se la Conferenza servizi preliminare desse l’ok al progetto (con eventuali prescrizioni, ndr), entro il 20 ottobre Roma Nuoto potrebbe chiedere al Comune di Roma di dare il voto di pubblico interesse tramite un’apposita delibera di giunta. In tal senso quindi, diventi imprescindibile il fatto che Lotito, il prima possibile, porti in Campidoglio il progetto preliminare del “suo” Flaminio. Se avvenisse nei tempi stabiliti dalla legge, allora anche il progetto Lazio-Flaminio sarebbe valutato in un’apposita Conferenza Servizi preliminare.

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Lazio, per Provedel due reti da cancellare. Poi il riscatto su Abraham

Una prestazione da dimenticare per Ivan Provedel. Due gol incassati dal portiere della Lazio, in netta difficoltà nel match casalingo contro il Milan: “Ha sulla coscienza entrambi i gol. Sul primo esce male e in ritardo. Sul secondo si fa passare in mezzo alle gambe il tiro di Leao”, si legge sull’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport. La rosea però ribadisce l’importanza della parata su Abraham: “Nel recupero si riscatta su Abraham”, si legge. Dello stesso avviso TuttoMercatoWeb, soprattutto sulla prima rete subita: “Commette una vera e propria ingenuità in occasione del vantaggio milanista firmato Pavlovic. Sul gol di Leao può fare poco ma le disattenzioni hanno pesato questa sera”.

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Mercato Lazio, sessione estiva 2024: l’impatto sul bilancio e il saldo sui cartellini

Si è conclusa ieri a mezzanotte la sessione estiva di trattative per quanto riguarda il campionato. In casa Lazio l’entusiasmo non è alle stelle con i tifosi che non lesinano critiche all’operato del presidente Claudio Lotito  e del ds Angelo Fabiani. In biancoceleste sono arrivati   Gigot, Castrovilli, Tchaouna, Noslin, Dia, Nuno Tavares e Dele-Bashiru.

Hanno salutato Formello, a parametro zero, Felipe Anderson e Kamada. Luis Alberto, Casale, Maximiano e Immobile sono stati ceduti a titolo definitivo, Cataldi invece è andato via in prestito con diritto di riscatto.  

Il sito calcioefinanza.it ha effettuato un’analisi economica, evidenziando l’impatto del mercato sul bilancio della Lazio. Per il foglio economico, in entrata tra ammortamenti dei calciatori acquistati a titolo definitivo e stipendi lordi, i costi ammonterebbero a 27,9 milioni di euro.

Passando alle cessioni, Tra le operazioni in uscita, per Immobile e Maximiano sono stati incassati 11,5 milioni, registrando plusvalenze per quasi 4 milioni. L’addio di Luis Alberto, in termini di plusvalenza ricade però sul bilancio 2023/24 essendo stata generata prima del 30 giugno.

Secondo la stessa fonte quindi, le operazioni in uscita comporterebbero un ricavo per circa 44,5 milioni di euro su bilancio 2024/25. Totale che si ottiene sommando le plus/minusvalenze realizzate, l’incasso da eventuali prestiti, il risparmio di ammortamento (nel caso dei giocatori ceduti a titolo definitivo) e il risparmio sull’ingaggio lordo per i giocatori usciti dalla rosa biancoceleste rispetto alla stagione 2023/24.

Tra entrate e uscite quindi, l’impatto sul bilancio del mercato estivo 2024 ammonterebbe a +16,5 milioni di euro. Limitandoci ai soli cartellini, il semaforo segna rosso per 21,3 milioni.

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Folo tradito per amore. Lazio, giù il sipario nel modo peggiore: ed ora Baroni non ha più solo un problema di qualità…

Folorunsho ha aspettato, ha confidato fino alla fine nella sua fede, ha lasciato decadere ipotesi che gli avrebbero evitato almeno sei mesi da esubero nel Napoli, ha scommesso sul cavallo sbagliato: la sua Lazio non ha mai alzato la posta, ha preteso che il Napoli lo lasciasse andare di fatto a titolo gratuito.

L’ultimo tentativo sul gong quasi una “provocazione”: prestito non oneroso con diritto di riscatto, non poteva che essere respinto da un club che, comunque sia, continua a ritenerlo un proprio patrimonio dopo avergli fatto sottoscrivere un rinnovo contrattuale ad inizio estate. Sogno di un ritorno infranto per l’alleato Michael e speranze di poter riabbracciare il suo ex “assaltatore” vane anche per Marco Baroni.

Complice la cessione di Cataldi, ora il tecnico biancoceleste affronterà una lunga stagione con cinque centrocampisti (Akpa e Basic fuori lista) – Rovella, Vecino, Guendouzi, Dele-Bashiru, Castrovilli – per tre ruoli (e domani contro il Milan a muoversi sulla trequarti sarà una punta, Dia). Due dei quali, tra l’altro, reduci da uno storico clinico che non lascia sereni. Il problema, ora, non è più solo di qualità – quel treno già era passato in tempi non sospetti – , ma anche numerico: e c’è chi ha il timore a chiamarlo ridimensionamento. Mercato finito (e meno male), giù il sipario, stop allo strazio, parola al campo. E che possa essere terreno di smentita. Daniele Baldini, Radiosei

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‘NMM’- Bianchini: Tavares, Gila, Castrovilli e Patric, focus infermeria (AUDIO)

Riccardo Bianchini a ‘NMM’

Riccardo Bianchini a Radiosei: ” Nel calcio moderno la preparazione rappresenta il momento più importante, il momento in cui si può programmare veramente.

TAVARES – “Si è fermato in tempo per evitare una lesione? Sarebbe fondamentale se fosse confermato. Il ritiro sta finendo, anche nel caso in cui fosse solo una contrattura, comunque, penso che almeno una decina di giorni dovrà fermarsi. Il discorso è di stimolare gli atleti affinché possano poi utilizzare lo stimolo per migliorare il famoso adattamento e sovra-compensazione di uno stress che mandi in tilt il sistema, affinché possa compensare aumentando la soglia di adattabilità. Bisognerebbe capire che grado di stimolo stressante gli atleti possono ricevere in modo da migliorare la loro capacità adattativa. Io capisco che si debba spingere in questo momento, ma un giorno in più di adattamento con meno stress potrebbe essere più utile. Gettato nella mischia troppo presto? Sono abituato, con gli atleti che seguo io prima di partire per il ritiro, a capire il loro status e resettare per non portarsi dietro eventuali problematiche. Un’atleta appena arriva va sempre testato, magari è stato fatto male. Non esistono le fatalità, ci può essere un sovraccarico nel momento in cui a dicembre devi affrontare un calendario serrato. Per questo dico che sono rammaricato, non è una critica. Si è puntato molto sull’efficienza e l’essere performanti dal punto di vista fisico”.

CASTROVILLI – “Situazione positiva. Sceso in campo nel finale della scorsa stagione, ora c’è la possibilità di programmare. Lo vedremo in condizione attorno ad ottobre, il ragazzo ha preso totalmente fiducia. Avendo superato i problemi articolari, la Lazio l’ha preso al momento giusto”

GILA – “L’alluce è una zona particolare, è una zona di spinta, molto innervata, una zona carica di spinta. Un mese, un mese e mezzo prima di rivederlo in campo: Gila salterà tutta la parte di preparazione.

PATRIC – “Giocatore che dovrebbe essere resettato, si porta un qualcosa a livello fisico che lo destabilizza. Potrebbe esserci un trauma nascosto che condizioni le sue capacità di adattamento”

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Lazio, venti anni di Lotito: dal “funerale” a coppe, contestazioni e bilanci virtuosi. “Il 26 maggio il momento più bello…”

“La Coppa Itali conquistata nel 2013 in finale contro la Roma è il momento più bello, dal punto di vista calcistico, che abbiamo vissuto in questi 20 anni. Fu una gioia immensa, unica e irripetibile. Vincere un trofeo è sempre bello, ma farlo nel derby è un’emozione inimmaginabile”. Così si legge nell’edizione odierna de “Il Corriere della Sera”,nell’articolo dal titolo “Evviva Lotito, abbasso Lotito”.

Esattamente 20 anni Claudio Lotito diventava a tutti gli effetti presidente della Lazio. Tra i vari successi ottenuti, il patron biancoceleste ha voluto ricordare la storica finale di Coppa Italia del 26 maggio 2013, giocata contro la Roma. A decidere il match, terminato 1-0 per la squadra di Petković, l’iconico gol di Senad Lulić al minuto 71.

Ho preso la Lazio al funerale, ho fermato il funerale, e ho portato la società in condizione di coma ancora irreversibile, spero di riuscire a renderlo reversibile, ma non è un compito semplice”. Era il 19 luglio del 2004 quando Claudio Lotito iniziò la sua gestione della Lazio. Il club biancoceleste, come lo stesso patron ama ricordare, era ad un passo dal fallimento, considerando la grandissima difficoltà finanziaria legata agli ultimi anni dell’era Cragnotti: il tutto mentre era in atto la grande fuga dei big della squadra.

“È il più bel giorno della mia vita da imprenditore”, furono le sue prime paroledopo l’acquisto di 18.268.506 azioni (pari al 26,9% delle azioni del club biancoceleste) per 18,2 milioni di euro che gli permisero di acquisire la maggioranza della società. In seguito, Lotito raccontò: «La Lazio… mi avevano dato un mese di vita come presidente. Me la fece prendere Berlusconi. Lo conoscevo da trentacinque anni, costruzioni. Stava salendo su un aereo, mi telefonò e disse: “Claudio, mi hanno detto che sei l’unico che può mettere a posto questa drammatica situazione, dammi una mano, chiama Marinella” (la storica segretaria, nda). Non una parola di più. Attaccò e parti. Non resisterà più di un mese, dicevano. Nei primi anni ero la macchietta, oggi tutti mi riconoscono le capacita. Sono un uomo di sfide, io».

Da quel 19 luglio è iniziato il percorso di risalita. Il primo passo fu quello di accordarsi con i debitori, a partire dai tesserati e dai dipendenti (che ricevettero il 45% degli stipendi tra luglio e giugno 2005 in 36 rate dall’1 luglio 2005), per poi passare all’Agenzia delle Entrate.

Finora l’epoca Lotito in termini economici vede un segno positivo in termini di bilancio(in attesa dei dati al 30 giugno 2024): dal 2004/05 al bilancio semestrale al 31 dicembre 2023, infatti, la Lazio ha registrato ricavi per 2,4 miliardi di eurocon un risultato netto aggregato positivo per poco più di 60 milioni di euro. In totale infatti sono stati dodici i bilanci chiusi in utile, rispetto agli otto chiusi in perdita, con un patrimonio netto in sofferenza negli anni post-Covid ma che, complice la stagione 2023/24 tra partecipazione alla Champions League e cessioni, dovrebbe restare in positivo…