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Torino, destino crudele per Baroni: si gioca la panchina proprio contro la Lazio?

Cinque partite, 4 punti, 2 sole reti segnate, 10 subite e un 15° posto in classifica: il Toro di Baroni è tutto qui, riassunto in una manciata di numeri impietosi che rischiano di rendere il match contro la Lazio il primo crocevia della stagione. Soprattutto per il tecnico granata. Dopo la sconfitta contro il Parma, le prime voci su un possibile suo esonero hanno cominciato a rincorrersi e, nonostante dalla società non trapeli alcun tipo di indizio in merito, resta fuori discussione che un’ennesima sconfitta contro i biancocelesti ne farebbe traballare non poco la posizione. O, quanto meno, costringerebbe la società a fare ragionamenti e valutazioni fin ora non prese in considerazione.

Qualche alibi, per la verità, il tecnico granata potrebbe anche vantarlo. In più di un’occasione è stato lo stesso Baroni ad ammettere che, nonostante la società lo abbia almeno in parte accontentato, la squadra è stata completata solo a ridosso dell’inizio del campionato. E il calendario non ha di certo sorriso al Toro in questo avvio di stagione.

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Roma, Gasperini al primo derby: “Bello sfidare Sarri, Lazio con concetti chiari”

“È una partita importante, particolare, alcuni dicono giustamente che è una partita a sé, per quello che si porta dietro nelle settimane successive, in città c’è questa grande rivalità”. Quello di domenica alle 12.30 sarà il primo derby della Capitale per Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma che ne ha parlato a Dazn: “Quello che mi auguro è che sia un derby sì combattuto, dove tutti cercheranno di fare il massimo, ma rispetto agli ultimi derby che ci sia un po’ più serenità fuori, prima e dopo le partite. Che prevalga lo sfottò ma che non si sfoci nei termini della violenza, è qualcosa che uccide il calcio”.

Sfiderà nuovamente Maurizio Sarri.
“Sarà bello incontrarci in questo derby di Roma, noi che ci affrontiamo da tanti anni, sempre con grande rispetto reciproco, sempre con la consapevolezza di incontrare un avversario difficile, una squadra organizzata, una squadra con dei concetti chiari. Mi auguro che venga fuori una partita molto bella per il pubblico, che possa onorare i concetti di entrambi degli allenatori”.

Che giudizio dà di questo avvio della squadra?
“Sono molto contento di come tutti hanno lavorato in questi primi due mesi, è stato importante stabilire un contatto efficace subito. Per me è sempre stato così, i risultati te li costruisci strada facendo. Inizialmente è difficile mettere degli obiettivi, man mano che metterai partite e capirai quanto miglioriamo noi e quanto sono forti gli avversari potrai avere idee più chiare”.

Prova a portare anche in giallorosso il suo stile di gioco.
“Questa è la mia carriera. È stato così quando ho iniziato nel Crotone, a Genova, Bergamo, ovunque sono stato. I concetti che mi hanno permesso di arrivare fino a questo punto e quindi sono quelli che cercherò di proporre alla Roma anche se ovviamente il calcio va avanti, si aggiorna e bisogna essere sempre attenti a ogni piccolo cambiamento, attenti agli avversari, attenti alle caratteristiche dei propri allenatori”.

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Roma, Wesley non si allena: il motivo

Domenica alle ore 12:30 andrà in scena allo Stadio Olimpico l’attesissimo Derby della Capitale tra Lazio Roma, valido per la quarta giornata di Serie A. La squadra giallorossa sta continuando a lavorare al ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria e dall’allenamento odierno è arrivata una brutta notizia per Gian Piero Gasperini: come riportato dal giornalista de Il Tempo Filippo Biafora, Wesley non ha partecipato alla seduta a causa di problemi gastrointestinali.

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Roma, lesione per Dybala: salta il derby

Arrivano novità sull’infortunio che ha costretto alla sostituzione all’intervallo Paulo Dybala nella sfida di ieri contro il Torino. Gli esami a cui è stato sottoposto in giornata l’argentino hanno infatti evidenziato una lesione di basso grado alla coscia sinistra. I tempi di recupero rimangono da valutare, ma sembra scongiurato il rischio di uno stop più lungo. Certo di saltare il derby di domenica prossima.

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Due anni senza Vincenzo, la Lazio: “Indimenticabile leggenda”

Il 1° luglio 2023, ci lasciava Vincenzo D`Amico, protagonista indiscusso dello Scudetto 1973/74.

Leggenda biancoceleste e coraggioso capitano nei momenti difficili della Società, Vincenzino, come tanti lo hanno sempre continuato a chiamare, ha fatto innamorare i tifosi di diverse generazioni con le sue magie in campo e il suo infinito attaccamento alla maglia.

D`Amico ha giocato nella Lazio dal 1971 al 1980 e, dopo un anno al Torino, dal 1981 al 1986: mai ha fatto mancare passione, impegno e dedizione ai colori biancocelesti. Non ti dimenticheremo mai, Vincenzo!

sslazio.it

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‘9 GENNAIO’ – Qui Lecce: “Tifosi pronti anche alla retrocessione, ma ci sarà una gara di sacrificio. Baroni si è confermato, ora…”

MARIO VECCHIO (Piazza Giallorossa) in collegamento a ‘9 GENAIO 1900’

“A Lecce ci si aspettava una stagione complicata, il livello della concorrenti per la salvezza si è alzato. Il Lecce ha molto da recriminare rispetto ad un mercato che non ha soddisfatto le aspettative ed ora la squadra di Giampaolo si gioca la salvezza negli ultimi 90′. Sono stati fatti degli errori e passi non fatti al momento giusto. In caso di retrocessione il punto fermo resterebbe una società con una situazione societaria solida. Non ci sono debiti, un centro sportivo di proprietà che è stato rimesso a nuovo. Tutto ciò che va oltre quella che è una realtà provinciale, poi è chiaro che la serie A è tutto un altro palcoscenico.

Baroni? Quando arrivò alla Lazio ho espresso un po’ di scetticismo, in realtà mi ha sorpreso piacevolmente. Ha avuto un’ottima gestione dello spogliatoio, c’è stato feeling con la tifoseria, qualcosa in più poteva fare ma non necessariamente le cose che sono mancate vanno ricondotte a sue responsabilità. Lui, ex Lecce, così come D’Aversa ora all’Empoli, possono ora condannare il Lecce alla B.

Dal punto di vista tecnico, la Lazio non deve temere nulla domenica sera, ma queste sono gare che si giocano sui nervi. Da parte del Lecce sarà una partita di sacrificio, da parte della Lazio deve essere una partita di concentrazione. L’umore dei tifosi potrebbe cambiare anche in relazione ai risultati che arriveranno su altri campi che potrebbero condizionare la squadra in campo”.

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Lecce, giovedì in ritiro a Roma: con la Lazio novità Rebic?

Ultime da Lecce, raccontate dal Corriere dello Sport: la società ha deciso che la squadra, che oggi beneficerà di un giorno di riposo, da giovedì pomeriggio si trasferisca in ritiro a Roma e prosegua la preparazione presso il Mancini Park Hotel. Per questo decisivo incontro all’Olimpico, Giampaolo non potrà contare su Tete Morente, squalificato.

Difficile anche il recupero di Pierret, uscito dal campo alla fine del primo tempo, le cui condizioni saranno valutate oggi: si teme un pur lieve stiramento che comunque renderebbe problematica la sua presenza in campo domenica prossima.

Comunque, la gara col Torino ha dato delle risposte positive: prima fra tutte, oltre al bel gol messo a segno, un Ramadani che ha dettato i tempi del centrocampo, galvanizzando i compagni ed assumendo il ruolo di leader con una certa continuità. Inoltre, per tutto il secondo tempo, si è visto all’opera un Rebic finalmente inserito organicamente nel contesto tattico della squadra ed apparso particolarmente motivato: potrebbe essere una delle novità, schierato in coppia con Krstovic, nel decisivo confronto di Roma contro la Lazio. La partita col Torino, oltre a fugare i dubbi sulle condizioni di Gaspar, che ha presidiato la sua zona, ha confermato l’ottimo stato di forma di Coulibaly.

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Volata Scudetto riaperta: Inzaghi cambia, con la Lazio riaffida l’Inter ai migliori

In una settimana nera, l’Inter aveva perso la finale di Coppa Italia e compromesso il campionato, passando da +3 a -3 rispetto al Napoli. Stavolta, invece, nel giro di appena 6 giorni, la squadra nerazzurra si è presa la finale di Champions, superando in un’epica semifinale il Barcellona, e a sorpresa si è pure riaperta la cosa scudetto, visto che i partenopei hanno lasciato per strada 2 punti non riuscendo a superare il Genoa. E così il nuovo scenario finisce per cambiare qualcosa nella programmazione di Inzaghi per le 3 gare (al netto del Mondiale per club) che mancano al termine della stagione.  

Attenzione, nessuna modifica in merito ai 2 giorni di riposo concessi ai suoi giocatori, che si ritroveranno soltanto domani pomeriggio alla Pinetina. Le scelte per la sfida di domenica prossima con la Lazio, invece, saranno inevitabilmente ricalibrate rispetto alle nuove necessità. In sintesi, se, prima, qualche big avrebbe potuto cominciare in panchina anche contro la squadra biancoceleste, dopo il turn-over totale con il Torino, adesso le possibilità di un nuovo ribaltone scudetto passano proprio per quella sfida. È più facile, infatti, che il Napoli si possa “incartare” in casa del Parma, piuttosto che all’ultima giornata, al Maradona, contro il Cagliari. Tanto vale, dunque, farsi trovare pronti a sfruttare un eventuale regalo. E, se qualcuno dovrà rifiatare prima della finale con il Paris Saint Germain, potrà farlo all’epilogo del campionato, contro il Como. 

Insomma, a meno di sorprese, i vari Thuram, Calhanoglu, Barella, Dumfries, Dimarco e Acerbi saranno tutti titolari contro la Lazio. Tranne l’attaccante francese, gli altri hanno comunque disputato un scorcio di gara contro il Torino, cavandosela in scioltezza e mostrando di aver smaltito le scorie della faticaccia con il Barcellona. Ma a Monaco di Baviera, a fine mese, non si può arrivare senza la giusta tensione o avendo perso il clima agonistico per aver riposato troppo. Del resto, Inzaghi è il primo a sapere che quando si stacca la spina non è mai semplice riattaccarla. Significa che, domani alla ripresa, ricomincerà subito a martellare i suoi uomini. Trovando terreno fertile, peraltro: il gruppo, infatti, ha un gran voglia di giocarsi fino in fondo le ultime chance scudetto. Tanto più che l’entusiasmo e la carica generati dall’impresa con il Barcellona hanno dato una scossa di energia supplementare. Il momento di crisi fisica, insomma, è superato. Come Dimarco, ad esempio, ha dimostrato tra Barça e Torino. Corriere dello Sport

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Inter, con la Lazio ultimo assalto allo scudetto: “Ma senza quattro giocatori”

La prossima partita di campionato rivelerà molte cose sulla nostra Serie A. Per questa ragione mister Inzaghi è molto preoccupato in vista di Inter Lazio per diversi motivi. In primis le ansie deriveranno dal fatto che si tratterà di un match decisivo in ottica scudetto al quale va aggiunto anche il fatto che, stando a quanto affermato dal tecnico ai microfoni di Sky Sport, ci saranno diverse assenze. Ecco chi rischia di saltare la sfida contro la Lazio.

«Adesso avremo qualche giorno libero; i ragazzi devono riposarsi. Per quanto riguarda chi non c’era, non penso di poter recuperare Frattesi, Mkhitaryan, Pavard e Lautaro per la prossima. Vediamo per l’ultima….

A noi mancano venti giorni; dobbiamo cercare di fare due buone partite e allenarci con serenità come facciamo sempre. L’ansia non aiuta; devono allenarsi bene come abbiamo fatto finora».

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Juve, anche Tudor ha il suo tabù: cerca la svolta in trasferta

Pari in casa della Roma, sconfitta a Parma e di nuovo pari a Bologna. Non c’è gioia lontano dallo Stadium per la Juve di Igor Tudor. La gestione del tecnico croato, subentrato a fine marzo a Thiago Motta, ha un bilancio positivo: 11 punti sui 18 disponibili, frutto di tre vittorie (Genoa, Lecce e Monza), due pareggi (Roma e Bologna) e una caduta. Tutti i successi sono arrivati però in casa mentre in trasferta i bianconeri non sono ancora riusciti a fare bottino pieno. E chissà se, e quanto, peserà alla fine il crollo contro il Parma, l’incidente inatteso di percorso che ha tarpato le ali alla Signora. L’ultimo successo esterno risale al 23 febbraio, Cagliari-Juve 0-1, firmato da Dusan Vlahovic: sono trascorsi 74 giorni, un’enormità, anche se nel cammino sono arrivati due punti da non disprezzare in toto contro Roma e Bologna. Adesso però c’è l’occasione della svolta: la sfida di sabato contro la Lazio, tra l’altro ex squadra di Tudor, è un vero e proprio spareggio, un “dentro o fuori” per entrambi i club in corsa per il medesimo obiettivo, che avrà un peso verosimilmente decisivo nel cammino di bianconeri e biancocelesti anche per il gioco degli scontri diretti che potrebbero contare eccome in caso di arrivo a pari punti. La Juve ha battuto la Lazio all’andata e cerca un risultato positivo per mantenere il vantaggio: il pareggio implicherebbe di guardare a Milan-Bologna e Atalanta-Roma per capire la posizione in classifica della Signora mentre la vittoria confermerebbe i bianconeri al quarto posto e li lascerebbe padroni del proprio destino nelle ultime due giornate in cui affronteranno Udinese e Bologna. Corriere dello Sport