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Arriva l’Atletico, Pedro: “Felice di giocare con una spagnola, ma…”

In vista della sfida di martedì in Champions League contro l’Atletico Madrid è intervenuto ai microfoni della tv nazionale spagnola l’attaccante della Lazio Pedro che ha presentato la sfida. “Sono felice di sfidare una squadra spagnola come l’Atletico, tuttavia avrei preferito affrontare il Barcellona, sarebbe stato molto bello. Il Barcellona si è rinforzato. Ho molti amici lì e, in generale, nella Liga. Martedì ne ritroverò alcuni. Al Barça auguro tanta fortuna e anche a Xavi, che è un mio amico”.

Pedro ha poi parlato anche del trasferimento che ha fatto discutere di Joao Felix proprio in blaugrana “A volte è complicato adattarsi a un’altra type=’text/javascript’ idea di calcio, però nel Barcellona ci riuscirà. È un peccato che non lo abbiamo visto all’Atletico. Busquets, Jordi Alba e Messi? Sono molto felici e vincendo praticamente tutte le partite. Hanno fatto una buonissima scelta”.

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Juventus-Lazio, club in silenzio stampa dopo il match

La Lazio è in silenzio stampa. DAZN parla di animi agitati nello spogliatoio e visto il nervosismo, la società ha preferito non far parlare i suoi tesserati nel post partita. Probabilmente, l’episodio di McKennie (palla dentro, o palla fuori dal campo) in occasione del primo gol, può aver influito sulla scelta del club.  L’unico fotogramma preso dall’immagine dell’azione non chiarisce perfettamente se il pallone sia uscito o meno. Il Var, durante il match, ha dato comunque l’ok.

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Pre-match Juventus-Lazio, Sarri: “Dobbiamo trovare continuità, mi aspetto…”

Maurizio Sarri nel pre-match di Juventus-Lazio ai microfoni di Dazn:

 “Le settimane delle nazionali sono sempre settimane particolari, ci siamo dedicati ad alcuni giocatori nuovi, per la preparazione della gara è stato fatto qualcosa l’ultimo giorno utile, sono settimane difficili. In questo momento dobbiamo trovare una dimensione e dare un minimo di continuità, poi penseremo alle prossime partite. Mi aspetto la stessa squadra che ho visto nell’ultima gara a livello di umiltà e di applicazione. Emozioni nel tornare all’Allianz? Non più di tanto, io l’emozione la provo a Napoli, qui ci sono stato solo una stagione di cui la metà a parte chiuse, ho molte meno emozioni qui rispetto a Napoli”.

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Pre-match Juventus-Lazio, Rovella: “Spero di esordire oggi. Inizio difficile, ma…”

Niccolò Rovella nel pre Juventus-Lazio, ai microfoni di DAZN: “Quella di oggi è una partita importante per noi, abbiamo iniziato con alcune difficoltà ma ora ci siamo ripresi con la vittoria di Napoli. All’inizio è stato difficile perché venivo da un infortunio e adattarmi agli schemi del mister non è stato facile. Ora mi sento bene, sono entrato bene nel gruppo. Spero oggi di poter esordire, non vedo l’ora di giocare”.

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Pellegrini: “Napoli ci dà consapevolezza. Con la Juve dobbiamo essere propositivi e attenti” (AUDIO)

Alla vigilia di Juventus-Lazio, Luca Pellegrini ha presentato la gara ai microfoni del calane ufficiale biancoceleste: “La vittoria di Napoli dà entusiasmo e più consapevolezze rispetto alle due precedenti. Dobbiamo essere bravi a non farci fuorviare dalla vittoria di Napoli perché sappiamo che andare a giocare a Torino non è una cosa facile. La Juventus è una squadra forte che non ha altre competizioni come noi. Le loro energie fisiche e mentali sono tutte concentrate su campionato e Coppa Italia, dobbiamo esserne consapevoli e fare una grande partita domani. Ho avuto la fortuna di giocarci sia da avversario che da giocatore bianconero. Come tante squadre, lo stadio di casa porta più punti rispetto a fuori, per i tifosi e altre circostanze. L’atteggiamento che dobbiamo avere è quello di una squadra propositiva, di non lasciarci mettere sotto dal loro modo di giocare. Con tanti, strappi”.

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Guendouzi in conferenza: “Alla Lazio per restare, essere il migliore e vincere” (AUDIO)

La conferenza stampa di presentazione di Mattéo Guendouzi, nel centro sportivo di Formello.

 “Ringrazio tutti, dal presidente alla società. Sono molto felice di essere qui”.

Sulle possibilità di vittoria dello scudetto ha aggiunto: “Ogni campionato è diverso. La Serie A è un campionato di valore elevato, molto duro. Con questa squadra e con questo mister si possono fare grandi cose, ma primi secondi o terzi si vedrà solo a fine stagione“.

“La scelta di una nuova squadra è influenzata sempre da tanti fattori. Sono qui per restare, crescere e vincere“, ha continuato. “Ruolo? Posso occupare posizioni diverse, sia come mezzala che davanti alla difesa. Deciderà il mister”.

Sulla sfida in programma contro la Juventus: “Non ho parlato con Rabiot, ci parlerò sabato. Spero sia una giornata più bella per me che per lui“.

Appena arrivato in Italia Guendouzi è stato definito come un “bad boy”. A proposito ha aggiunto: “Ho una personalità forte e non cambio. Sono qui per vincere e essere il migliore. A volte le mie reazioni sono estreme, ma sono queste le emozioni che mi muovono”.

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Parola ai portieri. Sepe: “L’occasione della mia carriera”. Mandas: “Altre offerte, ma quando è arrivata la Lazio…” (AUDIO)

La conferenza stampa di presentazione di Sepe e Mandas

Sepe si è presentato dicendo: “Sono felice di essere qui: voglio aiutare la squadra giorno per giorno. Un portiere al giorno d’oggi deve essere bravo a giocare con i piedi. Sarri lo chiede, ci allena sempre in determinate situazioni”. Sulla sua carriera ha aggiunto: “Ogni carriera è fatta di situazioni ed episodi. In alcuni momenti succedono alcune cose che ritardano la crescita. Io sono comunque felice di ciò che ho fatto, mirando sempre al meglio. Io spero di sfruttare questo momento”. Chiosa finale su Donnarumma e la Nazionale: “C’è poco da dire: è uno dei portieri più forti al mondoPurtroppo quando noi portieri sbagliamo l’errore è sempre amplificato, ma è stato bravo lui a reagire ieri sera”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/CONFERENZA-PRESENTAZIONE-SEPE-13092023-e2995lo

Mandas ha aggiunto: “Sia Sarri che l’allenatore dei portieri mi hanno dimostrato subito fiducia. Questo mi aiuta a mettere in campo tutto ciò che ho e continuare a migliorare. L’anno scorso è stato un anno positivo. Ho avuto offerte dalla Grecia e da altri paesi, ma quando è arrivata la chiamata della Lazio non ho esitato. Volevo essere da qui fin da subito anche per potermi adattare al meglio alla nuova avventura”.

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Fabiani: “Guendouzi ha sempre voluto la Lazio”. Su Sepe e Mandas (AUDIO)

Nel corso della conferenze stampa di presentazione di Matteo GuendouziLuigi Sepe e Christos Mandas, il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani ha brevemente introdotto i tre giocatori: “La trattativa per Guendouzi è stata lunga, abbiamo dovuto trovare la quadra tra tutte le componenti. Anche lui, come gli altri, ha voluto solamente la Lazio. Tutti questi tre ragazzi sono il frutto di scelte condivise”.

Il discorso si sposta quindi sui due nuovi portieri: “Sepe è già stato alle dipendenze di mister Sarri, lo conosciamo tutti, è un professionista serio. In Grecia si parla molto bene di Mandas, lo abbiamo fatto venire subito senza lasciarlo un altro anno all’estero per aiutarlo nel processo di ambientamento”.

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Lazio, ecco Guendouzi: «Sarri perfetto per me. Sono qui per vincere, ma non chiamatemi “Bad Boy”»

Tocca a Matteo Guendouzi chiudere le presentazioni in casa Lazio. Prima della conferenza stampa prevista per domani alle 15 assieme a Sepe Mandas, il francese ha parlato così ai canali ufficiali del club: «Ciao a tutti, mi chiamo Matteo Guendouzi. Ho 24 anni, sono francese e sono un centrocampista. Sono appena arrivato alla Lazio, sono qui da poco meno di due settimane. L’ho scelta innanzitutto perché è un grandissimo club sia a livello italiano che a livello europeo, e con una grande storia. Ha vinto tanti trofei nel passato e quello che volevo era far parte di una società familiare all’interno del quale poter crescere e migliorare».

Guendouzi si presenta: «Voglio vincere qui»

L’ex Marsiglia ha già le type=’text/javascript’ idee chiare: «Vorrei tanto vincere qualcosa qui. Nei vari incontri avuti col club ho riscontrato un vero interesse nei miei confronti e un progetto. Anche il fatto di avere un allenatore come Sarri mi ha spinto a venire qui. Perché oltre all’aspetto umano, che apprezzo moltissimo, condivido la stessa filosofia calcistica e type=’text/javascript’ idee di gioco. Per me è importante avere un bravissimo allenatore in quanto mi aiuterà a crescere. Ho una grandissima voglia di scoprire lo stadio e fantastici tifosi che ci sono stati fin dal mio arrivo».

«Subito a mio agio, ma c’è ancora molto da imparare»

Sull’ambientamento: «È vero che mi sono sentito subito a mio agio perché sono stato accolto benissimo dallo staff, l’allenatore, le persone che lavorano qui e i miei compagni. Tutti mi spiegano bene cosa fare: come difendere, come attaccare, cosa il mister si aspetta da me. Quindi, nonostante ho fatto pochissimi allenamenti, è come se avessi già fatto diverse stagioni e questo sta succedendo anche grazie alla bellissima accoglienza che ho ricevuto. Sono una persona spontanea che ama capire gli altri, porsi delle domande ed è per questo che da qualche settimana già ho imparato alcune cose, ma c’è molto ancora da imparare e migliorare».

«Sarri perfetto, mi farà crescere come uomo e calciatore. Questa squadra è fatta per vincere»

Poi sull’esultanza a Napoli: «L’avevo già fatta in passato. Quando si è in uno stadio con una bella atmosfera e si segna è come se si rompesse il ghiaccio. Ma nulla di che, è sempre un’esultanza». Sui nuovi compagni: «Ne conoscevo già molti perché c’eravamo incontrati due volte in Europa League col Marsiglia. Ci sono tanti bravissimi giocatori e non potrei citarli tutti, poi per quanto riguarda la sfida col Napoli sia Luis Alberto che Felipe Anderson hanno fatto una grandissima partita. Qui c’è veramente una bella squadra e potrò imparare tanto stando al loro fianco. La Lazio è un grande club che quest’anno giocherà la Champions League, la più grande competizione a livello europeo. Questa squadra è fatta per vincere e andare molto lontano. So che sul campo dimostrerò le mie qualità e mi sentirò a mio agio, e il mister mi potrà far crescere come uomo oltre che come calciatore. Per questo sono qui».

In Inghilterra “Bad Boy”, alla Lazio per ora lo chiamano “Guendou”

Il centrocampista ha parlato anche dei soprannomi che gli sono stati attribuiti: «Non so perché in Inghilterra mi hanno soprannominato “Bad Boy” negli ultimi tempi all’Arsenal. Non mi piace molto, perché sono una persona spontanea e onesta perciò quando sono in campo ho sempre voglia di vincere. Poi è vero che a volte posso avere delle reazioni eccessive nei gesti e nei movimenti, ma perché ho sempre questa voglia di essere il migliore e dare tutto per la mia squadra. Questo mi porta a vivere la partita fino in fondo in maniera molto intensa. Quando si vince può esserci una gioia molto positiva, ma quando la gara va così e così o magari ci sono problemi con l’arbitro, allora si può essere tesi e possono esserci delle reazioni. Niente di male. Al contrario, è nell’interesse della squadra voler sempre vincere, vincere e vincere. Non ho un soprannome specifico, ma qui mi chiamano “Guendou”. Nessun problema, va benissimo così». Ilmessaggero.it

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Lotito: “Lazio sei forte ed i tifosi hanno capito la serietà del progetto. Flaminio? Ecco perché no…”

“Perché Milinkovic non è andato in un top club? Non abbiamo mai ricevuto offerte concrete, l’unica vera fu da parte di una squadra italiana, di cui non farò il nome, che offrì oltre 100 milioni di euro”. Parola di Claudio Lotito, presidente della Lazio, a Radio Serie A, a proposito delle offerte ricevute in passato per il centrocampista serbo, passato all’Al Hilal due mesi fa. “Io declinai l’offerta – continua Lotito – perché avevo preso l’impegno con Inzaghi e inoltre non avremmo fatto in tempo a sostituire Sergej, dato che quell’estate il calciomercato chiudeva a metà agosto”, aggiunge il patron biancoceleste. “Fu un errore chiudere prima il calciomercato, come è tutt’ora sbagliato chiuderlo alle 20 dell’ultimo giorno e non a mezzanotte come negli altri campionati importanti”. La scelta di Milinkovic, in ogni caso, “è stata personale: noi non lo volevamo vendere e sono arrivato a offrirgli anche ingaggi importantissimi, ma prima della fine del campionato mi aveva detto che avrebbe voluto fare una nuova esperienza.

Quest’anno la Lazio è una squadra più competitiva, con giocatori di qualità in tutti i ruoli, anche nelle sostituzioni. Penso di aver allestito una squadra competitiva che può competere con tutti, ma si tratta di avere la certezza dei propri mezzi, questo può fare la differenza. L’anno scorso siamo arrivati secondi perché la squadra ha creduto nei propri valori e non perché alcune squadre hanno avuto una defaillance. Se loro credono nelle loro potenzialità potranno fare bene e dare soddisfazione ai tifosi” prosegue.

“Noi dobbiamo rimanere con i piedi per terra. Dobbiamo crederci, abbiamo fatto le prime due partite senza ottenere risultati, questo deve essere da monito per capire che ogni partita è una storia a sè rimanendo sempre concentrati. Abbiamo speso 101 milioni, investendo su giocatori di qualità ma di prospettiva creando un percorso di crescita ulteriore sotto la regia del nostro allenatore, che è un insegnante di calcio, possono essere migliorati. Sicuramente non manca la qualità del gioco, ora si tratta di portare a casa i risultati”. Champions League? Abbiamo allestito una squadra che ha, a livello di qualità e numerico, tutto per competere in entrambe le competizioni. La Lazio lo scorso anno aveva fatto una valutazione. Noi riteniamo che la Conference sia una competizione che non sia di interesse della Lazio, diversa è la Champions, competizione che dà risorse straordinarie e grande visibilità. Atletico? Dobbiamo verificare lo stato di condizione sia fisica che psicologica di tutti quei giocatori che sono in nazionale sperando che arrivino in condizione e che non vengano menomati in termini di prestazione dagli sforzi. Stadio? Conosco bene le problematiche per poter realizzare uno stadio che possono incidere sulla realizzazione Sto lavorando su una serie di type=’text/javascript’ idee, non ultima il Flaminio, e poi vedremo quella che sarà la soluzione del problema. Noi dobbiamo fare uno stadio che sia efficiente, che sia adeguato alle esigenze e che possa rappresentare un valore aggiunto. Se ristrutturi uno stadio dal valore evocativo come il Flaminio devi partire che non potrai mai mettere in campo alcune attività di ricavo. Su Roma è complicato fare uno stadio ex novo, lo proposi su un terreno di proprietà ma mi fu impedito; fu un errore per la città. Adesso stiamo lavorando su alcune ipotesi. Il Flaminio può avere valore storico e risolvere, sulla carta, il problema ma non certo efficientare i ricavi”.

“I tifosi hanno capito”

Abbonamenti? Superata quota 30.000 abbonamenti? La tifoseria ha capito che c’è un progetto serio. Quando presi la società questa fatturava 84 milioni ne perdeva 86,5. Siamo riusciti a risanarla, dopo la Juventus siamo quelli che hanno vinto più di tutti e ora lavoriamo per dare maggior soddisfazione ai tifosi con il bel gioco e l’organizzazione. Abbiamo un centro sportivo all’avanguardia, vediamo se i risultati sportivi avvaloreranno questi sforzi. Bisogna essere convinti della bontà del proprio progetto, io sono sicuro che il tempo dimostrerà che certe scelte sono positive. I tifosi lo meritano, hanno capito, non si sono mai discostati dalla società anche nei momenti di difficoltà. Nazionale? Io non faccio il mago, abbiamo tutte le possibilità per farlo. Di giocatori se ne trovano tanti, di allenatori anche, ma di presidenti pochi. Serve creare un’alchimia non solo legata alla capacità tecnica, quell’ambiente a 360° che incide sulle prestazioni dei giocatori. Sono 19 anni che faccio il presidente, qualcosa ho fatto nel mondo del calcio; ho salvato la Lazio, ho preso la Salernitana e l’ho portata in Serie A e mi rendo conto che il presidente non ha solo un valore amministrativo, ma è un padre di famiglia e un punto di riferimento. deve avere la capacità di stimolare e far esprimere al meglio i giocatori, oltre che la capacità di far credere in un progetto”.