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Lazio, Pellegrini e la Champions: “L’ego va messo da parte. Perso un piccolo vantaggio, ma l’obiettivo è nella nostra testa”

“C’è tanta voglia di riscatto dopo le ultime due partite contro Torino e Inter in cui non sono arrivati punti. Abbiamo perso quel piccolo vantaggio che avevamo ma, come dice sempre il tecnico, non era facile prima e non è impossibile ora. Abbiamo il nostro obiettivo in testa e lo portiamo avanti fino alla fine”. Luca Pellegrini nel match program di Lazio-Sassuolo commenta il periodo della squadra. Due ko consecutivi, ma secondo posto ancora nelle mani dei biancocelesti. Sul Sassuolo: “Lo conosciamo, gioca un bel calcio. Ha individualità importanti, è una sorta di “Robin Hood” che contro le grandi squadre fa sempre bene. È proprio questo aspetto che deve farci alzare l’asticella dell’attenzione”.

Piccolo vantaggio perso ed Il futuro

“Tutti noi dobbiamo fare la nostra parte. Da parte mia, spero di poter contribuire in modo più attivo rispetto a ora, anche se va detto che nello spogliatoio, a prescindere dal minutaggio, vogliamo tutti aiutare la squadra. Adesso non c’è spazio per il singolo, a 6 giornate dalla fine pensiamo solo a lavorare uniti verso lo stesso obiettivo, che la squadra punta da due anni. Bisogna mettere l’ego da parte e pensare solo al bene del gruppo. Sicuramente uno dei punti di forza è il lavoro, la dedizione e il tempo investito nel curare ogni minimo dettaglio. Tutti aspetti che alla fine ti ripagano. La Serie A è un campionato molto formativo, può insegnarti tanto. Per questo lavoro ogni giorno per migliorare e aiutare la squadra a raggiungere propri obiettivi”.

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Sarri in conferenza: “Resto dell’idea che la Champions sarebbe un miracolo. Non posso escludere che qualcuno…” (AUDIO)

Champions un miracolo. La conferenza stampa di Sarri

Miracolo Champions e situazione mentale e fisica dalle parole di Sarri.

È sembrata una Lazio in sofferenza, ma fino a 15′ dalla fine il risultato era favorevole. Recriminazioni verso l’arbitro?
“Le recriminazioni le dobbiamo fare nei nostri confronti, la squadra ha fatto una partita dignitosa per 60 minuti, l’inizio del secondo tempo è stato abbastanza sereno anche se avevo un po’ di timore. Però quando il vento della partita è cambiato abbiamo dato la sensazione dell’arrendevolezza e questo non mi piace. Eravamo diventati blandi mentalmente e fisicamente, siamo diventati poco lucidi in un momento in cui dovevamo pensare che il 2-1 era la miglior sconfitta possibile perché si rimaneva avanti negli scontri diretti. Non sono soddisfatto, ma quel finale lì soprattutto non mi è piaciuto”.

Come sta la Lazio mentalmente? In settimana si ricrea una situazione con tre partite in pochi giorni, come si gestisce?
“Non c’è più niente da gestire. Se a inizio anno ci avessero detto che saremmo arrivati così a sei partite dalla fine saremmo stati tutti soddisfatti. Ora ci dobbiamo pensare noi. L’approccio alla partita di oggi non è stato negativo, potevamo avere un palleggio più qualitativo e pericoloso, però non è stato un approccio disarmante, a San Siro di solito si balla in maniera seria nel primo quarto d’ora”.

Esclude che qualcuno abbia pensato di aver già raggiunto l’obiettivo?
“Escluderlo del tutto no. Viviamo in un ambiente difficile per essere estremamente lucidi, i media romani tendono a estremizzare in un senso o nell’altro: o è tutta merda o è tutto facile. Però siamo noi che non dobbiamo cadere in queste storie, la realtà è quella che ho detto prima: non era facile prima, non è impossibile ora. Noi se si va in Champions si fa un miracolo, resto dell’idea: leggete le sostituzioni degli avversari di oggi”.

Alla fine le partite si vincono coi cambi. Inzaghi inserisce Lautaro e Gosens e sono loro che decidono i cambi.
“Le partite si vincono in molte maniere, oggi abbiamo visto che c’è un gap da coprire, in parte lo si può coprire e in parte lo deve coprire la società”.

Come sta Cataldi?
“Ha preso un colpo sul polpaccio, ma si vedrà soltanto fra 48 ore”.

Ha rivisto un po’ di brillantezza?
“Non completamente, però rispetto alla gara col Torino stavamo nettamente meglio, ci sono qualità fisiche in cui l’allenamento non conta. Se io di natura ho un’accelerazione di 5 km/h più di te, quando si parte arrivo prima io sulla palla. Ma quella è una qualità innata e non la migliori, dovresti fare una trasformazione delle masse muscolari che richiedono mesi di lavoro. Non è una qualità alienabile, nel calcio ma anche in tanti altri sport. Nelle cose che si possono allenare, noi siamo la squadra che corre di più e a maggior velocità. Poi vai a vedere i picchi di velocità e tante li hanno più alti di noi”.

Come giudica le prove dei due esterni e di Milinkovic?
“La linea difensiva è stata esposta a troppi eventi, se succede questo Marusic e Hysaj devono fare una partita di grande dispendio di energie e di letture. Possono anche andare in difficoltà, ma non mi sono sembrati in grandissima difficoltà loro sinceramente”.

Adesso ha il dovere di trovare la giusta concentrazione. Andreste in ritiro?
“Perché, ti sembro di fuori? Come diceva Fantozzi, per me il ritiro è una cagata pazzesca. Se poi i ragazzi ci vogliono andare è giusto andarci, poi giocando ogni due-tre giorni ci andiamo lo stesso di fatto. Ma se bastava andare in ritiro, il Perugia faceva la Champions per 15 anni di seguito”.

Le altre big hanno le coppe, forse questo vi fa mancare un po’ di adrenalina?
“Non lo so, quando siamo usciti dalle coppe abbiamo fatto una striscia di risultati impressionanti, quasi un miracolo. Ora siamo un po’ in un momento negativo, in passato avevo una squadra che in settimana normale aveva grande difficoltà ed era il Chelsea, abituatissima a giocare ogni 72 ore e che faceva 65 partite a stagione. Quando aveva una settimana normale andava in difficoltà non essendo abituata ad avere quel lasso di tempo senza partite. Però penso non sia un esempio calzante per noi”.

Marotta ha parlato di torneo Champions. Chi è favorito per questo scudettino?
“Non ne ho idea, io cerco di estraniarmi da tutto, non guardo i calendari delle altre squadre, sono tutte cose che lasciano il tempo che trovano. Far le tabelle è come giocare il totocalcio, non ha grande senso. Non ve lo so dire, manca un mese alla fine e chi starà meglio mentalmente e fisicamente ci andrà”.

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Sarri: “Inter di un’altra cilindrata, ma noi arrendevoli. Ora lucidità, se ad inizio stagione ci avessero detto…”

Maurizio Sarri, tecnico della Lazio, ha parlato a Sky Sport dopo la sconfitta contro l’Inter: “Nel momento più importante della partita siamo diventati arrendevoli, abbiamo perso palloni in maniera morbida e non mi è piaciuta quella fase della partita. Fino al 65′ abbiamo concesso solo tiri da fuori, poi negli ultimi 20 minuti la sensazione è che fossimo calati sotto tutti i punti di vista”.

Da dove nasce l’arrendevolezza?
“Ho avuto la sensazione che l’Inter avesse un’altra cilindrata rispetto a noi. Il percorso per la Champions è ancora lungo e i nerazzurri sono in piena corsa. Parlo di cilindrata mentale e fisica, siamo quelli che corrono di più ma poi facciamo i conti con le caratteristiche degli altri”.

Come si argina questa doppia sconfitta consecutiva?
“Per un tratto lungo della partita abbiamo retto bene, sfiorando anche il gol del 2-0. Non ho visto una squadra distratta ma ci siamo arresi nel momento decisivo della partita e questo non mi piace. Dobbiamo restare lucidi e ripartire dal fatto che siamo secondi in classifica a sei giornate dalla fine. Perché se a inizio anno ci avessero detto che avremo avuto questa posizione in classifica a questo punto, saremmo stati tutti contenti”

Cosa è mancato sul gol di Gosens?
“Potevamo salire un po’, eravamo fuori dalla porta. La linea è stata sottoposta a troppe letture in quella fase di partita ed è chiaro che poi se ne possa sbagliare una. Eravamo in ritardo”.

Immobile ci è rimasto male nella sostituzione. Sembra un po’ in ritardo di condizione?
“È normale, non può essere al top ancora. Pensavo di mettere un giocatore di palleggio per aumentare la tensione degli avversari”.

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Casale: “Passo indietro nel modo di difendere, ma pensiamo positivo siamo ancora in alto”

A margine di Inter-Lazio, il difensore biancoceleste Nicolò Casale è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 Sky:

“Quando si viene in questi stadi bisogna difendere come collettivo, siamo stati la miglior difesa del campionato non solo per merito della retroguardia ma soprattutto grazie al lavoro del gruppo. Oggi, invece, non è stato così.

Dobbiamo ripartire perché tra tre giorni si torna in campo. In occasione del secondo gol l’arbitro ha applicato la norma del vantaggio che noi purtroppo non siamo riusciti a sfruttare. Serve rimboccarsi le maniche perché siamo ancora in alto in classifica.

Andiamo avanti a testa bassa, oggi avevamo una grande opportunità che non siamo riusciti a sfruttare. Lavoriamo verso il Sassuolo e poi giocheremo con il Milan tra una settimana.

Mi auguro che la squadra non pensi di aver centrato l’obiettivo, le altre squadre possono tornare in corsa in poche partite. Dal punto di vista fisico anche le altre squadre possono soffrire i cambi di temperatura. Non voglio cercare alibi ma pensare positivo”.

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Inter-Lazio, Tare: “Programmiamo il futuro anche senza Champions, ma l’obiettivo è confermare il secondo posto”

Igli Tare ai microfoni di SkySport: “Questa è la settimana decisiva per la Champions, ci saranno tre partite difficili, dobbiamo essere bravi a fare punti perché si deciderà un bel pezzo del nostro obiettivo. Io penso che sia giusto giocare queste partite negli orari giusti, sarebbe fondamentale anche per lo spettacolo, quindi sono d’accordo con Sarri. Noi dobbiamo pensare a noi e non al Napoli, noi cercheremo di vincere e prolungargli la festa. Provedel? L’errore sono cose che succedono, non è stato solo il suo l’errore, lui è stato l’ultimo a sbagliare nel gol subito, c’era qualcosa di meglio da fare sul tiro. E’ un portiere d’esperienza, la squadra a fine partita è corsa ad abbracciarlo, lui non deve dimostrare a nessuno le sue qualità. Il nostro obiettivo non è solo la Champions, ma mantenere il secondo posto, fondamentale per la crescita mentale del gruppo. Migliorarlo sarà difficile (ride, ndr). La programmazione continua anche senza la Champions, è un progetto iniziato due anni fa e deve continuare“.

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Cataldi: “Corono un sogno, voglio onorare la Lazio fino all’ultimo. Sarri mi ha dato continuità, Radu il mio traino”

Cataldi, fresco di rinnovo, ha parlato ai microfoni del canale ufficiale della Lazio. Il centrocampista tornerà in campo a San Siro domenica, dopo aver scontato un turno di squalifica: “La Lazio per me è una parte di vita che spero di onorare fino all’ultimo. Il rinnovo è un qualcosa di bello siglato con la società, sono felice. Essere qui a lungo era prima un sogno e poi è diventato un obiettivo che ha richiesto anche tanti sacrifici e rinunce perché è stato un percorso difficile. C’è stato un momento in cui ho pensato di poter andare altrove. Quando ero in prestito in passato invece – prosegue Cataldi – ho sempre avuto l’idea di tornare anche se qui la concorrenza era forte. Volevo far cambiare idea a chi aveva un pensiero su di me costruito troppo in fretta, non solo come calciatore ma soprattutto come persona. Sono un altro calciatore rispetto al passato, ho avuto la possibilità di giocare con allenatori che mi hanno cambiato sia tatticamente che mentalmente”.

“Il lavoro sul campo ti fa crescere e accumulare esperienza. Il secondo anno di mister Pioli è per me un grande rimpianto perché non sono riuscito a ripetere la stagione precedente. In ritiro parlavamo del mio ruolo e sapevo che lui variava tra vari schemi, con mister Sarri invece gioco in maniera continua un determinato ruolo e questo mi permette di crescere. Ho avuto vicino a me persone fantastiche: con Pioli avevo Biglia e Ledesma con cui sono ancora in contatto, poi è arrivato Lucas Leiva. Tutti mi hanno aiutato molto, soprattutto Leiva – prosegue Cataldi – di cui ho una grande stima e con cui mi sono confrontato tanto. Lui è stato il mio punto di riferimento nel ruolo”.

“Ho visto la partita contro il Torino allo stadio. Il risultato non è stato buono ma è generato da un episodio. Siamo carichi e dobbiamo esserlo perché mancano poche partite. La settimana che sta arrivando è fondamentale. Dobbiamo essere carichi anche se magari possiamo essere stanchi. Non penso di riuscire a raggiungere Radu. Quello che ha dato lui per questa maglia è qualcosa di incredibile. È stato il mio traino e la mia ancora qui, ci sentivamo anche quando eravamo fuori”.

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Marcos Antonio ha un progetto: “Lazio la scelta giusta, ho tante belle cose da fare…”

Marcos non si pente. “Venire è stata la scelta giusta. Tutto nella vita è un processo, così come la nostra vita professionale. So che tutto avverrà per il mio bene. Sono giovane, ho tante cose belle da fare nella mia carriera e spero che la Lazio ne faccia parte”. Marcos Antonio, regista brasiliano della Lazio, ha parlato così in un’intervista a Globoesporte della sua avventura in biancoceleste. “Sono entrato in una nuova squadra con grandi giocatori, questo fa parte del processo di adattamento a un nuovo stile di gioco. Spero di avere più occasioni”. L’ex Shakhtar Donetsk ha anche commentato la sua prima rete in biancoceleste, contro lo Spezia: “È stata molto importante, perché sono entrato a 10 minuti dalla fine, ho segnato e ho potuto aiutare i compagni. È stata un’emozione indescrivibile, un momento magico”. La Champions è più vicina: “Lotteremo fino all’ultimo secondo per il miglior piazzamento possibile. Rispettiamo tutti i nostri avversari, ma non ci arrenderemo fino alla fine”. (ANSA).

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(Tuttomercatoweb.com) Classifiche a confronto dopo 31 giornate di Serie A. Il Napoli capolista ormai a un passo dalla conquista del terzo Scudetto della sua storia ha 12 punti in più rispetto alla scorsa stagione. Più nove per la Lazio nonostante il ko di sabato (queste due le migliori), saldo negativo per le milanesi nonostante le vittorie di ieri: -11 Milan, -9 Inter. La Juventus dopo 31 giornate ha esattamente gli stessi punti di un anno fa. Ecco il dato delle 20 di Serie A, Lazio e Napoli le migliori nel differenziale

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Sarri in conferenza: “Guai a dare per acquisita la Champions. Juve? Campionato falsato”

Maurizio Sarri in conferenza stampa al termine di Lazio-Torino: “Guai a dare…”

“Guai a dare per acquisita la Champions”. L’analisi di Maurizio Sarri al termine di Lazio-Torino: “L’atteggiamento dei giocatori è stato buono, con un arbitraggio così di solito le squadre finiscono in 9-10, io non l’avrei finita. Se vai a rivedere l’azione del gol, battono una rimessa con il piede dentro il campo. Come fanno in 7 a non accorgersene? Il rigore su Hysaj è abbastanza netto, l’arbitraggio ha influito, è ovvio. Altre valutazioni riguardano noi, la squadra non era brillante come nelle ultime apparizioni, abbiamo deciso che questa era la settimana buona per fare grandi carichi di lavoro, una settimana di otto giorni, non abbiamo tenuto in considerazione che era previsto un cambio di temperatura. Forse l’abbiamo un po’ pagata, qualcosa ha inciso. Abbiamo avuto il classico andamento temporale della squadra meno brillante. Un episodio poteva venir fuori, è chiaro. Abbiamo concluso molto meno rispetto alla mole di gioco prodotto, e questo credo sia indicativo che a livello di brillantezza qualcosa c’è mancato”.

Vecino e Marcos

“Marcos, se entra nel momento in cui hai ripreso la partita, è un giocatore di livello. Se fosse entrato nel primo tempo, sarebbe stato in difficoltà anche lui. Ma che abbia queste qualità di palleggio è indubbio”.

Torino

“Loro fanno questo possesso palla basso basso, spesso nella loro stessa area di rigore, poi sul retromassaggio ti allungano di 70-80 metri. Una grande continuità nel secondo tempo per tenerli una rea non l’abbiamo avuta nel primo tempo. Per i terzini non era semplice. Difficile avere un altro Milinkovic e Luis Alberto in panchina, altrimenti si diventa il Bayern Monaco. Il nostro livello non è top Europa, è palese che in panchina non hai giocatori dello stesso spessore. Ha fatto fatica Vecino, ma in un contesto di partita difficile, è entrato Marcos e l’ha fatto bene. La situazione è questa, si alza bandiera bianca o ci si prova”.

Juventus

“Dal punto di vista legale non posso darti un parere. Da un punto di vista sportivo il campionato è falsato. Spero che qualcuno abbia il buon gusto di ridarli, così non va. Prima di questa partita, mancavano 8 partite alla fine. Noi abbiamo ripreso 16 a una, 14 a un’altra, 12 a un’altra. In 8 partite si possono stravolgere le classifiche, se incappi in due settimane balorde si stravolge in negativo”.

Guai a dare per acquisita la Champions

“Non era facile prima, non è impossibile ora. C’è solo da macinare la partita e portare punti. Il nostro cervello funziona per necessità, se io mi sento in lotta per qualcosa continuo ad avere motivazione, se lo do per acquisito il mio cervello smette di funzionare. Se si pensa di aver acquisito qualcosa, siamo folli. La curva ha apprezzato lo spirito con cui la squadra ha fatto fino alla fine. La maglia deve essere sudata, e noi l’abbiamo fatto. Magari abbiamo giocato male, bene, ma dal punto di vista di lottare per la maglia, la squadra credo sia inattaccabile.

Zaccagni e Immobile

Ciro, due giorni fa ha fatto palestra, unghiolo in campo da solo e ieri tutto l’allenamento. Consentiva gravi ripercussioni, quindi s’è dichiarato disponibile. Zaccagni non so se ha preso un colpo, ho visto che lo strano fasciando, ma non ho parlato ancora col medico”.

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Hysaj: “C’è rammarico, manca un rigore. Il Torino ci mette sempre in difficoltà…”

Elseid Hysaj ha parlato ai microfoni di Lazio Style Channel: “C’è rammarico…”

“C’è rammarico, manca un rigore. Il Torino ci mette sempre in difficoltà…”. L’analisi di Elseid Hysaj al termine del match: “È una partita che ci lascia con il rammarico, ma non ci abbattiamo. Riguardo il mio episodio, si trattava di rigore netto perché non cado in area senza motivo. L’arbitraggio ha lasciato a desiderare e ci ha messo un po’ in difficoltà. Il Torino ci ha sempre messo in difficoltà, noi siamo stati dentro la partita e quindi dobbiamo prendere le cose buone di questa sera per andare avanti. Ora sfideremo l’Inter in una partita bellissima da giocare. Sappiamo le nostre qualità e non vogliamo gettarle via semplicemente per una sconfitta. Per un giocatore è difficile stare dietro a un arbitro di questo tipo, ti rende esausto. È ovvio poi che con lo stadio pieno si voglia fare un qualcosa in più, è giusto così. Mancano otto partite e ci sono tanti punti in palio, dobbiamo stare attenti a ogni partita”.

PRIMO TEMPO – Si conferma subito una partita scorbutica per la Lazio. Il Torino ostruisce bene le linee di passaggio ed è molto aggressivo nella sua consueta marcatura a uomo. Fin troppo aggressivo, tanto che l’Olimpico non gradisce la gestione dell’arbitro Ghersini, fin troppo permissiva. Pronti via, la Lazio ha subito una grande occasione con Zaccagni. Colpo di testa su cross di Pedro, Vanja pasticcia ma salva sulla linea. Il Toro risponde con Radonjic in contropiede, su una gestione affatto impeccabile della difesa laziale. Partita tattica, pochi spazi e difficoltà della Lazio in costruzione. Juric l’ha studiata bene, ma forse ai biancocelesti manca un pizzico di brillantezza nelle giocate. A proposito di Ghersini, Zaccagni subisce almeno 4 interventi duri nel primo tempo da parte di Singo: il giallo latita. Ovviamente al 43’ colpisce proprio Ilic. L’oggetto del desiderio della Lazio calcia dalla distanza e trova Provvedel impreparato, il suo sinistro non sembra irresistibile ma porta in vantaggio il Toro. Si va al riposo sullo 0-1.

SECONDO TEMPO – Sarri prova a dare una sterzata inserendo Marcos Antonio e Immobile per Pedro e Vecino al 54’. Provvedel salva su Radonjic al 56’, la Lazio comincia ovviamente ad assumersi dei rischi. La seconda frazione, nonostante i cambi di Sarri, s’incanala su un binario favorevole al Torino. La Lazio fatica tremendamente ad orchestrare situazioni pericolose per i granata, che – dal canto loro – difendono in maniera ordinata. Un po’ spenta, poco aggressiva senza palla e con idee confuse. Sarri prova ad inserire anche Lazzaro per cercare qualche spunto a destra. Casale rileva Patric. Lazzaro crea alcuni presupposti pericolosi con le sue discese, ma nessuno riesce a raccogliere in area. Sarri prova anche Luca Pellegrini, al posto di marusic. Il Torino resta ovviamente pericoloso in contropiede. Luis Alberto sporca i guantoni di Vanja in pieno recupero. Gli ultimi tentativi disperati della Lazio non portano a nulla, arriva il triplice fischio.

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Felipe Anderson: “Siamo stati lenti, loro bravi a concederci poco. Immobile? Fondamentale”

Felipe Anderson al termine di Lazio-Torino, ai microfoni di DAZN “Siamo stati lenti…”

“Siamo stati lenti, loro bravi a concederci poco. Immobile? Fondamentale”. L’analisi di Felipe Anderson al temrine del match: “Abbiamo commesso errori nel tenere la palla, giocare veloce, fargli male, quando concedevano spazi potevamo fare di più. Ci sono stati tanti episodi per andare in vantaggio. Abbiamo provato a pareggiare, ma loro sono bravi, fisici, ci mettono sempre in difficoltà. C’erano spazi per attaccare la profondità. Siamo stati lenti. Giocare lì davanti è bello ma il mio ruolo è l’esterno e non vedo l’ora che Ciro ci sia perchè è importantissimo per noi. Le prossime saranno partite che contano soprattutto ora, siamo lì, loro vogliono il posto in cui noi ci siamo. Abbiamo fatto bene finora, dobbiamo fare il maggior numero di punti”.

PRIMO TEMPO – Si conferma subito una partita scorbutica per la Lazio. Il Torino ostruisce bene le linee di passaggio ed è molto aggressivo nella sua consueta marcatura a uomo. Fin troppo aggressivo, tanto che l’Olimpico non gradisce la gestione dell’arbitro Ghersini, fin troppo permissiva. Pronti via, la Lazio ha subito una grande occasione con Zaccagni. Colpo di testa su cross di Pedro, Vanja pasticcia ma salva sulla linea. Il Toro risponde con Radonjic in contropiede, su una gestione affatto impeccabile della difesa laziale. Partita tattica, pochi spazi e difficoltà della Lazio in costruzione. Juric l’ha studiata bene, ma forse ai biancocelesti manca un pizzico di brillantezza nelle giocate. A proposito di Ghersini, Zaccagni subisce almeno 4 interventi duri nel primo tempo da parte di Singo: il giallo latita. Ovviamente al 43’ colpisce proprio Ilic. L’oggetto del desiderio della Lazio calcia dalla distanza e trova Provvedel impreparato, il suo sinistro non sembra irresistibile ma porta in vantaggio il Toro. Si va al riposo sullo 0-1.

SECONDO TEMPO – Sarri prova a dare una sterzata inserendo Marcos Antonio e Immobile per Pedro e Vecino al 54’. Provvedel salva su Radonjic al 56’, la Lazio comincia ovviamente ad assumersi dei rischi. La seconda frazione, nonostante i cambi di Sarri, s’incanala su un binario favorevole al Torino. La Lazio fatica tremendamente ad orchestrare situazioni pericolose per i granata, che – dal canto loro – difendono in maniera ordinata. Un po’ spenta, poco aggressiva senza palla e con idee confuse. Sarri prova ad inserire anche Lazzaro per cercare qualche spunto a destra. Casale rileva Patric. Lazzaro crea alcuni presupposti pericolosi con le sue discese, ma nessuno riesce a raccogliere in area. Sarri prova anche Luca Pellegrini, al posto di marusic. Il Torino resta ovviamente pericoloso in contropiede. Luis Alberto sporca i guantoni di Vanja in pieno recupero. Gli ultimi tentativi disperati della Lazio non portano a nulla, arriva il triplice fischio.