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Abodi: “Tanti temi in esame, ma sugli stadi non c’è tempo da perdere”

Il ministro dello sport Andrea Abodi era presente all’inaugurazione a San Basilio della palestra della legalità strappata ai clan dello spaccio anche grazie alla trascinante forza del parroco, don Antonio Coluccia. Con lui c’era anche il ministro dell’interno Matteo Piantedosi, il capo della Polizia Lamberto Giannini, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il presidente ad di Sport e Salute, Vito Cozzoli.

Abodi spiega che si sta lavorando duro per giungere a predisporre gli attesi interventi legislativi, dal diritto di scommessa alla fine del divieto di sponsorizzazioni per le aziende di betting. “Qui si allarga tanto la questione, difficile mandare avanti un singolo elemento. E’ difficile dire se sia più urgente il tema della competitività o quello delle vicende della stretta attualità. Avremo bisogno di qualche giorno in più. Se sarà un decreto legge? – prosegue Abodi – Potrebbero essere anche più provvedimenti. Il decreto è uno strumento, c’è anche il disegno di legge che per le cose più significative consentirebbe di avere un confronto parlamentare più approfondito”. Sugli stadi però non c’è tempo da perdere. “Ci stiamo muovendo, sia sugli stadi in quanto tali sia in quanto stadi per la candidatura all’Europeo 2032″.

Alessio Buzzanca

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Luis Alberto: “Milan? Mi aspetto gara difficile, ma faremo grande prestazione”. Poi su Sarri…

Nel match program di Lazio-Milan c’è spazio per alcune domande al numero 10 biancoceleste

Quanta fiducia vi hanno dato le vittorie contro Sassuolo e Bologna?

“Tanta, soprattutto perché venivamo dalle partite contro Lecce ed Empoli, giocate bene ma che non siamo riusciti a portare a casa. Adesso dobbiamo continuare cosi puntando sempre al massimo in ogni gara, fino alla fine”.

Arriva un Milan in crisi di risultati, che partita ti aspetti?

“Sarà dura, perché parliamo dei campioni d’Italia. Mi aspetto una gara difficile contro una squadra fortissima, però se l’affronteremo con lo stesso atteggiamento mostrato nelle ultime due partite, sono certo che faremo una grande prestazione”.

Sarri ha detto che stai diventando un calciatore totale, in cosa ti senti migliore rispetto a prima?

“Si parla troppo spesso del mio rapporto con il mister, io penso solo a fare il mio lavoro ogni giorno al meglio, a rimanere concentrato e con la testa libera per aiutare la squadra a vincere più partite possibili”.

16 partite e 2 gol contro il Milan, il primo all’Olimpico con la maglia della Lazio: qual è il ricordo più bello che hai?

“Ricordo benissimo il gol nel 4-1 del 2017, fu il primo segnato in casa con la Lazio. Contro il Milan ho giocato belle partite anche al Meazza, ho diversi bei ricordi. Spero di tornare a segnare già martedì, magari un gol che ci regalerà la vittoria”.

La tua prossima presenza sarà la numero 240 in biancoceleste, non male…

“Non ho tenuto il conto, non guardo spesso i numeri e le statistiche. Sono molto felice di indossare questa maglia e avere la possibilità di giocare. A questo punto, però, le prossime cifre che metterò nel mirino saranno 250 e…300!”.

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Sarri: “Con il Milan misuriamo la crescita. Guai ad essere superficiali”. Sul mercato: “Serve un numero superiore di attaccanti di livello” (AUDIO)

La conferenza stampa di Maurizio Sarri alla vigilia del big match con il Milan

Che Lazio servirà per contenere la voglia di riscatto del Milan?
“Prima di tutto non essere superficiali e avere la consapevolezza di affrontare i campioni d’Italia. Ci hanno sempre messo in difficoltà, non possiamo pensare di non incontrare difficoltà. Sarà una squadra più motivata del solito. La partita ci offre una grande opportunità, anche questo deve essere nella nostra testa. Dobbiamo sfruttarla”.

Felipe Anderson alla Mertens?
“È forte e può fare bene ovunque. Dries forse è più offensivo e attaccava meglio l’area. Felipe ci può dare tanto da esterno. Gli manca poco, è un giocatore forte che a differenza degli anni scorso sta trovando continuità”

Che effetto fa vedere la Juventus dietro?
“Non ci dobbiamo pensare, è una situazione in completa evoluzione. Ieri sera ho visto due squadre molto molto forti. L’obiettivo è dare il 100%. Non ho sentito alcun commento da parte dei giocatori sulla penalizzazione della Juventus. Per noi è ininfluente”.

Come è cambiata la Lazio rispetto alle tre sconfitte con il Milan dell’anno scorso?
“Speriamo di essere cresciuti molto. Nella partita singola possiamo competere con tutti. L’anno scorso hanno dimostrato di essere più forti, anche l’anno scorso nella terza partita quando per un’ora siamo stati alla pari. Valutiamo domani quanto siamo cresciuti e quanto possiamo stare in partita”.

Ha elogiato Luis Alberto, è arrivato il momento di schierarlo anche in una sfida così?

“Le scelte arrivano in base agli allenamenti, lo sto vedendo in condizione, il più in condizione della rosa. Le scelte saranno logiche, a meno che non lo veda oggi particolarmente stanco. Ma non penso”. 

Le soluzioni in attacco:
“Ci serve avere un numero superiore di attaccanti di questo livello per avere più rotazioni. Se continuiamo a giocare con questi tre tutte le partite prima o poi la pagheremo”.

La fascia sinistra del Milan preoccupa? Pensa a Felipe a destra e può cambiare qualcosa?

“In questo momento mi sembra di no. Vediamo come sistemarci in una zona di campo dove hanno velocità e fisicità, conto poco sulle loro condizioni non ottimali. Penso li vedremo al meglio”. 

Romagnoli?

“Dal punto di vista tattico è di altissimo livello, sono contentissimo di questo aspetto. Per caratteristiche è adatto al nostro modo di difendere, ha preso in mano la linea, guida la difesa in modo attento e applicato. Sono contento”. 

Come sta Milinkovic?
“Nelle ultime due ha giocato in maniera più seria e meno spettacolare. Ha preso la strada giusta. Se continua a giocare con questa applicazione, togliendo qualche frivolezza, quando tornerà a giocare al 100% ci darà una grandissima mano”.

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Romagnoli alza il tiro: “Sogno realizzato, ma ora con la Lazio voglio vincere”

La Lazio nel cuore. In una lunga intervista a DAZN resa all’ex compagno di squadra Riccardo Montolivo, Romagnoli si racconta aprendo se stesso su molti temi: “E’ bello per una persona giocare per la propria squadra del cuore ed essere a casa. Però io penso che la scelta più forte, più importante, sia quella di trovare un  progetto serio, una squadra forte e un mister forte, perché io voglio vincere con la Lazio. E’ bello essere qui, ma io voglio vincere con la mia squadra del cuore, per me è la cosa fondamentale“.

Prima volta a Formello? Ero un bambino, sarà stato il 2003/2004 ed è stata l’unica volta, prima di tornare quest’anno. Entrai con mio papà, perché tramite un amico ottenemmo due pass per assistere all’allenamento. C’era Mancini come allenatore e la squadra si allenava nella gabbia. Io sognavo di tornarci da calciatore, quando sono tornato è stato emozionante, come ogni giorno che ritorno. La mia fede biancoceleste me l’hanno trasmessa mio papà e mia nonna. Mio padre è sempre stato tifoso della Lazio, mia nonna anche e io da piccolo passavo molto tempo con lei, vedevo le partite con entrambi, la squadra vinceva, era una Lazio fortissima ed è stato molto facile affezionarmi.

Ho sempre avuto l’idea di voler tornare. Non volevo farlo troppo tardi, ma in un’età in cui mi sentivo ancora bene, in cui potessi dare il meglio di me stesso. Avevo altre buone offerte sul mercato, però c’è sempre stata questa volontà di tornare, la voglia di vestire questa maglia. Molto hanno fatto anche le persone a casa che mi dicevano ‘torna, torna’ – Montolivo aggiunge: “Me lo ricordo, il primo risultato che andavi a controllare era quello della Lazio“. Ridendo riprende Romagnoli: “La volontà c’è sempre stata, poi comunque la Lazio ha un bel progetto, è una squadra molto competitiva e molto forte, ha un mister che è molto molto bravo e preparato, quindi mi son detto che questo era il tempo per tornare”.

Montolivo, dopo aver espresso la sua stima per Sarri, ammette: “Mi sarebbe piaciuto molto essere allenato da un maestro di calcio come lui. Io ho avuto Prandelli e tendo ad accostarli, ma penso che un tecnico così abbia inciso nella tua scelta?”. “Molto, moltissimo” – risponde Romagnoli Lui mi piaceva dai tempi di Napoli, ero curioso di sapere come lavorava, in particolare con la linea difensiva, i dettagli su cui si concentrava. La compattezza nel derby? Noi lavoriamo tutti i giorni, sia di reparto, sia come squadra. Abbiamo dei concetti che seguiamo, che ci danno de benefici. Poi a volta capita, come è successo, che non va bene la partita ma l’idea con o senza palla è rimasta. Ci sono altre cose, poi, che vanno messe apposto durante la partita. La cosa bella, però è che noi abbiamo un’identità e la riconoscono tutti.

Un calciatore italiano deve puntare a vincere lo scudetto. Vincerlo con una società come il Milan, da capitano, è una cosa fuori dal comune. È stato bello, dopo anni di delusioni, tante critiche, tanti movimenti bui, passare a fare 75 mila ogni volta a San Siro e sentirsi a casa ogni volta che andavamo fuori è stata una cosa pazzesca. Vincere è stato pazzesco. Critiche? Non me ne frega niente (ride, ndr). Possono dare fastidio, più o meno. Non sapevano come stavo alcune volte quando andavo in campo, sono stato male da novembre in poi con la pubalgia. Facevo fatica anche ad allenarmi. Fascia al braccio? Il bello e il brutto, la responsabilità che hai. Normale che quando la squadra va così così, il primo a mettere la faccia dev’essere il capitano. Rimango sempre focalizzato su quello che devo fare in campo”.

E poi l’addio al Milan con una vena polemica: “Coi Rossoneri avevamo discusso della situazione del contratto, loro mi avevano fatto anche un’offerta. Poi le nostre strade si sono separate, loro hanno preferito fare altre scelte, io ho fatto le mie. Magari sarebbe stato meglio essere più chiari, in modo da non portare la trattativa fino alla fine. Però io del Milan posso avere solo ricordi bellissimi, 7 anni fantastici”.

E poi il ricordo del rigore sotto la Nord: “Semifinale di Coppa Italia, rigore contro la Lazio? Ero dispiaciuto perché giocavamo con la Lazio, ma contento perché avevamo passato il turno. Avevamo già perso una finale con Brocchi. Il pensiero era più che altro per mia nonna: lei e mio padre sono quelli che mi hanno sempre supportato, mi hanno portato a giocare in piazzetta, agli allenamenti. Mi è venuto molto facile non esultare, l’ho detto: la Lazio l’ho sempre rispettata. Il primo gol sotto la Nord è stata un’esplosione mia ma credo di tanta altra gente”.

Alessio Buzzanca

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Juve, Landucci (vice-Allegri): “Vogliamo vincere la Coppa Italia”

Dopo la partita contro il Monza, Marco Landucci il vice di Allegri, ha parlato delle aspettative in casa bianconera: “Siamo ripartiti bene, la Coppa Italia è importante. Abbiamo fatto una buona partita, abbiamo preso un gol evitabile. Abbiamo fatto giocare tanti ragazzi che hanno dimostrato di poterci dare una grande mano, Chiesa e Di Maria ci hanno dato più qualità davanti. La Juve ha il dovere di giocare ogni competizione al massimo. Noi vogliamo arrivare fino in fondo come in tutte le competizioni cui partecipiamo”.

La Juventus attende la Lazio allo Stadium il 2 febbraio per il quarto di finale di Coppa Italia in turno secco.

Alessio Buzzanca

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Sarri in conferenza: “Mi aspetto ritorno veloce di Immobile. Società? Non devo chiarire le mie sensazioni con nessuno” (AUDIO)

A margine di Lazio-Bologna, l’allenatore biancoceleste Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa:

“Crespi? Passare dalla Primavera2 alla Serie A non è semplice, credo abbia bisogno ancora di compiere un percorso.  

Quelle come quella di oggi sono partite ad altissimo rischio. La Coppa Italia con il passare dei turni diventa una competizione sempre più importante. Per noi è un trofeo importante e per questo scendono in campo giocatori importanti anche considerando che il prossimo impegno sarà tra cinque giorni.

Abbiamo fatto bene, ad eccezione di qualche minuto dopo il vantaggio. Peccato non aver siglato il secondo gol, ma non abbiamo rischiato nulla.

Oggi nella primi trenta minuti con Immobile sarebbe stato meglio, poi quando la partita si è aperta è diventata adatta a un attaccante che non dà riferimenti. Preferirei avere Ciro tutte le partite, anche perché è una pedina molto importante in campo e negli allenamenti. La squadra punta molto su di lui, in campo e fuori.

Luis Alberto sa che non ci sono possibilità per andare via, da due mesi dico che è il giocatore che è il migliore per condizione fisica e atletica. Sta disputando partite di livello con grande contributo alla squadra. Al momento è un giocatore totale.

Non ho sensazioni di un Milinkovic superficiale, forse non è al top della condizione fisica ma sta giocando in maniera maggiormente concreta. Sta tracciando la strada in maniera giusta, mi aspetto una crescita esponenziale a breve.

Immobile avrà un controllo tra martedì e mercoledì, mi aspetto e spero che il suo ritorno sia veloce”

Io non mi devo chiarire con nessuno, se si parla di sensazione mia io do le mie e do i miei pensieri che non li devo chiarire con nessuno. Non ho mancato di rispetto a nessuno e quindi non ho bisogno di chiarimenti con nessuno”.

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Sarri: “Titolari? Scelte obbligate in avanti e coppa importante. Luis Alberto totale”

Nel post partita di Lazio-Bologna, il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 Sky:

“Abbiamo affrontato una squadra pericolosa in un’ evoluzione positiva e difficile da affrontare. Abbiamo fatto bene perché abbiamo creato le nostre palle gol senza concedere nulla agli avversari. Hysaj ha ripetuto la buona prova di Sassuolo, siamo felici anche di aver rivisto in campo Maximiano e Patric.

Sul tridente offensivo le scelte erano quasi obbligate. Per il resto le scelte dipendono dal fatto che si trattava di una sfida difficile con la prossima sfida tra cinque giorni. Per noi è una competizione importante e giocano i calciatori importanti.

Il Milan dopo la sconfitta in Supercoppa Italiana avrà una reazione e questo potrebbe preoccuparmi.

Marcos Antonio sta bene ed è un buon giocatore, ma è inservibile rispetto a quello di oggi. Adesso dobbiamo recuperare Vecino e Basic che vivono un momento leggermente in basso.

Luis Alberto da metà novembre sta diventando un giocatore totale, non ci fa mancare nulla in questo momento”.

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Maxi ritorno: “Cinque mesi duri, ora ho ritrovato sicurezze” (AUDIO)

Nel post partita di Lazio-Bologna, il portiere biancoceleste Luis Maximiano è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 Sky:

“La vita ti dà sempre una grande opportunità. Ho passato cinque mesi difficili, ma sono felice di essere tornato a giocare e di aver ottenuto la vittoria con la squadra.  

I primi periodi sono stati difficili con la lingua e il nuovo metodo di lavoro. Ora sono più tranquillo, non bisogna mai mollare e lavorare al massimo come sempre fatto nella mia carriera.

Ambientarsi in un nuovo club è difficile perché la vita cambia all’improvviso, soprattutto fuori dal campo che è un aspetto molto importante per me. Ora tutto questo è passato e guardiamo avanti.

È stato importante tornare a giocare, soprattutto sotto il profilo mentale. Il fatto di non giocare è stato difficile e può mettere in dubbio anche qualche tua certezza, poi si ritrova il campo e le sicurezze.

La vita fuori dal campo per me è importante, ora stiamo bene qui a Roma con la mia famiglia e riesco a fare meglio il mio lavoro. Sono felice di essere tornato”.

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Felipe alla Ciro, terzo gol di fila: “Ma la solidità difensiva è fondamentale” (AUDIO)

Il fantasista della Lazio Felipe Anderson, match winner della sfida di Coppa Italia contro il Bologna, ha parlato ai microfoni di Mediaset dopo il fischio finale: “Sono contento per il gol che aiuta la squadra in un momento particolare perché avevamo perso due partite. Devo solo ringraziare i compagni per il supporto. Non è facile sostituire un cannoniere come Immobile”.

Siete stati cinici?
“Dobbiamo essere pronti, le partite si possono decidere con una sola palla. Le squadre che affrontiamo sono molto preparate, noi siamo solidi in difesa e dobbiamo sfruttare le occasioni che ci capitano”.

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Milinkovic: “Siamo sulla strada giusta, importante non subire gol” (AUDIO)

Sergej Milinkovic ai microfoni di Mediaset: “Il fallo su Luis poteva essere da rosso, ma va bene, siamo contenti di aver vinto. Bene non aver subito gol anche oggi, questo aiuta il reparto e la squadra. Siamo sulla strada giusta, dobbiamo proseguire con questa mentalità. Io trascinatore? Siamo tutti importanti. Mi dispiace non aver fatto gol su quel cross di Zaccagni”.