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Lazio, Sarri: “Rigore grida vendetta. Ratkov? Non lo conosco, il mercato non è finito. Pensavo che Guendo…”

Maurizio Sarri ai microfoni di DAZN: “La squadra ha fatto primo tempo di ottimo livello. Abbiamo avuto tante occasioni e chiudere sullo 0-0 è stato un peccato. Nel secondo tempo abbiamo avuto meno energie, ma gli episodi ora non ci girano in maniera favorevole. Penso che il rigore non assegnato nel primo tempo gridi vendetta. È stata una buona Lazio, che ha reagito alla brutta partita fatta con il Napoli”.

“I ragazzi sono un po’ frustrati da questa situazione e anche io ho un po’ di giramento. Sinceramente nel calcio pensavo di aver visto tutto considerata l’età, ma non possiamo influire quindi è inutile spenderci tante energie. Dobbiamo pensare e migliorare la squadra dal punto di vista tecnico, qualitativo e anche realizzativo, visto che abbiamo avuto tante occasioni stasera”.

“Guendouzi? Io pensavo che fosse uno dei sette/otto su cui porre le basi per il futuro. Noi siamo una realtà che quando arrivano offerte di quelle dimensioni diventa difficile. Capisco anche le difficoltà. Per quanto riguarda Ratkov è un giocatore che non conosco. Non so che dire, imparerò a conoscere e vedere qualità, difetti e come sfruttarlo. Probabilmente loro (la società n.d.r.) lo conoscono meglio di me.

Io a inizio stagione ho detto che rimanevo qui a tutti i costi e che avrei sopportato tutto. È successo più di quanto pensavo. L’unica cosa che mi fa star male è che abbiamo un popolo meraviglioso. Pensare che sarà difficile dargli soddisfazioni mi pesa”.

“Se resto? Ho dato la mia parola al popolo laziale. Quindi penso proprio di si. Il mercato non è finito penso la società possa fare ancora tante cose”.

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Lazio, Cancellieri: “Squadra sul pezzo ma manca cattiveria sotto porta. E sul ruolo di centravanti…”

L’attaccante biancoceleste ha così commentato a Lazio Style channel il pari casalingo con la Fiorentina:

“Le dinamiche sono sempre queste. Oggi dobbiamo guardare anche le cose buone che abbiamo fatto, ad esempio il grande primo tempo. C’abbiamo avuto diversi spunti, molte occasioni, tra cui quella con Gila, che ha subito una trattenuta. Se proprio devo trovare una critica, dico la cattiveria sotto porta, che ci avrebbe potuto portare in vantaggio già nel primo tempo. Ma ho visto comunque una Lazio sul pezzo.

Come mi sono trovato da centravanti? Quando l’avevo fatto con Sarri ero più piccolo, immaturo sotto il punto di vista tattico. Oggi mi sono trovato bene, devo cercare di sfruttare le mie caratteristiche. Giocare da punta o da esterno non fa differenza, come ho detto devo cercare di sfruttare quelle che sono le mie caratteristiche, dando un contributo maggiore alla squadra.

Se avessimo fatto gol nel primo tempo, non avremmo rubato nulla, abbiamo creato tante occasioni al di là di quelle che non sono andate in porto”.

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Lazio, Cataldi: “Martellati dagli arbitri, così non è facile. Guendouzi ci mancherà”

Al termine di Lazio-Fiorentina 2-2 il centrocampista biancocelesti, Danilo Cataldi, è intervenuto in conferenza stampa. Di seguito le sue parole:

Da Parma in poi vai sempre a chiedere spiegazione agli arbitri, cosa ti senti di dire ai tifosi? 

“Devo ammeterete che anche per noi è complicato chiedere spiegazioni. Con loro non abbiamo dialogo. Alcuni si vantano del fatto che comunicano, ma spesso non è così. È frustrante, da un mese e mezzo ogni mese ce ne è una. Ci domandiamo perché in alcuni casi si valuta in un modo mentre in altri no. Il rigore per la Fiorentina si è rivisto cinque minuti la Var, il nostro nel primo tempo no. Succede spesso, non è facile”.

Quali sono ora le motivazione della Lazio?

“La classifica è anonima. Oggettivamente la classifica è questa. Bisogna prenderci le responsabilità. Siamo consapevoli che si può fare di più. Noi dobbiamo fare di più, al netto delle questioni arbitrali. Bisogna fare un girone di ritorno importante se vogliamo tornare in Europa. L’obiettivo della Lazio non può essere arrivare decimi. Speriamo di fare qualcosa in più già dalla prossima”.

Parere su Guendouzi? Quanto vi mancherà?

“È un ragazzo che da quando è arrivato ha dato tutto. È stato un giocatore importante per la Lazio, ragazzi così puoi solo ringraziarli. Ci mancherà, speriamo di poter contare su un nuovo arrivato. Matteo l’ho salutato e ringraziato. Quando uno da tutto bisogna solo ringraziarlo e augurargli il meglio”.

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Lotito: “Non stiamo smantellando nulla. Ratkov? Lo seguivamo da tempo, stiamo ringiovanendo la rosa”

Claudio Lotito ai microfoni di DAZN:  “Bisogna fare considerazioni razionali. Voglio tranquillizzare tutti: la Lazio non sta smantellando nulla, la Lazio ha una struttura che lavora h 24 365 giorni all’anno e scandaglia i giocatori in tutto il mondo. Siamo in grado di sapere quali sono i giocatori che ci interessano e li seguiamo passo passo”.

“Ratkov non è improvvisato è un ragazzo che seguivamo da tempo, abbiamo mandato un osservatore nella gara tra Bologna e Salisburgo sappiamo tutto di lui, è velocissimo e ha una serie di caratteristiche che servivano alla Lazio. Quando un giocatore vuole andare via non possiamo trattenerlo, abbiamo accontentato Castellanos dimostrando che è un giocatore che valeva. Il profitto viene però tutto reinvestito, stiamo ringiovanendo la squadra. Stiamo costruendo una squadra che abbia fame, che abbia calciatori che scelgono la Lazio e che hanno interesse a dimostrare il loro valore. I tifosi devono stare tranquilli, nessuno smantella, anzi tutto l’opposto. Stiamo facendo investimenti mirati e ponderati”.

“Sono giocatori che hanno grandissime qualità e lo dimostreranno sul campo. Abbiamo una sala scouting a Formello con otto postazioni in cui vengono visti e studiati i calciatori. Quelli che ci interessano li abbiamo attenzionati e abbiamo selezionato i migliori”.

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Lazio, Sarri: “Napoli più forte. Mercato, ho chiesto giocatori importanti. Cessione Taty? Potevamo arrivarci pronti”

Il commento del tecnico della Lazio a Dazn dopo il ko casalingo con il Napoli:

“Gli abbiamo facilitato il compito, ma ho visto di fronte a noi la squadra più forte del campionato. La sconfitta ci sta, ma potevamo certamente fare meglio.

Mercato? Devi chiedere al direttore, ci ho parlato e gli ho detto che in certe zone di campo abbiamo bisogno di giocatori importanti. Poi l’evoluzione di questa discussione dipende dalla società.

Cessione di Castellanos?  Anche il ragazzo era propenso a questo tipo di soluzione, quando ci sono queste situazioni è difficile trattenere un giocatore. Poi, vista la situazione che poteva succedere, si poteva arrivare pronti”.

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Lazio, Lazzari: “Troppe difficoltà in questa stagione. Arbitri? È sotto gli occhi di tutti…”

Nel post gara di Lazio-Napoli, il terzino della squadra biancoceleste, Manuel Lazzari, ha parlato ai microfoni ufficiali del club capitolino per commentare la sconfitta appena rimediata all’Olimpico contro la compagine partenopea.

“Sapevamo che dovessimo iniziare nel migliore dei modi ma purtroppo abbiamo trovato di fronte insieme all’Inter la squadra più forte del campionato, peccato per essere andati sotto di due gol. Poi non siamo riusciti a creare e impensierire il portiere loro, il risultato è giusto. Da inizio stagione siamo ko con gli infortunati, ora iniziano le squalifiche, è da inizio anno che conviviamo con questo”. 

Gli arbitraggi? È sotto gli occhi di tutti quel che sta succedendo da mesi. Non vorrei entrare nel merito per dire qualcosa di sbagliato, ma è sotto gli occhi di tutti. Anche oggi ad esempio Zac abbia preso nel primo tempo 5-6 falli consecutivi senza che fosse ammonito l’avversario, il secondo giallo di Noslin è incredibile, non possiamo farci moto, appena parli le cose si mettono male. Sono cose difficili da gestire, dispiace per Noslin e Marusic, perdiamo due giocatori importanti in un momento ricco di assenze”. 

Fiorentina? Da mercoledì cercheremo di vincere. Affrontiamo l’ultima in classifica ma è una squadra che doveva lottare per l’Europa, sappiamo la difficoltà della partita, ci dovremo far trovare pronti”.

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Lazio, Zaccagni: “Non vogliamo questa classifica anonima. Arbitri? Non capisco come vengono…”

Le parole del capitano della Lazio Mattia Zaccagni, al termine della sfida contro il Napoli persa per 0-2. Di seguito le sue parole:

Vista l’espulsione di Parma, quella di oggi è qualcosa che la lascia senza parole o ha qualcosa da ridire?

«Mi ero promesso di non parlare di arbitri, perchè è inutile farlo. È difficile gestire queste cose in campo, preferisco non parlarne»

La scorsa settimana la Lazio ha subito un torto evidente, oggi eri arrabbiato, che spiegazione vi date?

«Non me ne do, a volte noi le chiediamo agli arbitri e spesso non abbiamo delucidazioni su quello che succede. Il fallo da cui nasce il gol del Napoli per mano di Noslin, prima c’è una spinta su di lui. Non capisco come vengano applicate certe regole»

Avete difficoltà a fare gol, è un problema solo di forma o di tipologia di gioco? 

«Sicuramente oggi il problema è stato il baricentro, non siamo riusciti a trovare le distanze giuste per la pressione, spesso si giravano e puntavano la porta. Quando corri indietro cerchi di evitare pericoli ma il baricentro si abbassa per forza di cose»

La classifica non rischia di diventare un po’ troppo anonima?

«In questo momento dobbiamo guardare la realtà, la nostra classifica è anonima e noi non vogliamo restarci e penseremo alla partita di mercoledì che sarà fondamentale per noi»

Cosa non ha funzionato sul gol di Spinazzola?

«Le azioni del Napoli nascono dalla loro bravura nell’innescare i trequartisti e la chiave è stata questa. Le nostre mancate pressioni hanno aiutato»

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Lazio, Fabiani smentisce tutto: “Nessuna offerta per Taty e richieste per Tavares. Insigne? Ci sono anche gli Under 23…”

Le parole del DS della Lazio Angelo Mariano Fabiani ai microfoni di DAZN nel prepartita della sfida contro l’Udinese. Di seguito le sue parole:

«Castellanos fuori? Di Flamengo mi piace il ballo. A parte gli scherzi, è una scelta tecnica, non c’entra il mercato. Tutte le voci non sono fondate, noi come società non abbiamo ricevuto offerte in tal senso. Stiamo lavorando e monitorando, faremo di tutto e di più per portare a casa il risultato che ci siamo prefissati. Insigne? Questa sera dicono che mi devono incontrare con Zaniolo, ma se lo incontro in campo lo saluto. Nulla di tutto ciò, capisco l’aspetto mediatico, ma non abbiamo nessun incontro con Insigne che rimane un grande professionista. Vanno fatte delle valutazioni a 360 gradi. Ci sono degli equilibri e delle dinamiche, ci sono anche gli under-23. Il mercato è una cosa seria, va studiato e bisogna prendere i giocatori funzionali per il mister. Tavares? Ci troviamo di fronte al vorrei ma non posso, Tavares è un giocatore della Lazio e non ci sono state richieste. In corso d’opera possono emergere tante situazioni che si possono valutare ma non necessariamente vanno messi sul mercato. I giocatori fino ad oggi hanno fatto qualcosa di straordinario. Il mister si trova davanti ad un’emergenza, situazioni che ci hanno penalizzato. Dobbiamo ragionare con logicità e tranquillità senza farci prendere da isterismi».

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Lazio, Luis Alberto: “Conosciamo tutti Lotito, per fortuna non è più il mio presidente”

L’inizio traumatico della sua avventura alla Lazio, i contrasti con Lotito, le vittorie e l’addio. Luis Alberto, che poche settimane fa ha seguito da tifoso la squadra biancoceleste a Milano, racconta la sua esperienza nella capitale. “Ho litigato tante volte con Lotito. Lo conosciamo tutti, sappiamo com’è fortunatamente non è più il mio presidente“, ha detto a Fanpage.

Il centrocampista spagnolo è tornato sul suo arrivo a Roma e le difficoltà iniziali: “Ero stato presentato come esterno destro. Era tutto nuovo ed è stato tutto molto veloce. I primi quattro o cinque mesi sono stati devastanti per me, perché non capivo niente. È vero che non giocavo, ma poi è cambiato tutto, soprattutto la cosa più importante: la mia mentalità e il mio lavoro. Lì ho fatto vedere a Simone (Inzaghi ndr) che dovevo giocare”. Nel 2020 il sogno scudetto della Lazio si fermò con la pandemia. “Quell’anno, per mentalità e per come giocavamo, era difficile non arrivare fino alla fine per vincere lo Scudetto. Era una squadra che giocava a occhi chiusi. All’Olimpico spesso vincevamo già nel primo tempo”Una squadra che, alla sospensione del campionato, era in lotta per il titolo: “Per sei-sette mesi non c’era sofferenza in campo. Anche quando andavamo sotto, vincevamo al 90’, 92’, 93’. Si percepiva che in pochi secondi potevamo fare uno o due gol. In campo eravamo felici, ci divertivamo. Senza il Covid, secondo me, fino alla fine ce la saremmo giocata per lo Scudetto”.

Secondo Luis Alberto, nella Lazio “c’è gente che non capisce di calcio e lo dirò sempre. Eravamo un gruppo sano, con un allenatore amico e un direttore sportivo che sapeva quando mettere pressione e quando no. Poi è arrivato Sarri, che è un maestro. Quando è andato via sapevo che la Lazio non sarebbe andata da nessuna parte”. Secondo lo spagnolo, tra le cause del suo addio, c’è il rapporto con Lotito: “E’ uno dei motivi. Ho litigato tante volte con lui. Lo conosciamo tutti, sappiamo com’è. Fortunatamente non è più il mio presidente. Non c’è nessun rapporto d’amicizia e non ci sentiamo più”. Luis Alberto sarebbe pronto a tornare alla Lazio? “Sì, ma mi deve chiamare Sarri”.

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Lazio, Zaccagni: “Bravi a restare uniti. Merito anche della mentalità di Sarri”

“Stagione 2025/26? Annata particolare. E’ partita con più di qualche difficoltà, ma siamo stati bravi a rimanere uniti. E bravo è stato anche il mister che ha trasmesso la sua mentalità: adesso si sta vedendo il lavoro di mesi e siamo contenti per questo“. Così il capitano della Lazio, Mattia Zaccagni, intervistato ai microfoni di Sky Sport. “Mister Sarri? E’ un motivatore, ti spinge a dare tutto. Quando si vince e si fa il lavoro che chiede lui è al settimo cielo e ci piace vederlo così. A noi piace dare il massimo e adesso ci sta riuscendo. E’ una delle più grandi soddisfazioni”

Nonostante le molteplici difficoltà della prima parte di stagione, nello spogliatoio biancoceleste si è creata un’unione speciale: “Lo vediamo negli allenamenti, lo percepiamo”, sottolinea il numero dieci della Lazio. “Nasce da dentro, non è facile fronteggiare le difficoltà come a Parma e nonostante questo siamo riusciti a portare a casa i 3 punti”, ricorda Zaccagni per il quale diventare papà ha avuto senza dubbio un impatto importante non solo nella sfera privata ma anche in campo. “La paternità ti fa fare quello step mentale che cercavo. Dea è la mia principessa, la femmina è del papà, si dice, e infatti è proprio così”.