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Lazio, Mandas: “Sempre pronto ad aiutare la squadra. Futuro? Non ho ancora parlato con la società”

Finisce 1-0 la gara degli ottavi di finale tra Lazio e Milan, con il passaggio del turno della squadra di Maurizio Sarri. Torna tra i pali Mandas, con un esordio stagionale pressoché perfetto, condito con il clean sheet. E’ intervenuto in conferenza stampa il portiere greco per analizzare il passaggio del turno. Di seguito le sue parole:

Come hai vissuto questo periodo? Non giocavi da fine maggio, speri di guadagnarti un posto alla Lazio?

“Sono sempre pronto per aiutare la squadra. Oggi è stata una bella partita, è stato importante per me giocare titolare oggi”.

Da dopo il derby la Lazio ha vinto 5 partite, ne ha perse 2 e pareggiate 3. Si è creato il gruppo per affrontare la stagione nelle difficoltà?

“Questo gruppo in questa stagione è bello, c’è molta fiducia ed è la nostra forza. Per noi questo è importante e ci da la forza per andare avanti”.

Rispetto alla partita del weekend, qual è la caratteristica dei movimenti dei tuoi compagni che ti è piaciuta?

“Siamo più compatti anche nelle uscite, siamo più pronti perché vediamo nei video cosa sbagliamo però anche sabato abbiamo fatto una bella partita”.

In questa stagione stai giocando poco, stai valutando l’idea di cambiare aria anche a gennaio o di rimanere?

“Non ho parlato ancora con la società, io sono molto concentrato in allenamento e aspetto il mio momento, solo così posso migliorare. Non voglio creare problemi in questo bel clima, è importante per me giocare e aiutare la squadra”.

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Lazio, Sarri: “Questa Lazio mi dà gusto. Tifo feroce stasera, ora testa a domenica. E su Basic…”

Mister Sarri, ai microfoni Mediaset, commenta il successo sul Milan che vale l’accesso ai quarti di Coppa Italia:

“Ho avuto difficoltà fin da luglio, con tanti infortuni però poi ho una squadra che si fa allenare, quindi durante la settimana mi diverto e la domenica a volte mi arrabbio perché a livello tecnico abbiamo meno di altre squadre. Però mi dà gusto.

Ci ha fatto piacere che all’Olimpico sono venute oltre 40mila persone, stasera hanno fatto un tifo feroce, mi ha fatto piacere per loro e per i ragazzi. Andiamo avanti, non abbiamo tempo neanche di essere contenti perché domenica ci aspetta una sfida particolarmente difficile.

Basic? É arrivato anni fa con grandi prospettive, poi si è un po’ perso. lo non ho avuto dubbi a ritirarlo dentro e ci sta ripagando in una maniera importante, poi a livello di movimenti e forse uno dei più affidabili.

I prossimi mesi? Mi aspetto di dover contunaure a lavorare, il percorso è solo questo. Se arriviamo a fine stagione 7-8 giocatori con cui fare un salto di qualità sarebbe tanta roba, il percorso i ragazzi lo stanno facendo anche se ci manca un pizzico di continuità. Nelle ultime nove abbiamo perso solo con Inter e Milan in trasferta, ci può stare. Speriamo di continuare a lavorare con lo stesso gusto di prima”.

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Lazio, Marusic: “Motivati da San Siro, ci siamo riusciti. Spero di festeggiare…”

Nel post gara di Lazio-Milan, il terzino della squadra biancoceleste, AdamMarusic, ha parlato ai microfoni di Sport Mediaset per commentare vittoria e passaggio ai quarti di finale di Coppa Italia, dove affronterà il Bologna in trasferta.“Eravamo motivati dopo la sconfitta di sabato, tutti volevamo fare risultato e ci siamo riusciti. L’esultanza sotto la curva? I tifosi sono sempre al nostro fianco. Voglio ringraziarli e spero di festeggiare per tante altre partite insieme”.

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Lazio, Zaccagni: “Volevamo il riscatto. Anno difficile, ma fino a quando ci sarà Sarri…”

Mattia Zaccagni al termine di Lazio-Milan 1-0, ai microfoni di Mediaset: “Siamo veramente contenti, era l’obiettivo di stasera. C‘era voglia di riscatto dopo sabato, abbiamo fatto una bella partita e abbiamo lavorato di squadra. Siamo contenti. É un anno difficile ma noi siamo compatti e dentro lo spogliatoio sappiamo come lavorare. Il mister ci indicherà la strada e fin quando saremo insieme le cose andranno bene”.

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Blocco Lazio, Gravina: “Indicatori oggettivi. Pochi ricavi e costi troppo alti, così manca sostenibilità”

Il presidente della FIGC Gabriele Gravina, in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, ha spiegato le ragioni alla base dell’abbassamento del limite relativo all’indice del costo del lavoro e ha fatto chiarezza sul blocco del mercato della Lazio

“La chiave è la sostenibilità, purtroppo confusa con il concetto di crescita senza limiti. Valore della produzione e costo del lavoro devono andare d’accordo. Non vuol dire che non puoi spendere, ma che si può fare mettendo delle risorse. In Bundesliga da 18 anni il 90% delle società chiude in utile”.

“Pensate, noi l’abbiamo appena portato al 70% e non è stato facile. Partivamo da 90, poi 80. Più è basso più ci avviciniamo alla sostenibilità. In Germania da anni è al 50%”.

Blocco Lazio: “È mancato il rapporto tra questo valore della produzione e il costo del lavoro. Quindi pochi ricavi e costi troppo alti. Il risultato ha dato tre parametri non rispettati. Così si è arrivati al blocco totale”.

A tal proposito, ha negato che sarebbe bastata un’immissione di 3 milioni di euro nelle casse societarie per evitare il blocco: “Ma dai, siamo seri. Se andiamo dietro alla demagogia non ne usciamo.Gli indicatori sono oggettivi e sono stati approvati a marzo del 2024. Tutti conoscevano le regole del gioco e anche Lotito le ha votate”

Gravina sull’indice di liquidità

“Io sono sempre stato per l’indice di liquidità ammissivo: se non rispetti il rapporto tra attività e passività correnti, non ti iscrivi al campionato. Era a 0,5, noi lo abbiamo portato a 0,6 quando nell’economia di mercato già 1 è un fattore di rischio.La Lega ci portò in tribunale. Oggi è evidente che il mondo del calcio viva momenti di fibrillazione finanziaria. E va dato merito a chi ricorre alle proprie finanze”.

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Lazio, Sarri: “Con il Milan senza alibi e nervosismo. Mercato? Detto al club ciò che manca”. Poi la frecciata ad Allegri… – (AUDIO)

Il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, ai microfoni di Sport Mediaset a due giorni dalla gara di Coppa Italia contro il Milan all’Olimpico:

Milan-Lazio ed il calcio di rigore non concesso? Bisogna azzerare tutto e ributtarsi sulla prossima partita, senza crearsi alibi di arbitraggi. Piuttosto, mi viene in mente un suggerimento: mettiamo le postazioni Var dalla parte opposta delle panchine. L’arbitro deve prendere delle decisioni in una tranquillità diversa da quella che ho visto – ha spiegato il tecnico, che però non vuole sentir parlare di vendette – Rivalsa? Noi dobbiamo giocare per i nostri obiettivi, di tutto abbiamo bisogno meno che di una partita nervosa”. 

LAZIO E CLASSIFICA – “Noi siamo andati molto bene nel primo tempo, dopo il gol abbiamo sbandato – ha aggiunto Sarri tornando sul match di sabato sera – In questa fase tre partite a settimana sono un problema, ma faremo un sacrificio e daremo tutto, senza condizionamenti. Parliamo di giocatori anche fermi da 50 giorni (Castellanos, ndr), è una fase transitoria difficile, sarà una partita in cui i cinque cambi possono consumarsi in fretta. In questa stagione non abbiamo velleità di classifica, bisogna essere onesti: ci servirà per crescere e creare una base che proveremo a migliorare per essere competitivi”.

MILAN E COPPA ITALIA – “Se facciamo per 90 minuti quello che abbiamo fatto nel primo tempo va benissimo, non possiamo pensare di azzerare la pericolosità del Milan, un avversario che può farti gol in tanti modi. La Coppa Italia? Come sapete è una formula che non mi piace, giocheremo turno per turno senza fare progetti a lungo periodo”.

MERCATO “Bisognerà vedere se a gennaio sarà a zero, se sarà libero, se proprio ci sarà un mercato. Per noi sarà decisivo quello di giugno. Ho detto quello che secondo me può mancare a livello di ruoli e di qualità, poi individuare i nomi è compito della società. E’ inutile dire cosa ci manca perché dovrei dire quale giocatore deve andare via: ma noi in questo momento non possiamo fare a meno di nessuno, lasciamo perdere queste cose che ci possono fare solo del male”. 

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Lazio, Fabiani: “Con Sarri individuati i ruoli da rinforzare. Non c’è la volontà di cedere i pezzi migliori”

Prima della gara contro il Milan, il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani ha parlato ai microfoni di SkySport. Di seguito le sue parole.

“Mercato? Durante la sosta del campionato per le nazionali ci siamo incontrati con il presidente e con Sarri, abbiamo fatto il punto della situazione e un programma da sviluppare, che significa far crescere ancora di più questa squadra e individuare i ruoli che ci ha indicato il mister. Cessioni pesanti? Se si parla di ricostruzione, difficilmente si può mandare via un giocatore funzionale al progetto. Il calcio non dorme mai, bisogna valutare tutte le situazioni. La volontà di tutti è di non cedere i pezzi migliori”.

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Lazio, Sarri a 360°: “Servono tutte le componenti per tornare competitivi. Sogno il ‘Maestrelli’ con me in panchina”

Maurizio Sarri, sui canali ufficiali della Lega Serie A, ha rilasciato una lunga intervista nella quale ha ripercorso tutta la sua carriera fino alla partita di domani, sabato 28 novembre, contro il Milan. Ecco le sue parole.

“Lontano dai campi ho visto partite, non è che sia cambiato qualcosa, il mondo del calcio ci rimani dentro. Purtroppo la storia familiare non è stata bellissima, sono stato preso da storie non simpatiche. Mi hanno fatto cambiare vita una serie di contingenze che ti capitano, non c’è bisogno di grande coraggio. Si comincia a scalare categorie in cui si fa un passo indietro o uno in avanti. Io avrei continuato lo stesso a farlo, è una storia di passione, che mi diverte. Non avrei fatto comunque fatica. Da quando lo faccio di professione la sensazione di andare a lavorare non ce l’ho mai avuta”.

Sarri sul livello raggiunto

“A un certo punto l’obiettivo è stato quello di farne una professione, senza avere queste ambizioni così alte. Si inizia dalla Serie C, le circostanze e la fortuna mi hanno portato più in alto di quello che pensavo”.

Sarri sull’esordio più importante

“Quello a Napoli è stato tanta roba. Per me è stato un giorno pieno di emozioni”.

Sarri sulla bellezza del calcio a Napoli

“Io ho preso quella squadra senza cambiare tanti giocatori, c’erano tutte le cose al punto giusto nel momento giusto. Calcio straordinario, divertente da vedere. Non abbiamo vinto niente ma è stato un calcio bellissimo”.

Sarri sul sarrismo

“È un’ipotesi, poi bisogna confrontarsi con quelle che sono i calciatori a disposizione, non sarà mai lo stesso. Bisogna adattarle a quello che hai a disposizione. Nessuna squadra che ho avuto a disposizione ho avuto la possibilità di replicarlo”.

Sarri sui giocatori più forti allenati

“Cristiano Ronaldo alla Juve. Higuain e Mertens a Napoli. Un giocatore che in quel momento era sottovalutato era Albiol. Tra i centrocampisti dico Jorginho e Kante. Mi stavo dimenticato Hamsik, che avrebbe meritato di più in carriera. Era un calciatore da Barcellona e da Real Madrid”.

Sarri sul portare un campione allenato alla Lazio

“Direi Marek, siamo alla ricerca di costruire una base solida per fare due o tre innesti per diventare competitivi”.

Sarri sui presidenti avuti in carriera

“Sempre meglio un presidente tosto che un fondo straniero. È ovvio che il presidente sia una figura dominante, io per tutta la carriera ho avuto presidenti così. A volte meglio una litigata faccia a faccia che un fondo quando non sai con chi parlare. Ho litigato, ma fanno parte del gioco, della volontà di crescere. Se alla base ci sia voglia di crescere allora fanno bene”.

Sarri sul ritorno alla Lazio

“Che sarebbe stato un anno difficilissimo. Penso che siano stati i cinque mesi più difficili della mia carriera, tra le altre cose però anche divertenti. La componente gusto c’è, questo è già tanto”.

Sarri sulle difficoltà e lo spogliatoio

“No, le difficoltà devono essere dello staff, altrimenti si crea un alibi. La situazione è questa bisogna conviverci e andare avanti. Nel processo di invecchiamento si diventa più pazienti, ma non penso più morbido. Flaminia? Ancora non l’ho conosciuta, ma se avrà lo stesso posto di Olympia allora ce l’avrò sempre vicina”.

Sarri sul Milan in estate e Allegri

“Le storie estive quando passano non hanno più molto senso. Io mi metto seduto sulla panchina della Lazio. Con Allegri la prima volta finì 0-0. Zero tiri in porta, uno spettacolo indecoroso (ride, ndr.). Il rapporto con lui è buono, è un toscano, quindi buono. Si può avere un’idea di calcio diversa, ma c’è comunque un buon rapporto”.

Sarri sul mix di allenatori vecchi e nuovi

“È normale che sia così. Cesc Fabregas è un ragazzo con un’intelligenza sopra la media, è destinato a fare grande cose. A me piace anche Grosso. Chivu? Mi sembra che abbia grande personalità, è entrato in un ambiente difficile, che ha già tante vittorie, però lo ha fatto con gran piglio. Giampaolo una panchina in A la meriterebbe”.

Sarri sulla scaramanzia e i rimpianti

“Molto meno che da giovane. La palla però quando esce non la tocco ancora, è dei giocatori. Non più di tanti. Ho avuto un carattere che magari non mi ha permesso di arrivare a determinate cose, ma non ho fatto tanti compromessi”.

Sarri sul suo essere padre

“Sono stato un po’ assente. Rapporto un po’ conflittuale, ma quando ha iniziato a crescere è tutto migliorato. Adesso il rapporto è buonissimo”.

Sarri sul fine carriera e l’augurio che si fa

“Sarebbe bello riuscire a creare una base di calciatori che con due o tre innesti possa farti arrivare a un livello sopra rispetto a quello dove siamo. La speranza è che tutte le componenti ci diano una mano. Con la Lazio che riesca a prendere il Flaminio, che alla prima partita ci sia io in panchina e che lo stadio si chiami Tommaso Maestrelli”.

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Lotito: “Mai pensato di vendere, la Lazio resta con me sempre. Vi risulta mi servano soldi?”

“La Lazio è in vendita? “No. Mai pensato di vendere, non è in vendita, ma quale fondo arabo? La Lazio resta con me sempre”. Lo dice Claudio Lotito, senatore di Forza Italia e presidente della Lazio, interpellato dall’agenzia Dire a palazzo Madama. La telefonata con Lotti? “Io con Lotti ho un buon rapporto- precisa- non abbiamo mai parlato della Lazio, mi stava raccontando del problema della vendita dell’Empoli”. Lotito sottolinea che “la Lazio ha 300 milioni di patrimonio immobiliare, 350 milioni di patrimonio giocatori e controlla una società che da ventidue anni esce con 15 milioni di liquidi”. Insomma, vale “850 milioni” secondo il presidente biancoceleste, che chiosa: “Non ho chiesto niente a nessuno. Vi risulta che mi servono i soldi? A me non risulta”.

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Lazio, Insigne scalpita: “Sarri straordinario, qualcosa bolle in pentola”

Lorenzo Insigne, attualmente svincolato e (ormai) noto obiettivo di mercato della Lazio, ha rilasciato alcune dichiarazioni (Interessanti) durante l’evento al Palapartenope, dove si trovava come ospite speciale di Viva el Futebol Tour con LeleAdani, Antonio Cassano e NicolaVentola.“Napoli? Come ho sempre detto, da napoletano giocare al Maradona con la maglia del Napoli e da capitano è il sogno che ho sempre avuto da piccolo. Poi si è realizzato ma sono emozioni che si devono provare, difficile descriverle a parole. Le ho provate e spero che altri ragazzi di Napoli come me possano riuscirci facendo la carriera che ho fatto io con la maglia del Napoli. Scudetto? Sicuramente un po’ di rammarico c’è, ma anche dal Canada sono sempre stato il primo tifoso del Napoli e anche da lontano con la mia famiglia abbiamo festeggiato. Parecchie persone hanno pensato che io fossi invidioso, ma per il Napoli non lo sarò mai”.

Sarri? Nulla togliendo agli altri allenatori bravi e tutti che sono stati utili alla mia crescita, ma credo che mister Sarri con me ha fatto un lavoro straordinario. Curava tutto, persino i falli laterali provavamo in settimana. Ci stressava ma lo seguivamo perché ci divertivamo sia in partita che in allenamento. Arrivavamo in campo col sorriso e penso che l’abbiamo fatto capire a tutti facendo divertire anche i nostri tifosi. Ci siamo andati vicini quell’anno ma siamo andati vicini”.

Futuro? Ho voglia di tornare. Ho rifiutato tante offerte all’estero perché non mi andava di partire, il mio obiettivo è di tornare in Italia ma soprattutto conquistare di nuovo la nazionale perché ci tengo tanto. C’è qualcosa in pentola, ma ora non posso parlare…”.