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‘9 GENNAIO’ – Valdifiori: “La Lazio di Baroni mi ha impressionato per identità di gioco e aggressività. Rovella da nazionale…” (AUDIO)

L’ex Empoli Mirko Valdifiori ai microfoni di Radiosei

Lazio ed Empoli sono due squadre che hanno fatto un grande inizio di stagione, entrambe cambiano tecnico. Non sempre c’è subito un immediato adattamento a meccanismi nuovi. Stanno dimostrando sul campo di avere una chiara identità a prescindere da chi gioca. Nella Lazio sono tutti dentro i meccanismi di Baroni, va fatto un complimento a questi ragazzi di essere entrati subito nella testa del nuovo allenatore.

Quello di Baroni è un calcio aggressivo, mi ha impressionato come cerchino sempre di proporre gioco e nel frattempo hanno una grande capacità di recuperare il pallone con una pressione costante e con una bella e corale ri-aggressione. Sono vogliosi di portare la Lazio in alto e questo è un merito di Baroni.

Rovella può entrare nell’ambito della Nazionale e restarci. Ha la personalità e la caratura per riuscirci, un pò come ha fatto Ricci.

Fazzini è un elemento molto valido. E’ un centrocampista che fa da raccordo tra centrocampo ed attacco. C’è sempre bisogno di quel calciatore che ti può permettere di creare superiorità numerica con inserimenti ed assist. E’ giovane, ha prospettiva, avrà un gran futuro. Deve fare il suo percorso come Colombo ed Esposito. Passando da Empoli si può fare un percorso di crescita per poi andare in una grande squadra. I ragazzi che vengono scelti all’Empoli sono monitorati da molto tempo, inoltre lì c’è il vantaggio di non avere una grande pressione addosso. Corsi è un grande presidente, lo sta dimostrando da oltre venti anni, merita tanti complimenti.

Vecino nel nostro Empoli era mezzala destra. Gran passo, leve lunghe, inserimenti. Nel calcio di oggi, i centrocampisti devono abbinare quantità e qualità e lui in tal senso concede ai tecnici diverse soluzioni“.

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‘QUELLI CHE…’ – Il Ministro Abodi ricorda Chimenti: “Grazie a lui una svolta nella storia della Lazio” (AUDIO)

Il Ministro dello Sport, ANDREA ABODI, in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Il filo rosso che mi ha sempre legato a Franco Chimenti è la Lazio. E una storia iniziata 40 anni fa. Lo ricordo tra mille difficoltà in quella fase storica del club, lui era sempre vulcanico, ottimista, caparbio, tanto da traghettare la Lazio dall’esperienza di Giorgio Chinaglia a quella di Calleri. Lo ha fatto anche rimettendoci economicamente. Lui è andato molto molto vicino a coinvolgere nella Lazio un personaggio straordinario dell’economia e della politica italiana. Sarebbe stato un colpo molto suggestivo. Grazie a lui, la nostra storia ha avuto un punto di svolta. Lui era prima di tutto un laziale appassionato, quello che che ha ricercato e trovato era la salute economica del club.

Se ne è andato esattamente dieci anni dopo il concepimento della Rider Cup. La sua grande impresa, rassicurava tutti sulla riuscita, diceva sempre che sarebbe stato un evento memorabile. La sua positività induceva alla speranza ed alla fiducia. Il suo ricordo rimarrà per tantissimo tempo”.

PUBBLICATO ALLE 12,20

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‘NMM’ – Maccarone: “Taty degno erede di Ciro. Baroni meritava questa occasione. Contro l’Empoli guai a innervosirsi” (AUDIO)

L’ex Empoli Massimo ‘Big Mac’ Maccarone ai microfoni di Radiosei

“L’Empoli negli ultimi 30 anni ha fatto grandi cose, rimanendo sempre a galla in A con poche presenze in B. E’ una gestione da record quella dei Corsi, le cose adesso vanno bene anche sul campo. A Empoli si lavora bene, si lascia sbagliare. E’ un ambiente sano in cui esprimersi”.

Sono contento che Baroni abbia avuto questa opportunità. L’ho avuto per 3 giornate soltanto (Siena) e segnai proprio contro i biancocelesti, fra l’altro. Era tecnico della Primavera all’epoca e subentrò in prima squadra. E’ uno che da tanta tranquillità e serenità. Ha un’idea di gioco chiara e ha fatto tanta gavetta. Contento, davvero, che abbia avuto questa occasione. Margini di miglioramento? La Lazio è una squadra forte e in fiducia. C’è gioco e ci sono i risultati, quando c’è entusiasmo si possono fare veramente tante cose”.

Castellanos sta giocando bene ed è chiaro che senta la fiducia. Quando stai così ti riescono tante cose, anche un un pizzico di sana incoscienza. La continuità è quella che rende un giocatore il top. Se continua su questa strada può fare veramente grandi cose. Lui lotta sempre per la squadra, i risultati alla fine arrivano. Oltre all’impegno ora sta mettendo i gol, tanti gol. Anche Immobile era uno che dava l’anima per la squadra, Taty sembra il suo successore, l’importante è che continui a giocare così”.

“Lazio-Empoli? I toscani sono partiti bene, D’Aversa lo conosco bene. La Lazio dovrà avere pazienza e cercare di non innervosirsi se non dovesse aprire subito la gara”.

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‘QUELLI CHE…’ – Malagò ricorda Chimenti: “Ieri ha chiesto di essere lasciato solo per vedere la sua Lazio…” (AUDIO)

GIOVANNI MALAGO’ (Pres. Coni) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’ nel ricordo di Franco Chimenti

La mia storia con Franco Chimenti nasce da lontano, poi si è consacrata con la sua esperienza da dirigente nella vita e nello sport. Siamo, parlo ancora al presente, un binomio indissolubile. Dopo l’esperienza di presidente alla Lazio è diventato dirigente nel Coni, oltre che presidente della Feder Sport. Ha portato in Italia la terza manifestazione sportiva del mondo, la Rider Cup. Una cosa impensabile prima che realmente accadesse. Lui amava raccontare una cosa che era la verità. Tutti lo prendevano per matto prima di riuscire nell’impresa. Evidentemente non era proprio così matto.

C’era una grande complicità, ieri se ne è andato intorno alle 17,30. Dopo aver pranzato ha chiesto di essere lasciato solo per poter vedere la partita della sua Lazio. Sono felice che, anche dal cielo, sarà rimasto soddisfatto per la prestazione e la vittoria. Questa mattina ho chiamato la società biancoceleste in vista dell’ultimo saluto, ci sarà il giusto tributo da parte della Lazio. E’ stato un grande dirigente del comitato Olimpico, il minuto di raccoglimento non ci sarà, quindi, solo nel calcio, ma in tutti gli sport”.

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‘SVB’ – Mirra: “Baroni il tecnico giusto. Per la Lazio prenderei Belahyane” – (AUDIO)

Il collaboratore tecnico di Beppe Iachini ed ex vice allenatore della Lazio, Vincenzo Mirra, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei per analizzare il momento vissuto dalla Lazio e anticipare i temi del match odierno col Nizza.

“Confermo che la strategia con cui è stata costruita la Lazio mi piace, sono contento perché all’epoca qualche amico laziale mi rimproverò. Credo che baroni sia l’uomo giusto, lo conosco da tempo e so come lavoro”.

“Cambiare non era facile, voglio fare i complimenti a Lotito e Fabiani. La fortuna di baroni è aver trovato un ambiente nuovo, con tecnico e calciatori che a Roma sapevano di avere una grande opportunità. Baroni ci mette concentrazione massima che trasmette al gruppo”.

“Il rendimento dei nuovi? Noslin è quello che sta soffrendo di più, gli altri credo possano crescere bene. Veniamo da un anno con tre cambi di allenatore, sono contento di Isaksen ma credo che Pellegrini possa togliersi qualche soddisfazione”.

“Mandas? Io credo molto nelle gerarchie dei portieri ma in Coppa merita di giocare. Se Baroni oggi schiera Mandas è il momento giusto, con la Dinamo Kiev avresti rischiato di mettere in discussione Provedel che anche grazie alla prova di Amburgo ha acquisito consapevolezza. Dele Bashiru mediano? Devi convincere il ragazzo che in quel ruolo può dare il meglio, lui ha una fisicità incredibile e l’allenatore quando lo vede gli brillano gli occhi. Poi però c’è anche l’aspetto tattico, ora Rovella e Guendouzi si capiscono al volo. Penso a Bennacer ad Empoli e Bernabé, quando quest’ultimo arrivò al Parma io e Iachini lo spostammo da terzino a centrocampo: lui si lamentò perché credeva che lo bocciassimo ma non era così”.

“Come valuti la rosa della Lazio? Baroni deve ancora conoscere il reale valore di tutti i calciatori, per questo fa il turnover oltre alla volontà di coinvolgere tutto il gruppo. In serie A ora mi ha sorpreso Belahyane del Verona, lo seguo da sempre ma a 20 anni si è preso il centrocampo del Verona, sarebbe un buon colpo per la Lazio”.    

  

 

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‘QUELLI CHE…’ – R. Corsi: “Passione, competenza, giovani ed osservatori, vi racconto il modello Empoli… Sarri ha cambiato la nostra storia” (AUDIO)

REBECCA CORSI (Vicep. ed amministratore delegato dell’Empoli) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Mio padre ha avuto delle grandi intuizioni, ha fondato una filosofia che punta sui giovani e sulle persone. Ne ha scelti tanti che hanno davvero contribuito a creare un modello solido e di crescita. Alla base di tutto questo c’è mio padre Fabrizio. Lui vive di calcio, ama questo sport, lui dice sempre che il calcio è la sua prima moglie. E’ molto competente dal punto di vista tecnico, i grandi direttori che abbiamo avuto lo hanno sempre affiancato bene. Ha avuto anche la fortuna di incontrare le persone giuste al momento giusto, si diverte ad individuare nuovi talenti futuri nel nostro settore giovanile. E’ la sua passione.

La figura dell’osservatore è fondamentale. Si può procedere con algoritmi e tecnologia, ma poi solo guardando giocare un ragazzo dal vivo si capiscono tante cose. Abbiamo una copertura abbastanza omogenea, soprattutto in Toscana. Abbiamo anche delle affiliazioni, una di queste a Roma di cui siamo molto orgogliosi.

Maurizio Sarri ha cambiato la storia dell’Empoli. Se oggi il nostro club è a questi livelli è anche suo merito. Fu vicino all’esonero, poi una gara ha cambiato le sue sorti e le nostre. Fu la gara con il Lanciano, eravamo reduce con due punti in nove gare. Era vivere o morire, vincemmo una grande partita che diede il via ad una grande cavalcata. Poi lo salutammo anni dopo in A quando andò a Napoli per ottenere altre glorie. Con lui siamo in continuo contatto, spesso viene anche a vedere l’Empoli.

Oggi ci sono tanti ragazzi che giocano in Champions o comunque a grandi livelli che sono passati da noi. Penso a Di Lorenzo, Hysaj, Aslani, Vicario, Paredes, Vecino, Bennacer per non parlare dei Di Natale, Spalletti, Maccarone e tutti quelli del passato. Vendere anche Tavano al Valencia fu una soddisfazione”.

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‘9 GENNAIO’ – Castroman: “La mia Lazio come il City di oggi. Taty forte per Baroni e l’Argentina. Quando Inzaghi distrusse la Ferrari di Crespo…” (AUDIO)

LUCAS MARTIN CASTROMAN in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

Il coro dei tifosi della Lazio (Village People “Macho Man”, ndr) ancora ce l’ho in testa, ogni volta che lo sento o mi chiama qualche laziale mi vengono i brividi. Giocare in quella fortissima Lazio, con tutti quei campioni d’Italia, con i capitani delle rispettive nazionali, è stato un orgoglio incredibile. Era il Manchester City di oggi, lo dico sempre. Potevamo anche vincere lo scudetto dopo quello del 2000.

Molti grandi giocatori di quella Lazio sono diventati tecnici ed il loro figli giocano in Italia. L’impressione è che sto diventando vecchio (ride, ndr). Ricordo che con Giovanni, figlio di Simeone, giocavo nel loro salotto di casa quando era un bimbo. Fa impressione e piacere, immagino che il Cholo abbia il petto grosso di orgoglio, come era sempre lui”.

Ricordo quando segnai con l’Udinese contro la Lazio. Non festeggiai, ci tenevo ancora tanto alla Lazio ed ai suoi tifosi.

Inzaghi e la Ferrari di Crespo

Hernan Crespo era senza dubbio uno degli attaccanti più forti. I suoi movimenti erano perfetti, dovevo solo alzare la testa e premiarli. Io, Nedved e Poborsky dovevamo solo servirlo. I difensori non riuscivano mai a sapere dove andava, noi invece sapevamo esattamente dove metterla. Ricordo il botto della sua Ferrari nel garage di Formello. Abbiamo visto la macchina di Simone Inzaghi sopra quella di Hernan. Purtroppo Simone gli è salito sopra la macchina distruggendola. Noi abbiamo riso molto, Crespo non tanto (ride, ndr). Le macchine si possono riparare, ma lui poteva anche buttarla e prenderla un’altra. Nessuno si è fatto male, ma è stato divertente vedere Inzaghi dentro la macchina con sotto la Ferrari“.

La Lazio di oggi

“So che in questo momento è settima in campionato, so che ha vinto la prima partita in Europa, conosco le prossime tappe che dovrà affrontare. Ho acquisito la licenza da allenatore, guardo partite e vediamo se riesco a trovare un buon club in futuro.

Non conoscevo Castellanos, lui in Argentina non ha giocato. Si sentiva il suo nome, è stato convocato dall’Argentina. C’è un ricambio in corso e vederlo in nazionale mi ha fatto un grande piacere. E’ un attaccante veramente forte, gli mancava solo un po’ di fiducia. E’ ancora giovane e può dare molto di più, nella Lazio ed in Nazionale“.

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‘SVB’ – Altavilla (La7): “Contento della Lazio ma con un vero numero 10 saremmo da Champions” – (AUDIO)

Il giornalista del TgLa7, Raniero Altavilla, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei per commentare la vittoria della Lazio di Marco Baroni a Torino, pensando al sogno Champions.

“Da ieri sono molto contento. Sulle aspettative sto molto cauto, mantengo lo scetticismo sui alcuni fattori ma Baroni sta trovando la quadratura. Vorrei più giocatori nel loro ruolo, pendo a Dia. Lui lo vorrei punta perché forse ci manca il “10 volte più forte di Greenwood. Sono ancora molto scettico su Castrovilli perché viene da quasi due anni di inattività, bisogna investire su calciatori perfetti in n determinato ruolo”.

“Noslin? Se la Lazio paga 18 milioni un giocatore equivalgono a 40 milioni per una big. Io li avrei spesi per un ruolo scoperto, ora ho Dia e Castellanos come punta. Noslin ancora non capisco quale sia il suo ruolo. Io avrei preso un esterno vero o comunque un giocatore maturo. Non mi è piaciuta l’esultanza un polemica, Noslin deve essere umile e volare basso. Ritorno al 10 volte più forte di Greenwood che sto ancora spettando”.

“Dia può fare diverse cose e si cerca lo spazio, movimenti delle punte moderne, diverse dal Bobo Vieri di turno. Tavares? Uno così forte manca a tante squadre, terzino moderno che sa fare tutta la fascia partendo dal basso. Si torna al punto di partenza: devi prendere giocatori già pronti, ha già fatto la Champions col Benfica. Lui e Dia sono i colpi di questo mercato”.

“Su chi investire? Ti serve uno che strappa, uno che dia fantasia. Manca la luce, mancano i lampi della qualità come Felipe Anderson o Luis Alberto. Castrovilli in forma può avvicinarsi? Non credo, parliamo di altra dimensione. Alla Lazio manca la qualità. Isaksen? Deve decidere se crescere e diventare un giocatore vero. Obiettivi? Se la Lazio prendesse un numero 10 alla Luis Alberto potremmo arrivare quarti”.

 

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‘NMM’ – Camolese: “Vanoli ha capito Torino, Baroni sta cambiando la Lazio. Punto su Dia e Noslin” Poi sul -9… (AUDIO)

In veste di doppio ex di Torino e Lazio, Giancarlo Camolese ai microfoni di RadioseiLazio

“Torino partito bene, ottime gare a parte quella con il Lecce. Vanoli ha avuto un bell’approccio con l’ambiente, è entrato nella storia di questo club e ha capito cosa desiderano i tifosi. A livello tecnico ha continuato sul solco di Juric cambiando alcune cose. Il campionato è lungo”.

“La Lazio invece ha cambiato molto, è finito un ciclo molto lungo ma adesso ci sono giocatori che si stanno mettendo in mostra. Non è facile per tutti fare prestazioni di alto livello. Bene in coppa, bene anche a Firenze dove non ha raccolto quanto meritava. Il Toro non fa più 1 contro 1 a tutto campo, c’è un po’ più di libertà di pensiero. Baroni lo stimo, è arrivato in una piazza importante come Roma dopo campionati importanti. Ora si trova ad isnerire tanti giocatori nuovi, ma anche di qualità. Dia e Noslin mi sembrano molto promettenti. Previsioni? Da una parte le mie radici e dall’altra la Lazio dove ho avuto le soddisfazioni più belle. Alla Lazio ricordo sempre la partita di Napoli, nella stagione dei -9. Il fischio finale, un’emozione impossibile da dimenticare. Domani sarà una bella partita”.

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‘SVB’ – Mellano (Cuoretoro): “Con Vanoli Torino più offensivo. Ricci? Sarà la prossima cessione…”

L’editore di Cuoretoro, Maurizio Mellano, è intervenuto stamattina ai microfoni di ‘ei Volte Buongiorno’ per anticipare i temi di Torino-Lazio e del futuro di Ricci.

“Domani il Toro sarà arrabbiato. Si parla di un confronto acceso in settimana tra Vanoli e la squadra dopo la sconfitta in Coppa Italia. Ci aspettiamo una reazione. Ci saranno dei rientri importanti, ora aspettiamo la conferenza per sciogliere alcuni dubbi di formazione visto che sono tutti a disposizione”.

“Vlasic è fondamentale, è l’unico che riesce a cambiare ritmo. Ha estro come nessun altro, non me lo aspetto titolare ma a gara in corso sí.

Formazione? Davanti Zapata ci sarà sicuramente, il dubbio è su chi lo affiancherà. Sanabria forse è più fresco rispetto e Adams, visto che ha riposato contro l’Empoli. Dietro Coco e Masina dovrebbero essere confermati, gli altri sono in ballottaggio. Sulle fasce anche ci saranno delle valutazioni da fare con il rientro di Vojvoda”.

“Vertice basso del Torino? Ricci. All’inizio era Linetty, poi, dopo le prove in nazionale di Ricci come regista puro, lo ha arretrato. Ad ogni modo la posizione dipenderà anche da chi sarà in campo”.

“Vanoli è molto più offensivo di Juric, nonostante il modulo sia lo stesso. Gli attaccanti ne hanno giovato, tanto che ora segnano tutti. Il problema è che il Toro ora prende più reti, anche se c’è da dire che prima c’erano Buongiorno e Shuurs dietro”.

“Con Vanoli la squadra è più allenata, fisicamente e mentalmente; lui e tutto lo staff parlano per l’intera gara. Prima solo Juric dava indicazioni e con il croato la parte atletica si pagava nel finale, cosa che è successa anche alla Roma in Europa League”.

“Rapporto Cairo-tifosi? Non ci sarà mai un punto d’incontro. La misura è colpa. Ogni anno si ripetono le stesse dinamiche. Continuerà la contestazione pacifica. Una contestazione mista: cori per Cairo e incitamento alla squadra. Il problema sono le false promesse, nello specifico su Bellanova. Buongiorno si sapeva che sarebbe andava via, Bellanova no. L’ha venduto l’ultimo giorno, scavalcando anche il ds. Questo non è stato perdonato e poi non è mai stato sostituito. Il problema del presidente è che parla troppo, fa promesse ma non le mantiene”. 

“Il Torino arriverà a metà classifica, più o meno come sempre, ci sono almeno otto squadre più forti. Coco? Vagnati non ne ha azzeccati tanti, lui sì”.