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‘9 GENNAIO’ – Giannichedda sulla Lazio: “Baroni centrato sull’obiettivo, gioco con caratteristiche europee. Rovella moderno, ha bisogno di…” (AUDIO)

Giuliano Giannichedda ai microfoni di Radiosei, nella trasmissione ‘9 Gennaio 1900’

“Nella Lazio abbiamo passato anni fantastici, poi ci sono state delle difficoltà, ma paradossalmente piazza e tifosi si sono uniti ancora di più. E’ nelle difficoltà che si è notato quanto i tifosi della Lazio ci tengano ai colori ed alla maglia. Una gara che rigiocherei è quella in Europa contro il Porto. Perdemmo 4-1 in casa loro, andando però in vantaggio con Claudio Lopez. Non eravamo più forti di loro, ma avremmo potuto far meglio contro una squadra che poi vinse la Champions con Mourinho in panchina.

Sono contento per l’esordio in coppa per la Lazio di Baroni. Ci voleva, il tecnico ha dimostrato di dare fiducia a tutti. E’ un mister serio, giusto, ha iniziato un percorso molto buono, sta avendo risposte importanti. Poi vedremo quando inizierà a subentrare stanchezza e qualche difficoltà in più. Vedo un tecnico centrato nel progetto, vedo giocatori motivati, coinvolti, stimolati da Baroni. Questo è un aspetto molto importante, va oltre la sfera tattica.

Difficile vedere una squadra così offensiva in Italia, per principi e per sistema di gioco. Ha le caratteristiche della squadra europea, poi è chiaro che alla lunga gli avversari ti studiano e prendono contromisure. Con i giovani non bisogna avere fretta, lo stesso Noslin, giocatore interessante, va aspettato. Dele-Bashiru ha fatto molto bene in Europa League in una posizione più avanzata rispetto alle precedenti.

Giocando con due centrocampisti centrali, forse la coppia migliore è quella composta da Guendouzi e Rovella. Hanno caratteristiche giuste per coprire il campo, mentre Vecino è uno di quelli che si butta più nell’area di rigore avversaria. Rovella è un centrocampista moderno. E’ uno di quelli che ha bisogno di sentire la fiducia addosso. Ha entusiasmo, va forte nei contrasti, recupera palloni. Deve essere un po’ meno irruento per evitare troppi cartellini gialli. E’ uno di quelli che è cresciuto di più.

Dia? Non mi aspettavo potesse fare così bene. Sa fare tutto, è completo, ha qualità, lega bene con la squadra e vena realizzativa. Se continua così è stato un ottimo acquisto”.

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‘SVB’ – Sala: “Dia acquisto dell’anno. Flaminio? Non venga usato per fini elettorali…” (AUDIO)

 

Il giornalista del Messaggero, Cristiano Sala,  è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei per commentare l’esordio vincente della Lazio in Europa League, esaltando Dia e lanciando un’idea per il Flaminio.

 

“Mi ero preparato due versioni sulla Lazio. In caso di ko avrei scritto “la Lazio trascura l’Europa per la Lazio. Questo 3-0 ora fa cambiare lo spartito del commento che resta però legato all’evento. La Lazio si sta facendo day by day, partita per partita. Ancora manca uno spartito tattico preciso, lavoriamo sull’attacco ed è una nuova strategia. Ci gustiamo questa Lazio con un’ansia quasi zemaniana quando se vincevi 4-0 a fine primo tempo, temevi di essere rimontato 5-4 nella ripresa. Ricordiamo che la Dinamo Kiev ha fatto 19 ore di viaggio, atmosfera anche emozionante.

“Dia si sta confermando l’acquisto dell’anno, anche se ormai i top si misura su quanta gente accorre all’aeroporto. Giocatore che rappresenta una chiave per leggere la Lazio del futuro. Venti titolari? Io elenco la panchina, avendo avuto queste soluzioni lo scorso anno forse racconteremmo un’altra storia. Il mercato estivo è stato fatto nei tempi giusti, voglio menzionare Pedro ma soprattutto Vecino. Loro due hanno dato più conforto sull’ampiezza della rosa”.

“Il gesto di Noslin può compromettere il suo inserimento? Sposo quanto detto da Rambaudi su un gesto non cattivo. Segnalo anche il fattore sfortuna in questo frangente, ha incrociato il giocatore ucraino che era stato molto aggressivo e ha reagito con una gomitata non violenta cadendo in questo tranello. Il giocatore va aspettato e lasciato respirare, fortunatamente la Lazio ora segna. Roma non è Verona ma Baroni garantisce per il calciatore”.

“Il sito ad hoc per presentare il nuovo stadio della Lazio? La sensazione è che tutti utilizzino il Flaminio per una campagna elettorale, vedo che si sprecano molte parole mentre la comunità romana sta vivendo questo scempio, soprattutto se consideriamo Roma come un museo a cielo aperto. Bisogna arrivare ad un punto per rispetto dei cittadini.  Ho ancora seri dubbi, l’unico che ho visto è quello della Roma Nuoto. Non vedo una volontà reale di comunicare lo stadio, comunicare l’importanza di uno stadio della Lazio. Lotito lavora molto anche in veste di senatore, sul Flaminio ancora non vedo un messaggio del tipo “ecco perché vogliamo fare del Flaminio lo stadio della Lazio. Serve un movimento di coinvolgimento popolare, figlio a che della difficoltà di comunicazione tra  Lotito i sostenitori della Lazio”.     

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‘9 GENNAIO’ – D. Rossi: “Baroni in linea con quello che questa Lazio può dare. Turnover in Europa? Rosa omogenea…” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Il bravo allenatore è colui che in relazione al materiale umano che ha a disposizione tira fuori il massimo possibile. Da questo punto di vista mi sembra che la carriera di Baroni parli positivamente. Per questa Lazio rinnovata, con l’uscita di scena di giocatori importanti e storici, ci sta un tecnico come lui che sta facendo bene. E’ in linea con quello che la sua squadra può dare. Se parliamo di Europa, più che per l’approccio, magari gli potrà mancare l’esperienza a questo tipo di partite. Magari, in tal senso, un periodo di adattamento sarà necessario. Sarà un banco di prova anche per lui, ma ha tutte le capacità di fare decentemente sia in campionato che nella competizione continentale. Il tifoso della Lazio ha percepito il coraggio, il modo di intendere il calcio, di questo allenatore.

Il turnover di Baroni per la gara di questa sera contro la Dinamo Kiev? Questa mi sembra una rosa molto omogenea. Sono convinto che, molti dei calciatori che questa sera giocheranno e che adesso sembrano delle riserve, presto potranno diventare anche dei titolari. Non so perché abbia intenzione di cambiare otto giocatori rispetto a Firenze, ma se andiamo a vedere molti di questi sono dei titolari o possono esserlo. Forse il vero titolare che non gioca questa sera è Zaccagni.

Pensando alla mia esperienza alla Lazio ho avuto dei giocatori di riferimento ai quali difficilmente rinunciavo. Il primo che mi viene in mente è Angelo Peruzzi. Era un grande portiere ed un leader silenzioso. Poi c’era un grandissimo giocatore come Liverani. Era leader in campo e fuori. Questo tipo di giocatori li vedi nei match contro le grandi squadre, nelle gara che contano. Un altro leader tecnico era Pandev. Molto sottovalutato, poi abbiamo visto che tipo di carriera ha fatto. Lui aveva la capacità di adattarsi a qualsiasi tipo di compagno di reparto. A differenza sua, Zarate era uno di quelli che portava la squadra ad adattarsi a lui”.

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‘NMM’ – Cesari: “Guendouzi, rigore ok. Su Tavares interpretazione errata” (AUDIO)

L’ex arbitro Graziano Cesari ai microfoni di Radiosei

“Con il VAR siamo ad un punto in cui si capisce poco, almeno in Italia. All’estero viene usato meno, qui viene usato troppo spesso. Esistono i ‘varisti’ specializzati, ma non mi sembra che siano entrati nello spirito di collaborazione con gli arbitri. Vogliono diventare protagonisti. Il VAR nacque per determinare episodi violenti passati inosservati, piuttosto che oggettivi errore per i calci di rigore. Queste sono le cose importanti. Un meccanismo del genere usato in modo indiscriminato, non fa il bene del calcio”.

“Fiorentina-Lazio, Tavares entra sulla palla e se tocca il piede ci sta, ma l’interpretazione dovrebbe essere diversa. Il tocco è talmente lieve e sottile, che si poteva non fischiare. Guendouzi commette un’ingenuità invece, lì, niente da dire. Un calciatore rimane disorientato quando il metro di giudizio dell’arbitro cambia a partita in corso. Fallo di mano di Dodo? Io sono allibito. Quando ci sono queste situazioni il VAR dovrebbe vedere più immagini da più angolazioni, perché ne hanno ben 18 di telecamere. Mi piacerebbe che gli arbitri spiegassero le loro decisioni a tutto lo stadio, ai tifosi presenti come si fa negli USA”.

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‘SVB’ – Lucci: “Diamo tempo a Baroni. In Argentina se dici Lazio rispondono Immobile” – (AUDIO)

Il direttore della fotografia Fabrizio Lucci (braccio destro di Paolo Genovese, sue anche fiction quali Rocco Schiavone), è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione “Sei Volte Buongierno”,s velando un episodio sulla Lazio e Immobile.

“Sono molto contento, anche ieri sera ?Leoni di Sicilia’ ha avuto tanto successo in Rai. Stasera, come sempre, insieme al solito gruppo di amici vedremo Dinamo Kiev-Lazio. Sono ancora arrabbiato per la sconfitta con la Fiorentina ma dobbiamo dare tempo e aspettare Marco Baroni”.

“Tanti cambi in Europa League? Voglio dare fiducia e mi aspetto una buona gara da Dele Bashiru. Non essendo famoso, come tutti i tifosi al suo arrivo sono andato su YouTube e mia ha fatto una buona impressione”.

“La Lazio ha cambiato molto e il mio timore è che non ci siano calciatori in cui riconoscersi, vi svelo però un aneddoto. A fine agosto eravamo in Argentina per girare ‘Rocco Schiavone’. In ascensore ho incontrato tre bambini, uno di loro aveva la maglia dell’Inter. Io ovviamente ho detto loro che avrebbero dovuto tifare Lazio, a questa parola loro hanno immediatamente risposto: “Sì sì Lazio, Lazio e Immobile”. A Roma abbiamo avuto un grandissimo giocatore che a livello nazionale non è stato esaltato come meritava”.

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‘9 GENNAIO’ – Ledesma: “Cambiamento generazionale e di calcio in corso, ma sta diventando la Lazio di Baroni. Cataldi? Scelta doverosa, ecco perché…” (AUDIO)

CRISTIAN DANIEL LEDESMA in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Un tecnico come Sarri lascia il segno, ora c’è un tecnico come Baroni che sta cercando di dare la sua impronta. Sta diventando una Lazio come lui la vuole, molto verticale rispetto a quello di palleggio e fraseggio. C’è un cambiamento anche generazionale, sono andati via giocatori avanti con l’età. C’è un cambio di energia e fisicità, sta diventando una rosa più fisica, cosa che nel calcio oggi serve tanto. Sembra un cambiamento un po’ esasperato, a volte pericoloso, ma penso si debba al fatto che Baroni stia cercando di farla diventare un calcio verticale.

Ci sono concetti nuovi che ancora devono essere messi nelle giuste misure e tempi. Giocando con due mediani non è facile, ma anche in difesa non siamo perfetti. C’è bisogno di tempo, ma a Roma il tempo è poco. Bisogna riuscire a coprire meglio quando non hai la palla, ma qualcosa bisogna lasciare se vuoi fare un certo tipo di calcio. Poi non dimentichiamoci che la rosa non è molto ampia, anche se non credo che a centrocampo non stiamo messi così male.

La scelta di dare via Cataldi penso sia stata doverosa. La Lazio doveva scegliere su chi puntare e la società ha scelto di puntare su Rovella. Si pestavano un po’ i piedi, la scelta è stata chiara. Rovella non ha una struttura fisica imponente, ma è un motorino che ha un concetto di continuità nella corsa e di presenza. Si doveva capire su chi puntare in senso assoluto”.

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ESCLUSIVA – Raul Moro: “Facile scegliere la Lazio. Salvo il Valladolid e magari un giorno torno. Sarri il tecnico preferito, ho un solo rimpianto…”. Poi su Pedro e Luis Alberto… (AUDIO)

RAUL MORO in collegamento a ‘NMM’!

“Al Real Valladolid le cose stanno andando bene, è un momento importantissimo per me. Iniziare con numeri positivi in Liga (due gol in sei gare) ti permette di acquisire tanta fiducia. Stiamo facendo molto bene in casa, ancora non abbiamo subito reti tra le nostre mura, abbiamo poi giocato su campi difficilissimi come quello del Real Madrid e del Barça. Siamo reduci dal pareggio con la Real Sociedad (avversario della Lazio in Europa League, ndr). E’ una grande squadra, sono fortissimi, hanno fatto bene anche in Champions League. Ora non sta attraversando il momento migliore, ma è difficilissima da affrontare.

Quando sono arrivato alla Lazio ero un ragazzino. Ho imparato tanto dai grandi giocatori con cui ho giocato e dagli allenatori che ho avuto. Piano piano sto cercando di mettere in pratica tutto, mostrando le mie qualità. Ci sto riuscendo, sono partito bene. Se dovessi citare un tecnico che mi ha più colpito ed insegnato direi Sarri. Mi piace il calcio che pratica, è molto spagnolo, il suo 4-3-3. E’ vero che non ho trovato tanto spazio, ma c’erano grandi giocatori davanti a me.

Rimpianti per la mia esperienza alla Lazio? Non dico che sia colpa di qualcuno, alla fine gioco io. Non mi pesava l’investimento della Lazio di sei milioni, giocavo in Primavera, non ci pensavo. Poi quando passi in prima squadra magari ci pensi di più. In un’intervista ho parlato di una gestione che poteva essere diversa, mi riferivo più a questioni interne, alla famiglia, ai procuratori, nulla che riguardi il club. Non ho rimpianti, certo alla fine quella cifra che è stata spesa alla fine si sente.

Qualche giorno, è stata tradotta male una frase detta qui in Spagna. La decisione di lasciare Barcellona per andare alla Lazio non è stata difficile, non ho avuto dubbi sulla destinazione. Credo abbiano sbagliato la traduzione, visto che in Italia è stato riportato il contrario. Io sono ancora tifoso laziale, amo questa società. Quando ero alla Lazio ascoltavo Radiosei ed in particolare questa trasmissione, credo sia la migliore (ride, ndr). Io amo la Lazio, mi sento un tifoso, chi mi conosce sa che volevo tornare in Spagna ma se c’era la possibilità di restare alla Lazio l’avrei fatto. In Italia solo la Lazio. Un ritorno? Non si sa mai nel calcio, è un modo in cui le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Dico magari, quello sarebbe un sogno. Il mio desiderio era fare un percorso importante nella Lazio, quello è l’unico rimpianto. Ora sono molto concentrato sul Valladolid e sulla salvezza che dobbiamo ottenere sul campo.

Zaccagni capitano? E’ una scelta del mister da quanto ho letto. Parlo ancora con gli spagnoli che sono alla Lazio, ma non so molto. Se è stato scelto c’è un motivo e sta facendo bene. Pedro? Dentro e fuori dal campo un fenomeno, il miglior compagno che ho avuto. Per la sua qualità, per come mi ha trattato, per la persona ed il campione che è. Mai visto un compagno come lui che ha vinto tutto essere così umile. Mi ha anche scritto per farmi i complimenti per la convocazione in nazionale. Ho avuto molti rapporti di amicizia, soprattutto con gli spagnoli o con chi lo parla, come Luka Romero. E’ stato uno dei primi a farlo, una cosa unica. Luis Alberto? Sicuramente era uno che diceva quello che pensa, se doveva dirti una cosa era molto schietto.

La Lazio di Baroni è molto offensiva, puoi pensare che poteva andare meglio ora, ma non si potrà mai sapere cosa sarebbe potuto accadere”.

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‘SVB’ – Pinzi: “A gennaio la Lazio prenda un centrocampista. Su Noslin vi dico che…” – (AUDIO)

 

L’ex giocatore Giampiero Pinzi, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei per commentare il campionato della Lazio dopo la sconfitta biancoceleste di sabato in trasferta contro la Fiorentina.

“Contro la Fiorentina dispiace per il risultato. Primo tempo dominato a livello di gioco, concedendo solo un paio di uscite dal basso sbagliando la costruzione, sono errori da mettere in preventivo. Meritavamo un vantaggio più netto, poi i rigori c’erano anche se reputo la regola un po’ assurda. A me la la Lazio è piaciuta. Taty? La sua assenza si è  sentita tanto, Taty ora sta bene, i compagni lo cercano. Peccato perché la Lazio meritava di più”.

“Castrovilli in mediana? Avendo Bove e Cataldi come giocatori lineari, quindi baroni potrebbe averlo inserito per questo. L’ex viola ha bisogno di tempo. I cambi di Baroni? Mi ha un po’ sorpreso l’uscita di Dia, forse per la botta sulla caviglia. In mezzo al campo la Lazio credo qualcosa deve fare a gennaio. Dele Bashiru bene la prima, male a Udine e forse non lo ritiene pronto per il campionato. Castrovilli necessita tempo, la scelta di un nuovo acquisto dipende dal mister e dalle sue scelte tattiche. Serve un giocatore dinamico visto che giochi a due. Un play vero da prendere in Italia è difficile, a gennaio non hai grandi opzioni.  Folorunsho? Grande forza, porta palla e riparte, gran tiro e in dote porta qualche gol. Nell’Hellas ha giocato a due, io vedo la necessità di uno più geometrico, più puro”.

“Isaksen è un giocatore che divide molto? Grande investimento, va aspettato ma sembra ancora un po’ incompiuto. Spesso in area si perde, non vede la giocata e non è deciso. Non ha fiducia in sé stesso, va aspettato anche se a Roma c’è molta fretta. Ad Udine siamo abituati ad aspettare, magari alcunigiovani esplodono dopo un anno. Noslin? A me sembra più un esterno. Ieri lui e Castrovilli nel primo tempo sembravano pesci fuor d’acqua”.

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Esclusiva Mauro Zarate: “Sogno di allenare la Lazio. Il mio gol nel derby uno dei 5 più belli mai segnati alla Roma” (AUDIO)

Intervenuto in diretta sui 98.100 di Radiosei-Lazio durante 9 Gennaio 1900, Mauro Zarate ha parlato della Lazio: “Nella mia carriera la Lazio è stata speciale. La gente non mi conosceva, la Lazio mi ha fatto conoscere. Amo i laziali, ancora piango se ci penso. Delio Rossi mi fece giocare all’esordio con Cagliari perché mi vedeva bene, facevo giocare pazzesche in allenamento e mi ha dato fiducia. Nella finale di Coppa Italia con la Sampdoria avevo paura di sbagliare, anche perché se non avessi segnato avremmo perso. Mio fratello, presente in tribuna, dalla tensione è rimasto col collo bloccato due giorni. Il gol più bello della mia carriera è quello al derby, forse uno dei primi 5 più belli che siano mai stati segnati nella stracittadina. Ho commesso degli errori a Roma, ma ero giovane, ma quello che ho vissuto alla Lazio è stato unico. Vorrei allenarla quando finisco il mio percorso da allenatore. La passavo poco, anche perché forse essendo giovane perdevo un po’ di lucidità con tutto l’entusiasmo intorno a me, ma lo facevo convinto di fare il bene della Lazio”.

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‘QUELLI CHE…’ – Lulic: “Baroni ha appena iniziato, Tavares già si conosceva. Proposta di Fabiani per un ritorno? Solo una veloce chiacchierata…” (AUDIO)

SENAD LULIC in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Buongiorno a tutti voi ed ovviamente non c’è rivincita (ride, ndr). Poi non si sa mai, tra l’altro non è mai facile arrivare in finale per entrambe le squadre. Diciamo che questi trionfi ci mancano, sono sempre momenti belli e storici che non si dimenticano.

La Lazio è cambiata molto negli anni, io sono lontano, non vivo a Roma, non è facile per me dire cosa sia andata male con Tudor o con Sarri. Lui ha fatto un grande campionato, una grande seconda stagione, poi è difficile confermarsi agli stessi livelli. Con il tecnico croato è durata poco, mentre con Baroni hanno appena cominciato. Serve tempo per avere un giudizio completo. Ci sono tanti nuovi giocatori e nuovi dirigenti, ma la Lazio resta la Lazio e ci sia augura sempre il meglio.

Nuno Tavares l’ho visto solo nella gara contro il Verona. Bella partita, ottima prestazione, ma lui si conosce già da anni. Ha fatto bene come tanti altri, poi quando sei in vantaggio di un solo gol c’è il timore che possa accadere sempre qualcosa.

Tornare alla Lazio? Non mi metto qui a dire che voglio farlo, sono cambiati i dirigenti, non si sa mai cosa potrà accadere in futuro. Sono aperto per tutto, una cosa è certa, resterò sempre un tifoso della Lazio. Quando torno a Roma, quello che conta è l’affetto della gente e dei tifosi, significa che qualcosa di buono è stato fatto. A Monaco ho ricevuto una proposta informale da parte del direttore Fabiani? Io non lo conoscevo, ci siamo visti in albergo, abbiamo parlato 5′. E’ stato quello e basta, solo una veloce chiacchierata. Non ci siamo più sentiti e non ne abbiamo più parlato”.

PUBBLICATO ALLE 11,25