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‘QUELLI CHE…’ – Insegno: “Lazio senza diamanti, ma con piccoli brillanti che funzionano. Baroni l’uomo giusto” (AUDIO)

PINO INSEGNO A QUELLI CHE…’

“Questa non è una piccola Lazio, se alcuni giocatori dovessero prendere coscienza della loro forza, si creerebbero altri Felipe Anderson. Certo, non c’è l’attore di primo piano, ma tanti che insieme funzionano. Vedo una squadra di giocatori coordinati ed uniti, mi sembra ci siano i presupposti per giocare un calcio totale, seppur senza punti di diamante. Sono piccoli brillanti che uniti insieme danno fiducia. Baroni mi sembra la persona giusta con la squadra giusta, senza grandi leader ma con un bel collettivo. Vedo anche una bella alternanza, un sistema di gioco intrigante con queste due punte”.

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‘9 GENNAIO’ – Sosa: “Schillaci come in fratello, coppia super con Riedle. Lazio una famiglia, sarei rimasto di più se…” (AUDIO)

RUBEN SOSA in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Oggi è una giornata triste per la scomparsa di Totò Schillaci, ho giocato con lui nell’Inter. Per me è stato come un fratello, vivevamo vicino nei pressi del Lago di Como, ricordo che lo portavo io alla Pinetina, quando lui non poteva prendere la macchina. Era un grande bomber, cercava sempre la porta, ha segnato tanto, ricordo anche la sua rete in nazionale contro l’Uruguay. Eravamo un attacco di piccolini, io ero veloce, lui aveva la furbizia dell’uomo d’area di rigore. Ci siamo trovati benissimo insieme, eravamo una coppia con una grande intesa. Ma soprattutto voglio ricordare una bella persona che non c’è più.

Il calcio rispetto ai miei tempi è cambiato tanto. Io sono stato fortunato perché ho giocato con e contro i più grandi d’Europa, Maradona compreso. Ho fatto tanti gol nella Lazio e giocavo contro grandi squadre e grandi giocatori, di questo vado orgoglioso.

Nella Lazio mi sono trovato bene con Dezotti, poi ho fatto coppia con Riedle sia a Roma, sia al Borussia, dove abbiamo anche vinto la Bundesliga. Lui mi diceva sempre di alzare il pallone, poi ci avrebbe pensato lui di testa. Sosa-Riedle è stata una grande coppia, mi sentivo benissimo al suo fianco. Io alla Lazio sono stato quattro anni e sarei rimasto ancora di più se non ci fosse stata la necessità di cedermi. Per è stato come essere a casa. La squadra più forte in cui ho giocato è stata l’Inter, poi ho ovviamente nel cuore il Montevideo.

Qui in Uruguay i campioni nascono fin da bambini, da quando gli viene comprato dai genitori un pallone. Qui abbiamo il calcio nel sangue, non esistono sport tanto popolari e praticati, i bambini iniziano da subito a giocare sulla terra. Gli togliamo le scarpe e giocano scalzi.

La Lazio come l’Inter, le seguo ancora, ho tanti amici, ogni tanto ho bisogno di venire. Ora sono due anni che non riesco, ma presto lo farò. Negli ultimi mesi, per impegni professionali, ho seguito meno”.

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‘SVB’ – L’assessore Valesini: “Così abbiamo realizzato il sogno della Gewiss Arena. Lazio al Flaminio? Giusto investire ma serve la volontà politica” – (AUDIO)

Francesco Valesini, assessore del Comune di Bergamo alla rigenerazione urbana, pianificazione urbanistica, edilizia privata, patrimonio, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei per parlare della realizzazione della Gewiss Arena.

 

“E’ stato un parto lungo e travagliato ma con soddisfazione, risultato per nulla scontato se pensiamo al dramma del Covid. E l’abbiamo fatto grazie alla coincidenza di volontà tra l’amministrazione, con la continuità elettorale della giunta e tra la proprietà. Ci sono state modifiche di natura urbanistica, come la doppia variante urbanistica, sia l’alienazione dello stadio”.

 

“Abbiamo riqualificato lo stadio, dando luce a spazi esterni che prima erano di fatto abbandonati. Abbiamo iniziato ad occuparcene nel 2015-2016, abbiamo voluto sempre giocare a Bergamo, tranne nel primo intervento nel 2019 quando siamo emigrati per qualche gara a Reggio Emilia. Le difficoltà sono di tipo amministrativo perché siamo stati i primi a cedere un impianto comunale. Il bando lo abbiamo realizzato nel 2017, cui aveva partecipato anche l’Albinoleffe. Nel bando abbiamo inserito un disciplinare che garantisse la continuità degli investimenti nell’impianto”.

“Dalla cessione abbiamo incassato, come Comune, 8,7 milioni di euro. Abbiamo preferito venderlo perché mantenendo il diritto di superficie avremmo incassato 45000 euro l’anno. La Gewiss è un valore aggiunto per la città. Lo meritano anche la squadra e i suoi tifosi. Bergamo sta crescendo, basti pensare anche al contributo dato dall’aeroporto. Io vidi lo stadio nel 2014, l’ultimo grande intervento fu del 1992. Ricordo lo spogliatoio, sembrava da campo d’oratorio”.

“Il Flaminio alla Lazio? Siamo su terreni diverso ma anche a Bergamo c’erano dei vincoli a abbiamo dovuto vincere diverse rincorsi. Prima abbiamo demianalizzato lo stadio, poi ogni Comune fa i suoi calcoli. Per quanto avvenuto negli ultimi anni, anche se Roma fa un po’ a sé,  gli impianti hanno bisogno di risorse di privati. Per ottenere il risultato però serve in primis la volontà politica. Poi a Bergamo la Giunta non ha cambiato colore e questo ha aiutato perché bisogna rispettare norme e procedure che per essere soddisfatte necessitano di tempo”.

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‘SVB’ – Mazza: “Il Flaminio alla Lazio per ribadire il primato cittadino. E su Lotito vi dico…” – (AUDIO)

Mauro Mazza è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le sue parole sul momento dei biancocelesti e sull’impegno casalingo di lunedì contro il Verona:

Il Flaminio sono anni che si sogna e ora è da un po’ che se ne parla. Quando avevo rapporti con Lotito, non era convinto di questo stadio, sono contento che abbia cambiato idea.

I tifosi come me si sono innamorati della Lazio al Flaminio. Oltre al romanticismo, è anche uno stadio nel cuore della città, vicino a dove è nata la Lazio. Sarebbe la conferma della romanità della Lazio, superiore a quella di qualche altra squadra. Sarebbe una situazione bellissima, la soluzione.

Intitolare l’impianto a Maestrelli ed Eriksson? La Lazio ha avuto tanti nomi importanti e spero ne avrà altri. Vista la mia generazione, lo intitolerei a Giorgio Chinaglia, il nome di riferimento è lui. Poi c’è Maestrelli e dopo anche i fenomeni del 2000. 

Ora la Lazio è in attesa di giudizio, si intravedono pregi e difetti ma siamo solo alla quarta giornata. E’ l’anno zero, non so come potrà andare. L’uscita di calciatori importanti obbliga a ricominciare un ciclo e non so se le scelte fatte sono quelle giuste, serve tempo. Spero che gli accorgimenti in difesa siano quelli corretti.

Al momento, se togli le due discese in attacco di Tavares, dobbiamo ancora vedere tanto. Anche il centrocampo è da vedere, Castrovilli lo scopriremo meglio quando si metterà alla prova. I cambi sono utili, per modificare l’assetto in corso d’opera.

L’importante è non creare rivalità; ad esempio, i portieri devono alternarsi tra campionato e coppe, visto che sono entrambi validi.

Nuova Lazio? Tavares è un sinistro che sta a sinistra e già è una novità. Mi piace il Castellanos libero, almeno mentalmente. Bene anche l’alternanza con Dia. L’incognita Castrovillari pesa sul voto della Lazio-tipo. Mi piacerebbe rivedere il Lazzari di due anni fa e l’alternanza con Marusic va gestita bene.

Per quanto riguarda la comunicazione della Lazio, se fosse funzionante sarebbe utile. Ci vorrebbe una rivoluzione che non riesco ad intravedere. Lotito spesso dà la sensazione di aver bisogno di un nemico, come il tifoso laziale. Non ci dovrebbe essere una persona sola al comando, ma il suo lato caratteriale prevale. Purtroppo il presidnete dimentica che se è in Senato ed è un Senatore di successo lo deve alla Lazio: la Lazio a lui deve tanto, ma lui alla Lazio deve tutto”.

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‘NMM’ – Lazio-Verona, Orfei: “Noslin meglio quando parte a sinistra. Baroni bravo ad adattarsi, il Verona è una mina vagante” (AUDIO)

Giovanni Orfei, doppio ex di Lazio-Verona, ai microfoni di Radiosei

“Mi è dispiaciuto il trasferimento di Casale, già dall’anno scorso il suo rendimento era in calo. Non conosco i motivi, ma sono dispiaciuto. Coppola? E’ un buon giovane, è nella società giusta: il Verona da la possibilità di giocare e di sbagliare ai ragazzi. Sogliano è un Direttore Sportivo di primo livello, capace di portare ragazzi giovani e sconosciuti e di rivenderli a peso d’oro dopo poco tempo. Sono tutti calciatori affamati, che hanno voglia di affermarsi”.

“Noslin, è più facile giocare in un contesto come Verona che a Roma. Qui la pressione del risultati c’è e si sente: a Verona giocata in maniera diversa, partiva più spesso a sinistra che a destra. Ci sta che sia un po’ in difficoltà, il passo è grande e bisogna adattarsi. Baroni mi sembra lo stesso, ha la capacità di adattarsi alla squadra che gli viene messa a disposizione. E’ una sua caratteristica, un suo punto di forza. Deve ancora trovare la quadra, credo che il 4-4-2 sia un indizio in tal senso”.

“Il Verona è da prendere con le pinze, è in un buon momento e ha tanti giocatori in forma e che faranno sicuramente strada. E’ una squadra di gamba e in questo momento ha anche una panchina interessante. C’è entusiasmo e questo si vede anche in campo”.

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‘SVB’ – Merli: “Laziale per scelta con papà romanista. Lotito? Non cambia” (AUDIO)

L’attore Maurizio Matteo Merli, è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Ecco le parole dell’attore, figlio d’arte, di nota fede laziale:

“E’ un grande piacere intervenire qui, perché sono un ascoltatore della radio; quando posso, mi piace evidenziare la mia fede biancoceleste. Mio padre, Maurizio Merli, era un lupacchiotto ‘acceso’; quando è morto ero piccino, aveva provato a portarmi un paio di volte con lui allo stadio ma non fui molto interessato, nonostante mi piacesse il calcio. Dopo la sua scomparsa la famiglia di mia madre, che è numerosa e tutta laziale, mi ha ‘aiutato’ a scegliere i biancocelesti.

La mia prima partita allo stadio fu un derby, finito 1-1: gol di Gascoigne su assist di Signori, con il commento indimenticabile di Guido De Angelis. Da questo momento sono stato il portabandiera della famiglia per quanto riguarda la Lazio, ero in Nord a fine anni 90, poi con il tempo il lavoro un po’ mi ha impedito di andare allo stadio con frequenza. Il nostro gruppo, che prima era nei Distinti Nord-Ovest, è composto da me, Fabio Gallo, il direttore Angelo Mellone, Carola Ortuso e tutto il figliame; siamo una bella compagnia e ora ci siamo spostati in Tevere. Nonostante i vari impegni, cechiamo di essere presenti.

L’anno scorso è stato strano, è difficile riassumerlo. Anche le scelte hanno stupito, per esempio quella di passare da Sarri ad un tecnico diverso come Tudor. Quello che il tifoso deve metabolizzare è che il modus operandi è della società è questo. Noi andiamo allo stadio animati dal sentimento, dall’euforia che c’era negli anni ’80, quella che ci faceva stare bene tutti insieme; non pensiamo ad altro per non rimanere delusi.

Baroni mi piace, anche se ero scettico come tutti. La squadra alla stadio attuale è mediocre, i giocatori arrivati devono dimsotrare. Abbiamo perso tanta, tanta qualità. La partenza di Cataldi è una ferita, al di là del tasso tecnico. Ora abbiamo molti portatori di palla, Danilo è il regista del secondo posto di Sarri. Detto ciò, ho tanta fiducia nei giovami. Le parole di Fabiani non sono nuove, come gli interventi di Lotito. Uso un termine cinematografico, penso che sia un ‘cliché’, qualcosa di visto e rivisto. Non ci interessano neanche più le risposte che dà il presidente, tanto non corrispondono mai a verità. Con lo scudetto sfiorato abbiamo avuto una grande occasione, non ho visto poi la volontà della società di programmare in una certa maniera”.

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‘SVB’ – Di Leonardo: “Fantacalcio Lazio? Zaccagni il più quotato. Io scommetto su Tavares” – (AUDIO)

Il direttore di tuttofantacalcio.it, Luca Di Leonardo, è intervenuto intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’ per illustrare i giocatori della Lazio più quotati.

“Viviamo il momento delle, aste del fantacalcio, me ne restano solo due. Addirittura c’è chi ne fa anche due al giorno, magari chi non l’ha fatta ad agosto fa quella di riparazione. Chi spicca tra i giocatori della Lazio? Noslin e Tchaouna ad agosto erano in hype ad agosto, ora hanno perso un po’ di valore non avendo registrato bonus particolare. Attualmente il calciatore più pagato resta Zaccagni”.

“Tavares ad agosto era un obiettivo, ora dopo il Milan è salito anche se al momento non è tra i più caldi. Che ci puoi dire di Gila che lo scorso anno è finito in crescendo? Diventerà titolare con Romagnoli. Magari in sede d’asta passa sotto traccia, può essere interessante ‘a chiamata’ in determinate gare”.

“Vecino non parte mai titolare ma che a gara in corsa, con un gol, il bonus te lo porta. Dia? Due anni fa alla Salernitana fece bene e quindi vene pagato tantissimo. Ora è un po’ deprezzato, ma se diventasse titolare potrebbe arrivare alla doppia cifra. Il fantacalcio a livello patologico lo registriamo in Italia, in Inghilterra sta crescendo ma siamo lontani dai livelli del Belpaese. Diciamo che per vedere gli amici puntiamo sullo stadio, la partita a calcetto o padel e il fantacalcio. Un nome su cui puntare? Ad agosto non è stato pagato tantissimo ma vi consiglio Bijol dell’Udinese, sempre titolare e difficilmente sotto la sufficienza. Poi penso a Tavares e Daniele Maldini in grado di segnare 7/8 gol. Chiudo con Gaetano del Cagliari”.

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‘QUELLI CHE…’ – Pietrangeli: “Sinner incriticabile ed imbattibile, qualcuno ha voluto fare polemica…” (AUDIO)

NICOLA PIETRANGELI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Qualcuno ha pensato che io volessi parlare male di Sinner, cosa impossibile da fare. Ho solo detto che ci vorranno due vite per battere il numero di partite giocate da me in Coppa Davis. Non si devono offendere, lui li batterà tutti tranne uno in tal senso. Sinner è un bravissimo ragazzo, ha tutto, non so quali altri aggettivi trovare per lui, ma c’è sempre qualcuno che vuole alimentare la polemica. C’è qualcuno che ha detto che Pietrangeli sta rosicando (ride, ndr).

In questo momento l’unico consiglio che si possa dare a Sinner è di continuare in questo modo. Ora è imbattibile, può competere con lui solo quel ‘matto’ di Alcaraz. Sinner non si deve solo guardare, ma deve anche sentirsi. Lui colpisce più forte dell’avversario, il suono che emette il suo colpo è incredibile. In questo momento sono bravi tutti a parlare di lui, vi assicuro che l’avevo già notato quando l’ho visto giocare per la prima volta quattro anni fa. Quando lui è in svantaggio trova sempre il modo di uscirne. E’ la dote del campione vero.

Io per un lungo periodo di tempo ho giocato meglio a calcio piuttosto che a tennis. L’ho fatto nelle giovanili della Lazio, poi feci una scelta diversa per motivi professionali”.

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‘QUELLI CHE…’ – Conceiçao: “La Lazio ed Eriksson sempre nel cuore. Futuro? Non si sa mai in futuro…” (AUDIO)

Sergio Conceiçao in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“E’ un piacere intervenire da voi in radio e parlare con tutti i tifosi laziali. Mi viene la pelle d’oca sentendo i miei gol laziali raccontati. Io la Lazio non l’ho mai dimenticata. Mi sono trovato benissimo, vengo spesso a Roma ed i tifosi della Lazio mi sono rimasti nel cuore. Sono un professionista, non si sa mai dove posso capitare. Questa piazza, certamente, mi ha riempito il cuore. Continuo a dire ‘forza Lazio’ sempre, l’ho fatto anche nella scorsa stagione in tv dopo una gara di Champions. Devo guardare avanti, alleno in qualsiasi squadra.

Siamo tutti d’accordo con Eriksson fosse una persona meravigliosa, tutti noi eravamo attacchi a lui. Non era facile per lui, c’era uno spogliatoio pieno di personalità e lui l’ha gestito in modo fantastico. Sono dispiaciuto, ma ha vissuto gli ultimi giorni della sua vita nello stesso modo in cui ha vissuto la sua vita. Pensando agli altri, in modo positivo, è stato davvero un grande signore.

Sven non si arrabbiava mai, magari ogni tanto diventava rosso dal nervoso, ma non sfogava mai. Era calmo, tranquillo, nonostante la presenza di giocatori difficili caratterialmente. Con il suo modo di fare con i giocatori ha creato un gruppo coeso con grande fame di vincere. Tutti campioni con la propria personalità e voglia di vincere e tutti con lui. Io volevo giocare tutte le gare, mi giravano le scatole quelle volte che lui sceglieva di mandarmi in panchina. Questo ti portava a lottare, se volevi riprendere la maglia da titolare dovevi farlo. Era un ambiente molto competitivo e bello.

Nella Lazio di Eriksson non c’era un elemento che spiccava sugli altri. Mancini era un fenomeno, Boksic faceva la differenza anche giocando meno. Almeyda era incredibile, Sinisa era una roba assurda, Nesta fantastico, Nedved un campione e così via. Dispiace solo non aver vinto la Champions League, per il resto abbiamo vinto tutto.

L’arrivo di mio figlio Francisco alla Juventus? La nostra è una famiglia di calciatori, uno gioca a Cipro, un altro a Zurigo, poi c’è Moser che è in seconda divisione in Portogallo. Francisco è diverso da me, è forte, ha cambio di direzione facile, è forte nell’uno contro uno. Ha tanta voglia, ha sempre voglia di vincere, è affamato. Cinque figli e tutti nel calcio”.

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‘SVB’ – Ceccarini: “Lazio nel gruppo dietro le prime cinque. Castrovilli può essere il valore aggiunto” (AUDIO)

Il direttore di tuttomercatoweb.com, Niccolò Ceccarini, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. L’esperto ha parlato di Lazio, elogiando l’acquisto di Castrovilli.

“Il mercato più ampio è quello della Juve, cambiato tutto il centrocampo e rivoluzionata la squadra visti i programmi diversi rispetti al passato. Inoltre con Motta la Juve ha dato più evidenza a questo cambio. Cio metto anche il napoli con Conte, Lukaku, reputo anche Pavlovic un ottimo colpo per il Milan. L’Inter aveva già fatto Taremi e Zielinsi a gennaio.

“La Roma si è mossa bene con gli svincolati Hermoso ed Hummels. La Fiorentina ha cambiato molto, poi vanno visti sul campo. In casa Lazio Noslin è operazione interessante, non sottovaluterei il rilancio di Dia visto il suo rendimento nel primo anno. Baroni fa rendere al massimo tutti i giocatori, ama poco parlare e lo fa col lavoro. Col Verona ha fatto un miracolo, poi se gli dessero più qualità farebbe meglio. Aggiungo che anche Castrovilli se sta bene può essere un valore aggiunto.

L’Inter resta la favorita , poi Juve, Milan, Napoli e Atalanta nella stessa fascia. Dietro c’è una zona che prevede le romane, Bologna, Fiorentina e occhio alla sorpresa Torino. Il Napoli ha il vantaggio di non giocare le coppe”.

“E’ stata una sessione di mercato in cui si è speso ma si è anche ceduto, vedi la Juve con Chiesa e Soulé. Credo che tutto vada valutato rispetto alla qualità del nostro campionato. Siamo più indietro ma a livello tattico restiamo la Lega più difficile. Chi gioca in serie A può andare ovunque”.

“Le cessioni di Cataldi e Casale? Non so quanto spazio avrebbe avuto il centrocampista romano, magari alla Fiorentina lo troverà. Casale mi è sempre piaciuto, Gigot lo conosco poco. Giudicare in base ai nomi è semplice, ma se pensiamo al Bologna dello scorso anno pensiamo ad un campionato disputato con tante sorprese. Dietro ci sono grande organizzazione societaria e struttura importante”.

“La Turchia la sorpresa? Realtà in crescita con l’esperienza che sta aumentando all’arrivo di profili importanti come Mertens. C’è grande entusiasmo, stati pieni poi hanno il mercato ancora aperto e questo aiuta la lega ad ingaggiare profili che altrove non troverebbero spazio”.