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‘NMM’ – Stendardo: “Lazio, non avere più prime donne è fondamentale. Gila fa la differenza” (AUDIO)

GUGLIELMO STENDARDO in collegamento a ‘NMM’

“La Lazio ha costruito una squadra nuova, con una fisicità importante e meno palleggio. Ci sono giocatori giovani e più motivati, questo è un’importante punto di partenza. Avere elementi nuovi elimina tutti quei problemi che ci sono stati in passato in termini di rapporti e di motivazioni. Detto questo, i giovani che sono arrivati non possono che avere necessità di tempo per esprimersi. Non tutti il primo anno in una piazza come Roma riescono ad imporsi. C’è un allenatore bravo e motivato che è reduce da un vero e proprio miracolo sportivo. Baroni meritava questa possibilità, mi auguro che possa creare un gruppo nuovo e vincente.

L’evoluzione può essere istantanea se riuscirà a trovare continuità di rendimento. Ci sono giocatori che hanno più motivazioni rispetto a coloro i quali sono andati via e questo sarà un valore aggiunto. Fa la differenza non avere gente presuntuosa o prime donne, ti permettere di dare il massimo in ogni gara. E’ un gruppo in cui tutti devono dare il massimo. La Lazio con questa base si mette dietro ad alcune squadre, ma non tutte. A parte Juventus ed Inter, io sinceramente non vedo queste grandissime squadre.

Il tipo di calcio che sta facendo la Lazio è dispendioso, attaccare con più uomini può comportare maggiore fatica nella fase difensiva. L’equilibrio, poi, diventa la cosa determinante e da questo punto di vista la squadra di Baroni deve migliorare. Penso che il tecnico ci stia lavorando tanto, trovare questo equilibrio aumenterà il livello. Gila è un giocatore forte, potente, rapido, ha personalità anche con il pallone tra i piedi. E’ di un livello alto, fa la differenza. Castellanos-Dia? Sono due attaccanti difficile da marcare, li vedo bene insieme”.

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‘SVB’ – Caravello: “Mercato Lazio? Cataldi e Casale ceduti per tagliare col passato. In serie A alla pari della Roma” – (AUDIO)

L’agente Danilo Caravello è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Il procuratore si è soffermato sul mercato della Lazio e sul suo ruolo in campionato.

“Il mercato della Lazio nella prima fase è stato in controtendenza con quello degli altri anni: difficilmente la squadra è andata in ritiro pronta all’80%; di questo mi ero già complimentato, c’era un’idea chiara da parte dei biancocelesti. Poi nel finale si è rivista la Lazio dei mercati precedenti, soprattutto per quanto riguarda le uscite. 

La storia di Cataldi? La società non si fa sorprendere, forse anche Danilo ha toccato con mano il fatto di non essere titolare e quindi ha chiesto di andare via ed è stato assecondato per tutto ciò che ha fatto per il club. Credo che la società sia contenta così della rosa, pensando che Castrovilli possa tornare presto a pieno regime.

Le operazioni fatte a fine mercato, penso a Cataldi e Casale, le ho viste come un taglio netto con il passato; discorso che potrebbe interessare anche Pellegrini, visto che alcuni mercati sono ancora aperti ed ha avuto richieste. Questo è l’anno zero, in cui si salutano i volti vecchi e si riparte. Certo, l’eventuale partenza di Pellegrini farebbe diventare la coperta corta a sinistra. Al di là della valenza di Gigot e delle ultime prestazioni negative di Casale, è un cambio che non avrei fatto; avere 6/7 italiani in squadra non mi sarebbe dispiaciuto.

Ha una testa particolare ma sono contento della qualità di Dia, può fare molto bene. Folorunsho è italiano e giovane e io sono sempre a favore di questi profili. Inoltre ha fatto bene, ha qualità e Baroni lo conosce. Tuttavia non credo sarebbe stato il profilo giusto per la Lazio, essendocene altri con caratteristiche fisiche simili in rosa. Se avessi potuto aggiungere, avrei preso qualità in mezzo al camp. 

Dele-Bashiru è funzionale al gioco di Baroni. Ci ha fatto intravedere qualcosa, come hanno fatto Tavares, Dia e Noslin; va inquadrato il loro ruolo giusto e il tecnico ci sta lavorando. Devono crescere e non possono essere paragonati ai big che hanno lasciato da poco la Lazio. Ci vuole pazienza e unità di intenti, vedo che i tifosi questo lo hanno capito, stanno anche agli abbonamenti fatti.

Obiettivi stagionali della Lazio? Ripeto, è un anno zero. Lazio e Roma si equivalgono abbastanza, posso arrivare dal quinto al settimo posto. Il Napoli con Conte, il Milan se migliora, l’Inter, la Juve e l’Atalanta sono squadre che posso stare sopra all’attuale Lazio. Non sottovaluto neanche il mercato che ha fatto la Fiorentina: trovati gli incastri giusti con il tecnico potrebbe essere una sorpresa. Ad ogni modo Inter e Juventus sono davanti a tutti e si contenderanno lo scudetto, con i nerazzurri che a mio avviso sono in vantaggio”.

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“QUELLI CHE…” – De Cosmi: “Ricci alla Lazio? Nessun rimpianto, puntiamo su Rovella. Francia nel caos per Calafiori” (AUDIO)

Il tecnico Roberto De Cosmi è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Quelli che hanno portato il calcio a Roma’. L’ex allenatore della Lazio si è soffermato sulla prestazione di Ricci con l’Italia nel 3-1 inflitto alla Francia.

“L’Italia? Speravo di vedere una gara con temperamento e sono stato accontentato. L’Italia ha fatto bene ma la Francia ci ha concesso molto nella fase di non possesso. Il Var a chiamata? L’allenatore ha l’occhio un po’ su tutto, in ogni caso sarebbe sempre l’arbitro a decidere. Io da tecnico posso chiedere di avere maggior chiarezza chiedendo il challenge, poi resta sempre il rischio dell’interpretazione individuale. La chiamata al Var dalla panchina può servire anche a mettere pressione all’arbitro anche se sarà il campo a dire se si migliorerà la qualità della direzione arbitrale”.

“Ricci piaceva a Sarri: può essere un rimpianto per la Lazio che poi ha puntato su Rovella? Sono due profili giovani, entrambi 2001. La Lazio è un ottimo calciatore, mi piace dai tempi del Monza. Ieri Ricci come l’Italia fa una grande partita. Spalletti con Calafiori in costruzione non ha fatto capire nulla alla Francia. La continuità in campo consente di avere consapevolezza dei propri mezzi e quindi di crescere. Ieri anche Frattesi fa un grande match, ci spiega che a centrocampo bisogna avere determinate caratteristiche quali corsa e temperamento”.

“La Lazio è una squadra di corsa, muscolare e dovremo sfruttare al meglio queste individualità. Rovella è un ottimo calciatore, Sarri voleva Ricci ma credo che ora sia giusto puntare e lavorare sull’ex Monza. La Lazio Primavera resta una squadra solida, figlia di una compattezza legata al lavoro dello staff. In tre gare con tre tre big sono stati fatti 7 punti in campionato. I ragazzi di Sanderra stanno lavorando nella direzione giusta e vanno sostenuti”.      

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‘NMM’ – Siviglia: “Baroni una garanzia, sta nascendo un nuovo ciclo. Gila? Non molla mai, mi rivedo in lui” (AUDIO)

SEBASTIANO SIVIGILIA in collegamento a ‘NMM’!

“Baroni per me è una garanzia. Ha fatto un lavoro straordinario a Lecce e a Verona, anche in condizioni difficili. E’ riuscito a mettere a posto le cose nonostante – a Verona – abbiano cambiato tanto sul mercato a stagione in corsa. Ha fatto la gavetta, viene dal basso e la le cose nel modo giusto. E’ normale che un tecnico sia sul banco degli esaminati, adesso il bilancio è solo iniziale e non può avere un grande peso, stiamo solo intravedendo qualcosa. Con Baroni sono tranquillo. La Lazio ha perso giocatori che erano qui da tanto tempo, che hanno avuto modo di inserirsi e di migliorarsi. Qui alla Lazio, in questo contesto sono cresciuti tanto. Diamo tempo anche ai nuovi di farlo”.

“La scelta della società è investire su nuovi elementi da far crescere, una boccata d’aria fresca su tutto, compreso lo staff tecnico. Serviranno almeno sei mesi, secondo me, per cominciare a vedere la Lazio di Baroni. Le aspettative è giusto averle. Sono convinto che Baroni vorrebbe vincere sempre, così come la società. Poi c’è il lato pratico, dei limiti da dover migliorare. Penso che serva maggior equilibrio, nei giudizi ma anche sul campo. Si vuole aggredire alto, per trovare la chiave giusta serve tempo e lavoro. Possiamo fare un paragone, forse, con il primo Simone Inzaghi. Anche lì stava finendo il ciclo e ne stava nascendo uno nuovo. Penso che i giocatori ci siano, giovani, almeno diversi di loro. Forse questo nuovo ciclo può durare anche più di 4-5 anni”.

“Gigot non lo conosco benissimo. Mario Gila? Lo farei giocare. E’ attento e aggressivo, forse a volte troppo. Mi piace molto, non è molto elegante, ma pratico. Mi ritrovo nelle sue caratteristiche”.

Dario Cadeddu

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‘QUELLI CHE…’ – Marcolin: “Eriksson un secondo padre, con lui è cambiato il nostro modo di pensare. La litigata Couto-Simeone…” (AUDIO)

DARIO MARCOLIN in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

L’ex centrocampista della Lazio è stato tra i protagonisti nel pre-match di Lazio-Milan, quando il club biancoceleste ha reso omaggio a Sven Goran Eriksson: “E’ stata un’emozione grande, ricordare quello che per me è stato un secondo padre è stato forte. E’ stato unico, mi sono sentito fortunato ad essere lì in quel momento a ricordare una persana del genere. Era apprezzato da tutti e da grande signore ha vissuto la malattia addirittura dando consigli agli altri. In quel momento ho rivissuto tutto, il nostro feeling personale e di squadra. E’ davvero morto uno di noi.

Quella rosa era di 31 giocatori, tutti campioni. Io e Gottardi avevamo un calendario in cui mettevamo le croci sugli indisponibili (ride, ndr). Era complicato anche andare in panchina. Di quella squadra lì, molti sono diventati allenatori. Questo significa che Sven è stato per tutti un’ispirazione, tecnica e di gestione. E’ vero, io giocavo poco, ma lo spogliatoio mi ha affidato la festa interna per lo scudetto. Evidentemente ero apprezzato dal gruppo. Era giusto che avanti ci fossero i campioni con alle spalle una base solida. Questo è stato il segreto dei successi di Eriksson e della sua gestione del gruppo. Faceva sfogare tutti senza intervenire, poi dopo 3 giorni chiedeva conto. Oggi undici giocano e gli altri sono arrabbiati, nella nostra Lazio non era così.

Quando sono arrivati Sven e Mancini, siamo passati da una squadra che ci provava ad un’altra che ci credeva. E’ cambiato il pensiero grazie al loro arrivo, l’approccio era lo stesso in casa ed in trasferta. Ricordo tanti momenti particolari, la lite tra Simeone e Couto sono stati minuti che non ho mai visto in vita mia. Ricordo Mancini che riprese Boksic chiedendo di rispettare la squadra. Lui da quando professionista ha capito e tornato indietro”.

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‘NMM’ – Cagni: “Baroni sta trovando la giusta strada per sopperire all’assenza di campioni” (AUDIO)

LUIGI CAGNI in collegamento a ‘NMM’!

“Baroni è un uomo ed una persona onesta e già questo è importante. Sta trovando la strada giusta in una situazione difficile. La Lazio non ha più il campione, non ha il risolutore e per questo deve trovare un equilibrio nella fase difensiva e nella condizione psico-fisica. Per la Lazio è un anno di transizione, ha bisogno ancora di tre-quattro gare per capire tutto e per portare la squadra a seguire il suo pensiero. Lui ricerca aggressività, un grosso livello di concentrazione e solidità in fase difensiva. Se non hai grande certezze tecniche devi sopperire in questo modo. Il sistema di gioco è una conseguenza di tante altre componenti sulle quali sta lavorando. Dia-Castellanos? E’ una cosa che bisogna vedere, dovranno sacrificarsi in entrambe le fasi. E’ una coppia che ci sta, anche in virtù di quello che propone il mercato. Non è che in giro c’è molto di meglio…”

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‘QUELLI CHE…’ – Capua: “Lazio, servono più giocatori alla Tavares che facciano la differenza” (AUDIO)

PINO CAPUA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Per la Lazio è un momento altalenante, grande fiducia dopo il Venezia, sconforto dopo Udinese, interlocutorio dopo il Milan. Improvvisamente ci ritroviamo con un giocatore sulla fascia sinistra che io non conoscevo, Tavares, che ha cambiato una partita. Il valore dei singoli può cambiare tutto, questo è quello che mancava e manca ancora. Avere più giocatori possibili che facciano la differenza. Ammetto di essere una vedova di Cataldi. Secondo me non doveva partire, sarebbe stato utile, non so sinceramente perché è andato via. Penso che manchi il suo sostituto, più in generale, sono ancora in attesa di un giudizio definitivo”.

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‘SVB’ – Sergio: “Tavares ha grande personalità. Baroni bella immagine per la Lazio” – (AUDIO)

L’ex giocatore della Lazio, Raffaele Sergio, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Il mancino si è soffermato in particolare sulla figura di Tavares.

Tavares giocatore importante, lineare. Con forza e buoni piedi, la Lazio ha fatto un investimento importante. Si è inserito in un contesto di livello, mi sembra abbia la personalità giusta per interpretare questo ruolo. La personalità è una dote molto importante nel contesto Lazio”.

“La Lazio in questa fase inizia un nuovo ciclo, ci sono alcune difficoltà ma serve pazienza perché sono partiti simboli importanti. Baroni è un buon lavoratore, serve tempo. Tudor non condivideva la progammazione societaria, Baroni lo vedo molto accomodante circa la gestione societaria. Non fa mai polemica, cercando sempre la soluzione migliore”

“Non credo che la Lazio abbia già un assetto definitivo col 4-4-2, si è giocato col mercato aperto. Baroni va aspettato. Io sono convinto che Baroni in sede separata al ds e al presidente faccia le sue osservazioni, non si esprime all’esterno con esagerazioni. Io lo apprezzo, dà segnali importanti a livello di educazione. Dà un’immagine importante alla Lazio Servono questi valori. La Lazio al momento la vedo tra le prime sette, serve l’equilibrio soprattutto per l’inserimento dei nuovi, anche in merito all’impatto con la città”.

“Credo possa essere l’anno di Castellanos, con la fiducia può finire in doppia cifra. Il 4-4-2 modulo migliore per la rosa attuale? Al di là di tutto, lo schema deve evidenziare le caratteristiche dei giocatori”.

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“QUELLI CHE…” – Bezzi: “La Lazio non ha più identità. Se si abbonano in tanti allora ha ragione Lotito…” – (AUDIO)

Gianni Walter Bezzi è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione “Quelli che hanno portato il calcio a Roma” per commentare il momento della Lazio al termine della finestra estiva di mercato figlia delle scelte di Lotito.

“Non parlo del sorteggio di Europa League anche perché la nuova formula non mi piace affatto. Un calendario soffocante che non lascia spazio e si gioca tutti i giorni. Non riesco a valutare le avversarie della Lazio”.

“Sul mercato è andata come prevedevo. Non mi aspettavo arrivasse qualche altre giocatore. Si conosce la politica, si bussa alla porta di altri sperando in un prestito. Da giugno dico che la Lazio è una squadra senza più identità, per scelta del presidente. Però a lui mi sento di dare ragione perché se lo scorso anno, dopo un secondo posto, gli abbonati erano poco oltre i 30.000 e in quella attuale siamo sui 27.700, allora ha ragione lui. Ai tifosi 20 anni non sono bastati a comprendere la politica di questa società”.

“I nuovi arrivi? Più o meno in linea con il pensiero del nuovo direttore sportivo che si chiama Angelo Fabiani e certamente né Cristiano Giuntoli né Giovanni Sartori. Penso anche che da due anni Lotito ha cambiato veste (riferimento alla carica da senatore di FI, ndr), con le conseguenze sulla gestione del club”.

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‘SVB’ – Pellegatti: “Milan anti-Lazio senza Theo e Leao? Scelta clamorosa. Su Fonseca vi dico che…” – (AUDIO)

Il giornalista Carlo Pellegatti è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione “Sei Volte Buongiorno” per anticipare i temi di Lazio-Milan.

“Secondo le primi indiscrezioni vedremo una formazione molto diversa rispetto a quelle viste con Torino e Parma. Senza Theo Hernandez e Leao in campo saremmo di fronte a una decisione clamorosa, coraggiosa. Sono due leader della squadra, sarebbe una scelta impegnativa ma se dovesse andare male ci sarebbero gravi conseguenze”.

“Fonseca a rischio? Non so, non conosco la società ma non credo che decida cosa in fretta con scelte traumatiche. Bisogna anche vedere come perdi. Magari vinci ma con la Lazio che domina. Dobbiamo vedere un Milan che diventi squadra. Al momento quella di Fonseca non ha mai dato l’impressione di essere una squadra organizzata”.

“Obiettivi di stagione? Il Milan parte sempre per essere protagonista, il secondo posto è stato cancellato dallo scudetto dell’Inter. Partenza veramente brutta, una buona campagna acquisti ma dobbiamo aspettare per vedere il valore di chi arriva dall’estero”.

“Morata? E’ stato preso come capitano dei campioni d’Europa. Carisma e leadership, Okafor è adattato quindi hanno preso Abraham. Fonseca? E’ stato eletto miglior tecnico della Ligue1, stimato in Francia. Il Milan non prende uno come Conte, non piacciano queste figure e quindi va accettato. De Zerbi? Volevano un dopo-Pioli migliorando i difetti di Pioli. Mi riferisco alla fase difensiva, il Lille ha fatto 22 clean sheet e terza migliore difesa con una squadra normale”.