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‘NMM’ – Del Lungo: “Tifo Lazio, con Sarri progetto importante. Settecolli? Piscine uniche, un orgoglio per i romani” (AUDIO)

Marco Del Lungo, Capitano ‘Settebello’ e giocatore della Pro Recco, a ‘NMM’

Marco Del Lungo a Radiosei: “Sono laziale, tifo l’unica squadra di Roma. Il battibecco fra Sarri e Pro Recco? Il mister voleva mandare un segnale alla società, parlando di una panchina un po’ corta. Il momento per noi è importante, di preparazione. Campagna sta facendo un lavoro mastodontico, non solo a livello fisico, ma anche tattico. In questi frangenti è importante usare la testa. Al ‘Settecolli’ avremo l’occasione di fare un test match contro la Croazia per sistemare i dettagli. La partita sarà alle 21.00, l’ingresso è libero, nel giorno 23 giugno. Una location migliore del Foro non esiste. E’ una piscina che ha un fascino particolare. Per noi romani poi, è un orgoglio”.

“Budapest? Ricordo positivo dal punto di vista dell’obiettivo raggiunto, ma dopo aver raggiunto i rigori siamo stati battuti. Ho un fratello romanista e – a proposito di Budapest – le prese in giro non sono mancate dopo la finale di Europa League. Siamo fratelli, ma non nel giorno del derby (ride, ndr). Campagna è un mister molto esigente. Ti mette nelle migliori condizioni mentali e fisiche per fronteggiare ogni difficoltà. Ti prepara ad affrontare ogni tipo di partita. I risultati parlano chiaro, siamo pronti a lottare in tutte le maniere. Nella finale dell’Europeo, in 11, abbiamo dato tutto fino alla fine. Sandro è un uomo che sa trasmettere questa sua voglia a tutto il gruppo”.

“Lazio? Con Sarri sta creando un progetto importante. Ora servono innesti che diano continuità a questo percorso per migliorare in campionato e nelle coppe. Berardi mi piace, Provedel ha fatto un ottimo campionato. Gran portiere, ha dimostrato di mantenere lucidità a freddezza anche nei momento più difficili. Portieri soli? Per noi della pallanuoto è ancora peggio (ride, ndr)”.

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‘QUELLI CHE…’ – Ferrari: “Simeone non è l’ideale per Sarri. Lazio, ripetersi per aumentare il valore della rosa” (AUDIO)

FABRIZIO FERRARI (Ex Coll. Sarri) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Simeone non è l’ideale”

Simeone non è l’ideale. “In questo momento credo che il pensiero di mercato della Lazio sia diverso da quello che porta a Simeone. I suoi numeri non so se sono quelli che cerca Sarri per migliorare il proprio attacco. Chiaro che le caratteristiche type=’text/javascript’ ideali sono più quelle di Milik. Tra l’altro l’attaccante del Napoli non ha buoni ricordi, segnò una tripletta in quel famoso Fiorentina-Napoli in cui il tecnico perse lo scudetto.

In questo momento credo che dobbiamo cercare di capire qual è l’obiettivo della Lazio di Sarri. Ovviamente non è quello di vincere la Champions, ma di aprire un ciclo che confermi il club ai livelli di campionato di questa stagione per poter aumentare ricavi e possibilità di investimento. L’Atalanta, per fare un esempio, andando per tre volte consecutive in Champions, alla lunga si è potuta permettere investimenti sempre più importanti sul mercato. La Lazio deve puntare a ripetersi per aumentare il valore della propria rosa in modo da poter diventare sempre più competitiva su più fronti. Non dobbiamo farci abbagliare dall’altra sponda romana che lo scorso anno ha vinto la Conference ma sono quattri anni che non fanno la Champions. La Lazio deve fare un progetto, non mi sembra che la Roma stia crescendo, anche se si può permettere ingaggi diversi rispetto a quanto può Lotito”.

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‘NMM’ – Giordano: “Necessario allungare la rosa, soprattutto in attacco. Frattesi? Sarebbe perfetto, ma…” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’ “Necessario allungare la rosa, soprattutto in attacco. Frattesi? Sarebbe perfetto, ma…”

“Necessario allungare la rosa, soprattutto in attacco. Frattesi? Sarebbe perfetto, ma…”. Bruno Giordano a Radiosei: “Zielinski? Io so che vuole rimanere a Napoli anche decurtandosi l’ingaggio. A Napoli si trova benissimo, anche se il mercato poi ti offre tante occasioni. Penso che De Laurentiis prenderà un allenatore con grande esperienza in Champions League. Frattesi? Mi auguro che possa esserci la possibilità di intavolare la trattativa, è un signor centrocampista, ma credo sia una lotta fra Juventus ed Inter. Sicuramente il centrocampo della Lazio e il progetto tecnico sarebbe perfetto per lui, ma ripeto, altre big sono sul giocatore da tempo. Non so se l’Inter abbia intenzione di privarsi di Barella, ma sicuramente l’appetito vien mangiando e credo che i nerazzurri vogliano provare a tornare in finale la prossima stagione. Se vuoi avere una grande squadra, non ci sono giocatori con il posto assicurato. È impensabile pensare ad una grande squadra con tutti i giocatori sicuri del posto e senza rotazioni. Le possibilità nel calcio moderno di cambiare 5 giocatori, hanno fatto la differenza per tante squadre. La Lazio mi sembra che sia indirizzata a prendere un attaccante importante anche per avere rotazioni più lunghe. Per crescere è questo il presupposto fondamentale: avere una rosa che possa gestire tutti i momenti della stagione”. 

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‘QUELLI CHE…’ – Genovesi (fisioterapista ManCity): “Sono laziale, qui c’è meno passione. Mi piacerebbe finale Champions con la Lazio” (AUDIO)

Federico Genovesi (fisioterapista ManCity) a ‘QUELLI CHE…”

“Sono laziale e avrei preferito vivere la finale di Champions con l’aquila sul petto anche se i colori del City sono gli stessi… Qui a Manchester sono tanti a non essere inglesi. L’ambiente è internazionale (allenatore incluso) e tutto questo contribuisce ad un ambientamento più rapido.

Ho visto più volte i fratelli Gallagher allo stadio e ormai ho un rapporto stretto con Noel. Sono grandi tifosi del City.

Nei primi anni di Lazio di Lotito avevo avuto la possibilità di lavorare per la Primavera della Lazio, poi per una serie di coincidenze mi sono trovato a lavorare in prima squadra provvisoriamente. Avendo poi fatto studi e perfezionamenti, decisero di trattenermi. Così sono rimasto per sei anni come fisioterapista della Lazio e ho vissuto la Coppa Italia con Delio Rossi, mentre il 26 maggio del 2013 ero in curva a tifare Lazio.

Lavorare con Guardiola è esattamente come lavorare con chiunque altro: una volta instaurato il rapporto con l’allenatore, diventa tutto più facile e automatico. Il grande vantaggio di lavorare per il City è che qualunque cosa ci serva per la nostra professione, la chiediamo e in uno due giorni arriva tutto. La mentalità è totalmente diversa qui.

La passione per il calcio qua a Manchester è diversa: ci si ricorda della partita solo il weekend. Durante la settimana non c’è interesse: i giocatori vanno in giro tranquillamente e nessuno li assedia o li disturba. Anche al campo d’allenamento i tifosi non si vedono mai. A Formello dopo un derby vinto venivano in 5.000.

Ricordo tutti i derby perché vengo da una famiglia di laziali. Sono abbonato alla Lazio da quando avevo 5 anni. Ricordo benissimo il gol di Behrami al 94′ e ricordo anche la mia corsa sotto la curva. Così come al gol di Klose.

Alla Lazio ho legato con quasi tutti i giocatori con cui ho avuto a che fare: Ledesma, Pandev, Kolarov… Mi sento ancora con i magazzinieri e i fisioterapisti e alcuni lavorano ancora nella Lazio”.

Alessio Buzzanca

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Capitolo regista: il preferito di Sarri è Torreira, Pastorello ha proposto Arthur

Ipotesi, sondaggi e calciatori proposti. Il mercato della Lazio non è ancora entrato nel vivo, ma i profili richiesti da Sarri per migliorare il proprio organico sono molti e riguardano anche la zona mediana del campo. Molto ruota intorno a Milinkovic, ma di base il tecnico toscano si augura anche di inserire in organico un regista che possa dare il cambio a Cataldi e prendere il posto di Marcos Antonio per il quale si ascolteranno le proposte che arriveranno. Il vertice basso preferito di Sarri è Lucas Torreira, reduce da un’ottima annata al Galatasaray. Non è il solo, si ragiona anche su profili di prospettiva (piace Rovella) e si valutano nomi che vengono segnalati da agenti vicini al club biancoceleste. Uno di questi è Federico Pastorello che sta gestendo il rientro in Italia del brasiliano Arthur Melo, 26 anni, di proprietà della Juventus e reduce dalla deludente stagione al Liverpool. Non ha praticamente mai giocato, cerca rilancio ed un progetto tecnico type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idoneo alle sue caratteristiche di palleggiatore. Non rientra nei piani del club bianconero e di Allegri: secondo quanto raccolto in esclusiva dalla redazione di Radiosei e quanto riferito nella trasmissione ‘Non Mollare Mai” nelle ultime ore Pastorello l’ha proposto direttamente a Lotito che nelle prossime ore ne parlerà con Sarri. L’incontro tra i due dovrebbe andare in scena domani.

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Binance non sarà più sponsor sulla maglia. Lazio alla caccia di nuovi partner

Come riferito da Radiosei durante la trasmissione Sei volte buongiorno, la Lazio Binance si sono legate con un contratto di due anni come main sponsor più opzione per il terzo (stagioni 2021/22, 2022/23 e opzione per il 2023/24). Il contratto attuale prevede la sponsorizzazione sulla maglia per due anni come main sponsor, mentre il terzo solo come sponsor e non più sulla maglia. Poiché l’opzione per il terzo anno è scaduta senza che Binance l’abbia esercitata, la Lazio sta trattando nuovi nomi da mettere sulla casacca per l’anno del ritorno in Champions. Anno in cui la squadra biancoceleste giocherà anche le final four di Supercoppa italiana in Arabia saudita.

Binance rimarrà comunque tra gli sponsor (non più sulla maglia però) anche per la stagione 2023/24.

Alessio Buzzanca

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‘QUELLI CHE…’ – Ferrari (ex Coll. Sarri): “Il miglior Marusic con Sarri, dura privarsene. Milinkovic? Non sono così certo che…” (AUDIO)

Fabrizio Ferrari (Ex collaboratore Sarri) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Miglior Marusic e Milinkovic. “Marusic richiesto da Inzaghi per rinforzare la fascia destra dell’Inter? Mi chiedo se il rendimento del montenegrino sia stato superiore con Sarri o con l’ex allenatore biancoceleste. Senza timore di smentita, posso dire che le sue migliori stagioni sono state le ultime due. Fossi in lui ci penserei bene visto il suo rendimento. Certamente è una pedina molto importante, non credo che la Lazio possa lasciarlo andare molto facilmente. Poi, chiaramente il resto dipende dal mercato, dalle offerte, dalle proposte di ingaggio. Privarsene sarebbe difficile, anche se poi si parla di Parisi per la fascia sinistra. Nella parte difensiva, Marusic garantisce di più rispetto a Lazzari che poi ha delle accelerazioni che lo possono rendere devastante. Lazzari si è adattato, ha capito cosa voleva da lui il tecnico, ma poi restano le caratteristiche e le peculiarità del ragazzo.

Dal “miglior Marusic” al futuro di Milinkovic

Discorso simile a quello di Milinkovic e delle sue caratteristiche. Lui è migliorato molto dal punto di vista dei picchi de accelerazione, ma se vuoi un centrocampista che da quel punto di vista possa dare garanzie devi andare su uno come Loftus-Cheek. Non sono così certo che Milinkovic abbia tutto questo mercato, spesso sono più questioni giornalistiche. A volte si fa un po’ di confusione su quelle che sono le richieste. Anche lo scorso anno si narrava di un interesse forte del Siviglia per Luis Alberto, ma poi non venne confermato. Io, sinceramente, se dovesse partire non mi metterei le mani nei capelli. Se vuoi ragionare da top club, puoi anche pensare di monetizzare e andare su un calciatore con caratteristiche importanti e diverse”.

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26 MAGG10 – Mauri: “Norcia ci diede respiro, la pressione era enorme. Non pensavo di entrare, ma…” (AUDIO)

Stefano Mauri in collegamento a Radiosei nel decennale del 26 maggio

“Avevo già organizzato tutto per il dopo, ma prima della partita stavo male. Sapevo da giorni che non avrei giocato dal 1′, non ero al 100% e venivo da un infortunio. Chiaro, avrei voluto giocare, ma capii le scelte del tecnico. La tensione in panchina era quasi più alta di quella in campo. Speravo di entrare, non puoi mai sapere dall’inizio se ci sarà spazio per te. Quando s’è fatto male Ledesma io non pensavo di entrare, anche perché i ruoli e le caratteristiche sono molto diverse. Quando sono stato chiamato è stata una sorpresa, poi dopo mi sono sciolto. Sono gare che si risolvono con degli episodi”.

“Noi eravamo consapevoli di essere una buona squadra che poteva giocarsela fino alla fine. Non partivamo da sfavoriti, né da sconfitti. La partita è cambiata al gol di Lulic e si è incanalata su un piano favorevole. Abbiamo difeso e giocato in contropiede, creando anche presupposti per il raddoppio. In campo giochi una finale, non eravamo tanto abituati a questo palcoscenico e avvertivamo che la posta in palio era molto diversa. Il calciatore durante la partita pensa solo a far bene, il momento veramente duro è stato prima, ovvero la lunga attesa prima del fischio d’inizio. Norcia decisiva? Non si può sapere. Noi siamo andati in ritiro per stare lontani dalla città, non certo per ritiro punitivo. Volevamo preparare al meglio la partita e stare più tranquilli possibile. A Roma non si parlava d’altro, uscire ti permetteva di respirare un po’”.

A distanza di anni, c’è chi preferisce far finta di nulla…

“A molti piacerebbe che non se ne parlasse più di questa partita, ma la verità è che se ne parlerà ancora per tanto tempo. La Lazio di oggi è senza dubbio più forte e completa di quella del 2013. Forse noi avevamo qualcosa in più a livello di gruppo, ma lavoravamo sempre sui nostri limiti per cercare di migliorarci. La Lazio di oggi ha tante individualità che possono risolvere la partita in qualsiasi momento. Non vedo l’ora di tornare all’Olimpico domenica. Radu? Si merita una giornata per lui. Ha fatto la storia della Lazio ed è stato un leader in campo e nello spogliatoio. Daremo il giusto tributo a Stefan”.

Dario Cadeddu

26/05/2023

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26 MAGG10 – Manzini: “L’attesa più dura della mia vita. Le lacrime al fischio finale mi emozionano ancora oggi” (AUDIO)

Maurizio Manzini, storico team manager della Lazio, in collegamento a Radiosei: “L’attesa più dura della mia vita. Le lacrime al fischio finale mi emozionano ancora oggi”

Il ricordo più vivo

“Ancora oggi mi emoziono al ricordo della grande gioia. Ricordo il senso d’orgoglio, qualcosa che non appassirà mai nella mia mente. Le mie emozioni furono espresse al meglio da quella foto che venne pubblicata il giorno dopo, con Ledesma. L’avvicinamento? I minuti duravano 24 ore l’uno. Più ci avvicinavamo più saliva l’ansia. Sapevamo che l’avversario era forte, ma siamo riusciti a vincerla. Devo ringraziarvi, mi avete dato l’occasione per ricordare a tutti che l’Aquila è Roma. Rinunciai ad una vice presidenza mondiale per la Lazio. Quando mi chiedono ancora, ‘come hai fatto?’. Ebbene io rispondo: ‘se non sei laziale, non puoi capire’. Quando riesci a fare della tua passione un lavoro, non puoi chiedere altro”.

“Io non sono antiromanista, ma vi assicuro che l’attesa del 26 maggio è stata la più dura di tutta la mia via. Più di finali anche più importanti a livello internazionale. E’ stato un momento unico. Le lacrime al fischio finale? Non me ne vergogno. L’emozione era enorme, un unico grande immenso abbraccio al fischio finale. Anche adesso mi sembra di riviverla, in ogni sfumatura”.

Dario Cadeddu

26/05/2023

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26 MAGG10 – Petkovic: “Onore essere ricordato dai laziali. Ho puntato sull’aspetto mentale”. Poi bordata alla Uefa! (AUDIO)

26 Maggio 2013-23, VLADIMIR PETKOVIC in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Petkovic a Radiosei: “E’ un grande piacere essere ricordato dai laziali per questa ricorrenza. Quando c’è stata quella partita non avrei mai immaginato poi sarebbe stata commemorata così.

Il periodo prima della partita è stato così così e non ero molto d’accordo su un ritiro così lungo prima di un match così importante. A distanza di tempo dico che è stata una decisione molto giusta.

Per la preparazione della gara ho puntato più sull’aspetto mentale: scaricare e non caricare la squadra e avere da parte di tutti il miglior stato mentale. Ho lavorato soprattutto su quello. Sapevo che dovevamo dominare la partita, vincere contrasti ed essere concreti quando avevamo il possesso di palla.

Quando si è infortunato Ledesma e ho fatto entrare Mauri e quindi un giocatore maggiormente offensivo al posto di un mediano, ho pensato di dover dare un segnale alla squadra. Il segnale che volevamo vincerla e non aspettare gli eventi.

In realtà i momenti peggiori li ho vissuti nel prepartita, nelle decisioni tattiche e di titolari. Cana mi era sembrato più in forma e più adatto, per questo scelsi lui titolare al posto di Dias per fare coppia con Biava. Mi sembrava fosse più utile un giocatore bravo a uscire palla al piede che due difensori puri. Del resto gli allenatori sono pagati proprio per questo: per prendere decisioni.

A Lulic dicevo di attaccare il secondo palo come ha confermato lui ed erano cose che provavo in allenamento. Erano cose che ai giocatori piacevano e da quei movimenti sono arrivati molti gol, ma soprattutto è arrivato quello più importante, quello del 26 maggio.

Ricordo la mia Lazio: facemmo 17 partite senza sconfitte. Eravamo avanti su tre fronti e a un certo punto subentrò la stanchezza. I giocatori più esperti forse inconsciamente fecero delle scelte per dosare le energie e scelsero di puntare su Europa e Coppa Italia. Purtroppo in Europa arrivammo ai quarti e venimmo ostacolati dagli arbitri, mentre in Coppa Italia battemmo la Juve e conquistammo la finale.

Sono ancora arrabbiato dall’arbitraggio di Istanbul contro il Fenerbahce e anche per il ritorno a Roma a porte chiuse. Abbiamo un po’ litigato con la Uefa e abbiamo pagato”.

Alessio Buzzanca