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‘QUELLI CHE…’ – Parolo ricorda Suor Paola: “Passione e solidarietà, dovere e piacere servire alla sua mensa…” (AUDIO)

MARCO PAROLO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’ ricorda Suor Paola

“La cosa bella che mi piace ricordare di Suor Paola è quanto dava per gli altri e per i ragazzi più bisognosi. Quando partecipavo alle sue iniziative non potevi che essere spinto a metterti a totale disposizione. Magari anche servendo a mensa per persone più sfortunate. Era un passaggio naturale che sentivi di fare per rendere tutto anche più divertente. Suor Paola dava un servizio importantissimo, non si poteva non essere colpiti e spinti a partecipare ulteriormente. Ricordo due serate molto belle con Immobile e Cataldi, anche loro erano chiamati a sgobbare da camerieri. Era molto divertente anche alzare il prezzo delle aste delle maglie per raccogliere il più possibile. Lei aveva una grande passione, questo è il motivo per il quale ha raccolto così tanto nella sua vita”.

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‘QUELLI CHE…’ – Bonolis ricorda Suor Paola: “Sempre in aiuto di chi ne aveva bisogno. Noi ci prendevamo in giro, anche sulla Lazio e sull’Inter” (AUDIO)

PAOLO BONOLIS in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ha aiutato un sacco di gente, con noi è sempre stata gentilissima. 

Ha sempre dato una mano a chi ne aveva bisogno, spero ora sia felice.

Ci prendevamo in giro, anche sulla Lazio e sull’Inter; mentre scherzavamo davamo anche una mano a chi ne aveva bisogno. 

Per lei avrei fatto qualunque cosa ma tutto ciò che facevamo era soprattutto per coloro che ne avevano bisogno.

Abbiamo sempre avuto un rapporto splendido, mi dispiace che l’ultimo periodo lo abbia vissuto tra le difficoltà”.

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‘QUELLI CHE…’ – Delio Rossi ricorda Suor Paola: “Tutto ciò che faceva era a fin di bene. E quel tuffo nella fontana…” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Operava sempre a fin di bene. Spesso mi ‘usava’ e al suo gioco ci stavo perché tutto era finalizzato ad aiutare il prossimo. Io mi facevo carico di questo perché sapevo che mi metteva in mezzo per fare del bene.

L’aneddoto della fontana? Tutti i giovedì andavamo nella comunità delle ragazze madri e i bambini orfani; ci siamo andati la prima volta e poi mi diceva di tornarci di nuovo per scaramanzia.  Il giovedì prima del derby, appena finita la cena mi disse nell’orecchio che se avessimo vinto si sarebbe fatta il bagno nella fontana e io sorridendo le risposi che l’avrai seguita. Succede che vinciamo il derby in quella maniera e dei giornalisti a fine gara mi chiesero se era vera la questione del tuffo nella fontana; io sono rimasto basito e anche urtato perché era un fatto mio e suo. Tuttavia, una volta tornato a Formello, sento Manzoni parlare con Suor Paola al telefono e lei diceva che non ero di parola perché lei mi stava aspettando alla fontana. All’una di notte del 16 dicembre alla fine c’ero solo io lì.

Mi usava, lo sapevo, e glielo permettevo perché lo faceva con garbo e a fin di bene. Le volevo, le voglio e le cotto sempre bene!”.

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‘NMM’ – Tognazzi: “La flessione della Lazio non me l’aspettavo, il Milan non c’è più. Serve rispettare il blasone…” (AUDIO)

GIANMARCO TOGNAZZI in collegamento a ‘NMM’

“Ho una sola consolazione da milanista, che il Milan non c’è più. Non da oggi, ma da tempo. Lo dico da quest’estate quando è atterrato un povero tecnico che nessuno ha accolto. Che la piazza possa gradire o meno, la società per l’allenatore avrebbe dovuto avere l’obbligo della difesa, della protezione, dell’accoglienza. Si sapeva che già era una scelta sbagliata: se non hai un obiettivo sportivo, e questo ormai mi sembra conclamato, si usa solo il brand Milan.

Non capisco i tifosi, miei confratelli, che trovano giustificazioni con loro stessi per difendere l’indifendibile. Non si può umiliare un brand e un club così glorioso. Te la puoi prendere con allenatori, giocatori, chi vuoi, ma se non c’è una società dietro non ha senso.

Il Milan è una delle società di calcio più importanti al mondo. Con questa società mancherà sempre tutto intorno. Una squadra senza un obiettivo sportivo nel tempo tende a toppare anche se ci sono i grandi dentro. Solo Maldini ci ha provato, salvo poi essere messo alla porta: lì il popolo milanista che doveva insorgere.

Io vorrei chiedere a chi giustifica questa stagione, se questa società rispetta il blasone del club.

Perché Theo Hernandez si può permettere tutto come Leao? Perché non hanno sostituti. Servono ricambi per stimolare. Il Milan non è mai stata una squadra di simulatori.

Sono riusciti ad allontanare anche coloro che fanno del Milan una ragione di vita, come me.

La Lazio ha avuto una flessione che non mi aspettavo, così come l’Atalanta. Il Milan è 9°, praticamente ha tutte le squadre sopra. Baroni sta facendo un ottimo lavoro. Tutte quelle davanti hanno un progetto sportivo a difefrenza del Milan. Lotito può piacere o meno ma ha dato un’identità”.

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‘NMM’ – D. Rossi: “L’attenzione per 90′ dipende dal livello dei calciatori. L’errore di fondo è…” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘NMM’

“La Lazio poteva vincere, l’ho vista meglio di altre volte, ma chiaramente non è quella di inizio stagione. Ha avuto le sue occasioni, ma non ha dominato l’avversario. E’ un peccato perché è stato importante sbloccare il risultato ma poi, anche se forse lo meritavi, non sei riuscito a portare a casa il successo.

Serve l’attenzione fino a 105′ ma questo dipende dal livello dei calciatori. Forse la Lazio non era quella di prima ma non è neanche quella di ora, sarà una via di mezzo.

Ora salta all’occhio il lavoro della Roma, che è stato inverso. Il derby potrebbe riportarti sopra.

L’errore di fondo è cercare il colpevole perché non risolve il problema, a 8 giornate dalla fine e con due competizioni da giocare. Si deve solo lavorare per migliorare la situazione.

Rovella e Guendouzi hanno giocato ad un livello sopra il normale, era prevedibile immaginare che non potessero continuare così. La Lazio per buona parte dell’anno ha offerto il miglior calcio.

Guendouzi squalificato a Bergamo? Ora c’è da pensare chi è a disposizione.

Lotta alla zona Champions? Non credo che il quarto posto sia andato, serve tenere alta la tensione. Il derby può affossarti o risollevarti, per me finché c’è vita c’è speranza. Io in un clima di scoramento, tenterei di compattare l’ambiente. Solo allenatore e giocatori possono risollevare il momento.

Rigore per la Lazio? Per me non c’è rigore.

Castellanos è un giocatore che fa giocare bene gli altri. Non è un bomber. Non ha le caratteristiche di un finalizzatore.

Tavares, se fosse rimasto quello delle prime 10-12 partite non ci saremmo spiegato il perché del ‘regalo’ dell’Arsenal. Ce ne fossere comunque di giocatori come lui: io preferisco questi, che alternano cose buone ad altri, anziché chi fa sempre prove da 6.

Vedo una squadra seria ma che fa fatica e soprattutto non vedo, eccezion fatta per Pedro e un po’ Guendouzi, leader.

Dia prima faceva la differenza, ora è molto in difficoltà. Io avrei fatto giocare titolare Noslin, che fa fatica, ma è più tecnico di Tchaouna e quindi lo aspetterei.

Forse bisognava trovare un giocare un calciatore con le caratteristiche di Leiva, so che non è facile, ma serve dare in entrambe le fasi ciò che dava lui.

In questo momento le cose vanno male quindi è facile parlare di ciò che manca, c’era da premunirsi prima.

Non parlerei dei singoli ma del collettivo che prima girava bene. Prima la Lazio ribaltava il campo e magari rubava palla anche negli ultimi 30 metri, ora fa più fatica, c’è meno ritmo”.

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‘QUELLI CHE…’ – D. Rossi: “Lazio, il Torino è fondamentale. Sulla corsa Champions e le scelte di Baroni…”

DELIO ROSSI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quella di stasera contro il Torino è una partita fondamentale, soprattutto se vieni da un 5-0. A nove giornate dalla fine non devi fare calcoli, devi giocare partita dopo partita senza pensare all’avversario. Formazione? In questo momento ti devi fidare di quelli che stanno meglio fisicamente. Se Baroni sceglie determinati giocatori, anche magari qualitativamente inferiori ad altri, è perché ti danno più garanzie. Meglio un ciuccio vivo che un dottore morto”.

L’ex allenatore della Lazio ha poi fatto un quadro sul Torino e sulla situazione in Serie A: “Il Torino è una delle poche squadre che con gli innesti di gennaio è migliorata. È una squadra insidiosa ma se la Lazio fa la Lazio non c’è partita. Il bello del calcio è che in pochi giorni può cambiare tutto. Il Bologna è quella che forse ora sta meglio, ma adesso avrà un calendario difficilissimo. L’Atalanta sembrava lanciata, mentre adesso fatica. Ora chi ha più birra va più lontano. Se la Lazio fa benissimo può ancora arrivare al quarto posto. Il Milan è una squadra forte, ma tanti campioni messi insieme non fanno una squadra. A livello di organizzazione è forse la peggiore in Serie A”. 

Il tecnico ha poi concluso: “Diffidati? Io penso gara dopo gara. La partita quella più importante è quella di stasera. Puoi pensare di non far giocare i diffidati se ne hai altri allo stesso livello dietro, ma non è questo il caso. Nell’ultimo periodo la Lazio ha pagato la stanchezza. Se si dovesse ritrovare la brillantezza fisica per pressare bene alto si può tornare a giocare bene come inizio stagione”.

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Serie A, Lotito attacca: “Iscritte squadre tecnicamente fallite”. Arriva indagine Figc?

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è intervenuto ieri presso l’università Luiss quale docente del corso “Team manager”, voluto dall’avvocato Guglielmo Stendardo.

L’ex centrale della Lazio ha invitato Lotito per fare un quadro della situazione economica attuale della serie A. Il senatore di FI non si è fatto pregare, attaccando alcune società, colpevoli di vincere ma avendo il bilancio in profondo rosso, citndo i Goblin.

“Il paradosso è che ci sono squadre con l’indice di liquidità apposto, ma con 600, 700 milioni di debiti. Parliamo di dirigenze tecnicamente fallite ma che poi vincono il campionato”, afferma Lotito senza però fare nomi.

Giova ricordare come quella per l’indice di liquidità è stata una battaglia feroce tra Lega di Serie A, Lotito in testa, e Figc. Il presidente Gabriele Gravina cercò infatti di farlo diventare criterio di iscrizione al campionato, ma poi dovette fare marcia indietro quando il Collegio di Garanzia accolse in pieno il ricorso di Via Rosellini.

“Tutte queste società, che spendono e spandono, sono sostenute da fondi ma non hanno equilibrio economico. Tante squadre di A non avevano i requisiti per iscriversi. Ma come fai a eliminare certi club blasonati? Serve coraggio, non tutti ce l’hanno”, ha affermato l’ex consigliere federale che sembra sapere a chi lanciare il dardo.

“Il paradosso è che ci sono società tecnicamente fallite che poi vincono il
campionato. Se metti parametri, devono valere per tutti”,
ha aggiunto Lotito. Come noto, l’ultima parola sulle iscrizioni l’ultima parola spetta agli organi preposti dalla Figc.

Lotito attacca su debiti e iscrizioni: Chinè potrebbe convocarlo

Le affermazioni di Claudio Lotito, pur senza fare nomi precisi, rappresentano accuse chiare. La sensazioni è che il proprietario della Lazio voglia chiamare in causa la Figc, rea a suo avviso di chiudere troppe volte gli occhi davanti a situazioni debitorie importanti. In serie A gli ultimi scudetti sono targati Napoli, Milan e Inter. Di queste tre società, solo il Napoli ha i conti apposto. I nerazzurri nel maggio 2024 hanno cambiato proprietà perché Zhang non ha restituito il prestito a Oaktree. Il Milan di RedBird guidato da Cardinale, diversamente, entro il 2028 deve restituire il prestito a Elliott. Quest’ultimo, di fatto, ha ceduto il Milan prestando a Cardinale i soldi per completano la transazione economica.

Proprio il tono e la decisione con cui Lotito ha parlato potrebbero, forse meglio dire dovrebbero, portare il procuratore federale, Chinè, a convocare Lotito per chiarire meglio il senso delle sue affermazioni. Da Via Allegri per ora silenzio assoluto, ma da lunedì ogni giorno sarebbe buono per chiedere a Lotito il perché di certe frasi e soprattutto quale fosse il bersaglio delle sue parole,. Si attendono aggiornamenti.

GLP

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‘SVB’ – Vio: “Lazio stanca? Parte psicologica fondamentale, vincere un derby cambia tutto. Sul ritiro a Formello vi dico…” – (AUDIO)

L’ex preparatore atletico della Lazio, Valter Vio, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei, nella trasmissione “Sei Volte Buongiorno”, per parlare del momento Lazio e dell’ipotesi ritiro a Formello.

Il professore Vio, in passato con la Lazio e il Bologna di Delio Rossi, al Valencia con Cesare Prandelli, ha spiegato come  sono cambiati i metodi di preparazione negli ultimi 20 anni. Di seguito le sue dichiarazioni.

“Mi fa piacere parlare di Lazio, la seguo e sta facendo bene. La Lazio è stata una tappa importante, eravamo nei primi anni di Lotito. Allora non c’erano grandi campioni, ma giovani che volevano emergere. Riuscimmo a fare bene, il massimo fu vincere la Coppa Italia. Alzare quel trofeo è stato un orgoglio”.

“Rispetto ad ora la preparazione estiva è cambiata molto. Ricordo che con Delio alla Lazio facemmo prima un mese a Santa Cristina, tornammo a Roma e poi andammo nuovamente in altura altri 10 giorni. Ora si pensa più ai soldi con le tournee. Le vecchie preparazioni erano più improntate su atletica e corsa. Ora con GPS si lavora differentemente”.

“Con la Lazio di Delio Rossi in ritiro facevamo anche 10 volte i 1000 mt in un giorno, ora sarebbe impensabile. Poi facevamo le salite molto rapide con mister Rossi che in cima urlava. Ti consentivano di avere forza  e di avere la base ce la faceva. Fare questo tipo di ritiro ora sarebbe impensabile”.

Vio: “Ritiro e preparazione? Gli infortuni legati alle tante partite”

“Ci sono studi che dimostrano come gli infortuni siano legati più alle partite. L’obiettivo di un preparatore è avere una potenza aerobica elevata, con la rosa dei calciatori all’80% della propria forza. Così si riusciva a proseguire per tutta la stagione. Giocando sempre diventa difficile lavorare sul fisico. Giocare ogni tre giorni è difficile, per un recupero fisiologico servirebbero almeno 72 ore. Sarebbe sbagliato portare il fisico al 100% delle proprie possibilità perché dopo ci sarebbe una discesa nelle prestazioni”.

“Lazio a Formello per il ritiro? La differenza sostanziale è la temperatura serale per riposare bene la notte. Inoltre la temperatura un altura è preferibile a luglio a Roma possono fare anche 35 gradi. Poi la sera si può sopperire con l’aria condizionata. Non c’è un discorso di ossigenazione come può valere per i maratoneti. Ora con due settimane di lavoro si preferisce lavorare nei centri delle squadre”.

“A Roma immagino si farebbero due sedute, una la mattina la presto e una la sera. Troppo distanza tra i due allenamenti? Non sarebbe un problema perché il calciatore potrebbe riposare e recuperare meglio per la seconda seduta.

“Lazio un po’stanca? La parte psicologica è importantissima. Anche in campionati inferiori la vittoria fa lavorare meglio, si sente meglio la fatica. Perdere un derby portava un mese di catastrofe, vincerlo ti dava un entusiasmo incredibile. Sono successi che possono cambiare l’andamento di una stagione. Ricordo sempre con piacere la mia militanza in biancoceleste”.

Vio: “Sarei potuto tornare con Prandelli, poi Lotito…”

“C’è stato un momento in cui sarei potuto tornare alla Lazio. Lotito aveva contattato Cesare Prandelli, poi il presidente cambiò idea e cercò di prendere Bielsa. Diciamo che sono tornato alla Lazio è per colpa di Lotito”, chiude sorridendo Vio.

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‘9 GENNAIO’ – Clamoroso Agostinelli: “Esonerato dal Flamurtari per non aver accettato ingerenze”. Poi su Fabiani-Baroni… (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

Dopo dodici vittorie e tre pareggi di fila, il presidente della mia squadra albanese, il Flamurtari Valona, ha deciso di esonerare me ed il mio staff. Ci sono state delle ingerenze da parte del presidente, cosa che io non posso tollerare. I nostri numeri restano, erano sei anni che un tecnico non faceva così bene. Mi dispiace solamente di non poter festeggiare la vittoria finale, visto i sette punti di vantaggio sulla seconda, con la nostra tifoseria. Abbiamo fatto nove vittorie di fila, solo nell’ultimo turno c’è stata una sconfitta di misura. Ho pagato queste ingerenze, sono andato avanti per la mia strada e loro hanno ragionato in questo modo. Credo di aver raggiunto i risultati che mi erano stati richiesti, non a caso tutti hanno gridato alla scandalo. Bisogna anche capire che poteva accadere prima se non ci fossero stati questi risultati. La coscienza non è pulita, di più, vista la media punti di 2.35 a gara. Noi viviamo anche di emozioni, non è solo un problema di lavoro. Lui è il presidente molto potente, la squadra è storica ma era sei anni che non salivano di categoria.

La Lazio la sto seguendo, dall’Albania ho visto tutto. Purtroppo ho visto anche Bologna. Ci sono alcune gare in cui il tecnico non sa dove mettere mano. Un conto è perdere, un altro è farlo in quel modo.

Le parole di Fabiani su Baroni? Conosco bene il direttore della Lazio. E’ un passionale, è istintivo, a volte può sembrare che ecceda, ma sono certo che lui l’ha fatto per pungolare. La scelta è quella di dare una scossa anche a lui. Capisco che quando una società prende dei giocatori, può accadere che poi gli stessi non rispondono come il tecnico vorrebbe. Non è che poi li fa giocare perché è stato acquistato. Il tecnico lavora per la squadra, non per il singolo.

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‘NMM’ – Liverani: “Lazio-Torino sliding door, per i biancocelesti c’è solo un risultato. Rotazioni? Per Baroni…” (AUDIO)

Fabio Liverani in collegamento a ‘NMM’

“Credo che l’allenatore e la società debbano sempre confrontarsi, nel rispetto dei ruoli. Soprattutto, la società deve stare vicina al tecnico nel momento di difficoltà. Richiesta esplicita di rotazioni? Sarebbe un problema, perché è Baroni a fare le scelte in base alle sue convinzioni e alle sue idee. Poi ci sta che un DS possa mettere dei dubbi nella testa del tecnico, a livello di scelte. Può essere uno stimolo, anche. Tutti devono avere lo stesso obiettivo. A livello comunicativo, la Lazio non no è uscita bene negli ultimi giorni, su questo non ci piove”.

Contro il Torino per la Lazio è vietato perdere. Non è solo un discorso di classifica, ma soprattutto di morale. La Lazio deve ricostruire le sue certezze con tre punti, davanti al proprio pubblico, per affrontare al meglio il prossimo tour de force. No a giocatori appannati, ci sta mettere un giocatore meno forte, ma in forma. Non si può pensare al dopo, ma solo a vincere la partita. Il Torino ha cambiato tanto, sono solo 3 i superstiti della gara d’andata. Hanno qualità con Elmas e Biraghi, oltre ad esperienza. Sono salvi, giocano liberi mentalmente e possono creare difficoltà con l’entusiasmo. Gli obiettivi sono diversi, ma la Lazio deve avere mille motivazioni in più rispetto ai granata”.

“Tudor? Sono convinto che partirà bene. La Juventus vista nelle ultime gare era una squadra senza alchimie, in grave difficoltà psicologica. Era una squadra povera di intensità, di pulsazioni. Tudor lo conosciamo, vuole dare subito la sua impronta, mi aspetto che parta con 3 punti”.